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	<title>eruzioni Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Vulcani. Identificata origine crescenti emissioni CO2 ai Campi Flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 15:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[EMISSIONI CO2]]></category>
		<category><![CDATA[eruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa nell&#8217;area dei Campi Flegrei proviene da sorgenti non-magmatiche e questo valore è in progressivo aumento dal&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/08/vulcani-identificata-origine-crescenti-emissioni-co2-ai-campi-flegrei/">Vulcani. Identificata origine crescenti emissioni CO2 ai Campi Flegrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa nell&#8217;area dei Campi Flegrei proviene da sorgenti non-magmatiche e questo valore è in progressivo aumento dal 2005, con tassi di crescita simili a quelli dell&#8217;incremento della temperatura del sistema idrotermale. Questi i risultati dello studio &#8216;Discriminating carbon dioxide sources during volcanic unrest: The case of Campi Flegrei caldera (Italy)&#8217;, pubblicato dalla rivista Geology e condotto da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). &#8220;La caldera dei Campi Flegrei &#8211; spiega Lucia Pappalardo, ricercatrice dell&#8217;Ingv &#8211; emette ogni giorno ingenti quantitativi di anidride carbonica (CO2). I flussi di questo gas sono principalmente concentrati nei pressi del cratere della Solfatara di Pozzuoli e sono progressivamente aumentati nel corso della recente crisi bradisismica, iniziata nel 2005, fino a raggiungere l&#8217;attuale livello di 3000-5000 tonnellate al giorno. Un valore che rende la caldera flegrea uno tra i principali emettitori al mondo di anidride carbonica di origine vulcanica&#8221;. L&#8217;anidride carbonica è la seconda specie volatile contenuta nel magma dopo l&#8217;acqua, e ciò ha fatto spesso rilevare un massiccio rilascio di CO2 nei periodi precedenti gli eventi eruttivi. Tuttavia, la sua origine non è esclusivamente riconducibile al magma, specie presso le caldere che ospitano estesi sistemi idrotermali come i Campi Flegrei. Pertanto, un&#8217;accurata indagine e quantificazione sull&#8217;origine dei flussi di CO2 nelle aree vulcaniche attive, oltre che all&#8217;elio e all&#8217;azoto, è fondamentale per ricostruire cosa stia accadendo nel sistema magmatico profondo e in quello idrotermale più superficiale. Lo è in particolare per i Campi Flegrei che, a seguito dell&#8217;ultima eruzione di Monte Nuovo avvenuta nel 1538, ha vissuto una fase di quiete interrotta dalle recenti crisi bradisismiche del 1950-52, del 1970-72 e del 1982-84, fino a quest&#8217;ultima cominciata nel 2005.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una percentuale compresa tra il 20% e il 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa nell&#8217;area dei Campi Flegrei proviene da sorgenti non-magmatiche e questo valore è in progressivo aumento dal 2005, con tassi di crescita simili a quelli dell&#8217;incremento della temperatura del sistema idrotermale.<br>Questi i risultati dello studio &#8216;Discriminating carbon dioxide sources during volcanic unrest: The case of Campi Flegrei caldera (Italy)&#8217;, pubblicato dalla rivista Geology e condotto da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).<br>&#8220;La caldera dei Campi Flegrei &#8211; spiega Lucia Pappalardo, ricercatrice dell&#8217;Ingv &#8211; emette ogni giorno ingenti quantitativi di anidride carbonica (CO2). I flussi di questo gas sono principalmente concentrati nei pressi del cratere della Solfatara di Pozzuoli e sono progressivamente aumentati nel corso della recente crisi bradisismica, iniziata nel 2005, fino a raggiungere l&#8217;attuale livello di 3000-5000 tonnellate al giorno. Un valore che rende la caldera flegrea uno tra i principali emettitori al mondo di anidride carbonica di origine vulcanica&#8221;. L&#8217;anidride carbonica è la seconda specie volatile contenuta nel magma dopo l&#8217;acqua, e ciò ha fatto spesso rilevare un massiccio rilascio di CO2 nei periodi precedenti gli eventi eruttivi. Tuttavia, la sua origine non è esclusivamente riconducibile al magma, specie presso le caldere che ospitano estesi sistemi idrotermali come i Campi Flegrei. Pertanto, un&#8217;accurata indagine e quantificazione sull&#8217;origine dei flussi di CO2 nelle aree vulcaniche attive, oltre che all&#8217;elio e all&#8217;azoto, è fondamentale per ricostruire cosa stia accadendo nel sistema magmatico profondo e in quello idrotermale più superficiale. Lo è in particolare per i Campi Flegrei che, a seguito dell&#8217;ultima eruzione di Monte Nuovo avvenuta nel 1538, ha vissuto una fase di quiete interrotta dalle recenti crisi bradisismiche del 1950-52, del 1970-72 e del 1982-84, fino a quest&#8217;ultima cominciata nel 2005.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il recente studio &#8211; prosegue Gianmarco Buono, ricercatore dell&#8217;Ingv &#8211; ha consentito di stimare che fino al 40% dell&#8217;anidride carbonica emessa abbia origine dalla dissoluzione della calcite idrotermale presente nelle rocce del sottosuolo flegreo, mentre la restante parte deriva da sorgenti magmatiche profonde&#8221;.<br>Confrontando i dati fumarolici con quelli ottenuti con simulazioni di degassamento magmatico, è stato possibile stimare che una quota compresa tra il 20% e il 40% della CO2 emessa in quest&#8217;area sia rilasciata da sorgenti non-magmatiche. Il valore dell&#8217;anidride carbonica emessa da queste sorgenti non-magmatiche dai Campi Flegrei &#8220;sta progressivamente aumentando dal 2005 con tassi di crescita &#8211; prosegue Giovanni Chiodini, ricercatore dell&#8217;Ingv &#8211; sorprendentemente simili a quelli dell&#8217;incremento di temperatura del sistema idrotermale. L&#8217;origine di questa fonte supplementare di CO2 è da ricercare nelle importanti perturbazioni fisiche e chimiche che sta subendo il sistema idrotermale flegreo, manifestate dal crescente numero di terremoti superficiali e innalzamento del suolo&#8221;. &#8220;In dettaglio, a guidare questo processo è &#8211; ancora Chiodini &#8211; la conversione della calcite, precedentemente rilevata in abbondante quantità nel sottosuolo flegreo, in anidride carbonica a seguito della circolazione di fluidi caldi e acidi nelle rocce che ospitano il sistema idrotermale&#8221;.<br>Lo studio, conclude Buono, &#8220;è parte del progetto strategico dell&#8217;Ingv LOVE-CF (Linking surface Observables to sub-Volcanic plumbing-system: a multidisciplinary approach for Eruption forecasting at Campi Flegrei caldera &#8211; Italy) e offre un approccio utile anche per altri sistemi vulcanici. La ricerca proseguirà con la quantificazione dei flussi di anidride carbonica emessi in ambiente sottomarino, finora rimasti inesplorati&#8221;.</p>
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