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	<title>immigrati Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>IUS SOLI.  Aumentano le adesioni allo sciopero della fame</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 11:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Seconda giornata dell&#8217;iniziativa &#8216;Non e&#8217; mai troppo tardi&#8217; a sostegno dell&#8217;approvazione della legge sullo Ius Soli. Quasi 400 persone hanno dichiarato il proprio impegno a partecipare allo sciopero della fame a staffetta. Lo rende noto il senatore del Partito democratico Lugi Manconi, presidente della commissione Diritti umani a Palazzo Madama, che aggiunge: &#8220;Questo, mentre arrivano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda giornata dell&#8217;iniziativa<em> &#8216;Non e&#8217; mai troppo tardi&#8217;</em> a sostegno dell&#8217;approvazione della legge sullo Ius Soli. Quasi 400 persone hanno dichiarato il proprio impegno a partecipare allo sciopero della fame a staffetta. Lo rende noto il senatore del Partito democratico Lugi Manconi, presidente della commissione Diritti umani a Palazzo Madama, che aggiunge: &#8220;Questo, mentre arrivano consensi da parte di un numero crescente di parlamentari ed europarlamentari e di cittadini. Sono di oggi le adesioni del sottosegretario all&#8217;Economia Pier Paolo Baretta, della presidente della commissione parlamentare Antimafia Rosi Bindi, dell&#8217;europarlamentare David Sassoli, di Francesca Chiavacci e Filippo Miraglia, presidente e vicepresidente dell&#8217;Arci, e di tutto il gruppo dirigente dell&#8217;associazione. Da tutta Italia giungono proposte di iniziative, messaggi di consenso e impegni alla mobilitazione. Si puo&#8217; dire, insomma, che un primo risultato e&#8217; stato raggiunto: quello che sembrava un provvedimento irreparabilmente archiviato e un tema destinato all&#8217;oblio e&#8217; tornato all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica. Il cammino resta ancora lungo e arduo, ma vale la pena provarci&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Trump: stop ai rifugiati, al via il muro con il Messico</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 16:29:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono anche blocchi e restrizioni nella concessione di visti ai cittadini di Paesi africani e mediorientali dilaniati dalla guerra civile, come Siria, Iraq, Libia, Somalia e Yemen, tra le misure che dovrebbero essere adottate in settimana dal neo-presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dei provvedimenti hanno riferito dirigenti dell’amministrazione, citati oggi da agenzie e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche blocchi e restrizioni nella concessione di visti ai cittadini di Paesi africani e mediorientali dilaniati dalla guerra civile, come Siria, Iraq, Libia, Somalia e Yemen, tra le misure che dovrebbero essere adottate in settimana dal neo-presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dei provvedimenti hanno riferito dirigenti dell’amministrazione, citati oggi da agenzie e fonti di stampa concordanti.</p>
<p>Le restrizioni saranno al centro di ordinanze e decreti motivati da Trump con le esigenze della “sicurezza nazionale”. Una categoria, questa, nella quale il presidente fa rientrare anche il muro anti-immigrati da costruire al confine con il Messico. La barriera dovrebbe essere al centro di un’ordinanza presidenziale già oggi, “un grande giorno” stando agli annunci via Twitter di Trump. Fedele a se stesso nel voler rimettere “l’America al primo posto” a dispetto di situazioni di conflitto tra le più gravi al mondo: i siriani costretti a lasciare le proprie case o il proprio Paese sono più di 11 milioni; circa due milioni e 200 mila, invece, gli sfollati yemeniti.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Giardina-Dire</p>
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		<title>Corte Ue condanna Italia: permesso di soggiorno troppo caro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 10:49:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia dell’Unione Europea boccia ancora una volta l’Italia e la sua legislazione. In questo caso, oggetto di censura dei giudici del Lussemburgo è stata la legge italiana sull’immigrazione ed in particolare la parte riguardante le modalità e i costi di concessione del permesso di soggiorno ai cittadini stranieri. La legislazione italiana per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Corte di Giustizia dell’Unione Europea</strong> boccia ancora una volta l’Italia e la sua legislazione. In questo caso, oggetto di censura dei giudici del Lussemburgo è stata la <strong>legge italiana sull’immigrazione</strong> ed in particolare la parte riguardante le modalità e i costi di concessione del permesso di soggiorno ai cittadini stranieri.</p>
<p>La legislazione italiana per il permesso di soggiorno, secondo la Corte, <strong>e&#8217;contraria alla direttiva europea sullo status dei cittadini di paesi terzi per soggiorni di lungo periodo, perche&#8217; il costo del permesso e&#8217; troppo alto.</strong> Lo ha stabilito una sentenza della Corte di giustizia europea, che <strong>&#8220;boccia&#8221; la richiesta agli extra-comunitari di pagare un contributo variabile tra gli 80 e i 200 Euro per il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno</strong>, definendola <em>&#8220;sproporzionata rispetto alla finalita&#8217; dalla direttiva&#8221;:</em> in questo modo, si legge nella sentenza<em>, &#8220;puo&#8217; creare un ostacolo all&#8217;esercizio dei diritti&#8221;</em> riconosciuti a livello comunitario.</p>
<p>Non è un periodo particolarmente fortunato per i rapporti tra il nostro paese e gli organi di giustizia comunitari. Soltanto ieri infatti <strong>la Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo aveva condannato l’Italia per la detenzione “illegale” di tre migranti tunisini nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa.</strong> Il ricorso si riferiva a fatti avvenuti nel settembre 2011, quando i tre erano stati prima trattenuti nel Centro di prima accoglienza dell’isola e poi caricati su navi-prigione a Palermo, in attesa del rimpatrio. I tre dovranno essere risarciti con <strong>10mila euro a testa.</strong></p>
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		<title>Gran Bretagna, la nuova America degli immigrati italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 10:40:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Gran Bretagna, con la sua economia cresciuta del 2,6% su base annua, è sempre piu&#8217; la &#8220;land of hope and glory&#8221; per gli immigrati dall&#8217;Europa. E sono soprattutto di nazionalità italiana, gli immigrati in cerca di fortuna in quella che un tempo era la perfida Albione. I connazionali sbarcati a Londra e dintorni in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Gran Bretagna</strong>, con la sua <strong>economia cresciuta del 2,6% su base annua</strong>, è sempre piu&#8217; la <em>&#8220;land of hope and glory&#8221;</em> per gli immigrati dall&#8217;Europa. E sono soprattutto di nazionalità italiana, gli immigrati in cerca di fortuna in quella che un tempo era la perfida Albione. <strong>I connazionali sbarcati a Londra e dintorni in cerca di lavoro tra il 2014 ed il 2015 sono stati 57.600 contro i 42.000 dei 12 mesi precedenti.</strong> Un incremento del <strong>37%</strong> rispetto alla rilevazione precedente. E&#8217; quanto emerge dai dati anticipati dal conservatore <em>Daily Telegraph</em> sulla base di quanti si sono registrati ufficialmente ed hanno ottenuto <em>il &#8216;National Insurance&#8217; number</em> (l&#8217;equivalente del nostro codice fiscale) indispensabile per poter lavorare.</p>
<p>In totale sono 824.000 gli immigrati giunti nel Regno Unito e di questi 629.000 sono dall&#8217;Ue, 100.000 dall&#8217;Asia e 79.000 dal resto del mondo. I primi, e unici in termini numerici davanti agli italiani, restano i polacchi con <strong>116.000 immigrati</strong>, <strong>ma in calo rispetto al picco di 220.00 del periodo 2006/2007</strong>, quando si ironizzò sull&#8217;invasione di <em>&#8220;plumber&#8221;</em> (idraulici) da Varsavia. Il secondo posto dei nostri connazionali  fa arretrare gli spagnoli al terzo posto con <strong>54.000 immigrati</strong>, un dato che equivale comunque ad una crescita del 19% rispetto ai 46.000 dello scorso anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/27/gran-bretagna-la-nuova-america-degli-immigrati-italiani/">Gran Bretagna, la nuova America degli immigrati italiani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Macedonia apre la frontiera serba a 8.000 profughi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/macedonia-apre-la-frontiera-serba-a-8-000-profughi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 09:02:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine la Macedonia ha aperto la frontiera ai profughi, prevalentemente siriani, che stanno arrivando massicciamente in Serbia. Sono tra i 6000 e gli 8000 i profughi accolti da ieri sera nel centro di accoglienza di Presevo, nel sud della Serbia. Lo rende noto Ahmet Halimi, segretario della croce rossa locale. I profughi, provenienti dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/macedonia-apre-la-frontiera-serba-a-8-000-profughi/">Macedonia apre la frontiera serba a 8.000 profughi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine <strong>la Macedonia ha aperto la frontiera ai profughi</strong>, prevalentemente siriani, che stanno arrivando massicciamente in Serbia. <strong>Sono tra i 6000 e gli 8000 i profughi accolti da ieri sera nel centro di accoglienza di Presevo, nel sud della Serbia. </strong>Lo rende noto <strong>Ahmet Halimi</strong>, segretario della croce rossa locale. I profughi, provenienti dal Medio Oriente per la gran parte siriani, sono entrati in Serbia dalla Macedonia, ammassandosi nel cittadina frontaliera Miratovac dove, secondo quanto riferisce la tv pubblica serba RTS, sono stati forniti loro cibo e un riparo dal tempo inclemente di queste ore. Da Miratovac, dopo essere stati rifocillati, gli immigrati vengono trasferiti in pullman nella vicina Presevo, dove la polizia consegna loro documenti di viaggio e li fa poi salire su altri bus, diretti verso il confine con l&#8217;Ungheria. Tra loro ci sono numerosi bambini e donne incinte.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo lavorato tutta la notta per accoglierli </em>&#8211; ha detto Halimi &#8211; <em>e continuano ad arrivare&#8221;.</em> Giovedi&#8217; la Macedonia aveva dichiarato lo stato di emergenza e aveva chiuso le sue frontiere meridionali. Dopo scene di disperazione e scontri le autorita&#8217; di Skopje avevano annunciato l&#8217;autorizzazione di ingressi contingentati, ma ieri gli sbarramenti al confine erano crollati sotto la spinta della massa umana di profughi. Stamattina gli immigrati hanno continuato a transitare senza essere contrastati dalle forze di sicurezza macedoni.</p>
<p>Sempre stamane sono sbarcati nel porto ateniese del Pireo i quasi 2.500 immigrati raccolti dal traghetto <em>&#8220;Eleftheros Venizelos&#8221;</em> nelle isole greche dell&#8217;Egeo meridionale , dove erano giunti con imbarcazioni di fortuna dalla vicina Turchia. Secondo la Guardia Costiera greca si tratta complessivamente di <strong>2.446 persone</strong>. L&#8217;agenzia greca Amna ha affermato che sono stati predisposti autobus per trasferire subito gli immigrati nelle piu&#8217; vicine stazioni della metropolitana, da dove potranno raggiungere la stazione ferroviaria e prendere i treni per il confine con la Macedonia.</p>
<p>Intanto nella giornata di ieri sono stati salvati circa <strong>4.400 migranti in 22 diverse operazioni di salvataggio</strong>. A fare il bilancio e&#8217; stata oggi la Guardia Costiera che ha gestito le numerose richieste di soccorso pervenute alla sua Centrale operativa del ministero delle infrastrutture e dei trasporti a Roma. I profughi erano a bordo di gommoni e barconi in difficolta&#8217;, raggiunti al largo delle coste libiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/macedonia-apre-la-frontiera-serba-a-8-000-profughi/">Macedonia apre la frontiera serba a 8.000 profughi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Infanzia: in Italia un bambino su sette nasce povero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 08:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, un bambino su 7 nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, 1 su 20 assiste a violenza domestica e 1 su 100 è vittima di maltrattamenti. Uno su 20 vive in aree inquinate e a rischio di mortalità. Uno su 50 soffre di una condizione che comporterà una disabilità significativa all&#8217;età dell&#8217;ingresso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/">Infanzia: in Italia un bambino su sette nasce povero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, un bambino su 7 nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, 1 su 20 assiste a violenza domestica e 1 su 100 è vittima di maltrattamenti. Uno su 20 vive in aree inquinate e a rischio di mortalità. Uno su 50 soffre di una condizione che comporterà una disabilità significativa all&#8217;età dell&#8217;ingresso nella scuola primaria, 1 su 500 vive in strutture di accoglienza. Più di 8 bambini su 10 non possono usufruire di servizi socio-educativi nei primi tre anni di vita e 1 su 10 nell&#8217;età compresa tra i 3 e i 5 anni. Nel 2013 in Italia sono andati al nido solo 218.412 bambini, pari al <strong>13,5% della popolazione sotto i tre anni</strong>. E la situazione nel Mezzogiorno è ancora più grave, se si considera che tutte le regioni del Sud si collocano sotto la media nazionale, come la Sicilia con appena il 5,6% dei bambini che ha avuto accesso al nido; la Puglia con il 4,4%; la Campania con il 2,7% e la Calabria con il 2,1&#8243;%. Questi i principali dati che emergono dal <strong>Rapporto di monitoraggio sull&#8217;attuazione della Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;Adolescenza</strong> nel nostro Paese, giunto alla sua ottava edizione, alla cui redazione hanno contribuito 124 operatori delle 90 associazioni del Gruppo CRC, e presentato stamane alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>Giuliano Poletti</strong>.</p>
<p>Il rapporto, evidenzia che, <strong>a vent&#8217;anni esatti dal primo Rapporto</strong> sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza (CRC), inviato dall&#8217;Italia al Comitato ONU per la CRC, <em>&#8220;il sistema organico di politiche per l&#8217;infanzia&#8221;</em> su cui il nostro paese si era impegnato con la ratifica della Convenzione non è stato realizzato. Le associazioni auspicano che l&#8217;adozione del nuovo Piano Infanzia, con priorità e azioni ben definite e supportate da un adeguato impegno economico, possa essere il primo passo per rimettere al centro dell&#8217;agenda politica le misure per la tutela per l&#8217;infanzia. <em>&#8220;Ci sono bambini che fin dalla nascita soffrono di carenze che ne compromettono lo sviluppo fisico, mentale scolastico, relazionale</em> &#8211; sottolinea Arianna Saulini, di Save the Children e coordinatrice del Gruppo CRC. <em>Tra questi eventi, indicati come fattori di rischio, figurano condizioni sfavorevoli durante la gravidanza, cure genitoriali inadeguate, violenza domestica ed esclusione sociale. Per questo chiediamo</em> &#8211; aggiunge Saulini &#8211; <em>che il prossimo Piano Nazionale Infanzia dedichi speciale attenzione ai primi anni di vita del bambino, che vengano realizzate politiche adeguate per superare il divario territoriale nell&#8217;offerta educativa e di costruire un qualificato sistema integrato per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, impegnando adeguati e stabili investimenti finanziari e introducendo un meccanismo permanente di monitoraggio della spesa&#8221;</em>. A proposito di risorse dedicate all&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, il Rapporto denuncia che a distanza di anni <strong>non esiste ancora un monitoraggio a livello istituzionale, manca una strategia nazionale e una visione di lungo periodo nell&#8217;allocazione delle risorse.</strong> Le carenze, tuttavia, non sono solo di tipo economico, ma anche di raccolta e coordinamento delle informazioni. Così, ad esempio, se si considera il problema dei minori privi di un ambiente familiare, gli stessi dati forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presentano lacune e incongruenze. <strong>Sappiamo infatti che al 31 dicembre 2012 i minorenni affidati a parenti erano 6.750, quelli affidati a terzi 7.444, per un totale complessivo di 14.191 affidamenti familiari, e che i minori inseriti in comunità erano 14.255</strong>. Poco o nulla sappiamo però, sulle cause dell&#8217;allontanamento dalla famiglia e sui motivi che hanno portato a scegliere l&#8217;accoglienza in comunità o l&#8217;affido, il tipo di struttura di accoglienza e i tempi di permanenza. Informazioni che mancano soprattutto per i minorenni tra 0 e 5 anni. A ciò si aggiunge che molte Regioni non forniscono i dati richiesti, come la Calabria che non ha aderito alla rilevazione, la Liguria e la Sardegna che hanno fornito dati discordanti rispetto ai criteri della rilevazione, l&#8217;Abruzzo che non ha inviato i dati sull&#8217;affidamento familiare. Ed è incomprensibile il divario tra i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e quelli del Dipartimento per la Giustizia Minorile sugli affidamenti familiari consensuali o giudiziari. Sempre in merito al sistema di raccolta dati, la Banca Dati Nazionale dei minori adottabili e delle coppie disponibili all&#8217;adozione è operativa soltanto in 11 Tribunali per i Minorenni sui 29 esistenti e ciò rende difficile garantire a ogni bambino la scelta della miglior famiglia, quantificare e monitorare la situazione dei piccoli che non vengono adottati nonostante le tante famiglie disponibili. Riguardo alle difficoltà economiche di molte famiglie con minori, pur riconoscendo l&#8217;impegno del Governo con la sperimentazione della nuova social card, Arianna Saulini ricorda che la povertà minorile in Italia è in continuo aumento <strong>&#8211; dal 2012 al 2013 i minori in condizioni di povertà assoluta sono passati da 1.058.000 (10,3%) a 1.434.000 (13,8%)</strong> &#8211; e ribadisce l&#8217;urgenza di un Piano nazionale di contrasto alla povertà, che tenga in debita considerazione le famiglie con figli minorenni e che sia in grado di mettere a sistema in maniera organica le varie e frammentate misure messe in campo in questi anni.</p>
<p>Il rapporto dedica poi un paragrafo <strong>ai minori stranieri non accompagnati (MSNA)</strong>, tema di grande attualità considerati i numerosi sbarchi di questo periodo, rilevando la necessità di rendere subito operativo il nuovo sistema di accoglienza. Dal primo gennaio al 31 marzo 2015 sono sbarcati in Italia 10.165 migranti, di cui <strong>902 minori (289 accompagnati e 613 non accompagnati)</strong>, dato che a giugno è balzato a <strong>quasi 5.000 minori. Nel 2014, 26.122 minori hanno raggiunto le coste italiane e di questi 13.026 sono risultati essere non accompagnati</strong>, ovvero un numero pari a due volte e mezzo quello registrato nel 2013. Si tratta per la maggior parte di ragazzi tra i 15 ed i 17 anni, originari dell&#8217;Eritrea (3.394), dell&#8217;Egitto (2.007) e della Somalia (1.481). Va menzionato anche l&#8217;elevato flusso migratorio via mare dalla <strong>Siria</strong>: nel 2014 sono sbarcati 10.965 minori (10.020 accompagnati e 945 non accompagnati). Alla data di stesura del Rapporto erano <strong>oltre 500 i minori ancora in attesa del collocamento in comunità</strong>, che si trovano, da mesi, in strutture temporaneamente adibite alla loro accoglienza, attivate <em>&#8220;in emergenza&#8221;</em> a livello locale, in Sicilia, Puglia e Calabria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/">Infanzia: in Italia un bambino su sette nasce povero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Renzi contro i governatori: incentivi a chi accoglie immigrati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/renzi-contro-i-governatori-incentivi-a-chi-accoglie-immigrati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 09:01:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alfano]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un provvedimento governativo per premiare economicamente i Comuni italiani disposti ad accogliere i migranti. L’idea è stata avanzata dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano ed è stata sottoscritta anche dal Premier Matteo Renzi. Il progetto appare come una risposta, negativa all’idea lanciata nei giorni scorsi da alcuni governatori regionali esponenti di centro destra, come il lombardo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/renzi-contro-i-governatori-incentivi-a-chi-accoglie-immigrati/">Renzi contro i governatori: incentivi a chi accoglie immigrati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un provvedimento governativo per premiare economicamente<strong> i Comuni italiani disposti ad accogliere i migranti.</strong> L’idea è stata avanzata dal Ministro dell’Interno <strong>Angelino Alfano</strong> ed è stata sottoscritta anche dal Premier <strong>Matteo Renzi</strong>. Il progetto appare come una risposta, negativa all’idea lanciata nei giorni scorsi da alcuni governatori regionali esponenti di centro destra, come il lombardo<strong> Roberto Maroni</strong>, il veneto <strong>Luca Tosi</strong> ed il ligure Toti, che avevano proposto l’idea di penalizzare, con il taglio della dispensazione dei fondi regionali, quei sindaci che avessero accolto all’interno delle mura della propria città, i clandestini sbarcati in Sicilia.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo dare incoraggiamenti e incentivi anche sul patto di stabilità ai comuni che ci danno una mano. C&#8217;è piena condivisione con quello che ha detto il ministro Alfano&#8221;</em>, ha spiegato Renzi in conferenza stampa al termine del G7, svoltosi in Baviera. Dal punto di vista formale, il provvedimento è ancora lungi dall’essere concepito e con molta probabilità non sarà inserito nel ddl sugli Enti Locali, la cui stesura è in corso in questi giorni. La proposta però, è un segnale estremamente significativo, indirizzato ai governatori leghisti che avevano avanzato la proposta, peraltro molto dubbia dal punto di vista costituzionale. “Non siamo di fronte ad un fenomeno apocalitico&#8221; ha detto Renzi stigmatizzando coloro che investono le business della paura. La cifra dei 24 mila profughi da spostare dall&#8217;Italia, avanzata nel piano della Commissione, è giudicata tuttavia  ancora <em>“del tutto inadeguata”</em> dal premier. Quella della quota di migranti, ovvero il numero di profughi da dislocare nei singoli Paesi europei, è una partita ancora apertissima che il premier intende giocarsi nel consiglio straordinario del 25-26 giugno.</p>
<p>Bisogna andare a dire ai partner europei che bisogna fare di più e questo non è facile quando sono gli stessi governatori del nostro Paese a volersi in qualche modo disimpegnare nel processo di accoglienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/09/renzi-contro-i-governatori-incentivi-a-chi-accoglie-immigrati/">Renzi contro i governatori: incentivi a chi accoglie immigrati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Nessuna invasione islamica. L&#8217;Italia non ha paura della diversità /video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 10:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia cambia forma e anche sostanza, ogni anno sempre di più, mentre i flussi migratori aumentano, la nazione si confronta con diverse religioni e culture. In Italia non c’è nessuna invasione musulmana, ma le religioni sono arrivate sulla penisola, insieme alle persone, creando un’Italia multireligiosa. E’quanto è emerso dal rapporto appena pubblicato del Centro studi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/18/nessuna-invasione-islamica-litalia-non-ha-paura-della-diversita-video/">Nessuna invasione islamica. L&#8217;Italia non ha paura della diversità /video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia cambia forma e anche sostanza, ogni anno sempre di più, mentre i flussi migratori aumentano, la nazione si confronta con diverse religioni e culture.</p>
<p>In Italia non c’è nessuna invasione musulmana, ma le religioni sono arrivate sulla penisola, insieme alle persone, creando un’Italia multireligiosa. E’quanto è emerso dal rapporto appena pubblicato del Centro studi e ricerche Idos contenuto nel progetto “Religioni, dialogo, integrazione&#8221;, un vero e proprio vademecum a cura del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, finanziato dal Fei (Fondo europeo per l&#8217;Integrazione di cittadini di paesi terzi). In base a questa ricerca su cinque milioni di stranieri presenti sul territorio italiano, più del 50% dei residenti in Italia è di religione cattolica, il 32 % è musulmano, e il resto, poco più di un ventesimo, è rappresentato dal variegato mondo di religioni orientali, tradizionali, insieme ad atei e agnostici. La religione si sa è l’oppio dei popoli e spesso anche il suo specchio, visto che anche attraverso di essa è possibile evidenziare, l’ampia varietà di provenienza dei migranti che vengono in Italia da ogni parte del mondo.</p>
<p>In questo pluralismo religioso e culturale non sempre cittadini italiani e immigrati riescono a dialogare e ad accettare, soprattutto la maggioranza cristiano-cattolica, usi e costumi di comunità religiose diversità.</p>
<p>Ci prova la comunità islamica di Milano, che vede nell’Expo 2015 un traguardo anche per i musulmani italiani per avere un luogo dove pregare e esprimere la propria spiritualità, proprio come fanno gli italiani con le tante chiese sparse sul territorio nazionale. Lo ha spiegato l’Imam dell’associazione islamica di via Padova Mahoud Asfa a margine del convegno “Cristiani e musulmani nell’era del meticciato di civiltà.</p>
<p>Sotto il profilo istituzionale, il progetto “Religioni, dialogo, integrazione” ha rivitalizzato la funzione dei Consigli Territoriali, soprattutto per quanto riguarda i Tavoli di dialogo interreligioso, strumenti di conoscenza ed educazione al rispetto dell’altro.</p>
<p>Guarda anche il video sulla multireligiosità <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/LItalia_multireligiosa_non_ha_paura_della_diversita/1514">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/18/nessuna-invasione-islamica-litalia-non-ha-paura-della-diversita-video/">Nessuna invasione islamica. L&#8217;Italia non ha paura della diversità /video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Quasi mille immigrati giunti nelle ultime 24 ore nelle coste meridionali/video</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/06/16/quasi-mille-immigrati-giunti-nelle-ultime-24-ore-nelle-coste-meridionalivideo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 09:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime 24 ore più di 900 persone hanno trovato nelle coste meridionali della penisola italiana il loro approdo sicuro dopo un viaggio tra la vita e la morte. Ieri infatti è stata una giornata molto impegnativa per la Guardia Costiera che ha soccorso quasi mille tra uomini, donne e bambini anche molto piccoli provenienti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/16/quasi-mille-immigrati-giunti-nelle-ultime-24-ore-nelle-coste-meridionalivideo/">Quasi mille immigrati giunti nelle ultime 24 ore nelle coste meridionali/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime 24 ore più di 900 persone hanno trovato nelle coste meridionali della penisola italiana il loro approdo sicuro dopo un viaggio tra la vita e la morte. Ieri infatti è stata una giornata molto impegnativa per la Guardia Costiera che ha soccorso quasi mille tra uomini, donne e bambini anche molto piccoli provenienti, attraverso barche insicure, da paesi del Nordafrica, ma anche da Siria, Afghanistan e Kurdistan.</p>
<p>Le condizioni meteo favorevoli sono diventate la stella cometa per persone che non aspettano altro che sfuggire, anche su barche insicure, ad un destino di fame, instabilità politica e guerra. Tre gli sbarchi che hanno impegnato gli uomini della Guardia Costiera e uno è culminato con la morte di un giovane nordafricano giunto su un barcone con 200 persone sulla spiaggia tra Siculiana Marina e Torre Salsa, nell&#8217;Agrigentino. La Procura di Agrigento ha aperto un&#8217;inchiesta per accertare le circostanze della tragedia: il giovane sarebbe annegato nel tentativo di raggiungere la riva.</p>
<p>Altro caso particolare che ha attirato l’attenzione dei soccorritori è stato il ritrovamento di una neonata sulla piccola imbarcazione giunta sulle coste di Roccella Jonica. Sull’imbarcazione di fortuna carica di 159 immigrati, di cui molti sono stati portati in ospedale disidratati o in stato di ipotermia, la piccola è riuscita a cavarsela. Pesa due chili è in perfetta salute. Nessuna notizia sulla madre. Probabilmente la donna ha partorito in mare ed è morta. Forse gli altri viaggiatori della disperazione l’hanno gettata in mare.</p>
<p>Ora dopo la fase d’emergenza ci sarà quella dell’accoglienza, in cui l’Italia a causa delle leggi che ha, non brilla per umanità, come dimostra la disperazione di coloro che, rifugiati o immigrati, sono sul suolo italiano prigionieri di Cie e altri centri. Ieri, infatti, mentre riprendevano gli sbarchi, è scoppiata la protesta di un gruppo di immigrati all’interno del centro Mineo per rifugiati politici, in provincia di Catania. C’è stata una sassaiola e lancio di lacrimogeni da parte dei poliziotti in una struttura che ospita 2800 persone in attesa di ottenere lo status di rifugiato politico. La scintilla della sommossa è stata data dal fermo di un migrante, aggredito alcuni agenti. Ma l’origine del malessere è chiaramente legata alla lunga attesa in cui sono costretti a vivere, dentro ad una sorta di carcere, persone colpevoli di nessun reato. Il centro di Mineo come i Cie sono delle discariche sociali, in cui far stazionare persone di cui lo Stato non riesce o vuole occuparsi.</p>
<p>Vedi anche il video sugli sbarchi di ieri <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Immigrazione_in_24_ore_oltre_900_persone_giunte_in_Italia_/1497">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/16/quasi-mille-immigrati-giunti-nelle-ultime-24-ore-nelle-coste-meridionalivideo/">Quasi mille immigrati giunti nelle ultime 24 ore nelle coste meridionali/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>A scuola cresce sempre meno il numero di studenti figli di immigrati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/09/03/a-scuola-cresce-sempre-meno-il-numero-di-studenti-figli-di-immigrati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 09 agosto scorso, lo “Sportello dei Diritti” riportava alcuni dati, ripresi poi da numerose agenzie di stampa, che confermavano una percezione comune riguardo ad uno degli effetti tangibili della crisi: la riduzione dei flussi d’ingresso di stranieri in Italia e l’aumento del numero di chi lascia il Nostro Paese nel tentativo di trovare lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/03/a-scuola-cresce-sempre-meno-il-numero-di-studenti-figli-di-immigrati/">A scuola cresce sempre meno il numero di studenti figli di immigrati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 09 agosto scorso, lo “Sportello dei Diritti” riportava alcuni dati, ripresi poi da numerose agenzie di stampa, che confermavano una percezione comune riguardo ad uno degli effetti tangibili della crisi: la riduzione dei flussi d’ingresso di stranieri in Italia e l’aumento del numero di chi lascia il Nostro Paese nel tentativo di trovare lavoro in altre mete meno colpite dalla crisi o che addirittura chiede di essere rimpatriato nelle nazioni d&#8217;origine.</p>
<p>Un ulteriore conferma di quanto già anticipato, è data dal non irrilevante circostanza che i bambini stranieri che frequentano le scuole italiane, il cui numero cresce in valore assoluto, aumentano sempre meno anno dopo anno.</p>
<p>Basti pensare che nel biennio 2007/2008 erano aumentati di 70mila unità rispetto agli anni precedenti; nel 2008/2009 i nuovi alunni erano stati di 55mila; nel 2009/2010 l’incremento è stato di 45mila studenti in più per un totale di 675mila giovani stranieri che studiano in Italia.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero dell&#8217;Istruzione, nell&#8217;anno scolastico 2010/2011 sono in totale 750.000 gli alunni stranieri nelle Nostre scuole; mentre nel 2016/2017, secondo le stime più acclarate arriveranno alla cifra tonda di un milione.</p>
<p>La crescita continua, dunque, ma rallenta progressivamente anno dopo anno raggiungendo una sorta di stabilizzazione.</p>
<p>Per ciò che concerne le diverse nazionalità ai primi posti nelle scuole italiane troviamo ancora i rumeni, seguiti da albanesi, marocchini e cinesi.</p>
<p>È evidente, da questi dati che la causa principale di questa riduzione nella crescita del numero degli iscritti in Italia &#8211; nonostante si sia giunti a famiglie che sono dalla seconda generazioni ormai più di 270mila, il 40% del totale, rasentando la quota del 70% nella scuola dell’infanzia e nella primaria o addirittura dalla terza generazione &#8211; sia da individuare nella minore attrattività del Belpaese, dove il posto di lavoro, come confermato dai recenti dati Istat sulla disoccupazione, diventa una “chimera” con la conseguente difficoltà per lo straniero di ottenere, da una parte il permesso di soggiorno e dall’altra il meritato e giusto ricongiungimento familiare. Circostanze che unite ad un aumento del numero di famiglie straniere indigenti, comportano un flusso costante di ritorno nei paesi d’origine o l’emigrazione in paesi ove è più semplice trovare un lavoro.</p>
<p>Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” il fatto che ci sia una riduzione nelle iscrizioni di bambini e ragazzi stranieri, non deve fare abbassare la guardia, specie alla scuola pubblica sulla necessità di contemperamento tra esigenze d’integrazione e differenze dettate dalle abitudini, anche religiose di alcune nazionalità o etnie.</p>
<p>Per esempio, il momento del pasto o l&#8217;ora di religione devono continuare ad essere posti sotto l’attenta attenzione dei dirigenti scolastici e dei presidi con particolare cura al mantenimento di menu differenziati per gli alunni di religione musulmana e attività alternative per chi non vuole assistere all&#8217;ora di religione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/09/03/a-scuola-cresce-sempre-meno-il-numero-di-studenti-figli-di-immigrati/">A scuola cresce sempre meno il numero di studenti figli di immigrati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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