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	<title>faglia del Medio Oriente Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Rising Lion: La nuova faglia del Medio Oriente e l&#8217;eco globale a una settimana dal G7</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/rising-lion-la-nuova-faglia-del-medio-oriente-e-leco-globale-a-una-settimana-dal-g7/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 11:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nulla è più funesto alla pace che l&#8217;avidità di dominio.&#8221;– Seneca Il 12 giugno 2025, a meno di una settimana dal G7 a L&#8217;Aia, Israele ha lanciato Operation&#8230;</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Nulla è più funesto alla pace che l&#8217;avidità di dominio.&#8221;</em><br>– Seneca</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>12 giugno 2025</strong>, a meno di una settimana dal G7 a <strong>L&#8217;Aia</strong>, Israele ha lanciato <strong>Operation &#8220;Rising Lion&#8221;</strong>, un attacco aereo su larga scala con circa <strong>200 jet</strong> contro oltre <strong>100 obiettivi</strong> strategici in Iran. Il premier Netanyahu ha definito l&#8217;operazione &#8220;un atto di autodifesa&#8221;, ma l&#8217;intervento viene letto da molti come un gesto <strong>calcolato e provocatorio</strong> teso a ridefinire unilateralmente gli equilibri regionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Iran promette una &#8220;risposta devastante&#8221;</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Teheran ha parlato di <strong>&#8220;guerra aperta&#8221;</strong>. Khamenei ha promesso una reazione &#8220;all&#8217;altezza dell&#8217;aggressione sionista&#8221;, minacciando <strong>attacchi simultanei su più fronti</strong>, diretti e per procura. I primi lanci di droni Shahed sono stati intercettati, ma il messaggio è chiaro: <strong>la spirale è appena iniziata</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mondo arabo insorge</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Qatar</strong> accusano Israele di aver <strong>violato il diritto internazionale in modo palese</strong>, chiedendo <strong>una risposta araba coordinata</strong>.</li>



<li><strong>Oman</strong> denuncia una <strong>&#8220;strategia israeliana di destabilizzazione permanente&#8221;</strong>, invocando sanzioni e pressioni diplomatiche.</li>



<li><strong>Egitto</strong> e <strong>Giordania</strong>, formalmente legati a Tel Aviv da accordi di pace, sono ora in forte imbarazzo. Il Cairo parla apertamente di <strong>&#8220;atto criminale&#8221;</strong>, Amman chiede una sessione straordinaria della Lega Araba.</li>



<li><strong>Emirati</strong>: dopo aver coltivato i &#8220;Patti di Abramo&#8221;, si ritrovano a gestire un&#8217;escalation che mina la propria narrativa di equilibrio regionale.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Reazioni internazionali: ipocrisie e crisi diplomatiche</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stati Uniti</strong><br>La Casa Bianca ha dichiarato di <strong>non essere stata informata preventivamente</strong>, ma le ambiguità sono evidenti. Il ritiro del personale da Iraq e Golfo conferma il timore di un allargamento.<br><strong>Marco Rubio</strong> ha evitato ogni critica, ma il Senato è diviso: la sinistra democratica accusa Biden di <strong>&#8220;sudditanza passiva a Tel Aviv&#8221;</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Regno Unito</strong><br>Starmer si è limitato a invocare &#8220;contenimento&#8221;, ma le opposizioni denunciano <strong>&#8220;complicità morale con l&#8217;aggressione israeliana&#8221;</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cina</strong><br>Ha bollato l&#8217;attacco come <strong>&#8220;atto unilaterale che minaccia la sicurezza energetica globale&#8221;</strong> e ha convocato d&#8217;urgenza il Consiglio di Sicurezza. Pechino prepara una proposta congiunta con Mosca per <strong>sanzioni selettive</strong> e una &#8220;zona no fly&#8221; sul Golfo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Unione Europea</strong><br>L&#8217;UE è paralizzata: mentre Borrell denuncia una <strong>&#8220;violazione flagrante del diritto internazionale&#8221;</strong>, Stati membri come Ungheria e Polonia frenano ogni tentativo di sanzione.<br><strong>Francia e Germania</strong> parlano di &#8220;atto d&#8217;imprudenza che mette a rischio milioni di vite&#8221;, ma non propongono un&#8217;alternativa concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Russia</strong><br>Ha definito l&#8217;attacco <strong>&#8220;un&#8217;aggressione deliberata e destabilizzante&#8221;</strong>, accusando Israele di voler <strong>stravolgere l&#8217;ordine regionale con atti di guerra preventivi, in totale spregio al diritto internazionale</strong>. Lavrov ha evocato un <strong>&#8220;rischio di conflitto mondiale se gli USA non fermano il proprio alleato&#8221;</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ONU</strong><br>Guterres ha parlato di <strong>&#8220;fallimento della diplomazia occidentale&#8221;</strong>, condannando Israele per aver <strong>sabotato qualsiasi tentativo di dialogo sul nucleare</strong>. Le risoluzioni restano però bloccate dai veti incrociati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Effetti collaterali immediati</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Spazi aerei chiusi su Iran, Iraq, Siria, Libano e Israele. Migliaia di voli annullati.<br>Borse del Golfo in picchiata. Brent sopra i 100 dollari. Il rischio di un <strong>collasso energetico globale</strong> torna reale.<br>Il traffico navale sullo Stretto di Hormuz si è dimezzato in 48 ore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La voce fuori dal coro – il Manifesto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Il Manifesto</em></strong> accusa l&#8217;Occidente di <strong>ipocrisia selettiva</strong>: silenzioso quando Israele bombarda, indignato solo quando lo fa l&#8217;Iran. &#8220;Non è un atto difensivo, è <strong>una guerra pianificata per ridisegnare la mappa del Medio Oriente</strong>,&#8221; scrive in un editoriale. &#8220;L&#8217;Italia tace, l&#8217;Europa balbetta, e intanto la diplomazia muore sotto le bombe.&#8221;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Israele: strategia lucida o salto nel buio?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti interne al Likud parlano apertamente di &#8220;chiudere il dossier iraniano prima che Trump o un&#8217;Europa debole tentino nuovi accordi&#8221;.<br>L&#8217;obiettivo non è solo il nucleare, ma <strong>imporre una nuova egemonia militare in Medio Oriente</strong>, sfruttando il vuoto strategico lasciato dagli USA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo analisti militari, l&#8217;attacco è parte di una <strong>dottrina post-Occidente</strong>, dove Israele intende agire da potenza autonoma, <strong>senza più attendere il consenso formale di Washington o Bruxelles</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scenari futuri: tre ipotesi</strong></h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Escalation controllata</strong>: colpi reciproci, ma si evita la guerra totale. Cina, Russia e ONU cercano un negoziato multilaterale.</li>



<li><strong>Guerra allargata</strong>: Iran colpisce direttamente Israele, Tel Aviv risponde attaccando anche Libano e Siria. Gli USA, coinvolti loro malgrado, sono trascinati in un conflitto che non vogliono.</li>



<li><strong>Ridislocazione geopolitica</strong>: Israele si impone come unica potenza in grado di garantire &#8220;ordine&#8221;, trascinando dietro sé parte del mondo arabo. UE e USA restano <strong>spettatori impotenti</strong>, delegittimati e frammentati.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Conclusione</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con &#8220;Rising Lion&#8221;, Israele ha oltrepassato ogni linea rossa. L&#8217;attacco non è soltanto una rappresaglia: è <strong>una dichiarazione di potenza autonoma</strong>, un messaggio lanciato a Washington, Pechino, Mosca e Riyad.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Occidente è paralizzato</strong>: troppo diviso per reagire, troppo compromesso per condannare.<br>Il <strong>G7 a L&#8217;Aia</strong> potrebbe essere l&#8217;ultimo momento utile per una risposta politica coerente. Se fallisce, la crisi potrebbe mutare definitivamente gli equilibri mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se oggi cade il Medio Oriente, <strong>domani nessun ordine globale sarà più possibile senza guerra.</strong></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/13/rising-lion-la-nuova-faglia-del-medio-oriente-e-leco-globale-a-una-settimana-dal-g7/">Rising Lion: La nuova faglia del Medio Oriente e l&#8217;eco globale a una settimana dal G7</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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