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	<title>infarto Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Salute. L&#8217;esperto: &#8220;Droga quadruplica percentuale di infarto nei soggetti sani&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 10:54:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Elvis Presley e sua figlia Lisa Marie Presley, un destino scritto nel cuore. Entrambi accomunati da problemi con la droga, entrambi deceduti per un infarto. Ma può esserci un legame tra l&#8217;infarto e l&#8217;assunzione di sostanze stupefacenti? &#8220;La droga quadruplica la percentuale di infarto nei soggetti sani che la assumono- risponde all&#8217;agenzia Dire il dottor [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Elvis Presley e sua figlia Lisa Marie Presley, un destino scritto nel cuore. Entrambi accomunati da problemi con la droga, entrambi deceduti per un infarto. Ma può esserci un legame tra l&#8217;infarto e l&#8217;assunzione di sostanze stupefacenti? &#8220;La droga quadruplica la percentuale di infarto nei soggetti sani che la assumono- risponde all&#8217;agenzia Dire il dottor Ivo Pulcini, specialista in cardiologia e medicina dello sport- soprattutto la cocaina, potentissimo vaso costrittore in grado di determinare uno spasmo alle coronarie che, se permanente, crea un trombo, un vero e proprio tappo che impedisce al sangue, quindi all&#8217;ossigeno, di alimentare questo muscolo prezioso che è il cuore. Quindi, tutto il cuore o parte di esso può subire un danno permanente o una necrosi, ovvero la morte del muscolo stesso&#8221;. &#8220;Dipende da come si interviene- continua il cardiologo- e se le persone colpite da arresto cardiaco hanno la fortuna di trovare un defibrillatore a portata di mano o personale qualificato. Però, purtroppo, il caso della droga è strettamente legato agli stili di vita: le persone che abusano devono sapere che le conseguenze sono terribili&#8221;. Il dottor Pulcini spiega inoltre come nell&#8217;infarto, e questo avviene anche per le malattie cardiovascolari e nel diabete, ci possa essere una familiarità. &#8220;Ma non è obbligatorio- tiene a precisare- perchè magari tre soggetti della stessa famiglia possono avere lo stesso destino e poi c&#8217;è qualcun altro che geneticamente è protetto o ha fatto prevenzione, che è la cosa principale. Molti di noi, infatti, stando bene non si preoccupano di fare un elettrocardiogramma o di sottoporsi a controlli che, invece, sono essenziali, soprattutto superati i 40 anni&#8221;. Lo specialista in cardiologia e medicina dello sport si sofferma, inoltre, sulle altre cause dell&#8217;infarto. &#8220;Sono tutte legate a un problema vascolare- informa- e sono molteplici: ce l&#8217;hanno prevalentemente i diabetici, gli obesi, chi fa vita sedentaria, la cosiddetta &#8216;sindrome ipocinetica&#8217; descritta da Kraus e Raab, e chi è predisposto geneticamente, ma da medico sportivo ritengo che la cosa principale sia la disidratazione. Bisogna bere anche quando non si ha sete&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La disidratazione, purtroppo, viene sottovalutata- afferma- perchè il sangue è composto da una parte liquida e da una parte corpuscolata. Quest&#8217;ultima è fatta da globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, il resto è acqua. Alla nascita, il bambino è composto al 90% di acqua, una persona di 110 anni ha una composizione corporea di acqua pari al 40-50%. L&#8217;infarto è sicuramente favorito dalla disidratazione&#8221;. &#8220;Perchè gli ictus e gli incidenti vascolari avvengono alle tre di notte, comunque nel periodo notturno? Perchè molte persone non bevono durate la notte. Invece- ammonisce Pulcini- bisognerebbe idratarsi abbastanza, si dovrebbero bere due litri di acqua durante il giorno&#8221;. &#8220;Basta capire cosa è il sangue- dichiara inoltre- perchè se ho un olio troppo denso, è chiaro che creo fatica al motore. L&#8217;olio, invece, deve essere caldo e fluido. Se il sangue aumenta la parte corpuscolata, se il sangue si ispessisce la circolazione si rallenta&#8221;. &#8220;Perchè se dentro un tubo che porta l&#8217;acqua ci mettiamo della sabbia il flusso d&#8217;acqua tenderà a rallentarsi. Dunque- conclude Pulcini- più si beve, più il cuore fatica di meno a pompare il sangue e quindi è più difficile che avvenga un infarto&#8221;.</p>
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		<title>Sanità: aumentata la mortalità per infarto con il coronavirus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 18:32:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[mortalità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si e&#8217; concluso il Registro Isacs-Stemi Covid sull&#8217;Ima, il registro diretto dal professor Giuseppe De Luca dell&#8217;Universita&#8217; del Piemonte Orientale. De Luca, esperto internazionale, ha coinvolto 77 tra le maggiori istituzione europee con l&#8217;obiettivo di confrontare i dati del 2020 nei mesi iniziali della pandemia con quelli rispettivi del 2019. Lo studio ha mostrato un calo del 19% dei pazienti con infarto acuto. &#8220;Inoltre -sottolinea De Luca- si e&#8217; osservato che l&#8217;unica variabile clinica che ha impattato in maniera significativa sulla riduzione dei casi e&#8217; stata l&#8217;ipertensione arteriosa, ovvero, la riduzione dei casi e&#8217; stata significativamente piu&#8217; marcata nei pazienti ipertesi (23%) rispetto ai non ipertesi (14%). Questo risultato viene spiegato dal fatto che i dati inizialmente emersi sull&#8217;associazione tra ipertensione, farmaci antiipertensivi e mortalita&#8217; dei pazienti affetti da Covid, abbia avuto un maggior impatto psicologico sui pazienti ipertesi spingendoli a rimanere a casa nonostante i sintomi&#8221;. Oltre a recarsi meno in ospedale, i pazienti durante la pandemia molto piu&#8217; frequentemente si sono presentati tardi. &#8220;Il ritardo al trattamento&#8221; ci spiega il professore &#8220;ci aiuta a capire il dato estremamente importante del registro, ovvero un incremento relativo della mortalita&#8217; del 41%&#8221;. Il lavoro verra&#8217; pubblicato a breve sul Journal of the American College of Cardiology (Jacc). &#8220;Si spera- conclude- che questi dati servano a lanciare un allarme alle autorita&#8217; sanitarie nazionali in modo da poter adottare tutte le iniziative, da compagne educazionali ad interventi logistici sul territorio, necessarie a fare in modo che venga prevenuta una ulteriore strage di vittime, causata stavolta indirettamente dal killer Coronavirus&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/23/sanita-aumentata-la-mortalita-per-infarto-con-il-coronavirus/">Sanità: aumentata la mortalità per infarto con il coronavirus</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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