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	<title>inceneritori Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ambiente. Gestione rifiuti in Italia, più luci che ombre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 16:43:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; un quadro con più luci che ombre quello che emerge dagli ultimi dati diffusi dall&#8217;ISPRA: bene la riduzione dei rifiuti, il raggiungimento dell&#8217;obiettivo di raccolta differenziata, l&#8217;aumento di produzione energetica sia dagli inceneritori che dei digestori anaerobici, la stabilizzazione dei costi. Resta preoccupante l&#8217;aumento dell&#8217;export di rifiuti, il mancato aumento del tasso di incenerimento, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;E&#8217; un quadro con più luci che ombre quello che emerge dagli ultimi dati diffusi dall&#8217;ISPRA: bene la riduzione dei rifiuti, il raggiungimento dell&#8217;obiettivo di raccolta differenziata, l&#8217;aumento di produzione energetica sia dagli inceneritori che dei digestori anaerobici, la stabilizzazione dei costi. Resta preoccupante l&#8217;aumento dell&#8217;export di rifiuti, il mancato aumento del tasso di incenerimento, il mancato raggiungimento dell&#8217;obiettivo relativo al tasso di riciclo effettivo, l&#8217;ancora elevato valore della circolazione infraregionale, l&#8217;alto tasso di conferimento in discarica&#8221;. È questo il commento di Chicco Testa, Presidente ASSOAMBIENTE &#8211; l&#8217;Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche &#8211; all&#8217;analisi condotta dall&#8217;Associazione sui nuovi dati forniti da ISPRA sulla gestione dei rifiuti urbani nel nostro Paese. Partendo dalle good news, nel 2022 la produzione di rifiuti urbani in Italia è diminuita: 29,1 milioni di tonnellate contro le 29,6 del 2021. Una contrazione dell&#8217;1,8% registrata in un anno di espansione economica con il Pil a +3,7% e i consumi finali delle famiglie a +6,1%. Il fenomeno riguarda praticamente tutte le Regioni e in particolar modo la Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La raccolta differenziata è aumentata in percentuale (dal 64 % al 65,2%), ma si è ridotta in quantità assoluta (da 18,953 milioni di tonnellate a 18,930) con una contrazione soprattutto della frazione organica. L&#8217;Italia ha superato finalmente, con 10 anni di ritardo, l&#8217;obiettivo di raccolta differenziata del 65% prevista dalla legge al 2012. Interessante anche la graduale, ma costante convergenza del tasso di raccolta differenziata fra le diverse regioni: mentre le regioni del Nord &#8220;leader&#8221; si stanno ormai stabilizzando intorno al 75%, le regioni più arretrate hanno ormai tutte superato il tasso del 50%. Pur a fronte di una crescita della raccolta, l&#8217;Italia non ha superato ancora l&#8217;obiettivo del 50% di riciclo effettivo previsto dalla direttiva Europea al 2020 fermandosi al 49,2 %. La qualità dei materiali raccolti in forma differenziata quindi è peggiorata nel tempo, forse un po&#8217; di stanchezza da parte dei cittadini cui le politiche ambientali stanno chiedendo continue modifiche di comportamento e per l&#8217;effetto del diffondersi del porta a porta. Sono quindi aumentati gli scarti del riciclo, passati da 4,6 milioni di tonnellate a 4,8.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione dei rifiuti organici presenta dati contrastanti: la quantità di raccolta differenziata di biowaste di origine urbana si è ridotta nel 2022, passando da 6,8 a 6,5 milioni di tonnellate; sono aumentati il numero di impianti (arrivato a 358 unità), la capacità di trattamento (che passa da 11,2 milioni di tonnellate a circa 12) e il quantitativo complessivo di frazione organica trattata (passata da 8,3 a 8,4 milioni di tonnellate). È aumentata sia la produzione di biogas (da 324 a 331 milioni di metri cubi), sia quella di biometano (153 milioni di metri cubi, con un aumento di 30 milioni di metri cubi), cui vanno aggiunti circa 85 milioni di metri cubi provenienti dai digestori anaerobici. I dati ISPRA evidenziano una leggera riduzione del recupero energetico, 100.000 tonnellate in meno. Il sistema degli impianti waste to energy italiano genera 4,5 MWh elettrici (in aumento sul 2021), cui si affiancano 2,3 MWh termici (in riduzione sul 2021). A questi valori vanno aggiunti circa 0,4 milioni di MWh elettrici e 0,2 termici, provenienti dai digestori anaerobici. Il settore rifiuti si conferma un importante produttore di energia, in crescita, fondamentale nella transizione energetica e con un ampio margine di miglioramento. L&#8217;uso della discarica come sistema di smaltimento è diminuito, ma di poco, passando da 5,6 milioni tonnellate a 5,2 (dal 19% al 17,8%). L&#8217;uso della discarica si è dimezzato dal 2013 al 2022, ma è ancora lontano dall&#8217;obiettivo di un quantitativo massimo per i rifiuti urbani del 10% al 2035, specie in alcune regioni (Sicilia, Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria, Basilicata) con tassi superiori al 30 %. Preoccupa il dato di aumento dell&#8217;uso della discarica di alcune Regioni rispetto al 2021: Piemonte, Lazio, Abruzzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione nell&#8217;uso di inceneritori e discariche ha alimentato però l&#8217;aumento dell&#8217;export fuori Italia (+30%, da 550.000 a 830.000 tonnellate). Abbiamo mandato all&#8217;estero l&#8217;equivalente dei rifiuti gestiti da due impianti di incenerimento medio grandi. Ancora consistente è anche il flusso di export infraregionale, tra cui i rifiuti avviati a discarica in impianti fuori dalla regione di origine che sono stati pari a 492.000 tonnellate. Infine, i costi del sistema: il costo ad abitante medio nazionale è pari a 192 euro anno, con un minimo di 141 (Molise) ed un massimo di 271 (Liguria). Un valore in diminuzione rispetto al 2021, quando era pari a 194,5 euro.</p>
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		<title>Inceneritori, Marfella: &#8220;Ecco i rischi per la nostra salute&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 15:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[Marfella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente dei Medici per l’Ambiente, il Dott.Antonio Marfella è intervenuto su Radio Cusano Campus durante il programma “Un giorno da ascoltare” con Misa Urbano e Arianna Caramanti per parlare degli eventuali rischi degli inceneritori. “La definizione di inceneritore è “impianto insalubre di prima classe” cioè tossico –ha spiegato il dott. Marfella-. Il problema maggiore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/20/inceneritori-marfella-ecco-i-rischi-per-la-nostra-salute/">Inceneritori, Marfella: &#8220;Ecco i rischi per la nostra salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente dei Medici per l’Ambiente, il Dott.Antonio Marfella è intervenuto su Radio Cusano Campus durante il programma “Un giorno da ascoltare” con Misa Urbano e Arianna Caramanti per parlare degli eventuali rischi degli inceneritori.</p>
<p>“La definizione di inceneritore è “impianto insalubre di prima classe” cioè tossico –ha spiegato il dott. Marfella-. Il problema maggiore però è il filtro: noi tutti abbiamo sempre pensato che con i filtri si risolvesse il problema (questo discorso vale anche per le automobili) ma purtroppo la Letteratura Medica Internazionale ha scoperto che più sono efficienti i filtri, tanto più piccole sono le particelle che si producono e quindi, proprio perché più piccole, tendono a penetrare più profondamente all’interno dell’organismo umano creando maggiori danni; la cancerogenicità è stata accertata non per le polveri pm10 sulle quali si fanno sempre i controlli, sia per le auto che per gli inceneritori ma per le polveri più piccole pm25. In sostanza più avremo i filtri efficienti più usciranno polveri più piccole molto dannose per la nostra salute: la differenza la fa la quantità di combustione. La Pianura Padana, per fare un esempio, è il posto più inquinato perché ha la maggiore concentrazione di contenimento della combustione degli inceneritori, inoltre si bruciano troppi rifiuti e, aggiungo, è pura illusione pensare che incenerire non crea discarica: incenerire crea 300 kg di ceneri tossiche che devono essere smaltite da qualche parte. La media italiana di persone che si ammala di cancro è 175, 165 solo in Campania e il dato agghiacciante è che in Europa è 140: in sostanza sia in Campania sia in Lombardia si ammalano di cancro troppi bambini. Non credo sia solo un fattore di casualità” Quale potrebbe essere la soluzione ideale per lo smaltimento dei rifiuti? “Renderci innanzitutto conto di quanti rifiuti ci stiamo occupando, parlare solo di inceneritori è sbagliato: in Lombardia ad esempio non si contano soltanto i 500 kg di rifiuti urbani ma anche i tantissimi scarti delle industrie di manifattura che producono rifiuti sempre più numerosi. I dati Ispra 2018 certificano che ogni cittadino lombardo deve smaltire anche oltre 3.3 tonnellate di rifiuti industriali ogni anno ma non è finita qui: a questi dati si aggiungono quelli dell’evasione fiscale che in una Regione altamente industriale come la Lombardia porta la cifra non inferiore agli ulteriori 800 kg l’anno, per cui ogni cittadino lombardo ogni anno deve smaltire oltre le 4 tonnellate pro capite di cui almeno 800 sono rifiuti che cercheranno vie illegali che non sono i roghi ai bordi delle strade come si usa nella Terra dei Fuochi ma GLI INCENERITORI. La domanda che ci facciamo è questa: poiché si bruciano i rifiuti industriali che non sono sotto certo controllo ma sotto controllo cartaceo (truffa del giro bolla come insegnano i Casalesi), abbiamo la certezza che tutti i rifiuti inceneriti siano legali?”</p>
<p>E allora qual è la differenza tra i nostri inceneritori e quelli europei? “Non c’è alcuna differenza, non cambia nulla. I problemi che ci giungono dai dati sanitari sono gli stessi ma con un distinguo: la somma dei rifiuti prodotti in Lombardia, quindi dagli inceneritori, dalle macchine, dalle industrie etc in una situazione geografica particolare è certamente molto diversa dalla somma di inquinamento di una città come Copenaghen ad esempio, dove sì, è vero che c’è un inceneritore ma è anche vero chela gente si muove in bicicletta, che è una città sul mare e quindi sappiamo bene che l’aria è anche diversa rispetto a una città “chiusa” come Milano ad esempio e inoltre hanno una concentrazione di abitanti molto minore, circa la metà di abitanti quindi fare paragoni non ha senso. Tirando le somme, anche l’inceneritore di Copenaghen produce inquinamento e polveri pericolose per la salute ma si trova in un complesso talmente naturale e virtuoso che non va ad incidere troppo sulla salute dei suoi abitanti. Ci sono due cose che mancano qui in Italia come presupposti: la tracciabilità CERTA dei rifiuti e gli impianti per i rifiuti speciali, rifiuti che stanno avvelenando troppi parti della nostra Penisola e soprattutto troppe persone”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/20/inceneritori-marfella-ecco-i-rischi-per-la-nostra-salute/">Inceneritori, Marfella: &#8220;Ecco i rischi per la nostra salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Confermata la previsione di un inceneritore in Abruzzo.  Il WWF: “Una scelta sbagliata, pericolosa per la salute&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/10/07/confermata-la-previsione-di-un-inceneritore-in-abruzzo-il-wwf-una-scelta-sbagliata-pericolosa-per-la-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 01:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 ottobre il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 2016, di applicazione dell’art. 35 del Decreto‐legge 12 settembre 2014, n. 133 (cd. Sblocca Italia), relativo alla “Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/07/confermata-la-previsione-di-un-inceneritore-in-abruzzo-il-wwf-una-scelta-sbagliata-pericolosa-per-la-salute/">Confermata la previsione di un inceneritore in Abruzzo.  Il WWF: “Una scelta sbagliata, pericolosa per la salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 ottobre il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 2016, di applicazione dell’art. 35 del Decreto‐legge 12 settembre 2014, n. 133 (cd. Sblocca Italia), relativo alla “Individuazione della capacità complessiva di trattamento degl<strong>i impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili</strong> in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati”</p>
<p><strong>Tra gli otto inceneritori pianificati, ne viene previsto uno in Abruzzo.</strong></p>
<p>Il Governo, nonostante l’opposizione delle associazioni ambientaliste, delle comunità locali e di gran parte delle Regioni, insiste nella previsione di nuovi inceneritori, anche se è stato ampiamente dimostrato – basandosi sui dati ufficiali dell’ISPRA – che il numero di impianti presenti attualmente in Italia è più che sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale.</p>
<p><strong>Grave anche la volontà del Governo di non sottoporre il piano inceneritori a una preventiva Valutazione Ambientale Strategica.</strong></p>
<p>“<strong>Aver mantenuto la previsione di un inceneritore in Abruzzo”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato regionale del WWF, “dimostra l’assoluto disinteresse del Governo per le volontà locali.</strong> La Regione Abruzzo ha già ribadito la propria opposizione a un inceneritore sul proprio territorio, dimostrando come non sia necessario prevedere un impianto del genere. Lo stesso hanno fatto tante altre regioni raccogliendo le osservazioni delle associazioni ambientaliste. A livello nazionale, il WWF ha evidenziato come le previsioni del DPCM siano in contrasto con i dati forniti dagli stessi organi governativi. È evidente che ci si trova davanti ad una scelta ideologica e di mero appoggio a quanti vogliono costruire nuovi impianti del genere a scapito della raccolta differenziata e del recupero di materia. È altrettanto evidente che ci opporremmo in tutti i modi a tale scelta profondamente sbagliata, pericolosa per la salute umana e priva di fondamento dal punto di vista tecnico”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/07/confermata-la-previsione-di-un-inceneritore-in-abruzzo-il-wwf-una-scelta-sbagliata-pericolosa-per-la-salute/">Confermata la previsione di un inceneritore in Abruzzo.  Il WWF: “Una scelta sbagliata, pericolosa per la salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Inceneritori: la Regione Abruzzo formalizza il NO</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/13/inceneritori-la-regione-abruzzo-formalizza-il-no/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 03:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta Regionale ha definitivamente formalizzato la netta posizione di ferma contrarietà dell&#8217;Abruzzo alla realizzazione di un impianto d&#8217; incenerimento dei rifiuti urbani sul proprio territorio. Ad annunciarlo e&#8217; il Sottosegretario Regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia Mario Mazzocca che sottolinea: &#8220;Oggi la Giunta ha ribadito la posizione dell’Abruzzo in maniera chiara e netta: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/13/inceneritori-la-regione-abruzzo-formalizza-il-no/">Inceneritori: la Regione Abruzzo formalizza il NO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Giunta Regionale</strong> ha definitivamente formalizzato la netta posizione di ferma contrarietà<strong> dell&#8217;Abruzzo</strong> alla realizzazione di un<strong> impianto d&#8217; incenerimento dei rifiuti urbani</strong> sul proprio territorio.<br />
Ad annunciarlo e&#8217; il Sottosegretario Regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia <strong>Mario Mazzocca</strong> che sottolinea: &#8220;Oggi la Giunta ha ribadito la posizione dell’Abruzzo in maniera chiara e netta: No agli inceneritori. La <strong>Regione Abruzzo è impegnata nel promuovere politiche ambientali che favoriscano e diffondano la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti, il riuso ed il riciclo</strong>, che scoraggino lo smaltimento dei rifiuti in discarica e vietino la realizzazione di impianti di incenerimento.<br />
«Si precisa &#8211; prosegue Mazzocca &#8211; che in relazione allo schema di Decreto Governativo, la Regione Abruzzo ha richiesto ed aveva ottenuto, in sede di conferenza unificata Stato-Regioni, che fossero contemplate:</p>
<p>1. La previsione della compatibilità del programma con i Piani regionali di settore (l’art. 35 reca “… tenendo conto della pianificazione regionale &#8230;”;</p>
<p>2. L’istituzione, presso la Conferenza stessa, di un Comitato per la gestione integrata ed efficiente del ciclo dei rifiuti (proposta avanzata già in sede di Conferenza regioni il 4 febbraio 2016);</p>
<p>3. La possibilità di stipulare accordi tra le Regioni per l’utilizzo transitorio di impianti esistenti ed attivi.</p>
<p>Or bene, mentre sulle prime due condizioni nessuna notizia è pervenuta, oggi ci troviamo paradossalmente a dover fronteggiare l’inaspettato avvio della competente procedura ministeriale avverso un documento (Rapporto Preliminare) che torna a prevedere la realizzazione di un inceneritore in Abruzzo ancorché in contrasto con la nuova programmazione regionale di settore».<br />
Di conseguenza, la Giunta Regionale ha approvato oggi una specifica Deliberazione con la quale, con il supporto di idonea documentazione tecnica predisposta dai propri Servizi Gestione Rifiuti e Valutazione Ambientale, oltre che della risoluzione del Consiglio Regionale del 29 febbraio scorso, ha proposto una specifica osservazione/opposizione al Rapporto preliminare riferito al Decreto Ministeriale in argomento, ribadendo al contempo la contrarietà della Regione Abruzzo alla realizzazione di un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani sul proprio territorio, che rappresenterebbe una previsione impiantistica in contrasto con la pianificazione regionale di settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/13/inceneritori-la-regione-abruzzo-formalizza-il-no/">Inceneritori: la Regione Abruzzo formalizza il NO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Inceneritori, 5 Regioni contro. Ma il governo va avanti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/01/22/89360/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 12:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla conferenza Stato Regioni è uscito il sì al decreto inceneritori del governo Renzi (DPCM attuativo dell’articolo 35 del decreto legge 133/2014 che individua gli inceneritori considerati strategici a livello nazionale), ma non all’unanimità. Quindici Regioni hanno detto sì e 5 un no secco. Queste ultime sono Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise. Tutte le altre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/22/89360/">Inceneritori, 5 Regioni contro. Ma il governo va avanti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla conferenza Stato Regioni è uscito il sì al decreto inceneritori del governo Renzi (DPCM attuativo dell’articolo 35 del decreto legge 133/2014 che individua gli inceneritori considerati <em>strategici</em> a livello nazionale), ma non all’unanimità. Quindici Regioni hanno detto sì e 5 un no secco. Queste ultime sono <strong>Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise. </strong>Tutte le altre stanno agli “ordini” ma… con una foglia di fico: hanno condizionato l’ok all’accoglimento di un emendamento che introduca nel decreto il passo secondo cui possano essere le Regioni a decidere l’effettiva realizzazione e pianificazione degli impianti sulla base dell’evoluzione dei piani regionali di raccolta differenziata. Molti pensano che si tratterà soltanto di una mera ratifica di quanto deciso ai piani “più alti”… Intanto le associazioni ambientaliste si sono dichiarate profondamente deluse dal decreto.</p>
<p>«Punti critici e ipotesi irricevibili»: questo in sintesi il commento di Zero Waste Italy, Fare Verde, Greenpeace, Legambiente e WWF Italia. Non bisogna dimenticare che il decreto era già respinto nel settembre scorso grazie alla mobilitazione delle associazioni e a un vasto fronte di Regioni che ne avevano rigettato l’impostazione e il disegno.</p>
<p>«Il decreto, pur riducendo gli impianti cosiddetti strategici da 12 a 9, conferma gli assunti erronei pro-inceneritori di quello precedente. Si continua a puntare sull’incenerimento quando l’andamento della produzione di rifiuti solidi urbani è da anni in calo. E si presuppone che per corrispondere alle necessità di trattamento del rifiuto, obbligo previsto dalla Direttiva 99/31 sulle discariche, sia necessario far passare il rifiuto urbano attraverso sistemi di trattamento termico. Ma non è così, e lo ribadiamo al Ministro dell’Ambiente Galletti, che con questo assunto testimonia il suo sbilanciamento a favore dell’incenerimento, in contrasto con le sue dichiarazioni pubbliche».</p>
<p>Il nuovo decreto sull’incenerimento</p>
<p>«L’unica novità rispetto alla bozza dell’agosto scorso è l’eliminazione dei 3 nuovi inceneritori previsti al Nord (Piemonte, Veneto, Liguria). Per il resto viene confermata la previsione di 9 nuovi inceneritori nelle altre regioni già individuate (oltre all’ampliamento di un paio in Puglia e Sardegna) – spiegano le associazioni – Non vi è alcuna connessione logica con gli scenari incrementali previsti dal nuovo Pacchetto europeo sull’Economia circolare pubblicato il 2 dicembre 2015. Non vi è nessuna revisione dei calcoli per le Regioni con nuove programmazioni in corso di preparazione. Viene introdotto all’articolo 6 un comma che prevede la possibilità di revisione periodica delle previsioni del Decreto, ma solo “in presenza di variazioni documentate”, dunque solo a consuntivo e non in base alle previsioni delle programmazioni regionali per il futuro. In un altro comma dell’articolo 6 viene prevista la possibilità di tenere in considerazione anche “le politiche in atto relative alla dismissione di impianti (…) per le sole Regioni (…) caratterizzate da una sovraccapacità di trattamento (…)”: si tratta di un comma che intendeva evidentemente depotenziare il conflitto istituzionale con la Lombardia, ove il caso della sovraccapacità è clamoroso, ma senza alcuna coerenza».</p>
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		<title>Inceneritori, Appello per L&#8217;Aquila: &#8220;Sblocca Italia inaccettabile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 13:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[appello per l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[sblocca italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 settembre le Regioni sono chiamate a valutare la bozza del Decreto attuativo dell’art. 35 dello Sblocca Italia, quello che definisce gli inceneritori “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale” e ne prevede, di fatto, la riclassificazione da impianti di smaltimento a attività di recupero, aprendo così la strada al trasferimento dei rifiuti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/09/07/inceneritori-appello-per-laquila-sblocca-italia-inaccettabile/">Inceneritori, Appello per L&#8217;Aquila: &#8220;Sblocca Italia inaccettabile&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 settembre le Regioni sono chiamate a valutare la bozza del Decreto attuativo dell’art. 35 dello <strong>Sblocca Italia</strong>, quello che definisce gli inceneritori <em>“infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale”</em> e ne prevede, di fatto, la riclassificazione da impianti di smaltimento a attività di recupero, aprendo così la strada al trasferimento dei rifiuti urbani da una regione all’altra per essere bruciati. In attuazione di quanto sancito dallo Sblocca Italia, il Decreto attuativo, se approvato, stabilirà la realizzazione di 12 nuovi inceneritori di cui uno anche in Abruzzo.</p>
<p>Si tratta di un atto inaccettabile perché:</p>
<p>&#8211; si fonda su presupposti scorretti (l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata viene inteso come limite!)</p>
<p>&#8211; si fa beffa della pianificazione regionale</p>
<p>&#8211; mina il percorso verso pratiche di recupero della materia sempre più virtuose</p>
<p>&#8211; ignora il dibattito europeo sull’Economia Circolare</p>
<p>&#8211; è a carico delle imprese e delle famiglie attraverso la tassazione delle bollette</p>
<p>&#8211; e soprattutto, peggiora la qualità dell’aria e di conseguenza la salute dei cittadini.</p>
<p>Per questo chiediamo alla Regione Abruzzo di non approvare il prossimo 9 settembre lo schema di decreto proposto e, anche in vista dell’aggiornamento del Piano Rifiuti, di intraprendere con convinzione la strada del riciclo e del recupero di materia &#8211; promuovendo Centri del Riuso e impianti a freddo (Fabbriche dei Materiali) &#8211; piuttosto che dell’incenerimento o della produzione di CSS. Finora il Presidente D’Alfonso non si è espresso, a differenza di molti suoi colleghi, forse perché troppo impegnato a garantire la sopravvivenza della sua Giunta e della sua riottosa maggioranza. Ma le ambiguità, su questo tema come sulla questione delle trivellazioni in Adriatico, non sono più tollerabili!</p>
<p>Quanto al nostro territorio comunale, il dato di raccolta differenziata (appena il 34%) per il 2014, alla luce della svolta inceneritorista da parte del Governo, ci preoccupa ancora di più: cosa aspetta questa Amministrazione a realizzare centri di raccolta? a mettere in funzione l’impianto di Bazzano? a passare finalmente a una tariffazione puntuale? Se il decreto dovesse passare, ad oggi la gran parte dei nostri rifiuti finirebbe per essere incenerita. Altro che Rifiuti Zero, come prometteva il Sindaco nel suo programma di mandato! Tanto ci pensano Renzi e Galletti ad aprire la strada a mega-inceneritori e grandi aziende multiutilities, quando invece la strategia RZ si fonda sulla flessibilità organizzativa e sul potenziamento del capitale umano, in modo da adattare le soluzioni, caso per caso, al territorio e ai cittadini. Dunque, Regione e Comune da che parte stanno?</p>
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