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	<title>giovani Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Si chiude a Villa Sarsina il progetto MOIGE: oltre 1.000 giovani coinvolti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/28/vivavoce-si-conclude-il-progetto-moige-per-prevenire-le-dipendenze-giovanili-oltre-1-000-r/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto MOIGE "VivaVoce" si chiude ad Anzio: oltre 1.000 giovani coinvolti e un convegno finale il 3 giugno a Villa Sarsina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/28/vivavoce-si-conclude-il-progetto-moige-per-prevenire-le-dipendenze-giovanili-oltre-1-000-r/">Si chiude a Villa Sarsina il progetto MOIGE: oltre 1.000 giovani coinvolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Si è conclusa la prima fase di &#8220;VivaVoce&#8221;, l&#8217;iniziativa promossa dal Movimento Italiano Genitori rivolta a prevenire e contrastare l&#8217;uso di sostanze stupefacenti tra i giovani dei Comuni di Anzio e Nettuno. Il progetto, finanziato dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha raggiunto e supportato oltre 1.000 ragazzi con interventi sul territorio.</p>
<p>Il convegno finale, in programma il 3 giugno a Villa Sarsina a partire dalle 16:30, è intitolato &#8220;Giovani e Dipendenze: comprendere, prevenire, intervenire&#8221;. L&#8217;incontro si concentra su &#8220;Vecchie e nuove forme di dipendenza tra realtà, rischi e strumenti&#8221; e metterà a confronto istituzioni, esperti del settore sanitario e rappresentanti della scuola.</p>
<p>Tra i relatori previsti figurano Alessandra Ciotti, assessore alla Pubblica Istruzione, Edilizia Scolastica e Pari Opportunità del Comune di Anzio, e Ciro Nutello, presidente della Commissione Scuole del Comune di Anzio. Interverranno anche Simona Ghedin e Federica Pisani, dirigenti psicologhe dell&#8217;ASL Roma 6, e Marco Conciatori, psicologo e psicoterapeuta del MOIGE, oltre a docenti degli istituti locali che porteranno testimonianze dirette sul lavoro svolto.</p>
<p>L&#8217;attività del progetto si è sviluppata attraverso una rete educativa che ha coinvolto scuole, famiglie, centri sportivi, parrocchie e servizi sociali e sanitari. Tra le azioni realizzate si segnalano laboratori scolastici per lo sviluppo delle competenze trasversali, incontri con esperti e testimonial, percorsi formativi per genitori e docenti, spettacoli teatrali di riflessione, sportelli itineranti di ascolto e canali di messaggistica istantanea per il supporto ai ragazzi.</p>
<p>Il progetto nasce nel contesto di un quadro nazionale che segnala una diffusione significativa dell&#8217;uso di sostanze tra i più giovani: quasi 910.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni (pari al 37% della popolazione studentesca) hanno dichiarato di aver consumato almeno una volta una sostanza illegale nella vita, secondo la Relazione al Parlamento 2025 del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, che cita lo studio ESPAD® Italia 2024 del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisiologia Clinica.</p>
<p>Gli organizzatori sottolineano che l&#8217;eredità del progetto è una rete stabile e coordinata tra enti e realtà locali, pensata per continuare a operare come punto di riferimento per il contrasto alle dipendenze e il supporto ai giovani anche dopo la conclusione formale delle attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/28/vivavoce-si-conclude-il-progetto-moige-per-prevenire-le-dipendenze-giovanili-oltre-1-000-r/">Si chiude a Villa Sarsina il progetto MOIGE: oltre 1.000 giovani coinvolti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Campi Giovani 2026: bando aperto per partecipare con i Vigili del Fuoco</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/27/corpo-nazionale-vigili-del-fuoco-giovani-in-azione-in-campo-con-i-vigili-del-fuoco-bando-c/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 14:11:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bando aperto per i Campi Giovani 2026: una settimana formativa con i Vigili del Fuoco per ragazzi 15-17 anni. Domande entro il 4 giugno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/27/corpo-nazionale-vigili-del-fuoco-giovani-in-azione-in-campo-con-i-vigili-del-fuoco-bando-c/">Campi Giovani 2026: bando aperto per partecipare con i Vigili del Fuoco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>È aperto il bando per partecipare ai Campi Giovani 2026 &#8220;Giovani in azione: in campo con i Vigili del Fuoco&#8221;, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 15 e i 17 anni. L&#8217;iniziativa propone una settimana di attività formative affiancate al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con esercitazioni pratiche, momenti educativi e occasioni di socialità.</p>
<p>Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell&#8217;Interno, con l&#8217;obiettivo di avvicinare i partecipanti alla cultura della prevenzione, della responsabilità e del bene comune. Il percorso punta a trasmettere competenze pratiche e valori come solidarietà, collaborazione, disciplina, attenzione agli altri e rispetto delle regole.</p>
<p>I Campi si terranno in due turni settimanali: dal 5 all&#8217;11 luglio 2026 e dal 12 al 18 luglio 2026. Le sedi individuate sono sette, distribuite su tutto il territorio nazionale: Borgo San Dalmazio (provincia di Cuneo), Bellaria Igea Marina (provincia di Rimini), Foligno, Roma, Bari, Trapani e Olbia (provincia di Sassari).</p>
<p>La selezione dei partecipanti si baserà su criteri legati al merito scolastico e alla situazione economica familiare. In particolare sarà considerata la media dei voti relativi agli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 e l&#8217;indicatore ISEE. Per favorire l&#8217;accesso di ragazzi provenienti da famiglie con minori possibilità economiche è previsto un punteggio aggiuntivo per le fasce ISEE inferiori a 20.000 euro. I posti disponibili saranno ripartiti a livello regionale in proporzione alla popolazione studentesca residente.</p>
<p>Le domande di partecipazione possono essere presentate online fino al 4 giugno 2026. La documentazione, il bando e i moduli sono disponibili sui siti istituzionali www.vigilfuoco.it e www.politichegiovanili.gov.it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/27/corpo-nazionale-vigili-del-fuoco-giovani-in-azione-in-campo-con-i-vigili-del-fuoco-bando-c/">Campi Giovani 2026: bando aperto per partecipare con i Vigili del Fuoco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ovindoli accoglie 23 giovani europei per il progetto Erasmus “Take a Breath”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/ovindoli-accoglie-take-a-breath-23-giovani-europei-per-il-progetto-erasmus-in-memoria-di-s/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 16:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ovindoli ospita il progetto Erasmus+ "Take a Breath": 23 giovani europei accolti il 22 maggio. L'iniziativa è dedicata alla memoria di Silvio Di Giulio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/ovindoli-accoglie-take-a-breath-23-giovani-europei-per-il-progetto-erasmus-in-memoria-di-s/">Ovindoli accoglie 23 giovani europei per il progetto Erasmus “Take a Breath”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Il centro marsicano ospita a partire dal 21 maggio &#8220;Take a Breath&#8221;, progetto Erasmus+ ideato da Silvio Di Giulio. L&#8217;iniziativa ha portato in Abruzzo 23 giovani provenienti da Italia, Portogallo, Spagna, Bulgaria, Estonia, Lituania, Romania e Polonia, che alloggeranno presso l&#8217;Hotel Monte Velino.</p>
<p>L&#8217;amministrazione comunale ha programmato un incontro di benvenuto per venerdì 22 maggio alle 18.30 nella sala consiliare del Comune, dove i partecipanti saranno accolti ufficialmente dalla comunità locale.</p>
<p>A seguire le attività del progetto ci saranno i tutor Francesco Cavicchioli (Pontremoli), Matteo Bolle (Caselle Torinese) e Pedro da Cordoba (Spagna); la logistica è curata da Tony Di Giulio. Nel corso del programma sarà riservato ampio spazio al ricordo di Silvio Di Giulio, conosciuto personalmente da molti dei ragazzi coinvolti.</p>
<p>Il progetto rappresenta uno degli ultimi percorsi pensati da Di Giulio: era infatti impegnato nella stesura di nuove proposte durante un ricovero a Pescara nel settembre 2024. Il giovane, morto il 30 novembre 2024 a causa di una rara malattia, aveva fatto della musica, dei viaggi e dell&#8217;incontro tra culture la propria attività professionale e civile.</p>
<p>A raccogliere e proseguire l&#8217;eredità delle sue iniziative è la Fondazione Silvio Di Giulio, nata per volontà dei genitori Marta Pedone e Tony Di Giulio insieme ad amici e collaboratori. La Fondazione porta avanti i progetti Erasmus ideati da Di Giulio, promuove iniziative culturali e musicali e sostiene attività rivolte ai giovani, all&#8217;arte e alla valorizzazione del territorio di Santa Jona e di Ovindoli. Tra gli appuntamenti futuri è prevista la seconda edizione del contest musicale, in programma domenica 28 giugno nella frazione di Santa Jona.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/21/ovindoli-accoglie-take-a-breath-23-giovani-europei-per-il-progetto-erasmus-in-memoria-di-s/">Ovindoli accoglie 23 giovani europei per il progetto Erasmus “Take a Breath”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Dispersione Scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[esclusione sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children: nelle 14 città metropolitane il 10,3% dei minorenni vive in aree fragili; povertà e dispersione scolastica raddoppiate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Secondo la ricerca “I luoghi che contano” pubblicata da Save the Children, nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila minorenni — il 10,3% del totale — risiedono in 158 aree classificate come di disagio socioeconomico urbano (ADU). In questi quartieri le condizioni socioeconomiche e educative risultano nettamente peggiori rispetto alla media delle città: il 42,3% delle famiglie vive in povertà relativa.</p>
<p>Il report evidenzia differenze marcate sul fronte scolastico. Nelle ADU il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato la scuola o ha ripetuto l’anno, una quota doppia rispetto alla media dei capoluoghi (7,6%). Alla fine della scuola media il rischio di dispersione implicita è al 20,8% nelle scuole situate dentro o vicino alle aree fragili, contro l’11% medio nelle città metropolitane. Anche la variabilità di rendimento tra classi terze delle stesse scuole nelle ADU è più alta: un indice di dispersione pari a 10,2 rispetto a 2,3 della media comunale, segnale di possibile segregazione scolastica.</p>
<p>Le differenze si manifestano anche nelle scelte future degli studenti: solo il 36,5% dei 13enni che vivono nelle aree vulnerabili pensa di iscriversi al liceo, contro il 66,9% dei coetanei in altri quartieri. L’indagine campionaria dell’organizzazione segnala inoltre che il 16,7% degli alunni dell’ultimo anno delle medie in queste aree non disponeva all’inizio dell’anno del materiale scolastico necessario (10,5% nelle altre zone) e che il 17,3% ha rinunciato a una gita per motivi economici (7,6% nelle altre aree).</p>
<p>Sul piano della sicurezza e della percezione sociale, quasi la metà degli studenti nelle periferie vulnerabili (49,1%) ritiene che il proprio quartiere sia giudicato negativamente, contro il 29,5% dei ragazzi di quartieri meno marginali. La percezione di sicurezza è più bassa: solo il 51,9% delle ragazze nelle aree fragili si sente al sicuro, rispetto al 75% delle studentesse di zone meno marginali.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, i giovani delle periferie dichiarano un forte senso di appartenenza e propongono interventi concreti per migliorare il proprio contesto: maggiore pulizia e raccolta rifiuti (54,2%), spazi di aggregazione per ragazzi (32,6%), campetti o palestre (26%) e parchi più curati (27,9%).</p>
<p>Le differenze territoriali emergono anche nelle singole città: Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo concentrano quasi il 73,5% dei minorenni che vivono nelle ADU; la sola città di Roma ne ospita oltre 30mila. La povertà familiare nelle ADU raggiunge livelli estremi in alcune realtà: a Palermo il 63,8% delle famiglie nelle aree fragili è in povertà relativa (36,8% la media cittadina); a Napoli la quota è del 60,1% contro il 39,6%.</p>
<p>A livello locale si osservano forti scostamenti anche nei tassi di abbandono o ripetenza: a Venezia nelle ADU la quota raggiunge il 21,7% (7,9% la media cittadina), a Napoli il 18,1% (9,8% la media), a Cagliari il 18,9% (9,7%). Altri esempi citati dallo studio mostrano ampie differenze nei rischi di dispersione implicita a Bologna, Milano, Firenze, Reggio Calabria, Torino e Cagliari.</p>
<p>La ricerca segnala inoltre criticità nell’offerta di tempo pieno: in 37 delle 158 ADU l’offerta è significativamente inferiore alla media. Tra le 106 scuole primarie nelle aree più fragili solo il 17,3% delle classi usufruisce del tempo pieno, rispetto a una media urbana del 40,3%; in 18 ADU il tempo pieno è assente e 8.813 bambini che frequentano 50 scuole primarie non hanno accesso a questo servizio.</p>
<p>Il rapporto mette in luce anche diseguaglianze socio-demografiche: il 41,8% degli studenti dell’ultimo anno delle medie nelle aree vulnerabili vive in famiglie con più di quattro componenti (24,6% nelle altre zone urbane); la quota di madri laureate è del 19,1% nelle ADU contro il 44,5% negli altri contesti cittadini, e solo il 49,9% delle madri lavora (69,7% la media comunale). A casa meno della metà degli studenti delle aree fragili (46,4%) dispone di una stanza tutta per sé, rispetto al 60% degli altri studenti.</p>
<p>In vista della biennale IMPOSSIBILE 2026, in programma il 21 maggio a Roma, l’organizzazione solleva la necessità di interventi strutturali: una strategia nazionale di rigenerazione urbana con risorse certe, un approccio che tenga conto della dimensione generazionale e l’istituzione di presidi socio-educativi nelle aree vulnerabili, luoghi accessibili e attivi tutto l’anno per attività culturali, sportive e di supporto educativo, psicologico e sociale. </p>
<p>La ricerca include anche testimonianze raccolte tra pari: “Il municipio si divide in due anime che faticano a guardarsi: una zona considerata più ordinata e tranquilla, e una che porta sulle spalle una reputazione difficile da scrollarsi di dosso&#8230; Siamo lo stesso corpo, frammentato da pregiudizi che nessuno ha mai davvero scelto ma che tutti, in qualche modo, continuiamo ad alimentare”, ha raccontato A. in una delle interviste. </p>
<p>“Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali&#8230; Serve una strategia nazionale di rigenerazione urbana, dotata di risorse certe, che guardi ai territori con una ‘lente generazionale’”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, richiamando l’urgenza di presidi socio-educativi e spazi pubblici dedicati ai giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/19/periferie-save-the-children-un-minore-su-dieci-nelle-grandi-citta-vive-in-aree-fragili-dis/">Periferie urbane: un minore su dieci vive in aree fragili, raddoppia la dispersione scolastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giornata contro la violenza sulle donne: Save the Children, comportamenti violenti nella coppia a rischio normalizzazione tra i giovani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 16:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ben il 29% degli adolescenti è molto o abbastanza d&#8217;accordo con l&#8217;opinione che le ragazze possono contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire e/o di comportarsi, mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice chiaramente &#8220;no&#8221; significa che è disponibile al rapporto sessuale (26% tra i ragazzi e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/">Giornata contro la violenza sulle donne: Save the Children, comportamenti violenti nella coppia a rischio normalizzazione tra i giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ben il 29% degli adolescenti è molto o abbastanza d&#8217;accordo con l&#8217;opinione che le</strong><strong> ragazze possono contribuire a provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire e/o di comportarsi, </strong>mentre il 24% pensa che se una ragazza non dice chiaramente &#8220;no&#8221; significa che è disponibile al rapporto sessuale (26% tra i ragazzi e 21% tra le ragazze). Infine, il 21% (senza alcuna differenza percentuale tra ragazze e ragazzi) è molto o abbastanza d&#8217;accordo con il fatto che una ragazza, seppur sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti o di alcol, sia comunque in grado di acconsentire o meno ad avere un rapporto sessuale. Questi sono alcuni dati di una ricerca di Save the Children, svolta in collaborazione con Ipsos<a href="/Users/cmuzzi/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/Content.Outlook/1601B40Z/Cs%20Volenza%20sulle%20donne%20DEF%20DEF.docx#_ftn1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a><strong> e pubblicata nel rapporto &#8220;Le ragazze stanno bene?, </strong>rilanciati in occasione della Giornata Internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 43% degli intervistati </strong><strong>si dichiara molto o abbastanza d&#8217;accordo con l&#8217;opinione che se davvero una ragazza non vuole avere un rapporto sessuale con qualcuno/a, il modo di sottrarsi lo trova</strong>. La percentuale di chi lo dichiara è più alta tra i ragazzi (46%), ma è elevata anche tra le ragazze (39%). Particolarmente preoccupante il fatto che queste percentuali crescano quando a rispondere sono adolescenti che hanno o hanno avuto una relazione intima (48% tra i ragazzi e 43% tra le ragazze).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto al consenso ad un rapporto sessuale, <strong>il 90% ritiene necessario chiederlo sempre anche all&#8217;interno di una relazione di coppia stabile</strong>, ma per molti questa convinzione teorica non si traduce facilmente in un comportamento, visto che poi <strong>il 36% ritiene di poter dare sempre per </strong><strong>scontato il consenso della persona con cui si ha una relazione</strong><strong> e il 48% ritiene che in una relazione intima sia difficile dire di no </strong><strong>ad un rapporto sessuale se richiesto dal/la partner</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 17% delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni pensa possa succedere che in una relazione intima scappi uno schiaffo ogni tanto</strong>. E in effetti, quando si passa dalle opinioni alle esperienze, <strong>quasi uno/a su cinque (19%) </strong><strong>di chi ha o ha avuto una relazione intima dichiara di essere stato spaventato dal/lla partner con atteggiamenti violenti, quali schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children sottolinea come i dati siano un campanello d&#8217;allarme che non può essere ignorato, poiché mettono in luce come, anche tra i più giovani, persistano opinioni e comportamenti legati a ad una cultura patriarcale che ancora influenza fortemente i rapporti tra i generi. Per prevenire la violenza nei confronti delle donne è, tra le altre cose, fondamentale promuovere presso gli e le adolescenti una cultura del rispetto, attivando a scuola, in modo sistematico e continuativo, percorsi di educazione alla affettività e alla sessualità, alla parità di genere e al rispetto delle differenze, che li accompagnino nella loro crescita e scongiurino la &#8220;normalizzazione&#8221; della violenza nelle relazioni tra pari e la pericolosa confusione tra amore e possesso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/giornata-contro-la-violenza-sulle-donne-save-the-children-comportamenti-violenti-nella-coppia-a-rischio-normalizzazione-tra-i-giovani/">Giornata contro la violenza sulle donne: Save the Children, comportamenti violenti nella coppia a rischio normalizzazione tra i giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giovani: Save the Children, il 78,1% dei 15-16enni del Sud pensa che dove vive non ci siano opportunità di lavoro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/05/30/giovani-save-the-children-il-781-dei-15-16enni-del-sud-pensa-che-dove-vive-non-ci-siano-opportunita-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 13:52:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 78,1% degli adolescenti tra i 15-16enni delle regioni del Sud pensa che dove vive non ci siano opportunità di lavoro, una percentuale significativamente più alta rispetto al 59,2% dei giovani delle regioni del Centro Italia e al 54,4% del Nord. È quanto emerge dall&#8217;indagine Domani (Im)possibili realizzata da Save the Children e presentata oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/30/giovani-save-the-children-il-781-dei-15-16enni-del-sud-pensa-che-dove-vive-non-ci-siano-opportunita-di-lavoro/">Giovani: Save the Children, il 78,1% dei 15-16enni del Sud pensa che dove vive non ci siano opportunità di lavoro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 78,1% degli adolescenti tra i 15-16enni delle regioni del Sud pensa che dove vive non ci siano opportunità di lavoro, una percentuale significativamente più alta rispetto al 59,2% dei giovani delle regioni del Centro Italia e al 54,4% del Nord. </strong>È quanto emerge dall&#8217;indagine Domani (Im)possibili realizzata da Save the Children e presentata oggi in occasione dell&#8217;apertura dell&#8217;evento di <strong>&#8220;</strong><a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=7%3dKbFcI%26D%3dE%26H%3dKZNb%265%3dYKWL%26M%3dvN0H7_Lgud_WQ_Jewf_TT_Lgud_VVOAQ.930900s7xAz8872.C0_Jewf_TT75Ko-0q5qCqE3_Lgud_VV5oG63uHu_Jewf_TTC3H3M9ApC27FdHV%26r%3dGAK07I.FsN%26yK%3dJZLZ%268M%3dHbFXPWGdGSNdKT%26v%3dXKZods8M5OaEdubHbuSK5MbIcJ8o9Obo5tYEas5q3oWL7s8GXOWH7L3K5NYH9GbIXuSo&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>IM</strong><strong>POSSIBILE 2024 &#8211; Costruire il futuro di bambine, bambini e adolescenti. Ora</strong></a><strong>&#8220;</strong>, la biennale sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza dell&#8217;Organizzazione, a cui è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica. L&#8217;evento, in corso a Roma presso l&#8217;Acquario Romano, intende coinvolgere il mondo della politica, dell&#8217;economia e dell&#8217;impresa, della cultura, del terzo settore, per rendere possibile ciò che oggi sembra non esserlo: investire nel più importante capitale che abbiamo, l&#8217;infanzia e i giovani, affinché siano un volano per lo sviluppo delle società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la ricerca,inoltre,<strong> il 40,9% delle ragazze e dei ragazzi delle regioni del Sud intervistati afferma che nel luogo in cui vive è difficile spostarsi con i mezzi pubblici all&#8217;interno della città o in altri comuni (21,3% degli adolescenti del Centro, 23,8% del Nord) e il 39,5% che i negozi stanno chiudendo a causa della crisi (35,6% al Centro e 28,9% al Nord). Il 37,5% vorrebbe trasferirsi in futuro in un&#8217;altra città, una percentuale più alta rispetto al 25,9% delle ragazze e dei ragazzi del Centro e al 27,4% di quelli del Nord.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine nazionale è stata realizzata da Save the Children con l&#8217;obiettivo di indagare quanto pesi sul futuro degli adolescenti, sulle loro aspirazioni e sulle aspettative concrete di vita, crescere in un Paese in cui i minori in povertà assoluta sono 1,3 milioni, con un&#8217;incidenza del 14%, più che doppia rispetto a quella degli over 65 (6,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>povertà relativa</strong> &#8211; secondo gli ultimi dati disponibili – <strong>si attesta al 22,2% tra i minori in Italia</strong>. Ma la percentuale sale considerevolmente nelle regioni del Sud e delle Isole, tutte oltre la media nazionale, ad eccezione dell&#8217;<strong>Abruzzo (14,9%)</strong>. <strong>L&#8217;incidenza più alta si registra in Calabria (44,9%), seguita da Molise (42,1%), Campania (37,1%), Basilicata (36,7%), Sardegna (32,9%), Sicilia (27,9%) e Puglia (26,6%).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dati che si intrecciano in modo indissolubile con la povertà educativa, che cresce laddove sono più carenti l&#8217;offerta formativa e le opportunità di apprendimento per le bambine, i bambini e gli adolescenti, come ad esempio asili nido, mense scolastiche e accesso al tempo pieno, o anche luoghi e spazi per attività ludiche e ricreative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle regioni del Mezzogiorno la percentuale di bambine e bambini tra 0-2 anni con accesso ai servizi educativi per la prima infanzia va dal 16% delle regioni del Sud al 16,6% in quelle insulari, oltre dieci punti percentuali in meno della media nazionale del 28%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, solo il 22% di alunne e alunni della scuola primaria ha accesso alla mensa, una percentuale significativamente inferiore rispetto al 55% della media nazionale, al 75,4% delle regioni del Nord e al 65,8% delle regioni del Centro Italia. Anche per quello che riguarda il numero delle classi a tempo pieno il Sud si caratterizza come l&#8217;area più penalizzata del Paese: solo il 20,7% delle classi sono a tempo pieno, contro una media nazionale del 38% (47,4% al Nord e 50% al Centro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In Italia i giovani subiscono una profonda ingiustizia generazionale. La povertà, materiale ed educativa, incide sul loro presente e sulle aspettative per il futuro – ha dichiarato <strong>Raffaela Milano, Direttrice Ricerche e Formazione di Save the Children</strong> &#8211; È necessario intervenire per contrastarla, non con interventi spot ma attraverso una strategia di medio e lungo periodo e investimenti chiari e ben definiti. Ecco perché è cruciale, soprattutto al Sud, un intervento strutturale per colmare i gravi deficit nell&#8217;offerta educativa, definendo livelli essenziali delle prestazioni sull&#8217;accesso alla mensa scolastica, il tempo pieno alle scuole primarie, la gratuità dei libri scolastici e il diritto allo studio universitario. Questo intervento è prioritario, rispetto ad ogni progetto di Autonomia Differenziata che altrimenti rischierebbe di aggravare i divari già presenti. Necessario inoltre un Fondo nazionale per il sostegno alle aspirazioni di bambine, bambini e adolescenti in condizioni di fragilità economica con la fornitura, da parte dei Comuni, di &#8220;doti educative&#8221; per allargare i loro orizzonti nel campo della cultura, della musica, dello sport&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>I dati nazionali della ricerca Domani (Im)possibili</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla <strong>ricerca nazionale</strong> emerge che <strong>in Italia </strong><strong>quasi un adolescente su dieci (9,4%) tra i 15 e i 16 anni, pari a più di centomila ragazze e ragazzi, vive in condizioni di grave deprivazione materiale. Il 17,9% afferma che i genitori hanno difficoltà nel sostenere le spese per cibo, vestiti e bollette e l&#8217;11,6% ammette di non poter comprare un paio di scarpe nuove anche se ne ha bisogno.</strong> Quasi uno su quattro (23,9%) inizia l&#8217;anno scolastico senza avere tutti i libri e il materiale necessario e il 24% ha difficoltà a partecipare alle gite scolastiche per motivi economici<strong>. Il 37,7% degli adolescenti vede i propri genitori spesso o sempre preoccupati per le spese e il 9% racconta che chiedono aiuto ad amici e familiari o prestiti.</strong> Il 43,7% dei 15-16enni intervistati aiuta la famiglia ad affrontare le spese, cercando di risparmiare e di non chiedere soldi per spese non indispensabili; tra questi, il 18,6% svolge qualche attività lavorativa (uno su due ha meno di 16 anni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La condizione di povertà economica grava pesantemente sulle aspettative di vita degli adolescenti in Italia. Se le «aspirazioni» per il futuro risultano essere piuttosto uniformi tra tutti i ragazzi e le ragazze, le «aspettative» (cioè gli obiettivi che si ritiene verosimilmente di poter raggiungere) divergono e il quadro cambia drasticamente. Più di un ragazzo su 4 in condizioni di grave deprivazione materiale nel nostro Paese afferma che non finirà la scuola e andrà a lavorare, a fronte dell&#8217;8,9% dei coetanei. Il 67,4% teme che, se anche lavorerà, non riuscirà ad avere abbastanza risorse economiche, contro il 25,9% degli adolescenti che non vivono condizioni di deprivazione. Andando ad analizzare lo scarto tra le aspirazioni e le aspettative concrete, colpisce la consapevolezza dei ragazzi che vivono in condizioni di disagio economico circa gli ostacoli che dovranno affrontare nel loro accesso al mondo del lavoro. Il gap tra aspirazioni e aspettative concrete di avere un lavoro ben retribuito è infatti molto maggiore per questi ragazzi rispetto ai coetanei che vivono in condizioni economiche migliori. Se per questi ultimi, lo scarto è di 17,6 punti percentuali, per i più svantaggiati la forbice raggiunge i 56,4 punti percentuali, a testimoniare quanto la povertà possa generare frustrazione e gravare negativamente sui percorsi di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base alle evidenze della ricerca di Save the Children, indipendentemente dalle condizioni economiche, le più scoraggiate sono le ragazze: a prescindere dal contesto in cui crescono, <strong>le ragazze hanno aspettative più alte dei coetanei sugli studi, ma bassissime sul futuro nel mondo del lavoro. </strong>Nonostante il 69,4% pensi che frequenterà sicuramente l&#8217;università (contro il 40,7% dei maschi), ben il 46,1% delle ragazze ha paura di non trovare un lavoro dignitoso (rispetto al 30,5% dei ragazzi) e una su tre (29,4%) afferma che non riuscirà a fare ciò che desidera, a fronte del 24,3% dei ragazzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guardando al proprio futuro, nonostante quasi la metà degli adolescenti intervistati provi sentimenti positivi, più del 40% ne vive di negativi come ansia (24,8%), sfiducia (5,8%) o paura (12,1%)</strong> e il 10,5% non pensa al futuro. La maggior parte è ben cosciente del peso delle disuguaglianze: <strong>quasi due terzi (64,6%) pensano che oggi in Italia una ragazza o un ragazzo che vive in famiglie con difficoltà economiche dovrà affrontare molti più ostacoli rispetto ai coetanei più abbienti,</strong> dimostrando grande consapevolezza su un ascensore sociale ormai bloccato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Più in generale, le sfide principali che gli adolescenti italiani vedono all&#8217;orizzonte sono le crisi climatiche (43,2%), l&#8217;intelligenza artificiale (37,1%), le discriminazioni e la violenza (34,8%). Prevale la sfiducia nelle capacità delle istituzioni di mettere in campo politiche per ridurre le disuguaglianze (59,7%).</strong> Per aiutare i giovani a uscire dalla condizione di deprivazione, gli adolescenti chiedono a<strong>lle istituzioni</strong> pubbliche di intervenire in primo luogo con<strong> il sostegno economico per le famiglie in povertà (50,9%)</strong> <strong>e, al secondo posto, con l&#8217;introduzione di un sostegno psicologico gratuito per tutte le ragazze e i ragazzi (49,4%),</strong> <strong>confermando come il diritto al benessere psicologico sia diventato per la prima volta, grazie a loro, una vera priorità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Domani (Im)possibili</em></strong><strong> contiene anche una ricerca nazionale curata dall&#8217;Ufficio studi di Caritas Italiana insieme a Save the Children, sui nuclei familiari con bambini tra 0 e 3 anni in condizione di povertà assistiti dalla rete Caritas </strong>(su un campione di 1.612 genitori in 115 diocesi). Dall&#8217;indagine emergono evidenti le difficoltà materiali che affrontano ogni giorno, come acquistare pannolini (per il 58,5% degli assistiti), abiti per bambini (52,3%) o latte in polvere (40,8%), ma anche le privazioni dovute alla difficoltà di conciliazione, che colpiscono in particolare le donne (il 69,5% delle donne &nbsp;rinuncia ad opportunità formative o di lavoro perché non sa a chi lasciare i bambini, contro il 53,3% degli uomini).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/30/giovani-save-the-children-il-781-dei-15-16enni-del-sud-pensa-che-dove-vive-non-ci-siano-opportunita-di-lavoro/">Giovani: Save the Children, il 78,1% dei 15-16enni del Sud pensa che dove vive non ci siano opportunità di lavoro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Combattere le Fake News: presentato un nuovo gioco educativo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/05/09/combattere-le-fake-news-presentato-un-nuovo-gioco-educativo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 04:46:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati, oltre il 70% degli europei si imbattono settimanalmente in informazioni false e c&#8217;è una tendenza crescente dei giovani (49% degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni) a procurarsi notizie dai social media. Non solo, ma la relazione tra informazioni falsificate e disordini sociali è stata prevista come il rischio globale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/09/combattere-le-fake-news-presentato-un-nuovo-gioco-educativo/">Combattere le Fake News: presentato un nuovo gioco educativo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati, oltre il 70% degli europei si imbattono settimanalmente in informazioni false e c&#8217;è una tendenza crescente dei giovani (49% degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni) a procurarsi notizie dai social media. Non solo, ma la relazione tra informazioni falsificate e disordini sociali è stata prevista come il rischio globale più elevato nel 2024. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In vista delle elezioni europee, le organizzazioni internazionali temono che i deepfake possano essere utilizzati per la manipolazione politica, influenzando le elezioni e aumentando la polarizzazione della società. Questo perché i primi studi dimostrano che gli utenti non sono in grado di rilevare in modo affidabile i deepfakes e che sopravvalutano le loro capacità di farlo. Per dare una mano a studenti e docenti è nato uno strumento didattico, &#8220;Escape Fake&#8221;, che sarà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, oggi, venerdì 10 maggio alle 10 nell&#8217;ambito dell&#8217;evento &#8220;Europa Creativa: finanziamenti per i settori culturali e creativi&#8221;. Partner italiano del consorzio europeo che ha sviluppato il progetto è la società benefit La Fabbrica, che vuole essere un ponte tra aziende, istituzioni e mondo della scuola attraverso progetti educativi e formativi ad alto impatto sociale e reputazionale e che per Escape Fake ha collaborato con altre tre organizzazioni basate in Austria, Romania e Ungheria. Il progetto è co-finanziato dal programma Europa Creativa &#8211; Media e da Emif &#8211; European Media and Information Fund della Gulbenkian Foundation, supportato, tra gli altri, da Google.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore di &#8220;Escape Fake&#8221; è l&#8217;omonimo escape game in realtà aumentata: un gioco gratuito, utilizzabile su tablet o smartphone in piccoli gruppi o individualmente, in cui i partecipanti sono chiamati a risolvere quesiti ed enigmi sul tema della disinformazione. Tre stanze che trattano diversi temi: manipolazione delle immagini (deepfake e cheapfake), strumenti e modalità per riconoscere le fake news, comportamenti online, sicurezza e privacy, strategie per la diffusione di fake news, phishing, manipolazione degli algoritmi. Favorendo l&#8217;apprendimento attraverso il gioco, il progetto vuole aiutare a sviluppare competenze di cittadinanza digitale e media literacy. Studenti e studentesse imparano infatti a leggere e interpretare in modo critico informazioni e materiali multimediali e a segnalare le fake news per contrastarne la diffusione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/05/09/combattere-le-fake-news-presentato-un-nuovo-gioco-educativo/">Combattere le Fake News: presentato un nuovo gioco educativo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>In 465mila abbandonano scuola ma cervelli in fuga sono 55.500</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/03/23/in-465mila-abbandonano-scuola-ma-cervelli-in-fuga-sono-55-500/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 19:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[cervelli in fuga]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquil.org]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 i giovani che in Italia hanno abbandonato la scuola prematuramente sono stati 465.000, pari all&#8217;11,5 per cento della popolazione presente nella fascia di età compresa tra i 18-24 anni. Sempre nello stesso anno, invece, i cosiddetti &#8220;cervelli in fuga&#8221; che se ne sono andati dal nostro Paese per trasferirsi all&#8217;estero sono stati 55.500. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/23/in-465mila-abbandonano-scuola-ma-cervelli-in-fuga-sono-55-500/">In 465mila abbandonano scuola ma cervelli in fuga sono 55.500</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022 i giovani che in Italia hanno abbandonato la scuola prematuramente sono stati 465.000, pari all&#8217;11,5 per cento della popolazione presente nella fascia di età compresa tra i 18-24 anni. Sempre nello stesso anno, invece, i cosiddetti &#8220;cervelli in fuga&#8221; che se ne sono andati dal nostro Paese per trasferirsi all&#8217;estero sono stati 55.500. In buona sostanza i primi sono un numero 8 volte superiore a quello dei secondi. Sono due problematiche estremamente delicate che, tuttavia, continuano ad avere, da parte dell&#8217;opinione pubblica, livelli di attenzione molto diversi. Se la dispersione scolastica non è ancora avvertita come una piaga educativa con un costo sociale spaventoso, la &#8220;fuga&#8221; all&#8217;estero di tanti giovani, invece, lo è, sebbene il numero della prima criticità sia molto superiore a quello della seconda. A dirlo è l&#8217;Ufficio studi della CGIA. </p>



<p class="wp-block-paragraph">PER TANTE PMI SARÀ DIFFICILE TROVARE PERSONALE PREPARATO. Se a queste specificità che caratterizzano il nostro mondo giovanile aggiungiamo anche la crisi demografica in corso e la &#8220;rivoluzione digitale&#8221; ormai alle porte, tutto ciò avrà delle ricadute pesantissime anche per le nostre imprese. Con sempre meno giovani e per una parte importante di essi con un livello di istruzione insufficiente, per tantissime Pmi trovare del personale preparato da inserire nei processi produttivi sarà una mission impossibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">POCHI DIPLOMATI E LAUREATI. L&#8217;Italia, rispetto ai principali Paesi dell&#8217;Unione Europea, nel campo dell&#8217;istruzione/formazione scolastica presenta due grossi problemi: un basso numero di diplomati e di laureati, soprattutto in materie scientifiche. Se in tempi ragionevolmente brevi non riusciremo a recuperare il gap con i nostri competitor, corriamo il pericolo di un impoverimento generale del sistema Paese; una elevata povertà educativa che, secondo gli esperti, va di pari passo con la povertà economica. Le cause che determinano la &#8220;fuga&#8221; dai banchi di scuola sono principalmente culturali, sociali ed economiche: i ragazzi che provengono da ambienti socialmente svantaggiati e da famiglie con un basso livello di istruzione hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola prima di aver completato il percorso di studi che li porta a conseguire almeno il diploma di maturità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PIÙ RISORSE A SOSTEGNO DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI. L&#8217;Ufficio studi della Cgia segnala che, talvolta, l&#8217;abbandono scolastico può essere causato da una insoddisfazione per l&#8217;offerta formativa disponibile. In questo senso va sottolineato lo straordinario lavoro inclusivo svolto dagli istituti di Istruzione e Formazione Professionale. Queste realtà sono diventate un punto di riferimento per gli allievi di nazionalità straniera, per quelli con disabilità e per gli studenti reduci da insuccessi scolastici precedenti. Scuole che spesso operano in aree caratterizzate da un forte degrado urbano e sociale che, grazie allo straordinario lavoro &#8220;antidispersivo&#8221; svolto, andrebbero sostenute con maggiori risorse di quante ne sono state messe a disposizione fino a ora. </p>



<p class="wp-block-paragraph">LA SITUAZIONE PIÙ CRITICA INTERESSA IL SUD. A livello territoriale sono le regioni del Sud che presentano i livelli di abbandono scolastico più elevati. Pertanto, dal confronto tra la dispersione scolastica e la &#8220;fuga di cervelli&#8221; è la Campania a presentare il gap più elevato (la prima è numericamente 16 più grande della seconda). Seguono la Puglia e la Sicilia con 14, e la Toscana e la Sardegna con 8. </p>



<p class="wp-block-paragraph">SOLO SPAGNA E GERMANIA STANNO PEGGIO DI NOI. Sebbene la &#8220;fuga&#8221; dai banchi di scuola sia in calo in tutta Europa, tra i 20 Paesi dell&#8217;Eurozona nel 2022 l&#8217;Italia era al terzo posto per abbandono scolastico dei giovani tra i 18 e i 24 anni (11,5 per cento sulla popolazione corrispondente). Solo la Spagna (13,9 per cento) e la Germania (12,2 per cento) presentavano un risultato peggiore del nostro. La media dell&#8217;Area Euro era il 9,7 per cento. Conclude la nota dell&#8217;Ufficio Studi della Cgia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/23/in-465mila-abbandonano-scuola-ma-cervelli-in-fuga-sono-55-500/">In 465mila abbandonano scuola ma cervelli in fuga sono 55.500</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fegato a rischio per giovani con aumento consumo alcol fuori pasto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 19:52:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il consumo di alcol in Italia sta subendo cambiamenti- evidenzia Giacomo Germani, Gastroenterologo, Unità Trapianto Multiviscerale, Azienda Ospedale &#8211; Università di Padova- Se prima era prevalente il consumo di vino durante il pasto, emergono percentuali del 40% per gli uomini e quasi il 20% delle donne che consumano alcolici fuori pasto. I dati cambiano poi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/14/fegato-a-rischio-per-giovani-con-aumento-consumo-alcol-fuori-pasto/">Fegato a rischio per giovani con aumento consumo alcol fuori pasto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il consumo di alcol in Italia sta subendo cambiamenti- evidenzia Giacomo Germani, Gastroenterologo, Unità Trapianto Multiviscerale, Azienda Ospedale &#8211; Università di Padova- Se prima era prevalente il consumo di vino durante il pasto, emergono percentuali del 40% per gli uomini e quasi il 20% delle donne che consumano alcolici fuori pasto. I dati cambiano poi a seconda dell&#8217;età, con i giovani che consumano più birra o altri alcolici. I consumatori abituali eccedentari tra i 16-17 anni registrano la percentuale più elevata, con il 35% dei maschi e il 29% delle femmine. Questo determina un problema sociale oltre che di salute. Nel 2021 circa 3 milioni italiani sopra gli 11 anni che hanno consumato alcol con modalità &#8216;binge drinking&#8217;, tra questi il 9.5% erano uomini e 3.6% donne. Un altro dato allarmante è che c&#8217;è una fascia d&#8217;età molto giovane, compresa tra gli 11 e i 17 anni, in cui il 17% dei maschi e il 14% delle femmine ha assunto alcol&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AUMENTA IL RISCHIO DI STEATOSI E CIRROSI &#8211; </strong>Gli effetti nocivi dell&#8217;alcol sulla salute possono essere di diverso tipo, senza contare che sono particolarmente gravi nei minori in quanto fino a 18 anni gli enzimi non sono ancora maturi per metabolizzarlo, aumentando così anche il rischio di provocare un coma etilico. &#8220;L&#8217;alcol può avere effetti sul fegato che vanno dalla steatosi (l&#8217;accumulo di grasso) fino alla cirrosi, all&#8217;epatocarcinoma e all&#8217;epatite acuta alcol correlata, che ha un&#8217;elevatissima mortalità- spiega Giacomo Germani- Ci sono poi i danni indiretti, come gli incidenti stradali, oltre ad altre patologie che colpiscono altri organi e a livello sistemico. Le preoccupazioni per la salute emergono anche in prospettiva: una popolazione giovanile che consuma alcol in quantità significative già dagli 11 anni d&#8217;età si espone in prospettiva a un elevato rischio di malattia epatica, soprattutto se in presenza di altre patologie o di predisposizione genetica. Anche il binge drinking è un fattore di rischio: insieme ad altri cofattori come il diabete o la predisposizione genetica nel lungo periodo può accentuare lo sviluppo di malattia epatica cronica e in particolare la cirrosi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/03/14/fegato-a-rischio-per-giovani-con-aumento-consumo-alcol-fuori-pasto/">Fegato a rischio per giovani con aumento consumo alcol fuori pasto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ricerca. &#8220;Io sono STEM&#8221;, Mur e giovani ricercatrici in campo per Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2024 10:44:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono STEM perché la scienza è il futuro e io ne faccio parte&#8221;. &#8220;Ho scelto di essere ricercatrice per la libertà di pensiero&#8221;. &#8220;Io sono STEM per dare valore alla ricerca&#8221;. &#8220;La ricerca mi permette di essere libera e creativa&#8221;. &#8220;Io sono STEM per progettare il futuro&#8221;. &#8220;Prendetevi quel posto in prima fila nel futuro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/11/ricerca-io-sono-stem-mur-e-giovani-ricercatrici-in-campo-per-giornata-internazionale-delle-donne-e-delle-ragazze-nella-scienza/">Ricerca. &#8220;Io sono STEM&#8221;, Mur e giovani ricercatrici in campo per Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Sono STEM perché la scienza è il futuro e io ne faccio parte&#8221;. &#8220;Ho scelto di essere ricercatrice per la libertà di pensiero&#8221;. &#8220;Io sono STEM per dare valore alla ricerca&#8221;. &#8220;La ricerca mi permette di essere libera e creativa&#8221;. &#8220;Io sono STEM per progettare il futuro&#8221;. &#8220;Prendetevi quel posto in prima fila nel futuro della scienza!&#8221;. Sono i messaggi di alcune giovani ricercatrici per la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Le loro testimonianze sono state raccolte in un video realizzato dal Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca con la collaborazione degli Enti di Ricerca italiani: Area Science Park; Agenzia spaziale italiana (ASI); Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR); Istituto italiano di studi germanici (IISG); Istituto nazionale di astrofisica (INAF); Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRiM); Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN); Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV); Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS); Progetto scientifico Einstein Telescope. Dalle giovani scienziate un invito a tutte le studentesse a scegliere le discipline STEM (scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche). Un incoraggiamento a seguire le proprie passioni, inclinazioni e abilità con coraggio e determinazione. La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza è stata istituita nel 2015 dall&#8217;Assemblea Nazionale dell&#8217;ONU, patrocinata dall&#8217;UNESCO, per promuovere una maggiore partecipazione da parte delle donne e delle ragazze nella ricerca scientifica e abbattere le disparità di genere in ambito scientifico. La Giornata si celebra ogni anno l&#8217;11 febbraio in tutto il mondo e quest&#8217;anno cade a conclusione della Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM), istituita a novembre scorso dalla legge 187/2023 con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare e stimolare l&#8217;interesse e la scelta dei ragazzi per queste discipline. Il video: https://www.instagram.com/reel/C3M4Ifli3yX/?igsh=MTIwcWxqZWk2azBwb w==</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/02/11/ricerca-io-sono-stem-mur-e-giovani-ricercatrici-in-campo-per-giornata-internazionale-delle-donne-e-delle-ragazze-nella-scienza/">Ricerca. &#8220;Io sono STEM&#8221;, Mur e giovani ricercatrici in campo per Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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