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	<title>figlio Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Maternità surrogata. Storia di Evelina: &#8220;Con gravidanza morirei, mio figlio nato con gpa in Ucraina&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/04/12/maternita-surrogata-storia-di-evelina-con-gravidanza-morirei-mio-figlio-nato-con-gpa-in-ucraina/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 18:58:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io sono fertile, quindi in teoria potrei portare avanti una gravidanza, ma nella pratica sono affetta da una malattia rara che controindica in modo assoluto di portare avanti una gravidanza, perché mi porterebbe alla morte&#8221;. È la testimonianza di Evelina, che insieme al marito Michele, nel corso dell&#8217;audizione in Commissione Giustizia alla Camera sulle proposte [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Io sono fertile, quindi in teoria potrei portare avanti una gravidanza, ma nella pratica sono affetta da una malattia rara che controindica in modo assoluto di portare avanti una gravidanza, perché mi porterebbe alla morte&#8221;. È la testimonianza di Evelina, che insieme al marito Michele, nel corso dell&#8217;audizione in Commissione Giustizia alla Camera sulle proposte di modifica all&#8217;articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all&#8217;estero da cittadino italiano, ha raccontato l&#8217;esperienza di gestazione per altri portata avanti in Ucraina: &#8220;Nostro figlio Achille è nato in Ucraina grazie a una normativa sulla gpa e all&#8217;aiuto di una donna ucraina&#8221;. &#8220;La legge ucraina prevede che la coppia sia sposata e che vi sia un&#8217;accertata impossibilità a portare avanti una gravidanza&#8221;, ha sottolineato Evelina, rappresentante dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. In effetti, nonostante in Italia il dibattito sulla gpa sia incentrato quasi esclusivamente sulle famiglie omogenitoriali, nella maggior parte dei Paesi in cui la pratica è consentita, possono accedervi solo coppie eterosessuali. È un fenomeno, quindi, che interessa soprattutto &#8220;coppie &#8216;ordinarie&#8217;, eterosessuali. Questo va detto anzitutto per far pulizia dalla tematica dell&#8217;omofobia&#8221;, ha ribadito nel corso dell&#8217;audizione l&#8217;avvocata Aurora D&#8217;Agostino, di Giuristi Democratici. A far ricorso alla gpa sono quindi molte coppie come Michele ed Evelina, che, come hanno fatto notare nel corso dell&#8217;audizione, con l&#8217;approvazione di questo decreto, se decidessero di portare avanti un&#8217;altra gravidanza tramite gpa verrebbero &#8220;arrestati e allontanati dai nostri figli&#8221;, come ha detto nel corso dell&#8217;audizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;audizione ha preso parte anche Tommaso Giartosio, che con il suo compagno ha avuto due figli tramite gestazione per altri in California, dove è prevista sia in forma solidale che commerciale. Proprio sull&#8217;aspetto economico della questione, Giartosio, esponente di Famiglie Arcobaleno, ha voluto sottolineare alcuni punti: &#8220;La condizione economica delle donne coinvolte viene verificata con un esame dell&#8217;intero asse delle proprietà per garantire che non si trovino in una condizione di bisogno&#8221;, ha spiegato. &#8220;È vero che di norma gli aspiranti genitori sono più ricchi delle gestanti, ma non è sempre così, anzi. Conosco molti genitori che hanno ipotecato la casa per poter avere figli. E in ogni caso, il compenso ricevuto, che varia a seconda degli Stati, non è tale da cambiare la vita delle gestanti&#8221;. Inoltre, secondo Tommaso Giartosio, &#8220;una scelta vocazionale può essere retribuita senza perdere nulla della sua nobiltà. Si parla di &#8216;donna forno&#8217;, ma tra essere madri ed essere forno c&#8217;è una terza possibilità che è la cura, ed è la cura che spiega la gpa&#8221;, ha concluso.</p>
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		<title>Sanità. Laura e il cancro: &#8220;Ferita da silenzio medici su fertilità&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/01/31/sanita-laura-e-il-cancro-ferita-da-silenzio-medici-su-fertilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 17:19:08 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/01/31/sanita-laura-e-il-cancro-ferita-da-silenzio-medici-su-fertilita/">Sanità. Laura e il cancro: &#8220;Ferita da silenzio medici su fertilità&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Laura e&#8217; una giovane trentenne. Dopo mesi di forte stanchezza e difficolta&#8217; a respirare, a fine 2015, scopre di avere un linfoma non Hodgkin in stato avanzato. Ha 28 anni, ma &#8220;in quel mese e mezzo di ricerche diagnostiche&#8221;, la rx al Pronto soccorso che rileva &#8220;una massa mediastinica di 12 cm che occludeva le vie respiratorie&#8221;, due biopsie e la Tac, nessuno dei medici incontrati le dice in tempo utile che prima delle terapie potrebbe preservare la propria fertilita&#8217;. &#8220;Sono qui- chiarisce da subito Laura- per lanciare un appello ai medici: &#8216;Io avrei avuto tempo, dal 17 novembre quando sono andata al Pronto soccorso al 23 dicembre, quando ho avuto la diagnosi, per crioconservare gli ovociti, se solo qualcuno me lo avesse detto&#8221;. Laura prende informazioni in autonomia da un&#8217;amica, va in un centro privato e inizia la stimolazione ovarica per crioconservare gli ovociti. &#8220;Ma ho dovuto interromperla, appena iniziata, perche&#8217;- racconta- l&#8217;ematologo del Gemelli mi disse che non c&#8217;era tempo, dovevo iniziare subito le chemio, perche&#8217; il linfoma era avanzato&#8221;. Solo dopo le cure, &#8220;due anni e mezzo in cui ho vissuto in una bolla&#8221; grazie all&#8217;incontro con la ginecologa Maria Vita Ciccarone e l&#8217;associazione Gemme Dormienti con cui oggi e&#8217; impegnata a dare testimonianza, ha fatto la stimolazione a Milano: &#8220;Ma avrei avuto- sottolinea- risultati migliori prima delle cure. C&#8217;era infatti stata una riduzione degli ovociti. Nessuno pensa al dopo e gli specialisti devono farlo perche&#8217; le pazienti sono concentrate a sopravvivere&#8221;. Laura parla di possibilita&#8217; di scegliere, di non sentirsi mutilati nella facolta&#8217; di scelta di avere un figlio o meno. Questa possibilita&#8217; che di fatto le e&#8217; stata negata e&#8217; diventata &#8220;una ferita dentro di me&#8221;, spiega. E aggiunge: &#8220;Se avessi avuto la tranquillita&#8217; di aver conservato i miei ovociti mentre mi curavo sarei stata meglio. Sono stata forte, ma avevo questa morte dentro di me in una parte della mia testa che pensava &#8216;non potrai avere figli&#8217;. Quando avevo iniziato la stimolazione avevo una situazione di una ragazza giovane di quasi 28 anni&#8221;, ricorda Laura con commozione, parlando anche della solitudine di quei momenti: &#8220;Non ne parlavo con nessuno&#8221;. Un appello ai medici piu&#8217; che alle pazienti e&#8217; quello che Laura tiene a diffondere: &#8220;E&#8217; il medico &#8211; oncologo, ematologo, medico di famiglia &#8211; che deve pensare al &#8216;dopo&#8217; e la responsabilita&#8217; e&#8217; piu&#8217; dalla parte dei professionisti. In medicina oggi siamo molto settorializzati, ma bisognerebbe avere una visione piu&#8217; ampia della persona. Una volta che guarisci anche la speranza di avere un figlio cambia la prospettiva, poi si scegliera&#8217;. Le pazienti sono prese dal cercare il nome della loro malattia e dalle cure. In quei momenti si e&#8217; frastornati, non si sa se si vivra&#8217;&#8221;. Laura oggi fa &#8220;controlli ogni sei mesi al Gemelli, e sto bene- dice- e questo mi da&#8217; la forza per aiutare chi sta intraprendendo questo percorso&#8221;. Gemme dormienti promuove informazione su questo tema e domani all&#8217;Aquila alle 16 al &#8216;Centro Direzionale Strinella 88&#8242; inaugura una nuova sede, dopo quella romana. Laura oggi e&#8217; tornata alla normalita&#8217;, a fare la sua professione di odontoiatra, ad impegnarsi con l&#8217;associazione per altre che stanno vivendo quello che ha vissuto lei. Nella sua vita e&#8217; tornata la speranza, arrivera&#8217; un amore o una storia chissa&#8217;, e c&#8217;e&#8217; il sogno di un figlio, la liberta&#8217; di poterlo scegliere, che arrivi naturalmente o dagli ovociti crioconservati. &#8220;Ne basta uno&#8221;, dice con un sorriso.</p>
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		<title>I prodigi di un quindicenne: Jack Andraka</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/01/30/i-prodigi-di-un-quindicenne-jack-andraka/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 17:58:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho trovato su Facebook un articolo in inglese su questo quindicenne americano, figlio di padre ingegnere e madre medico anestesista. Quasi incredula ho letto l’articolo, poi ho fatto ricerche su google, ed ho trovato conferma di ciò che leggevo. L’ ho tradotto perché dà tanta speranza. Inoltre ci fa riflettere sul significato del termine merito, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/30/i-prodigi-di-un-quindicenne-jack-andraka/">I prodigi di un quindicenne: Jack Andraka</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ho trovato su Facebook un articolo in inglese su questo quindicenne americano, figlio di padre ingegnere e madre medico anestesista. Quasi incredula ho letto l’articolo, poi ho fatto ricerche su google, ed ho trovato conferma di ciò che leggevo. L’ ho tradotto perché dà tanta speranza. Inoltre ci fa riflettere sul significato del termine merito, di cui tanto si parla in Italia. Mi domando: sarebbe mai possibile in Italia un caso del genere?</em><br />
A quindici anni non si passa il tempo libero a rivoluzionare la medicina. Ma per il quindicenne Jack Andraka, è stato proprio così. Al secondo anno di liceo ha recentemente messo a punto un nuovo test per scoprire il cancro del pancreas allo stadio iniziale. Prima ancora che potesse prendere la patente di guida.<br />
Lo scorso dicembre Jack Andraka ha vinto il prestigioso premio Gordon E. Moore dell’Intel, oltre a importanti riconoscimenti alla Science and Engineering Fair, la competizione annuale più grande del mondo per ricerca e scienza nei licei. Jack Andraka ha creato un semplice bastoncino sensore per misurare i livelli di mesotelina, il biomarcatore del cancro pancreatico alle prime fasi, che si trova nel sangue e nell’urina. Il metodo è simile alle strisce che misurano il diabete, utilizza una goccia di sangue, al costo di soli tre centesimi.<br />
Jack Andraka è stato motivato dalla frustrante realtà del cancro del pancreas, una forma particolarmente letale della malattia, che aveva ucciso un amico di famiglia. Mentre era in classe, qualche tempo dopo, scoprì la soluzione. Andraka dice a TakePart: “Ebbi l’idea durante una lezione di scienze. Sembravo attento, ma ebbi allora questa illuminazione.”<br />
Ciò che è tanto rivoluzionario nella illuminazione di Andraka, a parte il fatto che forse è il meno costoso di tutti i test medici mai scoperti, è che i metodi attuali per la scoperta del cancro pancreatico sono purtroppo per la maggior parte inefficaci, non riescono a scoprire la presenza della malattia fino a che essa ha raggiunto gli stadi finali, troppo tardi per rispondere alle terapie. Ecco perché la American Cancer Society riferisce che in media, per questa malattia, il tasso di sopravvivenza ad un anno è del 20%, e che un misero 4% sopravvive cinque anni.<br />
La pluripremiata invenzione di Andraka significa che i pazienti potrebbero avere un semplice metodo per scoprire la malattia nelle sue prime fasi, prima che divenga invasiva e quando c’è ancora possibilità che risponda alle cure mediche. La scoperta precoce potrebbe far salire di molto il tasso di sopravvivenza, portandolo vicino al 100%, secondo Andraka. E per una malattia che porta via circa 40.000 persone all&#8217;anno, è molto.<br />
Ma questa scoperta riguarda di più del cancro del pancreas. Andraka spiega che le sue strisce si possono modificare per scoprire anche i marcatori di altre malattie. “Ciò che è tanto rilevante in questa scoperta è la sua applicabilità ad altre malattie…per esempio altre forme di cancro, tubercolosi, HIV, contaminanti ambientali come l’E Coli, la salmonella,” dice. “ Tutto per un test da tre centesimi che si fa in cinque minuti..”<br />
Progetta anche di rendere disponibili per tutti i risultati del suo lavoro. Egli dice: “ Quello che sogno ora è che il mio test possa essere a disposizione nei supermercati. Se qualcuno sospetta un qualcosa, compra il test. E può subito capire di che si tratta. Invece di aspettare la diagnosi del medico, la può fare in proprio.” Il ragazzo riferisce di essere già in contatto con importanti società come LabCorp e QuestDiagnostic per portare il suo test sugli scaffali dei supermercati “al più presto possibile”, sebbene non si sappia quanto tempo ancora ci vuole.<br />
Ma pensiamo che tutto sia stato facile per questo studente del Maryland?<br />
Mentre era in cerca di uno spazio di laboratorio per la sua ricerca, 197 scienziati glielo hanno rifiutato, alcuni dei quali chiaramente gli hanno detto che la sua teoria non avrebbe funzionato. Una sola persona gli ha detto di sì, la persona giusta per lui, il Dott. Anirban Maitra, professore di patologia e oncologia alla John Hopkins University, che è poi diventato anche il suo consigliere.<br />
E’ semplice attribuire il successo di Jack Andraka alla fortuna di una persona brillante- è veramente intelligente. Ma in lui c’è qualcosa di più. Il suo innato senso della giustizia sociale gli dice che in un paese sviluppato come il nostro, il fatto che ci siano tante persone che muoiono ogni giorno per quella che potrebbe essere una malattia curabile, è un errore che egli intende correggere. “Ciò che mi motiva è che 100 persone muoiono ogni giorno per il cancro al pancreas. E così, quando lavoro, il mio pensiero va a quei 100.”</p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Emanuela Medoro</p>
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		<title>Morto il figlio di Sylvester Stallone per overdose</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 07:30:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il figlio di Sylverster Stallone, Sage Moonblood Stallone, 36 anni, e&#8217; stato trovato morto nel suo appartamento a Hollywood. Lo riporta la stampa americana. Sylvester Stallone, impegnato in una tournee&#8217; per promuovere &#8216;Expandable 2: unita&#8217; speciale&#8217;, e&#8217; stato avvertito della notizie, definita una &#8221;tragedia&#8221; dal legale di Stallone, George Braustein. Stando a quanto riferito dagli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il figlio di Sylverster Stallone, Sage Moonblood Stallone, 36 anni, e&#8217; stato trovato morto nel suo appartamento a Hollywood. Lo riporta la stampa americana. Sylvester Stallone, impegnato in una tournee&#8217; per promuovere &#8216;Expandable 2: unita&#8217; speciale&#8217;, e&#8217; stato avvertito della notizie, definita una &#8221;tragedia&#8221; dal legale di Stallone, George Braustein.</p>
<p>Stando a quanto riferito dagli inquirenti, nella villa non sono stati riscontrati segni di scasso ne&#8217; di violenza. A scoprire il corpo e&#8217; stata una governante, che avrebbe subito dato l&#8217;allarme chiamando non solo la polizia ma anche un&#8217;ambulanza, giunta comunque quando ormai da tempo non c&#8217;era piu&#8217; nulla da fare.</p>
<p>secondo fonti non identificate, citate dal sito on-line di gossip sullo show-business &#8216;Tmz&#8217;, avrebbe ingerito una dose eccessiva di non meglio specificate pillole, ma non e&#8217; chiaro se l&#8217;overdose sia stata intenzionale ovvero accidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/14/morto-il-figlio-di-sylvester-stallone-per-overdose/">Morto il figlio di Sylvester Stallone per overdose</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Uccidere un figlio per amore disperato</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2011/10/10/uccidere-un-figlio-per-amore-disperato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 13:54:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[calderoli]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uccidere per troppo amore è un’assurdità, una tragedia abissale ed infinita, che pure accade, molto, troppo  spesso.  Ed  è accaduto di nuovo ieri, a Barca, in provincia di Lucca, dove un uomo di 61 anni ha tolto la vita al figlio disabile di 39 anni. Lui e sua moglie sono malati e temendo di non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2011/10/10/uccidere-un-figlio-per-amore-disperato/">Uccidere un figlio per amore disperato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uccidere per troppo amore è un’assurdità, una tragedia abissale ed infinita, che pure accade, molto, troppo  spesso.  Ed  è accaduto di nuovo ieri, a Barca, in provincia di Lucca, dove un uomo di 61 anni ha tolto la vita al figlio disabile di 39 anni. Lui e sua moglie sono malati e temendo di non poterlo più accudire, quel figlio difficile e amato per quasi quarant’ anni e per tutto quel tempo protetto e  difeso, ha preferito strangolarlo, come fosse un ennesimo atto d’amore: l’ultimo, il più disperato. Per settimane e mesi ha rinviato questo gesto estremo e poi l’ha fatto, perché il suo corpo si indeboliva giorno dopo giorno e la moglie diveniva sempre meno autosufficiente. Così, nella notte, ha raccolto tutto l’amore di padre ed ha ucciso il suo Andrea, cerebroleso della nascita,  per poi chiamare i carabinieri e costituirsi. I miti, le religioni, l&#8217;antropologia, la storia, le cronache dei giornali,  testimoniano l&#8217;ubiquitarietà delle tendenze omicide nei confronti dei figli. I miti di diverse culture ne rivelano l&#8217;esistenza. Urano aveva un profondo orrore dei figli e appena Gea glieli partoriva li imprigionava nelle visceri della terra. Ma tutto questo non c’entra con la tragedia della lucchesia, dove un padre, lasciato solo da tutte le istituzioni, ha ucciso per amore e timore di inadempienza e non certo per odio o gelosia. Se la nascita di un bambino è la prosecuzione, per via indiretta, della vita dei genitori, una sonda del proprio Sé corporeo e psichico lanciata nello spazio dell&#8217;eternità, essa rappresenta anche un segnatempo inesorabile del limite dell&#8217;esistenza individuale. Nel castello, con la nascita dei figli, s&#8217;incrociano i destini: assieme al mistero e alla trepidazione, la nuova vita dei figli evoca, come si conviene a tutti i castelli, gli aspetti della vita e della morte, anche quando esse sono in mano ai genitori, poiché i figli sono disabili o menomati. Più spesso ad uccidere è la madre, che compie l’omicidio per sottrarre il figlio ai mali del mondo, per salvarlo dalla sofferenza di esistere, per preservarlo da reali o presunte difformità. Impulsi irrazionali e convinzioni religiose possono confluire in uno stato depressivo in cui la sofferenza interiore, l’angoscia e il mal di vivere concorrono alla messa in atto di un gesto irreversibile, forse incubato e fantasmato da tempo. Ma il tragico fatto di Lucca non si lega né ad una sindrome di Medea, né di <strong>Munchausen</strong> e neanche ad una turba dell’accudimento materno. E non si è trattato neanche di un raptus con forte impronta psicotica, dettato da  allucinazioni imperative in forma di comando, sdoppiamento della personalità, turbe sociali, demonizzazione del figlio, depressione post-partum, scompensi ormonali, malinconia psichica, frustrazione individuale. Esso invece è disperatamente legato alla sola disperazione di un padre che invecchia ed è lasciato sempre più solo e senza aiuto.  Da anni, in Italia, l’<em>Anffas</em>, denuncia che le persone con disabilità e le loro famiglie sono state lasciate sole dallo Stato e dalle istituzioni e sono da tempo in una condizione critica. Ma nessuno sembra ascoltarli. Ed oggi, a due anni di distanza dalla ratifica italiana della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, possiamo affermare che la situazione non è affatto migliorata ma anzi, sta continuando a peggiorare costantemente: le persone con disabilità e le loro famiglie sono state lasciate sole dallo Stato e dalle Istituzioni e sono ora in una condizione critica, con a rischio l&#8217;esigibilità dei propri diritti e servizi sempre più scarsi e più costosi a livello di compartecipazione. La tragedia senza fine di Barca, ci richiama alla incomprensibilità del comportamento di un governo che, per fare cassa,  tagli sui diritti delle persone più deboli, senza toccare di una virgola ad esempio, i rimborsi elettorali megagalattici in termini di cifre, che si intascano tutti i partiti (tranne i soliti radicali), praticando anche il trucco truffaldino documentato dal libro &#8220;La Casta&#8221;, che consiste nel gonfiare le spese di 3 o 4 volte in più rispetto alle spese effettivamente sostenute dagli stessi partiti, per incassare ancora più denaro pubblico ovviamente. La legislazione italiana ha realizzato negli anni una complessa ed articolata rete di tutela dei diritti dei disabili. Con queste leggi si è cercato di realizzare gli impegni di solidarieta&#8217; previsti dalla Costituzione e ottenere il superamento della condizione di svantaggio detta handicap o invalidita&#8217;. Con la Legge quadro 5/2/92 n.104, finalmente, dopo anni di norme settoriali, è stato promulgato un quadro di riferimento complessivo. Tale legge comunque non ha raccolto in un testo unico tutte le norme relative alla disabilita&#8217;, ma costituisce semplicemente una cornice entro cui devono prodursi le norme successive che, visto il passaggio di competenze, sono sempre piu&#8217; norme regionali e locali. Rimangono quindi in vigore numerose leggi relative a singoli e specifici aspetti come per esempio le barriere architettoniche, l’integrazione scolastica, l’integrazione lavorativa, le provvidenze economiche, gli sgravi fiscali, i permessi lavorativi, ecc. Una legislazione così affollata presenta problemi di correlazione tra norme, che stanno amplificandosi con la crescita della normativa regionale e locale. Si può citare l’esempio paradossale dei contributi economici previsti a favore dei disabili dalla Legge statale 162/98, che esclude gli ultrasessantacinquenni, e dei bonus regionali a favore degli anziani che escludono chi non ha raggiunto i settantacinque anni: le due normative lasciano così una fascia cieca che non può usufruire né dell’uno né dell’altro contributo.  La cosa piu&#8217; grave è che tutte queste norme sembrano mancare di un progetto globale in cui sia fissato un obiettivo finale. Questo rischia di disperdere le risorse già esigue e continuamente depauperate,  senza raggiungere alcun obiettivo apprezzabile. E in tutto questo, il 25 agosto scorso, il ministro Calderoli portabandiera della Lega nelle serrate trattative di rielaborazione della manovra allora bis, uscì  allo scoperto, rivelando i due nuovi bersagli per fare cassa: le indennità di accompagnamento e le pensioni di reversibilità e pur di non cedere sulle pensioni, sulla lotta all’evasione fiscale, sulla tassazione sui grandi patrimoni, se la prese, vergognosamente,  con le vedove e con le persone con grave disabilità’.  Chissà se Calderoli ha letto del figlicidio per disperazione della lucchesia e chissà se, nel frattempo (ma ne dubito), qualcuno gli ha fatto capire che chi pensa alle persone disabili, anziane e povere, solo in termini di  pesi per la competizione e per certo efficientismo, non è degno di dirsi rappresentante di uno stato civile, ma è bene se ne stia in una ben sorvegliata riserva, magari padana. Ieri, mentre Calderoli era intento difendere il suo Bossi, contestato a Varese perché la base della Lega Nord non vuole <strong>Maurilio Canton</strong> segretario provinciale; un uomo di 61 anni si è trovato di fronte al dilemma di dare la morte a suo figlio, che non riusciva più ad accudire, mentre attorno cresceva l’ombra nera del vuoto delle carenze  istituzionali e l’alba, ormai, era stata cancellata dal suo cielo.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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