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	<title>eutanasia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Papa: l&#8217;appello Pro Vita ai politici cristiani su aborto ed eutanasia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 16:24:28 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/09/papa-lappello-pro-vita-ai-politici-cristiani-su-aborto-ed-eutanasia/">Papa: l&#8217;appello Pro Vita ai politici cristiani su aborto ed eutanasia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il monito di Papa Francesco sulla tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale interpella direttamente la coscienza dei parlamentari che si dichiarano cristiani: siano coerenti coi valori che dicono di professare, valori umani e non solo religiosi, e si impegnino per respingere la &#8216;cultura dello scarto&#8217; che fomenta iniziative legislative come il ddl Bazoli all&#8217;esame del Senato, che vorrebbe legalizzare il suicidio assistito. I politici cristiani dovrebbero tornare ad avere anche il coraggio di esprimersi pubblicamente contro l&#8217;aborto e la pretesa di trasformarlo in un &#8216;diritto&#8217;, addirittura &#8216;fondamentale&#8217; come fatto in Francia e come si vorrebbe fare nell&#8217;Unione Europea&#8221;. Così Toni Brandi, presidente di Pro Vita &amp; Famiglia onlus, sulle parole del Santo Padre rivolte al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, che ha affermato come sia &#8220;inaccettabile&#8221; parlare &#8220;di un cosiddetto diritto all&#8217;aborto&#8221; e che &#8220;tutta la vita va protetta, in ogni suo momento, dal concepimento alla morte naturale, perché nessun bambino è un errore o è colpevole di esistere, così come nessun anziano o malato può essere privato di speranza e scartato&#8221;.</p>



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		<title>Eutanasia. Binetti: &#8220;Suicidio assistito già nella legge sulle DAT&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 17:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/08/eutanasia-binetti-suicidio-assistito-gia-nella-legge-sulle-dat/">Eutanasia. Binetti: &#8220;Suicidio assistito già nella legge sulle DAT&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non eravamo lontani dalla verita&#8217; quando nel 2017 ci rifiutammo di votare la legge sulle DAT, perche&#8217; conteneva evidenti ed esplicite aperture in senso eutanasico. Ci ha dato ragione la sentenza 242/ 2019 della Corte Costituzionale che riconduce esattamente a quella legge la sua apertura al Suicidio assistito. E lo conferma il Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei medici che ha appena approvato gli indirizzi applicativi dell&#8217;articolo 17 del suo Codice deontologico, dopo la sentenza della Consulta&#8221;. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, medico e psicoterapeuta, che continua: &#8220;Il medico non sara&#8217; piu&#8217; punibile dal punto di vista disciplinare se e quando sceglie di agevolare il suicidio, ove ricorrano le condizioni poste dalla Corte, alla luce della legge 219/17. Il medico non sara&#8217; piu&#8217; punibile. Sulla base del principio di autodeterminazione dell&#8217;individuo, vero snodo della legge 219, il proposito di suicidio autonomamente e liberamente formatosi da parte di una persona diventa in un certo senso prassi attuativa per il medico. E questo imporra nuovi canoni nella formazione del medico, nuovi modelli nella struttura organizzativa degli ospedali, e soprattutto una rilettura della relazione medico-paziente in una chiave decisamente diversa da quanto finora accaduto. Per il medico diventa fondamentale accogliere la volonta&#8217; del paziente, anche se andasse contro i suoi principi deontologici. E&#8217; vero puo&#8217; sempre ribellarsi e dire no&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma- continua la senatrice centrista- la legge 219 non prevede obiezione di coscienza, perche&#8217; a suo tempo i suoi fautori sostenevano che mai e poi mai al medico si sarebbe potuto chiedere qualcosa che andasse contro coscienza. La legge, secondo loro, non lo prevedeva esplicitamente anche se era tutto scritto tra le righe. Gli ospedali dovranno prevedere stanze, reparti?, luoghi, in cui il paziente possa andare a morire richiedendo un suicidio medicalmente assistito. D&#8217;altra parte e&#8217; cosi&#8217; che si fa in Svizzera. E i letti, sempre troppo pochi per chi vuole ricoverarsi per curarsi, saranno sempre meno, le risorse sempre meno, il personale sempre meno. La cultura della morte drenera&#8217; risorse a tutti livelli: da quelle logistiche a quelle economiche e perche&#8217; no a quelle scientifiche. Farmaci sempre piu&#8217; potenti per far morire sempre e&#8217; piu&#8217; velocemente la gente. Occorreranno crediti formativi ad hoc per insegnare ai medici come si fa a far morire un paziente velocemente e con il minor livello di sofferenze possibili. Qualcuno chiedera&#8217; una specializzazione, dei master, un dottorato di ricerca e magari un primariato. Morire e&#8217; una cosa seria; ma vivere lo e&#8217; molto di piu&#8217;. Peccato che la FNOMCEO non abbia fatto nessun riferimento alla necessita&#8217; di potenziare le cure palliative, di migliorare l&#8217;assistenza psicologica ai malati, e di valorizzare la rete dei rapporti familiari, compresi quelli che sul piano della solidarieta&#8217; coinvolgono anche amici e volontariato. Nessuna parola per chi vuole continuare a vivere, anche quando vivere e&#8217; difficile e tutte le porte spalancate per chi vuol morire e per essere sicuro di morire vuole un suicidio medicalmente assistito, con medico accanto. Gli studenti non si iscriveranno piu&#8217; a medicina solo per aiutare i malati a guarire, o almeno a curarsi, ma anche per aiutarli a morire accelerando la loro morte. Una rivoluzione copernicana che da vecchi medici, per di piu&#8217; psichiatri, non avremmo mai voluto vedere ne&#8217; vivere&#8221;, conclude Binetti.</p>
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		<title>Eutanasia, Binetti: &#8220;SSN deve curare malati non farli morire a comando&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/09/26/eutanasia-binetti-ssn-deve-curare-malati-non-farli-morire-a-comando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 08:25:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/26/eutanasia-binetti-ssn-deve-curare-malati-non-farli-morire-a-comando/">Eutanasia, Binetti: &#8220;SSN deve curare malati non farli morire a comando&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Corte costituzionale si e&#8217; espressa ieri sera, piuttosto tardi: dopo le 19, ma nonostante l&#8217;ora la reazione e&#8217; stata velocissima e i comunicati stampa si sono moltiplicati velocemente. Sul fronte radicale, con il supporto di alcune associazioni in difesa dei diritti dei malati e un buon numero dei colleghi della sinistra, il plauso e&#8217; stato incondizionato e l&#8217;apertura all&#8217;eutanasia e&#8217; stata rilanciata in modo ancora piu&#8217; esplicito, diventando subito proposta di eutanasia attiva, con somministrazione veloce di un farmaco letale. Sempre con le migliori intenzioni possibili: ridurre i tempi di sofferenza del malto. Molto, davvero molto diversa, la reazione dell&#8217;ala cattolica: dalla Cei alle tante associazioni che hanno fatto della cura e dell&#8217;assistenza dei malati la loro stessa ragione di vita&#8221;. Lo dice Paola Binetti, senatrice dell&#8217;Udc. Poi, prosegue: &#8220;Sul piano politico, questa volta dall&#8217;area del centrodestra, si sono moltiplicati i comunicati di critica e di dissenso, di delusione e in alcuni casi di vera e propria denuncia, per il ruolo che la Corte si e&#8217; assunto, scavalcando il parlamento. Sono molte le linee di fratture che si sono create: tra i fautori dell&#8217;antico e consolidato diritto alla vita e i sostenitori di un diritto nuovo di zecca: diritto di morire quando, come e dove voglio io. Tra i medici, che complessivamente hanno rispedito al mittente la sentenza, sostenendo che se si tratta di eutanasia di stato, sia lo stato ad identificare chi deve farsene carico, senza obbligare i medici a contraddire il loro mandato specifico. Tra i diversi livelli istituzionali: Corte e Parlamento; tra le due nuove formazioni parlamentari, con una maggioranza Pd-Leu-M5S favorevole e una opposizione, una volta tato compatta, contraria. Una sentenza fortemente divisiva, contraddittoria ed estremamente ambigua nella sua traduzione attuativa&#8221;.</p>
<p>Per Binetti &#8220;la sentenza chiede di verificare che siano somministrate tutte le cure palliative, prima di passare al suicidio assistito, ignorando come sia sotto-finanziata e inattuata la legge 38. Parla di patologie inguaribili, ignorando come sotto questa etichetta sia ricompresa anche la maggioranza delle malattie rare e neurodegenerative; parla di dolore fisico e psichico intollerabile, senza tener conto di quanto sia soggettiva la soglia di tolleranza al dolore e di come sotto la definizione di dolore psichico si possa ricomprendere qualsiasi tipo di sofferenza che colpisce una persona, compreso l&#8217;abbandono affettivo. Ma soprattutto mette in carico al SSN e parla esclusivamente di strutture pubbliche tutte le varie forme di aiuto al suicidio. Leggendo e rileggendo il comunicato della Corte ci si rende conto di quanto sia scarsa la loro conoscenza delle effettive condizioni dei malati e ancor piu&#8217; del nostro malato per eccellenza che e&#8217; lo stesso Ssn. Fatta salva la liberta&#8217; individuale, oggi pero&#8217; la risposta della politica non puo&#8217; essere quella di facilitare la morte di chi vuole morire, aiutandolo a morire a spese sue. La responsabilita&#8217; politica e&#8217; fornire gli strumenti, i mezzi e le circostanze giuste, per aiutarlo a vivere, per fargli apprezzare la vita che sta vivendo. La morte verra&#8217;, forse anche per mano di un amico, che scambia l&#8217;amicizia con l&#8217;aiuto al suicidio; ma la politica non puo&#8217; commettere questo errore. A lei compete programmare per prevenire; individuare i finanziamenti opportuni per garantire l&#8217;esigibilita&#8217; dei diritti stabiliti per legge; verificare che ai malati siano garantite e quindi siano state date tutte le cure necessarie. Non eliminare i malati perche&#8217; costano troppo o perche&#8217; si lamentano perche&#8217; non ricevono cio&#8217; a cui hanno diritto. Questa e&#8217; la Sanita&#8217; per cui noi ci batteremo, a cominciare dalla prossima legge di bilancio, positivamente al servizio dei malati perche&#8217; vivano. Costi quello che costi&#8221;.</p>
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		<title>Eutanasia. Papa Francesco: &#8220;È visione utilitaristica della persona&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 19:05:26 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/02/eutanasia-papa-francesco-e-visione-utilitaristica-della-persona/">Eutanasia. Papa Francesco: &#8220;È visione utilitaristica della persona&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La tecnologia non e&#8217; a servizio dell&#8217;uomo quando lo riduce a una cosa, quando distingue tra chi merita ancora di essere curato e chi invece no, perche&#8217; e&#8217; considerato solo un peso. La pratica dell&#8217;eutanasia, divenuta legale gia&#8217; in diversi Stati, solo apparentemente si propone di incentivare la liberta&#8217; personale&#8221;. Lo dice papa Bergoglio in udienza con i membri dell&#8217;Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), ricevuti oggi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano. &#8220;In realta&#8217;- prosegue il papa- l&#8217;eutanasia si basa su una visione utilitaristica della persona, la quale diventa inutile o puo&#8217; essere equiparata a un costo, se dal punto di vista medico non ha speranze di miglioramento o non puo&#8217; piu&#8217; evitare il dolore. Al contrario- conclude Bergoglio- l&#8217;impegno nell&#8217;accompagnare il malato e i suoi cari in tutte le fasi del decorso, tentando di alleviarne le sofferenze mediante la palliazione, oppure offrendo un ambiente familiare negli hospice, sempre piu&#8217; numerosi, contribuisce a creare una cultura e delle prassi piu&#8217; attente al valore di ogni persona&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/02/eutanasia-papa-francesco-e-visione-utilitaristica-della-persona/">Eutanasia. Papa Francesco: &#8220;È visione utilitaristica della persona&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Eutanasia, Fnomceo: &#8220;La morte è nemica dei medici, non un&#8217;alleata&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/30/eutanasia-fnomceo-la-morte-e-nemica-dei-medici-non-unalleata/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2019 14:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Codice Deontologico, e la Legge: quando si tratta di accompagnare il cittadino nelle scelte che riguardano la sua salute, anche in quelle &#8216;di frontiera&#8217;, come il nascere,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/30/eutanasia-fnomceo-la-morte-e-nemica-dei-medici-non-unalleata/">Eutanasia, Fnomceo: &#8220;La morte è nemica dei medici, non un&#8217;alleata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Codice Deontologico, e la Legge: quando si tratta di accompagnare il cittadino nelle scelte che riguardano la sua salute, anche in quelle &#8216;di frontiera&#8217;, come il nascere, il morire, il curare l&#8217;inguaribile, e&#8217; li&#8217;, nei principi della deontologia e nelle disposizioni gia&#8217; vigenti, che il medico trova tutte le risposte. È questo il senso di quanto riferito oggi pomeriggio dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), chiamata in audizione presso le Commissioni Riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati. Argomento: le tre proposte di Legge, attualmente all&#8217;esame delle Commissioni, in materia di eutanasia e rifiuto dei trattamenti sanitari. A rappresentare i medici, il Coordinatore della Consulta Deontologica della Fnomceo, Pierantonio Muzzetto. Proprio su un parere elaborato dalla Consulta, poi fatto proprio dal Comitato Centrale -l&#8217;organo di governo della Federazione e gia&#8217; presentato al Comitato nazionale per la bioetica, e&#8217; incentrato infatti il testo dell&#8217;audizione. &#8220;La professione medica non e&#8217; tecnicismo- ha affermato Muzzetto- e&#8217; nutrita del valore della liberta&#8217; di agire in scienza e coscienza per il bene del paziente: la Fnomceo ritiene che il Codice deontologico continui ad avere le risposte adeguate ai bisogni di salute del cittadino. Le cure palliative sono la soluzione che puo&#8217; mantenere intatto il rispetto della dignita&#8217; della persona malata&#8221;.</p>
<p>&#8220;La professione del medico segue da millenni un paradigma che vieta di procurare la morte del paziente. Se viene capovolto, occorre che ne discuta l&#8217;intera societa&#8217;, perche&#8217; le conseguenze non si limitano all&#8217;agire del medico, del quale, comunque, non puo&#8217; essere limitata la liberta&#8217; di coscienza- ha detto ancora Muzzetto, come portavoce dell&#8217;intera federazione- Da sempre i medici hanno visto nella morte un nemico e nella malattia un&#8217;anomalia da sanare: mai si e&#8217; pensato che la morte potesse diventare un alleato, che potesse risolvere le sofferenze della persona. Se fosse approvata la legalizzazione all&#8217;aiuto al suicidio, verrebbe capovolto questo paradigma. Se ne deve discutere in profondita&#8217;, perche&#8217; le ripercussioni non riguardano solo i medici e le altre professioni sanitarie: il meccanismo che porta ad accompagnare una persona verso il suicidio coinvolge l&#8217;intera societa&#8217;&#8221;. &#8220;Consideriamo il dialogo sul suicidio assistito utile e necessario- ha proseguito- Crediamo che debba essere scevro da pregiudiziali ideologiche o politiche, e animato solo da sensibilita&#8217; intellettuale e disponibilita&#8217; a comprendere sino in fondo le ragioni di determinate scelte. Ma anche dalla volonta&#8217; di valutare le possibili conseguenze del cambiamento del paradigma quello che vede la malattia come il male e la morte come il nemico da sconfiggere che sinora ha caratterizzato l&#8217;esercizio della professione medica&#8221;. &#8220;Le condotte agevolative che spianino la strada a scelte suicide non possono ricadere solo sul medico- ha argomentato- Al medico deve anzi essere attribuito il ruolo di colui che tutela i soggetti piu&#8217; fragili. Il divieto di favorire o procurare la morte ha sempre protetto la professione medica e i cittadini, come insegna la storia. La FNOMCeO ribadisce che i principi del nostro Codice sono esaustivi dell&#8217;esercizio della professione e che il paradigma che l&#8217;ha ispirato continua a essere valido. Per il rispetto della dignita&#8217; della persona che soffre, grazie alla legge 38/2010 abbiamo strumenti adeguati che sono le cure palliative, la terapia del dolore fino alla sedazione profonda. Occorre applicare meglio queste terapie, che possono essere lo strumento migliore per evitare lesioni della dignita&#8217; delle persone e prevenire richieste di suicidio&#8221;.</p>
<p>&#8220;In ogni caso il Codice di Deontologia Medica e&#8217; ispirato ai principi contenuti nella Carta Costituzionale e sara&#8217; sempre coerente con i valori da essa richiamati&#8221;, ha ribadito. In conclusione, Muzzetto ha richiamato proprio la Costituzione, insieme alla Legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, quali portatrici di principi che non possono essere elusi nell&#8217;ottica di un&#8217;evoluzione normativa. &#8220;Le proposte di legge in esame debbono correlarsi con i principi affermati dal dettato della carta costituzionale (art. 32) e della Legge 23 dicembre 1978, n. 833 &#8220;Istituzione del servizio sanitario nazionale&#8221; che prevede all&#8217;art. 1 che la tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignita&#8217; e della liberta&#8217; della persona umana&#8221; ha infatti affermato. Mentre per il medico restano validi, e altrettanto ineludibili, i principi del Codice Deontologico. &#8220;Il Codice di Deontologia Medica, nella sua formulazione attuale, impedisce al medico di effettuare e/o favorire atti finalizzati a provocare la morte del paziente- ha concluso- Nel contempo, impone al medico di rispettare la dignita&#8217; del paziente, evitando ogni forma di accanimento terapeutico. In ottemperanza dell&#8217;autodeterminazione del paziente da un lato, e nel rispetto della clausola di coscienza del medico dall&#8217;altro, l&#8217;attuazione della volonta&#8217; del paziente nel rifiutare le cure, pone il ricorso alla sedazione profonda medicalmente indotta, come attivita&#8217; consentita al medico in coerenza e nel rispetto dei precetti deontologici. Tutto cio&#8217; nel rispetto della dignita&#8217; del morente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/30/eutanasia-fnomceo-la-morte-e-nemica-dei-medici-non-unalleata/">Eutanasia, Fnomceo: &#8220;La morte è nemica dei medici, non un&#8217;alleata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Eutanasia. Cappato(Ass.Coscioni): mercoledì al via confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 21:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Ass.Coscioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cappato]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi duemila giorni, per la precisione &#8220;1965 dopo il deposito delle ormai oltre 130mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sull&#8217;eutanasia legale, il 30 gennaio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/28/eutanasia-cappatoass-coscioni-mercoledi-al-via-confronto/">Eutanasia. Cappato(Ass.Coscioni): mercoledì al via confronto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi duemila giorni, per la precisione &#8220;1965 dopo il deposito delle ormai oltre 130mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sull&#8217;eutanasia legale, il 30 gennaio 2019 finalmente la Camera dei Deputati iniziera&#8217; la discussione. Nonostante l&#8217;estremo ritardo di questo tentativo di risposta all&#8217;ordinanza della Corte costituzionale sul caso Cappato/Dj Fabo, che ha concesso fino al 24 settembre 2019 per l&#8217;approvazione di una legge, il Parlamento ha ora l&#8217;opportunita&#8217; di dare tutele alle persone che, in determinate situazioni, vogliono accedere all&#8217;aiuto al suicidio&#8221;. Lo dichiara Marco Cappato, tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. &#8220;E&#8217; un fatto importante- aggiunge- un primo grande risultato della decennale campagna dei Radicali e dell&#8217;Associazione Luca Coscioni per il rispetto delle volonta&#8217; individuali in materia di fine-vita.Era il 1984 quando il parlamentare socialista e radicale Loris Fortuna deposito&#8217; la prima proposta di legge per il riconoscimento di questo diritto: ci sono voluti ben 35 anni di iniziative popolari, storie individuali e disobbedienze civili per arrivare a questo risultato che ora non puo&#8217; essere affossato come gia&#8217; successe nel 2016. Un ringraziamento speciale va a tutte le persone malate che si sono mobilitate finora per l&#8217;obiettivo della calendarizzazione, a partire da Dj Fabo e Davide Trentini che hanno voluto raccontare all&#8217;Italia la propria storia e ci hanno permesso di attivare le giurisdizioni fino alla Corte costituzionale. Mentre la Camera dei Deputati iniziera&#8217; la discussione dell&#8217;aiuto al suicidio, il Senato -che nei giorni scorsi, a causa dell&#8217;attivita&#8217; di 11 senatori M5S, ha smontato la legge sul testamento biologico in Commissione- e&#8217; invece impegnato in questi giorni a ripristinare la legge sulle DAT, grazie a 7 emendamenti presentati come primi firmatari da Paola Boldrini (PD), Nadia Ginetti (PD), Loredana De Petris (Misto -LeU) e Matteo Mantero (M5S) cui siamo grati per l&#8217;impegno preso a difesa di una legge funzionante conquistata a furor di popolo e a tutela della nostra Costituzione&#8221; conclude Cappato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/01/28/eutanasia-cappatoass-coscioni-mercoledi-al-via-confronto/">Eutanasia. Cappato(Ass.Coscioni): mercoledì al via confronto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dj Fabo, un anno dopo (27feb)_#Fabo Libero e fine vita in Parlamento. Cappato e Gallo: &#8220;I candidati si esprimano su Eutanasia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 17:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Dj Fabo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ passato un anno da quando Fabo è evaso dalla gabbia della sua &#8220;lunga notte senza fine&#8221;, ma per farlo è stato costretto all’esilio, ad abbandonare la propria&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/26/eutanasiadj-fabo/">Dj Fabo, un anno dopo (27feb)_#Fabo Libero e fine vita in Parlamento. Cappato e Gallo: &#8220;I candidati si esprimano su Eutanasia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ passato un anno da quando Fabo è evaso dalla gabbia della sua &#8220;lunga notte senza fine&#8221;, ma per farlo è stato costretto all’esilio, ad abbandonare la propria casa e subire un doloroso viaggio di ore verso un Paese straniero che riconosce diritti negati in Italia.&nbsp;</p>
<p>Fabo ha ottenuto il diritto a morire senza soffrire, ma ci sono tanti, tantissimi cittadini che non hanno questa possibilità. Per tutte queste persone continuerà a battersi l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica&nbsp;che, da Piergiorgio Welby a Eluana Englaro a Walter Piludu, Dominique Velati e Davide Trentini da 12 anni combatte affinché il Parlamento dia una risposta alle richieste di chi&nbsp;vuole vivere libero fino alla fine.&nbsp;</p>
<p>Nel 2013 l’associazione ha depositato la proposta di legge di iniziativa popolare&nbsp;Eutanasia Legale, che però non è stata discussa nemmeno un minuto. Ma la consapevolezza maturata nell&#8217;opinione pubblica in questi anni rappresenta una novità importante che la politica non potrà far finta di ignorare.&nbsp;</p>
<p>La battaglia di Fabo e la Campagna #FaboLibero hanno già cambiato il nostro Paese sul tema del fine vita. Dal giorno del primo appello al Presidente della Repubblica Mattarella ogni azione significativa della campagna ha determinato un passo avanti a livello politico, come la conquista del biotestamento, avvenuta in concomitanza con la prima udienza del processo che vede imputato Marco Cappato per aiuto al suicidio.&nbsp;</p>
<p>#Fabo Libero e fine vita in Parlamento: un percorso in parallelo&nbsp;</p>
<p>Alla fine dell’Estate 2016 Fabo scelse di rendere pubblica la sua storia e di fare propria la battaglia sul fine vita di&nbsp;Associazione Luca Coscioni &#8211; realtà&nbsp;no profit di promozione sociale, che tra le sue&nbsp;priorità agisce per&nbsp;l&#8217;affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla&nbsp;scienza, l’assistenza personale&nbsp;autogestita, l&#8217;abbattimento della&nbsp;barriere architettoniche, le scelte di&nbsp;fine vita, la ricerca sugli&nbsp;embrioni, l&#8217;accesso alla&nbsp;procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione&nbsp;dell&#8217;eutanasia, l&#8217;accesso ai&nbsp;cannabinoidi medici&nbsp;e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di&nbsp;scienza e auto-determinazione.&nbsp;</p>
<p>Il 18 gennaio, con un videoappello di due minuti, Dj Fabo si appella al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un suo intervento al fine di discutere la proposta di legge popolare depositata dall&#8217;Associazione Luca Coscioni nel 2013. Il Presidente non risponderà mai. In quel momento il testo della legge sul testamento biologico, approvato il mese precedente dalla Commissione Affari sociali della Camera, attendeva la discussione dell&#8217;Aula.&nbsp;</p>
<p>Il 4 febbraio Dj Fabo si rivolge ora al Parlamento: &#8220;Ho sentito che in Parlamento hanno rinviato di tre settimane la legge sul testamento biologico. E&#8217; scandaloso che un gruppo di parlamentari non abbia il coraggio di prendere la situazione in mano per tanti cittadini che vivono come me&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Il 25 febbraio Marco Cappato accompagna Dj Fabo in Svizzera, che morirà &#8211; a seguito di suicidio assistito &#8211; alle 11.40 del 27 febbraio. Il giorno successivo, tornato in Italia, alle 14.45 Cappato si autodenuncia per aiuto al suicidio alla caserma di via Fosse Ardeatine a Milano. Dopo due settimane, il 13 marzo, a 404 giorni dall&#8217;avvio del provvedimento alla Camera, la legge sul Testamento Biologico arriva all&#8217;Aula che lo approverà il 20 aprile, dopo 15 mesi di discussione.&nbsp;</p>
<p>Il 4 dicembre si tiene la prima udienza del processo nei confronti di Marco Cappato per aver aiutato Dj Fabo ad andare in Svizzera. In Corte d’Assise di Milano vengono ascoltati i testimoni: la madre di Fabiano, Carmen, e la compagna Valeria, i medici, il fisiatra, gli amici di DjFabo.&nbsp;</p>
<p>Dieci giorni dopo, il 14 dicembre, il Parlamento trasforma in legge ciò che la giurisprudenza aveva gradualmente negli ultimi anni riconosciuto. Da quel giorno, il diritto costituzionale a sospendere le cure, e a farlo anche attraverso un testamento biologico, diventa immediatamente applicabile senza bisogno di lunghi e costosi ricorsi giudiziari.&nbsp;</p>
<p>Marco&nbsp;Cappato,&nbsp;leader Associazione Luca Coscioni:&nbsp;&#8220;A un anno di distanza dalla sua morte, possiamo dire che se Fabo avesse scelto di ottenere clandestinamente l&#8217;assistenza alla morte volontaria in Svizzera l&#8217;Italia non avrebbe oggi una legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento. Ogni passaggio cruciale della sua vicenda e del processo scaturito dalla mia disobbedienza civile ha determinato una presa di coscienza dell&#8217;opinione pubblica che ha consentito al Parlamento di superare veti e ostruzionismi di ogni tipo. Nonostante una campagna elettorale nella quale il tema è stato completamente rimosso, ci impegneremo affinché la nostra legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell&#8217;eutanasia sia discussa all&#8217;inizio della prossima legislatura.&#8221;&nbsp;</p>
<p>Filomena&nbsp;Gallo,&nbsp;segretario Associazione Luca Coscioni: &#8220;La Corte costituzionale sarà chiamata a prendere una decisione molto importante per il diritto all&#8217;autodeterminazione di ciascuno fino alla fine della propria vita. La decisione di Fabo di assumersi i rischi di una scelta pubblica, insieme all&#8217;autodenuncia di Marco Cappato, forniscono un&#8217;occasione storica per abrogare norme create in epoca fascista e che corrispondono a una concezione di Stato Etico che prevale sulle scelte di libertà dei singoli cittadini&#8221; .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/26/eutanasiadj-fabo/">Dj Fabo, un anno dopo (27feb)_#Fabo Libero e fine vita in Parlamento. Cappato e Gallo: &#8220;I candidati si esprimano su Eutanasia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dj Fabo morto in Svizzera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 14:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Luca Coscioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dj Fabo]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Cappato]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dj Fabo è morto oggi alle 11.40 in una clinica svizzera. Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, ne ha dato l&#8217;annuncio su Twitter: “Fabo è morto alle 11.40. Ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/27/dj-fabo-morto-in-svizzera/">Dj Fabo morto in Svizzera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dj Fabo è morto oggi alle 11.40 in una clinica svizzera.</strong> Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, ne ha dato l&#8217;annuncio su Twitter: “Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo”.</p>
<p>&#8220;Sono finalmente arrivato in Svizzera, e ci sono arrivato purtroppo con le mie forze e non con l&#8217;aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e la ringrazierò fino alla morte&#8221;. E&#8217; il messaggio su Twitter di Dj Fabo, Fabiano Antoniani, 39enne cieco e tetraplegico in seguito a un grave incidente stradale, da ieri era in Svizzera per ricorrere al suicidio assistitito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/27/dj-fabo-morto-in-svizzera/">Dj Fabo morto in Svizzera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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