<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>infanzia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/infanzia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 May 2026 15:21:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno costretti a fuggire per i conflitti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:21:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[rdc]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[sfollati]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=117144</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno sono stati costretti a fuggire per conflitti: circa 13 milioni di minori sfollati internamente, +46% sul 2024.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/">Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno costretti a fuggire per i conflitti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2025 una media di oltre 35.000 bambini al giorno è stata costretta ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti e violenze, il livello più alto mai registrato. Lo rileva un’analisi di Save the Children basata sui dati dell’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC), da cui emerge che per la prima volta i conflitti hanno superato le cause climatiche come principale fattore di sfollamento a livello globale.</p>
<p>L’organizzazione stima che, lo scorso anno, circa 13 milioni di minori siano stati coinvolti in sfollamenti interni dovuti a conflitti e violenze, una cifra che rappresenta un incremento del 46% rispetto ai circa 9 milioni stimati per il 2024. L’analisi di Save the Children applica ai numeri complessivi di sfollamento le percentuali di disaggregazione per età pubblicate dall’IDMC per ottenere la stima sui minori.</p>
<p>Tra i Paesi in cui violenze e scontri hanno prodotto il maggior numero di minori sfollati figurano la Repubblica Democratica del Congo (RDC), il Sudan, l’Iran e il Territorio Palestinese Occupato. In RDC, si stima che circa 5,6 milioni di persone siano sfollate all’interno del Paese, delle quali circa 2,5 milioni sono bambini.</p>
<p>La testimonianza di una madre citata dall’organizzazione descrive la perdita delle abitazioni e dei beni: “Abbiamo lasciato tutto: pentole, vestiti, materassi. Abbiamo dovuto ricominciare da zero”, racconta Salama. “La vita qui è molto difficile, soprattutto quando non si ha una terra sulla quale vivere”. Uno dei suoi figli, Gabriel, si è ammalato prima di morbillo e poi di malnutrizione acuta severa; grazie al supporto degli operatori sanitari comunitari e ai servizi sostenuti da Save the Children è stato indirizzato a cure mediche gratuite e ha iniziato a riprendersi, benché la famiglia continui ad affrontare difficoltà quotidiane legate allo sfollamento.</p>
<p>Il quadro globale è preoccupante anche per l’esposizione dei minori ai conflitti: un rapporto dell’organizzazione segnala che nel 2024 circa 520 milioni di bambini vivevano in aree interessate da conflitti attivi—oltre uno su cinque a livello mondiale—con un aumento del 60% rispetto al 2010. Nello stesso periodo, gli episodi di uccisioni, mutilazioni, violenze sessuali e altre gravi violazioni contro i minori verificati dalle Nazioni Unite sono aumentati del 373%.</p>
<p>Nel 2025, 32,7 milioni di bambini vivevano in condizioni di sfollamento interno, oltre quattro su cinque a causa di conflitti e violenze; più di 19 milioni di minori vivevano invece fuori dal proprio Paese come rifugiati o richiedenti asilo (dato riferito al 2024).</p>
<p>“Lo scorso anno, si stima che più di 35.000 bambini, ogni giorno, siano stati costretti a fuggire dalle proprie case a causa di conflitti e violenze. Alcuni di loro, in Paesi come RDC, Gaza e Sudan, obbligati ad abbandonare la propria abitazione due, tre o anche più volte” ha dichiarato Melinda van Zyl, Senior Advisor di Save the Children per Migrazione e Sfollamento. “Le statistiche sono sconvolgenti, ma un minore sfollato non è solo un numero”, ha proseguito van Zyl. “Dietro ogni dato c’è un bambino che, con ogni probabilità, ha assistito a una violenza e a una devastazione che nessuno della sua età dovrebbe mai vedere, prima di essere costretto a lasciare tutto ciò che gli è familiare — la scuola, gli amici, la propria comunità — per affrontare un futuro incerto”.</p>
<p>Save the Children sollecita gli Stati ad intervenire per prevenire i conflitti, promuovere la pace, perseguire le violazioni e assicurare un accesso umanitario sicuro e continuativo, oltre a garantire che i bambini sfollati possano accedere ad aiuti e interventi di lungo periodo adeguati ai loro bisogni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/">Nel 2025 oltre 35.000 bambini al giorno costretti a fuggire per i conflitti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/infanzia-save-the-children-nel-2025-record-di-bambini-sfollati-oltre-35-000-al-giorno-per/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">117144</post-id>	</item>
		<item>
		<title>A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[dialoghi possibili]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[impossibile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[periferie]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=117172</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 21 maggio a Roma IMPOSSIBILE 2026: convegno di Save the Children su periferie, diritti dell’infanzia e Dialoghi Possibili all’Acquario Romano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/">A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Save the Children organizza per il 21 maggio IMPOSSIBILE 2026, la terza edizione biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’incontro, in programma a partire dalle 9.15 all’Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti a Roma, propone come tema generale “investire nelle periferie, investire nell’infanzia” e mette a confronto giovani, istituzioni, esperti e rappresentanti del terzo settore su proposte concrete per ridurre le disuguaglianze urbane e sociali.</p>
<p>I lavori saranno aperti dal presidente Claudio Tesauro e moderati dal direttore dell’ANSA Luigi Contu. Tra gli interventi istituzionali sono annunciati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali — componente dell’ufficio di presidenza di Anci con delega a istruzione e politiche educative — e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.</p>
<p>Seguirà il dibattito “I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento”, con la partecipazione di Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children; Antonella Polimeni, rettrice dell’Università di Roma La Sapienza; Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini; e don Marco Pagniello, direttore Caritas.</p>
<p>La mattinata proseguirà con un secondo momento di confronto, “L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento”, che vedrà tra gli ospiti Daniela Fatarella, direttice generale di Save the Children; Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo; Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio; Antonella Portarapillo, dirigente scolastica dell’IC Ferdinando Russo di Napoli; e Fabrizio Arena, presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. È previsto inoltre un monologo dell’attore e regista Claudio Amendola.</p>
<p>Nel pomeriggio si terranno i “Dialoghi Possibili”, tre tavoli di lavoro paralleli realizzati in collaborazione con ANCI. Al primo Dialogo, “Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità”, sono stati invitati tra gli altri Elena Carnevali, Irene Manzi, Mauro Berruto, Giuseppe Pierro e rappresentanti del mondo accademico e della cooperazione. Il secondo Dialogo, “Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione”, comprende tra i partecipanti amministratori locali, parlamentari, rappresentanti di organizzazioni non profit e giornalisti. Il terzo tavolo, “Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi”, coinvolge istituzioni locali, accademici, rappresentanti di fondazioni e operatori culturali.</p>
<p>I risultati dei tre Dialoghi verranno poi illustrati in plenaria; la chiusura dei lavori prevede interventi di Daniela Fatarella e di Veronica Nicotra, segretaria generale di ANCI, con la moderazione della giornalista di Rainews Francesca Biagiotti.</p>
<p>L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. Media partner dell’evento sono indicati ANSA, RAI, Il Corriere della Sera, Chora &#038; Will Media e AdnKronos.</p>
<p>I giornalisti e gli operatori che intendono accreditarsi sono invitati a inviare entro le 16 del 20 maggio una mail all’indirizzo ufficiostampa@savethechildren.org indicando testata, nome e cognome e numero del documento di identità o della tessera dell’Ordine dei Giornalisti. Per informazioni sono disponibili recapiti telefonici dell’ufficio stampa di Save the Children riportati dall’organizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/">A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">117172</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Infanzia: Save the Children, 58 milioni di bambini non vanno a scuola</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/infanzia-save-the-children-58-milioni-di-bambini-non-vanno-a-scuola/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/infanzia-save-the-children-58-milioni-di-bambini-non-vanno-a-scuola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 12:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=92409</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ancora oggi nel mondo 58 milioni di bambini non vanno a scuola, senza possibilità di costruirsi un futuro. Quasi 6 milioni muoiono ogni anno per malattie facilmente curabili e prevenibili prima di aver compiuto 5 anni. Quattrocento milioni di bambini nel mondo discriminati a causa della loro etnia o religione, lo stesso numero di quelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/infanzia-save-the-children-58-milioni-di-bambini-non-vanno-a-scuola/">Infanzia: Save the Children, 58 milioni di bambini non vanno a scuola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora oggi nel mondo 58 milioni di bambini non vanno a scuola, senza possibilità di costruirsi un futuro. Quasi 6 milioni muoiono ogni anno per malattie facilmente curabili e prevenibili prima di aver compiuto 5 anni. Quattrocento milioni di bambini nel mondo discriminati a causa della loro etnia o religione, lo stesso numero di quelli che vivono in povertà estrema sotto i 13 anni. Un bambino sfollato o rifugiato su due non frequenta la scuola primaria e un bambino su 10 vive in un Paese colpito da un conflitto. È la fotografia che emerge dall’inedito rapporto <strong>“Every last child. The children the world decided to forget”</strong> lanciato oggi a livello internazionale da Save the Children, l’organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e promuoverne i diritti, per dare il via alla nuova campagna globale intrapresa dell’Organizzazione, con l’obiettivo di garantire che ogni bambino, a prescindere da chi sia e da dove viva, abbia uguali opportunità di sopravvivere e di accedere alle cure sanitarie, all’educazione e alla nutrizione.</p>
<p>Secondo Save the Children, nonostante i traguardi importanti raggiunti negli ultimi decenni, uno su tutti il dimezzamento della mortalità infantile dal 1990 a oggi, milioni di bambini continuano ad essere esclusi da questi progressi.</p>
<p>“Per Save the Children è inaccettabile che, ancora oggi, nascere nel posto sbagliato significhi perdere alla lotteria della vita. Non possiamo continuare a tollerare che siano condizioni arbitrarie come il luogo di nascita, l’appartenenza a un’etnia o religione, la situazione economica della famiglia o addirittura l’essere maschio o femmina, a determinare se un bambino sopravvivrà o meno, influenzando la qualità della sua vita. Non possiamo più vivere in un mondo in cui i corpi inermi dei bambini in fuga dalla guerra vengono trascinati a riva sulle coste europee, un mondo dove a milioni di bambini e bambine è precluso quel futuro migliore che la scuola permetterebbe loro di costruirsi”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.</p>
<p>“Save the Children farà di tutto per eliminare la discriminazione e le barriere per l’accesso di milioni di bambini vulnerabili alle cure sanitarie e all’educazione. Non ci arrenderemo finché non avremo raggiunto fino all’ultimo bambino. Chiediamo ai leader mondiali e ai decisori a tutti i livelli, da quello famigliare e locale, fino a quello nazionale e internazionale, di unirsi a noi per far sì che ogni bambino possa accedere a servizi di base vitali”.</p>
<p><strong>Chi sono i bambini più vulnerabili</strong></p>
<p>“I bambini più vulnerabili sono gli invisibili e i dimenticati. Quelli che nascono e vivono in Paesi in guerra o semplicemente nelle regioni più remote o svantaggiate. Sono i più poveri tra i poveri; le bambine, i migranti e i rifugiati, i disabili o quelli appartenenti a minoranze etniche e religiose. Quelli che non hanno le cose che ogni bambino dovrebbe avere: cibo adeguato, acqua, un dottore, medicine, la scuola”, spiega Neri.</p>
<p>La vita di questi bambini, dal concepimento all’età adulta, è una vera e propria corsa a ostacoli, scandita da sfide molto più gravose rispetto ai loro pari, con un effetto domino sulla loro crescita. Sfide che, se non vengono vinte in tempo, ricadranno a catena sui loro figli, in un circolo vizioso difficile da spezzare. “Ogni bambino ha diritto a un <em>fair start</em>, una partenza giusta nella sua vita che lo metta nelle condizioni di vivere e crescere vedendo soddisfatti i suoi diritti e bisogni primari,” continua Neri.</p>
<p><strong>Le disparità aumentano</strong></p>
<p>I dati del rapporto di Save the Children evidenziano come più della metà dei Paesi per cui sono disponibili dati hanno visto aumentare le disuguaglianze nelle possibilità di vita tra i gruppi etnici e religiosi all’interno del Paese dal 2000 a oggi. Due terzi delle famiglie in povertà che hanno difficoltà ad accedere ai servizi di salute, al cibo e all’educazione fanno parte di una minoranza etnica.</p>
<p>Molti dei Paesi che hanno vissuto una forte crescita economica negli ultimi anni non hanno saputo tradurre questa crescita in condizioni di vita più eque per i bambini e in molti casi le disparità si sono addirittura acuite. Come in Nigeria, dove nonostante il reddito pro-capite sia quintuplicato negli ultimi anni, i bambini affrontano crescenti disuguaglianze per quanto riguarda l’accesso alla salute e all’educazione, soprattutto nelle zone più svantaggiate del Paese.</p>
<p>Il costo della loro esclusione non ricade solo sui bambini dimenticati e le loro famiglie, con conseguenze spesso fatali, ma su tutta la società. Oltre a generare perdite economiche in termini di produttività, è provato che l’esclusione di gruppi etnici o religiosi e le forti disparità sociali generino anche maggiori tensioni sociali e scontento, creando terreno fertile per lo scoppio di conflitti violenti e insurrezioni.</p>
<p><strong>Mai così tanti bambini rifugiati e sfollati nel mondo. E metà di loro non va a scuola.</strong></p>
<p>All’origine delle accresciute disuguaglianze ci sono anche i numerosi conflitti in corso, che hanno generato un numero di rifugiati senza precedenti e la conseguente crisi migratoria. Il 2014 ha visto il numero più alto di sfollati mai registrato: quasi 60 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro case, la metà dei quali sono bambini. Secondo i dati diffusi da Save the Children, oggi sono più di 145 milioni i bambini rifugiati nel mondo; solo uno su due di loro frequenta la scuola primaria e il tasso scende a uno su quattro per la scuola secondaria. Questi bambini affrontano ostacoli enormi nell’accesso alle cure sanitarie e al cibo di cui hanno bisogno, sono esposti a maggiori rischi di contrarre malattie infettive e trasmissibili e hanno livelli nutrizionali inferiori alla norma.</p>
<p><strong>Bambine escluse: sono loro a essere lasciate indietro nei contesti più vulnerabili</strong></p>
<p>Sebbene siano stati compiuti progressi significativi nella riduzione delle disuguaglianze di genere, la discriminazione persiste in molte aree del nostro pianeta e a esserne vittime sono soprattutto le ragazze adolescenti più povere. In Afghanistan, ad esempio solo il 4% delle bambine in contesti famigliari di povertà completa l’educazione primaria. La violenza di genere e le gravidanze precoci non solo contribuiscono a innalzare il tasso di mortalità materna e infantile, ma limitano anche le opportunità di apprendimento delle ragazze. In Sierra Leone, uno dei Paesi con il più alto tasso di morti materne, le ragazze adolescenti costituiscono il 40% di questi decessi. Le bambine e ragazze povere sono anche maggiormente esposte a pratiche culturali ingiuste come il matrimonio precoce. Secondo le stime, nei Paesi in via di sviluppo, una ragzza su tre si sposa prima dei 18 anni e una su nove si sposa prima dei 15. In Tanzania, il 61% delle ragazze che non riceve un’istruzione si sposa prima dei 18 anni, mentre il tasso scende al 5% tra coloro che hanno completato gli studi secondari o superiori.</p>
<p><strong>Disabilità ed esclusione</strong></p>
<p>Si stima che 150 milioni di bambini vivano con una disabilità al mondo. Questi bambini sono tra i soggetti più vulnerabili e svantaggiati. Il rischio subire violenza e abusi fisici e sessuali o di venire abbandonati e trascurati è da tre a quattro volte superiore rispetto ai loro pari. Tra i gruppi vulnerabili, sono quello con il tasso più alto di abbandono scolastico e molti di coloro che vanno a scuola si trovano esclusi dall’apprendimento a causa di curriculum non adattati, insegnanti non formati ai loro bisogni e mancanza di strumenti di supporto adeguati.</p>
<p><strong>Bambini invisibili: quando i dati non ci sono</strong></p>
<p>Una delle sfide principali per combattere il fenomeno dell’esclusione rimane la mancanza di dati disaggregati sui gruppi esclusi. I bambini “invisibili” sono ad esempio quelli che vengono rinchiusi in casa o negli istituti perché disabili, che vivono in strada o sono in fuga dalle guerre, oppure quelli che, non avendo documenti, rimangono impercettibili alle amministrazioni e non hanno accesso ai servizi di base come scuola e sanità.</p>
<p>“Molti Paesi evitano deliberatamente di raccogliere dati sulla condizione di questi bambini e ciò rende più difficile avere un quadro completo dei loro bisogni. Eppure la nostra esperienza in 120 Paesi del mondo parla chiaro: la discriminazione è in crescita e costituisce la principale minaccia per i bambini in povertà”, spiega Neri.</p>
<p><strong>Disuguaglianza nei Paesi ad alto reddito</strong></p>
<p>Ma l’esclusione non è un fenomeno che riguarda esclusivamente i Paesi economicamente più svantaggiati.  Le disparità tra diversi gruppi etnici o religiosi, zone geografiche e di genere colpiscono anche i Paesi più ricchi e con i sistemi assistenziali più avanzati. Nel Regno Unito, più della metà dei bambini di origine pakistana o bengalese cresce in povertà, ma il tasso scende a uno su cinque nella maggioranza bianca britannica. Anche l’orientamento sessuale dei bambini e ragazzi costituisce una fonte di forti pregiudizi e discriminazione: negli Stati Uniti, il 40% dei giovani senzatetto si identifica come LGBT<a title="" href="http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/All/IT/Tool/Press/Single/#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> e in Europa il 61% degli intervistati ha subito esperienze negative a scuola in relazione alla loro vera o percepita appartenenza all’orientamento LGBT.  In Italia, protagonista della disparità è la povertà economica che va ad incrementare l’annoso problema della povertà educativa: la percentuale dei ragazzi che non raggiungono le competenze minime in matematica e lettura è circa 4 volte più alto tra coloro che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico rispetto a coloro che provengono da famiglie agiate.</p>
<p><strong>Cosa chiede Save the Children: le tre garanzie per tutti i bambini</strong></p>
<p>“Se non verrà permesso ai bambini più vulnerabili al mondo di avere accesso alle cure sanitarie, al cibo e all’educazione di cui hanno bisogno, il mondo non raggiungerà gli obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che si prefiggono di non lasciare nessuno indietro entro il 2030,” aggiunge Neri.</p>
<p>Per questo Save the Children chiede ai leader mondiali di impegnarsi a raggiungere tre garanzie per tutti i bambini. Queste includono una finanza equa che permetta a tutti di accedere ai servizi di base, un trattamento equo verso tutti i bambini e la trasparenza su quanti aiuti e fondi e su come vengono impiegati a favore dei bambini più vulnerabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/infanzia-save-the-children-58-milioni-di-bambini-non-vanno-a-scuola/">Infanzia: Save the Children, 58 milioni di bambini non vanno a scuola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/04/26/infanzia-save-the-children-58-milioni-di-bambini-non-vanno-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">92409</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Infanzia: in Italia un bambino su sette nasce povero</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 08:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=84210</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia, un bambino su 7 nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, 1 su 20 assiste a violenza domestica e 1 su 100 è vittima di maltrattamenti. Uno su 20 vive in aree inquinate e a rischio di mortalità. Uno su 50 soffre di una condizione che comporterà una disabilità significativa all&#8217;età dell&#8217;ingresso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/">Infanzia: in Italia un bambino su sette nasce povero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, un bambino su 7 nasce e cresce in condizioni di povertà assoluta, 1 su 20 assiste a violenza domestica e 1 su 100 è vittima di maltrattamenti. Uno su 20 vive in aree inquinate e a rischio di mortalità. Uno su 50 soffre di una condizione che comporterà una disabilità significativa all&#8217;età dell&#8217;ingresso nella scuola primaria, 1 su 500 vive in strutture di accoglienza. Più di 8 bambini su 10 non possono usufruire di servizi socio-educativi nei primi tre anni di vita e 1 su 10 nell&#8217;età compresa tra i 3 e i 5 anni. Nel 2013 in Italia sono andati al nido solo 218.412 bambini, pari al <strong>13,5% della popolazione sotto i tre anni</strong>. E la situazione nel Mezzogiorno è ancora più grave, se si considera che tutte le regioni del Sud si collocano sotto la media nazionale, come la Sicilia con appena il 5,6% dei bambini che ha avuto accesso al nido; la Puglia con il 4,4%; la Campania con il 2,7% e la Calabria con il 2,1&#8243;%. Questi i principali dati che emergono dal <strong>Rapporto di monitoraggio sull&#8217;attuazione della Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;Adolescenza</strong> nel nostro Paese, giunto alla sua ottava edizione, alla cui redazione hanno contribuito 124 operatori delle 90 associazioni del Gruppo CRC, e presentato stamane alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>Giuliano Poletti</strong>.</p>
<p>Il rapporto, evidenzia che, <strong>a vent&#8217;anni esatti dal primo Rapporto</strong> sullo stato di attuazione della Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza (CRC), inviato dall&#8217;Italia al Comitato ONU per la CRC, <em>&#8220;il sistema organico di politiche per l&#8217;infanzia&#8221;</em> su cui il nostro paese si era impegnato con la ratifica della Convenzione non è stato realizzato. Le associazioni auspicano che l&#8217;adozione del nuovo Piano Infanzia, con priorità e azioni ben definite e supportate da un adeguato impegno economico, possa essere il primo passo per rimettere al centro dell&#8217;agenda politica le misure per la tutela per l&#8217;infanzia. <em>&#8220;Ci sono bambini che fin dalla nascita soffrono di carenze che ne compromettono lo sviluppo fisico, mentale scolastico, relazionale</em> &#8211; sottolinea Arianna Saulini, di Save the Children e coordinatrice del Gruppo CRC. <em>Tra questi eventi, indicati come fattori di rischio, figurano condizioni sfavorevoli durante la gravidanza, cure genitoriali inadeguate, violenza domestica ed esclusione sociale. Per questo chiediamo</em> &#8211; aggiunge Saulini &#8211; <em>che il prossimo Piano Nazionale Infanzia dedichi speciale attenzione ai primi anni di vita del bambino, che vengano realizzate politiche adeguate per superare il divario territoriale nell&#8217;offerta educativa e di costruire un qualificato sistema integrato per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, impegnando adeguati e stabili investimenti finanziari e introducendo un meccanismo permanente di monitoraggio della spesa&#8221;</em>. A proposito di risorse dedicate all&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, il Rapporto denuncia che a distanza di anni <strong>non esiste ancora un monitoraggio a livello istituzionale, manca una strategia nazionale e una visione di lungo periodo nell&#8217;allocazione delle risorse.</strong> Le carenze, tuttavia, non sono solo di tipo economico, ma anche di raccolta e coordinamento delle informazioni. Così, ad esempio, se si considera il problema dei minori privi di un ambiente familiare, gli stessi dati forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali presentano lacune e incongruenze. <strong>Sappiamo infatti che al 31 dicembre 2012 i minorenni affidati a parenti erano 6.750, quelli affidati a terzi 7.444, per un totale complessivo di 14.191 affidamenti familiari, e che i minori inseriti in comunità erano 14.255</strong>. Poco o nulla sappiamo però, sulle cause dell&#8217;allontanamento dalla famiglia e sui motivi che hanno portato a scegliere l&#8217;accoglienza in comunità o l&#8217;affido, il tipo di struttura di accoglienza e i tempi di permanenza. Informazioni che mancano soprattutto per i minorenni tra 0 e 5 anni. A ciò si aggiunge che molte Regioni non forniscono i dati richiesti, come la Calabria che non ha aderito alla rilevazione, la Liguria e la Sardegna che hanno fornito dati discordanti rispetto ai criteri della rilevazione, l&#8217;Abruzzo che non ha inviato i dati sull&#8217;affidamento familiare. Ed è incomprensibile il divario tra i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e quelli del Dipartimento per la Giustizia Minorile sugli affidamenti familiari consensuali o giudiziari. Sempre in merito al sistema di raccolta dati, la Banca Dati Nazionale dei minori adottabili e delle coppie disponibili all&#8217;adozione è operativa soltanto in 11 Tribunali per i Minorenni sui 29 esistenti e ciò rende difficile garantire a ogni bambino la scelta della miglior famiglia, quantificare e monitorare la situazione dei piccoli che non vengono adottati nonostante le tante famiglie disponibili. Riguardo alle difficoltà economiche di molte famiglie con minori, pur riconoscendo l&#8217;impegno del Governo con la sperimentazione della nuova social card, Arianna Saulini ricorda che la povertà minorile in Italia è in continuo aumento <strong>&#8211; dal 2012 al 2013 i minori in condizioni di povertà assoluta sono passati da 1.058.000 (10,3%) a 1.434.000 (13,8%)</strong> &#8211; e ribadisce l&#8217;urgenza di un Piano nazionale di contrasto alla povertà, che tenga in debita considerazione le famiglie con figli minorenni e che sia in grado di mettere a sistema in maniera organica le varie e frammentate misure messe in campo in questi anni.</p>
<p>Il rapporto dedica poi un paragrafo <strong>ai minori stranieri non accompagnati (MSNA)</strong>, tema di grande attualità considerati i numerosi sbarchi di questo periodo, rilevando la necessità di rendere subito operativo il nuovo sistema di accoglienza. Dal primo gennaio al 31 marzo 2015 sono sbarcati in Italia 10.165 migranti, di cui <strong>902 minori (289 accompagnati e 613 non accompagnati)</strong>, dato che a giugno è balzato a <strong>quasi 5.000 minori. Nel 2014, 26.122 minori hanno raggiunto le coste italiane e di questi 13.026 sono risultati essere non accompagnati</strong>, ovvero un numero pari a due volte e mezzo quello registrato nel 2013. Si tratta per la maggior parte di ragazzi tra i 15 ed i 17 anni, originari dell&#8217;Eritrea (3.394), dell&#8217;Egitto (2.007) e della Somalia (1.481). Va menzionato anche l&#8217;elevato flusso migratorio via mare dalla <strong>Siria</strong>: nel 2014 sono sbarcati 10.965 minori (10.020 accompagnati e 945 non accompagnati). Alla data di stesura del Rapporto erano <strong>oltre 500 i minori ancora in attesa del collocamento in comunità</strong>, che si trovano, da mesi, in strutture temporaneamente adibite alla loro accoglienza, attivate <em>&#8220;in emergenza&#8221;</em> a livello locale, in Sicilia, Puglia e Calabria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/">Infanzia: in Italia un bambino su sette nasce povero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/infanzia-in-italia-un-bambino-su-sette-nasce-povero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">84210</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
