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	<title>indifferenza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>L’indifferenza, male oscuro delle società di ogni tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 15:27:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Casilli]]></category>
		<category><![CDATA[Città futura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella “Città futura” Gramsci scriveva del suo odio per gli indifferenti, cinque anni prima che il fascismo andasse al potere e che si può così sintetizzare: il male&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/08/lindifferenza-male-oscuro-delle-societa-di-ogni-tempo/">L’indifferenza, male oscuro delle società di ogni tempo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nella “Città futura” <strong>Gramsci </strong>scriveva del suo odio per gli indifferenti, cinque anni prima che il fascismo andasse al potere e che si può così sintetizzare: il male esiste perché la maggior parte degli uomini si gira dall’altra parte, per viltà, per quieto vivere, fa finta di non vedere la brutalità, il dispotismo, la tracotanza dei suoi simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ l’indifferenza di chi poteva opporsi al male e non lo ha fatto, contro cui non esiste una vera cura e che ha accompagnato il calvario di tante persone, come i giovani della <strong>Rosa Bianca</strong> che in Germania sfidarono Hitler a costo della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ l’indifferenza che sentì attorno a sé <strong>Liliana Segre</strong> quando le leggi razziali volute dal Duce, la cancellarono dal suo mondo, negandole fanciullezza e adolescenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, c’è un’indifferenza che può ferirci ogni giorno e in ogni momento e che si annida nella coscienza di ognuno di noi, anzi ne rappresenta il lato oscuro e che è tornata prepotentemente alla ribalta dopo l’aggressione di alcuni studenti del liceo Michelangiolo di Firenze ad opera di militanti di estrema destra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio, brutale come può essere un pestaggio, ha provocato una serie di prese di posizioni a dir poco esasperate, che hanno dimostrato come nella nostra società ancora sopravvivano richiami antistorici ad un passato che dovrebbe essere solo il passato, ciò che è stato e che ci auguriamo non torni più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece siti e social hanno reagito oltre il dovuto, rispondendo a sollecitazioni venute non solo dalle intemperanze degli studenti di <strong>Firenze</strong>, ma anche dalla sovraesposizione mediatica del mondo degli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto accaduto non si può liquidare come se fosse uno scontro tra tifoserie di destra e di sinistra quando c’è un derby importante, tra la preside del Michelangiolo, che in una circolare ai suoi studenti ha giustamente condannato il pestaggio ma si è poi persa in una discutibile e fuorviante analisi del momento storico attraversato dal Paese. Dal canto suo il ministro dell’Istruzione e del Merito è intervenuto precipitosamente contro di lei con reprimende e minaccia di provvedimenti disciplinari, neanche tanto velati, successivamente ritrattati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sostenere che in Italia ci sia oggi il pericolo di un ritorno a breve termine della dittatura, non è soltanto inesatto e fuorviante, è molto pericoloso proprio per i giovani e le conseguenze possono essere gravi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come rimproverare pubblicamente una preside, trasformandola in una rivoluzionaria invasata, è altrettanto fuorviante e pericoloso per i risvolti deflagranti che può avere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono tutti segnali d’allarme da non sottovalutare ma che rimandano tutti al grande equivoco che riguarda <strong>l’antifascismo e la mancata abiura del fascismo</strong>, mai chiesta dagli Italiani, come invece fu per il nazismo in Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra storia repubblicana ha visto due specie di antifascismo, diverse per natura e ispirazione: quello che ha creato l’Italia di oggi, di <strong>Gobetti</strong>, dei <strong>fratelli Rosselli</strong>, di <strong>Calamandrei</strong>, della <strong>Resistenza</strong> e quello militante, inquinato dal terrorismo degli anni settanta e ottanta, quello delle Brigate Rosse che produsse la rinascita del neofascismo, con le trame nere e le squadracce giovanili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo di centro-destra oggi in Italia ha una grossa responsabilità, quella di saper distinguere tra i due antifascismi, facendo suo quello della Costituzione e superando l’altro in nome della pacificazione nazionale, ma sia la maggioranza che l’opposizione hanno una responsabilità ancora più grande, quella di sconfiggere l’indifferenza, in nome della solidarietà e della disponibilità a lasciarsi coinvolgere.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph"><strong>Angela Casilli</strong></p>
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		<title>Povertà, Francesco: &#8220;Contro indifferenza non girarsi dall&#8217;altra parte&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/11/19/poverta-francesco-contro-indifferenza-non-girarsi-dallaltra-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2017 16:08:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non fare nulla di male non basta. Perche&#8217; Dio non e&#8217; un controllore in cerca di biglietti non timbrati, e&#8217; un Padre alla ricerca di figli, cui affidare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non fare nulla di male non basta. Perche&#8217; Dio non e&#8217; un controllore in cerca di biglietti non timbrati, e&#8217; un Padre alla ricerca di figli, cui affidare i suoi beni e i suoi progetti&#8221;. Papa Francesco durante la Celebrazione Eucaristica in occasione della Prima Giornata Mondiale dei Poveri invita ad essere pienamente partecipi del messaggio evangelico. &#8220;Dio ci responsabilizza. Vediamo che, nella parabola, a ogni servo vengono dati dei talenti da moltiplicare. Ma, mentre i primi due realizzano la missione, il terzo servo non fa fruttare i talenti; restituisce solo quello che aveva ricevuto: &#8216;ho avuto paura &#8211; dice &#8211; e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco cio&#8217; che e&#8217; tuo&#8217;. Questo servo riceve in cambio parole dure. Che cosa non e&#8217; piaciuto al Signore di lui?&#8221;, si chiede papa Francesco.<br />
E risponde: &#8220;L&#8217;omissione. Il suo male e&#8217; stato quello di non fare il bene. Anche noi spesso siamo dell&#8217;idea di non aver fatto nulla di male e per questo ci accontentiamo, presumendo di essere buoni e giusti. Cosi&#8217;, pero&#8217;, rischiamo di comportarci come il servo malvagio: anche lui non ha fatto nulla di male, non ha rovinato il talento, anzi l&#8217;ha ben conservato sotto terra. Ma non fare nulla di male non basta&#8221;. Papa Francesco aggiunge che &#8220;il servo malvagio, nonostante il talento ricevuto dal Signore, che ama condividere e moltiplicare i doni, l&#8217;ha custodito gelosamente, si e&#8217; accontentato di preservarlo. Ma non e&#8217; fedele a Dio chi si preoccupa solo di conservare. L&#8217;omissione e&#8217; anche il grande peccato nei confronti dei poveri. Qui assume un nome preciso: indifferenza. È dire: &#8216;Non mi riguarda, non e&#8217; affar mio, e&#8217; colpa della societa&#8221;. È girarsi dall&#8217;altra parte quando il fratello e&#8217; nel bisogno, e&#8217; cambiare canale appena una questione seria ci infastidisce, e&#8217; anche sdegnarsi di fronte al male senza far nulla&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/19/poverta-francesco-contro-indifferenza-non-girarsi-dallaltra-parte/">Povertà, Francesco: &#8220;Contro indifferenza non girarsi dall&#8217;altra parte&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Perugia-Assisi: un&#8217;onda umana di pace</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 16:17:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Contro l&#8217; indifferenza di fronte ai numerosi scenari di guerra che affliggono il mondo. È questo il filo conduttore della marcia Perugia-Assisi di quest&#8217;anno. A marciare sono 472&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Contro l&#8217; indifferenza di fronte ai numerosi scenari di guerra che affliggono il mondo. È questo il filo conduttore della marcia Perugia-Assisi di quest&#8217;anno. A marciare sono 472 enti locali, più di 100 scuole, tantissime associazione e i ragazzi di Amatrice.</p>
<p>Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi ha detto: &#8220;Un fiume umano di pace che inquieta e orienta la storia nella misura in cui anche i governanti sono capaci di accogliere le speranze del popolo. E&#8217; un&#8217;<strong>onda umana di pace quella di oggi ad Assisi</strong> <strong>per la marcia Perugia-Assisi</strong> che &#8216;travolge&#8217; ogni cosa. San Francesco è per tutti faro luminoso ed esempio concreto di pace&#8221;.</p>
<p><strong> Mattarella: Giovani esprimono speranza per un mondo senza guerre</strong></p>
<p>&#8220;Nel giorno della marcia Perugia-Assisi, che ripropone la centralità dei valori di pace e di fraternità, desidero rivolgere un caloroso saluto agli organizzatori e a tutti i partecipanti, in special modo ai giovani che esprimono la loro speranza di vedere cancellate le guerre, le violenze e le limitazioni dei diritti umani in ogni angolo del mondo&#8221;. E&#8217; stato  il messaggio del presidente della Repubblica,<strong> Sergio Mattarella,</strong> inviato al coordinatore del Comitato promotore della Marcia, Flavio Lotti. &#8220;La pace è questione che non interpella solo i vertici delle nazioni o ristrette classi dirigenti &#8211; ha  aggiunto Mattarella &#8211; I popoli subiscono le conseguenze delle guerre. È da loro che può venire una nuova stagione di cooperazione, di sviluppo sostenibile, di rispetto reciproco&#8221;.</p>
<p>Per Mattarella &#8220;ai giovani, anzitutto, tocca far sentire la loro voce. Vi proponete di camminare insieme per trovare una via di pace verso un futuro migliore. Trovare questa strada è possibile. Fermare le guerre non è solo possibile ma, anzi, è un dovere della comunità internazionale. Tante vite spezzate, tante famiglie disperate e sconvolte, tanti bambini uccisi, anche in questi giorni, scuotono la nostra coscienza. Non ci si può rassegnare alla strage e alle violenze di Aleppo. Ognuno di noi deve chiedersi cosa può fare per fermare la morte.<strong> Ognuno di noi è chiamato a seminare la pace</strong>, a partire dalla propria comunità&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/09/perugia-assisi-unonda-umana-di-pace/">Perugia-Assisi: un&#8217;onda umana di pace</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abbiamo perduto tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 09:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[indifferenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un adolescente se ne va, un figlio di tutti noi è rimasto attaccato ad una sciarpa legata al collo, impigliato senza potere reagire né difendersi. E’ morto così, ma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/20/abbiamo-perduto-tutti/">Abbiamo perduto tutti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un adolescente se ne va, un figlio di tutti noi è rimasto attaccato ad una sciarpa legata al collo, impigliato senza potere reagire né difendersi. E’ morto così, ma non per sua scelta, impiccato con le nostre mani, i nostri giudizi affrettati, sommari, E somari quanto i nostri silenzi indifferenti.<br />
Un ragazzino di quindici anni reso diverso dalla sua fisicità esile, dalla sua presenza fragile, forse un chiacchiericcio inventato ad arte sulla sessualità non “conforme” ai tanti, un giovane diverso perché messo intenzionalmente alla berlina, volutamente collocato tra i pochi che sono minoranza da deridere, per un sollazzo simile alla malattia della violenza, ben definita “patologia della diversità” che fa ingiustizia e differenza, imparata e tramandata da padre in figlio, da macho a macho, da chi premeditatamente addita e condanna senza possibilità di appello.<br />
Un ragazzino ha preferito l’oblio allo sberleffo quotidiano, alla viltà asimmetrica che distorce le passioni, le emozioni, gli affetti, annienta i sogni e le speranze di una vita tutta da vivere nella ricerca di una identità vissuta per davvero, di un ruolo definito, uno stare insieme armonioso e felice, dentro la propria diversità che non è un delitto, né un reato o una offesa per nessuno.<br />
Quell’adolescente sospeso a mezz’aria come uno straccio sporco, al chiodo come un qualsiasi Cristo, non suscita un moto di vergogna, un sussulto di dignità: un rimbalzo di ira per la compassione messa al muro dalle giustificazioni inattendibili, dalle difese improponibili, dalle attenuanti sempre prevalenti alle aggravanti.<br />
Tanta ingiusta indifferenza non scalza le responsabilità, le disattenzioni, il disamore di questa irrispettosa dipartita, poco importa se ognuno afferma che il ragazzo non era gay, non era quello il motivo per cui è andato a morire.<br />
E’ incredibile come anche di fronte alla morte di un giovanissimo c’è l’urto e il fastidio della negazione alla negazione, come a dire che non può esistere una cosa del genere, che qualcuno si dia la morte per sessualità diversa dal corpo che lo ospita, che qualcuno muoia per solitudine imposta e costretta all’umiliazione sul banco scolastico, in video on line, nella messaggistica istantanea, un marchio a fuoco per l’inaccettazione più sconsiderata.<br />
Gli adolescenti sanno essere pericolosi nel ferire e nel mettere fuori dal recinto un loro pari, per questo sono da seguire e accompagnare: il mondo adulto-educatori-formatori, non può chiamarsi out da questo atto terroristico al futuro di ciascuno, non può pensare di esser escluso dal farci i conti, perché “ non accadrà mai a mio figlio”.<br />
Essere gay non è un artifizio per non risultare un buon cittadino, un buon essere umano, una persona migliore, essere gay è un diritto di ogni persona, una scelta che non fa danno ad alcuno, non segna il passo a chi ha fretta di arrivare, di essere, di avere quanto gli spetta.<br />
La libertà di quello studente è stata messa in croce da un’altra libertà prostituita dalle inadempienze degli esempi sbagliati che non sanno risultare autorevoli, dalle asserzioni bullistiche che affascinano e creano consenso, creando terreno fertile per intendere che “la mia libertà conta, poi viene la tua se rimarrà tempo da dedicarti”.<br />
Esser libero significa ascoltare quanto cresce nel proprio cuore, nel rispetto di te stesso e degli altri, quel rispetto che però è mancato nei confronti di quel ragazzo, quel rispetto che dovrebbe essere insegnato da chi è un esempio, non brevetto depositato dai duri e dai furbi, ma da ogni essere umano, soprattutto di chi è più indifeso e fragile.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Andraous</p>
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