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	<title>Filippine Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto di magnitudo 6,9 colpisce le Filippine: si registrano decine di morti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 17:24:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il bilancio provvisorio del terremoto di magnitudo 6,9 che ha colpito le Filippine conta almeno 61 vittime e 140 feriti. L’epicentro si trovava al largo di Bogo, città costiera di circa 90mila abitanti, e le autorità avvertono che il numero dei decessi potrebbe salire. Secondo l’ultimo bollettino del Consiglio nazionale per la riduzione e la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bilancio provvisorio del terremoto di magnitudo 6,9 che ha colpito le Filippine conta almeno 61 vittime e 140 feriti. L’epicentro si trovava al largo di Bogo, città costiera di circa 90mila abitanti, e le autorità avvertono che il numero dei decessi potrebbe salire.</p>
<p>Secondo l’ultimo bollettino del Consiglio nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di catastrofi, il sisma ha distrutto o danneggiato almeno 22 edifici nelle Filippine centrali. “Stiamo ricevendo ulteriori segnalazioni di vittime, quindi la situazione è molto instabile”, ha affermato un alto funzionario dei servizi di soccorso.</p>
<p>L’agenzia filippina Phivolcs aveva diffuso un’allerta per possibili onde anomale, revocata dopo circa tre ore. Al momento non sono stati segnalati effetti legati a tsunami lungo le coste.</p>
<p>Le Filippine si trovano nel cosiddetto “Anello di fuoco” del Pacifico, una delle aree sismicamente più attive al mondo. Nel 2023 un terremoto di magnitudo 6,7 aveva provocato otto vittime.</p>
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		<title>Filippine: inondazioni spingono all’evacuazione 50mila persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 09:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[evacuazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella zona metropolitana di Manila, forti piogge legate al tifone Wipha hanno provocato l’esondazione del fiume Marikina, costringendo all’evacuazione di quasi 50mila persone. Scuole e uffici governativi sono rimasti chiusi dopo una notte di precipitazioni intense che ha fatto cedere gli argini. Circa 23mila residenti delle rive del Marikina si sono rifugiati in scuole, municipi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella zona metropolitana di Manila, forti piogge legate al tifone Wipha hanno provocato l’esondazione del fiume Marikina, costringendo all’evacuazione di quasi 50mila persone. Scuole e uffici governativi sono rimasti chiusi dopo una notte di precipitazioni intense che ha fatto cedere gli argini.</p>
<p>Circa 23mila residenti delle rive del Marikina si sono rifugiati in scuole, municipi o cortili coperti, mentre altre 25mila persone sono state allontanate dalle proprie abitazioni nelle città di Quezon City e Caloocan. Almeno due persone risultano disperse.</p>
<p>Il tifone Wipha, che ha colpito l’arcipelago la scorsa settimana, ha già causato almeno tre morti e sette dispersi nelle Filippine centrali e meridionali.</p>
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		<title>Filippine: ancora 237.000 persone sfollate a Marawi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 18:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altre 164.000 persone sono tornate in città, praticamente distrutta dopo cinque mesi di assedio (23 maggio – 23 ottobre 2017), anche se il luogo epicentro della battaglia rimane inaccessibile. Gli sfollati, molti sotto forte stress psicologico, difficilmente ricevono sostegno dalla comunità internazionale. All’interno della città, la rete idrica è stata distrutta al 95%. Una delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/23/filippine-ancora-237-000-persone-sfollate-a-marawi/">Filippine: ancora 237.000 persone sfollate a Marawi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Altre 164.000 persone sono tornate in città, praticamente distrutta dopo cinque mesi di assedio (23 maggio – 23 ottobre 2017), anche se il luogo epicentro della battaglia rimane inaccessibile. Gli sfollati, molti sotto forte stress psicologico, difficilmente ricevono sostegno dalla comunità internazionale. All’interno della città, la rete idrica è stata distrutta al 95%. Una delle cinque stazioni di pompaggio è completamente distrutta e le altre quattro necessitano di riparazioni urgenti per essere operative.</p>
<p>“Stiamo parlando di&nbsp;<strong>un assedio senza precedenti nel Paese che è durato cinque mesi e che ha trasformato Marawi in una città fantasma</strong>;” dice Javad Amoozegar, che nel 2017 ha diretto l’Emergency Response Team di Azione contro la Fame in Filippine. Azione contro la Fame è stata la prima organizzazione internazionale ad assistere gli sfollati e ad entrare in città quando è stata dichiarata la fine dell’assedio.</p>
<p>“Anche se la battaglia si è ufficialmente conclusa il 23 ottobre, il livello di distruzione rende quasi impossibile il ritorno sette mesi dopo e&nbsp;<strong>237.000 sfollati [354.000 persone hanno inizialmente lasciato la città] vivono ancora negli insediamenti o nelle comunità di accoglienza</strong>, che coprono a malapena i loro bisogni primari: dipendono dagli aiuti alimentari e dall’acqua acquistata da fornitori privati ​​o fornita da camion cisterna,” spiega Benedetta Lettera, referente regionale di Azione contro la Fame in Filippine. “<strong>A questa situazione delicata si è aggiunto l’impatto della tempesta tropicale Vinta, che il 22 dicembre ha colpito 175.000 persone</strong>“, aggiunge Amoozegar.</p>
<p>“Molti degli sfollati erano agricoltori o vivevano grazie ai loro orti: hanno perso tutti i loro mezzi di sussistenza – spiega Lettera – l’assedio ha completamente interrotto le dinamiche di mercato: Marawi era il principale centro commerciale e fornitore di beni per le comunità costiere del lago Lanao, ma l’impatto economico dell’operazione militare ha distrutto il commercio”.</p>
<p>Amoozegar avverte del rischio di radicalizzazione dei giovani senza via d’uscita o aspettative future: “Trovano nell’affiliazione ai gruppi jihadisti un’opzione di vita facile in un contesto di estrema povertà. Quello che è successo a Marawi potrebbe riaffiorare in qualsiasi momento in qualsiasi altra parte dell’isola di Mindanao”.</p>
<p>VOCI DI MARAWI</p>
<p><strong>Il team di Azione contro la Fame a Marawi, che gestisce l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari nella zona, ha raccolto le testimonianze di alcuni sfollati&nbsp;</strong>nel dossier “Voci di Marawi” per cercare di dare visibilità ad una crisi poco conosciuta.</p>
<p>“<strong>Prima avevamo una grande casa, un panificio e un fast food. Ora viviamo in un container.</strong>&nbsp;È difficile adattarsi a questa vita, soprattutto perché non sappiamo quando possiamo tornare a casa nostra,” dice&nbsp;<strong>Aliyah Pacalundo, 67 anni</strong>, che ancora non può tornare al ground zero di Marawi. Suo marito è sopravvissuto per 16 giorni a base di riso e acqua senza lasciare casa per paura dei cecchini.</p>
<p>“<strong>L’arrivo dell’ISIS ha cambiato tutto</strong>: prima hanno dato fuoco alla scuola di Dansalan, dove studiavano molti dei miei cugini. Poi hanno ucciso diversi cristiani e gli hanno tagliato la testa. Ho visto le teste a terra. Ho visto anche gambe e braccia mutilate,” dice&nbsp;<strong>Jawada Pacalundo, una ragazzina di 12 anni</strong>&nbsp;che è riuscita a superare i checkpoint con i suoi genitori e la sua tata cristiana nascosta nel bagagliaio.</p>
<p><strong>Johairah Macaombao, 27 anni</strong>, è tornata in città: “La guerra si è conclusa in ottobre e il 19 gennaio ci è stato permesso di tornare a casa nostra, ma all’arrivo abbiamo visto che era stata del tutto saccheggiata. E abbiamo perso anche i nostri mezzi di sostentamento, perché prima della guerra eravamo agricoltori, ma Marawi non ha più un mercato per vendere i nostri prodotti. Se andiamo nella città di Illigan, spendiamo di più nel trasporto di quanto guadagniamo con le vendite.&nbsp;<strong>È sempre più difficile sopravvivere senza un reddito: i miei figli chiedono cibo, piangono costantemente perché hanno fame</strong>, ma non abbiamo niente da dargli.”</p>
<p>“Con l’assedio è venuta a mancare anche la spazzatura, della quale vivevamo”, dice&nbsp;<strong>Arma Dulon, 45 anni</strong>, che ricavava i suoi principali mezzi di sussistenza grazie al deposito di scarti di Marawi.</p>
<p>“Ora non abbiamo cibo, nemmeno il riso.&nbsp;<strong>Certi giorni non guadagniamo neanche un centesimo perché Marawi non genera più rifiuti e quindi l’attività di riciclaggio è quasi completamente ferma</strong>. La mia figlia più piccola, Alimira, è stato molto male: prima ha avuto il morbillo e poi ha cominciato ad assottigliarsi sempre di più, fino al punto che i suoi occhi hanno perso il loro splendore. Gli anziani della zona hanno detto che era a causa della contaminazione causata dalle bombe, ma penso che sia anche per la spazzatura e per l’acqua che beviamo, che è contaminata.”</p>
<p><strong>Azione contro la Fame lavora nelle Filippine dal 2000 con un team di oltre 80 persone. A Marawi fornisce acqua potabile e servizi igienici di base</strong>, così come supporto nutrizionale e psicosociale alle comunità e alle famiglie sfollate. Sostiene anche un programma per l’attivazione di mezzi di sussistenza alternativi per le famiglie ritornate a Marawi dopo l’assedio.</p>
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		<title>NurPhoto lancia campagna di crowdfunding per la realizzazione del libro “Deadly Drugs”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 16:12:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Deadly Drugs” è un libro del fotografo Ezra Acayan, fotogiornalista filippino, che raccoglie oltre 50 immagini fotografiche di documentazione sulla sanguinosa guerra alle droghe nelle Filippine che ha causato più di 700 morti negli ultimi mesi. Da quando Rodrigo Duterte è diventato il nuovo presidente delle Filippine, con un programma molto autoritario con la priorità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/16/95886/">NurPhoto lancia campagna di crowdfunding per la realizzazione del libro “Deadly Drugs”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“</strong><strong>Deadly</strong> <strong>Drugs</strong><strong>”</strong> è un libro del fotografo Ezra Acayan, fotogiornalista filippino, che raccoglie oltre 50 immagini fotografiche di documentazione sulla sanguinosa guerra alle droghe nelle Filippine che ha causato più di 700 morti negli ultimi mesi.</p>
<p>Da quando Rodrigo Duterte è diventato il nuovo presidente delle Filippine, con un programma molto autoritario con la priorità alla lotta al crimine, almeno 700 persone sono state uccise dalla polizia o da privati che hanno partecipato a operazioni di polizia auto-organizzate.<br />
“Non ci fermeremo fino a quando l’ultimo signore della droga, l’ultimo truffatore e l’ultimo spacciatore non si saranno arresi o non saranno stati messi dietro le sbarre o sottoterra, se lo desiderano”, è quanto ha ribadito Duterte nell’ultimo congresso.</p>
<p>Le organizzazioni umanitarie denunciano una “sistematica” violazione dei diritti umani, facendo notare che la maggior parte delle persone uccise erano poveri cittadini e che molti non avevano nulla a che fare con il traffico di droga.</p>
<p>Secondo gli ultimi sondaggi però, l’80 percento degli elettori ha fiducia in questo outsider della politica filippina.</p>
<p><strong>NurPhoto Agency</strong>, agenzia fotogiornalistica internazionale, da sempre <strong>sensibile ai temi sociali</strong> che dà luce alle storie, ai luoghi e agli eventi capaci di interessare lo spettatore, di far nascere domande anziché suggerire risposte, <strong>ha accolto</strong> il progetto del fotografo Ezra Acayan* lanciando una <strong>campagna di crowdfunding su <a href="http://nurphoto.us7.list-manage.com/track/click?u=22891dfd03eb3c891b6f0f1b9&amp;id=71bdb0bd96&amp;e=e767556ac8">Kickstarter</a></strong> per la <strong>pubblicazione</strong> del libro <strong><a href="http://nurphoto.us7.list-manage2.com/track/click?u=22891dfd03eb3c891b6f0f1b9&amp;id=5d2b7c82fe&amp;e=e767556ac8">“Deadly Drugs”.</a></strong></p>
<p>Il libro sarà composto da oltre 50 immagini di alta qualità correlate da una didascalia con una prefazione dell’autore. La stampa sarà su copertina rigida, rivestita, formato 25&#215;20.</p>
<p><strong>NurPhoto</strong> da sempre sinonimo di apertura, condivisione e partecipazione avvia la sua campagna di crowdfunding. Da oggi e fino al 24 Settembre 2016, avrete la possibilità di sostenere il progetto su <a href="http://nurphoto.us7.list-manage1.com/track/click?u=22891dfd03eb3c891b6f0f1b9&amp;id=33daadab74&amp;e=e767556ac8">Kickstarter</a>, la più grande piattaforma di crowdfunding, ottenendo in cambio una copia firmata dall’autore.</p>
<p><strong>NurPhoto da</strong> voce alle storie, per farle conoscere ed apprezzare anche a chi non le vive personalmente.</p>
<p><em>*Ezra Acayan – fotogiornalista filippino specializzato nella copertura di disastri naturali, problemi social e politica. Ha lavorato per numerose ONG e società. Le sue foto vengono pubblicate regolarmente sulle pubblicazioni internazionali quali: TIME, National Geographic, The New York Times, Newsweek, The Guardian, The Wall Street Journal …</em></p>
<p><em>Campagna Kickstarter: <a href="http://nurphoto.us7.list-manage.com/track/click?u=22891dfd03eb3c891b6f0f1b9&amp;id=61003cb4af&amp;e=e767556ac8">https://www.kickstarter.com/projects/nurphoto/deadly-drugs-the-philippines-deadly-war-on-drugs</a></em><br />
<em>Deadly Drugs: <a href="http://nurphoto.us7.list-manage.com/track/click?u=22891dfd03eb3c891b6f0f1b9&amp;id=0ac54bcba7&amp;e=e767556ac8">http://deadlydrugs.nurphoto.com</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/16/95886/">NurPhoto lancia campagna di crowdfunding per la realizzazione del libro “Deadly Drugs”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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