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	<title>genitori Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sonno dei bambini e mamme stanche: l’esperta Chiara Baiguini cambia prospettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vero problema del sonno infantile potrebbe non essere soltanto il bambino, ma anche il livello di stanchezza e sovraccarico vissuto dalle mamme. È questo il messaggio lanciato da Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile e divulgatrice specializzata nei profili sensoriali, che nel libro “Nati per dormire” propone un approccio innovativo basato sulla relazione tra [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il vero problema del sonno infantile potrebbe non essere soltanto il bambino, ma anche il livello di stanchezza e sovraccarico vissuto dalle mamme. È questo il messaggio lanciato da <strong>Chiara Baiguini</strong>, educatrice del sonno gentile e divulgatrice specializzata nei profili sensoriali, che nel libro <em>“Nati per dormire”</em> propone un approccio innovativo basato sulla relazione tra genitore e figlio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della Festa della Mamma, l’esperta invita le famiglie a cambiare prospettiva: prima di concentrarsi esclusivamente sulle tecniche per far dormire i bambini, occorre comprendere lo stato emotivo e neurologico di chi li accompagna ogni sera verso il riposo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Baiguini, le neuroscienze confermano che nei primi anni di vita i bambini regolano il proprio equilibrio emotivo attraverso quello dei genitori. Stress, tensione e stanchezza materna possono quindi influire direttamente sulla qualità del sonno dei più piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le mamme hanno bisogno di conoscersi meglio, capire come funziona il proprio sistema nervoso e imparare a riconoscere i segnali di sovraccarico”, spiega Baiguini, seguita da una community di oltre 170mila persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperta individua cinque consigli pratici per affrontare con maggiore serenità le serate e i risvegli notturni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>conoscere il proprio profilo sensoriale;</li>



<li>concedersi qualche minuto di pausa prima della nanna del bambino;</li>



<li>ricordare che il benessere del figlio passa anche dalla calma del genitore;</li>



<li>prendersi cura di sé durante la giornata per preparare una notte più serena;</li>



<li>evitare confronti con altre mamme, perché ogni persona vive il sonno in modo diverso.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio proposto punta a ridurre ansia e senso di colpa, aiutando le famiglie a costruire routine più sostenibili e rispettose delle esigenze emotive di adulti e bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema del sonno infantile resta oggi uno dei più discussi tra i genitori, soprattutto online, dove spesso proliferano consigli e metodi contrastanti. Per Baiguini, però, il punto di partenza resta sempre lo stesso: “La maternità non richiede perfezione, ma consapevolezza”.</p>
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		<title>Roma: 14enne ridotta in schiavitù denuncia i genitori, arrestati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 10:31:07 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">A ottobre non ce l&#8217;ha fatta più e si è recata spontaneamente in Questura a Roma. Qui tra le lacrime ha raccontato l&#8217;inferno che ha subito per anni all&#8217;interno del proprio nucleo familiare. Per una ragazza di 14 anni non c&#8217;è stato altro da fare che denunciare i genitori, una coppia di origini bosniache: i due, con violenza fisica e verbale, l&#8217;avevano costretta a vivere di stenti, obbligandola a svolgere lavori domestici non certo adatti per una bambina della sua età, e forzata a chiedere l&#8217;elemosina nei pressi di un supermercato. Addirittura l&#8217;avrebbero promessa in matrimonio a uno sconosciuto in cambio di denaro, nonostante il suo chiaro rifiuto. Per questo motivo, al termine di accurate indagini gli agenti della Polizia di Stato del IV Distretto San Basilio hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale, su richiesta della D.D.A. nei confronti della coppia, marito e moglie, rispettivamente di 41 e 36 anni, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di riduzione o mantenimento in schiavitù e di lesioni personali gravi, con l&#8217;aggravante di aver commesso tali delitti nei confronti della figlia infra14enne. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto per l&#8217;uomo la custodia cautelare in carcere, mentre la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari. La ragazza, subito dopo la denuncia, è stata immediatamente collocata in una struttura protetta dove tuttora permane. Ad ogni modo tutti gli indagati sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell&#8217;attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.</p>
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		<title>Casa. Vivere vicino ai genitori? Una necessità per oltre un italiano su due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:38:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italiani popolo di &#8220;mammoni&#8221;? Sì, ma con un nobile intento, a quanto pare. L&#8217;ultima survey di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, che ha coinvolto un campione di oltre 3.000 utenti alla ricerca di un&#8217;abitazione, ha evidenziato infatti come quasi il 60% di loro stia cercando una casa vicino a quella dei genitori. Tuttavia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/casa-vivere-vicino-ai-genitori-una-necessita-per-oltre-un-italiano-su-due/">Casa. Vivere vicino ai genitori? Una necessità per oltre un italiano su due</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Italiani popolo di &#8220;mammoni&#8221;? Sì, ma con un nobile intento, a quanto pare. L&#8217;ultima survey di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, che ha coinvolto un campione di oltre 3.000 utenti alla ricerca di un&#8217;abitazione, ha evidenziato infatti come quasi il 60% di loro stia cercando una casa vicino a quella dei genitori. Tuttavia, per circa la metà di questi (47%) l&#8217;obiettivo primario è quello di essere di supporto a mamma e/o papà. Addirittura, tra quanti sono alla ricerca di una casa in vendita o in affitto nei pressi di quella di famiglia, oltre l&#8217;80% la vorrebbe proprio nella stessa città, mentre il restante 20% è disposto a vivere in un centro nelle immediate vicinanze, a patto che sia facilmente raggiungibile. Per quasi un terzo, poi, la scelta è dettata dalla necessità di avere un aiuto nella gestione dei figli. Quasi il 40% degli under 30 e una percentuale di poco più bassa (38%) dei rispondenti nella fascia 31-45 ha fornito infatti questa spiegazione. Meno del 10%, infine, ha deciso di vivere nella stessa città dei genitori per esigenze lavorative. Prevedibilmente, è al Sud dove si fa più difficoltà a spezzare i legami familiari: il 69% degli abitanti di questa macro-area sta cercando un&#8217;abitazione nei pressi di quella dei genitori. I più indipendenti? I rispondenti del Centro Italia, il 40% ha dichiarato infatti di voler allontanarsi dalla casa della propria infanzia. Tra quanti si vogliono staccare da mamma e/o papà e stanno quindi cercando casa distante dalla propria famiglia d&#8217;origine, poco più della metà lo fa per necessità: il 32% per motivazioni legate ad opportunità lavorative &#8211; in particolare ha risposto così il 43% degli under 30 &#8211; e il 20% per esigenze familiari, si presume quelle di un nuovo nucleo familiare che prevede una convivenza in una diversa città. Tuttavia, c&#8217;è un buon 35% che sembra volersi allontanare per altre motivazioni, non legate al lavoro o agli affetti, e che infatti ha deciso di non fornire una motivazione univoca per questa scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma dove cerca chi vuole allontanarsi dal nido? I due terzi dei rispondenti hanno comunque intenzione vivere nella stessa regione dei genitori, ma di trovare casa in un&#8217;altra provincia. Questo è particolarmente vero per chi proviene dal Sud, 87%, e dal Centro Italia, 72%. Il 44%, invece, di chi si stabilirà in una regione diversa lo farà nel Nord Ovest del Paese, un quarto nel Nord Est e un 20% al Centro. Il restante 10% circa si divide tra Sud e Isole. In generale, chi vuole allontanarsi da casa dei genitori tende comunque a cercare in prevalenza nella propria macro-area di provenienza con la sola eccezione di chi proviene dal Sud Italia: i rispondenti, infatti, cercano uniformemente su tutto il territorio nazionale ad esclusione delle Isole. &#8220;La scelta su dove abitare non è mai semplice e spesso si configura come la ricerca di un equilibrio tra diversi aspetti. Di certo non si tratta di una decisione basata solo sulla qualità o convenienza dell&#8217;immobile ovvero sulle caratteristiche del mattone- commenta Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it- Il sondaggio che ha coinvolto i nostri utenti ci offre evidenza di quanto le cause di forza maggiore siano impattanti sulla nostra vita. Da giovani inseguiamo le migliori opportunità professionali, senza preoccuparci troppo delle nostre radici. Nel momento in cui creiamo un nostro nucleo familiare, a cui si può aggiungere l&#8217;arrivo di un figlio, sentiamo il valore della vicinanza coi genitori per il supporto che ci possono dare per coordinare famiglia e lavoro. Infine, la costante crescita dell&#8217;aspettativa di vita, ci pone nel desiderio di esser vicino al nostro genitore, specialmente quando resta solo, in modo da restituire quanto, negli anni, abbiamo ricevuto. Resta da vedere se le nostre città sapranno, in futuro, offrire ai nostri ragazzi ed ai nostri anziani il necessario supporto per permettere a tutti noi scelte sull&#8217;abitare più libere… e più serene&#8221;.</p>
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		<title>Social network: quando sono i genitori a trasmettere ai figli l&#8217;ansia da notifiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 19:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La FOMO, che letteralmente significa “fear of missing out” (“paura di perdersi qualcosa”), è una sensazione che prima o poi abbiamo provato tutti. Ci assale quando dedichiamo minuti interi allo scroll del feed di Instagram o Facebook e, confrontandoci con le vite apparentemente perfette degli altri, ci sentiamo inadeguati. Sembrano tutti così in forma, così [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/30/social-network-quando-sono-i-genitori-a-trasmettere-ai-figli-lansia-da-notifiche/">Social network: quando sono i genitori a trasmettere ai figli l&#8217;ansia da notifiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La FOMO, che letteralmente significa “fear of missing out” (“paura di perdersi qualcosa”), è una sensazione che prima o poi abbiamo provato tutti. Ci assale quando dedichiamo minuti interi allo scroll del feed di Instagram o Facebook e, confrontandoci con le vite apparentemente perfette degli altri, ci sentiamo inadeguati. Sembrano tutti così in forma, così sorridenti, così circondati da amici. Pur di restare al passo, ci sentiamo in dovere di postare una story o un selfie, rigorosamente filtrato per non sfigurare. La FOMO non è semplice vanità, ma uno stato continuo di ansia che può avere ripercussioni soprattutto sulla psiche degli adolescenti: secondo il report #StatusOfMind della Royal Society for Public Health britannica, negli ultimi 25 anni è aumentata del 70% l’incidenza di ansia e depressione nei giovani, che additano proprio i social network come causa del loro malessere.</p>
<p>La lettura più semplice è quella che bolla gli adolescenti come indolenti, apatici, incapaci di staccare gli occhi dallo smartphone. Ma siamo così sicuri che sia tutta colpa dei ragazzi? Nan Coosemans, family coach e fondatrice di Younite (http://www.youniteonline.com/it/), propone un’altra prospettiva. “Confrontandomi in prima persona con centinaia di famiglie, posso dire che in molti casi la FOMO parte proprio dai genitori. Quante mamme sono intente a scattarsi un selfie dopo l’altro, in qualsiasi contesto, entrando così implicitamente in competizione con le figlie? Dinamiche del genere possono rivelarsi molto pericolose. Senza esserne consapevoli, infatti, i genitori instillano nei figli una sottile sensazione di inadeguatezza”.</p>
<p>I genitori non hanno nessuna intenzione di nuocere ai loro figli, chiarisce. Semplicemente, anche loro hanno dovuto fare i conti con il boom delle nuove tecnologie, senza disporre degli strumenti per interiorizzarle. Per questo la family coach propone cinque consigli per i genitori alle prese con l’ansia da notifiche:</p>
<p>1. Fai un’analisi di te stesso: ti senti davvero soddisfatto della tua vita, del tuo lavoro e della tua famiglia? Molto spesso ci si mette sotto i riflettori social per riscattarsi dalla mancata autorealizzazione, ma così facendo il problema alla base rimane irrisolto.</p>
<p>2. Lavora sulla tua autostima. Diventare genitori è un viaggio che riserva tante sorprese e impone qualche sacrificio, soprattutto per le donne, che spesso faticano a conciliare famiglia e carriera. La soluzione però non è certo quella di creare un’immagine filtrata di sé per andare a caccia di like su Instagram. Anzi, chi riesce a valorizzare il proprio sé più autentico ha molto meno bisogno di conferme da parte degli estranei.</p>
<p>3. Ritagliati alcuni momenti di connessione vera con i tuoi figli. Che sia al mattino durante la colazione o al loro ritorno da scuola, assicurati di riuscire a trascorrere ogni giorno qualche minuto insieme ai tuoi figli, mettendo al bando gli schermi di ogni tipo. Potrà sembrare una banalità, ma questi momenti sono preziosissimi per fare una pausa dalla frenesia quotidiana e dialogare in modo diretto e sincero.</p>
<p>4. Informati sulle nuove tecnologie: da un giorno all’altro ci siamo trovati in mano smartphone capaci di fare qualsiasi cosa, ma quanti di noi sono realmente consapevoli delle loro potenzialità e dei loro rischi? In commercio ci sono libri, corsi e webinar che ti possono chiarire le idee sulle nuove tecnologie.</p>
<p>5. Fatti queste domande: che esempio stai dando ai tuoi figli con la tua sovraesposizione? Che cosa stai cercando di dimostrare con quel selfie o quel post?</p>
<p>Ciò non significa demonizzare i social media, che sono ormai parte del nostro mondo, ma impegnarsi per trarre il meglio da questi strumenti. “I social network si possono usare anche per veicolare contenuti di valore, mettere in luce il proprio talento e diventare una fonte di ispirazione per gli altri”, chiarisce Nan Coosemans. “Spesso i genitori (gli stessi che magari controllano compulsivamente il loro smartphone!) sgridano i figli perché passano troppo tempo su YouTube. Se però avessero la voglia e la curiosità di saperne di più, potrebbero addirittura imparare qualcosa di nuovo”.</p>
<p>E proprio da questa intuizione è nata l’idea di Youtour, il primo tour itinerante per scoprire e valorizzare la propria unicità, dedicato ai ragazzi e ai loro genitori. A ogni tappa Nan Coosemans si confronterà con uno Youtuber, che condividerà con i partecipanti la propria esperienza, risponderà alle loro domande e racconterà i segreti che gli hanno permesso di superare le difficoltà e arrivare al successo. “Ognuno di loro è diventato quello che è perché ha seguito le proprie inclinazioni, ha dato retta al proprio cuore e all’istinto, non si è omologato a regole standard”, commenta la family coach. Youtour farà tappa in tre città italiane: si parte il 4 maggio da Milano (l’ospite è IlvostrocaroDexter), per proseguire l’11 maggio a Bari con i Nirkiop e il 18 maggio a Roma con MikeShowSha.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/30/social-network-quando-sono-i-genitori-a-trasmettere-ai-figli-lansia-da-notifiche/">Social network: quando sono i genitori a trasmettere ai figli l&#8217;ansia da notifiche</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Web: adolescenti sempre online e genitori inconsapevoli</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/02/08/89903/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 12:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia 1 adolescente su 4 e&#8217; sempre connesso e 4 su 5 frequentano siti porno. Mentre 3 genitori su 4 non conoscono il sexting e 1 su 10 non sa cos&#8217;e&#8217; il cyberbullismo. E&#8217; questa la fotografia allarmante che emerge dalla ricerca &#8220;Tempo del web. Adolescenti e genitori online&#8221;, realizzata da SOS Il Telefono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/08/89903/">Web: adolescenti sempre online e genitori inconsapevoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia 1 adolescente su 4 e&#8217; sempre connesso e 4 su 5 frequentano siti porno. Mentre 3 genitori su 4 non conoscono il sexting e 1 su 10 non sa cos&#8217;e&#8217; il cyberbullismo. E&#8217; questa la fotografia allarmante che emerge dalla ricerca <strong>&#8220;Tempo del web. Adolescenti e genitori online&#8221;</strong>, realizzata da SOS Il Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, in occasione del Safer Internet Day (SID) 2016, ricorrenza internazionale promossa dall&#8217;Unione Europea e dedicata alla sicurezza dei minori in rete.</p>
<p>La ricerca, che si basa sulle risposte di 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni, e&#8217; stata presentata questa mattina a Milano. Il 17 per cento dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social, 1 su 4 e&#8217; sempre online, quasi 1 su 2 si connette piu&#8217; volte al giorno, 1 su 5 e&#8217; afflitto da vamping: si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare. Quasi 4 su 5 chattano continuamente su WhatsApp. Uno degli allarmi lanciati dalla ricerca e&#8217; quello dell&#8217;eta&#8217; in cui gli adolescenti italiani accedono alla rete. Uno su 2 dichiara di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, eta&#8217; minima consentita per poterlo fare, mentre il 71 per cento riceve in dote uno smartphone mediamente a 11 anni. Prima delle chiavi di casa che arrivano a 12.</p>
<p>Il 73 per cento dei ragazzi dichiara di frequentare costantemente siti pornografici, mentre 1 su 10 (11%) conosce qualcuno che ha fatto sexting. Piu&#8217; di 1 su 10 dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo. Altro dato sorprendente della ricerca riguarda l&#8217;uso del denaro che gli adolescenti fanno sulla rete. Un intervistato su 10 confessa di aver proceduto a un acquisto senza accorgersene e il 38 per cento compra regolarmente con carta dei genitori. Una serie di allarmi lanciati dagli adolescenti italiani a cui spesso i genitori non sono in grado da soli di dare risposta: quasi 3 intervistati su 4 dichiara di non aver mai sentito parlare di sexting, 1 su 10 di non saper cos&#8217;e&#8217; il cyberbullsimo.</p>
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		<title>240.000 bambini morti di morbillo. In Italia casi doppi rispetto alla Germania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 10:25:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità “oggi, i bambini di tutto il mondo sono regolarmente vaccinati contro una crescente gamma di malattie e con la vaccinazione si previene, ogni anno, la morte di circa 2-3 milioni di persone per difterite, tetano, pertosse e morbillo”. Nonostante questo l’Italia è “tra i sette paesi della regione europea (insieme [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità “oggi, i bambini di tutto il mondo sono regolarmente vaccinati contro una crescente gamma di malattie e con la vaccinazione<strong> si previene</strong>, ogni anno, la morte di circa 2-3 milioni di persone per difterite, tetano, pertosse e morbillo”.</p>
<p>Nonostante questo<strong> l’Italia</strong> è “tra i sette paesi della regione europea (insieme al Kyrgyzstan, Bosnia Erzegovia, Federazione Russa, Georgia, Germania e Kazakhstan) in cui ancora si diffonde il morbillo e dove si sono registrati, nel 2014, oltre 1.600 casi della malattia virale,<strong> il doppio rispetto alla Germania;</strong> alcune regioni italiane hanno evidenziato un’incidenza maggiore rispetto alla media, la Liguria, seguita dal Piemonte, dalla Sardegna e dall’Emilia Romagna”.</p>
<p>Il morbillo è una malattia prevenibile “attraverso la <strong>vaccinazione</strong>, la quale provvede all’immunizzazione durante l’arco di tutta la vita nella maggior parte dei vaccinati; eppure continua a rappresentare una problematica europea”.</p>
<p>Infatti, nel 2013, “sono stati riportati 31.617 casi di morbillo e 8.350 ospedalizzazioni in 36 dei 53 Stati dell’Area europea Oms;<strong> in Italia, la media della copertura vaccinale è dell’ 88,1% (anno 2013), ben lontano dal 95% fissato come obiettivo per l’eliminazione del Morbillo di quest’anno</strong>“.</p>
<p>Come spiega Flavia Bustreo Vice direttore generale Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l’Oms, “Il morbillo è una delle principali cause di mortalità infantile insieme alla polmonite e alla diarrea; conduce a circa 240.000 morti l’anno in tutto il mondo. <strong>Più del 95% delle morti causate dal morbillo avvengono in paesi a basso reddito con scarse infrastrutture sanitarie, ma se pensiamo che in Europa lo avevamo quasi debellato, oggi i numeri sono tornati a crescere</strong>“.</p>
<p>Per Flavia Bustreo, “abbiamo bisogno di migliorare la fiducia della gente nei vaccini”, perchè “abbiamo visto di recente focolai di morbillo in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, e non perché i genitori non possono ottenere i vaccini,<strong>ma perché hanno scelto di non vaccinare i propri figli</strong>; nel frattempo, in Pakistan, i genitori sono invitati a torto a non proteggere i loro bambini dalla poliomelite. Io considero tutto questo tragico. Come può, chi ha visto morire di morbillo o polmonite un bambino o lottare per la sopravvivenza, non considerare i vaccini come uno dei più bei doni che gli scienziati ci hanno fatto?”. Inoltre, “sempre più spesso, l’immunizzazione contro una malattia può prevenirne un’altra”.</p>
<p>Infatti, secondo un recente rapporto presentato dal Sage (Stretegic advisory group of experts on immunization), il gruppo di esperti che monitora i progressi del Piano d’azione globale per le Vaccinazioni, “siamo sulla buona strada per soddisfare solo uno dei sei obiettivi fissati per il 2015, quello di migliorare l’accesso ai vaccini nuovi e sottoutilizzati, in particolare per prevenire la polmonite e la diarrea, due delle maggiori cause di mortalità infantile sotto i cinque anni, che sono state introdotte, rispettivamente, in 103 e 52 paesi; tutti gli altri cinque obiettivi per il 2015- aumentare la copertura dei vaccini contro difterite, tetano e pertosse (Dtp 3), porre fine alla trasmissione della poliomielite, sconfiggere il tetano materno e neonatale, debellare il morbillo in quattro regioni del mondo e la rosolia in due regioni, non saranno raggiunti- spiega Bustreo- <strong>Alcuni paesi come l’Etiopia, l’Indonesia e la Nigeria hanno compiuto notevoli progressi</strong> e hanno tutti una maggiore copertura Dtp3, la Nigeria è riuscita a sconfiggere la poliomelite, Cina e India si sono concentrate sul tetano materno e neonatale. Ma milioni di bambini continuano a rischiare la vita perché non sempre ci sono a disposizione le vaccinazioni di cui hanno bisogno”.</p>
<p>Per l’Oms, “fermare tutto questo è possibile attraverso il rafforzamento di sistemi e servizi sanitari, facendo arrivare i vaccini ai centri di salute per far sì che i bambini li ottengano; ciò significa integrare l’immunizzazione con altri servizi sanitari come l’assistenza post-natale per le madri e i loro figli e assicurarsi, ad esempio, che le donne sappiano quanto siano importanti i vaccini<strong> per mantenere i loro bambini vivi e in buona salute</strong>, e che li possano ottenere”.</p>
<p>Inoltre, “assicurarsi che i sistemi sanitari siano sufficientemente forti per seguire le vaccinazioni dei bambini anche in caso di conflitti, disastri naturali e epidemie, escogitando modi sia per migliorarne l’accessibilità che per mantenere i prezzi verso il basso, e migliorando la capacità dei paesi di sostenere il costo delle vaccinazioni riducendolo sulla spesa dei singoli individui, <strong>una vera sfida per i paesi a medio reddito</strong>, che spesso ricevono meno assistenza dai donatori internazionali”.</p>
<p>Ancora, “un passo avanti importante per la salute delle donne si sta compiendo verso l’immunizzazione contro <strong>il papilloma virus</strong> che sta dimostrando la sua efficacia nel prevenire il cancro al collo dell’utero e un nuovo vaccino recentemente scoperto, ora all’ultimo stadio della sperimentazione clinica, potrebbe svolgere un ruolo chiave nel prevenire una futura epidemia di Ebola; questo è potuto accadere grazie all’impegno profuso dai ricercatori che lavorano duramente per sviluppare nuovi vaccini sempre più efficaci, dai governi che destinano risorse affinché ai bambini dei loro paesi siano garantite le vaccinazioni di cui hanno bisogno, dalle organizzazioni nazionali e internazionali che lavorano per ottenere aiuti salva vita per i bambini che vivono in paesi a basso reddito o a rischio a causa di conflitti, disastri naturali, e altre crisi e grazie anche all’impegno politico e finanziario di alto livello”.</p>
<p>Per questo, con la Settimana mondiale dell’Immunizzazione, la divisione dell’Organizzazione mondiale per la Sanità per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini <strong>“esorta tutti coloro che possono farlo, ad adottare misure per superare il gap sulla vaccinazione ancor oggi esistente”.</strong></p>
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		<title>Nasce la Fondazione Voa voa per la liberà di cura/video</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 08:13:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ nato ieri a Firenze il comitato promotore della Fondazione “Voa voa” che nasce dalle battaglie dei tanti genitori e cittadini che chiedono l’uso di cellule staminali  per la cura delle malattie rare dei loro figli. Come la storia della piccola Sofia, da cui viene il “voa voa” (per dire “vola vola”) che la bambina riusciva a pronunciare prima di ammalarsi. “Voa voa” è anche il nome del libro di Caterina Ceccutti dedicato alla sua bimba, Sofia, 3 anni e mezzo, divenuta il simbolo della battaglia per l&#8217;accesso alle cure compassionevoli da parte di persone affette da malattie rare. Intorno a questo libro e a questa testimonianza è nato ieri a Firenze il comitato promotore la Fondazione “Voa voa”. Tra  gli altri anche Gina Lollobrigida che, componente e fondatrice del comitato, ha messo a disposizione del Comitato parte del ricavato dell&#8217;asta dei suoi gioielli.</p>
<p>Sofia, è affetta da leucodistrofia metacromatica, rara malattia degenerativa che porta a progressiva paralisi e cecità. Dopo dure battaglie dei genitori e di parte della società civile, alla bambina il giudice di Livorno ha concesso di potersi curare con il metodo Stamina. La Fondazione “voa voa” sostiene la ricerca di cure per le malattie rare. Prima beneficiaria sarà la Fondazione Stamina che si occupa delle cure compassionevoli presso gli Spedali Civili di Brescia.</p>
<p>Domenica prossima Michel Fabrizio, il campione di superbike correrà ad Imola con uno dei caschi «Forza Sofia» da lui disegnati e a favore della raccolta fondi per la nuova fondazione. A questo proposito, tre caschi dedicati a Sofia saranno messi all&#8217;asta a partire dalle 12 di martedì 2 luglio fino alle 12 di lunedì 8 luglio.</p>
<p>Guarda anche il video sul comitato promotore della Fondazione &#8220;Voa voa&#8221; <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Fondazione_Voa_voa_libert_di_cura_per_Sofia_e_altri_bambini/1567">qui</a>.</p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Simona Atzori, ballerina nata senza braccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 08:09:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E’ nata così senza braccia da due genitori che l’hanno accolta senza tragedia ma con amore e positività. Solo l’amore e l’accettazione rendono la vita di Simona Atzori, questo il suo nome, in modo straordinariamente normale. Con le “mani in basso” e con le braccia dei genitori viene la voglia di trovare un posto in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ nata così senza braccia da due genitori che l’hanno accolta senza <em>tragedia</em> ma con amore e positività. Solo l’amore e l’accettazione rendono la vita di Simona Atzori, questo il suo nome, in modo straordinariamente <em>normale</em>. Con le “mani in basso” e con le braccia dei genitori viene la voglia di trovare un posto in questo mondo, queste sono le parole di Simona, ballerina, pittrice e scrittrice milanese, in un articolo di Corriere della Sera.<br />
E’ diventata una pittrice e una danzatrice anche grazie alla tenacia della madre perché ha sempre creduto in lei e nelle sue potenzialità, madre che purtroppo l’ha lasciata andando nel cielo il 24 dicembre 2012. Due braccia in meno che la fanno sentire sola e che però le hanno dato un grande insegnamento: <em>mai darsi per vinti nella Vita.</em></p>
<p style="text-align: right;">
Roberta Masci</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/16/simona-atzori-ballerina-nata-senza-braccia/">Simona Atzori, ballerina nata senza braccia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Bambino di 4 anni lasciato solo per 8 ore, genitori in manette</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 09:22:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando i Carabinieri del N.O.R.M. della Compagnia di Castel Gandolfo sono intervenuti intorno alla mezzanotte nell’abitazione di via Tor Paluzzi, località Cecchina, hanno trovato il piccolo di 4 anni in lacrime e spaventato. A lanciare l’allarme è stato un vicino preoccupato dagli incessanti singhiozzi del bambino che provenivano dalla casa dove da qualche giorno si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando i Carabinieri del N.O.R.M. della Compagnia di Castel Gandolfo sono intervenuti intorno alla mezzanotte nell’abitazione di via Tor Paluzzi, località Cecchina, hanno trovato il piccolo di 4 anni in lacrime e spaventato. A lanciare l’allarme è stato un vicino preoccupato dagli incessanti singhiozzi del bambino che provenivano dalla casa dove da qualche giorno si era stabilita la coppia di cittadini romeni, un uomo di 22 anni ed una donna di 18 anni madre del bambino. Gli accertamenti dei militari permettevano di accertare che i due si erano allontanati da casa fin dalle 16,00 non curandosi minimamente delle esigenze del bimbo, lasciandolo incustodito e senza cibo. Quando i Carabinieri li hanno finalmente rintracciati i due hanno tentato invano di giustificarsi riferendo di essersi momentaneamente allontananti per andare a comprare il pane e sono stati arrestati per abbandono di minore. Il bambino è stato temporaneamente affidato ad una vicina di casa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/20/bambino-di-4-anni-lasciato-solo-per-8-ore-genitori-in-manette/">Bambino di 4 anni lasciato solo per 8 ore, genitori in manette</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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