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	<title>Erdogan Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Erdogan e Putin al telefono, Mosca conferma l’impegno per una soluzione politica al conflitto ucraino</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/07/19/erdogan-e-putin-al-telefono-mosca-conferma-limpegno-per-una-soluzione-politica-al-conflitto-ucraino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 15:38:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina entra nel 1.241° giorno di ostilità, mentre proseguono le iniziative diplomatiche e le misure economiche di contrasto. In una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il Cremlino ha sottolineato come Vladimir Putin ribadisca “l’impegno di Mosca a trovare una soluzione positiva e diplomatica al conflitto con l’Ucraina”. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/19/erdogan-e-putin-al-telefono-mosca-conferma-limpegno-per-una-soluzione-politica-al-conflitto-ucraino/">Erdogan e Putin al telefono, Mosca conferma l’impegno per una soluzione politica al conflitto ucraino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina entra nel 1.241° giorno di ostilità, mentre proseguono le iniziative diplomatiche e le misure economiche di contrasto.  </p>
<p>In una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il Cremlino ha sottolineato come Vladimir Putin ribadisca “l’impegno di Mosca a trovare una soluzione positiva e diplomatica al conflitto con l’Ucraina”. Il comunicato diffuso da Mosca evidenzia la volontà di mantenere aperti i canali negoziali, sebbene finora non siano stati resi noti dettagli su eventuali prossimi incontri bilaterali o multilaterali.  </p>
<p>Sul fronte delle sanzioni, il comitato degli ambasciatori dei Paesi Ue ha raggiunto a Bruxelles un accordo sul diciottesimo pacchetto restrittivo nei confronti della Russia. Tra le misure approvate figura un nuovo meccanismo dinamico di Oil Price Cap, che stabilisce un tetto al prezzo del greggio russo pari al 15% in meno rispetto al valore medio di mercato. Questo provvedimento si aggiunge alle precedenti serie di misure volte a limitare le entrate energetiche di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/19/erdogan-e-putin-al-telefono-mosca-conferma-limpegno-per-una-soluzione-politica-al-conflitto-ucraino/">Erdogan e Putin al telefono, Mosca conferma l’impegno per una soluzione politica al conflitto ucraino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turchia. Erdogan proclama sette giorni di lutto nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 19:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un comunciato ufficiale, il presidente ecep Tayyip Erdogan ha proclamato sette giorni di lutto nazionale in seguito ai due terremoti di magnitudo 7.8 e 7.6 che hanno colpito nell&#8217;arco di circa dodici ore ben dieci province del Paese: Kahramanmaras, Kilis, Diyarbakir, Adana, Osmaniye, Gaziantep, Sanlirurfa, Adiyaman, Malatya e Hatay. Il bilancio delle vittime è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In un comunciato ufficiale, il presidente ecep Tayyip Erdogan ha proclamato sette giorni di lutto nazionale in seguito ai due terremoti di magnitudo 7.8 e 7.6 che hanno colpito nell&#8217;arco di circa dodici ore ben dieci province del Paese: Kahramanmaras, Kilis, Diyarbakir, Adana, Osmaniye, Gaziantep, Sanlirurfa, Adiyaman, Malatya e Hatay. Il bilancio delle vittime è salito a 1.651 persone e i soccorritori continuano a scavare tra le macerie delle centinaia di edifici distrutti. Nella nota il capo del governo di Ankara ha aggiunto che le bandiere sventoleranno a mezz&#8217;asta dal tramonto di oggi fino a domenica 12 febbraio anche nelle sedi istituzionali della Turchia all&#8217;estero.</p>
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		<title>Turchia: Erdogan bombarda i rifugiati in Kurdistan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 18:37:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Turchia sta attaccando il Kurdistan, gli aerei da guerra turchi stanno bombardando il Kurdistan&#8221;: a denunciarlo il Centro curdo per i diritti umani, secondo il quale tra i luoghi attaccati dalle forze armate di Ankara ci sarebbe anche il campo rifugiati di Makhmour, istituito dalle Nazioni Unite nel 1998 e abitato da circa 15000 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Turchia sta attaccando il Kurdistan, gli aerei da guerra turchi stanno bombardando il Kurdistan&#8221;: a denunciarlo il Centro curdo per i diritti umani, secondo il quale tra i luoghi attaccati dalle forze armate di Ankara ci sarebbe anche il campo rifugiati di Makhmour, istituito dalle Nazioni Unite nel 1998 e abitato da circa 15000 persone. Il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan avrebbe bombardato il campo nonostante &#8220;la protezione dell&#8217;Onu&#8221;. Il gruppo di attivisti riferisce di bombardamenti in almeno 81 localita&#8217; della regione del Kurdistan con &#8220;60 aerei da guerra&#8221;. Per il Centro i media turchi hanno cercato di legittimare gli attacchi, affermando che si trattavano di operazioni contro i &#8220;terroristi&#8221;. I bombardamenti di oggi farebbero parte di un piano &#8220;precedentemente elaborato&#8221;: secondo quanto riferito dagli attivisti il capo dell&#8217;intelligence turca, Hakan Fidan, avrebbe visitato segretamente l&#8217;Iraq l&#8217;11 giugno per discutere dell&#8217;attacco sia con il governo federale sia con il governo regionale del Kurdistan. Entrambi gli esecutivi non si sono ancora pronunciati sull&#8217;attacco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/15/turchia-erdogan-bombarda-i-rifugiati-in-kurdistan/">Turchia: Erdogan bombarda i rifugiati in Kurdistan</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Erdogan ordina l&#8217;attacco in Siria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 18:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il via all’offensiva militare di Ankara nel nord della Siria è stato annunciato oggi dal presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Secondo il capo di Stato, l’obiettivo dell’avanzata è creare “una zona di sicurezza” al riparo dalle milizie curde. Nell’area, stando al governo di Ankara, potrebbe essere accolta parte dei circa tre milioni e 600mila [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/erdogan-ordina-lattacco-in-siria/">Erdogan ordina l&#8217;attacco in Siria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il via all’offensiva militare di Ankara nel nord della Siria è stato annunciato oggi dal presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan. Secondo il capo di Stato, l’obiettivo dell’avanzata è creare “una zona di sicurezza” al riparo dalle milizie curde. Nell’area, stando al governo di Ankara, potrebbe essere accolta parte dei circa tre milioni e 600mila profughi siriani oggi in territorio turco.</p>
<p>“Sono stato appena informato che la Turchia ha assunto un’iniziativa unilaterale sulla quale non posso che esprimere preoccupazione. La preoccupazione è che siano assunte iniziative che possano portare a un’ulteriore destabilizzazione della Regione, iniziative che possano finire per portare ulteriori sofferenze alla comunità locale”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, a Palazzo Chigi. La stessa preoccupazione che si evitino azioni che “destabilizzino” l’area è stata espressa da Stoltenberg.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/09/erdogan-ordina-lattacco-in-siria/">Erdogan ordina l&#8217;attacco in Siria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Italia-Turchia, appello curdo a Roma: &#8220;Fermate Erdogan, genocida&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/02/05/italia-turchia-appello-curdo-a-roma-fermate-erdogan-genocida/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 12:11:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Free Ocalan! Isis Erdogan&#8221; scandiscono i manifestanti che da Roma, a pochi passi dalla basilica di San Pietro, protestano contro la visita del presidente turco Racep Tayyip Erdogan, in un clima pacifico e con una forte presenza di polizia e giornalisti, anche internazionali. Tante le sigle presenti, a partire dai curdi in Italia che aderiscono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/05/italia-turchia-appello-curdo-a-roma-fermate-erdogan-genocida/">Italia-Turchia, appello curdo a Roma: &#8220;Fermate Erdogan, genocida&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Free Ocalan! Isis Erdogan&#8221; scandiscono i<strong> manifestanti che da Roma,</strong> a pochi passi dalla basilica di San Pietro, protestano contro la visita del <strong>presidente turco Racep Tayyip Erdogan</strong>, in un clima pacifico e con una forte presenza di polizia e giornalisti, anche internazionali. Tante le sigle presenti, a partire dai <strong>curdi in Italia</strong> che aderiscono alle associazioni della diaspora: &#8220;Sono qui per dare sostegno al <strong>popolo curdo</strong>. <strong>Erdogan ad Afrin, in Siria, sta conducendo un genocidio</strong>. Ha ucciso anche due miei nipoti, una di cinque anni, col pretesto di combattere i terroristi. Ma a cinque anni sei terrorista?&#8221; chiede alla DIRE Maria, che vive in Italia da 24 anni. Ad Afrin, dove da due settimane proseguono i raid turchi, ha ancora tanti parenti: &#8220;Ho parlato con mio cognato, racconta che le bombe cadono come la pioggia e che loro dormono in cantina&#8221;. &#8220;L&#8217;Europa dorme, Erdogan e&#8217; un assassino, un terrorista&#8221; accusa anche Rudi, in Italia da cinque anni. Alla DIRE spiega&nbsp; che ad Afrin, da dove viene anche lui, l&#8217;offensiva turca non risparmia villaggi e campi profugi. La Rete del<strong> Kurdistan in Italia,</strong> organizzatrice della protesta, attacca ancora, sventolando decine di bandiere del Kurdistan o con l&#8217;immagine del leader<strong> Abdullah Ocalan</strong>: &#8220;Inaccettabile che mentre gli aerei turchi bombardano la Siria, Erdogan qui incontri i vertici di Finmeccanica, Astaldi, Imprigilo oltre a<strong> Papa Francesco e</strong> alle massime autorita&#8217; dello Stato. Noi contestiamo il modo in cui il nostro Stato lo ha accolto, con la creazione di una vera e propria zona rossa, l&#8217;albergo dove risiede &#8211; l&#8217;Excelsior di via Veneto &#8211; chiuso, e dove e&#8217; stata innalzata bandiera turca&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/05/italia-turchia-appello-curdo-a-roma-fermate-erdogan-genocida/">Italia-Turchia, appello curdo a Roma: &#8220;Fermate Erdogan, genocida&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turchia: &#8220;Si a spose a 9 anni&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/01/07/turchia-si-a-spose-a-9-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 21:00:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il matrimonio evita l’adulterio e può essere contratto appena si entra nell’età della pubertà, già dai 9 anni per le donne e dai 12 anni per gli uomini. È polemica in Turchia per questa sconcertante interpretazione pubblicata in un glossario online dei termini islamici dalla Direzione per gli affari religiosi (Diyanet), massima autorità musulmana nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/07/turchia-si-a-spose-a-9-anni/">Turchia: &#8220;Si a spose a 9 anni&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il matrimonio evita l’adulterio e può essere contratto appena si entra nell’età della pubertà, già dai 9 anni per le donne e dai 12 anni per gli uomini. È polemica in Turchia per questa sconcertante interpretazione pubblicata in un glossario online dei termini islamici dalla Direzione per gli affari religiosi (Diyanet), massima autorità musulmana nel Paese.</p>
<p>La voce, ora rimossa, ha provocato una bufera politica, spingendo il principale partito di opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan, il socialdemocratico Chp, a chiedere l’apertura di un’inchiesta. Sui social network, molti utenti hanno inoltre espresso il proprio sdegno, chiedendo anche la chiusura della Diyanet. L’istituzione, già coinvolta in polemiche simili in passato, ha successivamente precisato di non approvare le ‘spose bambine’.</p>
<p>Intanto, nell’ottobre scorso il Parlamento di Ankara aveva approvato la norma che rendeva legalmente validi i matrimoni celebrati dai muftì, gli esperti di legge islamica che dipendono a tutti gli effetti dal potente ministero per gli Affari religiosi il “Diyanet”. I matrimoni religiosi in Turchia sono molto diffusi e ora i “muftì”, autorità musulmane riconosciute come funzionari pubblici, li possono celebrare legalmente, mentre finora venivano registrati solo davanti agli ufficiali civili. La modifica è stata fortemente voluta dal presidente Erdogan.</p>
<p>Un rapporto dell’Unicef stima che nel mondo le donne che si sono sposate prima dei 18 anni siano 700 milioni, di cui oltre un terzo (250 milioni) sotto i 15 anni. I tre paesi con il maggior numero di spose bambine sono Niger, Bangladesh e Chad.</p>
<p>Nel 2016 è stato condotto a New York un esperimento sociale da Coby Persin, provocatore e attivista statunitense. È stato realizzato un video che mostra i passanti chiaramente scandalizzati e preoccupati di fronte a un matrimonio con una sposa bambina. Alcuni hanno chiamato la polizia o cercato di parlare con la bambina per capire cosa succedeva. Lo sposo si era difeso dicendo di avere il permesso dei genitori della bambina e una regolare licenza matrimoniale in tasca.</p>
<p><iframe title="65 Year Old Man Marries 12 Year Old Girl! (Child Marriage Social Experiment)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/KldFGgUTqKA?start=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;<br />
Il luogo scelto pare strano e fuori contesto, eppure nemmeno gli Stati Uniti sono nuovi al fenomeno. Unchained at last, una organizzazione non governativa impegnata a combattere i matrimoni forzati negli Stati Uniti, stima che tra il 2000 e il 2010 siano stati oltre 248mila i minorenni, quasi sempre bambine e ragazzine, che hanno legalmente contratto matrimonio negli Usa.</p>
<p>I numeri diffusi da Unchained at last sono sorprendenti e i dettagli delle licenze matrimoniali, analizzati minuziosamente dalla ong, nascondono storie raccapriccianti, come quelle delle tre bambine di dieci anni e del bambino di undici che, complice lo stato del Tennessee, hanno sposato degli adulti. O quella della 14enne sposata con un uomo di 74 anni, col beneplacito dello Stato dell’Alabama.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/01/07/turchia-si-a-spose-a-9-anni/">Turchia: &#8220;Si a spose a 9 anni&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turchia:  Ismail Kahraman chi è? e perché tanta rabbia contro Che Guevara?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:24:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ismail Kahraman è nato nel 1940 a Rize, città lungo la costa del Mar Nero, a poche decine di chilometri dall’allora confine turco-sovietico. Laureato in giurisprudenza all’Università di Istanbul, è dal novembre del 2015 il Presidente del Parlamento della Repubblica di Turchia. La sua formazione politica risale gli anni universitari, quando divenne un attivista politico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ismail Kahraman è nato nel 1940 a Rize, città lungo la costa del Mar Nero, a poche decine di chilometri dall’allora confine turco-sovietico. Laureato in giurisprudenza all’Università di Istanbul, è dal novembre del 2015 il Presidente del Parlamento della Repubblica di Turchia. La sua formazione politica risale gli anni universitari, quando divenne un attivista politico nell’Unione Nazionale Studentesca Turca (MTTB), fino ad assumerne la presidenza nazionale per un breve periodo.</p>
<p>L’MTTB è una formazione politica conservatrice, nazionalista e anticomunista. Fin dagli anni Sessanta si è impegnata attraverso assemblee – veri e propri “corsi di formazione” –  a diffondere la cultura anticomunista tra gli studenti universitari. Fino agli anni Ottanta, l’MTTB ha avuto come logo un lupo, simbolo legato ai miti nazionalisti e panturchi, poi sostituito da un libro simboleggiante il Corano.</p>
<p>Kahraman, celebre per le sue dichiarazioni contro ogni riferimento alla laicità nel progetto della nuova Costituzione, ha militato nell’MTTB con altri illustri politici dell’attuale establishment di Ankara, come l’ex Presidente della Repubblica Abdullah Gul, l’ex Presidente del Parlamento Mehmet Ali Sahin, l’attuale Presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan e l’ex vice Primo Ministro, Bulent Arinc.  Le personalità politiche, insomma, che hanno fondato il Partito dello Sviluppo e della Giustizia (AKP).</p>
<p>L’MTTB ha visto militare tra le sue fila anche Huseyin Velioglu – ucciso nel 2000 durante un’operazione della polizia –il fondatore, secondo le accuse, di Hezbollah-Turchia, un’organizzazione islamista militante di matrice sunnita, operativa dal 1987 nelle regioni a predominanza curda, le cui azioni si sono da sempre rivolte contro membri e simpatizzanti del PKK e organizzazioni di sinistra.</p>
<p>Quella stessa MTTB che ha visto Ismail Kahraman in veste di presidente, è anche nota per essere stata coinvolta nella “Kanlı Pazar”, letteralmente “la Domenica di Sangue”. Il 16 febbraio 1969 organizzazioni studentesche di sinistra radunate in Piazza Beyazit a Istanbul per manifestare contro la presenza della Sesta Flotta degli Stati Uniti sul Bosforo si spostarono in corteo verso piazza Taksim, dove formazioni giovanili islamiste, nazionaliste e conservatrici, tra cui tantissimi membri dell’MTTB, erano arrivate da diverse città dell’Anatolia per protestare contro la manifestazione antiamericana. L’obiettivo dell’MTTB doveva essere silenziare la voce dei “rossi”. Dopo una preghiera collettiva ai piedi del palazzo Dolmabahce, centinaia di studenti conservatori, armati di coltelli, misero in atto quello che la stampa anti-comunista da giorni auspicava, ovvero “far sputare sangue ai rossi”. La mattanza si concluse con l’uccisione di due studenti.</p>
<p>L’MTTB non fu l’unica responsabile di quella tragica giornata. Altre due realtà parteciparono attivamente all’orrore di quel 1969 turco: l’“Associazione di Lotta contro il Comunismo” e il “Comitato dei 40”,  una realtà informale specializzata nella protezione delle formazioni studentesche conservatrici e negli attacchi ai militanti di sinistra. Un’organizzazione paramilitare che secondo Erol Bilbilik – autore di “Amerikanperestler”, un libro sugli autori della “Kanlı Pazar” – ha visto tra le sue fila anche l’attuale Presidente del Parlamento.</p>
<p>Dati i precedenti, verrebbe spontaneo chiedersi che tipo di società promuova oggi l’ MTTB. Nel sito dell’organizzazione – attiva anche in progetti di sviluppo e cooperazione internazionale –  tra gli obiettivi si trova un vivo interesse nella «costruzione di un mondo d’umanità», una nuova <em>silhouette</em> in linea con la dialettica del partito Akp. D’altronde, è lo stesso Ismail Kahraman a delineare questo parallelo: «Le persone che governano oggi in Turchia provengono dall’MTTB», come sostenuto pubblicamente nel 2012 durante un evento organizzato presso la sede dell’organizzazione studentesca a Corlu.</p>
<p>Secondo questi politici, oggi la vera emergenza in Turchia non è la corruzione, né la povertà delle regioni orientali e meno che mai la presenza capillare di islamisti armati, bensì «l’opera di conversione all’ateismo e al marxismo a cui sono soggetti i pii fratelli curdi» come ha dichiarato il Ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu lo scorso 12 settembre ad Antalya.</p>
<p>Non c’è dunque da sorprendersi se nell’agenda politica di Ismail Kahraman possa trovare spazio una personalissima battaglia contro il Che. Dopo le dichiarazioni contro il secolarismo in Turchia e l’invito alle cittadine turche a ricusare la “moda” per darsi alla “fede”, il Presidente del Parlamento turco ha duramente criticato l’interesse dei giovani turchi per Che Guevara. In una Turchia ancora scossa dal tentato golpe di luglio, Karhaman ha evidentemente ritenuto opportuno occuparsi dei quei giovani che indossano delle t-shirt «con l’icona di un bandito e un assassino». Queste le parole del conservatore di Rize, durante un suo discorso lo scorso 28 agosto nella sua città natia: «Vedo liceali che portano la maglia con l’icona del Che, uno che è stato ucciso all’età di 39 anni, un assassino. Un guerrigliero, un bandito attivo a Cuba, in Bolivia e in altre parti del Sudamerica, non può essere un modello per i nostri giovani. Non dovrebbe esserlo. Non ho nessun legame con lui. Non fa parte delle mie radici e tanto meno della mia storia». Non ci sono dubbi sull’assenza di legami tra il rivoluzionario argentino e il politico turco. Kahraman ha poi concluso con le sue immancabili prediche e ha invitato i giovani a prendere come modello gli eroi del proprio paese: «E’ strano che tutto il mondo conosca Fatih [Mehmed II, il sultano ottomano che conquistò Costantinopoli nel 1453] e la Turchia no».</p>
<p>Per Muftuoglu, giornalista del quotidiano Birgun, le parole del Presidente del Parlamento turco riflettono «un problema psichiatrico», mentre per Ali Haydar Hakverdi, parlamentare del Partito Repubblicano del Popolo (CHP) «coloro che definiscono Che Guevara un “assassino” dovrebbero in primo luogo guardarsi allo specchio. Le persone di sinistra e coloro che amano il Che sono contro le ingiustizie e gli stupri. Ma queste gente [che critica il Che] è la stessa che in passato ha difeso stupratori nel proprio paese». Se in passato le polemiche sulle dichiarazioni di Kahraman non hanno mai superato i confini della Turchia, l’attacco al Che ha suscitato l’aspra condanna del governo cubano, che per mezzo del proprio ambasciatore ad Ankara Alberto Gonzales Casals ha definito le parole di Kahraman «inaccettabili».</p>
<p>«Questo tipo di dichiarazioni non riflettono l’amicizia tra Cuba e la Turchia. Ecco il motivo per cui siamo veramente sorpresi. Non ci aspettiamo di condividere le stesse idee. Richiediamo solamente il rispetto dei nostri simboli, delle nostre icone» ha specificato Casals al giornale Hurriyet, aggiungendo che neanche i “peggiori nemici” di Cuba si sono mai riferiti in questi termini a Guevara. Per l’ambasciatore cubano definire “assassino” il Che significa implicitamente definire così anche gli altri compagni del rivoluzionario, ovvero i fratelli Castro.</p>
<p>Nonostante l’ufficio stampa del Parlamento turco abbia cercato di smorzare la tensione dichiarando in un comunicato Kahraman intendeva incitare la gioventù turca a conoscere gli eroi del proprio paese e non «una personalità legata alla rivoluzione socialista cubana», in Turchia la polemica continua, come dimostrano le recenti iniziative presso la biblioteca del Parlamento di Ankara, dove sono presenti oltre 70 pubblicazioni sul Che.</p>
<p>Eppure nel febbraio 2015 il presidente Erdogan in visita nell’isola dei Caraibi proponeva a Raul Castro la costruzione a L’Avana di una moschea finanziata dalla Turchia e il rafforzamento delle relazioni bilaterali. Per l’ennesima volta, le dichiarazioni di Kahraman – secondo il governo di Ankara – sono da interpretarsi come “personalissime opinioni”. Un modo per salvare “capre e cavoli”. Le periodiche e controverse dichiarazioni di Ismail Kahraman – nonostante l’imbarazzo del governo – sono lo specchio di quel Limes culturale in cui si sono formati tanti politici del partito Akp.</p>
<p>D’altronde, la tolleranza e la fiducia verso Kahraman-  un uomo che ha ricoperto negli anni Novanta la carica di Ministro della Cultura durante il governo dell’islamista Necmettin Erbakan – traspaiono dalla decisione di affidargli la presidenza del Parlamento, un ruolo che meriterebbe un certo acume politico.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Francesco Pongiluppi </strong>&#8211; Murat Cinar(Pressenza)</p>
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		<title>Turchia: il popolo ha scritto la storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2016 09:52:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì sera ero a casa di amici ed eravamo in procinto di uscire.  Ad un tratto arriva la notizia che dei carri armati avevano bloccato il traffico sul ponte del Bosforo, ma a quel punto non era ancora chiaro di cosa si trattasse. Nel tragitto passiamo di fronte ad una piccola stazione di polizia, nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì sera ero a casa di amici ed eravamo in procinto di uscire.  Ad un tratto arriva la notizia che dei carri armati avevano bloccato il traffico sul ponte del Bosforo, ma a quel punto non era ancora chiaro di cosa si trattasse. Nel tragitto passiamo di fronte ad una piccola stazione di polizia, nel quartiere di Cihangir. I poliziotti, visibilmente tesi, ci dicono che un golpe è in corso e che non sanno esattamente cosa stia succedendo nel resto del Paese. Decidiamo di tornare a casa, le strade nel frattempo si erano svuotate. Dalla tv veniamo a sapere che i luoghi attaccati sono molti diversi: la sede dello stato maggiore dell’esercito e la stazione di polizia ad Ankara sono sotto assedio, e anche la stazione di polizia di Istanbul è stata invasa dai militari. Da quello che i canali dicono sembrava che il golpe fosse riuscito e che avessero ordinato il coprifuoco. A quel punto abbiamo deciso di muoverci in un posto fuori città, prima che il coprifuoco diventasse effettivo.  Il tragitto è stato lungo e accidentato. Nel frattempo dalla radio sentiamo il messaggio di Erdogan, che chiede a tutti i cittadini di scendere in strada per difendere la democrazia. E improvvisamente nelle strade si sono riversate migliaia di persone. Raggiunta la nostra destinazione tra inversioni di marcia e deviazioni, causate dai carri armati che bloccavano diverse strade e dalla folla che aveva invaso le strade, abbiamo seguito il resto degli eventi dalla televisione. All’alba arriva la notizia che il golpe è stato definitivamente scongiurato e, solo dopo, Erdogan è atterrato all’aeroporto di Ataturk.</p>
<p><strong>Alcune considerazioni su cosa è successo e sulle possibili conseguenze.</strong></p>
<p>Sembra che a scongiurare il golpe sia stato il massiccio intervento della popolazione e, secondo quello che dichiarano nella giornata di domenica i media, un informatore, che ha avvisato l’intelligence turca dell’imminente golpe nella serata di venerdì. Questo ha portato l’esercito ad anticipare la sua azione, il cui inizio era previsto a notte fonda (4 di sabato mattina).</p>
<p><strong>Erdogan chiede al popolo turco di intervenire</strong>. L’appello di Erdogan è stato fondamentale. La popolazione ha risposto e, indipendentemente dal colore politico e dall’etnia, sono scesi nelle strade, non solo di Ankara ed Istanbul, ma in tutto il Paese, ed hanno affrontato l’esercito, circa 5 milioni di persone secondo i media. Questo dimostra che la società civile turca è più matura di quanto molti pensassero. Gli oppositori di Erdogan hanno capito che ci potesse essere di peggio al governo del “sultano”, come lo chiamano per criticarlo, e si sono uniti ai sostenitori dell’AKP nella lotta contro l’esercito. Un altro aspetto sorprendente è che la popolazione sapeva che avrebbe affrontato l’esercito e nonostante ciò, non sono scesi in strada armati, segno che il loro scopo era quello di fermare il golpe, facendo il minor numero di vittime possibile.</p>
<p><strong>L’esercito ribelle.</strong> All’inizio delle operazioni sembrava che la porzione dell’esercito che vi aveva preso parte fosse minoritaria. Inoltre sembra che molti soldati semplici (tra cui giovani che avevano iniziato il servizio militare obbligatorio da appena poche settimane), avessero seguito ordini imposti dall’alto, senza sapere di essere protagonisti dell’evento che rischiava di portare la Turchia indietro di 25 anni. Questi, una volta compreso cosa stessero facendo, hanno gettato le armi. La polizia e i civili hanno abbracciato e baciato questi giovani soldati, come per consolarli. Sembra che per loro non ci sarà alcuna ritorsione, in quanto non erano consapevoli di ciò che accadeva. In altri casi, laddove i militari hanno aperto il fuoco sulla folla, si è assistito a veri e propri linciaggi.</p>
<p>Il golpe sembrava scongiurato nella giornata di sabato. Tuttavia Erdogan ha chiesto alla popolazione di continuare ad occupare le strade, come se temesse che non fosse ancora finita.</p>
<p><strong>Cosa è successo durante il golpe.</strong> Nella giornata di domenica continuano ad arrivare le notizie di diverse operazioni messe in atto dall’esercito in tutto il Paese. Solo allora mi rendo conto delle effettive dimensioni del pericolo appena scampato. E così veniamo a sapere che dei contadini, ad Ankara, hanno invaso la pista dalla quale gli F16 dei ribelli sarebbero partiti, bloccandoli con i loro trattori. Alcuni di loro hanno perso la vita prima che la polizia potesse intervenire e prendere in custodia i militari. Molti civili sono morti ad Istanbul per difendere l’edificio del municipio, così anche sul Bosforo. E questi sono solo alcuni esempi di come la popolazione ha opposto resistenza, sacrificando la propria vita. Il numero i morti e arrestati cresce di ora in ora e sembra destinato a crescere nelle prossime ore. Fino ad ora sono 6 mila le persone prese in custodia.</p>
<p><strong>Akin Ozturk in custodia. </strong> Il generale in pensione dell’aviazione è stato riconosciuto come mente del golpe, o braccio della mente ed è stato arrestato domenica.</p>
<p><strong>La tensione con gli USA</strong>. Credo che uno dei motivi per cui gente di tutti i partiti è scesa in strada è che forse si fosse già intuito chi ne tirava le redini: Fetullah Gulen, personaggio molto discusso, in esilio ‘volontario’ negli Stati Uniti da ben 19 anni, una volta vicino ad Erdogan, ma ora in aperto contrasto con il governo turco. Nella notte tra venerdì e sabato erano già arrivate delle formali accuse nei suoi confronti e, qualche ora dopo, Gulen aveva dichiarato la sua estraneità ai fatti. Ora la Turchia ne ha chiesto l’estradizione e sembra che abbia anche fornito le prove della sua colpevolezza. Nel frattempo il governo turco ha tagliato l’energia alla base NATO di Incirlik, vicino ad Adana ed è stata messa sotto assedio dalla polizia. Sembra infatti che due aerei cisterna utilizzati dai ribelli siano partiti proprio da lì. Questo mette gli USA in una posizione non affatto chiara. Intanto i voli provenienti dalla Turchia diretti negli USA sono stati bloccati.</p>
<p><strong>Cosa ne sarà</strong>. Nella giornata di sabato Erdogan ha tenuto un discorso nel quartiere di Uskudar, in cui ha ringraziato tutti i capi di partito e la popolazione per aver prontamente dimostrato il loro dissenso, salvando il Paese e, probabilmente, anche la sua vita. Infatti nella notte di venerdì era stato preso d’assalto l’hotel sul mare di Marmara dove il presidente alloggiava per vacanze, ma lui era stato messo in salvo solo pochi minuti prima. E all’improvviso il tweet di Tuncay Opçin, giornalista turco in Germania, pubblicato nella giornata di giovedì, sembra acquisire un significato preciso: ‘una volta catturato nel letto, ti impiccheranno all’alba’.</p>
<p>Ora alcuni sostengono che il tutto sarebbe stato orchestrato dallo stesso Erdogan, al fine di dare una svolta autoritaria al suo governo. Tuttavia un attacco di tale portata e le formali accuse, accompagnate da prove, nei confronti di Gulen, mi porterebbero ad escludere questa possibilità. Se gli Usa accettassero la richiesta di estradizione, questa possibilità potrebbe essere del tutto esclusa. Tuttavia consegnare Gulen significherebbe ammettere un coinvolgimento, o comunque l’appoggio al golpe del governo USA, e non credo che questo accadrà mai.<br />
Quello in cui dobbiamo sperare ora è che Erdogan ricordi che la popolazione, unita sotto la bandiera turca, lo ha salvato. Che alcuni di loro sono morti, come conseguenza al suo appello che chiedeva loro di scendere in strada. Dobbiamo sperare che questo evento abbia aperto i suoi occhi, che tenga fede alle sue parole e che d’ora in poi il governo si impegni a difendere gli interessi di tutto il popolo e non solo di chi lo appoggia per motivi politici o economici.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>ProMosaik &#8211; Pressenza</strong></p>
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		<title>Turchia, trionfa Erdogan. Protestano i curdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2015 20:18:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il nostro popolo ha chiaramente espresso, in occasione delle elezioni del 1° novembre, che preferisce l’azione e lo sviluppo alla polemica“: queste le prime dichiarazioni del presidente Repec Tayyip Erdogan al termine, ieri, di una giornata che ha visto il suo Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp), al potere in Turchia da 13 anni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Il nostro popolo ha chiaramente espresso, in occasione delle elezioni del 1° novembre, che preferisce l’azione e lo sviluppo alla polemica</strong>“: queste le prime dichiarazioni del presidente Repec Tayyip Erdogan al termine, ieri, di una giornata che ha visto il suo Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp),<strong> al potere in Turchia da 13 anni</strong>, tornare a trionfare alle urne.</p>
<p>Con il 99% dei seggi scrutinati- secondo i conteggi del canale tv privato Ntv- alle legislative anticipate di ieri l’Akp ha ottenuto il 49,3% dei voti- pari a 315 seggi del Parlamento unicamerale su 550- riconquistando la maggioranza assoluta che aveva perso il 7 giugno.</p>
<p><strong>Il Partito repubblicano del popolo</strong> (Chp, socialdemocratici) <strong>e’ giunto secondo con il 24,5% delle preferenze</strong>, seguito dal Partito del movimento nazionalista (Mhp, destra) con il 12%, raccogliendo entrambi nettamente meno voti rispetto a giugno. Anche il partito filo-curdo Hdp (Partito democratico del popolo) ha ottenuto con fatica l’ingresso in Parlamento con il 10,4%, pari a 59 seggi; a giugno aveva registrato il 13%, con 80 seggi.</p>
<p>“Gli elettori hanno dato prova di una forte volonta’ a favore dell’unita’ e dell’integrazione della Turchia” ha detto ancora Erdogan, in un comunicato, chiudendo il suo intervento con un riferimento esplicito al conflitto con i ribelli curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). “I risultati delle elezioni- ha aggiunto- hanno portato un importante messaggio per il Pkk. L’oppressione e l’effusione di sangue non possono coesistere con la democrazia”.</p>
<p><strong>Ma nel sud-est della Turchia a maggioranza curda le tensioni sono sfociate in scontri fra manifestanti e polizia a Diyarbakir</strong>. Gli incidenti si sono sviluppati nei pressi della sede dell’Hdo, quando si temeva non riuscisse a superare l’alta soglia di sbarramento (10%).  “<strong>Le elezioni si sono svolte in condizioni inique</strong> che hanno incluso violenza e massacri. Non abbiamo fatto alcuna campagna, Abbiamo solo cercato di salvare la nostra gente dai massacri” ha protestato in serata il leader dell’Hdp Selahattin Demirtas in una conferenza stampa, ricordando gli attentati di Ankara, il 10 ottobre, e di Suruc, il 20 luglio scorso.</p>
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		<title>Turchia nel caos, Erdogan proclama nuove elezioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/25/turchia-nel-caos-erdogan-proclama-nuove-elezioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 09:23:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha indetto nuove elezioni che decideranno la composizione del parlamento turco. Una strada da intraprendere necessariamente, considerata la scadenza del termine di 45 giorni per la costituzione di un governo stabilito dalla costituzione turca, a partire dal conferimento dell&#8217;incarico esplorativo. Dopo l&#8217;incontro che il presidente ha avuto ieri con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente turco, <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, ha indetto nuove elezioni che decideranno la composizione del parlamento turco. Una strada da intraprendere necessariamente, considerata la scadenza del termine di 45 giorni per la costituzione di un governo stabilito dalla costituzione turca, a partire dal conferimento dell&#8217;incarico esplorativo. Dopo l&#8217;incontro che il presidente ha avuto ieri con lo speaker del parlamento di Ankara, <strong>Ismet Yilmaz</strong>, e&#8217; stata diffusa una nota nella quale si legge che <em>&#8220;il Presidente ha deciso di rinnovare la Grande Assemblea Nazionale&#8221;. </em>In base a quanto riferito dalla agenzia Reuters, Erdogan avrebbe ora in agenda un appuntamento giovedi mattina con il premier ad interim <strong>Ahmet Davutoglu</strong>, nel quale ci si aspetta che a quest&#8217;ultimo venga conferito l&#8217;incarico di formare un governo che traghetti il Paese verso nuove elezioni.</p>
<p>Rispetto alla data del ritorno alle urne, nonostante nessuna indicazione sia stata diffusa ieri in merito, dovrebbero tenersi il <strong>prossimo 1 novembre</strong>, come annunciato dallo stesso Erdogan gia&#8217; la scorsa settimana, a conferma della data indicata dall&#8217;Authority turca per le elezioni. Il partito filo islamico della giustizia e dello sviluppo (Akp), ha perso la maggioranza assoluta dei seggi dopo 13 anni,in seguito ai risultati delle votazioni dello scorso 7 giugno. Il presidente Erdogan ha conferito mandato esplorativo al premier Davutoglu lo scorso 9 luglio. A partire da tale data Davutoglu ha avuto a disposizione 45 giorni per formare una coalizione capace di ottenere la fiducia del Parlamento, ma le consultazioni sono fallite sia con i repubblicani del Chp, sia con i nazionalisti del Mhp. Nessuna prospettiva di coalizione e&#8217; stata invece paventata con i filo curdi dell&#8217;Hdp, accusati dall&#8217;Akp di essere vicini ai ribelli separatisti del Pkk.</p>
<p>La Turchia torna al voto dunque, e la speranza di Erdogan e&#8217; che queste nuove elezioni consentano al suo partito di tornare a occupare la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento e che si possano realizzare le riforme in ambito presidenziale che gli permetterebbero di acquisire poteri esecutivi. L&#8217;ufficializzazione del ritorno alle urne arriva in un momento delicato per la Turchia, reduce da un mese di violenza segnato dalla ripresa degli scontri con il Pkk al confine iracheno e dall&#8217;inizio di una nuova fase di lotta all&#8217;Isis di comune accordo con gli Usa,ai quali e&#8217; stata concesso l&#8217;utilizzo della base turca di Incirlik per sferrare raid aerei contro i miliziani. Gli scontri con il Pkk in particolare, hanno causato piu&#8217; di 50 morti nell&#8217;ultimo mese solo tra le forza di sicurezza turche, ma soprattutto hanno interrotto una tregua che durava da due anni e mezzo. La Turchia pero&#8217; sta affrontando un momento difficile anche dal punto di vista economico, con la lira turca letteralmente precipitata rispetto al dollaro, per la prima volta vicino a quota 3, e all&#8217;euro che potrebbe toccare il valore record di 3,4.</p>
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