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	<title>giornalisti uccisi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giornalisti: 65 uccisi nel 2017, Siria maglia nera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2017 20:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti uccisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 65 i giornalisti che nel 2017 hanno perso la vita in tutto il mondo per svolgere il proprio mestiere. A stilare la lista l&#8217;ong Reporters sans frontieres&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/12/19/giornalisti-65-uccisi-nel-2017-siria-maglia-nera/">Giornalisti: 65 uccisi nel 2017, Siria maglia nera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 65 i giornalisti che nel 2017 hanno perso la vita in tutto il mondo per svolgere il proprio mestiere.<br />
A stilare la lista l&#8217;ong Reporters sans frontieres (Rsf), attraverso un rapporto diffuso oggi.<br />
Il Paese piu&#8217; pericoloso in cui lavorare e&#8217; la Siria, con 12 giornalisti uccisi, seguito dal Messico, con 11. Se nel primo e&#8217; la guerra a uccidere, nel secondo sono i narcotrafficanti. Ma a destare allarme sono anche le Filippine: secondo gli osservatori la nazione asiatica sarebbe diventata piu&#8217; insicura da quando il presidente Rodrigo Duterte ha detto: &#8220;Il fatto che sei un cronista non ti risparmia dall&#8217;essere ucciso, se sei un figlio di&#8230;&#8221;. Cinque giornalisti sono stati colpiti da armi da fuoco, quattro dei quali sono morti. L&#8217;anno precedente, osserva Rsf, nessuno aveva perso la vita.<br />
Anche il Messico preoccupa: &#8220;Molti giornalisti &#8211; si legge nel rapporto &#8211; sono dovuti fuggire all&#8217;estero o hanno dovuto abbandonare il lavoro, perche&#8217; i cartelli della droga e i politici locali hanno imposto il regno del terrore&#8221;.<br />
Nel complesso, il numero dei giornalisti morti a livello globale risulta il piu&#8217; basso degli ultimi 14 anni. Tra questi, 39 sono stati assassinati, mentre gli altri sono rimasti coinvolti in disastri naturali, incidenti, attacchi terroristici, o nel corso di conflitti armati. Il calo dei decessi viene spiegato da Rsf con una preparazione migliore dei reporter ad affrontare scenari di guerra. Inoltre, e&#8217; stato osservato che sta aumentando la tendenza di questi professionisti a lasciare i Paesi quando si profila oppure si intensifica un conflitto: &#8220;Da Siria, Iraq, Yemen e Libia &#8211; denuncia Rsf &#8211; si e&#8217; verificata una vera e propria emorragia di giornalisti&#8221;.<br />
Tanti anche quei giornalisti che finiscono in carcere, 326 in totale secondo lo studio di Reporters sans frontieres. La Cina detiene il primato con 52. &#8220;Pechino possiede un arsenale di misure per perseguire i giornalisti e i blogger&#8221;, scrivono gli esperti, aggiungendo che &#8220;molti vengono lasciati marcire in cella finche&#8217; non muoiono&#8221;. Il riferimento e&#8217; al premio Nobel Liu Xiaobo e al blogger Yang Tongyan, entrambi morti di cancro mentre erano dietro le sbarre. Segue poi la Turchia con 43, quindi Siria, Iran e Vietnam con rispettivamente 24, 23 e 19.<br />
Infine, sono due i cronisti scomparsi e ben 54 quelli tenuti in ostaggio &#8211; tra cui una sola donna &#8211; in Siria (29), Yemen (12), Iraq (11) e Ucraina (2).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/12/19/giornalisti-65-uccisi-nel-2017-siria-maglia-nera/">Giornalisti: 65 uccisi nel 2017, Siria maglia nera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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