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	<title>genocidio Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Shoah, R. Noury (Amnesty International): &#8220;Noi accusati di antisemitismo per uso parola genocidio a Gaza. Shoah evento irripetibile, ma oggi è diventato scontro da stadio&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/01/28/shoah-r-noury-amnesty-international-noi-accusati-di-antisemitismo-per-uso-parola-genocidio-a-gaza-shoah-evento-irripetibile-ma-oggi-e-diventato-scontro-da-stadio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 16:06:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dovremmo partire a mio avviso dal fatto che l&#8217;antisemitismo è prima di tutto una violazione dei diritti umani, perciò tutti dovrebbero impegnarsi nel combatterlo oltre che nel condannarlo. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/28/shoah-r-noury-amnesty-international-noi-accusati-di-antisemitismo-per-uso-parola-genocidio-a-gaza-shoah-evento-irripetibile-ma-oggi-e-diventato-scontro-da-stadio/">Shoah, R. Noury (Amnesty International): &#8220;Noi accusati di antisemitismo per uso parola genocidio a Gaza. Shoah evento irripetibile, ma oggi è diventato scontro da stadio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dovremmo partire a mio avviso dal fatto che l&#8217;antisemitismo è prima di tutto una violazione dei diritti umani, perciò tutti dovrebbero impegnarsi nel combatterlo oltre che nel condannarlo.  Questo però non può accadere quando una parte accusa l&#8217;altra di essere antisemita, e purtroppo è proprio ciò che successo.  Questa è stata l&#8217;accusa rivolta a Amnesty international e altre organizzazioni a noi vicine, tacciate ignobilmente di antisemitismo tramite il video comparso sul palazzo della FAO&#8221;. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio Cusano il portavoce di Amesty International Riccardo Noury intervenuto nel corso della trasmissione &#8216;5 Notizie&#8217;, condotta da Gianluca Fabi, in merito alle immagini che accusavano la sua organizzazione di antisemitismo per la vicinanza alle vittime di Gaza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ha proseguito &#8220;noi siamo stati accusati di ipocrisia perché un mese fa circa ci siamo permessi di pubblicare un rapporto che afferma, senza confronti storici, come la campagna condotta da Israele a Gaza sia a tutti gli effetti un genocidio. Ci è stato rimproverato il fatto di usare questo termine- spiega Noury- che secondo alcuni dovrebbe essere appannaggio esclusivo della Shoah&#8221;. In merito al perché Amnesty abbia usato proprio quel termine afferma &#8220;usare la parola genocidio, secondo la convenzione sul genocidio del 48&#8242;, non significa banalizzare lo sterminio degli ebrei come si è detto, piuttosto dire che quello che ciò che accade a Gaza è grave e tutti i Paesi, Israele incluso, dovrebbero prestare più attenzione alle disposizioni contro il genocidio. In altre occasioni simili non si è detto che il termine banalizzava la Shoah-continua-la parola genocidio è soggetta a molte interpretazioni perché purtroppo si ripete spesso. Il diritto internazionale ha già stabilito le casistiche per cui si deve usare questa parola, non c&#8217;è rischio di banalizzarla. Per chi ha subito un genocidio ci dev&#8217;essere il diritto che venga riconosciuto: non si può e non si deve stilare una classifica delle violazioni del diritto internazionale&#8221; . </p>



<p class="wp-block-paragraph">Noury termina il suo intervento con una riflessione sulla giornata della Memoria: &#8220;la Shoah è e sarà sempre un fatto irripetibile nella storia a cui va portato rispetto ed è giusto che ci sia una giornata dedicata. Quello che dispiace è che una giornata che doveva essere di riflessione, sia diventata oggetto di uno scontro da stadio&#8221; ha concluso Riccardo Noury.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/01/28/shoah-r-noury-amnesty-international-noi-accusati-di-antisemitismo-per-uso-parola-genocidio-a-gaza-shoah-evento-irripetibile-ma-oggi-e-diventato-scontro-da-stadio/">Shoah, R. Noury (Amnesty International): &#8220;Noi accusati di antisemitismo per uso parola genocidio a Gaza. Shoah evento irripetibile, ma oggi è diventato scontro da stadio&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Los Angeles sostituirà il Columbus Day con l’Indigenous Peoples Day</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/los-angeles-sostituira-il-columbus-day-con-lindigenous-peoples-day/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 05:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Columbus Day]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Indigenous Peoples Day]]></category>
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		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio Comunale di Los Angeles City ha deciso di eliminare il Columbus Day dal calendario delle celebrazioni cittadine e di sostituirlo con una giornata di vacanza dedicata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/los-angeles-sostituira-il-columbus-day-con-lindigenous-peoples-day/">Los Angeles sostituirà il Columbus Day con l’Indigenous Peoples Day</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio Comunale di Los Angeles City ha deciso di eliminare il<strong> Columbus Da</strong>y dal calendario delle celebrazioni cittadine e di sostituirlo con una giornata di vacanza dedicata ai popoli indigeni, riconoscendo il genocidio avvenuto con la colonizzazione europea delle Americhe.</p>
<p>Con questo voto quasi unanime (14 consiglieri favorevoli e 1 contrario), il secondo lunedì di ottobre commemorerà i “popoli indigeni, aborigeni e nativi”. <strong>Cristoforo Colombo è stato a lungo criticato per aver massacrato e ridotto in schiavitù il popolo indigeno degli Arawak e per aver aperto le Americhe alla colonizzazione europea.</strong></p>
<p>Diverse altre città americane — tra cui Seattle, Portland, Albuquerque, San Fernando e Denver — hanno già sostituito il Columbus Day con l’<strong>Indigenous Peoples Day</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/03/los-angeles-sostituira-il-columbus-day-con-lindigenous-peoples-day/">Los Angeles sostituirà il Columbus Day con l’Indigenous Peoples Day</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Olimpiadi, i Guarani rischiano il genocidio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/08/05/95814/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 12:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[Guarani]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla vigilia delle Olimpiadi, i Guarani del Brasile mandano un messaggio deciso agli allevatori violenti che stanno distruggendo la loro terra e li sottopongono a violenza genocida e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/05/95814/">Olimpiadi, i Guarani rischiano il genocidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_ym19_1_1470316960265_43880">Alla vigilia delle <strong>Olimpiadi</strong>, i<strong> Guarani del Brasile</strong> mandano un messaggio deciso agli allevatori violenti che stanno distruggendo la loro terra e li sottopongono a violenza genocida e razzismo.</p>
<p>Il messaggio segue un’ondata di sfratti e attacchi violenti, e la morte di un bambino di sette mesi avvenuta nella comunità di Apy Ka’y a luglio.</p>
<p>“Siete degli assassini e continuate ad attaccare la nostra tekohá [terra ancestrale]. Ma noi non cederemo, lotteremo per le terre che ci sono state rubate” ha affermato l’organizzazione dei Guarani del Brasile, Aty Guasu. “Ogni volta che ucciderete uno di noi, la nostra lotta diventerà più determinata. Ogni volta che ci sparerete, avanzeremo di un passo. E per ogni nuova tomba, rioccuperemo più terra. Ve lo garantiamo.”</p>
<p>Aty Guasu ha anche realizzato un video che raccoglie filmati e immagini di alcuni dei più recenti episodi di violenza sferrati contro i Guarani.</p>
<p>Molti Guarani sono costretti a vivere ai margini delle strade e vengono attaccati dai sicari o sfrattati con la forza se tentano di rioccupare la terra ancestrale. I bambini guarani soffrono la fame e molti dei loro leader sono stati assassinati. Centinaia di uomini, donne e bambini si sono tolti la vita, e il gruppo dei Guarani Kaiowá soffre del tasso di suicidi più alto al mondo.</p>
<p>A luglio, quasi 100 funzionari di polizia brasiliani pesantemente armati hanno sfrattato dalla loro terra alcune famiglie guarani. Le loro case sono state demolite e la comunità è stata costretta a tornare a vivere in accampamenti di fortuna ai margini della strada; successivamente un bambino di sette mesi è morto di freddo e malnutrizione.</p>
<p>Nel corso del 2016, molte altre comunità guarani sono state attaccate dai sicari al soldo degli allevatori. In un attacco alla comunità di Tey’i Jusu un uomo guarani è morto e diversi altri – tra cui un ragazzino di dodici anni – sono stati ricoverati in ospedale.</p>
<p>“Quest’anno il Brasile ospiterà i Giochi Olimpici, il governo sarà sotto gli occhi del mondo intero e sta cercando di nascondere la realtà che viviamo noi popoli indigeni… Noi Guarani veniamo attaccati, i nostri leader vengono uccisi… e la nostra terra non viene demarcata. Ma questi Giochi Olimpici non mostreranno nulla di tutto ciò” ha detto il leader Eliseu Guarani in un video registrato grazie al progetto di Survival, Tribal Voice. “Persone di tutto il mondo guarderanno questi giochi e faranno il tifo… e faranno il tifo anche per la nostra sofferenza.”</p>
<p>Ad aprile, in vista delle Olimpiadi di Rio 2016, Survival International ha lanciato la campagna ‘Fermiamo il genocidio in Brasile’ per attirare l’attenzione sulla situazione che vivono tribù come i Guarani. Le loro terre, le loro risorse e la loro forza lavoro vengono derubati nel nome del “progresso” e della “civilizzazione”.</p>
<p>Il 31 luglio alcuni sostenitori di Survival hanno protestato davanti all’Ambasciata brasiliana a Londra.</p>
<p>La campagna chiede al governo brasiliano di rispettare la legge proteggendo i Guarani, demarcando la loro terra, perseguendo gli assassini e fornendo cibo alle comunità affamate fino a quando non riotterranno la loro terra ancestrale. La campagna richiama l’attenzione anche sulle tribù incontattate del Brasile – i popoli più vulnerabili del pianeta – e sul <a href="http://survival-international.us1.list-manage1.com/track/click?u=b14580b05b832fb959c4ee444&amp;id=d602b33f74&amp;e=012de0324d" target="_blank" rel="nofollow"><span class="yiv0002244266caps">PEC</span> 215</a>, una proposta di emendamento costituzionale che indebolirebbe i diritti territoriali dei popoli indigeni e porterebbe alla frammentazione e allo sfruttamento dei territori indigeni già esistenti.</p>
<p>“Mentre i media sono distratti dai Giochi Olimpici, in Brasile è in atto una crisi umanitaria urgente e terribile. La situazione dei Guarani non è un’anomalia, è la continuazione di un secolare processo di furti di terre, violenza genocida, schiavitù e razzismo” ha dichiarato Stephen Corry, Direttore generale di Survival International. “Molti indigeni stanno morendo e vengono uccisi, in tutto il paese vengono sterminate intere tribù. È difficile esagerare la gravità di questa crisi che terminerà solo quando i popoli indigeni saranno rispettati come società contemporanee e i loro diritti umani tutelati. Il Brasile deve agire adesso, prima che siano distrutte altre tribù.”</p>
<p id="yui_3_16_0_ym19_1_1470316960265_43897"><em>Per leggere la storia online: <a href="http://survival-international.us1.list-manage2.com/track/click?u=b14580b05b832fb959c4ee444&amp;id=a2258d1d4a&amp;e=012de0324d" target="_blank" rel="nofollow">http://www.survival.it/notizie/11376</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/08/05/95814/">Olimpiadi, i Guarani rischiano il genocidio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Foibe: &#8220;Genocidio etnico e politico&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 13:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giorno del ricordo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un genocidio etnico e politico. Cosi&#8217; parla delle vittime delle foibe Marino Micich, direttore del Museo Archivio Storico di Fiume che si trova a Roma, nel quartiere giuliano-dalmata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/09/89955/">Foibe: &#8220;Genocidio etnico e politico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un genocidio etnico e politico. Cosi&#8217; parla delle vittime delle foibe<strong> Marino Micich, direttore del Museo Archivio Storico di Fiume</strong> che si trova a Roma, nel quartiere giuliano-dalmata nei pressi dell&#8217;Eur, intervistato dall&#8217;Agi alla vigilia del <strong>Giorno del Ricordo</strong>, istituito con legge il 30 marzo del 2004 per conservare la memoria dell&#8217;esodo degli italiani istriani, fiumani e dalmati e delle foibe, e che ricorre domani. Una tragedia che si e&#8217; consumata nel secondo dopoguerra quando quelle terre abitate da italiani e italiane, divennero Jugoslavia.</p>
<p>Per le popolazioni italiane fu l&#8217;inizio della fine: furono costrette a scegliere adeguandosi al regime Jugoslavo o andare via, lasciando sul posto tutto quello che avevano. Coloro che in qualche modo tentavano di opporsi pagavano con la vita e nel modo piu&#8217; atroce: finivano nelle foibe, cavita&#8217; naturali profonde centinaia di metri. Costoro erano considerati nemici, cospiratori. Ma nelle foibe fini&#8217; tanta gente comune in segno di ammonimento, di dimostrazione di forza. La data del 10 febbraio e&#8217; il giorno in cui fu firmato il trattato di pace che asegnava alla Jugoslavia l&#8217;Istria e la maggior parte della Venezia Giulia. &#8220;Quando parliamo di esodo giuliano-dalmata, parliamo di un evento epocale che ha coinvolto, durante e dopo la seconda guerra mondiale, oltre 300.000 italiani delle terre istriane, fiumane e dalmate -racconta Micich all&#8217;Agi-. Queste terre furono occupate militarmente nei primi giorni del maggio 1945 dalle truppe partigiane jugoslave alleate degli anglo-americani. Gli jugoslavi volevano in pratica, sulla base dell&#8217;esistenza di una minoranza slava, impossessarsi di tutta la Venezia Giulia, comprese Trieste e Gorizia. L&#8217;Italia era un paese sconfitto e in piu&#8217; doveva scontare le mosse sbagliate del regime fascista durante la guerra&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le popolazioni civili italiane, presenti da secoli su quei territori &#8211; prosegue Micich &#8211; si trovarono infine dalla parte perdente e quindi a dover pagare il tributo imposto dal governo comunista jugoslavo al governo italiano. L&#8217;acquisizione di tali terre furono una sorta di &#8216;bottino di guerra&#8217;. A conflitto finito l&#8217;esercizio di una politica persecutoria e antidemocratica da parte jugoslava nei confronti dell&#8217;etnia italiana, spinse quest&#8217;ultima ad abbandonare case ed averi per rimanere libera e italiana&#8221;. Ma quando si parla di esodo giuliano-dalmata, la memoria corre subito alle foibe che, spiega ancora Micich &#8220;sono voragini, profonde anche 200 metri, presenti comunemente in quasi tutto il territorio carsico dell&#8217;Istria e dei dintorni di Trieste. Tali &#8216;inghiottitoi naturali&#8217; furono usati dai reparti speciali delle forze partigiane jugoslave per eliminare i &#8216;nemici del popolo&#8217; o presunti tali. Le morti per infoibamento erano vere e proprie esecuzioni di massa che videro morire in quel modo almeno 6.000-7.000 nostri connazionali mentre altri 6.000 scomparvero in mare o nei campi di concentramento jugoslavo. In totale i morti delle epurazioni jugoslave raggiunsero almeno la cifra di 12.000 persone. Questo numero, molto considerevole, venne portato sui tavoli della conferenza di Pace di Parigi dal Comitato Antifascista di Liberazione Nazionale Giuliano, quindi una cifra molto attendibile&#8221;. Si puo&#8217; quindi parlare di genocidio&#8230;</p>
<p>&#8220;Le foibe &#8211; sottolinea il direttore del Museo Archivio di Fiume &#8211; furono senz&#8217;altro un crimine contro l&#8217;umanita&#8217;, ma le ragioni non erano solo di ordine etnico ma anche politico e ideologico. Gli italiani vennero eliminati nelle foibe e costretti in pratica all&#8217;esodo piu&#8217; che altro per lasciare al gruppo slavo (sloveno e croato), ormai dominante, il possesso di quelle terre. L&#8217;avvento del regime nazional-comunista jugoslavo, per le sue peculiarita&#8217; ditattoriali, costrinse pure all&#8217;esodo molti italiani ma non per motivi puramente razziali ma anche di classe. Le fabbriche vennero requisite e cosi&#8217; ogni tipo di attivita&#8217; economica e commerciale passava dal proprietario (spesso italiano) nelle mani del regime comunista slavo. Prendere o lasciare&#8230;.&#8221;</p>
<p>Gia&#8217;, prendere o lasciare, e per &#8220;convincere&#8221; gli italiani, si usarano diversi metodi comprese azioni dimostrative terribili come la strage di Vergarolla: &#8220;A Vergarolla &#8211; spiega ancora Micich &#8211; agenti della polizia segreta jugoslava innescarono delle mine il 18 agosto del 1946. La citta&#8217; istriana era sotto controllo degli angloamericani e il suo destino politico doveva ancora essere deciso alla Conferenza di pace di Parigi. Le responsabilita&#8217; dell&#8217;esplosione e perfino il numero delle vittime sono fonte di dibattito tra gli storici. Le autorita&#8217; britanniche stabilirono che &#8216;gli ordigni furono deliberatamente fatti esplodere da persona o persone sconosciute&#8217;. Le vittime furono almeno 87. In pratica, questo attentato alimento&#8217; ulteriormente la scelta dell&#8217;abbandono da parte degli italiani che piu&#8217; passava il tempo e meno si sentivano tutelati&#8221;.</p>
<p>Chiudere la porta di casa lasciando tutto dentro ed andare via&#8230; La famiglia di Marino Micich proveniva da Zara, (Dalmazia): &#8220;i miei erano originari di li&#8217; &#8211; racconta &#8211; ed hanno cercato di rimanere sulla propria quella terra per qualche anno, ma alla fine provando i rigori del regime preferirono tentare la via dell&#8217;esodo seppur a malincuore. Io sono nato nelcampo di accoglienza del VIllaggio Operaio dell&#8217;EUR nel 1960 e per i primi anni della mia vita ho vissuto da piccolo figlio di profughi. Poi dal 1968 le cose sono andate meglio. L&#8217;accoglienza in genere non era stata delle migliori, ma i miei genitori essendo partiti dopo il 1954, perche&#8217; prima il governo jugoslavo non aveva dato ai miei il permesso per giungere in Italia, se la cavarono un po&#8217; meglio . Tuttavia le condizioni dei campi profughi, ricorda sempre mia madre, erano molto dure e difficili da sopportare. Quello che faceva male era anche la diffidenza di certi italiani insensibili e mal disposti. Forse sottoposti e influenzati dalla propaganda poltica. Se ci siamo sentiti abbandonati dalle istituzioni? Abbandonati lo furono, per molti versi, quelle masse di profughi che lasciavano le proprie terre dal 1945 al 1948, dopodiche&#8217; con l&#8217;istituzione dell&#8217;ente Opera Profughi Giuliani e Dalmati avvenuta nel 1949, l&#8217;accoglienza miglioro&#8217; e l&#8217;aiuto, seppur insufficente, si faceva comunque sentire. Non dimentichiamno che era un&#8217;Italia uscita dalla guerra malconcia e in fase di ricostruzione&#8221;.</p>
<p>Dalla fine degli anni &#8217;90, di foibe si e&#8217; iniziato a parlare anche a scuola, mentre prima, di questa tragedia si studiavano solo accenni: &#8221; E&#8217; vero &#8211; aggiunge &#8211; negli anni 80/90 e sicuramente, prima non si e&#8217; fatto per motivi politici, paura e opportunita&#8217;. Ma le tragedie non hanno colore. La tragedia delle foibe e dell&#8217;esodo dei giuliano-dalmati dovrebbe essere affrontata come una delle varie pagine di storia nazionale italiana. Purtroppo fino all&#8217;istituzione della Legge 92/2004 del Giorno del Ricordo parlare di questa storia era quasi impossibile sia nelle accademie sia nelle scuole. Tale storia e&#8217; passata come una vicenda che in qualche modo apparteneva al passato fascista ed emanava anche un cono d&#8217;ombra nei confronti del Partito Comunista italiano corresponsabile dei soprusi jugoslavi contro l&#8217;etnia italiana. Questo e&#8217; uno dei motivi della rimozione. Da qualche anno pero&#8217; il Ministero dell&#8217;Istruzione organizza con la Federazione degli Esuli dei seminari e corsi per docenti sulla storia deinostri confini orientali. Io sono stato il primo referente del Comune di Roma per i viaggi alla Foba di Basovizza e in Istria iniziati sotto la giunta Alemanno&#8221;. E la memoria oggi, ha un ruolo fondamentale, &#8221; e&#8217; il cammino della civilta&#8217; di un popolo e quindi va coltivata insieme ai progetti per il futuro. Tuttavia se non si conosce la propria storia, anche quella piu&#8217; dolorosa non si possiedono poi le basi per confrontarsi sui temi sociali e civili che animano oggi il nostro Paese o l&#8217;Europa in genere. In questo caso anche lo studio dell&#8217;esodo italiano del secondo dopoguerra puo&#8217; far comprendere meglio quelli che sono i nuovi esodi e migrazioni dovute ultimamente alle guerre in Medio Oriente&#8221;.</p>
<p>Tornare? &#8220;Io sto bene a Roma dove vivo e lavoro. Torno a Fiume o a Zara quando voglio e posso. Da anni ormai con le frontiere europeee aperte e la fine del comunismo in Jugoslavia avvenuta sin dal 1991 ci e&#8217; possibile partecipare a incontri e convegni persino nell&#8217;odierna Croazia. Naturalmente nei circoli culturali piu&#8217; aperti e tolleranti di quel Paese.Una settimana fa l&#8217;Archivio Museo di Fiume e&#8217; stato visitato addirittura dall&#8217;Ambasciatore croato a Roma. Si e&#8217; trattato di una sorta di riconoscimento del popolo fiumano da parte croata. La cosa strana e che mai nessun esponente della Sinistra italiana, non mi riferisco al Partto Democratico ma ai partiti piu&#8217; a sinistra, sia mai venuto a trovarci&#8221;</p>
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