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	<title>emozioni Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Elisabetta II. Psicoterapeuta: &#8220;Con i social obbligati a emozionarci&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:40:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;assassinio del presidente Kennedy, lo sbarco sulla Luna, l&#8217;attentato terroristico alle Torri gemelle o, per stare alla storia di casa, la strage di Capaci. Tutti, o almeno gran parte di noi, ricordano perfettamente dov&#8217;erano e cosa stavano facendo quando hanno appreso una di queste notizie. E in molti domani, così come tra dieci o vent&#8217;anni, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/09/09/elisabetta-ii-psicoterapeuta-con-i-social-obbligati-a-emozionarci/">Elisabetta II. Psicoterapeuta: &#8220;Con i social obbligati a emozionarci&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assassinio del presidente Kennedy, lo sbarco sulla Luna, l&#8217;attentato terroristico alle Torri gemelle o, per stare alla storia di casa, la strage di Capaci. Tutti, o almeno gran parte di noi, ricordano perfettamente dov&#8217;erano e cosa stavano facendo quando hanno appreso una di queste notizie. E in molti domani, così come tra dieci o vent&#8217;anni, ricorderanno dov&#8217;erano e cosa stavano facendo ieri, quando è stata annunciata al mondo la morte della regina Elisabetta II. Ma perché, pur essendo avvenimenti che viviamo soltanto indirettamente e di riflesso, si fissano così tanto nella memoria collettiva diventando parte dei nostri ricordi personali? &#8220;La nostra mente cerca sempre di collocare gli eventi in una dimensione spazio-temporale, è un meccanismo che appartiene agli eventi significativi della nostra vita, così come a quelli che ci colpiscono in modo particolare- spiega la psicoterapeuta Silvana Quadrino- nel caso della morte di un personaggio famoso o di un avvenimento di portata mondiale, c&#8217;è un effetto ridondanza ossia di quell&#8217; evento si parla talmente tanto che questo fissa il ricordo nella nostra dimensione spazio-temporale. L&#8217;avvenimento entra a far parte della nostra memoria e di quella di un numero di persone estremamente grande per cui il ricordo diventa indimenticabile&#8221;. Quelli che di solito restanto, infatti, &#8220;sono i ricordi reiterati, ossia ciò che viene ripetuto e commentato più volte&#8221;, spiega Quadrino. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MEMORIA COLLETTIVA ED EMOZIONI PRESCRITTE</strong> &#8211; &#8216;&#8221;Cinquantanove anni fa, quando è stato ucciso Kennedy, io ero in una buia aula d&#8217;università in attesa della lezione di Pedagogia- ricorda la psicoterapeuta- ad un certo punto entrò il nostro professore e ci disse che avevano sparato al presidente. Ce lo disse in modo asettico, senza caricare la notizia di emozioni, probabilmente per non &#8216;inquinare&#8217; l&#8217;effetto che avrebbe avuto su di noi. E ricordo, infatti- continua Quadrino- che restammo in silenzio e commentammo la cosa solo una volta usciti dall&#8217;Ateneo. Oggi, invece, le emozioni circolano subito sui social, vengono scritti fiumi di commenti istantanei e questo ha un effetto omologante, sembra quasi che le emozioni vengano prescritte, e chi non è abituato a riflettere sul proprio stato d&#8217;animo finisce con l&#8217;assorbire le emozioni della maggioranza&#8221;. Dunque &#8220;non solo viene diffuso l&#8217;avvenimento ma lo si fa caricandolo di un grande apporto emotivo, quindi anche chi non era particolarmente legato a quel determinato personaggio si sente in dovere di partecipare ai commenti esprimendo la propria emozione&#8221;, conclude Quadrino.</p>
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		<title>Coronavirus. Emozioni in Pillole: 5 passi per affrontare la paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 19:09:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non trasformare la &#8216;giusta distanza&#8217; tra le persona in una distanza dalle vostre emozioni e da voi stessi, perche&#8217; se non si entra in contatto con le emozioni che ci attraversano rischiamo di provare ancora piu&#8217; solitudine. Per quanta paura possiamo provare, da noi stessi non possiamo scappare e non possiamo correre il rischio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/20/coronavirus-emozioni-in-pillole-5-passi-per-affrontare-la-paura/">Coronavirus. Emozioni in Pillole: 5 passi per affrontare la paura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non trasformare la &#8216;giusta distanza&#8217; tra le persona in una distanza dalle vostre emozioni e da voi stessi, perche&#8217; se non si entra in contatto con le emozioni che ci<br />
attraversano rischiamo di provare ancora piu&#8217; solitudine. Per quanta paura possiamo provare, da noi stessi non possiamo scappare e non possiamo correre il rischio di abbandonarci. Anche se ci spaventa quello che proviamo in questo momento e non ci sembra possibile, se riusciamo ad entrare in contatto con quello che sentiamo lo possiamo trasformare in qualcosa di utile per noi stessi e per gli altri&#8221;. I consigli arrivano da Francesca Zazza, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), che fa parte del team dei 30 psicologi in ascolto che gestisce lo sportello di supporto psicologico sul sito Diregiovani.it nello spazio &#8216;Lontani ma vicini&#8217;.<br />
Solitudine, disorientamento, senso del vuoto. Tutte queste sensazioni fanno paura, allora come gestire quello che si sta provando in questa emergenza Coronavirus? <a href="http://(pubblicato su https://www.diregiovani.it/2020/03/19/301989-emozioni-in-pillole-5-passi-per-affrontare-la-paura.dg/ )">Ecco un vademecum utile</a> che Zazza ha scritto per aiutare bambini, adolescenti e adulti: &#8220;Stiamo vivendo un momento molto delicato, la diffusione del Coronavirus ha provocato tanti cambiamenti nella nostra vita, scatenando ansie, preoccupazioni e paure. Con questo breve Vademecum desideriamo aiutarti a ricordare che provare questi vissuti e&#8217; naturale e darti qualche piccolo suggerimento per non farti travolgere dai timori. Le emozioni sono messaggi del nostro mondo interno che arrivano per comunicarci qualcosa. Le loro manifestazioni fisiologiche potrebbero corrispondere alle notifiche delle app presenti sui nostri smartphone: battito cardiaco accelerato, sudorazione, sensazione di pesantezza sul petto, difficolta&#8217; a respirare sono come la spia luminosa, la vibrazione o la suoneria associata ai messaggi che riceviamo ogni giorno. A differenza di quelli che arrivano dai social e dalle chat, pero&#8217;, se blocchiamo o ignoriamo i messaggi delle nostre emozioni queste continueranno a provare a contattarci, rendendo piu&#8217; intensi e frequenti i loro segnali o trovandone altri che non possiamo fare a meno di considerare&#8221;.<br />
Cosa fare per evitare di essere travolti dai timori:<br />
<strong>1. RESTA IN CONTATTO</strong>. La connessione che dobbiamo cercare non e&#8217; solo quella con gli altri, reale e/o digitale, ma anche quella autentica con noi stessi. Bisogna essere disposti a entrare in contatto con le proprie emozioni anche quando quello che si prova genera sensazioni spiacevoli. Per quanta paura possiamo provare ricorda: da noi stessi non possiamo scappare.<br />
<strong>2. APRI IL MESSAGGIO.</strong> Quando la paura arriva ascolta quello che vuole dirti, e&#8217; una parte di te, se le lasci un po&#8217; di spazio sara&#8217; meno probabile che esploda trasformandosi in qualcosa di ancora piu&#8217; intenso e difficilmente gestibile come, ad esempio, il panico. Prestale attenzione come se a parlarti fosse un amico, un familiare o un tuo caro. Se neghiamo, evitiamo o rifiutiamo la paura blocchiamo anche la possibilita&#8217; di trasformarla in qualcosa di utile per noi e per gli altri.<br />
<strong>3. NON FERMARTI ALL&#8217;ANTEPRIMA, LEGGI IL TESTO FINO IN FONDO.</strong> La paura e&#8217; un&#8217;emozione primaria generalmente provocata da una situazione di pericolo, reale o immaginario. A nessuno piace sentirsi spaventato/a, ma se andiamo oltre la sensazione iniziale possiamo accorgerci di come la paura ci informa del fatto che siamo capaci di provare un legame di attaccamento, un sentimento di affetto e amore verso persone, cose, abitudini, in generale verso la vita e non vogliamo perdere quello a cui teniamo.<br />
<strong>4. PRENDI TEMPO.</strong> Non sei tenuto/a a dare subito una risposta ai messaggi inviati dalle tue emozioni. La paura, soprattutto quando e&#8217; intensa, porta a reagire in modo impulsivo. Tu non sei quello che provi, la paura e&#8217; una parte importante di te che convive con molte altre, come il coraggio, la fiducia, la speranza. Dai a tutti i messaggi il tempo di arrivare, nel frattempo distraiti: ascolta la musica, disegna, leggi, scrivi, cucinaàpoi torna a connetterti con quello che sentiàpotrai scoprire che la paura e&#8217; rimasta in attesa, ma non e&#8217; piu&#8217; l&#8217;unica sensazione a dominare il campo.<br />
<strong>5. CONDIVIDI.</strong> Parla con qualcuno di cui ti fidi di quello che provi e che pensi, la paura e&#8217; un sentimento universale, condividendolo potresti scoprire che molti provano il tuo stesso vissuto e sentirti meno solo/a. Se non puoi parlarne con le persone che hai accanto scrivi agli esperti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/20/coronavirus-emozioni-in-pillole-5-passi-per-affrontare-la-paura/">Coronavirus. Emozioni in Pillole: 5 passi per affrontare la paura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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