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	<title>giffoni Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Nicolas Cage al Giffoni, &#8216;meglio di un Oscar&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 10:27:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Prendere un Oscar? E’ meno importante di essere qui a Giffoni. E non ho mai evaso le tasse”. Nicolas Cage è la leggenda del giorno al Giffoni Film Festival, il più importante Festival mondiale di cinema per ragazzi. Arriva con un look molto rock, stile “Cuore selvaggio”: jeans, maglietta e giacca blu delavee, rompe il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Prendere un Oscar? E’ meno importante di essere qui a Giffoni. E non ho mai evaso le tasse”. Nicolas Cage è la leggenda del giorno al Giffoni Film Festival, il più importante Festival mondiale di cinema per ragazzi. Arriva con un look molto rock, stile “Cuore selvaggio”: jeans, maglietta e giacca blu delavee, rompe il cerimoniale e si butta subito in mezzo ai ragazzi per salutarli e farsi fotografare. Poi si sottopone alle domande dei giornalisti, nessuna esclusa. Gli bastano cinque secondi per rispondere alle voci, rimbalzate dall’estero, di una sua presunta evasione fiscale. “Non ho mai evaso le tasse, altrimenti sarei in galera”, taglia corto. Qualcuno prova a farlo arrabbiare ricordandogli che, oltre all’Oscar del 1996 per “Via da Las Vegas”, nella sua carriera ha vinto anche il Razzy Awards, il premio per la peggiore interpretazione. “Per me i premi non contano molto, non li prendo troppo sul serio. Prendo sul serio altre cose, il Festival di Giffoni, per esempio, che vale più di un premio. Sono orgoglioso delle mie origini italiane, mi piace la cultura, il cibo, la mitologia dell’Italia. Ma sono innamorato dell’idea del Giffoni Film Festival, con ragazzi che arrivano da tutti i Paesi, una filosofia unica al mondo. Che ci insegna che siamo tutti un’unica cosa, siamo esseri umani con le stesse emozioni. Dobbiamo far sì che i ragazzi imparino ad amarsi gli uni gli altri prima che diventino adulti e si odino a vicenda”.</p>
<p>Sui progetti futuri è ancora indeciso. Sicuramente uscirà “The Frozen Ground”, in cui fa la parte di un poliziotto mentre John Cusack sarà un serial killer. ”Poi non so ancora se interpreterò la parte di Thomas Edison nel film su Nikola Tesla, mi piacerebbe fare tutti quei film di cui leggo sui giornali &#8211; dice &#8211; La verità è che non ho deciso, non ho progetti di produzione e regia, vorrei concentrarmi di nuovo sulla mia carriera di attore, vorrei tornare a fare un film indipendente, tornare alle origini”. Famosa è la sua passione per i fumetti: “Non ne colleziono più adesso – dice &#8211; lo facevo quando ero ragazzo, ne leggevo moltissimi. I personaggi dei fumetti sono modelli da seguire per i ragazzi”. In “The Family Man”, uno dei suoi film più famosi, interpretava un manager che sceglieva di tornare indietro nel tempo. “Cosa cambierei della mia vita se tornassi indietro? Questa domanda è un po’ una trappola – dice- Ho vissuto per 48 anni e non cambierei assolutamente nulla”. Il tema dell’edizione di quest’anno del Giffoni Film Festival è la felicità: ”Viaggiare, incontrare posti e poesie nuove mi rende felice”. Che consiglio darebbe ai ragazzi che vogliono fare cinema? “Direi che è un sogno e bisogna portarlo avanti anche se nella vita troveranno persone che diranno ‘no, non ne vale la pena’, persone che proveranno a buttare giù quel sogno, proveranno a vincere loro mettendoti in cattiva luce con brutti articoli su internet o con e-mail che vorranno farti del male. Ma l’arte migliora la vita delle persone. Riesce a combattere il crimine, di questo sono convinto, i ragazzi devono essere educati all’arte, se le persone sono arrabbiate l’arte li rasserenerà, li allontanerà dalle droghe e dalla violenza”. Ringrazia sua madre mentre all’ennesima domanda sul rapporto con lo zio, il regista Francis Ford Coppola, risponde sarcastico: “Sono felice per tutta la famiglia Coppola e penso &#8211; sottolineo penso &#8211; che loro siano felici per me anche se ho gli occhi azzurri e loro no”.</p>
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		<title>Il Boss si fa italiano a Giffoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 11:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[esposito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci inorgoglisce non poco sapere che il primo libro al mondo che si occupa del rapporto tra Bruce Springsteen e il cinema è di due italiani: &#8216;Il cinema secondo Springsteen&#8217; il titolo, presentato oggi al Giffoni Film Festival e curato da Diego Dal Pozzo e da Vincenzo Esposito, con dentro tutte le sfaccettature del rapporto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Ci inorgoglisce non poco sapere che il primo libro al mondo che si occupa del rapporto tra Bruce Springsteen e il cinema è di due italiani: &#8216;Il cinema secondo Springsteen&#8217; il titolo, presentato oggi al Giffoni Film Festival e curato da Diego Dal Pozzo e da Vincenzo Esposito, con dentro tutte le sfaccettature del rapporto tra “The Boss”, l&#8217;icona per eccellenza del rock americano contemporaneo, e il grande schermo.</p>
<p align="JUSTIFY">Nelle canzoni di Springsteen, dai dischi d&#8217;esordio popolati da personaggi fortemente apparentati con i fuorilegge protagonisti di b-movies, passando per la produzione della seconda meta&#8217; degli anni Settanta, ispirata invece al cinema classico dei maestri, agli eroi quotidiani tipici delle pellicole di John Ford, fino ai dischi della presa di coscienza politica, dello smascheramento del lato oscuro del sogno americano, da Reagan a Obama, delle cronache di una Paese raccontato dal punto di vista degli sconfitti e degli oppressi scaricati dalla societa&#8217;; vi un filo rosso che collega tutta la produzione degli ultimi trent&#8217;anni del rocker statunitense.</p>
<p align="JUSTIFY">Poi dalla seconda meta&#8217; degli anni Novanta al 2012, in cui Hollywood inizia a fare suo l&#8217;intero universo springsteeniano, divenuto ormai un mondo autonomo a se&#8217; stante.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel libro, oltre ai saggi dei due curatori, si aggiungono altri tre contributi, ancora nostrani: uno di Antonio Tricomi, sui videoclip; un altro di Fabio Maiello, sui testi delle canzoni del cantautore; e l&#8217;ultimo, ad opera di Corrado Morra, sull&#8217;evoluzione di Springsteen come icona visiva, a partire dalle immagini delle copertine dei suoi album.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli stessi curatori del libro, che due anni fa avevano scritto anche: &#8220;Rock Around the Screen&#8221; e nei primi mesi di questo anno, avevano curato la rassegna &#8220;Storie di cinema e musica pop&#8221;, con uno degli appuntamenti, &#8220;Wings for Wheels: The Making of Born to Run&#8221;, dedicato proprio a Sprinsteen; alla rock star americana e al suo rapporto col cinema, al Pan di Nespoli, avevano dedicato una rassegna di tre giorni a maggio scorso.</p>
<p align="JUSTIFY">La loro appassionata analisi parte dalla idea che sono spesso i ribelli senza causa del cinema americano degli anni Cinquanta e Sessanta a ispirare il rock di Bruce Springsteen. Senza dimenticare che il forte impatto di film come &#8220;Philadeplhia&#8221; o &#8220;The Wrestler&#8221; è dovuto anche alle colonne sonore che includono canzoni di Springsteen, che per &#8220;Philadelphia&#8221; ha anche vinto un Oscar.</p>
<p align="JUSTIFY">Forse, però, se proprio si vuol cercare un punto di riferimento nel rapporto tra il cinema e il rocker del New Jersey, occorre fare un passo indietro fino a &#8220;Furore&#8221; di John Ford, anno 1940, per capire come Tom Joad, l&#8217;anti-eroe di John Steinbeck alla ricerca di una &#8220;terra fertile&#8221; e ripagato con paghe da fame (a cui presta il volto Henry Fonda), abbia fortemente influenzato Springsteen, che ha basato proprio su questo film il suo album &#8220;The Ghost of Tom Joad&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Attualmente il 62enne rocker del New Jersey è di nuovo in vetta alle classifiche con l&#8217;album &#8220;Wreckin&#8217; Ball&#8221; e si è esibito da noi il 7 giugno a Milano, il 10 a Firenze, l&#8217;11 a Trieste, riscuotendo il solito, un enorme successo.</p>
<p align="JUSTIFY">Quanto alla 42° edizione del<strong> </strong><strong>Giffoni Film Festival</strong>, la manifestazione, leader di cinema per ragazzi diretta da Claudio Gubitosi, ha come tema la &#8220;Felicità&#8221;, con un ricco programma partito il 14 luglio e che si chiuderà il prossimo 24 a Giffoni Valle Piana, con, al solito, tantissimi ospiti: da <strong>Dianna Agron</strong>, star di &#8220;Glee&#8221;, a<strong> </strong><strong>Jessica Alba</strong>, da <strong>Patti Smith</strong> a <strong>Battiato</strong> a <strong>Pino Daniele</strong> e, ancora<strong>, </strong><strong> Leonardo Pieraccioni</strong><strong>, </strong><strong>Jean Reno</strong><strong> e </strong><strong>Nicolas Cage</strong><strong>.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Insomma, undici giorni di cinema, arte, cultura e tanta musica, grazie alla collaborazione del Neapolis Rock Festival, che stanno coinvolgendo non meno di 180mila persone, 30mila in più rispetto al 2011. A</p>
<p align="JUSTIFY">ccanto alle star di Hollywood non mancheranno i protagonisti del nostro cinema e della nostra tv: oltre a Pieraccioni, Anita Caprioli, Ale &amp; Franz, Luca Miniero, Filippo Nigro, Marco Giallini, Francesca Inaudi, Chiara Francini, Sonia Bergamasco, Claudio Gioe&#8217;, Mara Venier, Marco Bianchi e Carlo Conti.</p>
<p align="JUSTIFY">Comunque, vero protagonista del Festival, resta il cinema, con 168 opere in programma, fra cui 75 lungometraggi e 84 cortometraggi selezionati su 1800 produzioni in preselezione (in concorso e fuori concorso), serie tv e documentari.</p>
<p align="JUSTIFY">In apertura, dopo la presentazione della madrina Jessica Alba, più raggiante che mai, ha preso il via la prima di quattro serate dedicate a <strong>Francois Truffaut</strong>, un tributo particolare, a<strong> </strong><strong>80 anni</strong> dalla nascita del regista, con la proiezione del documentario<em> ”Le spectacle interieur”</em> di Vittorio Giacci e quella dei film <em>”Il ragazzo selvaggio”, ”I 400 colpi” </em>e<em> ”Gli anni in tasca”.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Come dicevamo, il 19 ci sarà Patti Smith, mentre il 2</em><strong>1 luglio</strong> l’ospite d’eccezione sarà <strong>Jean Reno</strong> e, il giorno dopo, ci sarà l’anteprima di “Glee”, con la bellissima <strong>Dianna Agron</strong><strong>.</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Serie televisiva di grande successo e teen musical evento della stagione televisiva italiana 2010, “Glee-Il film”, è il primo episodio della serie, un episodio pilota che esprime le grandi potenzialità dello show e che si dimostra molto attento a conquistare un pubblico più vasto possibile senza però perdere in freschezza e in capacità di rinnovare il genere, specie attraverso una messa in scena e una scrittura che lo distanzia dalle serie indirizzate al pubblico più giovane.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel film che vedremo a Giffoni, l&#8217;appeal è soprattutto riposta negli extra che partono con <em>un&#8217;anteprima non ufficiale del secondo episodio</em>, con un montaggio di quasi quindici minuti di alcuni momenti importanti del secondo episodio (incluso tutto l&#8217;incipit fino al termine dei titoli di testa) e rimane piuttosto ignoto dove sarebbe la non ufficialità.</p>
<p align="JUSTIFY">Il secondo contributo <em>Preparare Glee di Ryan Murphy</em> (in inglese il più pregnante Decostructing Glee)è un breve escursus dove viene raccontato il percorso pre-produttivo dello show, il lungo casting e la volontà di utilizzare volti poco noti e musiche di grande impatto.</p>
<p align="JUSTIFY">In <em>Scuola di ballo</em>, sono invece i protagonisti a raccontare i loro personaggi. Chiudono due audizioni: quella di Rachel che interpreta <em>On my own</em> e quella di Mercedes per <em>Respect</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">Tornando al festival, la chiusura sarà tutta (o quasi) nostrana, con, il <strong>23, </strong> <strong>Simona Izzo, Ricky Tognazzi e Filippo Nigri</strong> e, il <strong>24</strong>, <strong>Nina Zilli</strong>, la<strong> </strong><strong>Maratona </strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.luxgallery.it/tag/disney"><span style="color: #000000;">Disney</span></a></span> e l’incontro con <strong>Francesco Pannofino</strong> e <strong>Franco Battiato</strong><strong>, </strong>grande appassionato di cinema, che debutta in questa arte con il film scritto insieme a M. Sgalambro <em>PerdutoAmor</em> (2003), originale storia di formazione ambientata tra la Sicilia e Milano negli anni &#8217;50 e &#8217;60, con la quale vince il Nastro d&#8217;argento 2004 come miglior regista esordiente e nel 2005 dirige A. Jodorowsky nel ruolo di L. Van Beethoven nel molto controverso <em>Musikanten</em>.</p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/18/il-boss-si-fa-italiano-a-giffoni/">Il Boss si fa italiano a Giffoni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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