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	<title>Graceland Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>16 agosto del 1977: 40 anni fa moriva Elvis Presley</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 15:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Moriva 40 anni fa il<strong> Re del Rock, il</strong>&nbsp;<strong>16 agosto del 1977,&nbsp;</strong>&nbsp;nella sua casa a Memphis&nbsp;<strong>Elvis Presley</strong>. Uno dei cantanti più conosciuti di tutti i tempi, idolo di migliaia di teenager, icona dell’anticonformismo, che con la sua timbrica vocale e il suo&nbsp;<strong>stile musicale unico e innovativo</strong>, (un mix di generi che spaziavano dal rock and roll al rhythm and blues, passando per il country e il gospel) ha saputo conquistare una fama di livello internazionale, imponendosi nell’<strong>immaginario collettivo</strong>&nbsp;come nessuno mai prima e dopo di lui. Elvis The Pelvis con le sue movenze sexy e il suo ciuffo alla brillantina. Elvis la leggenda.</p>
<p>Elvis Aaron Presley nasce a Tupelo, nel Missisipi, l’ 8 gennaio 1935 in una&nbsp;<strong>famiglia povera</strong>&nbsp;<strong>ma molto unita</strong>: figlio unico, sopravvissuto al gemello, morto durante il parto.&nbsp;<strong>A otto anni riceve in regalo dalla madre una chitarra</strong>&nbsp;e da lì nasce il suo interesse per la musica alimentato dall’ascolto in chiesa dei cori gospel. A tredici anni la famiglia Presley<strong>&nbsp;si trasferisce a Memphis</strong>&nbsp;nel Tennessee in cerca di fortuna.</p>
<p>Sono&nbsp;<strong>anni difficili</strong>&nbsp;per il giovane Elvis che a causa del&nbsp;<strong>carattere schivo</strong>&nbsp;e dello&nbsp;<strong>stile eccentrico</strong>&nbsp;nel vestirsi e portare i capelli non riesce a stringere amicizie. E’ però anche l’occasione per frequentare i mercatini dei quartieri afro-americani, dove i vestiti costano poco e sono di suo gusto. E’ questo il momento in cui Elvis fa sua quell’<strong>anima nera</strong>&nbsp;che sarà sempre presente nella sua musica.</p>
<h3>Gli inizi della carriera</h3>
<p><strong>E’ il 1954 quando incide la prima canzone</strong>&nbsp;per fare un regalo di compleanno a sua madre, alla quale è molto legato. Quel giorno il proprietario della<strong>&nbsp;Sun Records</strong>,&nbsp;<strong>Sam Phillips</strong>&nbsp;lo sente cantare e subito intuisce le sue potenzialità. Decide di puntare su quel giovane fuori dal comune, coinvolgendo nel progetto il chitarrista&nbsp;<strong>Scotty Moore</strong>&nbsp;e il bassista&nbsp;<strong>Bill Black</strong>. Il primo 45 giri&nbsp;<strong>“That’s All Right Mama”/“Blue Moon Of Kentucky”</strong>&nbsp;è un&nbsp;<strong>successo enorme.</strong>&nbsp;Le esibizioni in pubblico, ancora di più. I movimenti sensuali del bacino con i quali Elvis provoca il pubblico durante i concerti gli fanno meritare il nome di&nbsp;<strong>The Pelvis</strong>, e&nbsp;<strong>il pubblico femminile impazzisce</strong>, mentre i ragazzi iniziano a emularlo nel vestiario e nell’acconciatura. E’ esploso il fenomeno Elvis.</p>
<p>Il suo successo è così grande da necessitare il passaggio obbligato presso una casa discografica più grande, la&nbsp;<strong>Rca</strong>&nbsp;e ad un nuovo agente&nbsp;<strong>Thomas Andrew Parker</strong>, detto&nbsp;<strong>“Il Colonnello”</strong>, che resterà il manager di Elvis fino alla fine dei suoi giorni.Gli anni del rock e del cinema</p>
<p>Ai concerti Elvis alterna<strong>&nbsp;apparizioni televisive</strong>, celebri quelle al “Toast Of The Town” di Ed Sullivan, che aumentano, se possibile, la sua notorietà. E ben presto arriverà anche il cinema. Intanto incide brani destinati a rimanere nella storia della musica&nbsp;<strong>“Blue Suede Shoes”, “Tutti Frutti” e “Hound dog”</strong>, contenute nel primo album dal titolo&nbsp;<strong>“Elvis Presley”</strong>, a cui segue il secondo intitolato semplicemente “Elvis”, altrettanto fortunato che si impone all’attenzione del pubblico anche per le ballate in esso contenute, tra cui&nbsp;<strong>“Love me”</strong>. Inizia quindi la&nbsp;<strong>carriera cinematografica</strong>di Elvis, con il suo primo film&nbsp;<strong>“Love me tender”</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>1956</strong>, dal titolo omonimo di uno dei suoi più grandi successi. Seguono nel 1957 altri due film con Presley protagonista: “Loving You” e “Jailhouse Rock” .</p>
<p>L’anno successivo&nbsp;<strong>viene chiamato sotto le armi</strong>&nbsp;e parte senza opporsi, nonostante le miriade di polemiche e richieste dei fan affinché fosse esonerato. Durante i due anni di esercito che trascorre in Arkansas, Texas e per un breve periodo in Germania la fama del cantante non svanisce e il suo ritorno viene celebrato trionfalmente con un duetto televisivo insieme a<strong>&nbsp;Frank Sinatra</strong>.</p>
<h3>Lo stile melodico degli anni ’60</h3>
<p>Gli&nbsp;<strong>anni ’60</strong>&nbsp;si caratterizzano per un&nbsp;<strong>allontanamento dallo stile rock and roll</strong>, ormai in declino e da un&nbsp;<strong>sound sempre più melodico</strong>. E’ questo il momento in cui vedono la luce alcune delle&nbsp;<em>ballad</em>&nbsp;più belle e famose di Presley come<strong>&nbsp;“It’s Now Or Never”</strong>,&nbsp;<strong>“Surrender”</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;“Are You Lonesome Tonight”</strong>.&nbsp;<strong>Diminuiscono le sue esibizioni dal vivo</strong>, ma non la produzione cinematografica, che diventa quasi l’unico mezzo per i fan per vedere il loro beniamino cantare; il che spiega anche il grande successo riscosso da queste pellicole piuttosto banali.</p>
<p><strong>Il 1967 è l’anno del cambiamento</strong>&nbsp;per Elvis, segnato dal&nbsp;<strong>matrimonio con la quattordicenne Priscilla Beaulieu</strong>, da cui nascerà la sua unica figlia&nbsp;<strong>Lisa Marie</strong>&nbsp;(futura moglie di<strong>&nbsp;Micheal Jackson</strong>), e dal ritorno alla musica delle origini con&nbsp;<strong>“Big Boss Man”</strong>. Il consenso dell’artista inizia però a scemare, è giunto il momento di allontanarsi dal cinema e<strong>&nbsp;tornare a calcare il palcoscenico</strong>. Elvis lo fa con un costume di pelle nera, realizzato appositamente per questa occasione, duettando con alcuni dei migliori musicisti d’America. Lo spettacolo ripreso e trasmesso in tv prenderà il nome di&nbsp;<strong>“Elvis ’68: Comeback Special”</strong>.&nbsp;Tantissime le performance dal vivo che seguirono, ma mai nessuna fuori da Stati Uniti e Canada.</p>
<p>E’ questo uno dei momenti di massimo successo del cantante di Memphis che annovera tra i suoi tanti primati il concerto del&nbsp;<strong>1973</strong>&nbsp;<strong>“Elvis: Aloha From Hawaii”</strong>: trasmessa in&nbsp;<strong>mondovisione</strong>&nbsp;via satellite, l’esibizione raggiunge un pubblico stimato di&nbsp;<strong>un miliardo di telespettatori</strong>&nbsp;sparsi in quaranta paesi. Non era mai accaduto prima.</p>
<h3>Il declino</h3>
<p>Di qui in poi la popolarità di Elvis inizia un&nbsp;<strong>lento declino</strong>. Si incrinano i rapporti con la moglie Priscilla, che presto chiede la separazione, e il cantante&nbsp;<strong>comincia ad assumere sempre più farmaci</strong>&nbsp;per domare la sua ansia. Tutto ciò insieme a una&nbsp;<strong>cattiva alimentazione</strong>&nbsp;lo porterà ad ingrassare notevolmente, tanto da sembrare ben presto una caricatura della stella del rock che fino a pochi anni prima aveva fatto sognare migliaia di fan.</p>
<p>Il 16 agosto 1977 viene trovato dalla sua compagna dell’epoca,<strong>&nbsp;Ginger Alden</strong>&nbsp;riverso sul pavimento del bagno. Portato in ospedale a nulla varranno i tentativi di rianimarlo. La diagnosi sarà&nbsp;<strong>attacco cardiaco</strong>. I funerali furono un evento unico nella storia della musica: i media seguirono in maniera maniacale ogni secondo che seguì la comunicazione del decesso, mentre&nbsp;<strong>migliaia di fan si riversarono davanti i cancelli di Graceland</strong>, la sontuosa casa di Elvis. Le esequie furono caratterizzate da&nbsp;<strong>momenti di isteria collettiva</strong>&nbsp;e malori da parte dei fan.</p>
<p><strong>Dal 1982 Graceland è diventato un museo</strong>&nbsp;ed attualmente è la&nbsp;<strong>seconda abitazione più visitata degli Stati Uniti</strong>&nbsp;dopo la Casa Bianca. Nei suoi 24 anni di carriera, The Pelvis ha pubblicato&nbsp;<strong>61 album</strong>&nbsp;e venduto<strong>&nbsp;oltre 1 miliardo di dischi in tutto il mondo</strong>, imponendosi numerose volte al top delle classifiche.(Dire)</p>
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