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	<title>fisica Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>De Vencenti  in visita ai Laboratori del Gran Sasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 14:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vencenti si è recato il 27 marzo, in visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN. I LNGS rappresentano un’infrastruttura di ricerca unica: sono i più grandi laboratori sotterranei al mondo dedicati alla ricerca in fisica astroparticellare, e qui si svolgono esperimenti di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vencenti si è recato il 27 marzo, in visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN. I LNGS rappresentano un’infrastruttura di ricerca unica: sono i più grandi laboratori sotterranei al mondo dedicati alla ricerca in fisica astroparticellare, e qui si svolgono esperimenti di frontiera, per la cui realizzazione sono impiegate tecnologie innovative, sviluppate grazie alla collaborazione tra mondo scientifico e industriale. I LNGS sono quindi un’eccellenza, in grado di attrarre scienziati di livello internazionale, provenienti non solo dall’Europa ma anche dal resto del mondo. Per queste ragioni i Laboratori del Gran Sasso rappresentano un’importante risorsa per il territorio abruzzese, per il suo sviluppo e rilancio sociale ed economico. In particolare, la visita del Ministro De Vincenti è stata l’occasione per descrivere alcuni dei progetti di scientifici condotti nei Laboratori, esperimenti che rappresentano l’avanguardia mondiale in settori quali la fisica del neutrino e la ricerca di materia oscura, come il progetto DarkSide-20K.</p>
<p>“Un’equipe formidabile per una struttura formidabile, orgoglio del Paese, prima che dell&#8217;Abruzzo, che il Governo sostiene &#8211; anche economicamente &#8211; con convinzione, a partire dal Patto per la Regione”, commenta il Ministro Claudio De Vincenti. “Qui c’è la dimostrazione dell’eccellenza italiana nel campo della ricerca che ci rende protagonisti a pieno titolo nell&#8217;ambito di una rete scientifica internazionale. E non solo: i laboratori uniscono, infatti, come dimostra da ultimo il progetto DarkSide, le più alte espressioni della ricerca pura con lo studio delle sue applicazioni a fini sociali”, conclude il Ministro.</p>
<p>DarkSide-20k prevede la realizzazione presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso di uno degli esperimenti più avanzati al mondo per la ricerca di materia oscura.</p>
<p>“Si tratta di un progetto di straordinario rilievo per il suo valore scientifico, ma non solo”, commenta il Vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli. “Le alte competenze professionali e le tecnologie innovative che il progetto richiede per la sua realizzazione –spiega Lolli – hanno, infatti, portato allo sviluppo di un progetto integrato di forte impatto per la ricerca, l’economia e la crescita del territorio”. “Per queste ragioni &#8211; in coerenza con la Strategia di Specializzazione Intelligente su cui è impostata la programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 e con le misure del Masterplan &#8211; la Regione Abruzzo ha ritenuto di interesse il progetto DarkSide-20k, e ha deciso di sostenere la sua implementazione con un importante contributo”, conclude Lolli.</p>
<p>“Questo progetto dimostra come la ricerca di base possa trasformarsi in una risorsa tecnologica, in grado di andare oltre il proprio orizzonte, intersecando le realtà produttive e culturali della Regione Abruzzo, nonché la strategia regionale di specializzazione intelligente”, commenta Speranza Falciano, della Giunta Esecutiva INFN, che ha coordinato i lavori per l’attuazione del progetto integrato DarkSide-20k. “Il progetto complessivo incentrato intorno a NOA, la Nuova Officina Assergi, consta di diverse attività sinergiche, che trovano un’applicazione scientifica nell’esperimento DarkSide-20k, ma allo stesso tempo mettono in funzione diversi laboratori, che formano un Hub Tecnologico avanzatissimo, dove imprese e centri di ricerca possono trovare tecnologie e strumentazioni all’avanguardia, consolidando così il ruolo dei LNGS come infrastruttura di ricerca con forte impatto nazionale”, conclude Falciano.</p>
<p>“Siamo fiduciosi del fatto che DarkSide-20k, grazie alle innovative soluzioni tecnologiche adottate, porterà un importante contributo scientifico alla ricerca della materia oscura, &#8211; spiega Cristian Galbiati, coordinatore della collaborazione DarkSide-20k, che conta oggi più di 250 ricercatori provenienti da oltre 50 istituti italiani ed esteri &#8211; rivelandosi un progetto-chiave per la comunità scientifica internazionale, e nel contempo rappresenterà una risorsa per il territorio che ospita la nostra struttura di ricerca, con possibili impatti tecnologici sul tessuto produttivo locale”, conclude Galbiati.</p>
<p>La materia oscura ha catalizzato la formazione delle galassie e dei pianeti: la sua individuazione in Laboratorio è tra le frontiere più importanti per la fisica del XXI secolo. Il successo di DarkSide-20k richiede soluzioni tecnologiche innovative, connesse allo sviluppo di nuovi prodotti industriali di cruciale importanza per il progresso della diagnostica medica e dei trasporti. Un primo esempio è fornito dai fotosensori al silicio, sviluppati per il progetto DarkSide-20k all’interno di una filiera completamente italiana. Da un lato permettono di sostituire i tradizionali fototubi in vetro impiegati per la rivelazione delle interazioni tra particelle di materia oscura, con risultati notevolmente migliori per l’efficienza di rivelazione. Dall’altro, si stanno imponendo in ambito industriale come i rivelatori del presente per la costruzione di macchine di diagnostica medica avanzata (PET, TOF-PET, PET-NMR) e per la rilevazione della distanza tra oggetti in movimento (LiDAR), un’applicazione di grande importanza e dalle prospettive interessanti per il mondo automotive, perché potrebbero permettere, negli anni a venire, l’introduzione di self-driving car. Un secondo esempio è fornito dall’argon depleto estratto da sorgenti sotterranee in Colorado, il cui approvvigionamento, oltre a permettere l’operazione dell’esperimento DarkSide-20k, aprirebbe la via alla costruzione di TOF-PET criogeniche a bassissimo rumore e alta sensitività, con importanti applicazioni nel campo dell’oncologia. Collegato all’esperimento DarkSide è quindi in fase di realizzazione in una miniera del Sulcis il progetto Aria, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e con delibera CIPE 71/2016. L’operazione della colonna di distillazione di 350 metri di altezza, che sarà installata nella miniera, permetterà la purificazione dell’argon depleto e la produzione di isotopi stabili (13C, 15N, 18O) di interesse per la diagnostica medica (PET, TOF-PET, esami sostitutivi della gastroscopia).</p>
<p>Inoltre, al progetto DarkSide-20k è connessa la costruzione ai LNGS della Nuova Officina Assergi (NOA), che permetterà di completare la filiera italiana con un sito atto a trasformare i wafer di silicio contenenti i fotosensori in veri e propri rivelatori, forniti dei supporti meccanici e dell’elettronica di lettura, necessari per la loro piena operatività, pronti all’utilizzo in DarkSide-20k, e anche in apparati LiDAR, PET e TOF-PET.</p>
<p>Infine, il rilancio del Servizio Tecniche Speciali dei LNGS con un Laboratorio Diffuso, una rete internazionale che coinvolga gli istituti della Collaborazione DarkSide, leader nel campo della diagnostica dei materiali speciali, metterà a disposizione dei LNGS le tecniche e gli strumenti più avanzati per lo sviluppo degli esperimenti di prossima generazione, e permetterà la formazione in Abruzzo di una nuova generazione di tecnici e scienziati specializzati a beneficio della crescita culturale ed economica del territorio.</p>
<p>L’area del cratere è particolarmente vocata per lo sviluppo del progetto perché le tematiche di ricerca e di sviluppo tecnologico di DarkSide-20k sono coerenti e sinergiche con le attività in corso ai LNGS. In tal modo l’esperimento DarkSide-20k permetterà un rafforzamento del tessuto produttivo e una strutturazione più ampia del piano di alta formazione nell’area del cratere, grazie anche alla collaborazione nel progetto, oltre all’INFN, anche dell’Università degli Studi dell’Aquila e del Gran Sasso Science Institute (GSSI).</p>
<p>Il progetto DarkSide-20k, sostenuto dalla Regione Abruzzo, vede coinvolti, oltre all’INFN che ne è il soggetto attuatore, il GSSI, l’Università degli Studi dell’Aquila e la Collaborazione Internazionale DarkSide, mentre, come gli interlocutori istituzionali, la Struttura di Missione APT della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, l’Agenzia per la Coesione Territoriale, il Ministero per lo Sviluppo Economico e il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.</p>
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		<title>Ricerca: ai laboratori Gran Sasso il quinto neutrino tau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 08:32:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori gran sasso]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperimento internazionale <strong>Opera</strong> (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus) ai Laboratori del Gran Sasso dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ha rivelato <strong>la quinta interazione di neutrino tau</strong>. Il neutrino ha iniziato il suo &#8220;volo&#8221; al Cern di Ginevra come neutrino muonico e, dopo aver attraversato 730 km sottoterra, ha raggiunto i laboratori Gran Sasso, manifestandosi come <strong>neutrino tau</strong>. Qui  i neutrini hanno interagito con il rilevatore Opera, un gigante di circa 4.000 tonnellate, di 2000 metri cubi di volume e nove milioni di film fotografici, producendo delle particelle che poi vengono osservate. Questo importante risultato è stato annunciato nel corso di un seminario tenutosi ai Laboratori del Gran Sasso. In natura esistono tre tipi, detti &#8220;sapori&#8221;, di neutrini: <strong>elettronico, muonico e tau</strong>. Opera ha cercato neutrini tau sapendo che tutti quelli che hanno lasciato il Cern erano neutrini muonici, visto che il fascio di neutrini era stato prodotto appositamente di questo tipo. Se si rivelano neutrini di un sapore diverso, si ha, quindi, la prova delle oscillazioni avvenute durante il loro volo di 730 km. Dopo aver rivelato i primi neutrini muonici prodotti al Cern nel 2006, l&#8217;esperimento ha preso dati per cinque anni, dal 2008 alla fine del 2012<strong>. Il primo neutrino tau è stato pubblicato nel 2010.</strong> Il secondo e il terzo sono stati riportati rispettivamente nel 2012 e nel 2013. Il quarto è stato pubblicato nel 2014. E oggi è arrivato anche il quinto In perfetto accordo con le previsioni teoriche, afferma l&#8217;Infn.</p>
<p><em>&#8220;La rivelazione del quinto neutrino tau è estremamente importante: l&#8217;osservazione diretta della transizione da neutrini muonici a tau ha ora raggiunto per la prima volta la precisione statistica di 5 sigma, il livello richiesto per una scoperta nella fisica delle particelle elementari&#8221;</em>, sottolinea Giovanni De Lellis, dell&#8217;Infn e dell&#8217;Università Federico II di Napoli, a capo del team internazionale di Opera. <em>&#8220;Possiamo dunque definitivamente annunciare la scoperta dell&#8217;apparizione di neutrini tau in un fascio di neutrini muonici&#8221;</em>. La rivelazione di neutrini tau dall&#8217;oscillazione di neutrini muonici fu la motivazione per la quale l&#8217;esperimento Opera fu progettato alla fine degli anni Novanta. <em>&#8220;Questo compito è estremamente difficile a causa di due contrapposte richieste: un rivelatore enorme, molto pesante e una accuratezza micrometrica. La sfida è raggiungere la scala delle migliaia di tonnellate con un rivelatore basato sulla tecnologia delle emulsioni nucleari, una tecnica fotografica unica nell&#8217;assicurare l&#8217;accuratezza richiesta&#8221;</em>, spiega lo scienziato di Opera.</p>
<p>L&#8217;esperimento internazionale Opera coinvolge <strong>140 fisici da 26 Istituti di ricerca in 11 Paesi</strong>. Inizialmente introdotte come una possibile ipotesi, le oscillazioni sono state per diversi decenni un fenomeno poco conosciuto. Nel 1998 fu mostrato che i neutrini muonici prodotti nelle interazioni di raggi cosmici giungono sulla Terra meno numerosi di quanto atteso. Il risultato riportato ieri conferma definitivamente che i neutrini mancanti sono proprio quelli muonici che hanno oscillato in neutrini tau. <em>&#8220;Il risultato ottenuto è stato possibile grazie all&#8217;impegno costante di tutti i ricercatori coinvolti nel progetto, all&#8217;eccellente prestazione del fascio di neutrini del Cern e al sostegno degli enti finanziatori&#8221;</em>, conclude De Lellis. Gli scienziati continueranno l&#8217;analisi dei dati raccolti, alla ricerca di altri neutrini tau prodotti dall&#8217;oscillazione di neutrini muonici e cercheranno di misurare i parametri dell&#8217;oscillazione, usando per la prima volta i neutrini tau prodotti dall&#8217;oscillazione. Gli sviluppi tecnologici effettuati per l&#8217;esperimento Opera saranno utilmente impiegati in altri esperimenti, non solo nel campo dei neutrini.</p>
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		<title>Non fare attività fisica uccide come il fumo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inattivita&#8217; fisica e&#8217; mortale quanto il fumo. E&#8217; il risultato choc di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet e diretta dall&#8217;epidemiologa I-Min Lee del Brigham and Women&#8217;s Hospital di Boston, negli Usa. Secondo il team di 33 scienziati, il 10 per cento delle morti premature nel mondo deriva dal fatto che le persone non fanno abbastanza moto: nel 2008 la &#8216;pigrizia&#8217; ha provocato 5,3 milioni di vittime su un totale 57 milioni.</p>
<p>&#8216;inattivita&#8217;, si legge nello studio, e&#8217; responsabile del 6 per cento dei casi di malattie coronariche e del 7 per cento di quelli di diabete di tipo 2. Non solo. Circa il 10 per cento dei casi di cancro al seno e al colon e&#8217; associabile alla mancata pratica di attivita&#8217; fisiche. Per fare un esempio, nel 2008 le vittime di malattie coronariche sono state in totale 7,25 milioni. Soltanto in Europa, 121mila persone avrebbero potuto salvarsi se avessero fatto con regolarita&#8217; un po&#8217; di &#8216;sport&#8217;. Di qui la raccomandazione degli esperti: per mantenersi in salute occorre praticare almeno 150 minuti di esercizi moderati a settimana, come una passeggiata di mezz&#8217;ora cinque giorni su sette.</p>
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