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	<title>famiglie italiane Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Il valore nascosto del lavoro domestico: 6 mld di euro risparmiati all&#8217;anno per lo Stato</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/02/25/il-valore-nascosto-del-lavoro-domestico-6-mld-di-euro-risparmiati-allanno-per-lo-stato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 17:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[DOMINA 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal recente rapporto DOMINA 2024 presentato in Senato, il lavoro domestico svolge un ruolo fondamentale nell&#8217;equilibrio dei conti pubblici italiani. Nell&#8217;ultimo anno, le famiglie italiane hanno speso complessivamente 13 miliardi di euro per assistenza domestica, di cui 7,2 miliardi dedicati esclusivamente all&#8217;assistenza degli anziani non autosufficienti (badanti). In un contesto in cui [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto emerge dal recente rapporto DOMINA 2024 presentato in Senato, il lavoro domestico svolge un ruolo fondamentale nell&#8217;equilibrio dei conti pubblici italiani. Nell&#8217;ultimo anno, le famiglie italiane hanno speso complessivamente 13 miliardi di euro per assistenza domestica, di cui 7,2 miliardi dedicati esclusivamente all&#8217;assistenza degli anziani non autosufficienti (badanti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto in cui l&#8217;Italia registra già la più alta incidenza della spesa pensionistica in Europa (17,2% del PIL), il contributo delle famiglie diventa essenziale per la sostenibilità del sistema di welfare. Infatti, in assenza di tale spesa privata, lo Stato italiano dovrebbe affrontare una spesa aggiuntiva di circa 17,2 miliardi di euro per garantire l&#8217;assistenza in struttura a oltre 700 mila anziani, con un costo medio pro-capite di 22 mila euro annui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi, realizzata da DOMINA su dati della Ragioneria Generale dello Stato, ISTAT e INPS, evidenzia che, grazie all&#8217;impegno economico delle famiglie, lo Stato risparmia circa 6 miliardi di euro l&#8217;anno, pari allo 0,3% del PIL nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, sottolinea: &#8220;Le famiglie italiane svolgono un ruolo cruciale nel nostro welfare. Il loro contributo economico non solo permette un significativo risparmio per le casse pubbliche, ma porta anche benefici sociali, sanitari e psicologici alla collettività attraverso l&#8217;assistenza domiciliare.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">DOMINA ribadisce pertanto l&#8217;urgenza di un riconoscimento maggiore e più concreto del ruolo che le famiglie rivestono nel supporto al welfare nazionale e invita le istituzioni ad adottare politiche che sostengano e valorizzino questo indispensabile contributo privato.</p>
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		<title>Energia. Riscaldamento e gas, in Italia con nuove regole risparmi fino 265 euro per famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2022 08:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove norme sul riscaldamento mirano a tenere in funzione i caloriferi per meno ore e a una temperatura più bassa. Uno studio dell&#8217;Osservatorio SOStariffe.it e Segugio.it ha stimato risparmi fino a 265 euro per le famiglie italiane durante l&#8217;inverno grazie al nuovo Piano. Per fatture ancora più leggere, inoltre, è possibile seguire alcune buone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/10/21/energia-riscaldamento-e-gas-in-italia-con-nuove-regole-risparmi-fino-265-euro-per-famiglia/">Energia. Riscaldamento e gas, in Italia con nuove regole risparmi fino 265 euro per famiglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le nuove norme sul riscaldamento mirano a tenere in funzione i caloriferi per meno ore e a una temperatura più bassa. Uno studio dell&#8217;Osservatorio SOStariffe.it e Segugio.it ha stimato risparmi fino a 265 euro per le famiglie italiane durante l&#8217;inverno grazie al nuovo Piano. Per fatture ancora più leggere, inoltre, è possibile seguire alcune buone pratiche quotidiane, utili per razionalizzare l&#8217;uso dell&#8217;energia e tagliare i consumi. Diventa legge il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas: in base alle nuove regole, i termosifoni si accenderanno più tardi e rimarranno in funzione per meno giorni e per un&#8217;ora in meno al giorno. Una riforma che aiuterà le famiglie italiane a far fronte ad un inverno rigido e un caro-bollette significativo. Ma quanto si potrà risparmiare in questo modo? Secondo le stime di risparmio dell&#8217;Osservatorio SOStariffe.it e Segugio.it, calcolate su tre consumatori-tipo, ad avvantaggiarsene di più saranno le famiglie ovvero il profilo caratterizzato dal consumo medio più elevato. Il risparmio in bolletta con le nuove regole può arrivare fino a 265 euro. Per affrontare la crisi energetica in inverno è, però, opportuno adottare anche alcuni accorgimenti utili per ridurre i consumi e ottimizzare l&#8217;uso di gas naturale in casa nel corso dei mesi freddi dell&#8217;anno. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>COSA CAMBIA PER IL RISCALDAMENTO: ORARI E TEMPERATURE</strong> &#8211; Il Piano di contenimento, ideato per razionare il gas e limitare i consumi energetici, cambia le date di accensione e di spegnimento dei riscaldamenti. I caloriferi si accenderanno otto giorni dopo e si spegneranno con una settimana di anticipo. Inoltre, gli impianti a gas potranno funzionare per un&#8217;ora in meno al giorno. Anche la temperatura in casa si dovrà ridurre: anziché 20° la temperatura massima consentita è ora di 19°, con 2° di tolleranza che portano il valore massimo a 21°. I Comuni hanno un margine di flessibilità: potranno cioè incrementare i limiti in caso in cui le condizioni climatiche siano particolarmente avverse. Se l&#8217;inverno si presenterà come molto rigido potranno innalzare i limiti con un provvedimento motivato. Le nuove norme non si applicheranno ad alcune strutture come ospedali, asili, piscine ed edifici usati per attività industriali o artigianali che hanno ricevuto specifiche deroghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>QUANTO SI RISPARMIERÀ CON LE NUOVE REGOLE? &#8211; </strong>L&#8217;analisi dell&#8217;Osservatorio ha stimato i risparmi per i tre consumatori-tipo: single, coppia e famiglia. A seguito dell&#8217;entrata in vigore delle nuove regole, lo studio rivela che un single potrà ridurre i consumi di gas di circa 80 Smc, con un risparmio corrispondente in bolletta di 163 euro. Una coppia invece, dovrebbe assistere a un calo dei propri consumi di circa 100 Smc di gas, con un risparmio corrispondente in fattura di 204 euro. Saranno le famiglie, però, a beneficiare in misura maggiore dal giro di vite del governo sui riscaldamenti. La famiglia-tipo composta da quattro membri potrà risparmiare ben 130 Smc di gas, tagliando la spesa annua di 265 euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ALCUNI CONSIGLI TAGLIA-CONSUMI: RIDURRE IL COSTO DEL GAS</strong> &#8211; Le nuove norme impongono &#8220;dall&#8217;alto&#8221; delle limitazioni ai consumi di gas. Tuttavia, possiamo seguire una serie di altri accorgimenti, suggeriti dagli esperti SOStariffe.it e Segugio.it, per affrontare l&#8217;autunno &#8211; inverno in arrivo e fare in modo che non si trasformi in un salasso. Anzitutto è buona norma ridurre il costo del gas. Come facciamo a pagare meno al metro cubo il gas naturale? Attivando l&#8217;offerta più vantaggiosa disponibile sul mercato, individuandola tramite il comparatore di SOStariffe.it per offerte luce e gas o tramite l&#8217;app dedicata. Al momento, la maggior parte delle tariffe è di tipo indicizzato: il prezzo del gas varia a seconda delle oscillazioni del prezzo del mercato all&#8217;ingrosso, sia al ribasso che al rialzo. L&#8217;accesso al prezzo all&#8217;ingrosso (generalmente con riferimento all&#8217;indice PSV) avviene con un rincaro da parte del fornitore, espresso in euro/Smc e pari ad una certa percentuale del prezzo del gas, oppure fisso e indipendente dal consumo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MASSIMIZZARE L&#8217;EFFICIENZA DELLA CALDAIA </strong>&#8211; Se in casa disponiamo di una caldaia a gas dobbiamo prestare attenzione al suo funzionamento, assicurandoci renda al meglio ed effettuando sempre la manutenzione periodica. Laddove necessario possiamo pensare di sostituirla con una più moderna e più efficiente, approfittando delle detrazioni fiscali. Una scelta che potrebbe sembrare in un primo momento dispendiosa ma in grado di assicurare un risparmio significativo nel lungo termine. Una caldaia di classe energetica migliore consumerà meno gas, a parità di tempo di utilizzo e di temperatura raggiunta in casa. Anche soltanto scegliere una caldaia più efficiente del 10% permette alla famiglia- tipo di risparmiare circa 100 Smc in un anno. Inoltre, possiamo installare un termostato smart, controllabile da remoto nelle funzioni di accensione e spegnimento. I caloriferi, inoltre, dovrebbero essere dotati di valvole termostatiche per ottimizzarne il funzionamento ed evitare sprechi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UN BUON ISOLAMENTO TERMICO È AMICO DEL RISPARMIO</strong> &#8211; Evitare le dispersioni termiche: una casa isolata dal punto di vista termico consente di contenere i consumi energetici. Il calore prodotto in casa non deve essere disperso all&#8217;esterno a causa di spifferi e finestre aperte che riducono drasticamente l&#8217;efficienza nella caldaia. Anche se non vogliamo investire nella sostituzione degli infissi di casa con modelli ad alta efficienza, possiamo prestare molta attenzione a tutte le fonti di dispersione termica per tenere sotto controllo i consumi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> RIDURRE LA TEMPERATURA &#8216;OBIETTIVO&#8217; IN CASA</strong> &#8211; La nuova legge impone di regolare il termostato a 19° C, massimo 21°. Stiamo attenti a non superare questa soglia: oltre si verifica un aumento esponenziale dei consumi di gas con effetti evidenti in bolletta. Se possiamo contare su un impianto di riscaldamento autonomo evitiamo di accenderlo quando non effettivamente necessario e riduciamo le ore di attività della caldaia per ottimizzare i consumi e massimizzare il risparmio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>OCCHIO AGLI ALTRI CONSUMI DI GAS</strong> &#8211; Infine, è importante ricordare che anche la cottura dei cibi e la produzione di acqua calda sanitaria incidono sui consumi complessivi di gas in inverno. Pertanto, evitiamo qualsiasi spreco di gas anche legato ad altri usi. In che modo? Ad esempio, riduciamo la temperatura dell&#8217;acqua o la durata della doccia. Con piccoli accorgimenti quotidiani possiamo ottenere un buon risparmio in fattura e contrastare gli effetti negativi della crisi energetica.</p>
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		<title>2,4 milioni le famiglie italiane  senza soldi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 16:27:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 2,4 milioni le famiglie italiane (il 9,2% del totale) che però nell’ultimo anno non hanno avuto i soldi sufficienti per comprare il cibo necessario. Sono un milione in più rispetto al 2007, c’è stato cioè un aumento dell’84,8%. Puglia (16,1%), Campania (14,2%) e Sicilia (13,3%) sono le tre regioni con la quota percentuale più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/04/24-milioni-le-famiglie-italiane-senza-soldi/">2,4 milioni le famiglie italiane  senza soldi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 2,4 milioni le famiglie italiane (il 9,2% del totale) che però nell’ultimo anno non hanno avuto i soldi sufficienti per comprare il cibo necessario. Sono un milione in più rispetto al 2007, c’è stato cioè un aumento dell’84,8%. Puglia (16,1%), Campania (14,2%) e Sicilia (13,3%) sono le tre regioni con la quota percentuale più alta di famiglie che vivono in condizione di disagio alimentare. E’ quanto emerge dai risultati della ricerca ‘Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere’ realizzata dal Censis per il Padiglione Italia di Expo 2015, che è stata presentata oggi a Milano da Francesco Maietta, Responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis, e discussa da Diana Bracco, Presidente di Expo 2015 e Commissario Generale del Padiglione Italia, Aldo Bonomi, Direttore del Consorzio Aaster, Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.</p>
<p>Il rapporto evidenzia anche che lLe famiglie con figli sono anche quelle che hanno subito di più i tagli alla spesa alimentare negli anni 2007-2014: -15,6% le coppie con due figli, -18,2% le coppie con tre o più figli. Le distanze sociali si ampliano anche in ambito alimentare. Con la crisi si sono acuite le preesistenti disuguaglianze alimentari. Nel periodo 2007-2014 le famiglie con capofamiglia operaio hanno registrato una riduzione della spesa alimentare del 17,3% in termini reali, mentre quelle di dirigenti e impiegati del 9,7%, a fronte di una riduzione media del 12,9%. Se la sobrietà è un valore, perché vuol dire scelta ragionata e selezione, non si può non constatare una dinamica di erosione della coesione sociale nelle nostre comunità che ha toccato anche il rapporto con il cibo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/04/24-milioni-le-famiglie-italiane-senza-soldi/">2,4 milioni le famiglie italiane  senza soldi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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