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	<title>fegato Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Fegato a rischio per giovani con aumento consumo alcol fuori pasto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 19:52:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
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		<category><![CDATA[Unità Trapianto Multiviscerale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il consumo di alcol in Italia sta subendo cambiamenti- evidenzia Giacomo Germani, Gastroenterologo, Unità Trapianto Multiviscerale, Azienda Ospedale &#8211; Università di Padova- Se prima era prevalente il consumo di vino durante il pasto, emergono percentuali del 40% per gli uomini e quasi il 20% delle donne che consumano alcolici fuori pasto. I dati cambiano poi [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il consumo di alcol in Italia sta subendo cambiamenti- evidenzia Giacomo Germani, Gastroenterologo, Unità Trapianto Multiviscerale, Azienda Ospedale &#8211; Università di Padova- Se prima era prevalente il consumo di vino durante il pasto, emergono percentuali del 40% per gli uomini e quasi il 20% delle donne che consumano alcolici fuori pasto. I dati cambiano poi a seconda dell&#8217;età, con i giovani che consumano più birra o altri alcolici. I consumatori abituali eccedentari tra i 16-17 anni registrano la percentuale più elevata, con il 35% dei maschi e il 29% delle femmine. Questo determina un problema sociale oltre che di salute. Nel 2021 circa 3 milioni italiani sopra gli 11 anni che hanno consumato alcol con modalità &#8216;binge drinking&#8217;, tra questi il 9.5% erano uomini e 3.6% donne. Un altro dato allarmante è che c&#8217;è una fascia d&#8217;età molto giovane, compresa tra gli 11 e i 17 anni, in cui il 17% dei maschi e il 14% delle femmine ha assunto alcol&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AUMENTA IL RISCHIO DI STEATOSI E CIRROSI &#8211; </strong>Gli effetti nocivi dell&#8217;alcol sulla salute possono essere di diverso tipo, senza contare che sono particolarmente gravi nei minori in quanto fino a 18 anni gli enzimi non sono ancora maturi per metabolizzarlo, aumentando così anche il rischio di provocare un coma etilico. &#8220;L&#8217;alcol può avere effetti sul fegato che vanno dalla steatosi (l&#8217;accumulo di grasso) fino alla cirrosi, all&#8217;epatocarcinoma e all&#8217;epatite acuta alcol correlata, che ha un&#8217;elevatissima mortalità- spiega Giacomo Germani- Ci sono poi i danni indiretti, come gli incidenti stradali, oltre ad altre patologie che colpiscono altri organi e a livello sistemico. Le preoccupazioni per la salute emergono anche in prospettiva: una popolazione giovanile che consuma alcol in quantità significative già dagli 11 anni d&#8217;età si espone in prospettiva a un elevato rischio di malattia epatica, soprattutto se in presenza di altre patologie o di predisposizione genetica. Anche il binge drinking è un fattore di rischio: insieme ad altri cofattori come il diabete o la predisposizione genetica nel lungo periodo può accentuare lo sviluppo di malattia epatica cronica e in particolare la cirrosi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/14/fegato-a-rischio-per-giovani-con-aumento-consumo-alcol-fuori-pasto/">Fegato a rischio per giovani con aumento consumo alcol fuori pasto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. 97enne dona fegato, CNT: &#8220;Trapianti da donatori anziani efficaci e sicuri&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/28/sanita-97enne-dona-fegato-cnt-trapianti-da-donatori-anziani-efficaci-e-sicuri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2019 16:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[fegato]]></category>
		<category><![CDATA[interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità. anziani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi il percorso di valutazione della qualita&#8217; degli organi da parte della nostra Rete trapiantologica e&#8217; cosi&#8217; accurato da permettere la donazione da persone molto anziane che un tempo non era possibile prendere in considerazione&#8221;: cosi&#8217; il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo commenta il prelievo del fegato di un paziente di 97 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/28/sanita-97enne-dona-fegato-cnt-trapianti-da-donatori-anziani-efficaci-e-sicuri/">Sanità. 97enne dona fegato, CNT: &#8220;Trapianti da donatori anziani efficaci e sicuri&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oggi il percorso di valutazione della qualita&#8217; degli organi da parte della nostra Rete trapiantologica e&#8217; cosi&#8217; accurato da permettere la donazione da persone molto anziane che un tempo non era possibile prendere in considerazione&#8221;: cosi&#8217; il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo commenta il prelievo del fegato di un paziente di 97 anni avvenuto all&#8217;ospedale Santa Maria Nuova di Firenze. Si tratta del donatore piu&#8217; anziano mai registrato nel nostro Paese: dal 2003 a oggi erano stati effettuati altri tre prelievi da pazienti 97enne, e in tutti i casi si era trattato di fegato. Negli ultimi 20 anni i prelievi da donatori ultranovantenni sono stati 56. Dal 2002 a oggi l&#8217;eta&#8217; media dei donatori di organi e&#8217; salita da 52 a 56 anni. &#8220;I trapianti da donatore anziano danno buoni risultati e possono avvenire in totale sicurezza &#8211; continua Cardillo &#8211; in particolare per quanto riguarda il fegato, un organo che puo&#8217; mantenere una funzionalita&#8217; ottimale anche in eta&#8217; molto avanzata se il donatore ha mantenuto uno stile di vita salutare&#8221;. &#8220;Prelievi di questo tipo richiedono comunque una gestione professionale ottimale e per questo mi congratulo con l&#8217;equipe dell&#8217;ospedale Santa Maria Nuova e con i coordinamenti trapianti della Asl Toscana Centro e della Regione Toscana&#8221;, conclude il direttore del CNT, che ricorda come il caso di Firenze sia &#8220;la testimonianza che la donazione degli organi e&#8217; possibile a ogni eta&#8217;: per questo invitiamo tutti i cittadini, anche i piu&#8217; anziani, a registrare la propria volonta&#8217; alla donazione attraverso le tante modalita&#8217; previste dalla legge, in particolare in occasione del rinnovo della carta d&#8217;identita&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/28/sanita-97enne-dona-fegato-cnt-trapianti-da-donatori-anziani-efficaci-e-sicuri/">Sanità. 97enne dona fegato, CNT: &#8220;Trapianti da donatori anziani efficaci e sicuri&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Doppio trapianto Fegato &#8211; Staminali, per la prima volta in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 09:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[città della salute torino]]></category>
		<category><![CDATA[doppio trapianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un doppio trapianto di fegato e di cellule staminali ematopoietiche è stato effettuato per la prima volta in Italia presso la Città della Salute di Torino, su un bambino venezuelano di otto anni, affetto da sindrome di Iper-Ig M, rara e grave forma di immunodeficienza. Un caso per ora unico e senza precedenti: la sindrome [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/12/doppio-trapianto-fegato-staminali-per-la-prima-volta-in-italia/">Doppio trapianto Fegato &#8211; Staminali, per la prima volta in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un doppio trapianto di fegato e di cellule staminali ematopoietiche è stato effettuato per la prima volta in Italia presso la Città della Salute di Torino, su un bambino venezuelano di otto anni, affetto da sindrome di Iper-Ig M, rara e grave forma di immunodeficienza. Un caso per ora unico e senza precedenti: la sindrome e&#8217; correlata a difetto di <strong>CD40 ligando</strong>, con livelli anormali di immunoglobuline, il che espone il bimbo ad un&#8217;infezione particolare, da <strong>Cryptosporidium parvum</strong>, che ha una particolare predilezione per il fegato. Il trattamento per correggere il difetto immunologico prevede il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche da donatore.</p>
<p>La compromissione epatica purtroppo indica che e&#8217; necessario eseguire anche un trapianto d&#8217;organo. I genitori di Andrea iniziano a cercare nel mondo un centro dove sia possibile affrontare un percorso cosi&#8217; impegnativo e cosi&#8217; rischioso. <strong>Giungono in Italia nella primavera del 2014, supportati dalla Cooperazione sanitaria ATMO</strong>, <em>&#8220;Associazione per il Trapianto di Midollo Osseo&#8221;</em>, in contatto con la Fundacion para el Transplante de Me&#8217;dula Osea in Venezuela. Viene eseguita una valutazione congiunta delle due equipes, dirette dal professor<strong> Mauro Salizzoni</strong> e dalla dottoressa <strong>Franca Fagioli,</strong> Direttori rispettivamente del Centro Trapianto di Fegato dell&#8217;ospedale Molinette e dell&#8217;Oncoematologia e Centro Trapianti dell&#8217;ospedale Infantile Regina Margherita della Citta&#8217; della Salute di Torino. Si decide di eseguire <strong>per primo il trapianto d&#8217;organo</strong>, per consentire di affrontare il successivo trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, che prevede una preparazione con chemioterapia e che necessita di adeguate funzionalita&#8217; d&#8217;organo.</p>
<p>Nell&#8217;ottobre 2014 il bambino viene messo in lista d&#8217;attesa per il trapianto di fegato e nel marzo del 2015, presso le Molinette, viene sottoposto a trapianto di fegato, da donatore pediatrico dall&#8217;equipe del professor Salizzoni. Dopo pochi giorni in regime intensivo, viene trasferito all&#8217;ospedale Regina Margherita, reparto di Gastroenterologia, diretto dalla professoressa Cristiana Barbera. Come da programma condiviso, diventa indispensabile mantenere un intervallo di tempo relativamente breve tra il primo ed il secondo trapianto per poter affrontare il secondo percorso con un organo nuovo e ben funzionante. <strong>A circa 30 giorni dal trapianto di fegato, Andrea viene sottoposto a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche midollari</strong> dalle dottoresse <strong>Elena Vassallo</strong>, <strong>Francesca Nesi</strong>, <strong>Paola Quarello</strong> e dal dottor <strong>Massimo Berger</strong>. Il donatore e&#8217; una donna americana compatibile. Dopo un periodo di isolamento, necessario per l&#8217;importante immunosoppressione, <strong>il bambino sta ora gradatamente ripredendo la sua quotidianita&#8217;</strong>, insieme alla famiglia, ed e&#8217; ora ricoverato presso l&#8217;Oncoematologia del Regina (diretta dalla professoressa Fagioli). In letteratura e&#8217; riportato per la malattia in oggetto (ma senza queste caratteristiche uniche) <strong>un solo altro caso di doppio trapianto pubblicato nel mondo</strong>, avvenuto nel 2000 a Londra.<em> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/12/doppio-trapianto-fegato-staminali-per-la-prima-volta-in-italia/">Doppio trapianto Fegato &#8211; Staminali, per la prima volta in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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