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	<title>industria Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Giornata mondiale della biodiversità, Slow Food Italia: &#8220;Basta indifferenza e sete di profitto immediato&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/21/giornata-mondiale-della-biodiversita-slow-food-italia-basta-indifferenza-e-sete-di-profitto-immediato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 19:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Nappini]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale della biodiversità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«L&#8217;indifferenza dei più, la miopia e la sete del profitto di una parte dell&#8217;industria sta uccidendo la biodiversità, l&#8217;unica ricchezza in grado di salvarci. Il degrado ambientale che stiamo vivendo è causa di povertà, costringe milioni di persone a migrare e concorre a innescare conflitti» commenta Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, in occasione [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;indifferenza dei più, la miopia e la sete del profitto di una parte dell&#8217;industria sta uccidendo la biodiversità, l&#8217;unica ricchezza in grado di salvarci. Il degrado ambientale che stiamo vivendo è causa di povertà, costringe milioni di persone a migrare e concorre a innescare conflitti» commenta <strong>Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia</strong>, in occasione della <strong>Giornata mondiale della biodiversità</strong>, che ricorre il <strong>22 maggio </strong>e che ha lo scopo di rimarcarne il valore in termini economici, sociali e ambientali e promuovere il sostegno alla sua tutela.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene l&#8217;importanza della biodiversità sia evidenziata da numerosi studi, in una relazione delle Nazioni Unite del 2019 gli scienziati hanno lanciato l&#8217;allarme per l&#8217;estinzione di un milione di specie (su un totale stimato di 8 milioni), molte delle quali rischiano di scomparire nell&#8217;arco di pochi decenni.<br>Quali sono le principali cause della perdita di biodiversità? Quasi tutte sono legate alle attività umane: inquinamento, crisi climatica, distruzione degli habitat (per esempio disboscamento e cementificazione), sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, uso scellerato della chimica di sintesi e cattiva gestione del sistema natura (introduzione di specie invasive).<br>«Forse sorprenderà &#8211; prosegue <strong>Barbara Nappini</strong> &#8211; sapere che <strong>il primo imputato per la perdita di biodiversità è</strong> l&#8217;<strong>attuale sistema agroalimentare</strong>, responsabile dell&#8217;estinzione e della distruzione dell&#8217;<strong>80% di specie e habitat</strong>. A proposito di numeri: oggi il 60% dei mammiferi sono bovini da allevamento e il 70% dei volatili sono polli, mentre sul fronte vegetale il 60% del nostro fabbisogno energetico dipende da poche varietà di grano, riso, mais e patate. Questo modello produttivo ci ha resi fragili, esposti agli shock climatici e sanitari, e dipendenti da fertilizzanti chimici e pesticidi che inquinano e danneggiano gli ecosistemi».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Per proteggere davvero la biodiversità non è sufficiente confinarla in aree protette, lontana da noi e dal nostro sistema produttivo predatorio. Serve riportare la biodiversità al centro delle nostre vite e dare dignità e sostegno a quei territori dove diversità biologica e culturale convivono da millenni. Occorre, in altre parole, promuovere quelle pratiche (anche agricole) che tutelano e valorizzano la biodiversità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma oltre a porre un freno alle pratiche che la distruggono, è urgente occuparsi su scala globale di un altro grande tema che riguarda la biodiversità: lo <strong>sfruttamento commerciale delle risorse genetiche</strong>. Negli ultimi anni, le tecnologie di sequenziamento del dna hanno permesso agli scienziati di decifrare le informazioni genetiche di moltissimi organismi: una volta individuato un gene d&#8217;interesse, è possibile digitalizzarne la sequenza (la cosiddetta <strong>Digital Sequence Information, DSI</strong>), e inserirla in microrganismi terzi. Con questo sistema è oggi possibile produrre nuovi ingredienti e composti per creare o migliorare prodotti più diversi, dagli alimenti ai farmaci, fino alla cosmesi, portando notevoli utili alle aziende biotech che si trovano nei Paesi sviluppati, senza tuttavia riconoscere ai Paesi ricchi di biodiversità, solitamente quelli in via di sviluppo, alcun benefit economico che matura dall&#8217;utilizzo delle loro risorse genetiche. Questo sistema, le DSI, è digitale e facilmente accessibile, pertanto non consente di mantenere un pieno controllo dell&#8217;operato, sfuggendo così a un sistema regolatorio internazionale. Molti vertici se ne sono occupati (tra cui la COP 16 sulla biodiversità in Colombia e quella recentissima di Roma), ma esistono ancora importanti criticità: la natura volontaria del contributo economico da parte di chi sfrutta questo patrimonio genetico, l&#8217;assenza di sanzioni per chi non aderisce e l&#8217;incertezza sui criteri per calcolare le quote. Diventa quindi essenziale <strong>trovare regole armonizzate</strong> affinché i popoli indigeni e le comunità locali, in quanto custodi della biodiversità e detentori delle preziose conoscenze tradizionali associate alle risorse genetiche, possano godere dei benefici e proseguire il loro indispensabile lavoro di tutela.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questa diversità dunque &#8211; conclude <strong>Barbara Nappini</strong> &#8211; va custodita come un tesoro prezioso non per nostalgia, ma per <strong>intelligenza ecologica collettiva</strong>, per necessità. Il tema della giornata di quest&#8217;anno, &#8220;Armonia con la natura e sviluppo sostenibile&#8221;, ci invita a pensare a un modello diverso di sviluppo che non crei competizione tra produzione e salute del pianeta. Tutti insieme dobbiamo farci promotori di <strong>un nuovo modello di sviluppo fondato sulla durabilità, sulla relazione armoniosa tra uomo e natura</strong>. Possiamo farlo, quotidianamente, partendo da scelte consapevoli di consumo, da come scegliamo di nutrirci, visto che <strong>il cibo diventa noi</strong>. Un punto di partenza semplice in quell&#8217;ottica di cambio di paradigma che mette al centro cooperazione, condivisione e salvaguardia del bene comune. Dobbiamo sollecitare e pretendere dai decisori politici, a partire da quelli europei, un maggiore e costante impegno. Non possiamo accettare che la strategia sulla biodiversità per il 2030, presentata dalla Commissione europea nel maggio 2020, venga progressivamente svuotata, come purtroppo sta accadendo. Difendere la biodiversità vuol dire difendere noi stessi, i nostri figli o nipoti, le nostre comunità. Significa difendere il futuro».&nbsp;</p>
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		<title>Addio a Paolo Pininfarina, presidente dell&#8217;omonimo gruppo: lascia il mondo a 65 Anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/09/addio-a-paolo-pininfarina-presidente-dellomonimo-gruppo-lascia-il-mondo-a-65-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 19:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo dell&#8217;industria e del design italiano è in lutto per la scomparsa di Paolo Pininfarina, presidente del celebre gruppo che porta il suo nome. Paolo, erede di una storica dinastia di designer, è deceduto all&#8217;età di 65 anni dopo una lunga malattia. Figlio del senatore a vita Sergio Pininfarina e nipote del leggendario fondatore [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dell&#8217;industria e del design italiano è in lutto per la scomparsa di Paolo Pininfarina, presidente del celebre gruppo che porta il suo nome. Paolo, erede di una storica dinastia di designer, è deceduto all&#8217;età di 65 anni dopo una lunga malattia. Figlio del senatore a vita Sergio Pininfarina e nipote del leggendario fondatore dell&#8217;azienda, &#8216;Pinin&#8217; Farina, ha seguito le orme familiari diventando un punto di riferimento nel settore del design automobilistico e non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver completato i suoi studi in Ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, Paolo Pininfarina ha arricchito la sua formazione con esperienze negli Stati Uniti e in Giappone, consolidando così una visione internazionale che ha portato il gruppo Pininfarina a nuove vette di eccellenza e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua scomparsa arriva a sedici anni di distanza da quella del fratello Andrea, tragicamente scomparso in un incidente stradale nel 2008, un evento che aveva profondamente segnato Paolo e l&#8217;intera famiglia Pininfarina. La perdita di Paolo Pininfarina lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia ma in tutto il mondo del design e dell&#8217;automotive, dove il suo lavoro e la sua visione continueranno a essere fonte di ispirazione per le future generazioni.</p>
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		<title>Abruzzo, grande industria in crisi: l&#8217;allarme della Uil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 19:41:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo le microimprese, l’artigianato, il commercio e il terzo settore, ma anche la grande industria abruzzese sta soffrendo per l’emergenza post covid: bisogna vigilare con grande attenzione per evitare il tracollo e perdere posti di lavoro. È il messaggio che arriva da Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, che commenta così la preoccupante analisi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo le microimprese, l’artigianato, il commercio e il terzo settore, ma anche la grande industria abruzzese sta soffrendo per l’emergenza post covid: bisogna vigilare con grande attenzione per evitare il tracollo e perdere posti di lavoro. È il messaggio che arriva da <strong>Michele Lombardo</strong>, segretario generale Uil Abruzzo, che commenta così la preoccupante analisi del dottor <strong>Aldo Ronci</strong>, da cui risulta che nel primo trimestre 2020 l’export abruzzese ha segnato una flessione del 5,6 per cento, dato triplo rispetto a quello nazionale che è diminuito dell’1,9 per cento.</p>
<p>“Oltre ad evidenziare questo tracollo dell’export – dice Lombardo – la ricerca sottolinea un aspetto che noi come Uil abbiamo più volte abbiamo evidenziato soprattutto in questa fase di ripartenza: non assistiamo solamente ad una crisi di settori specifici come il turismo o la micro impresa, sia essa artigiana, commerciale o del terzo settore, ma anche ad una <strong>difficoltà crescente della grande industria</strong>, che lega il suo fatturato per massima parte ai mercati esteri o comunque extraregionali. Questo significa che a soffrire è il <strong>settore con il maggior numero di occupati in Abruzzo</strong>: la meccanica, l’automotive e tutto l’indotto che danno lavoro a decine di migliaia di persone e che rappresentano il cuore pulsante del nostro sistema economico”.</p>
<p>Il segretario generale Uil Abruzzo ricorda che “in maniera sempre più pressante abbiamo sottolineato alla <strong>Regione Abruzzo</strong>, nei tavoli con l’assessorato alle Attività produttive, la necessità di lavorare insieme per creare le condizioni a sostegno della tenuta dell’intero sistema economico abruzzese, ivi compresa la grande industria. Per questo, a partire dallo studio di Ronci, riteniamo sia necessario intraprendere senza indugi una <strong>riflessione più complessiva sul futuro del nostro territorio</strong>, senza dare per scontato che il nostro sistema industriale possa farcela da solo. Del resto – conclude Lombardo &#8211; il ricorso massiccio della grande industria agli ammortizzatori sociali sta lì a testimoniare che la crisi è ancora più ampia di quanto non si creda, e per questo occorre vigilare con grande attenzione. <strong>Ne va del nostro futuro</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanità. Rizzotti: &#8220;Su terapie avanzate burocrazia non metta paletti &#8220;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/24/sanita-rizzotti-su-terapie-avanzate-burocrazia-non-metta-paletti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 19:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanità. Rizzotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Noi sappiamo che ci sono gia’ molti farmaci avanzati approvati, a livello internazionale ed europeo, che aspettano da mesi risposte dal nostro sistema di regolazione. Su questo e’ necessaria una profonda riflessione, per far si’ che ancora una volta non sia la burocrazia a porre i paletti all’industria e alla ricerca, perche’ poi ricade sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/24/sanita-rizzotti-su-terapie-avanzate-burocrazia-non-metta-paletti/">Sanità. Rizzotti: &#8220;Su terapie avanzate burocrazia non metta paletti &#8220;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Noi sappiamo che ci sono gia’ molti farmaci avanzati approvati, a livello internazionale ed europeo, che aspettano da mesi risposte dal nostro sistema di regolazione.</p>
<p>Su questo e’ necessaria una profonda riflessione, per far si’ che ancora una volta non sia la burocrazia a porre i paletti all’industria e alla ricerca, perche’ poi ricade sulla vita delle persone”.</p>
<p>Lo ha detto Maria Rizzotti, membro della XII Commissione Igiene e Sanita’ del Senato, intervistata oggi dall’agenzia Dire in occasione della presentazione al ministero del secondo Report italiano sulle Atmp- Advanced therapy medicinal products.</p>
<p>“L’importanza delle terapie avanzate e’ sotto gli occhi di tutti- ha proseguito la senatrice- Oggi noi abbiamo la possibilita’ di dare risposte di guarigione, di salute e di miglioramento della qualita’ di vita a pazienti con patologie, cosa che fino a poco tempo fa non era possibile.</p>
<p>Mi auguro veramente che si possa proseguire su questa strada, perche’ l’attenzione che si ha nei confronti del malato e’ fondamentale. Tutte le persone affette da patologie importanti devono avere la possibilita’ di accedere a terapie cellulari personalizzate e a farmaci biologici. E in questo- ha concluso- lo Stato ha una responsabilita’ essenziale”.</p>
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		<title>È morto Umberto Marzotto</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/12/28/e-morto-umberto-marzotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 19:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[Marta]]></category>
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		<category><![CDATA[Umberto Marzotto]]></category>
		<category><![CDATA[Valdagno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è spento&#160; all&#8217;età di 92 anni Umberto Marzotto, terzo fratello della storica dinastia di lana e tessuti pregiati.&#160;Ex marito di Marta Vacondio Marzotto e padre di cinque figli tra cui l&#8217;ultimogenito Matteo, &#160;manager e imprenditore. La camera ardente sarà allestita alla Zignago di Portoguraro, i funerali invece si terranno il 3 gennaio a Valdagno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/28/e-morto-umberto-marzotto/">È morto Umberto Marzotto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è spento&nbsp; all&#8217;età di 92 anni Umberto Marzotto, terzo fratello della storica dinastia di lana e tessuti pregiati.&nbsp;Ex marito di Marta Vacondio Marzotto e padre di cinque figli tra cui l&#8217;ultimogenito Matteo, &nbsp;manager e imprenditore.</p>
<p>La camera ardente sarà allestita alla Zignago di Portoguraro, i funerali invece si terranno il 3 gennaio a Valdagno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/28/e-morto-umberto-marzotto/">È morto Umberto Marzotto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Industria, Lombardo: “L&#8217;Abruzzo non perda il treno delle risorse del Bando Miur”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/08/01/industria-lombardo-labruzzo-non-perda-il-treno-delle-risorse-del-bando-miur/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 16:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Bando Miur]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
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		<category><![CDATA[risorse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In merito al bando del Ministero dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca Scientifica relativo allo sviluppo industriale, Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, dichiara che &#8220;mai come in questo momento l’Abruzzo non può e non deve perdere il treno utile alla crescita industriale e allo sviluppo sperimentale, per incentivare la cooperazione fra pubblico e privato. Ecco perché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/08/01/industria-lombardo-labruzzo-non-perda-il-treno-delle-risorse-del-bando-miur/">Industria, Lombardo: “L&#8217;Abruzzo non perda il treno delle risorse del Bando Miur”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito al bando del Ministero dell&#8217;Istruzione, Università e Ricerca Scientifica relativo allo sviluppo industriale, Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, dichiara che &#8220;mai come in questo momento l’Abruzzo non può e non deve perdere il treno utile alla crescita industriale e allo sviluppo sperimentale, per incentivare la cooperazione fra pubblico e privato. Ecco perché è fondamentale partecipare al bando promosso dal dicastero dell’Università e della Ricerca che ha reso disponibile quasi mezzo miliardo di euro a favore dello sviluppo industriale nel Paese&#8221;.<br />
Si tratta di creare reti per la ricerca e filiere nazionali che siano coerenti con le dodici aree di specializzazione intelligente scelte a livello nazionale: Aerospazio, Agrifood, Blue Growth, Chimica verde, Cultural Heritage, Design, creatività e Made in Italy, Energia, Fabbrica Intelligente, Mobilità sostenibile, Salute, Smart, Secure and Inclusive Communities, Tecnologie per gli Ambienti di Vita. Il bando in questione rappresenta una chiamata all’intero sistema della ricerca: possono partecipare tutti gli attori qualificati (atenei, enti pubblici di ricerca, piccole e medie imprese e grandi imprese, amministrazioni pubbliche, organismi di ricerca pubblici e privati.</p>
<p>Il budget complessivo è di 497 milioni di euro, comprese le spese per le attività di valutazione e monitoraggio che concorrono ad ottenere la massima qualità degli interventi. Il bando utilizza risorse del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 (per 327 milioni di euro) e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (per 170 milioni di euro). Le risorse sono destinate per 393 milioni di euro alle regioni del Mezzogiorno (quelle meno sviluppate e in transizione), tra cui l&#8217;Abruzzo, e per 104 milioni di euro alle regioni del Centro-Nord, sempre per attività che abbiano ricadute in termini occupazionali, di capacità di attrazione di investimenti e competenze, di rafforzamento della competitività delle imprese e valorizzazione dei risultati della ricerca e della diffusione dell’innovazione a vantaggio delle medesime regioni del Mezzogiorno, anche attraverso la definizione di percorsi di trasferimento tecnologico e/o di conoscenze.<br />
Guardando alle dodici aree di specializzazione su cui si investe, i finanziamenti per area sono così suddivisi: Aerospazio 59.051.938,00 euro, Agrifood 59.051.938,00, Blue Growth 29.525.969,00, Chimica verde 29.525.969,00, Cultural Heritage 29.525.969,00, Design, creatività e Made in Italy 29.525.969,00, Energia 29.525.969,00, Fabbrica Intelligente 59.051.938,00, Mobilità sostenibile 29.525.969,00, Salute 59.051.938,00, Smart, Secure and Inclusive Communities 29.525.969,00, Tecnologie per gli Ambienti di Vita 29.525.969,00 per un totale di 472.415.504,00 euro. A questa somma si aggiungono i fondi per valutazione e monitoraggio.</p>
<p>&#8220;Il bando del Miur &#8211; prosegue Michele Lombardo &#8211; punta fra l’altro a favorire l’applicazione industriale dei risultati scientifici, con lo scopo di immettere sui mercati soluzioni, servizi e prodotti innovativi, e a sviluppare politiche di stimolo della ricerca attraverso la promozione della domanda pubblica. È un investimento che guarda al rafforzamento del Paese, anche in un’ottica di competizione internazionale che contribuisce a rafforzare una società e un’economia basate sulla conoscenza. Per partecipare c’è tempo fino al 9 novembre dell’anno in corso e si tratta di un&#8217;occasione che il mondo produttivo dell’Abruzzo deve sfruttare al meglio e fino in fondo. Come Uil regionale siamo impegnati a favorire tutte le occasioni di crescita e sviluppo&#8221;.</p>
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		<title>Consumi: in diminuzione a maggio, ma non si ferma la ripresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 08:45:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indicatore dei Consumi Confcommercio registra a maggio 2015 una diminuzione dello <strong>0,3% rispetto ad aprile</strong> ed <strong>un incremento dell&#8217;1,2% tendenziale </strong>(rispetto al maggio del 2014). Nonostante il dato negativo registrato nell&#8217;ultimo mese, informa una nota, l&#8217;indicatore conferma, in termini di media mobile a tre mesi, <strong><em>&#8220;la tendenza al progressivo miglioramento tornando sui valori di inizio 2013&#8221;</em></strong>. Il dato dell&#8217;ultimo mese si inserisce in un contesto che, <em>&#8220;pur evidenziando segnali di un miglioramento complessivo, presenta elementi di fragilità derivanti da una ripresa che stenta ad assumere toni di un certo rilievo con effetti altalenanti sulle decisioni di spesa delle famiglie e sull&#8217;occupazione&#8221;</em>. Va anche sottolineato come in questa fase <em>&#8220;parte del recupero del reddito disponibile delle famiglie sia destinato a ricostituire i risparmi fortemente erosi negli ultimi anni&#8221;</em>.</p>
<p>A sostenere <strong>l&#8217;ipotesi di uno stop solo temporaneo nel percorso di ripresa dei consumi delle famiglie</strong>, nel mese di giugno il clima di fiducia ha segnato, dopo un bimestre negativo, <em>&#8220;un deciso recupero tornando su livelli abbastanza elevati, andamento a cui hanno contribuito sia le componenti legate alla situazione personale, sia a quella del paese&#8221;</em>.  Anche sul versante delle imprese nel mese di giugno si è registrato <em>&#8220;un positivo miglioramento del sentimento complessivo, tornato sui livelli di giugno del 2008, sintesi di un recupero della fiducia tra tutti gli operatori dei principali settori di attività economica&#8221;</em>.</p>
<p>Il miglioramento della fiducia &#8220;riflette il proseguimento della fase di graduale recupero dell&#8217;attività produttiva. Stando alle valutazioni di Confindustria la produzione industriale dovrebbe aver registrato a giugno una variazione congiunturale dello <strong>0,2% (+0,3% a maggio)</strong>. La tendenza al recupero, seppure non particolarmente accentuato, dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi in considerazione di un incremento, a giugno, degli ordini dello <strong>0,9%</strong> rispetto a maggio. A maggio <strong>il numero di occupati</strong>, valutati al netto dei fattori stagionali, ha mostrato, dopo il deciso aumento di aprile, <strong>una riduzione di 63mila unità</strong> nei confronti del mese precedente. Analizzando le dinamiche occupazionali in un arco temporale meno ristretto, si rileva comunque come la tendenza, al di là delle fluttuazioni che possono verificarsi in una fase di transizione tra una lunga crisi ed una moderata ripresa, sia improntata al contenuto recupero. Nel complesso dei primi cinque mesi dell&#8217;anno gli occupati sono, infatti, in aumento nei confronti di gennaio-maggio 2014 di 118mila unità. <strong>Nel mese di maggio 2015 le persone in cerca di occupazione sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto ad aprile.</strong> Anche in questo caso, se si analizzano le dinamiche rilevate nei primi cinque mesi dell&#8217;anno emerge un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2014, con una <strong>riduzione di 50mila disoccupati</strong>. Il combinarsi di queste dinamiche ha lasciato, a maggio, il <strong>tasso di disoccupazione al 12,4%</strong>. <em>“A conferma di una situazione meno negativa</em> &#8211; conclude Confcommercio &#8211; <em>rispetto al passato, si rileva come anche a maggio sia proseguita la tendenza alla riduzione, su base annua, delle ore di Cig (-29,0%). Il fenomeno continua ad interessare tutti gli istituti&#8221;</em>.</p>
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		<title>Industria: livello produzione 2012 piu&#8217; basso da 1990</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 10:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Produzione mai così bassa da 22 anni. L&#8217;indice grezzo della produzione industriale, nella media annua del 2012, risulta pari a 82,9. Lo rileva l&#8217;Istat. Si tratta del livello più basso da almeno il 1990. Partenza senza contraccolpi oggi in Piazza Affari per Eni dopo gli sviluppi dell&#8217;inchiesta milanese per corruzione internazionale in Algeria su Saipem. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/08/industria-livello-produzione-2012-piu-basso-da-1990/">Industria: livello produzione 2012 piu&#8217; basso da 1990</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Produzione mai così bassa da 22 anni. L&#8217;indice grezzo della produzione industriale, nella media annua del 2012, risulta pari a 82,9. Lo rileva l&#8217;Istat. Si tratta del livello più basso da almeno il 1990. Partenza senza contraccolpi oggi in Piazza Affari per Eni dopo gli sviluppi dell&#8217;inchiesta milanese per corruzione internazionale in Algeria su Saipem. Apertura ancora in rialzo per Mps dopo il recupero del 4% registrato ieri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/08/industria-livello-produzione-2012-piu-basso-da-1990/">Industria: livello produzione 2012 piu&#8217; basso da 1990</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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