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	<title>inaugurazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Esseci, nuovo polo culturale a Cuneo: inaugurazione dal 26 al 29 settembre 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:21:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esseci, il nuovo polo culturale di Cuneo, si inaugura dal 26 al 29 settembre 2026 con la parata Lettori in cammino e visite guidate estive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/26/esseci-inaugurazione-del-nuovo-polo-culturale-a-cuneo-dal-26-al-29-settembre-2026/">Esseci, nuovo polo culturale a Cuneo: inaugurazione dal 26 al 29 settembre 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Il centro culturale Esseci inaugurerà a Cuneo con una serie di appuntamenti pubblici in programma dal 26 al 29 settembre 2026. L&#8217;apertura ufficiale del nuovo polo, ospitato nello storico Palazzo Santa Croce, sarà preceduta da una parata cittadina pensata per coinvolgere i lettori e segnare simbolicamente il trasferimento della Biblioteca civica nella nuova sede.</p>
<p>La parata, intitolata Lettori in cammino, sarà coordinata e teatralizzata da Dispari Teatro e accompagnata da una marching band: la partecipazione è aperta a chiunque voglia prendere parte al corteo. L&#8217;organizzazione prevede la formazione di quindici gruppi, ciascuno rappresentativo di una tipologia di lettore — tra cui i Nottambuli, i Pendolari, gli Esteti e i Saggi — e dotato di un cestino con blind books, volumi avvolti nella carta con pochi indizi sul contenuto. I titoli dei libri selezionati si basano sui consigli raccolti nell&#8217;ultimo giorno di apertura della vecchia sede e sarà ancora possibile suggerire proposte tramite il form disponibile sul sito del progetto culturale.</p>
<p>Per chi si iscrive per primo alla parata sono previste visite guidate estive che offriranno anteprime degli spazi di Esseci. Priorità nelle iscrizioni sarà inoltre riconosciuta ai partecipanti del percorso attivato da Rete Metodi, avviato lo scorso gennaio con attività di ascolto e co-progettazione della cittadinanza. Le modalità di registrazione sono indicate sul sito istituzionale dedicato alla cultura cittadina.</p>
<p>Esseci è il nome scelto per il rinnovato hub culturale che aprirà all&#8217;inizio dell&#8217;autunno 2026. La brand identity, curata dall&#8217;agenzia Hellobarrio, si ispira alle lettere S e C — Storia e Cultura — e alla caratteristica conformazione delle finestre del palazzo. Oltre a ospitare la Biblioteca civica, il nuovo polo offrirà aree per la lettura e lo studio, un caffè letterario con spazi pensati per i giovani, locali per laboratori e spettacoli e una corte interna destinata ad eventi.</p>
<p>Due aree centrali dell&#8217;hub hanno acquisito i nomi scelti tramite votazione online della cittadinanza: Esseci Biblioteca ed Esseci Lab. Il passaggio dalla vecchia sede è già iniziato: sabato 30 maggio è stato l&#8217;ultimo giorno di apertura dell&#8217;immobile precedente, quando è stato organizzato lo shooting fotografico Ritratto di lettore: l&#8217;ultimo scatto, prima del nuovo capitolo, e ha avuto inizio il trasferimento degli oltre 350.000 volumi custoditi nella biblioteca.</p>
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		<title>Rete degli Archivi Sonori: il 13 marzo inaugurazione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/06/rete-degli-archivi-sonori-il-13-marzo-inaugurazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 17:27:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[canti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura popolare]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[MiBACT]]></category>
		<category><![CDATA[Rete degli Archivi Sonori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle pioneristiche raccolte sul campo dei primi anni Cinquanta fino alle più recenti manifestazioni di una cultura popolare tenacemente resistente, dalle indagini dei padri fondatori dell’etnomusicologia italiana fino alle rilevazioni di ricercatori sconosciuti anche agli stessi addetti ai lavori, dalle ricerche sui carnevali campani di Roberto De Simone e Annabella Rossi alle registrazioni salentine di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/06/rete-degli-archivi-sonori-il-13-marzo-inaugurazione/">Rete degli Archivi Sonori: il 13 marzo inaugurazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle pioneristiche raccolte sul campo dei primi anni Cinquanta fino alle più recenti manifestazioni di una cultura popolare tenacemente resistente, dalle indagini dei padri fondatori dell’etnomusicologia italiana fino alle rilevazioni di ricercatori sconosciuti anche agli stessi addetti ai lavori, dalle ricerche sui carnevali campani di Roberto De Simone e Annabella Rossi alle registrazioni salentine di Giovanna Marini, da raccolte storiche come quella di Elvira Nobilio alle rilevazioni abruzzesi di Marco Müller fino ai fondi depositati da illustri ricercatori stranieri come Mariko Kanemitsu e Steven Feld, uno sterminato patrimonio di suoni, canti e narrazioni sta per essere restituito a una fruizione pubblica, sottratto a un immeritato oblio e ospitato in un luogo emblematicamente rappresentativo della cultura nazionale: è quanto avverrà il <strong>13 marzo, alle ore 10, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma</strong> con l’inaugurazione della <strong>Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale.</strong></p>
<p>Promosso dall’<strong>associazione culturale Altrosud,</strong> il progetto ha comportato anni di lavoro nell’intento di costituire una rete di archivi sonori che, su base regionale, potesse restituire alle comunità locali documenti particolarmente significativi delle proprie tradizioni musicali. Realizzato in collaborazione con le principali strutture di settore, dall’<strong>Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Centro di Dialettologia ed Etnografia di Bellinzona,</strong> con il concorso di numerosi ricercatori privati che hanno messo a disposizione i propri archivi e il contributo, negli anni, della Direzione Generale per gli Archivi del<strong> MiBACT</strong>, delle regioni Basilicata e Puglia, il progetto si è progressivamente esteso a sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Puglia e Umbria. Con circa 12.000 documenti già catalogati e immessi nel sistema di fruizione e altrettanto materiale già acquisito ma ancora da catalogare, la Rete degli Archivi Sonori si configura come una delle più rilevanti iniziative realizzate in Italia nell’ambito della valorizzazione dei patrimoni immateriali dopo la ratifica della relativa Convenzione UNESCO da parte del nostro Parlamento. Un’iniziativa che trova ora la sua consacrazione con l’inaugurazione di una sede nazionale dove i diversi dati documentari (sonori, audiovisivi e fotografici) potranno essere consultati su una teca unitaria, e non più solo su base regionale, e dove si spera di proseguire con rinnovato slancio il cammino intrapreso.</p>
<p>La collocazione nelle sale della Biblioteca Nazionale, peraltro, rende piena giustizia a questi patrimoni che riguardano una componente significativa della cultura nazionale, ben oltre l’ambito delle musiche di tradizione orale. Scorrendo fondi e raccolte, ci si imbatte infatti nelle ricerche di antropologi come Ernesto De Martino, Annabella Rossi e Aurora Milillo, di artisti e musicisti come Roberto De Simone, Giovanna Marini, Matteo Salvatore e Otello Profazio, di registi come Luigi Di Gianni, Alberto Negrin e Lino Del Fra, di uomini di teatro come Eugenio Barba e Annibale Ruccello, di fotografi come Alberto Pinna e Marialba Russo nonché, ovviamente, di gran parte dell’etnomusicologia italiana, da Roberto Leydi a Nicola Scaldaferri, oltre che di numerosissimi ricercatori privati come Giovanni Rinaldi, Dario Toccaceli e Valentino Paparelli, per menzionare gli autori dei fondi più estesi.</p>
<p>La Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale si inserisce, inoltre, in un progetto molto vasto di valorizzazione e promozione della ricerca dialettologica e linguistica che la <strong>Biblioteca Nazionale Centrale di Roma </strong>considera fondamentale. In tale contesto si inserisce la riflessione incessante sul pensiero e sull’opera di Tullio De Mauro, cui dal 2017 è intitolata la Sala di linguistica e letteratura che, tra le altre cose, conserva e mette a disposizione il suo fondo librario. Sempre di questi ultimi anni è l’acquisizione, nel 2018, del Fondo appartenuto al centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino”, fondamentale per gli studi dialettologici.</p>
<p>L’inaugurazione si prospetta come l’avvio di un più articolato percorso dove il recupero e la messa in sicurezza di documentazione di inestimabile valore sarà solo il presupposto per avviare anche attività di animazione culturale al fine di riannodare il filo con la tradizione, ravvivando al presente repertori e modalità esecutive: una memoria viva, dunque, come, nel corso dell’inaugurazione, dimostreranno alcune scuole laziali che hanno rivisitato alcuni canti regionali all’interno di un <strong>concorso</strong> promosso proprio dalla Rete degli Archivi Sonori, <strong>Adotta un canto, scopri una tradizione</strong>, al quale si intende dare una cadenza annuale.</p>
<p><strong>Programma del 13 marzo</strong></p>
<p><strong>Saluti istituzionali</strong>: on. Gianluca Vacca, Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
<strong>Introduzione</strong>: Andrea De Pasquale, direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Roma<br />
<strong>Interventi</strong>:<br />
Domenico Ferraro (università di Roma-Tor Vergata, presidente associazione Altrosud)<br />
Raffaele Di Mauro (Liceo Musicale Pisacane di Sapri, responsabile scientifico Archivio Sonoro della Campania)<br />
Alessandro Portelli (Università “La Sapienza” di Roma, presidente Circolo Gianni Bosio di Roma)<br />
Nicola Scaldaferri (università di Milano, responsabile LEAV-Laboratorio di Etnomusicologia e Antropologia Visuale)<br />
<strong>Dalle musiche di trazione orale alla poesia improvvisata in ottava rima</strong><br />
Maurizio Agamennone (università di Firenze, responsabile di APORIE-Per un archivio della poesia estemporanea in ottava rima)<br />
David Riondino (cantautore e scrittore, responsabile de “L’ottava. Accademia di Letteratura Orale”<br />
<strong>Una memoria viva: i laboratori delle scuole</strong><br />
Istituti comprensivi Fidanae, San Biagio dei Platani e Piaget-Majorana; Liceo Musicale Farnesina di Roma e il Liceo James Joyce di Ariccia<br />
<strong>Interventi musicali</strong><br />
Zampognari di Villa Latina</p>
<p>Donato De Acutis e Giampiero Giamogante, poeti improvvisatori in ottava rima del reatino</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/06/rete-degli-archivi-sonori-il-13-marzo-inaugurazione/">Rete degli Archivi Sonori: il 13 marzo inaugurazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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