<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>faglie Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/faglie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Oct 2020 19:00:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Terremoto. Sisma 2016, affidati a INGV a approfondimenti sulle faglie</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/10/05/terremoto-sisma-2016-affidati-a-ingv-a-approfondimenti-sulle-faglie/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/10/05/terremoto-sisma-2016-affidati-a-ingv-a-approfondimenti-sulle-faglie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2020 19:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[cratere]]></category>
		<category><![CDATA[faglie]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[microzonazione sismica]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sara&#8217; l&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in tempi brevi, a effettuare gli studi di approfondimento sulle faglie, una decina, che attraversano i centri abitati di alcuni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/05/terremoto-sisma-2016-affidati-a-ingv-a-approfondimenti-sulle-faglie/">Terremoto. Sisma 2016, affidati a INGV a approfondimenti sulle faglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sara&#8217; l&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in tempi brevi, a effettuare gli studi di approfondimento sulle faglie, una decina, che attraversano i centri abitati di alcuni comuni del cratere colpiti dal sisma del 2016. L&#8217;accordo, firmato oggi dal commissario straordinario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini e dal presidente dell&#8217;Ingv, Carlo Doglioni, prevede che il lavoro sia concluso in tre mesi per la prima fase e in altri tre per la seconda, con una forte accelerazione rispetto ai tempi previsti dalla procedura precedente, che e&#8217; stata contestualmente revocata. Gli studi affidati all&#8217;Ingv serviranno per determinare la reale pericolosita&#8217; delle faglie individuate, definite attive e capaci perche&#8217; si sono attivate almeno una volta negli ultimi 40mila anni e risultano evidenti sul terreno, e ridefinire dunque l&#8217;ampiezza delle aree urbane sicure per la ricostruzione. Le faglie erano state rilevate dagli studi di microzonazione sismica, da tempo effettuati, nei centri abitati di undici comuni del cratere. A Norcia (capoluogo e nella frazione di Campi), Capitignano (capoluogo e nella frazione di Sivigliano, Montereale (frazione di Paganica), Barete, Pizzoli, Ussita (frazione di Frontignano), Leonessa, Rieti, Cantalice (frazione di S. Liberato), Rivodutri (tre frazioni) e Macerata. Una prima fase del lavoro di analisi e ricerca dell&#8217;Ingv, seguendo le Linee guida predisposte dalla Protezione civile, puntera&#8217; a individuare le faglie meritevoli di uno specifico approfondimento, da effettuare nella seconda fase dello studio, e quelle che non impediscono una ricostruzione sicura, che pertanto potra&#8217; essere avviata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/05/terremoto-sisma-2016-affidati-a-ingv-a-approfondimenti-sulle-faglie/">Terremoto. Sisma 2016, affidati a INGV a approfondimenti sulle faglie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/10/05/terremoto-sisma-2016-affidati-a-ingv-a-approfondimenti-sulle-faglie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105824</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Terremoto. INGV: &#8220;Metodo innovativo multidisciplinare studio faglie Appennino&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/08/18/terremoto-ingv-metodo-innovativo-multidisciplinare-studio-faglie-appennino/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/08/18/terremoto-ingv-metodo-innovativo-multidisciplinare-studio-faglie-appennino/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 17:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[faglie]]></category>
		<category><![CDATA[faglie appennino]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105599</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso una innovativa analisi multidisciplinare, risultato delle osservazioni geodetiche di circa 20 anni e di un gran numero di dati aggiornati sulla direzione dello sforzo tettonico, e&#8217; possibile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/18/terremoto-ingv-metodo-innovativo-multidisciplinare-studio-faglie-appennino/">Terremoto. INGV: &#8220;Metodo innovativo multidisciplinare studio faglie Appennino&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attraverso una innovativa analisi multidisciplinare, risultato delle osservazioni geodetiche di circa 20 anni e di un gran numero di dati aggiornati sulla direzione dello sforzo tettonico, e&#8217; possibile quantificare la velocita&#8217; del movimento delle faglie attive dell&#8217;Appennino centrale. Questo approccio potrebbe essere decisivo per determinare meglio la velocita&#8217; del movimento delle faglie in un modo completamente innovativo e complementare alle classiche ed affidabili tecniche geologiche È quanto e&#8217; stato fatto nello studio &#8216;Partitioning the Ongoing Extension of the Central Apennines (Italy): Fault Slip Rates and Bulk Deformation Rates from Geodetic and Stress Data&#8217; pubblicato sulla rivista &#8216;Journal of Geophysical Research &#8211; Solid Earth&#8217;. La ricerca, che ha coinvolto competenze geodetiche, geologiche e modellistiche dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), e&#8217; stata condotta in collaborazione con il Department of Earth, Planetary, and Space Sciences dell&#8217;University of California di Los Angeles (UCLA).<br />
Come e&#8217; noto, i terremoti sono generati da faglie, grandi piani in corrispondenza dei quali porzioni della crosta terrestre si muovono in tempi geologici l&#8217;una rispetto all&#8217;altra parallelamente al piano della faglia stessa. La velocita&#8217; media su tempi geologici con cui questo processo avviene, chiamata slip rate nella letteratura scientifica, e&#8217; un parametro cruciale perche&#8217; quantifica il potenziale di ciascuna faglia all&#8217;interno dei modelli elaborati per valutare la pericolosita&#8217; sismica di una data regione. </p>
<p>&#8220;Questo lavoro&#8221;, spiega Michele Carafa, autore della ricerca, &#8220;nasce durante la mia permanenza all&#8217;UCLA e si e&#8217; sviluppato nell&#8217;ambito del &#8216;FIRB Abruzzo&#8217;, un importante progetto finanziato dal MIUR tra il 2011 e il 2016 e denominato &#8216;Indagini ad alta risoluzione per la stima della pericolosita&#8217;` e del rischio sismico nelle aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009&#8242;. A mia memoria&#8221;, continua Carafa, &#8220;questa e&#8217; la prima ricerca a livello europeo che mira esplicitamente a determinare lo slip rate di tutte le faglie attive presenti in un&#8217;importante area sismica, usando congiuntamente informazioni di diversa natura attualmente disponibili nel campo delle geoscienze, come i dati GPS e quelli che descrivono l&#8217;orientazione del campo dello sforzo in un materiale viscoelastico, quale e&#8217; la crosta terreste. Esistono diverse tecniche per determinare lo slip rate di lungo termine: quella piu&#8217; semplice da spiegare si basa sul riconoscimento degli strati di roccia vecchi anche centinaia di migliaia di anni, posti ad altitudini differenti spesso anche centinaia di metri. Secondo una visione geologica classica, questi strati si trovavano inizialmente alla stessa quota, ed e&#8217; ipotizzabile che l&#8217;attuale differenza topografica sia principalmente il risultato dei ripetuti terremoti avvenuti in tempi successivi lungo la faglia in esame, spesso determinabili con tecniche piu&#8217; o meno complesse&#8221;. </p>
<p>Ed e&#8217; stato &#8220;esattamente questo l&#8217;obiettivo del nostro gruppo di ricerca&#8221; prosegue Michele Carafa, autore della ricerca, &#8220;avere dei primi dati per capire se, nell&#8217;arco degli ultimi 15-20 anni per i quali esistono misure geodetiche accurate, il comportamento del volume di roccia adiacente alla faglia sia compatibile con le stime disponibili di slip rate di lungo termine, ovvero quelle basate su metodi geologici. La risposta e&#8217; stata sostanzialmente positiva: le stime di breve e lungo termine sono risultate congruenti fra loro. Questo risultato ci permettera&#8217; di capire e stimare meglio le forze responsabili dell&#8217;evoluzione tettonica degli Appennini e, quindi, in prospettiva di valutare con maggior accuratezza la pericolosita&#8217; sismica della regione. Guardando indietro, posso dire che questa e&#8217; stata veramente una bella sfida scientifica. Da un lato, i ricercatori esperti in geodesia del nostro team hanno raccolto tutte le informazioni necessarie per definire lo spostamento medio annuo di ciascuna delle stazioni GNSS distribuite nell&#8217;area di studio tra i vari accadimenti sismici, dall&#8217;altro, i ricercatori esperti in tettonica attiva hanno esaminato nel dettaglio la letteratura scientifica al fine di identificare le faglie comunemente accettate come attive. Infine, i modellisti hanno sintetizzato le informazioni ottenute dai due gruppi per giungere, utilizzando un metodo decisamente sofisticato, a calcolare lo slip rate medio di ciascuna faglia&#8221;. Per rafforzare il risultato &#8220;abbiamo analizzato il dataset geodetico insieme a quello del campo dello sforzo attivo, disponibile nel database IPSI (Italian Present-day Stress Indicators), un altro prodotto sviluppato completamente dall&#8217;INGV&#8221;, prosegue il coordinatore della ricerca. &#8220;I risultati ottenuti, frutto delle nostre competenze, rappresentano solo un primo passo, e come tale possono essere affetti da incertezze che potranno essere superate continuando a lavorare in ciascuna delle tre aree in gioco: quella geodetica, quella geologica e quella modellistica&#8221;.</p>
<p>Se il primo step dello studio e&#8217; frutto esclusivamente delle competenze dell&#8217;INGV, ben indirizzate dall&#8217;esperienza del collega Peter Bird della UCLA, gli sviluppi di questa ricerca, finalizzati ad una migliore comprensione dell&#8217;evoluzione geologica dell&#8217;area, vedranno le collaborazioni scientifiche con l&#8217;Universita&#8217; degli Studi dell&#8217;Aquila e con il Gran Sasso Science Institute (GSSI). &#8220;Il metodo utilizzato per questa ricerca&#8221;, conclude Michele Carafa, autore della ricerca, &#8220;e&#8217; del tutto innovativo e richiede interazione con ulteriori competenze quali, ad esempio, quelle matematiche ed informatiche. C&#8217;e&#8217; tanto da fare, ma integrare diverse competenze e&#8217; stata una scelta vincente e ritengo sia sicuramente la strada da seguire per rendere questo tipo di ricerca utile per la collettivita&#8217;. Al riguardo, ci lusinga che la stessa Regione Abruzzo si sia mostrata da subito estremamente interessata a questa ricerca aggiungendo alla rete geodetica regionale &#8211; sotto la nostra supervisione scientifica &#8211; nuove stazioni GNSS collocate in siti strategici, proprio per poter migliorare il nostro modello&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/18/terremoto-ingv-metodo-innovativo-multidisciplinare-studio-faglie-appennino/">Terremoto. INGV: &#8220;Metodo innovativo multidisciplinare studio faglie Appennino&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/08/18/terremoto-ingv-metodo-innovativo-multidisciplinare-studio-faglie-appennino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105599</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Terremoti: individuato sistema faglie su fondali pugliesi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 12:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[faglie]]></category>
		<category><![CDATA[fondali pugliesi]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=105290</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un sistema di faglie esteso per almeno 100 km di lunghezza, lungo il quale si sono generati due ampi bacini sedimentari e&#8217; stato identificato nel tratto di mare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/">Terremoti: individuato sistema faglie su fondali pugliesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sistema di faglie esteso per almeno 100 km di lunghezza, lungo il quale si sono generati due ampi bacini sedimentari e&#8217; stato identificato nel tratto di mare a sud-est di Santa Maria di Leuca (Lecce), grazie ad una ricerca condotta da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell&#8217;Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) nell&#8217;ambito del progetto FASTMIT, coordinato e supportato dal fondo premiale 2014 del Ministero dell&#8217;Universita&#8217; e della Ricerca, appena pubblicata sulla rivista &#8216;Tectonics&#8217; dal titolo &#8216;Active extension in a foreland trapped between two contractional chains: The South Apulia Fault System (SAFS)&#8217;.<br />
La scoperta di tale sistema di faglie, denominato South Apulia Fault System (SAFS), e&#8217; stata possibile grazie una serie di campagne geofisiche eseguite con la nave OGS Explora.<br />
Attraverso, poi, l&#8217;analisi di dati batimetrici ad alta risoluzione e di diversi profili e linee sismiche che hanno permesso di illuminare sia le strutture crostali profonde che i sedimenti quaternari che costituiscono il fondale marino, i ricercatori hanno ricostruito la geometria tridimensionale dei principali orizzonti geologici e delle faglie presenti in quest&#8217;area fino a una profondita&#8217; di circa 12 km. In particolare, lo studio congiunto OGS-INGV ha dimostrato che il SAFS ha iniziato la sua attivita&#8217; tettonica tra 1,3 e 1,8 milioni di anni fa, durante il Pleistocene inferiore, e che e&#8217; tutt&#8217;ora attivo, come evidenziato dalla presenza di dislocazioni che interessano i sedimenti piu&#8217; recenti e il fondo mare. I tassi di movimento del SAFS sono nell&#8217;ordine di 0,2-0,4 mm/anno per quanto riguarda la sua componente estensionale, ma e&#8217; stato possibile ipotizzare anche la presenza di una componente non trascurabile di movimento orizzontale. L&#8217;area in cui si trova il SAFS in Puglia e&#8217; una porzione sommersa del cosiddetto &#8216;avampaese&#8217; (cioe&#8217;, una regione adiacente a una catena montuosa) della &#8220;placca Adriatica&#8221;, un&#8217;area di crosta continentale considerata stabile rispetto alle due aree di catena poste ad ovest (la catena appenninica) e ad est (la catena ellenica). &#8220;Le aree di avampaese sono tipicamente soggette a terremoti meno frequenti rispetto alle aree lungo i margini di placca e alle aree di catena, tuttavia non sono esenti da eventi di magnitudo anche significativa- spiegano OGS e INGV- In particolare, relativamente all&#8217;area studiata e&#8217; storicamente noto il forte terremoto del 20 febbraio 1743, per il quale i cataloghi storici riportano una magnitudo stimata di 6.7&#8221;. I cataloghi sismici riportano, inoltre, che questo terremoto causo&#8217; ingenti danni sia nella regione salentina che nelle isole Ionie (Corfu&#8217;, Lefkada e Cefalonia), oltre ad un probabile tsunami che interesso&#8217; il porto di Brindisi. In base alla posizione geografica, alle evidenze di attivita&#8217; recente e all&#8217;assenza di altre strutture tettoniche di simile importanza all&#8217;interno dell&#8217;area di studio, gli esperti INGV e OGS hanno ipotizzato, dunque, che il SAFS possa essere la piu&#8217; probabile sorgente del terremoto del 1743. I ricercatori auspicano che, nel futuro, ulteriori studi anche multidisciplinari permettano di acquisire nuovi dati ad alta risoluzione, cosi&#8217; da poter comprendere con maggiore precisione la reale estensione del SAFS caratterizzandone con piu&#8217; precisione i tassi di attivita&#8217;, le implicazioni geodinamiche e gli effetti di scuotimento del sisma e dello tsunami del 1743.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/">Terremoti: individuato sistema faglie su fondali pugliesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105290</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sisma, geologo Ortolani: &#8220;Prima o poi qualche nuovo terremoto, come in passato&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/11/30/sisma-geologo-ortolani-prima-o-poi-qualche-nuovo-terremoto-come-in-passato/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/11/30/sisma-geologo-ortolani-prima-o-poi-qualche-nuovo-terremoto-come-in-passato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 21:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Amato]]></category>
		<category><![CDATA[appennino]]></category>
		<category><![CDATA[faglie]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ortolani]]></category>
		<category><![CDATA[ingv]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=97025</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Terremoto avvertito nell’Aquilano, di magnitudo 4.4 alle 17,14 del 29 ottobre 2016, secondo Alessandro Amato di INGV &#8220;non rientra nella sequenza sismica che ha devastato il centro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/30/sisma-geologo-ortolani-prima-o-poi-qualche-nuovo-terremoto-come-in-passato/">Sisma, geologo Ortolani: &#8220;Prima o poi qualche nuovo terremoto, come in passato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Terremoto avvertito nell’Aquilano, di magnitudo 4.4 alle 17,14 del 29 ottobre 2016, secondo Alessandro Amato di INGV &#8220;non rientra nella sequenza sismica che ha devastato il centro Italia da agosto ad ottobre. Sicuramente e’ un’altra struttura“.<br />
Il Geologo prof. Franco Ortolani, in una nota scrive: &#8220;Sottolineo che quanto sta accadendo dal 24 agosto 2016 evidenzia che nonostante il livello degli studi paleosismologici, strutturali e sismologici sia elevato, per la complessità strutturale del sottosuolo e i costi elevati delle ricerche tese a comprendere l’assetto strutturale tridimensionale del sottosuolo interessato dalle attive deformazioni, purtroppo non conosciamo ancora quale sarà la prossima faglia che si riattiverà causando un terremoto; nè conosciamo quale potrà essere la magnitudo del prossimo terremoto e quanta energia tettonica vi sia accumulata nelle diverse faglie attive&#8221;.<br />
Ortolani prosegue: &#8220;Non conosciamo nemmeno la geometria delle faglie attive, prima che causino un terremoto, nè sappiamo quanta energia tettonica occorre (per le singole faglie sismo genetiche) ancora per causare un nuovo terremoto&#8221;.<br />
&#8220;Per quanto riguarda il tratto di Appennino centrale in esame &#8211; conclude il prof. Ortolani &#8211; sappiamo che esistono faglie che interessano il sottosuolo (in una fascia ampia circa 50 km), nel quale si sta accumulando incessantemente energia tettonica, e che prima o poi origineranno qualche nuovo terremoto, come in passato&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/30/sisma-geologo-ortolani-prima-o-poi-qualche-nuovo-terremoto-come-in-passato/">Sisma, geologo Ortolani: &#8220;Prima o poi qualche nuovo terremoto, come in passato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/11/30/sisma-geologo-ortolani-prima-o-poi-qualche-nuovo-terremoto-come-in-passato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">97025</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Terremoti di Amatrice-Norcia dal 24 agosto al 30 ottobre 2016</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/11/03/terremoti-di-amatrice-norcia-dal-24-agosto-al-30-ottobre-2016/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/11/03/terremoti-di-amatrice-norcia-dal-24-agosto-al-30-ottobre-2016/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 17:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[faglie]]></category>
		<category><![CDATA[ortolani franco]]></category>
		<category><![CDATA[sismologo]]></category>
		<category><![CDATA[sottosuolo]]></category>
		<category><![CDATA[struttura]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoti di Amatrice-Norcia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=96787</guid>

					<description><![CDATA[<p>La conoscenza della struttura del sottosuolo è poco nota perché non sono stati fatti investimenti di denaro in tale direzione. Tanto per usare gli scarsi elementi si può&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/03/terremoti-di-amatrice-norcia-dal-24-agosto-al-30-ottobre-2016/">Terremoti di Amatrice-Norcia dal 24 agosto al 30 ottobre 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">La conoscenza della<strong> struttura del sottosuolo è poco nota</strong> perché non sono stati fatti investimenti di denaro in tale direzione.<br />
Tanto per usare gli scarsi elementi si può dire che l’area più interessata da abbassamento presenta nel sottosuolo le <strong>faglie sismogenetiche</strong> che<strong> hanno originato gli eventi a maggiore magnitudo a partire dal 24 agosto 2016</strong>.<br />
In tale sottosuolo ci possono essere varie faglie sismogenetiche la cui continuità lungo la direzione appenninica è interrotta da discontinuità.<br />
Gli effetti di superficie si possono verificare ripetutamente nel tempo lungo zone di significativa discontinuità tra i <strong>prismi rocciosi</strong> che costituiscono il sottosuolo e tali manifestazioni superficiali ripetitive non è detto che corrispondano alla geometrica proiezione in superficie delle faglie sismogenetiche.<br />
Gli effetti di superficie (fratturazioni, fagliazioni…) hanno una importanza strategica per la sicurezza dei manufatti.<br />
La zonizzazione DISS 3 che non tiene conto dei risultati delle ricerche di Galadini e Galli 2003 va adeguata (immagine a destra).</p>
<p style="text-align: right;">Franco Ortolani</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">.<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-96788" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-300x192.jpg" alt="faglia-24-agosto" width="603" height="386" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-300x192.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-138x88.jpg 138w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-768x490.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-468x299.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-400x255.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto-150x96.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-24-agosto.jpg 960w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-96789" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-300x163.jpg" alt="faglia-30-ottobre" width="607" height="330" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-300x163.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-156x85.jpg 156w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-768x418.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-468x254.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-400x218.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre-150x82.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/11/faglia-30-ottobre.jpg 914w" sizes="(max-width: 607px) 100vw, 607px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/03/terremoti-di-amatrice-norcia-dal-24-agosto-al-30-ottobre-2016/">Terremoti di Amatrice-Norcia dal 24 agosto al 30 ottobre 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/11/03/terremoti-di-amatrice-norcia-dal-24-agosto-al-30-ottobre-2016/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">96787</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
