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	<title>Francesco Cecconi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità: scoperte tre nuove molecole che controllano neurodegenerazioni e tumori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 16:34:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il processo con il quale le nostre cellule eliminano gran parte delle loro componenti non funzionanti o potenzialmente tossiche si chiama autofagi&#8217;a (dal greco autós, se stesso e phagein, mangiare). Di recente il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina e&#8217; stato assegnato al Giapponese Yoshinori Ohsumi per le sue ricerche su questo fenomeno. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/09/14/sanita-scoperte-tre-nuove-molecole-che-controllano-neurodegenerazioni-e-tumori/">Sanità: scoperte tre nuove molecole che controllano neurodegenerazioni e tumori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo con il quale le nostre cellule eliminano gran parte delle loro componenti non funzionanti o potenzialmente tossiche si chiama autofagi&#8217;a (dal greco autós, se stesso e phagein, mangiare). Di recente il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina e&#8217; stato assegnato al Giapponese Yoshinori Ohsumi per le sue ricerche su questo fenomeno. L&#8217;autofagi&#8217;a puo&#8217; essere generale e non specifica, divorando intere porzioni cellulari, oppure molto selettiva. E&#8217; quanto si legge in una nota. Quando seleziona gli organelli produttori di energia, ossia i mitocondri, che non servono piu&#8217; o smettono di funzionare, si puo&#8217; parlare di &#8220;mito-fagi&#8217;a&#8221;, spiega la nota. Una caratteristica di numerose malattie neurodegenerative e&#8217; proprio un disturbo della mitofagi&#8217;a, che porta all&#8217;accumulo di mitocondri danneggiati e non rimossi nei neuroni, le cellule che costituiscono la maggior parte del sistema nervoso e a un conseguente (e letale) stress ossidativo. Ad esempio, la maggiore via mitofagica descritta fino ad ora, dipendente dalle proteine PINK1 e PARKIN, e&#8217; malfunzionante in molti pazienti del morbo di Parkinson, continua la nota. Anche nei tumori del sistema nervoso, la mitofagi&#8217;a svolge un ruolo determinante. Alcuni tumori pediatrici e dell&#8217;adulto, come la leucemia mieloide acuta, i tumori polmonare o pancreatico, nonche&#8217; il melanoma, sembrano tutti dipendere in qualche modo da una mitofagi&#8217;a corretta ed equilibrata. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications e coordinato dal Prof. Francesco Cecconi e dalla Dott.ssa Flavie Strappazzon, svela i segreti di un nuovo livello di regolazione della mitofagi&#8217;a che dipende dalla proteina mitofagica AMBRA1, prosegue la nota. I ricercatori, che operano a Roma nelle strutture della Fondazione Santa Lucia, del Dipartimento di Biologia dell&#8217;Universita&#8217; di Roma Tor Vergata e dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesu&#8217;, hanno identificato le proteine AMBRA1, HUWE1 e IKK-alpha come tre fattori cruciali nella regolazione della mitofagi&#8217;a, in un contesto nuovo e indipendente dalle proteine PINK1 e PARKIN.</p>
<p>La d.ssa Anthea Di Rita, giovanissimo primo autore della ricerca e dottorato del corso di Biologia Cellulare e Molecolare del Dipartimento di Biologia (Universita&#8217; di Roma Tor Vergata), spiega che le tre molecole funzionano in sinergia, con IKK-alpha che modifica AMBRA1 aggiungendole un gruppo chimico, AMBRA1 che recluta HUWE1 sul mitocondrio danneggiato e HUWE1 che, a sua volta, modifica radicalmente il mitocondrio preparandolo alla &#8220;rottamazione&#8221; mediante mitofagi&#8217;a, si legge ancora nella nota. Questo importante studio offre ben tre nuovi bersagli molecolari per combattere con efficacia sia le neurodegenerazioni che i tumori, in una sinergia farmacologica verso malattie diversissime con pochi precedenti noti; il dettaglio con il quale le varie fasi di questa regolazione e&#8217; stato approfondito consente anche di immaginare composti diversi e sequenziali nel contesto di una medicina sempre piu&#8217; personalizzata. Il progetto, conclude la nota, e&#8217; stato finanziato dal ministero della Salute &#8211; Ricerca Finalizzata Progetto Giovani Ricercatori, dalla Roche (la D.ssa Strappazzon che lavora presso presso la Fondazione Santa Lucia e insegna all&#8217;Universita&#8217; di Tor Vergata e&#8217; vincitrice del premio Roche 2017 per le Neuroscienze) e dall&#8217;Associazione Italiana per la ricerca sul cancro (AIRC).</p>
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