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	<title>gestione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>L&#8217;Aquila, l&#8217;opposizione: Comune ha gonfiato costi manutenzione CASE e MAP/video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 12:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il problema del post terremoto all’Aquila non riguarda solo la ricostruzione, ma anche i cosiddetti “manufatti temporanei”, che dopo quattro anni dalla loro realizzazione hanno bisogno di manutenzione.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/20/laquila-lopposizione-comune-ha-gonfiato-costi-manutenzione-case-e-map/">L&#8217;Aquila, l&#8217;opposizione: Comune ha gonfiato costi manutenzione CASE e MAP/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema del post terremoto all’Aquila non riguarda solo la ricostruzione, ma anche i cosiddetti “manufatti temporanei”, che dopo quattro anni dalla loro realizzazione hanno bisogno di manutenzione. Chi pagherà per la gestione e la manutenzione del Progetto CASE e dei MAP nei prossimi anni? Se lo chiedono con preoccupazione non solo gli abitanti di quelli che sono ancora oggi considerati manufatti “temporanei”, ma anche tutta la collettività che potrebbe essere chiamata a pagare cifre esorbitanti. Lo ha spiegato in conferenza stampa questa mattina, una parte dell’opposizione in Consiglio comunale, che si prepara a bloccare e chiedere il ritiro della<br />
Delibera sui costi del progetto CASE e MAP, domani in consiglio comunale. Un’opposizione variegata che, con De Matteis e Imprudente per L’Aquila città Aperta, Piccinini per Gruppo Misto, Ferella per Tutti per L’Aquila  e Verini per Futuro e Libertà, ha denunciato che nella Delibera i costi  sui manufatti del post terremoto sono stati gonfiati.</p>
<p>Nella scheda di previsione, contenuta nella Delibera, si quantifica un costo annuo medio di 8 milioni di euro per gli anni che vanno dal 2014 al 2017, e “non come aveva detto recentemente l’Assessore Alfredo Moroni 10 euro al mese che porterebbe la spesa annua a un milione di euro”, ha spiegato Ferella. Il che significa – ha aggiunto il consigliere Verini –una spesa annua di “700-800 mila euro a famiglia e 50 mila euro annui di manutenzione per ogni piastra del progetto CASE”.</p>
<p>In particolare sono previste perdite per morosità pari a 5milioni e 200 mila euro per tutti e quattro gli anni, una media di 30 mila euro l’anno per partecipazione a convegni, un milione e 700 mila euro all’anno per costi di personale e 130 mila euro annui riportati nella voce “costi di governo societario”.</p>
<p>L’elaborazione dei numeri presenti sulla delibera è stata realizzata da una società, la SCS Consulting, con sede a Reggio Emilia, che agisce da advisor per conto del Comune dell’Aquila. Una gestione del problema pubblico-privata che non piace all’opposizione.</p>
<p>Giorgio De Matteis mette in dubbio non solo la possibilità che una previsione così costosa possa essere reale e necessaria, ma anche la presenza nelle casse del Comune del 150 mila euro stanziati per la ricostruzione del 2013, dopo le battaglie romane della maggioranza del Pd, e anche l’esistenza del miliardo e 200 mila euro. Per De Matteis “il miliardo famoso non c’è” e Cialente ad ottobre “riproporrà questi soldi come quelli che aveva annunciato per l’autunno”, ha concluso.</p>
<p>Guarda anche il video sui costi gonfiati nella delibera <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/LAquila_i_costi_manutenzione_gonfiati_di_CASE_e_MAP/1531">qui</a></p>
<p style="text-align: right;">Lisa D&#8217;Ignazio</p>
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		<title>Acqua, consumi e perdite. Nuove idee per una gestione sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2012 08:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[argini]]></category>
		<category><![CDATA[gestione]]></category>
		<category><![CDATA[opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La politica delle acque non può essere solo un elenco di opere (acquedotti, fognature, depuratori, argini). Legambiente ha da sempre sostenuto che la gestione dell’acqua come bene comune&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/23/acqua-consumi-e-perdite-nuove-idee-per-una-gestione-sostenibile/">Acqua, consumi e perdite. Nuove idee per una gestione sostenibile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La politica delle acque non può essere solo un elenco di opere (acquedotti, fognature, depuratori, argini). Legambiente ha da sempre sostenuto che la gestione dell’acqua come bene comune deve essere visto a 360 gradi, senza tralasciare anche gli altri usi e utilizzatori della risorsa idrica: da quello industriale al settore agricolo, alla tutela del suolo, all’irrazionale  sviluppo urbanistico.</p>
<p><strong> </strong><strong>Secondo i dati Istat le maggiori dispersioni in Italia sono Puglia, Sardegna, Molise e Abruzzo. Per garantire l’erogazione di 100 litri di acqua, ne occorrono circa 80 in più.</strong></p>
<p>Ecco il quadro dei consumi idrici per abitante e di dispersione in rete, nei capoluoghi di provincia abruzzesi:<strong> </strong></p>
<p><strong>L’Aquila        consumo 147 l/ab giorno   dispersione nella rete 50%<br />
</strong><strong>Chieti            consumo 205 l/ab giorno   dispersione nella rete 41%<br />
</strong><strong>Pescara          consumo 185 l/ab giorno   dispersione nella rete 55%<br />
</strong><strong>Teramo          consumo 156 l/ab giorno   dispersione nella rete 29%</strong></p>
<p>In un periodo storico in cui i cambiamenti climatici sono una realtà, in cui sono aumentate le temperature medie, <strong>per combattere il rischio siccità diventa prioritario intensificare gli eventi estremi</strong>, ponendo nuovi ed urgenti problemi di salvaguardia del territorio, modificare i regimi pluviometrici a cui gli agricoltori erano ormai abituati. <strong>Per ottenere questo risultato è fondamentale da una parte attivare politiche di mitigazione delle cause dei cambiamenti climatici e dall’altra adattarsi agli effetti. </strong>L’Abruzzo si trova ora, alla fine dell’estate, in un momento decisivo per quanto riguarda la sfida della gestione della risorsa idrica e della sua tutela.</p>
<p>«Anche nel considerare il tema dell’acqua come bene comune – spiega Luzio Nelli, della segreteria di Legambiente – <strong>Si deve passare dalla “gestione della domanda” alla “pianificazione dell’offerta”</strong>: occorre superare l’approccio per cui prima si sommano le richieste idriche (agricole, industriali, civili) e poi si cerca disperatamente di soddisfarle: occorre invece partire dalla disponibilità idrica, bacino per bacino, per poi pianificare conseguentemente le attività».</p>
<p>La riduzione dei prelievi va promossa in tutti modi, compreso il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura, ma anche nei cicli industriali. «<strong>Occorre poi procedere</strong> – continua Luzio Nelli –<strong> ad un ripensamento più generale della pianificazione</strong>, che comprenda anche quella territoriale e urbanistica, per incidere ad esempio sul problema dell’artificializzazione e impermeabilizzazione dei suoli che fa confluire gran parte delle acque meteoriche in fognatura diluendo gli scarichi e sovraccaricando inutilmente i depuratori. <strong>In questa direzione occorre che la qualificazione del sistema idrico entri a pieno titolo nella ristrutturazione delle nostre città</strong>, a cominciare dai regolamenti edilizi, rendendo obbligatorio, per tutte le nuove costruzioni, la separazione tra le acque nere, che vanno in fognatura, e acque bianche e grigie da riciclare per usi domestici e civili non potabili. (dall’uso civile/domestico e industriale possono restituire fino al 90-95% dell’acqua usata).</p>
<p>Le scadenze dettate dalla direttiva quadro europea 2000/60 che impone a tutti i Paesi membri di mettere in campo politiche di risparmio e tutela della risorsa idrica sono ormai imminenti: siamo infatti obbligati a garantire un livello di qualità buono per i corpi idrici e le acque sotterranee entro il 2015. <strong>Un obiettivo raggiunto oggi solo per il 50%.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/23/acqua-consumi-e-perdite-nuove-idee-per-una-gestione-sostenibile/">Acqua, consumi e perdite. Nuove idee per una gestione sostenibile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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