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	<title>Fnomceo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. Anelli(Fnomceo): &#8220;Se casi aumentano difficile aprire scuole&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 17:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La necessita&#8217; e&#8217; quella di riaprire le scuole per dare il senso della normalita&#8217; a questo Paese, perche&#8217; non possiamo costantemente vivere in una situazione di anomalia persistente. Ma e&#8217; chiaro che se i casi dovessero aumentare e la diffusione del virus dovesse dilagare la riapertura delle scuole diventera&#8217; complicata&#8221;. Risponde cosi&#8217; Filippo Anelli, presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La necessita&#8217; e&#8217; quella di riaprire le scuole per dare il senso della normalita&#8217; a questo Paese, perche&#8217; non possiamo costantemente vivere in una situazione di anomalia persistente. Ma e&#8217; chiaro che se i casi dovessero aumentare e la diffusione del virus dovesse dilagare la riapertura delle scuole diventera&#8217; complicata&#8221;. Risponde cosi&#8217; Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), interpellato dalla Dire in merito alla riapertura delle scuole a settembre. &#8220;Per tutti la riapertura l&#8217;apertura delle scuole rappresenta un vero e proprio obiettivo- prosegue Anelli- Ci auguriamo che questo possa accadere e diamo tutto il sostegno ai nostri governanti per consentire una ripresa normale del Paese&#8221;. Intanto pero&#8217; stiamo assistendo ad un nuovo aumento dei contagi da Covid-19&#8230; È preoccupato? &#8220;Siamo tutti preoccupati da questo &#8216;ritorno&#8217; del virus- risponde Anelli- che in qualche modo avevamo preventivato&#8221;. Il virus, aggiunge il presidente della Fnomceo, si diffonde &#8220;in qualsiasi comunita&#8217;, da quelle religiose alle RSA fino alle scuole, quindi e&#8217; necessario avere il massimo della prudenza. Il Governo ha deciso di fare i test sierologici per gli insegnanti, ma bisogna avere anche una sorveglianza stretta di quello che avverra&#8217; all&#8217;interno delle scuole&#8221;. Secondo Anelli le decisioni governative devono quindi tener conto &#8220;di una serie di equilibri economici, sociali e sanitari- sottolinea- e ci rendiamo conto della complessita&#8217; della situazione. I provvedimento assunti come la chiusura delle discoteche, l&#8217;utilizzo delle mascherine e soprattutto i tamponi fatti a chi proviene dall&#8217;estero mi sembrano assolutamente appropriati&#8221;. Questo perche&#8217; &#8220;abbiamo la necessita&#8217; di tenere sotto controllo i focolai&#8221;. Ma il virus &#8220;purtroppo circola attraverso soggetti asintomatici o paucisintomatici- aggiunge ancora Anelli- e questo non e&#8217; un segnale positivo. Purtroppo ci troviamo in una situazione che rischia di ridiventare come quella di dicembre/gennaio scorso, che poi ha determinato l&#8217;esplosione dell&#8217;epidemia. Bisogna essere molto prudenti&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Eutanasia. Binetti: &#8220;Suicidio assistito già nella legge sulle DAT&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 17:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Binetti]]></category>
		<category><![CDATA[DAT]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non eravamo lontani dalla verita&#8217; quando nel 2017 ci rifiutammo di votare la legge sulle DAT, perche&#8217; conteneva evidenti ed esplicite aperture in senso eutanasico. Ci ha dato ragione la sentenza 242/ 2019 della Corte Costituzionale che riconduce esattamente a quella legge la sua apertura al Suicidio assistito. E lo conferma il Consiglio nazionale della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/08/eutanasia-binetti-suicidio-assistito-gia-nella-legge-sulle-dat/">Eutanasia. Binetti: &#8220;Suicidio assistito già nella legge sulle DAT&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non eravamo lontani dalla verita&#8217; quando nel 2017 ci rifiutammo di votare la legge sulle DAT, perche&#8217; conteneva evidenti ed esplicite aperture in senso eutanasico. Ci ha dato ragione la sentenza 242/ 2019 della Corte Costituzionale che riconduce esattamente a quella legge la sua apertura al Suicidio assistito. E lo conferma il Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei medici che ha appena approvato gli indirizzi applicativi dell&#8217;articolo 17 del suo Codice deontologico, dopo la sentenza della Consulta&#8221;. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, medico e psicoterapeuta, che continua: &#8220;Il medico non sara&#8217; piu&#8217; punibile dal punto di vista disciplinare se e quando sceglie di agevolare il suicidio, ove ricorrano le condizioni poste dalla Corte, alla luce della legge 219/17. Il medico non sara&#8217; piu&#8217; punibile. Sulla base del principio di autodeterminazione dell&#8217;individuo, vero snodo della legge 219, il proposito di suicidio autonomamente e liberamente formatosi da parte di una persona diventa in un certo senso prassi attuativa per il medico. E questo imporra nuovi canoni nella formazione del medico, nuovi modelli nella struttura organizzativa degli ospedali, e soprattutto una rilettura della relazione medico-paziente in una chiave decisamente diversa da quanto finora accaduto. Per il medico diventa fondamentale accogliere la volonta&#8217; del paziente, anche se andasse contro i suoi principi deontologici. E&#8217; vero puo&#8217; sempre ribellarsi e dire no&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma- continua la senatrice centrista- la legge 219 non prevede obiezione di coscienza, perche&#8217; a suo tempo i suoi fautori sostenevano che mai e poi mai al medico si sarebbe potuto chiedere qualcosa che andasse contro coscienza. La legge, secondo loro, non lo prevedeva esplicitamente anche se era tutto scritto tra le righe. Gli ospedali dovranno prevedere stanze, reparti?, luoghi, in cui il paziente possa andare a morire richiedendo un suicidio medicalmente assistito. D&#8217;altra parte e&#8217; cosi&#8217; che si fa in Svizzera. E i letti, sempre troppo pochi per chi vuole ricoverarsi per curarsi, saranno sempre meno, le risorse sempre meno, il personale sempre meno. La cultura della morte drenera&#8217; risorse a tutti livelli: da quelle logistiche a quelle economiche e perche&#8217; no a quelle scientifiche. Farmaci sempre piu&#8217; potenti per far morire sempre e&#8217; piu&#8217; velocemente la gente. Occorreranno crediti formativi ad hoc per insegnare ai medici come si fa a far morire un paziente velocemente e con il minor livello di sofferenze possibili. Qualcuno chiedera&#8217; una specializzazione, dei master, un dottorato di ricerca e magari un primariato. Morire e&#8217; una cosa seria; ma vivere lo e&#8217; molto di piu&#8217;. Peccato che la FNOMCEO non abbia fatto nessun riferimento alla necessita&#8217; di potenziare le cure palliative, di migliorare l&#8217;assistenza psicologica ai malati, e di valorizzare la rete dei rapporti familiari, compresi quelli che sul piano della solidarieta&#8217; coinvolgono anche amici e volontariato. Nessuna parola per chi vuole continuare a vivere, anche quando vivere e&#8217; difficile e tutte le porte spalancate per chi vuol morire e per essere sicuro di morire vuole un suicidio medicalmente assistito, con medico accanto. Gli studenti non si iscriveranno piu&#8217; a medicina solo per aiutare i malati a guarire, o almeno a curarsi, ma anche per aiutarli a morire accelerando la loro morte. Una rivoluzione copernicana che da vecchi medici, per di piu&#8217; psichiatri, non avremmo mai voluto vedere ne&#8217; vivere&#8221;, conclude Binetti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/02/08/eutanasia-binetti-suicidio-assistito-gia-nella-legge-sulle-dat/">Eutanasia. Binetti: &#8220;Suicidio assistito già nella legge sulle DAT&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Eutanasia, Fnomceo: &#8220;La morte è nemica dei medici, non un&#8217;alleata&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2019 14:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Codice Deontologico, e la Legge: quando si tratta di accompagnare il cittadino nelle scelte che riguardano la sua salute, anche in quelle &#8216;di frontiera&#8217;, come il nascere, il morire, il curare l&#8217;inguaribile, e&#8217; li&#8217;, nei principi della deontologia e nelle disposizioni gia&#8217; vigenti, che il medico trova tutte le risposte. È questo il senso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/30/eutanasia-fnomceo-la-morte-e-nemica-dei-medici-non-unalleata/">Eutanasia, Fnomceo: &#8220;La morte è nemica dei medici, non un&#8217;alleata&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Codice Deontologico, e la Legge: quando si tratta di accompagnare il cittadino nelle scelte che riguardano la sua salute, anche in quelle &#8216;di frontiera&#8217;, come il nascere, il morire, il curare l&#8217;inguaribile, e&#8217; li&#8217;, nei principi della deontologia e nelle disposizioni gia&#8217; vigenti, che il medico trova tutte le risposte. È questo il senso di quanto riferito oggi pomeriggio dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), chiamata in audizione presso le Commissioni Riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati. Argomento: le tre proposte di Legge, attualmente all&#8217;esame delle Commissioni, in materia di eutanasia e rifiuto dei trattamenti sanitari. A rappresentare i medici, il Coordinatore della Consulta Deontologica della Fnomceo, Pierantonio Muzzetto. Proprio su un parere elaborato dalla Consulta, poi fatto proprio dal Comitato Centrale -l&#8217;organo di governo della Federazione e gia&#8217; presentato al Comitato nazionale per la bioetica, e&#8217; incentrato infatti il testo dell&#8217;audizione. &#8220;La professione medica non e&#8217; tecnicismo- ha affermato Muzzetto- e&#8217; nutrita del valore della liberta&#8217; di agire in scienza e coscienza per il bene del paziente: la Fnomceo ritiene che il Codice deontologico continui ad avere le risposte adeguate ai bisogni di salute del cittadino. Le cure palliative sono la soluzione che puo&#8217; mantenere intatto il rispetto della dignita&#8217; della persona malata&#8221;.</p>
<p>&#8220;La professione del medico segue da millenni un paradigma che vieta di procurare la morte del paziente. Se viene capovolto, occorre che ne discuta l&#8217;intera societa&#8217;, perche&#8217; le conseguenze non si limitano all&#8217;agire del medico, del quale, comunque, non puo&#8217; essere limitata la liberta&#8217; di coscienza- ha detto ancora Muzzetto, come portavoce dell&#8217;intera federazione- Da sempre i medici hanno visto nella morte un nemico e nella malattia un&#8217;anomalia da sanare: mai si e&#8217; pensato che la morte potesse diventare un alleato, che potesse risolvere le sofferenze della persona. Se fosse approvata la legalizzazione all&#8217;aiuto al suicidio, verrebbe capovolto questo paradigma. Se ne deve discutere in profondita&#8217;, perche&#8217; le ripercussioni non riguardano solo i medici e le altre professioni sanitarie: il meccanismo che porta ad accompagnare una persona verso il suicidio coinvolge l&#8217;intera societa&#8217;&#8221;. &#8220;Consideriamo il dialogo sul suicidio assistito utile e necessario- ha proseguito- Crediamo che debba essere scevro da pregiudiziali ideologiche o politiche, e animato solo da sensibilita&#8217; intellettuale e disponibilita&#8217; a comprendere sino in fondo le ragioni di determinate scelte. Ma anche dalla volonta&#8217; di valutare le possibili conseguenze del cambiamento del paradigma quello che vede la malattia come il male e la morte come il nemico da sconfiggere che sinora ha caratterizzato l&#8217;esercizio della professione medica&#8221;. &#8220;Le condotte agevolative che spianino la strada a scelte suicide non possono ricadere solo sul medico- ha argomentato- Al medico deve anzi essere attribuito il ruolo di colui che tutela i soggetti piu&#8217; fragili. Il divieto di favorire o procurare la morte ha sempre protetto la professione medica e i cittadini, come insegna la storia. La FNOMCeO ribadisce che i principi del nostro Codice sono esaustivi dell&#8217;esercizio della professione e che il paradigma che l&#8217;ha ispirato continua a essere valido. Per il rispetto della dignita&#8217; della persona che soffre, grazie alla legge 38/2010 abbiamo strumenti adeguati che sono le cure palliative, la terapia del dolore fino alla sedazione profonda. Occorre applicare meglio queste terapie, che possono essere lo strumento migliore per evitare lesioni della dignita&#8217; delle persone e prevenire richieste di suicidio&#8221;.</p>
<p>&#8220;In ogni caso il Codice di Deontologia Medica e&#8217; ispirato ai principi contenuti nella Carta Costituzionale e sara&#8217; sempre coerente con i valori da essa richiamati&#8221;, ha ribadito. In conclusione, Muzzetto ha richiamato proprio la Costituzione, insieme alla Legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, quali portatrici di principi che non possono essere elusi nell&#8217;ottica di un&#8217;evoluzione normativa. &#8220;Le proposte di legge in esame debbono correlarsi con i principi affermati dal dettato della carta costituzionale (art. 32) e della Legge 23 dicembre 1978, n. 833 &#8220;Istituzione del servizio sanitario nazionale&#8221; che prevede all&#8217;art. 1 che la tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignita&#8217; e della liberta&#8217; della persona umana&#8221; ha infatti affermato. Mentre per il medico restano validi, e altrettanto ineludibili, i principi del Codice Deontologico. &#8220;Il Codice di Deontologia Medica, nella sua formulazione attuale, impedisce al medico di effettuare e/o favorire atti finalizzati a provocare la morte del paziente- ha concluso- Nel contempo, impone al medico di rispettare la dignita&#8217; del paziente, evitando ogni forma di accanimento terapeutico. In ottemperanza dell&#8217;autodeterminazione del paziente da un lato, e nel rispetto della clausola di coscienza del medico dall&#8217;altro, l&#8217;attuazione della volonta&#8217; del paziente nel rifiutare le cure, pone il ricorso alla sedazione profonda medicalmente indotta, come attivita&#8217; consentita al medico in coerenza e nel rispetto dei precetti deontologici. Tutto cio&#8217; nel rispetto della dignita&#8217; del morente&#8221;.</p>
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