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	<title>fondali pugliesi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoti: individuato sistema faglie su fondali pugliesi</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 12:33:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un sistema di faglie esteso per almeno 100 km di lunghezza, lungo il quale si sono generati due ampi bacini sedimentari e&#8217; stato identificato nel tratto di mare a sud-est di Santa Maria di Leuca (Lecce), grazie ad una ricerca condotta da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell&#8217;Istituto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/">Terremoti: individuato sistema faglie su fondali pugliesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sistema di faglie esteso per almeno 100 km di lunghezza, lungo il quale si sono generati due ampi bacini sedimentari e&#8217; stato identificato nel tratto di mare a sud-est di Santa Maria di Leuca (Lecce), grazie ad una ricerca condotta da un team di ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell&#8217;Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) nell&#8217;ambito del progetto FASTMIT, coordinato e supportato dal fondo premiale 2014 del Ministero dell&#8217;Universita&#8217; e della Ricerca, appena pubblicata sulla rivista &#8216;Tectonics&#8217; dal titolo &#8216;Active extension in a foreland trapped between two contractional chains: The South Apulia Fault System (SAFS)&#8217;.<br />
La scoperta di tale sistema di faglie, denominato South Apulia Fault System (SAFS), e&#8217; stata possibile grazie una serie di campagne geofisiche eseguite con la nave OGS Explora.<br />
Attraverso, poi, l&#8217;analisi di dati batimetrici ad alta risoluzione e di diversi profili e linee sismiche che hanno permesso di illuminare sia le strutture crostali profonde che i sedimenti quaternari che costituiscono il fondale marino, i ricercatori hanno ricostruito la geometria tridimensionale dei principali orizzonti geologici e delle faglie presenti in quest&#8217;area fino a una profondita&#8217; di circa 12 km. In particolare, lo studio congiunto OGS-INGV ha dimostrato che il SAFS ha iniziato la sua attivita&#8217; tettonica tra 1,3 e 1,8 milioni di anni fa, durante il Pleistocene inferiore, e che e&#8217; tutt&#8217;ora attivo, come evidenziato dalla presenza di dislocazioni che interessano i sedimenti piu&#8217; recenti e il fondo mare. I tassi di movimento del SAFS sono nell&#8217;ordine di 0,2-0,4 mm/anno per quanto riguarda la sua componente estensionale, ma e&#8217; stato possibile ipotizzare anche la presenza di una componente non trascurabile di movimento orizzontale. L&#8217;area in cui si trova il SAFS in Puglia e&#8217; una porzione sommersa del cosiddetto &#8216;avampaese&#8217; (cioe&#8217;, una regione adiacente a una catena montuosa) della &#8220;placca Adriatica&#8221;, un&#8217;area di crosta continentale considerata stabile rispetto alle due aree di catena poste ad ovest (la catena appenninica) e ad est (la catena ellenica). &#8220;Le aree di avampaese sono tipicamente soggette a terremoti meno frequenti rispetto alle aree lungo i margini di placca e alle aree di catena, tuttavia non sono esenti da eventi di magnitudo anche significativa- spiegano OGS e INGV- In particolare, relativamente all&#8217;area studiata e&#8217; storicamente noto il forte terremoto del 20 febbraio 1743, per il quale i cataloghi storici riportano una magnitudo stimata di 6.7&#8221;. I cataloghi sismici riportano, inoltre, che questo terremoto causo&#8217; ingenti danni sia nella regione salentina che nelle isole Ionie (Corfu&#8217;, Lefkada e Cefalonia), oltre ad un probabile tsunami che interesso&#8217; il porto di Brindisi. In base alla posizione geografica, alle evidenze di attivita&#8217; recente e all&#8217;assenza di altre strutture tettoniche di simile importanza all&#8217;interno dell&#8217;area di studio, gli esperti INGV e OGS hanno ipotizzato, dunque, che il SAFS possa essere la piu&#8217; probabile sorgente del terremoto del 1743. I ricercatori auspicano che, nel futuro, ulteriori studi anche multidisciplinari permettano di acquisire nuovi dati ad alta risoluzione, cosi&#8217; da poter comprendere con maggiore precisione la reale estensione del SAFS caratterizzandone con piu&#8217; precisione i tassi di attivita&#8217;, le implicazioni geodinamiche e gli effetti di scuotimento del sisma e dello tsunami del 1743.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/24/terremoti-individuato-sistema-faglie-su-fondali-pugliesi/">Terremoti: individuato sistema faglie su fondali pugliesi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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