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	<title>giugno Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giugno 2024 segna il record: il mese più caldo di sempre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 14:38:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[giugno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mese di giugno 2024 è stato più caldo a livello globale di qualsiasi altro giugno precedente, con una temperatura media dell&#8217;aria superficiale Era5 di 16.66°C, 0.67°C al di sopra della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 per il mese di giugno e 0.14°C al di sopra del precedente massimo stabilito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/07/08/giugno-2024-segna-il-record-il-mese-piu-caldo-di-sempre/">Giugno 2024 segna il record: il mese più caldo di sempre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il mese di giugno 2024 è stato più caldo a livello globale di qualsiasi altro giugno precedente, con una temperatura media dell&#8217;aria superficiale Era5 di 16.66°C, 0.67°C al di sopra della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 per il mese di giugno e 0.14°C al di sopra del precedente massimo stabilito nel giugno 2023. Il dato è stato diffuso dal Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus, che pubblica regolarmente bollettini climatici mensili che riportano i cambiamenti registrati globalmente nella temperatura superficiale dell&#8217;aria e marina, nella copertura del ghiaccio marino e nelle variabili idrologiche. La maggior parte dei risultati si basa sul set di dati della rianalisi Era5, che utilizza miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche di tutto il mondo. Questo è il tredicesimo mese di fila che è il più caldo nella registrazione dei dati Era5 per il rispettivo mese dell&#8217;anno. Sebbene insolita, una striscia simile di record mensili di temperatura globale si era già verificata nel 2015/2016. Secondo i dati Era5, il mese ha superato di 1.50°C la media stimata di giugno per il periodo compreso tra il 1850 e il 1900, il periodo di riferimento preindustriale designato, diventando così il dodicesimo mese consecutivo a raggiungere o superare la soglia di 1.5°C. La temperatura media globale degli ultimi 12 mesi (luglio 2023 &#8211; giugno 2024) è la più alta mai registrata, con 0.76°C al di sopra della media per il periodo compreso tra il 1991 e il 2020 e 1.64°C al di sopra della media preindustriale tra il 1850 e il 1900.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La temperatura media europea per il mese di giugno 2024 è stata di 1.57°C superiore alla media per il periodo compreso tra il 1991 e il 2020, rendendo il mese il secondo giugno più caldo in Europa. Le temperature europee sono state maggiormente al di sopra della media nelle regioni sudorientali e in Turchia, ma vicine o inferiori alla media nell&#8217;Europa occidentale, in Islanda e nella Russia nordoccidentale. Al di fuori dell&#8217;Europa, le temperature sono state più alte della media nel Canada orientale, negli Stati Uniti occidentali e in Messico, in Brasile, nella Siberia settentrionale, in Medio Oriente, nell&#8217;Africa settentrionale e nell&#8217;Antartide occidentale. Le temperature sono state inferiori alla media nel Pacifico equatoriale orientale, indicando lo sviluppo di La Niña, ma le temperature dell&#8217;aria sull&#8217;oceano sono rimaste ad un livello insolitamente alto in molte regioni. La temperatura superficiale marina (Sst) media per giugno 2024 su 60°S-60°N è stata di 20.85°C, il valore più alto mai registrato per il mese. Questo è il quindicesimo mese consecutivo in cui la Sst è stata la più calda nel record dei dati Era5 per il rispettivo mese dell&#8217;anno. Secondo Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, &#8220;giugno segna il 13° mese consecutivo di temperatura globale record e il 12° consecutivo al di sopra di 1.5°C rispetto all&#8217;epoca preindustriale. Si tratta di qualcosa di più di una stranezza statistica, che evidenzia un cambiamento importante e continuo del nostro clima. Anche se questa specifica serie di eventi estremi finirà ad un certo punto, siamo destinati a vedere nuovi record infranti man mano che il clima continuerà a riscaldarsi. Questo è inevitabile, a meno che non smettiamo di aggiungere gas serra nell&#8217;atmosfera e negli oceani&#8221;.</p>
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		<title>Inflazione: a giugno +0.2%, anche su base annua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 09:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giugno]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A giugno l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di giugno 2014 (la stima preliminare era +0,1%), registrando una lieve accelerazione rispetto alla crescita tendenziale rilevata a maggio (+0,1%). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A giugno l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettività, al lordo dei tabacchi, <strong>aumenta dello 0,2% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di giugno 2014 </strong>(la stima preliminare era +0,1%), registrando una lieve accelerazione rispetto alla crescita tendenziale rilevata a maggio (+0,1%). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, <strong>l'&#8221;inflazione di fondo&#8221; è stabile allo 0,6%</strong>; <strong>stabile anche l&#8217;inflazione al netto dei soli beni energetici (+0,8%)</strong>. Lo rende noto l&#8217;Istat.</p>
<p>L&#8217;aumento su base mensile dell&#8217;indice generale è da ascrivere principalmente all&#8217;aumento &#8211; in larga parte condizionato da fattori stagionali &#8211; dei prezzi dei <strong>Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,2%)</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;inflazione acquisita per il 2015 sale a +0,2% </strong>(era +0,1% a maggio). Rispetto a giugno 2014, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari a quella rilevata a maggio (-0,3%) e quelli dei servizi una crescita stabile allo 0,7%. Di conseguenza, rispetto a maggio 2015 il differenziale inflazionistico tra servizi e beni non varia. Tra le diverse tipologie di prodotto che contribuiscono all&#8217;inflazione generale, segnali di accelerazione o di ripresa della dinamica tendenziale si rilevano in particolare per i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%, da +0,9% di maggio) e i Beni durevoli (variazione nulla, da -0,4% del mese precedente).</p>
<p>I prezzi dei <strong>beni alimentari, per la cura della casa e della persona </strong>registrano una <strong>variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale stabile allo 0,8%.</strong> I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano su base mensile e aumentano dello 0,2% su base annua (da +0,3% di maggio).</p>
<p><strong>Nel mese di giugno le variazioni congiunturali sono per lo più di lieve entità. </strong>Influenzati da fattori di natura stagionale, i prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura e dei Servizi ricettivi e di ristorazione aumentano su base mensile dello 0,3% e quelli dei Trasporti dello 0,2%. Incrementi congiunturali pari a +0,1% si registrano poi per i prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche, dei Servizi sanitari e spese per la salute e dell&#8217;Istruzione. I prezzi delle Comunicazioni diminuiscono dello 0,4% rispetto a maggio 2015 e quelli delle Bevande alcoliche e tabacchi dello 0,3%. I prezzi delle rimanenti divisioni di spesa non variano su base mensile.</p>
<p>Su base annua, i prezzi delle Bevande alcoliche e tabacchi registrano l&#8217;aumento più marcato (+3,0%); seguono quelli dell&#8217;Istruzione (+1,9%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,6%) e dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,0%). I prezzi degli Altri beni e servizi (+0,2%) mostrano il tasso di crescita tendenziale più contenuto. I prezzi delle Comunicazioni risultano in flessione rispetto a giugno 2014 (-2,1%), così come quelli dei Trasporti (-1,6%) e dell&#8217;Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,3%).</p>
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		<title>Ustica: Cassazione, fu missile Stato condannato a risarcire le vittime</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/01/29/ustica-cassazione-fu-missile-stato-condannato-a-risarcire-le-vittime/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 09:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo quasi 33 anni, e&#8217; la Cassazione a scrivere la &#8216;verita&#8221; definitiva sulla strage di Ustica e a inchiodare lo Stato alla responsabilita&#8217; per la morte degli 81 passeggeri del volo Itavia. Secondo la Suprema Corte non fu una bomba ma un missile a far precipitare il Dc9 la sera del 27 giugno 1980 e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi 33 anni, e&#8217; la Cassazione a scrivere la &#8216;verita&#8221; definitiva sulla strage di Ustica e a inchiodare lo Stato alla responsabilita&#8217; per la morte degli 81 passeggeri del volo Itavia. Secondo la Suprema Corte non fu una bomba ma un missile a far precipitare il Dc9 la sera del 27 giugno 1980 e i radar civili e militari non vigilarono come avrebbero dovuto sui cieli italiani. Per questo i Ministeri della Difesa e dei Trasporti devono essere condannati a risarcire i familiari delle vittime.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/29/ustica-cassazione-fu-missile-stato-condannato-a-risarcire-le-vittime/">Ustica: Cassazione, fu missile Stato condannato a risarcire le vittime</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Istat, occupazione stabile a giugno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 08:32:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[giugno]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Risulta pressoche&#8217; invariato il numero degli occupati in Italia rispetto allo scorso anno. A giugno, certifica l&#8217;Istat, erano 22.970.000, appena 11 mila in piu&#8217; rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso e lo 0,1% in meno rispetto a maggio (-29 mila unita&#8217;). Il tasso di occupazione e&#8217; pari al 56,9%, in diminuzione nel confronto congiunturale di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/31/istat-occupazione-stabile-a-giugno/">Istat, occupazione stabile a giugno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Risulta pressoche&#8217; invariato il numero degli occupati in Italia rispetto allo scorso anno. A giugno, certifica l&#8217;Istat, erano 22.970.000, appena 11 mila in piu&#8217; rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso e lo 0,1% in meno rispetto a maggio (-29 mila unita&#8217;). Il tasso di occupazione e&#8217; pari al 56,9%, in diminuzione nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e stabile in termini tendenziali.</p>
<p>A giugno, si legge nella nota del&#8217;Istituto, l&#8217;occupazione maschile e&#8217; sostanzialmente stabile rispetto a maggio (-4 mila unita&#8217;), a fronte di una riduzione dello 0,3% di quella femminile (-25 mila unita&#8217;). In confronto a un anno prima, la stabilita&#8217; dell&#8217;occupazione e&#8217; determinata dalla crescita della componente femminile (1,6%), a fronte di una diminuzione di quella maschile (-1,0%). Il tasso di occupazione maschile, pari al 66,7%, e&#8217; invariato rispetto a maggio e cala di 0,8 punti su base annua. Quello femminile, pari al 47,2%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e aumenta di 0,8 punti rispetto a dodici mesi prima.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/31/istat-occupazione-stabile-a-giugno/">Istat, occupazione stabile a giugno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>&#8220;Trecentonove&#8221;, L&#8217;Aquila foto-grafica, secondo Claudio Di Francesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 10:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[casa natale]]></category>
		<category><![CDATA[d'annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[fotografica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>S’inaugura il 15 giugno alle ore 18, a Pescara, nella Casa natale di Gabriele d’Annunzio, in Corso Manthonè, una singolare mostra foto-grafica Trecentonove (il trattino è voluto) di Claudio Di Francesco, tanti gli scatti della sua macchina impressi in “immagini” esposte negli spazi del museo dannunziano. Rimarranno in mostra per un mese, fino al 16 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/13/trecentonove-laquila-foto-grafica-secondo-claudio-di-francesco/">&#8220;Trecentonove&#8221;, L&#8217;Aquila foto-grafica, secondo Claudio Di Francesco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia, serif;">S’inaugura il </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>15 giugno</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> alle ore 18, a </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Pescara</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, nella </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Casa natale di Gabriele d’Annunzio</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, in Corso Manthonè, una singolare mostra foto-grafica </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em><strong>Trecentonove</strong></em></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> (il trattino è voluto) di </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Claudio Di Francesco</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, tanti gli scatti della sua macchina impressi in “immagini” esposte negli spazi del museo dannunziano. Rimarranno in mostra per un mese, fino al </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>16 luglio</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">. Ma quel 309 evoca dolorosamente anche il numero delle vittime del terremoto dell’Aquila, in quel terribile 6 aprile 2009 che per gli aquilani ha marcato una nuova era. Le foto in esposizione hanno una singolarità: sono le immagini riflesse su una delle porte in sequela sotto i portici di San Bernardino. Per mesi l’artista ha fotografato lo stesso punto, talvolta tra la curiosità e la meraviglia dei rari passanti e dei militari che presidiano la “zona rossa”, cogliendo in divenire le immagini del contesto urbano che man mano mutava, tra puntellamenti dei palazzi, imbragature, sostegni e armature, in un coacervo di tubi di ferro. La narrazione foto-grafica è stata realizzata in 309 scatti d’obiettivo – di qui in titolo dato alla mostra – in memoria delle vittime, e alcune di esse hanno</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia, serif;">davvero un forte impatto visivo ed emozionale. Una, in particolare, sembra riflettere l’immagine di un’aquila che con il becco cerca d’afferrare la città e risollevarla ad una condizione di riscatto e di rinascita.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Claudio Di Francesco</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, nato nel 1955 a </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>San Martino sulla Marrucina</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> (Chieti), da molti anni vive a </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Paganica</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, la più popolosa frazione dell’Aquila, distesa alle falde del </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Gran Sasso d’Italia</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, sulla via che sale verso la vetta dell’Appennino, fino a Campo Imperatore. Sociologo, già dirigente d’azienda, </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Di Francesco</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> ha da sempre coltivato la passione per la fotografia d’arte, impegnando la sua sensibilità per le vicende umane, talvolta le più drammatiche e dolorose, con un sincero trasporto di condivisione. La sua attenzione d’artista spesso sofferma l’obiettivo ristretto al particolare, al dettaglio, talvolta più pertinente e descrittivo d’una narrazione a tutto campo. Così egli traccia il senso dell’imminente esposizione nel Museo di Casa d’Annunzio, a </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Pescara</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">: “</span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em>In questa mostra non presento semplicemente degli scatti fotografici, propongo invece</em></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> &#8220;immagini&#8221;, </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em>immagini di una città ferita e di un vissuto personale e collettivo dilaniato. Non voglio rappresentare tout court il visibile, ma cogliere l&#8217;invisibile reale che è dentro la propria soggettività scossa, terremotata e dentro le strutture del reale percepito”.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Georgia, serif;"><em>Ne scaturisce un lavoro &#8211;</em></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> annota ancora </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Claudio Di Francesco</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em> &#8211; che va oltre la fotografia e si iscrive nella dimensione dell&#8217;arte contemporanea come trasfigurazione del reale, al punto che le immagini non sono rappresentazione di &#8220;qualcosa&#8221; ma segni tangibili di un disagio antropologico. Oserei parlare di fotografia pittorica, di simbolismo materico, di iperrealismo ancorato al concreto, e non visione intellettualistica e astratta della realtà. Le immagini rappresentate sono esse stesse </em></span><span style="font-family: Georgia, serif;">&#8220;deformazioni&#8221; </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em>di una realtà irriconoscibile e deformata, dove è percepibile l&#8217;aspetto di estraneazione e di lontananza dell&#8217;io, dove la quotidianità non ha più gesti e segni da condividere. Del resto la città non vive e respira del respiro degli aquilani, non si alimenta delle dinamiche e delle contraddizioni del vivere, è abbando-nata, è chiusa in uno spazio-tempo senza ri-nascita. Le immagini di questo lavoro racchiudono proprio l&#8217;angoscia del non divenire, del non appartenere, del non condividere con gli Altri sogni e speranze, paure e certezze”.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia, serif;">La mostra reca il prestigioso marchio della </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Soprintendenza per i Beni Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, che ha consentito per l’esposizione uno dei luoghi più evocativi per la cultura italiana, qual è la </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Casa natale di Gabriele d’Annunzio</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, a Pescara. La Soprintendente per l’Abruzzo, </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Lucia Arbace</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;">, segnala l’evento con un’ interessante presentazione critica. “</span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em>Ho accolto con vero interesse &#8211; </em></span><span style="font-family: Georgia, serif;">scrive </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Lucia Arbace</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em> &#8211; la proposta di Claudio Di Francesco di organizzare una mostra delle sue fotografie presso i locali del Museo Casa natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara, foto che fissano, in maniera originale e innovativa, gli effetti del devastante terremoto. Si tratta di un reportage fotografico dall’alto valore evocativo quello condotto da Claudio Di Francesco, che ha fermato nei suoi scatti l’azione del tempo sulle architetture aquilane. L’estetica del paesaggio urbano è stata stravolta dalla messa in opera dei puntellamenti che Di Francesco ha documentato nel loro divenire con un ritmo incalzante, realizzando queste sue “fotografie pittoriche”. Lo scatto reiterato nel tempo sempre sullo stesso oggetto &#8211; una porta sotto le arcate di San Bernardino -, ha catturato il riflesso del contesto urbano che si modificava via via mentre le opere di messa in sicurezza venivano realizzate. La deformazione reale e artificiale convive in queste opere, dove è stato astratto il dato tangibile attraverso il riflesso che altera l’immagine modificandone i connotati, rendendola “altra” sia dalla dimensione spaziale che da quella temporale. La suggestione e la magia dell’immagine &#8211; </em></span><span style="font-family: Georgia, serif;">conclude la </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Soprintendente Arbace</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em> &#8211; naturalmente cede anche il passo alla struggente malia del ricordo, che affiora con forza nell’animo di quanti amano la città e auspicano il restauro delle prestigiose architetture del centro storico dell’Aquila”.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia, serif;">Dunque, rilevante è il contributo che </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><strong>Claudio Di Francesco</strong></span><span style="font-family: Georgia, serif;"> dà con la sua cospicua produzione fotografica, composta in questa singolare esposizione “</span><span style="font-family: Georgia, serif;"><em><strong>Trecentonove</strong></em></span><span style="font-family: Georgia, serif;">”. Alla qualità artistica delle sue “immagini” egli associa il valore della narrazione, aggiungendo un di più nella costituzione di quella memoria collettiva degli aquilani che negli anni a venire racconterà la tragedia dell’Aquila, straordinaria città d’arte sconvolta dal sisma, le ferite dell’anima dei suoi abitanti, la loro determinazione a restituire alla città il volto stupendo delle sue architetture, a ricostruire il luogo autentico della propria esistenza.</span></p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY">Goffredo Palmerini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/13/trecentonove-laquila-foto-grafica-secondo-claudio-di-francesco/">&#8220;Trecentonove&#8221;, L&#8217;Aquila foto-grafica, secondo Claudio Di Francesco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Due sì, due no</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 14:53:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sta rimbalzando su Twitter, ormai da molti giorni, la nota del lontano 1976, quando il ministro democristiano Forlani cancellò, dopo il terremoto del Friuli, la parata del 2 giugno. Soprattutto perché oggi, invece, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso, di concerto con il governo, di confermare la cerimonia, anche se senza enfasi ed [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/01/due-si-due-no/">Due sì, due no</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Sta rimbalzando su Twitter, ormai da molti giorni, la nota del lontano 1976, quando il ministro democristiano Forlani cancellò, dopo il terremoto del Friuli, la parata del 2 giugno.</p>
<p align="JUSTIFY">Soprattutto perché oggi, invece, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso, di concerto con il governo, di confermare la cerimonia, anche se senza enfasi ed in tona dimesso.</p>
<p align="JUSTIFY">Tormentata vicenda quella della “festa della Repubblica” in una Nazione che, forse, non si è mai davvero sentita tale, con un altro storico stop &#8216; ai tempi di Oscar Luigi Scalfaro: sette anni “soppressione” per motivi economici e perché, spiegava il Presidente di allora, &#8220;questa e&#8217; la festa degli italiani, della gente comune&#8221;. Quindi era meglio aprire a tutti i cittadini i giardini del Colle e stringere cordoni della borsa, piuttosto che far marciare i soldati e tenere il costosissimo ricevimento per il Corpo Diplomatico.</p>
<p align="JUSTIFY">Eppure Scalfari non è stato né amato né particolarmente celebrato dopo la fine del suo mandato.</p>
<p align="JUSTIFY">Proprio lui, che aveva servito nella Seconda Guerra Mondiale, impose lo stop più lungo , fino alla fine del suo mandato: stop alla sfilata, stop al ricevimento poiché costavano troppo.</p>
<p align="JUSTIFY">E invece, due giorni fa, nel secondo giorno della sua visita in Friuli, Giorgio Napolitano, ex comunista e uomo amato dal popolo, si è limitato a dire che si darà “sobrietà alla festa della Repubblica”, ma che la stessa non può essere cancellata.</p>
<p align="JUSTIFY">E lo appoggia apertamente Stefano Menichini, direttore di Europa, che affrontando il tema politico delle celebrazioni dopo il terremoto in Emilia, dice: “Francia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti hanno &#8216;una grande fortuna&#8217; rispetto all&#8217;Italia: un forte senso di sé, un orgoglio collettivo, un patriottismo che scorre nel sangue&#8221;. In nessuno di questi paesi, scrive Menichini, &#8221;avrebbe attecchito più di tanto l&#8217;idea di cancellare la principale festa nazionale, nelle forme in cui abitualmente si svolge, dopo una terribile catastrofe naturale&#8221;. Al contrario, continua, &#8221;sarebbe stato ovvio, spontaneo&#8221; ciò che il Presidente Napolitano &#8221;deve fare invece passare a fatica&#8221;: la festa nazionale &#8221;e&#8217; esattamente il momento in cui un paese esalta il proprio essere comunità; nella buona, nella cattiva e soprattutto nella tragica sorte&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Insomma per Menichini la festa ci vuole, sempre e comunque, per far si che al’estero non si dia della’Italia l’idea di un “Paese che non si rispetta e non si ama”.</p>
<p align="JUSTIFY">Il passaparola su Twitter era del resto iniziato poco dopo la notizia del nuovo sisma in Emilia, con convinzione che fondi previsti dovevano essere destinati alle popolazioni colpite dal terremoto.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;iniziativa aveva subito raccolto numerose adesioni, da Nichi Vendola a Cecilia Strada, presidente di Emergency.</p>
<p align="JUSTIFY">E in un soprassalto di rigore molti italiani &#8211; probabilmente non tutti fedeli &#8211; avevano chiesto a Benedetto XVI di rinunciare alla contemporanea visita a Milano che comincerà venerdì, secondo il principio, forse bislacco, nessuno si muova, neppure il Papa, se a tremare è la terra.</p>
<p align="JUSTIFY">Antonio Di Pietro, leader dell&#8217;Idv, ha spaccato il fronte degli incerti nel mondo politico, con una nota di indubbia chiarezza<strong>: </strong>&#8221;C&#8217;è un modo nobile e c&#8217;è un modo furbo per dedicare il 2 giugno alle vittime del terremoto. Il primo è quello di rinunciare ai soldi della parata militare per destinarli ai territori colpiti dal tragico sisma. Il secondo è fare ugualmente la parata dedicandola ai terremotati. Come dire che con un brindisi e una preghiera si risolve tutto. Questa è una trovata di pessimo gusto&#8221;. E subito sono accorsi i pompieri istituzionali: Enrico Letta, Annamaria Cancellieri ed anche Roberto Formigoni, che si schiera dalla parte di Napolitano, anche se, invece, Famiglia Cristiana aderisce all&#8217;appello di molte organizzazioni cattoliche, tra cui Pax Christi, che chiedono di cancellare del tutto la parata.</p>
<p align="JUSTIFY">Più saggia (o forse solo più furbamente accorta), Flavia Perina, ex direttore del Secolo d&#8217;Italia e ora deputata di Fli: &#8220;Cancellare la parata del 2 giugno sarebbe sbagliato, visto che si tratta anche di un omaggio alle nostre Forze Armate impegnate su scacchieri difficilissimi, ma è doveroso uno sforzo di sobrietà e di semplicità che unisca il Paese nelle celebrazioni della nascita della nostra Repubblica, anziché dividerlo inutilmente sui costi della sfilata dei Fori Imperiali&#8221;.<strong>  </strong></p>
<p align="JUSTIFY">Ed io, come molti, e non so come mettere la cosa e, domani, me ne resterò perplesso di fronte alla tv, per i milioni di euro spesi mentre si annunciano tagli alla spesa pubblica per altri 100 miliardi e non solo.</p>
<p align="JUSTIFY">Cento miliardi subito e trecento nel medio periodo: sono queste, infatti, le basi dalla quali il governo intende partire per realizzare la spending review, la revisione della spesa pubblica necessaria per impedire &#8211; nell&#8217;immediato &#8211; l&#8217;aumento delle aliquote Iva (previsto per l&#8217;autunno), e per realizzare &#8211; più in là &#8211; l&#8217;attesa riduzione delle pressione fiscale.</p>
<p align="JUSTIFY">Una riduzione di un terzo rispetto alla spesa totale, il che vuol dire che ogni cittadino dovrà attendersi un terzo di meno di servizi, già discutibili, dello Stato.</p>
<p align="JUSTIFY">I tagli, si faranno in due tappe: prima il governo guarderà ai cento miliardi di spesa pubblica &#8216;potenzialmente aggredibile nel breve periodo&#8221; con &#8216;aggiustamenti che si possono fare subito, dall&#8217;oggi al domani&#8217;, poi sempre coinvolgendo gli enti locali, la base sulla quale lavorare per scovare gli sprechi sarà allargata ai trecento miliardi. Ma lì i cambiamenti saranno &#8216;robusti&#8217; e dovranno passare attraverso &#8216;modifiche delle regole di vita e delle abitudini&#8217;. Lo ha detto il 27 scorso Piero Giarda parlando ai microfoni di Radio Vaticana, che ormai è divenuta portavoce privilegiata del governo. L&#8217;intenzione del ministero è di procedere in maniera molto spedita e già a giugno I dovrebbero partire i primi cantieri.</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo l&#8217;Ance per un miliardo investito ne vengono generati altri tre e con ricadute positive sull&#8217;occupazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel piano città molta attenzione e&#8217; riservata alle scuole: su 45 mila ispezioni in 3596 scuole di tutta Italia, si prevede di spendere 943 milioni per mettere in sicurezza quelle più fatiscenti. Più della metà sono risorse già stanziate dal Cipe e 161 milioni di euro sono già stati erogati per i cantieri in corso (altri 20 milioni arriveranno entro luglio).</p>
<p align="JUSTIFY">Il totale delle risorse a disposizione sarebbe di 2 miliardi, reperiti qua e là tra le pieghe dei bilanci e programmi già finanziati ma non più attivi.</p>
<p align="JUSTIFY">Solo considerando l&#8217;housing sociale, 833 milioni di euro investiti generano 72 mila alloggi a canone sociale e 141 mila occupati.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma, tornando alla questione della sfilata di domani, anche se in tono dimesso e senza le “Frecce Tricolori” (con grande delusione di grandi e piccini),<strong> </strong>dovrebbero sfilare 2.584 militari e 738 unità di altre amministrazioni. Inoltre, 10 bande, 93 mezzi e 98 cavalli, per un costo stimato di tre milioni di euro, certamente più basso di 1,7 milioni rispetto allo scorso anno, ma certamente non trascurabile se si considera, ad esempio, quante scuole potrebbero essere messe, in sicurezza o ospedali ammodernati o case e beni di pregio riedificati.</p>
<p>Inoltre, considerando ciò che ha dichiarato Profumo che, ha detto, che alcune spese sono già state affrontate , con primi esborsi di 823.000 euro per l&#8217;allestimento delle tribune, cui bisogna aggiungere 119.500 euro per il servizio di vigilanza e manovolanza, lo spostamento delle fermate tram-bus, lo smontaggio di alcuni semafori, l&#8217;allaccio delle cabine elettriche e altre attività complementari, a cui bisogna aggiungere altri 628.539 euro di oneri soggetti a ribasso di gara, con un totale che arriva a 1.571.926,79; più, secondo il Pdm (Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia), una spesa di 3 milioni e mezzo per l&#8217;impiego di uomini e mezzi; siamo ben al di sopra dei tre milioni dichiarati.</p>
<p>E’ vero, tre o quattro milioni non sono tanti, ma, per dirla con la saggezza popolare, “tutto poco fa” e, soprattutto “grano a grano si riempie il granaio” o, forse, sarebbe più coretto dire, non si svuota ulteriormente.</p>
<p style="text-align: right;"> Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/01/due-si-due-no/">Due sì, due no</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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