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	<title>esclusione sociale Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children: nelle 14 città metropolitane il 10,3% dei minorenni vive in aree fragili; povertà e dispersione scolastica raddoppiate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Secondo la ricerca “I luoghi che contano” pubblicata da Save the Children, nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila minorenni — il 10,3% del totale — risiedono in 158 aree classificate come di disagio socioeconomico urbano (ADU). In questi quartieri le condizioni socioeconomiche e educative risultano nettamente peggiori rispetto alla media delle città: il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa.</p>
<p>Il report evidenzia differenze marcate sul fronte scolastico. Nelle ADU il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato la scuola o ha ripetuto l’anno, una quota doppia rispetto alla media dei capoluoghi (7,6%). Alla fine della scuola media il rischio di dispersione implicita è al 20,8% nelle scuole situate dentro o vicino alle aree fragili, contro l’11% medio nelle città metropolitane. Anche la variabilità di rendimento tra classi terze delle stesse scuole nelle ADU è più alta: un indice di dispersione pari a 10,2 rispetto a 2,3 della media comunale, segnale di possibile segregazione scolastica.</p>
<p>Le differenze si manifestano anche nelle scelte future degli studenti: solo il 36,5% dei 13enni che vivono nelle aree vulnerabili pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% dei coetanei in altri quartieri. L’indagine campionaria dell’organizzazione segnala inoltre che il 16,7% degli alunni dell’ultimo anno delle medie in queste aree non disponeva all’inizio dell’anno del materiale scolastico necessario (10,5% nelle altre zone) e che il 17,3% ha rinunciato a una gita per motivi economici (7,6% nelle altre aree).</p>
<p>Sul piano della sicurezza e della percezione sociale, quasi la metà degli studenti nelle periferie vulnerabili (49,1%) ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente, contro il 29,5% dei ragazzi di quartieri meno marginali. La percezione di sicurezza è più bassa: solo il 51,9% delle ragazze nelle aree fragili si sente al sicuro, rispetto al 75% delle studentesse di zone meno marginali.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, i giovani delle periferie dichiarano un forte senso di appartenenza e propongono interventi concreti per migliorare il proprio contesto: maggiore pulizia e raccolta rifiuti (54,2%), spazi di aggregazione per ragazzi (32,6%), campetti o palestre (26%) e parchi più curati (27,9%).</p>
<p>Le differenze territoriali emergono anche nelle singole città: Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo concentrano quasi il 73,5% dei minorenni che vivono nelle ADU; la sola città di Roma ne ospita oltre 30mila. La povertà familiare nelle ADU raggiunge livelli estremi in alcune realtà: a Palermo il 63,8% delle famiglie nelle aree fragili è in povertà relativa (36,8% la media cittadina); a Napoli la quota è del 60,1% contro il 39,6%.</p>
<p>A livello locale si osservano forti scostamenti anche nei tassi di abbandono o ripetenza: a Venezia nelle ADU la quota raggiunge il 21,7% (7,9% la media cittadina), a Napoli il 18,1% (9,8% la media), a Cagliari il 18,9% (9,7%). Altri esempi citati dallo studio mostrano ampie differenze nei rischi di dispersione implicita a Bologna, Milano, Firenze, Reggio Calabria, Torino e Cagliari.</p>
<p>La ricerca segnala inoltre criticità nell’offerta di tempo pieno: in 37 delle 158 ADU l’offerta è significativamente inferiore alla media. Tra le 106 scuole primarie nelle aree più fragili solo il 17,3% delle classi usufruisce del tempo pieno, rispetto a una media urbana del 40,3%; in 18 ADU il tempo pieno è assente e 8.813 bambini che frequentano 50 scuole primarie non hanno accesso a questo servizio.</p>
<p>Il rapporto mette in luce anche diseguaglianze socio-demografiche: il 41,8% degli studenti dell’ultimo anno delle medie nelle aree vulnerabili vive in famiglie con più di quattro componenti (24,6% nelle altre zone urbane); la quota di madri laureate è del 19,1% nelle ADU contro il 44,5% negli altri contesti cittadini, e solo il 49,9% delle madri lavora (69,7% la media comunale). A casa meno della metà degli studenti delle aree fragili (46,4%) dispone di una stanza tutta per sé, rispetto al 60% degli altri studenti.</p>
<p>In vista della biennale IMPOSSIBILE 2026, in programma il 21 maggio a Roma, l’organizzazione solleva la necessità di interventi strutturali: una strategia nazionale di rigenerazione urbana con risorse certe, un approccio che tenga conto della dimensione generazionale e l’istituzione di presidi socio-educativi nelle aree vulnerabili, luoghi accessibili e attivi tutto l’anno per attività culturali, sportive e di supporto educativo, psicologico e sociale. </p>
<p>La ricerca include anche testimonianze raccolte tra pari: “Il municipio si divide in due anime che faticano a guardarsi: una zona considerata più ordinata e tranquilla, e una che porta sulle spalle una reputazione difficile da scrollarsi di dosso&#8230; Siamo lo stesso corpo, frammentato da pregiudizi che nessuno ha mai davvero scelto ma che tutti, in qualche modo, continuiamo ad alimentare”, ha raccontato A. in una delle interviste. </p>
<p>“Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali&#8230; Serve una strategia nazionale di rigenerazione urbana, dotata di risorse certe, che guardi ai territori con una ‘lente generazionale’”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, richiamando l’urgenza di presidi socio-educativi e spazi pubblici dedicati ai giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[esclusione sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aumento della percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale è un dato allarmante per le condizioni di vita di migliaia di famiglie e di bambine e bambini. Lo dichiara Save the Children, alla luce dei dati diffusi stamattina dall&#8217;Istat. In Italia, il 23,1% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale[1]. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/">Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento della percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale è un dato allarmante per le condizioni di vita di migliaia di famiglie e di bambine e bambini. Lo dichiara Save the Children, alla luce dei dati diffusi stamattina dall&#8217;Istat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il 23,1% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=4%3dIZIZG%26B%3dH%26E%3dJZOY%263%3dWNTJ%26K%3dyK8F0_Iesg_TO_Hhtd_RW_Iesg_STIrMsJy6q8zCrHvEE.Iy2657FwDA.43C_9rgp_Ig79A67_Hhtd_RWjhacz-QE4L25_9rgp_IgREtL155Kw_Hhtd_RLSN36Er9C079_9rgp_IgQE4L25_9rgp_IgQE4L29t2D96Es_Hhtd_RWns4z2_6qjq_FftJ_6qjq_FUIas_Hhtd_RLSND6Ks_Hhtd_RLSNIA21Fr_Iesg_STRQSI_Hhtd_RWdg_Hhtd_RLSNVH-SNRL_j7JrKf904v96G3L2o1rvI8_Hhtd_RLdG_Hhtd_RLbN_RM-aG-RQSI.464B_Hhtd_RJ_78DH%265%3d1K0MqS.568%2690%3dXNTI%26K7%3dRQSIZJSJQJTKUL%269%3dNRwXo3P7GVw3E1vTGRwZrYvXqUHUtRHYE3wWKQH4K5u7t3NRN5wUN2JVN5H6q5O3&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a>. La percentuale sale al 25,6% per le famiglie in cui è presente almeno un minore (un dato sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno quando era al 25,5%). Preoccupa però – sottolinea l&#8217;Organizzazione &#8211; che il rischio povertà o esclusione sociale aumenti al crescere del numero dei minori presenti in famiglia. Se, infatti, tra le famiglie in cui è presente un solo minore circa due su 10 (22,9%) sono a rischio povertà o esclusione sociale, tra quelle con 3 o più figli minori il rischio povertà o esclusione sociale interessa più di 4 famiglie su 10 (42%), con una crescita di circa 5 punti percentuali rispetto al 2023 (era il 37,1%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le famiglie con tre o più minori, cresce inoltre, sia la quota di quanti si trovano in grave deprivazione materiale e sociale (10,4% nel 2024 contro il 9,5% nel 2023) che la percentuale di famiglie a bassa intensità lavorativa (8,8% nel 2024 contro 8,3% nel 2023).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È urgente prevedere interventi concreti e strategici contro il rischio di povertà ed esclusione sociale tra bambine, bambini e adolescenti, che comprenda un sostegno adeguato alle famiglie e il potenziamento strutturale dell&#8217;offerta educativa, scolastica ed extrascolastica, per evitare che la povertà materiale si trasformi anche in povertà educativa, pregiudicando le possibilità di crescita e di sviluppo dei minori. Occorre intervenire per contrastare una grave ingiustizia generazionale che in Italia colpisce i bambini, le bambine e gli adolescenti: quella dei minori è infatti la più povera rispetto a tutte le altre fasce di età – dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children &#8211; &nbsp;Tra le misure da mettere in atto vi è l&#8217;attribuzione di adeguate risorse al Fondo per il contrasto della povertà&nbsp;alimentare a scuola, previsto dall&#8217;ultima legge di Bilancio e destinato ai Comuni per l&#8217;erogazione di contributi volti a consentire l&#8217;accesso gratuito al servizio mensa&nbsp;agli studenti della scuola primaria appartenenti a&nbsp;famiglie in condizioni di difficoltà economiche&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/save-the-children-indispensabile-un-intervento-strategico-per-contrastare-la-poverta-minorile/">Save the Children, indispensabile un intervento strategico per contrastare la povertà minorile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale: 1 italiano su 3 rischia esclusione, povertà non è solo economica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/04/28/sociale-1-italiano-su-3-rischia-esclusione-poverta-non-e-solo-economica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 15:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, ma anche povertà minorile, abbandono scolastico, mancanza di aiuto in caso di malattie croniche, disabilità che impediscono una vita normale, emarginazione a causa del proprio orientamento sessuale. Ai 5,6 milioni di adulti in povertà assoluta, &#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/28/sociale-1-italiano-su-3-rischia-esclusione-poverta-non-e-solo-economica/">Sociale: 1 italiano su 3 rischia esclusione, povertà non è solo economica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, ma anche povertà minorile, abbandono scolastico, mancanza di aiuto in caso di malattie croniche, disabilità che impediscono una vita normale, emarginazione a causa del proprio orientamento sessuale. Ai 5,6 milioni di adulti in povertà assoluta, &#8220;Un italiano su tre rischia l&#8217;esclusione sociale. Povertà assoluta, sì, ma anche povertà minorile, abbandono scolastico, mancanza di aiuto in caso di malattie croniche, disabilità che impediscono una vita normale, emarginazione a causa del proprio orientamento sessuale. Ai 5,6 milioni di adulti in povertà assolutasi aggiungono 1 milione 380mila under 18. Tra loro ci sono quell&#8217;italiano su 10 che nel 2020 ha rinunciato a curarsi, quell&#8217;anziano su 10 che ha limitazioni nell&#8217;autonomia ed è spesso solo, quei 2,3 milioni di famiglie che hanno un componente con limitazioni gravi… La povertà, dunque, non è soltanto una questione di soldi&#8221;. A sostenerlo con forza è Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale dell&#8217;ordine degli assistenti sociali (Cnoas), che questa mattina ha dato il via ai lavori della prima conferenza nazionale dell&#8217;ordine dedicata al tema &#8216;Povertà ed esclusione&#8217;. Nel 2021, è stato ricordato durante l&#8217;incontro, l&#8217;Istat certificava che 15 milioni e 390 mila persone, cioè il 25,6% della popolazione, erano a rischio povertà ed esclusione. Ma la pandemia non debellata e la guerra in corso, ha sottolineato Gazzi, &#8220;porteranno a un peggioramento che rileviamo già nei nostri uffici e nei servizi dove arriva chi non era mai entrato e dove torna chi era riuscito a risollevarsi. Se non si metteranno immediatamente in campo delle politiche strutturali di contrasto, arriveremo al 33%. Speriamo di sbagliarci, certo, ma il solo Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non potrà bastare&#8221;. Nel corso del suo intervento, il presidente del Cnoas ha individuato cinque priorità e suggerito altrettante proposte di intervento e miglioramento dell&#8217;assistenza sociale e del sistema di welfare in generale. Le cinque priorità sono: dalla protezione al riconoscimento di diritti e opportunità; accesso alle cure e ai servizi senza differenze territoriali; formazione-interdisciplinarietà-lavoro di rete-corresponsabilità; prima le persone: ascoltare e poi portare la voce; sostenere le famiglie e le reti informali; contrastare, fin dalla scuola, ogni stigma e pregiudizio. Sul fronte delle proposte, secondo il Cnoas è necessario agire per potenziare i servizi territoriali a partire dalle risorse umane prima che economiche; sostenere i caregiver e costruire percorsi di sollievo mirati per loro; garantire la continuità dei servizi e delle cure anche territoriali; prevedere orari lavorativi più elastici per i genitori separati; semplificare le procedure per ottenere aiuti; cambiare la formazione di professionisti e operatori per stare al passo con i tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;incontro di oggi erano presenti la ministra del Sud e della Coesione sociale, Mara Carfagna; l&#8217;assessora alle Politiche sociali e alla Salute del Comune di Roma, Barbara Funari; la coordinatrice nazionale del Piano per la Child Guarantee, Anna Maria Serafini; Miriam Totis, direttore del Servizio programmazione e sviluppo dei servizi sociali Friuli Venezia Giulia; le onorevoli Maria Teresa Bellucci e Lisa Noja, deputate e membri della commissione Affari sociali della Camera dei deputati; il portavoce dell&#8217;Alleanza contro la Povertà, Roberto Rossini. &#8220;Abbiamo sentito la ministra Carfagna, gli amministratori, i legislatori prendere degli impegni- Barbara Rosina, vicepresidente dell&#8217;Ordine- Non tutto è nelle nostre mani, come abbiamo imparato dalla crisi pandemica e oggi da questa guerra che impoverisce i poveri, non soltanto quelli di casa nostra, ma quelli che a casa nostra arrivano sperando in una vita migliore. Guardare senza agire o agire per proprio tornaconto politico, sarebbe un disastro. Che tutte e tutti dobbiamo scongiurare. Siamo in un periodo storico fortunato per le risorse che abbiamo a disposizione e che dobbiamo investire in modo responsabile, senza sciuparle&#8221;, ha concluso. Dopo il focus su &#8216;Povertà ed esclusione&#8217;, sono in programma altri tre appuntamenti: il 17 giugno a Torino per parlare di &#8216;Lavoro e dignità&#8217;; ottobre a Bari per discutere di &#8216;Periferie umane e materiali&#8217;; gennaio 2023 a Firenze per fare il punto sulla &#8216;Violenza istituzionale&#8217;. Il ciclo di conferenze nazionali si concluderà a marzo 2023 con le celebrazioni del trentennale dell&#8217;Ordine degli Assistenti sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/28/sociale-1-italiano-su-3-rischia-esclusione-poverta-non-e-solo-economica/">Sociale: 1 italiano su 3 rischia esclusione, povertà non è solo economica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Povertà: 118,7 mln di persone a rischio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/10/17/poverta-1187-mln-a-rischio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 16:02:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[esclusione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Eurostat.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’Unione europea il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale raggiunge quota 118,7 milioni nel 2015, in aumento rispetto ai dati del 2008, anno di inizio della crisi economica quando erano 115,9 milioni. Lo comunica Eurostat. Si tratta di quasi un quarto (il 23,7%) della popolazione Ue. Quindici i Paesi Ue dove l’indice [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/17/poverta-1187-mln-a-rischio/">Povertà: 118,7 mln di persone a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’Unione europea il numero di<strong> persone a rischio povertà o esclusione sociale raggiunge quota 118,7 milioni nel 2015,</strong> in aumento rispetto ai dati del 2008, anno di inizio della crisi economica quando erano 115,9 milioni. Lo comunica Eurostat. Si tratta di quasi un quarto (il 23,7%) della popolazione Ue. Quindici i Paesi Ue dove l’indice povertà è aumentato, con l’Italia a +3,2% dietro Grecia (+7,6%), Cipro (+5,6%), e Spagna (+4,8%). Complessivamente in Italia sono 17,4 milioni le persone a rischio, mentre nel 2008 erano 15 mln.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/17/poverta-1187-mln-a-rischio/">Povertà: 118,7 mln di persone a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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