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	<title>emergency Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Emergency recupera in mare al largo della Libia i corpi di due migranti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/28/emergency-recupera-in-mare-al-largo-della-libia-i-corpi-di-due-migranti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 09:37:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al largo delle coste libiche, in acque internazionali, la nave Life Support di Emergency ha recuperato i corpi senza vita di due migranti. L’allarme era stato lanciato giovedì&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/28/emergency-recupera-in-mare-al-largo-della-libia-i-corpi-di-due-migranti/">Emergency recupera in mare al largo della Libia i corpi di due migranti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al largo delle coste libiche, in acque internazionali, la nave Life Support di Emergency ha recuperato i corpi senza vita di due migranti. L’allarme era stato lanciato giovedì da Sea-Watch dopo che il velivolo Seabird aveva ripreso uno dei corpi e ne aveva avvistati altri cinque in mare. “Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso dover invece recuperare cadaveri”, ha commentato Anabel Montes Mier, capomissione a bordo della Life Support.</p>
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		<title>Afghanistan. Puntin (Emergency): &#8220;Terza ondata covid, un disastro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 15:19:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da inizio mese l&#8217;Afghanistan è scosso da una terribile terza ondata di Covid-19 che ha travolto il suo sistema sanitario proprio nel momento in cui il Paese è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/06/23/da-inizio-mese-lafghanistan-e-scosso-da-una-terribile-terza-ondata-di-covid-19-che-ha-travolto-il-suo-sistema-sanitario-proprio-nel-momento-in-cui-il-paese-e-colpito-dalla-recrudescenza-del-conflitt/">Afghanistan. Puntin (Emergency): &#8220;Terza ondata covid, un disastro&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da inizio mese l&#8217;Afghanistan è scosso da una terribile terza ondata di Covid-19 che ha travolto il suo sistema sanitario proprio nel momento in cui il Paese è colpito dalla recrudescenza del conflitto scatenato dal ritiro delle truppe Nato. La situazione è drammatica: i Covid hospital non hanno più posti letto, non esistono vere terapie intensive, c&#8217;è una enorme difficoltà a reperire ossigeno, solo una minima parte della popolazione è stata finora vaccinata e i combattimenti in corso in 26 provincie rendono l&#8217;approvvigionamento di materiale medico ancora più complicato&#8221;. E&#8217; questa la denuncia di Marco Puntin, programme coordinator di Emergency in Afghanistan, che in una nota traccia il quadro della diffusione della pandemia. Secondo il ministero della Salute locale, a oggi, 23 giugno, sono 107.857 le persone positive e 4.366 i morti nelle 34 province. Ma la scorsa settimana è circolata la notizia che i due maggiori ospedali con reparti Covid della capitale, Afghan Japan e Ali Jinnah, hanno dovuto chiudere le ammissioni per mancanza di letti disponibili. Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, nell&#8217;ultimo mese i positivi sono aumentati del 2.400%. Al momento il Governo ha decretato la chiusura di scuole, università e centri matrimoniali in 16 province del Paese. Sono ancora invece permessi i funerali, che però si stanno trasformando in occasioni di contagio. &#8220;I numeri ufficiali sono largamente sottostimati &#8211; continua Puntin &#8211; perché dall&#8217;inizio della pandemia sono stati fatti solo 541.735 tamponi su una popolazione di 40,4 milioni di persone. I test vengono effettuati soprattutto nelle principali città provinciali, ma tutta l&#8217;area rurale del Paese non ha alcuna capacità di testare nemmeno i pazienti sintomatici&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;inizio della crisi, Emergency ha implementato in tutte le sue strutture sanitarie protocolli di sicurezza che includono la compartimentazione degli spazi e la separazione dei flussi sporco-pulito per ridurre il rischio di contagio. Il virus è così diffuso che abbiamo individuato alcuni pazienti positivi anche tra i feriti ricoverati nei nostri ospedali, ma le misure adottate hanno permesso di controllare la situazione ed evitare la creazione di focolai. Puntin prosegue osservando che &#8220;in un simile contesto, il Paese riuscirà a lasciarsi alle spalle la pandemia solo attraverso una adeguata campagna vaccinale, ma la mancanza di dosi e la diffusione di false notizie, come l&#8217;infertilità causata dal vaccino, hanno azzoppato ogni tentativo di immunizzare una porzione sufficiente della popolazione&#8221;. Secondo il Centro di ricerche sul Coronavirus della Johns Hopkins University, solo lo 0,38% della popolazione afghana ha infatti completato il ciclo vaccinale. L&#8217;Afghanistan ha finora ricevuto tre forniture di vaccini, insufficienti a immunizzare solo i lavoratori dei servizi fondamentali. Le prime 500.000 dosi di Covishield erano entrate nel Paese lo scorso febbraio grazie a una donazione dell&#8217;India, seguite da altre 486.000 dosi ricevute attraverso il meccanismo di distribuzione Covax. Le ultime ad arrivare pochi giorni fa sono state 700.000 dosi del vaccino cinese Sinopharm, con cui si vorrebbe immunizzare la popolazione sopra i 50 anni. Secondo la coalizione People Vaccine Alliance, di cui Emergency membro, la tanto attesa iniziativa del Covax per distribuire vaccini ai Paesi poveri è ormai chiaramente in crisi: a fine maggio aveva distribuito 77 milioni di dosi di vaccino, un terzo di quelle previste entro quella data. All&#8217;attuale tasso di distribuzione, entro la fine di quest&#8217;anno, Covax consegnerà 250 milioni di dosi coprendo solo il 10% della popolazione dei Paesi beneficiari.</p>
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		<title>Ebola,  nuovo caso di Ebola allo Spallanzani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/05/12/ebola-nuovo-caso-di-ebola-allo-spallanzani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2015 18:35:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un professionista sanitario di Emergency, che ha prestato servizio in Sierra Leone, è risultato positivo al test Ebola eseguito nel pomeriggio di oggi presso il centro “Lazzaro Spallanzani”&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/12/ebola-nuovo-caso-di-ebola-allo-spallanzani/">Ebola,  nuovo caso di Ebola allo Spallanzani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un professionista sanitario di Emergency, che ha prestato servizio in Sierra Leone, è risultato positivo al test Ebola eseguito nel pomeriggio di oggi presso il centro “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il campione di sangue è arrivato a Roma nella tarda mattinata di oggi dalla Sardegna. E’ quanto si legge in una nota del ministero della Salute.</p>
<p>L’infermiere, che aveva lavorato nel Centro di cura dei malati di Ebola in Sierra Leone ed era arrivato in Sardegna l’8 maggio, ha effettuato l’automonitoraggio delle proprie condizioni di salute, come previsto dai protocolli del Ministero della Salute e di Emergency e ha manifestato i primi sintomi nella tarda serata di domenica scorsa.</p>
<p>L’operatore, ricoverato da 48 ore presso il nuovo reparto di malattie infettive dell’ospedale di  Sassari, è adesso in attesa di trasferimento all’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il trasporto, organizzato d’intesa tra il Ministero della Salute e quello della Difesa, viene eseguito dall’Aeronautica Militare in alto biocontenimento, seguendo le stesse procedure già attuate nel novembre scorso per il medico siciliano colpito dal virus e poi guarito.</p>
<p>E’ stata attivata la rete di emergenza della Prefettura di Sassari e del Comando Carabinieri del NAS. Il Ministero della salute e l’AIFA hanno già predisposto le misure necessarie per rendere disponibili presso lo Spallanzani i farmaci sperimentali previsti  dai protocolli. Per rispettare la privacy del paziente e della famiglia, non verranno rese note le generalità. Il primo bollettino medico, come da prassi, verrà emesso a cura dei medici dello Spallanzani.</p>
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		<title>Emergency riparte dall&#8217;Aquila per ricostruire l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 20:47:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Cambiare per restare, restare per cambiare”, e ancora “il diritto del lavoro contrapposto alla cultura del favore”: sono questi i punti intorno ai quali si è articolato il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/07/emergency-riparte-dallaquila-per-ricostruire-litalia/">Emergency riparte dall&#8217;Aquila per ricostruire l&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Cambiare per restare, restare per cambiare”, e ancora “il diritto del lavoro contrapposto alla cultura del favore”: sono questi i punti intorno ai quali si è articolato il dibattito che ieri sera si è tenuto presso la tensostruttura allestita appositamente per l’evento “Emergenza Italia” a Piazza Duomo. L’Aquila torna al centro dell’Italia con Emergency che ieri sera ha aperto l’undicesimo incontro nazionale dell’associazione italiana, che offre cure medico chirurgiche a chi non può permettersele in ogni parte del mondo, da qualche anno anche in Italia.</p>
<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-44662" title="emergency1" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency1-200x300.jpg 200w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency1.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>“È doveroso prima ancora che bello, &#8211; ha affermato Gino Strada, il fondatore di Emergency – che la nostra associazione viva vicino a chi soffre e credo che le persone dell’Aquila, di questa regione, abbiano subito un duro colpo e stiano ancora pagando molto le conseguenze. Per cui ci è sembrata la città ideale per l’incontro nazionale di Emergency”.</p>
<p>Presenti al dibattito, moderato dal direttore di Rainews Corradino Mineo, il fondatore e la presidente di Emergency Gino e Cecilia Strada, il magistrato antimafia Gian Carlo Caselli, il Segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, il vignettista Vauro, Don Pino De Masi referente Libera di Gioia Tauro e il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. “Occasioni di questo tipo sono preziose, perché permettono di guardarsi in faccia”: ha spiegato Corradino Mineo.</p>
<p>Questo incontro nasce per definire l’impegno di Emergency in campo medico in Italia, un “ritorno” dell’associazione nella sua terra natia che dal 1994 , da quando esiste Emergency, ad oggi, ha cambiato il proprio volto ed è sempre più simile ai luoghi in cui l’associazione ha sempre operato. Luoghi di guerra, di fame, di miseria, di povertà. E’ Cecilia Strada, presidente di Emergency e figlia di Gino Strada, ha spiegare il perché della nuova missione di Emergency in patria.</p>
<p>“In Italia Emergency si trova drammaticamente a suo agio – ha detto Cecilia Strada – Come il terrorismo nasce dalla miseria e per eliminarlo bisogna dare diritti e istruzione, allo stesso modo in Italia la cultura del favore può essere debellata con più diritti”. È stata una triste sorpresa per Emergency tornare in Italia e trovare che nove milioni di persone non possono permettersi il ticket, come riporta l’ultimo rapporto del Censis. “Non ce lo saremo mai aspettati che il campo dei diritti si restringesse sempre di più”: ha spiegato la presidente di Emergency. In Italia Emergency ha due ambulatori fissi a Palermo e Marghera e due mobili che si spostano su tutto il territorio nazionale. La figlia del chirurgo di guerra racconta che non sono solo clandestini o immigrati, le fasce più deboli della società a rivolgersi alle cure gratuite da loro offerte, ma anche italiani, quella fetta di concittadini che si sta impoverendo, come il disoccupato veneto che va nei loro ambulatori per curarsi i denti o la donna siciliana incinta che deve partorire e non può aspettare la fila dell’ospedale pubblico. Storie di ordinaria disperazione nell’Italia che non conosce più il benessere se non per pochi, nell’Italia della disoccupazione giovanile al 35 %, nell’Italia della non speranza nel futuro, nemmeno in quello del giorno dopo.</p>
<p>Parla di diritti anche il magistrato Gian Carlo Casello, altro ospite d’eccezione della serata, che descrive uno scenario nero per la democrazia in un paese in cui i diritti sono negati, primo fra tutti quello al lavoro , “che non c’è – ha spiegato Caselli &#8211; e quando c’è è precario o nero”.</p>
<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-44663" title="emergency2" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency2-300x200.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“Siamo arrivati al punto che una persona deve difendere un lavoro di merda”: ha affermato un tragicomico Vauro riferendosi ai minatori dell’Alcoa. Un periodo cupo anche per la magistratura che viene attaccata quando colpisce potenti e persone altolocate, spiega Caselli, con chiaro riferimento all’ “aggressione” in corso verso la Procura di Palermo che sta indagando sull’inchiesta Stato-Mafia. “Un lavoro così fatto dovrebbe essere rispettato e non lo è”: ha continuato Caselli. Esisterebbero così per il magistrato dell’Antimafia “due codici in Italia, uno per le persone considerate per bene a prescindere e uno per i cittadini comuni che non contano nelle alte sfere. La legge non è uguale per tutti”.</p>
<p>Che l’Italia del boom economico sia solo un bel ricordo da cartolina è chiaro anche al Segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini.</p>
<p>“I lavoratori non sono stati rappresentati in questo paese e se la gente non si interessa di politica è perché – ha spiegato Landini &#8211; la politica non si interessa di loro”. Il problema per Landini è il lavoro e se non si riparte da quello l’Italia non cambia. “Il problema è che una persona pur lavorando è povera, lo dice anche la Merkel – ha ricordato il Segretario Fiom – il lavoro che produce ricchezza è stato cancellato”.</p>
<p>Per Landini “bisogna rimettere al centro il lavoro”, ma per farlo è necessario eliminare il cancro dell’Italia, la Mafia o meglio “la cultura del favore” che è la negazione del lavoro e dei diritti. Ne ha parlato ieri sera durante l’incontro uno dei protagonisti della lotta alla ‘ndrangheta in Calabria Don Pino De Masi, Vicario Generale della Diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro.</p>
<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency4.jpg"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-44665" title="emergency4" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency4-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency4-200x300.jpg 200w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency4.jpg 400w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>La terra di Don Pino è la terra di “uomini senza”: così inizia a descrivere la Calabria il parroco dell’antimafia. “La Calabria è la terra degli uomini senza diritti, senza lavoro, senza sanità, senza cittadinanza e per i giovani senza il diritto a vivere nel loro territorio”. Una buona sintesi dei mali dell’Italia a cui si aggiunge la “cultura del favore” che, se nei luoghi tradizionalmente mafiosi è maggiormente vincolata alla mano armata della criminalità organizzata, in tutta Italia è comunque ancora oggi lo strumento più diffuso e facile per accedere ai diritti.</p>
<p>La mentalità della delega, della rassegnazione, della raccomandazione e del favore sta bloccando la diffusione dei diritti. Di fronte a ciò Don Pino porta l’esempio del riscatto: il lavoro che nasce nelle terre confiscate alla Mafia, la nascita di cooperative di giovani a Gioia Tauro che portano la speranza del cambiamento.</p>
<p>La stessa speranza che L’Aquila ha in grembo da tre anni e mezzo e che tenta di concretizzarsi ogni giorno. “La situazione è migliorata rispetto a un anno e mezzo fa quando era desolante, &#8211; ha affermato Corradino Mineo – ma rimane una delle vergogne della comunità nazionale non essere riusciti a garantire che la città risorgesse dov’era in tempi rapidi”. Per il vignettista Vauro esistono invece segni di speranza all’Aquila, che tuttavia non cancellano il contesto di “guerra” della città terremotata.</p>
<p>“Ho visto una situazione da una parte molto bella, una piazzetta piena di giovani che si rimpossessano di un luogo, &#8211; ha detto Vauro &#8211; <a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-44668" title="emergency7" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency7-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency7-200x300.jpg 200w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency7.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>ma intorno c’è l’Aquila di tre anni fa, c’è un conflitto visivo/visibile tra la voglia di vivere della gente e una città che come struttura è rimasta ferma e spiaccicata all’identità del terremoto”.</p>
<p>“A noi hanno tolto il diritto di rialzarci in piedi”: così il Sindaco Cialente spiega quali sono i diritti che mancano all’Aquila.</p>
<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-44666" title="emergency5" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/09/emergency5-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency5-300x200.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2012/09/emergency5.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“Siamo fermi con due miliardi in tasca”. È un Cialente, quello di ieri sera, che di fronte a ospiti nazionali non perde l’occasione per criticare gli aiuti esterni: “quando sono venuti tecnici e commissari è stato peggio, facciamo meglio da soli”, ha detto rivolgendosi alla platea. Il Sindaco ha descritto l’Aquila come “una città alla fame, segnata da un’improvvisa povertà che ha colpito persone che non sapevano cosa fosse”.</p>
<p>Dall’Aquila all’Italia il passo è breve. Ancora una volta la città da ricostruire diventa metafora di una nazione da rimettere in piedi. Emergency ha proposto ieri sera la sua ricetta, ma per uscirne bisogna imporre quella che Vauro, riferendosi ai giovani che provano l’ebbrezza della normalità nella piazza davanti allo storico locale “Ju Boss”, ha definito “l’ostinazione alla bellezza”.</p>
<p style="text-align: right;">Lisa D&#8217;Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/07/emergency-riparte-dallaquila-per-ricostruire-litalia/">Emergency riparte dall&#8217;Aquila per ricostruire l&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Emergency per L’Aquila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 20:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[emergency]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/07/emergency-per-laquila/">Emergency per L’Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per L’Aquila tre anni sono stati come un solo giorno e le emergenze sono tutte al punto di partenza; per una serie di responsabilità interne ed esterne che, comunque, hanno fatto sì che la città (ovvero ciò che ne resta) viva ancora le conseguenze del disastroso terremoto.<br />
Per questo motivo Emergency ha scelto la Piazza Duomo del capoluogo abruzzese, che sembra addormentato fra rabbia e depressione, per il suo 11esimo incontro nazionale, fatto di conferenze, dibattiti, musica e spettacoli, per parlare dei diritti disattesi in Italia e nel mondo e della sua storia, meteriata da progetti umanitari e impegno civile, lunga 18, tenacissimi anni.<br />
Si è cominciato ieri 6 settembre alle 21, con un incontro pubblico nella immensa tensostruttura tirata su in tempo record, di fronte al Duomo, nell’area che chiamavamo “piè di piazza”, con un dibattito moderato da Corradino Minneo, a cui hanno preso parte, fra gli altri, Cecilia Strada, Giancarlo Caselli, Maurizio Landini, Vauro e Don Pino De Masi, seguito da un bel concerto di Miriam Foresti.<br />
E stasera, sempre nella struttura rimovibile da 1.600 posti, si va avanti con un incontro con Lella Costa ed altri illustri ospiti, fra cui: Gino e Cecilia Strada, Erri De Luca, Frankie Hi-Nrg, Ascanio Celestini e Alessandro Bergonzoni, per parlare di emergenze e di come affrontarle e superarle.<br />
Sabato 8, infine, un concerto con Marina Rei, Paola Turci, Frankie Hi-Nrg, Fiorella Mannoia ed il gruppo Vega’s, non per finire cantando, ma per pensare mentre si canta.<br />
Intanto la città si è come rianimata, almeno in parte e per effetto di una sorta di riviviscenza che sembrava annullata in questi ultimi mesi, mesi invece cruciali, per chi si candida, nel 2019, a Capitale europea della cultura.<br />
Oltre a Piazza Duomo, si animano di nuovo corso Vittorio Emanuele, dove in questa tre giorni si possono acquistare e gustare i prodotti tipici d’Abruzzo e dell’Aquila e San Bernardino, dove è stata allestita una piccola area gastronomica aperta a tutti, con circa 350 posti a sedere al coperto e un’area bar che resterà aperta anche la sera dopo gli spettacoli.<br />
Una bella occasione per molti, per ritrovare o scoprire monumenti, palazzi e siti, che conservavano la memoria artistica di una storia illustre e che oggi sono sorretti da un lungo intrecciarsi di pali e impalcature.<br />
Ma anche per mettere a nudo i pali, resi fragili dal tempo trascorso, che sorreggono una popolazione stremata ed amareggiata, ma che ancora ci crede nel futuro, perché conserva forte il ricordo della sua identità.<br />
Se in Italia siamo immersi nella crisi dal 2008, questa è divenuta più acuta ed insopportabile dall’anno dopo per noi aquilani.<br />
Ma ciò che trovo insopportabile (ogni giorno, in modo crescente), e non riuscire ad immaginare un futuro oltre la crisi, che non è soltanto un peccato di poca fantasia. È anche un limite grave e concreto affinché una nuova realtà possa seriamente affacciarsi.<br />
E questo è vero sia per il singolo con la sua realtà circostanziale, che per la collettività, cioè a livello sociale, di nazione, di città, di civiltà. La soglia che ci separa dall’oltre la crisi è anche il confine con il desiderio, con il non-ancora-realizzato, con l’esercizio della libera immaginazione, con il luogo dell’utopia. Se la crisi soffoca, a fantasia libera; ma non vedo davvero nessun opinion-leader (dentro e fuori dalla città) che si impegni ad usarla la fantasia.<br />
Ed allora, in controtendenza, voglio farlo io questo sforzo, voglio immaginare che l’uomo di oggi (a partire da quello aquilano), abbia e immediato bisogno di recuperare un senso più alto e più ampio dell’ esistenza: non soltanto pane, case e monumenti, ma anche occupazione, prospettive e, soprattutto, bellezza.<br />
La famosa piramide di Maslow, secondo cui soltanto dopo aver assolto ai bisogni primari (alimentazione, protezione) è possibile far emergere bisogni non-primari (autorealizzazione), ha forse sottovalutato l’enorme potere che la bellezza esercita sull’animo umano. La ricerca della bellezza è ciò che io immagino per l’Uomo di oggi, sempre che egli abbia l’aspirazione a diventare anche l’Uomo di domani. Non basteranno i comitati di bioetica a governare il futuro, ad instradare le nuove applicazioni di intelligenza artificiale, le tecniche di bio-ingegneria genetica, le frontiere delle nanotecnologie, i cambiamenti climatici mondiali, i processi di de-materializzazione della nuova cultura digitale.<br />
E non basteranno soldi e leggi per ricostruire la nostra città e noi stessi, perché saremo travolti dalla nostra stessa miopia, se non se non sapremo dotarci per tempo di una luce in grado di orientarli lungo nuovi punti di riferimento.<br />
E questa luce, immagino, possa essere soltanto la ricerca della bellezza, di cui abbiamo bisogno come di pane, una bellezza che il terremoto sembra aver oscurato, ma che a sprazzi riemerge, nelle tele del nostro Vincenzo Bonanni o nei festival musicali organizzati dal Maestro Agostino Valente.<br />
La bellezza di cui parlano, da punti di vista diversi, Errico Centofanti e Monsignor Antonini, quell’anelito potente capace di ispirare la gente comune e gli statisti, le persone semplici ed i grandi imprenditori, che è di fatto musa d’ogni nuovo progetto e di ogni innovazione, nutrimento della speranza, per tutti.<br />
Perché tutti hanno bisogno di bellezza, perché è lei che fa battere i cuori, fa scorrere il sangue che altrimenti si prosciugherebbe come sabbia e ricostruisce i luoghi, le nazioni, le comunità.<br />
E nel mio piccolo, assieme ai professionisti e al consiglio dell’Istituto Cinematografico Lanterna Magica de L’Aquila, voglio adoperarmi per diffondere questa bellezza, attraverso il cinema che è gioia ludica e reminiscenza di bellezza, che riesplode improvvisa nelle menti degli spettatori, perrchè, come ha scrittto Roberto Saviano (che è anche grande cinefilo), in “La bellezza e l&#8217;inferno: il cinema secondo Saviano”, er per capire la contemporaneità è necessaria sia la capacità di cogliere la distanza tra cinema e vita che la voglia di farne oggetto d’analisi profonda, perché, come ci insegnano i grandi di questa arte (Fellini in testa, mai poi Truffaut e William Powell e molti altri), la contraddizione tra l’immagine eterna del personaggio e quella mortale dell’attore è il fascio di luce che fende l’oscurità, illuminando appena gli altri spettatori, con un lieve chiarore per cui niente è ombra, in cui sul viso di ogni uomo si dipingono paure e desideri e ogni minima espressione è un’autentica opinione, una reazione che cogliamo per capire noi stessi, il nostro reale, le angosce ed il loro superamento.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/07/emergency-per-laquila/">Emergency per L’Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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