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	<title>Gimbe Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Covid GIMBE, contagi settimanali quasi raddoppiati</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 18:31:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo circa un mese di sostanziale stabilità del numero dei nuovi casi settimanali, da 3 settimane consecutive si rileva la progressiva ripresa della circolazione virale. Infatti, dalla settimana 2-8 novembre a quella 23-29 novembre il numero dei nuovi casi settimanali è aumentato da 26.855 a 52.175 (+94,3%), il tasso di positività dei tamponi dal 13,6% [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo circa un mese di sostanziale stabilità del numero dei nuovi casi settimanali, da 3 settimane consecutive si rileva la progressiva ripresa della circolazione virale. Infatti, dalla settimana 2-8 novembre a quella 23-29 novembre il numero dei nuovi casi settimanali è aumentato da 26.855 a 52.175 (+94,3%), il tasso di positività dei tamponi dal 13,6% al 18,8%, l&#8217;incidenza settimanale da 46 casi per 100 mila abitanti ha raggiunto 89 casi per 100 mila abitanti, la media mobile a 7 giorni da 3.469 casi/die il 2 novembre è salita a 7.454 casi/die il 29 novembre. &#8216;Rispetto all&#8217;effettiva circolazione virale- commenta Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE- il numero dei contagi è largamente sottostimato perché il sistema di monitoraggio, dopo l&#8217;abrogazione dell&#8217;obbligo di isolamento per i soggetti positivi, poggia in larga misura su base volontaria. Infatti, da un lato la prescrizione di tamponi nelle persone con sintomi respiratori è ormai residuale (undertesting), dall&#8217;altro con l&#8217;utilizzo diffuso dei test antigenici fai-da-te la positività viene comunicata ai servizi epidemiologici solo occasionalmente (under-reporting)&#8217;. Nella settimana 23-29 novembre l&#8217;incidenza dei nuovi casi oscilla da 1 caso per 100 mila abitanti della Sicilia a 183 del Veneto. Rispetto alla settimana precedente i nuovi casi aumentano in 15 Regioni: dal +3,7% del Veneto al +43,4% della Sardegna. In calo le restanti 6 Regioni: dal -3,5% della Provincia Autonoma di Trento al -32,3% dell&#8217;Umbria (tabella 1). In 80 Province si registra un aumento dei nuovi casi: dal +1,5% di Trieste al +60% di Matera. Nelle restanti 21 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,2% di Salerno al &#8211; 50% di Messina); stabili le Province di Cagliari, Catanzaro, Enna, Oristano, Siracusa, Sud Sardegna con una variazione dello 0%. Secondo l&#8217;ultimo Aggiornamento nazionale dei dati della Sorveglianza Integrata COVID-19 dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, rispetto alla distribuzione per fasce di età, fatta eccezione per la fascia 0-9 anni in cui si registrano 20 casi per 100 mila abitanti, l&#8217;incidenza aumenta progressivamente con le decadi: da 16 casi per 100 mila abitanti nella fascia 10-19 anni a 177 per 100 mila abitanti nella fascia 80-89 anni, fino a 221 per 100 mila abitanti negli over 90. &#8216;Una distribuzione- spiega il Presidente- che riflette la maggiore attitudine al testing con l&#8217;aumentare dell&#8217;età, confermando la sottostima della circolazione virale&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VARIANTI- </strong>Tutte le varianti circolanti appartengono alla &#8220;famiglia&#8221; Omicron. Nell&#8217;ultimo report dell&#8217;European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) del 1 dicembre 2023 non vengono segnalate &#8220;varianti di preoccupazione&#8221;, ma solo &#8220;varianti di interesse&#8221;. In Italia, l&#8217;ultima indagine rapida dell&#8217;ISS, effettuata su campioni notificati dal 13 al 19 novembre 2023, riporta come prevalente (52,1%) la variante EG.5 (cd. Eris) e rileva, analogamente a quanto segnalato da altri paesi, un aumento (dall&#8217;1,3% al 10,8%) della variante BA.2.86 (cd. Pirola). &#8216;Secondo i report dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità- spiega il Presidente- relativi ai profili di rischio delle due varianti, Eris e Pirola hanno una moderata capacità evasiva alla risposta immunitaria, da vaccinazione o infezione naturale, che ne favorisce la rapida diffusione. Per nessuna delle due varianti ci sono evidenze sul maggior rischio di malattia grave&#8217;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>REINFEZIONI- </strong>Secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, la percentuale di infezioni riportate in soggetti con almeno un&#8217;infezione pregressa (reinfezioni) è lievemente aumentata nelle ultime settimane, sino a raggiungere il 44%. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>OSPEDALIZZAZIONI- </strong>Dopo un mese di stabilità, i posti letto occupati da pazienti COVID-19 dal 2 novembre al 29 novembre sono aumentati in area medica da 3.632 fino a 5.741 (+58,1%) e in terapia intensiva da 99 a 170 (+71,7%). Al 29 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 9,2% in area medica (dall&#8217;1,8% della Basilicata al 10,1% dell&#8217;Umbria) e dell&#8217;1,9% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Marche, Provincia Autonoma di Bolzano e Valle d&#8217;Aosta al 2,8% dell&#8217;Emilia-Romagna).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8216;Se in terapia intensiva- spiega il Presidente- i numeri sono esigui dimostrando che oggi l&#8217;infezione da SARS-CoV-2 solo raramente determina quadri severi, l&#8217;incremento dei posti letto occupati in area medica conferma che nelle persone anziane, fragili e con patologie multiple può aggravare lo stato di salute richiedendo ospedalizzazione e/o peggiorando la prognosi delle malattie concomitanti&#8217;. Infatti, il tasso di ospedalizzazione in area medica cresce con l&#8217;aumentare dell&#8217;età: in particolare, passa da 39 per milione di abitanti nella fascia 60-69 anni a 112 per milione di abitanti nella fascia 70-79 anni, a 271 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e a 421 per milione di abitanti negli over 90.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> DECESSI- </strong>Sono raddoppiati nelle ultime 4 settimane: da 148 nella settimana 26 ottobre-1 novembre a 291 nella settimana 23-29 novembre, per un totale di 881 decessi. Secondo i dati dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, i decessi risultano quasi esclusivamente a carico degli over 80. Infatti, a fronte di un tasso di mortalità di 3 decessi per milione di abitanti, sono 23 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e 46 per milione di abitanti negli over 90. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CAMPAGNA VACCINALE-</strong> Dal 20 novembre 2023 sulla dashboard del Ministero della Salute sono rendicontate esclusivamente le somministrazioni effettuate dal 26 settembre 2023, relative alla campagna vaccinale 2023-2024. L&#8217;ultimo aggiornamento della platea di riferimento rimane quello del 17 febbraio 2023, distinto solo per fasce di età e non per categoria vaccinale. Di conseguenza è possibile solo calcolare i tassi di copertura per le fasce 60-69 anni, 70-79 anni e per gli over 80. Al 30 novembre sono state somministrate 1.042.541 dosi così suddivise: 190.467 (18,3% del totale) agli under 60 anni, 183.901 (17,6%) alla fascia 60-69 anni, 327.340 (31,4%) alla fascia 70-79 anni e 340.833 (32,7%) agli over 80 (figura 6). La media mobile a 7 giorni è pari a 23.854 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 27.380 della settimana precedente (-12,9%) (figura 7). Facendo riferimento all&#8217;ultimo aggiornamento della platea ufficiale, il tasso di copertura nazionale per gli over 60 è del 4,9% (dallo 0% dell&#8217;Abruzzo al 12% della Toscana). Quello degli over 80, la fascia di età più suscettibile a ricoveri e decessi, del 7,4% (dallo 0% dell&#8217;Abruzzo al 17% della Toscana). &#8216;Nonostante le raccomandazioni del Ministero della Salute- commenta il Presidente- i tassi di copertura negli over 60, ed in particolare negli over 80, rimangono molto bassi a livello nazionale e prossimi allo zero in quasi tutte le Regioni del Sud. Con un numero di somministrazioni che, invece di aumentare, si riduce. Purtroppo, al fenomeno della &#8220;stanchezza vaccinale&#8221; e alla continua disinformazione sull&#8217;efficacia e sicurezza dei vaccini, si sono aggiunti vari problemi logistico-organizzativi: ritardo nella consegna e distribuzione capillare dei vaccini, insufficiente e tardivo coinvolgimento di farmacie e medici di medicina generale, mancata attivazione della chiamata attiva dei pazienti a rischio, difficoltà tecniche dei portali web di prenotazione. Con la tragica conseguenza che l&#8217;attuale incremento della circolazione virale viene a coincidere con il progressivo declino della copertura immunitaria in un numero sempre più elevato di anziani e fragili, aumentando inesorabilmente ricoveri ordinari e decessi&#8217;. Le indicazioni per la campagna di vaccinazione anti-COVID-19 2023-2024 sono contenute nella Circolare del Ministero della Salute del 27 settembre che fa seguito quella del 14 agosto. &#8216;Viene raccomandato un richiamo annuale &#8211; spiega Cartabellotta &#8211; con la formulazione aggiornata monovalente XBB 1.5, già approvata da EMA. La somministrazione deve essere effettuata a distanza di almeno 6 mesi dall&#8217;ultimo richiamo (indipendentemente dal numero di richiami effettuati) o dall&#8217;ultima infezione diagnosticata&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è quello di prevenire mortalità, ospedalizzazioni e forme gravi di COVID-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, oltre a proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. In dettaglio, le categorie a cui è raccomandato il richiamo sono: Persone di età pari o superiore a 60 anni Ospiti delle strutture per lungodegenti, Donne gravide e nel periodo post-partum, incluse le donne che allattano, Operatori sanitari e sociosanitari addetti all&#8217;assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione, Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave identificate dalla circolare La vaccinazione viene inoltre consigliata a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità e può essere richiesta anche dalle persone che non appartengono alle categorie di cui sopra. &#8216;I dati- conclude Cartabellotta- confermano una progressiva ripresa della circolazione virale, peraltro largamente sottostimata, dovuta a fattori concomitanti: arrivo della stagione invernale, prevalenza di varianti immunoevasive, progressiva riduzione dell&#8217;immunità da vaccino o da infezione naturale, sostanziale assenza di misure di protezione individuale. D&#8217;altra parte i dati su ospedalizzazioni in area medica e i decessi confermano che la malattia grave colpisce prevalentemente le fasce di età avanzata, oltre che i soggetti fragili, ai quali è già indirizzata prioritariamente la campagna vaccinale 2023-2024. Alla luce del quadro epidemiologico, della percentuale di reinfezioni, dell&#8217;efficacia dei vaccini sulla malattia grave e delle rilevanti criticità che condizionano l&#8217;erogazione dei servizi sanitari, la Fondazione GIMBE invita le Istituzioni a potenziare rapidamente la campagna vaccinale per anziani e fragili, oltre a rimettere in campo &#8211; ove necessario &#8211; misure di contrasto alla diffusione del virus. Alla popolazione rivolge l&#8217;invito a mantenere comportamenti responsabili: perché nei prossimi mesi il vero rischio reale del COVID-19, insieme all&#8217;epidemia influenzale, è quello di compromettere la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, già profondamente indebolito e molto meno resiliente, in particolare per la grave carenza di personale sanitario&#8217;.</p>
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		<title>Covid. Gimbe: &#8220;Con questo tasso crescita casi rischiamo intasamento ospedali&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/01/03/covid-gimbe-con-questo-tasso-crescita-casi-rischiamo-intasamento-ospedali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 09:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La situazione dei numeri non ci incoraggia particolarmente, ma ci sono anche buone notizie. Abbiamo una quantità enorme di casi, mai vista, tanto che molti hanno definito la omicron come il virus più contagioso della storia e i numeri che stiamo vedendo la dicono chiaro in questo senso. Abbiamo in media mobile circa 100mila casi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/03/covid-gimbe-con-questo-tasso-crescita-casi-rischiamo-intasamento-ospedali/">Covid. Gimbe: &#8220;Con questo tasso crescita casi rischiamo intasamento ospedali&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La situazione dei numeri non ci incoraggia particolarmente, ma ci sono anche buone notizie. Abbiamo una quantità enorme di casi, mai vista, tanto che molti hanno definito la omicron come il virus più contagioso della storia e i numeri che stiamo vedendo la dicono chiaro in questo senso. Abbiamo in media mobile circa 100mila casi al giorno&#8221;. Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ospite della trasmissione &#8216;L&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8217;, contenitore di Radio Cusano Campus. Cartabellotta ha poi aggiunto: &#8220;La buona notizia è che al crescere dei nuovi casi non corrisponde un parallelo incremento dei ricoveri. Ovviamente crescono anche questi numeri, ma le percentuali rispetto al totale dei positivi si riducono progressivamente. Ogni 100mila persone positive, 1100 vengono ricoverate in area medica e 120 in terapia intensiva&#8221;. Il presidente della Fondazione Gimbe ha poi sottolineato che &#8220;sicuramente è dovuto all&#8217;aumento delle dosi booster e ci auguriamo anche alla minore virulenza della variante omicron. C&#8217;è una congestione degli ospedali meno veloce, però comunque l&#8217;impatto c&#8217;è e con questo tasso di crescita rischiamo di arrivare a 2 milioni di positivi e se anche il tasso dei ricoveri fosse l&#8217;1% avremmo 20mila persone in ospedale. Bisogna dunque provare ad abbassare la circolazione del virus. Il 6,8% di positività dei tamponi antigenici dimostra che c&#8217;è una grandissima circolazione virale&#8221;. Secondo Cartabellotta, però, &#8220;tutte le misure messe in campo finora dal governo sono una sommatoria di pannicelli caldi che non riescono a rallentare la circolazione. Adesso vediamo cosa verrà fuori dal prossimo consiglio dei ministri. Bisogna limitare i contatti sociali, magari incrementando lo smart working. Mi preoccupa che si prenda tempo prima di assumere decisioni, perché i numeri sono già evidenti&#8221;. Interpellato sulla scuola, Cartabellotta ha infine dichiarato che &#8220;la scuola rappresenta un bacino di contagi. È chiaro che non avendo lavorato sugli aspetti strutturali, possiamo modificare quanto vogliamo le modalità di screening e quarantena, ma con questa circolazione virale così alta bisogna fare delle valutazioni. Se decidiamo di tenere aperte le scuole bisognerà chiudere qualcos&#8217;altro perché non abbiamo tanti margini per far circolare il virus&#8221;, ha concluso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto: NurPhoto.com</p>
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		<title>Covid: continuano a salire i ricoveri tra i non vaccinati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 14:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 18-24 agosto 2021, rispetto alla precedente, un incremento di nuovi casi (45.251 vs 43.365, +4,3%) e decessi (345 vs 237, +45,6%). Crescono anche i casi attualmente positivi (135.325 vs 129.116, +6.209, pari a +4,8%), le persone in isolamento domiciliare (130.785 vs 125.221, +5.564, pari a +4,4%), [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 18-24 agosto 2021, rispetto alla precedente, un incremento di nuovi casi (45.251 vs 43.365, +4,3%) e decessi (345 vs 237, +45,6%). Crescono anche i casi attualmente positivi (135.325 vs 129.116, +6.209, pari a +4,8%), le persone in isolamento domiciliare (130.785 vs 125.221, +5.564, pari a +4,4%), i ricoveri con sintomi (4.036 vs 3.472, +564, pari a +16,2%) e le terapie intensive (504 vs 423, +81, pari a +19,1%). Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, dichiara che &#8216;i nuovi casi settimanali, dopo la stabilizzazione della scorsa settimana, fanno registrare un lieve incremento visibile anche nella media mobile dei casi giornalieri, pur rimanendo sottostimati dall&#8217;insufficiente attività di testing e dalla limitata attività di tracciamento dei contatti&#8217;. Nella settimana 18-24 agosto, rispetto alla precedente, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi in 8 Regioni e quello dei casi attualmente positivi in 13 Regioni. In 68 Province l&#8217;incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Emilia-Romagna, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. Sono 13 le Province con oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Caltanissetta (318), Ragusa (281), Enna (268), Cagliari (239), Siracusa (234), Trapani (195), Messina (185), Catania (180), Reggio Calabria (169), Sud Sardegna (167), Palermo (163), Prato (163) e Agrigento (156). Aumentano i decessi: 345 negli ultimi 7 giorni, con una media di 49 al giorno rispetto ai 34 della settimana precedente. &#8216;Seppur in maniera meno netta- afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe- continua a salire il numero dei posti letto occupati in ospedale: rispetto alla settimana precedente +16,2% in area medica e +19,1% in terapia intensiva&#8217;. In termini assoluti, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti Covid in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 4.036 del 24 agosto (+271%) e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 504 del 24 agosto (+234%), anche se il dato nazionale rimane basso: 7% in area medica e 6% in area critica. Rilevanti tuttavia le differenze a livello regionale: per l&#8217;area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (19%) e Calabria (15,2%); per l&#8217;area critica sopra la soglia del 10% Sardegna (11%) e Sicilia (11%).</p>
<p>&#8216;Lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva- spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe- con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi/die rispetto ai 37 della settimana precedente&#8217;. Sul fronte delle forniture dei vaccini, in base alle ultime dichiarazioni del Commissario Figliuolo per questa settimana sono previste altre 5,3 milioni di dosi. &#8216;Contato che le scorte nazionali ammontano già ad oltre 6,2 milioni di dosi di vaccini a mRNA- spiega Marco Mosti- con le nuove forniture in arrivo potremo contare su 10 milioni di dosi entro la fine del mese&#8217;. Sul fronte delle somministrazioni, in base ai dati aggiornati alle ore 6:12 di ieri, 25 agosto, il 70,5% della popolazione (n. 41.767.543) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+788.108 rispetto alla settimana precedente) e il 61,9% (n. 36.686.910) ha completato il ciclo vaccinale (+839.012). Il numero di somministrazioni, in calo da 4 settimane consecutive, è crollato nell&#8217;ultima settimana (n. 1.474.992), con una media mobile a 7 giorni a quota 222.993 dosi/die. Cartabellotta commenta che &#8216;durante il mese di agosto si è assistito ad un crollo del 66,5% delle somministrazioni: la media mobile a 7 giorni è passata dal picco di oltre 592 mila del 28 luglio a poco più di 198 mila il 20 agosto&#8217;. Oltre all&#8217;esitazione vaccinale, varie secondo la Fondazione Gimbe le motivazioni alla base di questa brusca frenata: mancate prenotazioni durante le vacanze da parte degli utenti, ferie degli operatori sanitari, progressiva riduzione delle seconde dosi da somministrare. &#8216;D&#8217;altro canto- ribadisce il Presidente della Fondazione Gimbe- con la disponibilità di un consistente numero di dosi abbiamo perso l&#8217;opportunità di accelerare la campagna in alcune fasce d&#8217;età, soprattutto in quella 12-19 anni cruciale per l&#8217;imminente inizio delle scuole&#8217;. Rimanendo in tema vaccini e analizzando la copertura degli over 50, l&#8217;87,1% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un irrisorio incremento settimanale nazionale (+0,5%) e nette differenze regionali: dal 91,8% della Puglia all&#8217;80,4% della Sicilia.</p>
<p>In dettaglio:</p>
<p>• Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.172.652 (93,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 107.588 (2,4%) hanno ricevuto solo la prima dose.</p>
<p>• Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.267.981 (88,3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 152.894 (2,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.</p>
<p>• Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.196.591 (83,3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 269.108 (3,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.</p>
<p>• Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, 7.113.356 (75,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 552.766 (5,8%) hanno ricevuto solo la prima dose. Complessivamente, sono 4,6 milioni gli over 50 che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, di cui 3,52 milioni (12,9%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose, con rilevanti differenze regionali (dal 19,6% della Sicilia al 8,2% della Puglia). Visto il sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in queste fasce d&#8217;età, i dati confermano l&#8217;esitazione vaccinale degli over 50, mentre salgono tutte le curve degli under 40. Rimangono ancora notevoli differenze di copertura vaccinale tra le diverse classi anagrafiche.</p>
<p>Altro tema, quello dell&#8217;efficacia dei vaccini. Secondo gli ultimi dati dell&#8217;Istituto superiore di sanità, l&#8217;efficacia del ciclo completo di vaccinazione, rispetto ai non vaccinati, raggiunge l&#8217;82,5% sulle diagnosi, il 94,9% sulle ospedalizzazioni, il 97% sui ricoveri in terapia intensiva e il 97,1% sui decessi. Secondo la Fondazione Gimbe, se guardando i numeri assoluti potrebbe paradossalmente sembrare che ospedalizzazioni e decessi siano più frequenti negli individui vaccinati, rapportando il dato alla popolazione e standardizzandolo per 100.000 abitanti, appare molto netta la minore incidenza di eventi gravi nei vaccinati con doppia dose. &#8216;Infatti- commenta Gili- ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi sono ridotti rispettivamente dell&#8217;84,4%, 89,5% e 80% nei soggetti che hanno effettuato il ciclo completo rispetto a chi non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino&#8217;. La Fondazione Gimbe si sofferma poi sugli scenari futuri e Cartabellotta sottolinea che &#8216;con l&#8217;imminente ripresa delle attività lavorative e scolastiche proponiamo una revisione delle dinamiche della circolazione del Sars-CoV-2, dell&#8217;impatto della Covid-19 sugli ospedali e delle strategie da mettere in campo nei prossimi mesi per mitigare gli effetti della pandemia e scongiurare possibili chiusure&#8217;.</p>
<p>In sintesi Fondazione Gimbe spiega che:</p>
<p>• Circolazione del Sars-CoV-2. La diffusione della variante delta ha determinato un incremento dei contagi che, pur sottostimati dall&#8217;insufficiente attività di testing &amp; tracing, al momento risultano stabili. Inoltre, in una fase epidemica caratterizzata dall&#8217;esplosione di focolai, la circolazione virale determina improvvise variazioni che ripropongono la necessità di restrizioni locali finalizzate a circoscrivere il contagio. Infine, considerata la notevole contagiosità della variante delta, con l&#8217;inizio della stagione autunnale, la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività lavorative è cruciale tenere sempre alta l&#8217;attenzione sui comportamenti individuali specialmente in ambiente chiusi.</p>
<p>• Impatto della Covid-19. Il progressivo incremento dei contagi ha determinato in 40 giorni un netto aumento dei ricoveri in area medica (+271%) e in terapia intensiva (+234%), con notevoli differenze regionali condizionate sia dalla circolazione del virus sia dalla copertura vaccinale con ciclo completo della popolazione, in particolare di over 50 e fragili: la vaccinazione di tutte le fasce di età rimane pertanto fondamentale per arginare l&#8217;impatto della Covid-19.</p>
<p>E ancora:</p>
<p>• Disponibilità vaccini. Tra dosi attualmente &#8216;in frigo&#8217; e forniture annunciate entro la fine del mese potremo contare su 10 milioni di dosi di vaccini a mRna, una disponibilità sufficiente a riprendere le somministrazioni al ritmo precedente al crollo di agosto.</p>
<p>• Somministrazione vaccini. Persiste l&#8217;esitazione vaccinale degli over 50 e, viste le difficoltà ad attuare una strategia di chiamata attiva, l&#8217;obbligo vaccinale rimane l&#8217;ultima possibilità. Riguardo la fascia 12-19, non è realistico l&#8217;obiettivo di coprire con il ciclo completo il 60-65% prima dell&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico, visto che il 46,9% (n. 2.137.396) non ha ancora ricevuto nemmeno una dose e il 23,9% (n. 1.091.097) solo la prima, con marcate differenze regionali</p>
<p>• Terza dose. Ad oggi mancano robuste evidenze per definire indicazioni, tempi e modalità di somministrazione, ma esistono tre ragionevoli certezze: innanzitutto, in assenza di test affidabili, i potenziali candidati possono essere individuati solo sulla base del rischio individuale nelle persone più a rischio di malattia severa (over 80, ospiti Rsa, immunodepressi, trapiantati e pazienti molto fragili) e negli operatori sanitari, maggiormente esposti al rischio di infezione; l&#8217;efficacia del ciclo completo nei confronti di infezione e malattia sintomatica sembra progressivamente ridursi, ma rimane elevata nei confronti di malattia grave e decesso; infine, indipendentemente dal parere del Cts, la somministrazione di una terza dose deve essere approvata dalle autorità regolatorie.</p>
<p>• Green pass. L&#8217;eventuale decisione di estenderne la validità a 12 mesi per le persone vaccinate o guarite non è ad oggi sostenuta da evidenze scientifiche, che al contrario iniziano a dimostrare una riduzione degli effetti della copertura vaccinale a partire dal 6° mese, in particolare negli anziani e nei soggetti fragili. Un&#8217;eventuale estensione risponderebbe dunque solo all&#8217;esigenza di coprire il &#8216;buco temporale&#8217; in attesa delle decisioni delle autorità regolatorie sulla somministrazione della terza dose.</p>
<p>• Scuole. Se il Governo si è impegnato a riaprire le scuole in presenza al 100%, le misure approvate con il DL 111/2021 non contengono rilevanti cambiamenti, a fronte di una variante del virus molto più contagiosa. Le numerose criticità che lo scorso anno scolastico hanno ostacolato, se non reso impossibile, lo svolgimento delle lezioni in presenza non sono state finora affrontate in modo risolutivo. Non esiste alcuna rendicontazione pubblica su come siano stati impiegati i 150 milioni del decreto Sostegni (es. idonea areazione e ventilazione dei locali, distanziamento fisico, etc.); mentre i 350 milioni del Decreto Sostegni bis destinati a varie misure tra cui dispositivi di protezione individuale e riprogettazione spazi ad oggi sono stati ripartiti tra le scuole solo sulla carta. Sul fronte trasporti, al di là di generiche indicazioni sullo scaglionamento degli orari di ingresso, spunta solo la figura del mobility manager per predisporre gli spostamenti casa-scuola-casa di personale scolastico e alunni. Non è previsto lo screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico. Unica novità è l&#8217;obbligo del green pass per il personale scolastico, non esteso agli studenti over 12 per i quali si punta, con un rischio poco &#8216;ragionato&#8217;, esclusivamente sulla copertura vaccinale.</p>
<p>Photo: NurPhoto.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/08/26/covid-continuano-a-salire-i-ricoveri-tra-i-non-vaccinati/">Covid: continuano a salire i ricoveri tra i non vaccinati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Covid. No allarmismi su variante Delta, completare cicli vaccinali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/06/28/covid-no-allarmismi-su-variante-delta-completare-cicli-vaccinali/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 09:54:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Gimbe]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[variante delta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La situazione è molto favorevole sul piano epidemiologico, i numeri continuano a scendere, siamo in piena fase discendente dell&#8217;epidemia. L&#8217;elemento di disturbo in questa fase di quiete è rappresentato dalla variante Delta, non dobbiamo fare allarmismo, ma definire gli elementi di preoccupazione. E&#8217; una variante più contagiosa e caratterizzata da una minore risposta vaccinale con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La situazione è molto favorevole sul piano epidemiologico, i numeri continuano a scendere, siamo in piena fase discendente dell&#8217;epidemia. L&#8217;elemento di disturbo in questa fase di quiete è rappresentato dalla variante Delta, non dobbiamo fare allarmismo, ma definire gli elementi di preoccupazione. E&#8217; una variante più contagiosa e caratterizzata da una minore risposta vaccinale con una sola dose. Tracciamento e sequenziamento devono aumentare. La terza cosa è un adeguato screening dei viaggiatori alle frontiere e l&#8217;accelerazione della copertura con le seconde dosi, soprattutto per gli over 60. La palla adesso passa ai servizi sanitari che purtroppo non sono stati adeguatamente potenziati. Mi dispiace constatare che si torna sempre sulle tesse criticità, cioè l&#8217;incapacità, ogni volta che il virus abbassa la testa, di dare risposte adeguate. La prevenzione è un po&#8217; l&#8217;anello debole del nostro sistema, non possiamo utilizzare sempre la teoria del &#8216;io speriamo che me la cavo'&#8221;. Lo ha detto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione &#8220;L&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8221;, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sulla situazione covid. &#8220;Siamo al 30% della popolazione che ha effettuato il ciclo completo di vaccinazione. I dati interessanti sono due: 2,8 milioni di over 60 non ancora vaccinati né prenotati, bisogna intervenire con le strategie di chiamata attiva. Altro dato interessante è che i giovani vengono coinvolti, ma al momento la priorità è completare il ciclo vaccinale negli over 60 che hanno fatto solo la prima dose. Allungare la seconda dose a 42 giorni ora non è più una buona idea, bisogna tornare indietro e alcune regioni lo stanno già facendo&#8221;, ha aggiunto Cartabellotta. &#8220;Il problema reale che si è verificato alla fine del secondo trimestre è che chiuderemo a -20 milioni di dosi rispetto a quelle previste. Ad oggi avremo a disposizione a luglio circa 15 milioni di vaccini Pfizer e Moderna che serviranno prevalentemente per le seconde dosi degli over 60. Bisogna cominciare a potenziare la campagna informativa. Non è solo un problema di forniture, è anche un problema di persuasione, perché le curve di prenotazione stanno cominciando a flettere, la gente comincia a prenotarsi di meno&#8221;, ha concluso il presidente della fondazione Gimbe.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/06/28/covid-no-allarmismi-su-variante-delta-completare-cicli-vaccinali/">Covid. No allarmismi su variante Delta, completare cicli vaccinali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Gimbe: &#8220;Nuovi casi quasi raddoppiati in soli 7 giorni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 14:17:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Gimbe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sull&#8217;emergenza Covid-19 registra nella settimana 19-25 agosto, rispetto alla precedente, un incremento del 92,4% dei nuovi casi (6.538 vs 3.399), grazie anche all&#8217;aumento dei casi testati (309.127 vs 180.300). Relativamente ai dati ospedalieri si conferma il trend in crescita dei pazienti ricoverati con sintomi (1.058 vs 843) e di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/27/coronavirus-gimbe-nuovi-casi-quasi-raddoppiati-in-soli-7-giorni/">Coronavirus. Gimbe: &#8220;Nuovi casi quasi raddoppiati in soli 7 giorni&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe sull&#8217;emergenza Covid-19 registra nella settimana 19-25 agosto, rispetto alla precedente, un incremento del 92,4% dei nuovi casi (6.538 vs 3.399), grazie anche all&#8217;aumento dei casi testati (309.127 vs 180.300). Relativamente ai dati ospedalieri si conferma il trend in crescita dei pazienti ricoverati con sintomi (1.058 vs 843) e di quelli in terapia intensiva (66 vs 58).</p>
<p>In dettaglio: &#8211; <strong>Decessi</strong>: +40 (+0,1%);</p>
<p>&#8211; <strong>Terapia intensiva</strong>: +8 (+13,8%);</p>
<p>&#8211; <strong>Ricoverati con sintomi</strong>: +215 (+25,5%);</p>
<p><strong>&#8211; Nuovi casi totali</strong>: +6.538 (+2,6%);</p>
<p><strong>&#8211; Casi testati</strong> +128.827 (+71,5%);</p>
<p><strong>&#8211; Tamponi totali:</strong> +158.692 (+48,8%).</p>
<p>&#8220;In soli 7 giorni- dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe- si sfiora il raddoppio dei nuovi casi totali, non solo per l&#8217;incremento dell&#8217;attivita&#8217; di testing, ma anche per l&#8217;aumento del rapporto positivi/casi testati. Inoltre, si conferma il trend in crescita dei pazienti ospedalizzati con sintomi e, in misura minore, di quelli in terapia intensiva. Queste spie rosse, piuttosto che generare inutili allarmismi, devono infondere una comune consapevolezza sull&#8217;andamento dell&#8217;epidemia nel nostro paese al fine di mantenere alta la guardia, sia da parte delle Istituzioni che devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia da parte dei cittadini chiamati ad attenersi a tutte le misure di sicurezza, senza minimizzazioni di sorta. Nel quadro di una circolazione endemica del virus si assiste ad un aumento progressivo dei focolai con crescita esponenziale dei nuovi casi, siano essi autoctoni, da rientro di italiani andati in vacanza all&#8217;estero, o di importazione da stranieri&#8221;.</p>
<p>Infatti, da 1.408 nuovi casi riportati nella settimana 15-21 luglio siamo passati a 6.538 nuovi casi della settimana 19-25 agosto, con un incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,1%.</p>
<p>&#8220;Questa rapida ascesa nella curva dei contagi- precisa il presidente- inizia a riflettersi gradualmente sull&#8217;aumento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva&#8221;.</p>
<p>Si e&#8217; infatti invertita la tendenza che dai primi di aprile ha visto la progressiva e imponente riduzione dei pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, che adesso iniziano lentamente a risalire. Confermate le ampie variabilita&#8217; regionali, ma solo 4 Regioni fanno registrare una riduzione di nuovi casi, peraltro piuttosto esigua (-55). Nelle altre 14 Regioni e 2 Province autonome si rileva un aumento complessivo di 3.194 nuovi casi, con un range che varia dai 677 del Lazio ai 4 della Valle d&#8217;Aosta. Stabile il numero di nuovi casi in Basilicata (+14). Dei 19.714 casi attivi al 25 agosto il 91,8% si concentra in 11 Regioni: 29,4% dei casi in Lombardia (5.787); il 33,4% si distribuisce tra Lazio (2.284), Emilia-Romagna (2.189) e Veneto (2.119); un ulteriore 29% tra Campania (1.164), Piemonte (1.142), Toscana (1.039), Sicilia (947), Puglia (548), Sardegna (463) e Liguria (413). I rimanenti 1.619 casi (8,2%) si collocano nelle restanti 7 Regioni e 2 Province autonome con un range che varia dai 13 della Valle d&#8217;Aosta ai 342 dell&#8217;Abruzzo. &#8220;Tutti questi numeri- spiega il presidente- non possono essere confrontati con quelli dei primi mesi dell&#8217;epidemia perche&#8217; le dinamiche epidemiologiche sono completamente diverse. Dello tsunami che si e&#8217; abbattuto sul nostro Paese non abbiamo mai conosciuto la fase iniziale: il coronavirus circolava insidiosamente sottotraccia con migliaia di asintomatici che infettavano senza saperlo parenti, amici e colleghi di lavoro. Il lockdown rigoroso e prolungato ha ridotto la mortalita&#8217;, gli accessi in ospedale e il numero dei nuovi casi, ma dal 3 giugno siamo di fatto &#8216;ripartiti dal via&#8217;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se e&#8217; legittimo chiedersi se i numeri attuali sono i segnali di una nuova ondata- conclude Cartabellotta- e&#8217; ragionevolmente certo che non rivedremo le drammatiche scene di marzo/aprile perche&#8217; oggi la situazione epidemiologica e&#8217; attentamente monitorata, il servizio sanitario e&#8217; ben organizzato e, dunque, non potra&#8217; esserci alcun effetto sorpresa. Ma non bisogna concedere ulteriori vantaggi al coronavirus, tanto piu&#8217; che i numeri riflettono sempre comportamenti di 3-4 settimane fa&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/27/coronavirus-gimbe-nuovi-casi-quasi-raddoppiati-in-soli-7-giorni/">Coronavirus. Gimbe: &#8220;Nuovi casi quasi raddoppiati in soli 7 giorni&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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