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	<title>Inghilterra Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Meningite acuta: 20 casi confermati nel Regno Unito</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 08:16:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel sud dell’Inghilterra sono stati segnalati 20 casi di meningite acuta, secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito. «Alle 17 del 17 marzo, nove casi sono stati confermati in laboratorio e 11 segnalazioni restano sotto indagine», recita la nota diffusa dalle autorità. Il focolaio si è concentrato nell’area di Canterbury, prendendo avvio in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel sud dell’Inghilterra sono stati segnalati 20 casi di meningite acuta, secondo l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito. «Alle 17 del 17 marzo, nove casi sono stati confermati in laboratorio e 11 segnalazioni restano sotto indagine», recita la nota diffusa dalle autorità.</p>
<p>Il focolaio si è concentrato nell’area di Canterbury, prendendo avvio in un locale notturno e coinvolgendo poi il campus della University of Kent insieme a quattro scuole della zona. Un primo caso è stato registrato anche a Londra, dove è stata ricoverata una persona proveniente dalla contea del Kent.</p>
<p>Tra le vittime figurano un universitario di 21 anni e una ragazza di 13. Tra i casi più gravi è in condizioni critiche anche una bambina di nove mesi, nonostante fosse vaccinata contro il meningococco B (MenB).</p>
<p>Il ministro della Sanità, Wes Streeting, ha definito la diffusione «senza precedenti» e invitato alla calma, precisando che, contrariamente ad alcune ricostruzioni mediatiche, la situazione non è ufficialmente dichiarata emergenza nazionale, pur essendo gestita a livello centrale. Susan Hopkins, direttrice dell’Ukhsa, ha ipotizzato che il focolaio possa avere origine da un evento «super-diffusore». Le autorità sono inoltre accusate di aver ritardato di due giorni l’allerta pubblica.</p>
<p>Tra le testimonianze raccolte, la 21enne Annabelle Mackay racconta di aver perso la vista per due giorni e di non riuscire ancora a camminare. Intanto, è partito oggi un programma di vaccinazione mirata destinato a 5.000 studenti nel Kent, mentre finora sono state distribuite in via precauzionale 2.500 dosi di antibiotici.</p>
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		<title>Addio alla regina Elisabetta II</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 18:01:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morta la sovrana d&#8217;Inghilterra nella residenza di Balmoral, in Scozia. Elisabetta II se ne è&#160;andata a 96 anni, dopo 70 anni di regno. L&#8217;annuncio ufficiale è arrivato con una nota di Buckingham Palace: &#8220;Sua Maestà è morta pacificamente oggi pomeriggio a Balmoral&#8221;, si legge.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; morta la sovrana d&#8217;Inghilterra nella residenza di Balmoral, in Scozia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elisabetta II se ne è&nbsp;andata a 96 anni, dopo 70 anni di regno. L&#8217;annuncio ufficiale è arrivato con una nota di Buckingham Palace: &#8220;Sua Maestà è morta pacificamente oggi pomeriggio a Balmoral&#8221;, si legge.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>G.B.: dalla Bbc ai tabloid, omaggio all&#8217;amato marito di Elisabetta II</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 16:55:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; morto all&#8217;età di 99 anni il principe Filippo d&#8217;Edimburgo, consorte  della regina Elisabetta. Filippo, futuro sposo di Elisabetta II di Inghilterra e duca di Edimburgo, nacque a Corfu&#8217; il 10 giugno 1921, come principe di Grecia e Danimarca. Era un momento in cui la cartina geografica e politica dell&#8217;Europa era molto diversa da oggi: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/09/g-b-dalla-bbc-ai-tabloid-omaggio-allamato-marito-di-elisabetta-ii/">G.B.: dalla Bbc ai tabloid, omaggio all&#8217;amato marito di Elisabetta II</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto all&#8217;età di 99 anni il principe Filippo d&#8217;Edimburgo, consorte  della regina Elisabetta.</p>
<p>Filippo, futuro sposo di Elisabetta II di Inghilterra e duca di Edimburgo, nacque a Corfu&#8217; il 10 giugno 1921, come <span class="searchKey">principe</span> di Grecia e Danimarca. Era un momento in cui la cartina geografica e politica dell&#8217;Europa era molto diversa da oggi: c&#8217;era ancora l&#8217;Impero Ottomano, che sarebbe crollato l&#8217;anno seguente, mentre in Paesi come l&#8217;Italia e la Grecia c&#8217;era ancora la monarchia e il Vecchio continente si stava riprendendo dalle macerie lasciate dalla Prima guerra mondiale, ignaro che un secondo conflitto l&#8217;attendeva appena 18 anni dopo. Filippo, scomparso oggi a 99 anni, e&#8217; una di quelle figure a cavallo tra due secoli che nel bene o nel male hanno influenzato la storia. La regina Elisabetta II, nella nota ufficiale con la quale ha dato l&#8217;annuncio della morte del consorte, ha sottolineato di &#8220;piangere l&#8217;amato marito&#8221; che l&#8217;ha accompagnata nel suo lungo governo, sin dal loro primo incontro, nel 1939. Il matrimonio, il 20 novembre del 1947, fu il primo a essere trasmesso da un&#8217;emittente televisiva &#8211; la Bbc &#8211; e a oggi batte anche un altro record, risultando il piu&#8217; longevo della storia della monarchia britannica. La coppia ha avuto quattro figli, otto nipoti e dieci pronipoti. Nelle cronache il <span class="searchKey">principe</span> Filippo e&#8217; stato solitamente dipinto come &#8220;l&#8217;ombra&#8221; della sovrana, colui che la seguiva negli incontri ufficiali e nelle missioni all&#8217;estero, nonche&#8217; nei vari scandali che hanno coinvolto la Casa reale di Windsor. Ad esempio, fu lui a incoraggiare il figlio Carlo a chiedere la mano di Diana. E dopo la tragica morte di quest&#8217;ultima, furono rivelate le lettere in cui il <span class="searchKey">principe</span> scriveva a quest&#8217;ultima per darle consigli nel tentativo di salvare il matrimonio. Elisabetta ha perso il consorte in un altro momento complesso per la corona: nel Regno Unito ancora non si sono spente le polemiche suscitate dall&#8217;intervista che il <span class="searchKey">principe</span> Harry e sua moglie Meghan hanno rilasciato a marzo alla conduttrice americana Oprah Winfrey: la coppia ha accusato la monarchia di comportamenti scorretti e persino &#8220;razzisti&#8221;, rispetto alle origini afroamericane della duchessa del Sussex.</p>
<p>Filippo, ricorda la stampa britannica, ha anche rinunciato alla sua carriera nella Royal Navy per restare al fianco della regina, rappresentando comunque poi per decenni uno dei membri della famiglia con l&#8217;agenda piu&#8217; ricca di impegni. Dal carattere schietto e curioso, e&#8217; ricordato anche per le frequenti &#8220;gaffe&#8221;. Di queste, la Bbc ha pubblicato un elenco che parte dal 1966 quando il duca di Edimburgo disse che le donne nel Regno Unito &#8220;non sanno cucinare&#8221;. Storica anche la battuta rivolta a un gruppo di ragazzi britannici andati in Cina per motivi di studio: &#8220;Non restate troppo o vi verranno gli occhi a mandorla&#8221;. Non meno sorpreso sara&#8217; rimasto un residente delle Isole Cayman, che si e&#8217; sentito domandare se anche lui non discendesse dai pirati, &#8220;come la maggior parte di voi, giusto?&#8221;. Incontrando Malala Yousafzai, la Premio Nobel pachistana per il diritto delle donne a studiare, sopravvissuta a un attentato dei fondamentalisti islamici, il principe Filippo osservo&#8217; che &#8220;i bambini vanno a scuola perche&#8217; i genitori non li vogliono a casa&#8221;. Battute e affermazioni che non sono passate inosservate ai tabloid bitannici, con cui il principe aveva un burrascoso rapporto. Il Guardian, uno dei principali quotidiani, oggi pero&#8217; ne dipinge i meriti: sebbene la Costituzione non gli accordasse particolari poteri &#8211; poteva essere consigliere della regina ma non aveva accesso ai documenti ufficiali, Filippo &#8220;si sforzo&#8217; di modernizzare la monarchia in modo che non diventasse un pezzo da museo&#8221;. Lancio&#8217; poi la pratica di &#8220;pranzi e feste in giardino non ufficiali&#8221; per ampliere la platea degli ospiti da incontrare, provenienti da ambienti e estrazioni diverse.</p>
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		<title>Coronavirus. Londra, Boris Johnson chiude locali: &#8220;State a casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 19:28:02 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/20/coronavirus-londra-boris-johnson-chiude-locali-state-a-casa/">Coronavirus. Londra, Boris Johnson chiude locali: &#8220;State a casa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chiediamo ai pub, ai caffe&#8217; e ai ristoranti di Londra di chiudere stasera e, logicamente, di non riaprire domani&#8221;: cosi&#8217; ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson, dando seguito a una misura attesa a Londra gia&#8217; da qualche giorno: la chiusura dei locali pubblici per fermare l&#8217;epidemia di Coronavirus. Lo stesso e&#8217; stato disposto per cinema, teatri e altri luoghi pubblici: &#8220;Stasera restate a casa- ha chiesto il premier- non sentitevi invincibili. Potreste avere il virus e trasmetterlo agli altri. Quindi per favore, restate in casa: questo e&#8217; l&#8217;unico modo che abbiamo di proteggere il nostro Sistema sanitario nazionale e salvare delle vite&#8221;. In Regno Unito i casi di Coronavirus sono in aumento: 3.297 quelli confermati, mentre i decessi sono saliti a 168. Oggi per la prima volta sono rimaste chiuse anche le scuole pubbliche e private di tutto il Paese, una misura assunta prima da Scozia e Galles e solo in seguito dall&#8217;Inghilterra. Il governo ha inoltre stabilito che paghera&#8217; l&#8217;80 per cento dei salari di chi, in questa emergenza, sara&#8217; costretto a rinunciare al lavoro, una decisione ben accolta dai governi locali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/20/coronavirus-londra-boris-johnson-chiude-locali-state-a-casa/">Coronavirus. Londra, Boris Johnson chiude locali: &#8220;State a casa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Addio a George Michael: icona pop fra successi ed eccessi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2016 20:37:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>George Michael, la star del pop è morta d’infarto nella sua casa in Inghilterra all&#8217;età di 53 anni, il giorno di Natale. A dare la notizia è il manager dell&#8217;artista. &#8220;Con grande tristezza possiamo confermare che il nostro amato figlio, fratello e amico George è morto serenamente a casa nel corso del periodo natalizio&#8221;, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>George Michael, la star del pop è morta d’infarto nella sua casa in Inghilterra all&#8217;età di 53 anni, il giorno di Natale.</p>
<p>A dare la notizia è il manager dell&#8217;artista. &#8220;Con grande tristezza possiamo confermare che il nostro amato figlio, fratello e amico George è morto serenamente a casa nel corso del periodo natalizio&#8221;, ha detto la fonte, che ha chiesto &#8220;privacy e rispetto&#8221; per la famiglia dell&#8217;artista. George Michael, nato a Londra e il cui vero nome è Georgios Kyriacos Panayiotou, ha venduto come solista oltre 100 milioni di album nel corso di una carriera lunga quasi quattro decenni.</p>
<p>La stella di George Michael inizia a brillare negli anni Ottanta. Nell’Inghilterra conquistata dal post punk, dalla musica dark e dall’elettronica, lui e i suoi Wham avevano percorso la strada del pop melodico riscuotendo un enorme successo soprattutto grazie a due brani entrati ormai nella tradizione della musica d’atmosfera: “Careless Whisper” e “Last Christmas“.</p>
<p>Dopo il successo, il cambiamento. George Michael lascia gli Wham e decide di intraprendere la carriera solista. Il debutto viene benedetto da Aretha Franklin, con cui duetta nel 1986. Da lì in poi la sua ascesa è inarrestabile. Diventa una pop star planetaria, spregiudicata, amatissima. Celebri le esibizioni allo stadio di Wembley con Elton John e il tributo per Freddy Mercury, quando canta “Somebody to love”. Tra i suoi album di maggior successo ‘Older‘, nel 1996, e ‘Songs from the last century’, nel 1999.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Ij3ba71gtrU?list=PLjjZij6SW365atMEwWC8wsv7iV-X9OfYB" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Star alla ribalta, George Michael venne arrestato tre volte. L’episodio più eclatante fu nel 1998, quando un poliziotto lo sorprese in un bagno pubblico di Los Angelese a commettere atti osceni. In seguito all’arresto, George Michael ammise pubblicamente di essere omosessuale. Gli altri guai giudiziari furono per alcol e droga.</p>
<p>Vanno ricordate le innumerevoli prese di posizione contro la politica di Margareth Thatcher ma anche contro quella di Tony Blair sull&#8217;Iraq, le molte battaglie in difesa dei diritti dei gay e anche la partecipazione al Live Aid e al Mandela Day. La morte di George Michael chiude un anno terribile per la<span class="text_find">musica</span> popolare, iniziato con la fine di David Bowie , seguito poi da altri mostri sacri come Prince, Leonard Cohen e Greg Lake.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/26/97238/">Addio a George Michael: icona pop fra successi ed eccessi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Brexit: conseguenze, avvertimenti, bis e applicazioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/06/25/94505/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 21:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 23 giugno scorso la Gran Bretagna ha votato in maggioranza per l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea ed è la prima volta che uno Stato abbandona il progetto di integrazione continentale. Il fatto non sorprende più di tanto poiché, come scrivono il Wall Street ed altri giornali, non fa altro che sancire una chiusura definitiva dell&#8217;Isola di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/25/94505/">Brexit: conseguenze, avvertimenti, bis e applicazioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 23 giugno scorso la Gran Bretagna ha votato in maggioranza per l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea</strong> ed è la prima volta che uno Stato abbandona il progetto di integrazione continentale.<br />
Il fatto non sorprende più di tanto poiché, come scrivono il Wall Street ed altri giornali, non fa altro che sancire una chiusura definitiva dell&#8217;Isola di Sua Maestà verso un&#8217;istituzione mai troppo amata, con uno scarso feeling sempre sottolineato dalla <strong>mancata adesione all&#8217;Euro da parte della Gran Bretagna</strong> stessa.<br />
Ma, nonostante il poco amore verso l&#8217;UE, <strong>non è però così facile per il Governo Cameron pilotare questa uscita</strong>, tanto è vero che il premier ha tenuto prima del referendum un atteggiamento che gli antieuropeisti hanno definito non netto e preciso ed anzi, al contrario, di essere proprio lui il primo a nutrire forti dubbi sul<strong> Brexit</strong>. D’altra parte, <strong>Euro o non Euro, far parte dell&#8217;UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto decisioni importanti in materia di economia e geopolitica</strong>.</p>
<p><strong>La notizia della vittoria di “Brexit” ha causato un crollo della sterlina sul dollaro</strong>, con perdite oltre il 10 per cento, le più alte degli ultimi 30 anni e, nel giorno della vittoria degli antieuropeisti inglesi, le principali borse europee hanno avuto perdite consistenti a causa delle incertezze sui mercati: Milano ha chiuso a -12,48 per cento, il suo peggior risultato degli ultimi decenni.<br />
La seduta della borsa di Londra si è chiusa a -3,15 e il direttore della Banca centrale britannica, Mark Carney, ha tenuto una conferenza stampa per rassicurare i mercati e promettere fino a 250 miliardi di sterline in interventi per stabilizzare l’economia britannica nelle prossime settimane.</p>
<p>Inoltre, un recentissimo documento (pubblicato appena prima del referendum), a firma di <strong>Michael Grubb</strong> (professore di politiche energetiche internazionali presso <strong>UCL Institute of Sustainable Resources</strong>) e<strong> Stephen Tindale, direttore dell’Alvin Weinberg Foundation</strong>, avverte di conseguenze invece negative ci dice che<strong> l’uscita causerà in Gran Bretagna un rallentamento degli investimenti per nuove infrastrutture e anche una frenata nello sviluppo delle fonti rinnovabili</strong> (l’UE, infatti, con ogni probabilità non avrebbe più alcun interesse a “premere” su Londra per il raggiungimento degli obiettivi in tal senso al 2020).</p>
<p>Inoltre, <strong>sul versante elettrico</strong>,<strong> il quadro rischia di essere molto complicato</strong>, poiché la Gran Bretagna importa una piccola frazione di elettricità, pari al 6,5% circa dei suoi consumi nazionali, l’ostacolo più rilevante è di tipo fisico, perché la capacità d’interconnessione tra il Regno Unito e l’Europa continentale è tuttora sottodimensionata.<br />
Non a caso, <strong>National Grid</strong> (l’equivalente inglese della nostra Terna) vorrebbe raddoppiare questa capacità, stimando benefici nell’ordine di 500 milioni di sterline l’anno grazie a un incremento delle importazioni elettriche.<br />
Altrimenti l’Inghilterra rischia di diventare<strong> un’energy-island</strong>, cioè <strong>un’isola energetica dove gli scambi con l’esterno sono limitati</strong>.<br />
Se per il gas Londra potrebbe rimediare facendo arrivare più combustibile liquefatto via nave, nel campo della generazione elettrica è impensabile affidarsi a importazioni che non siano provenienti dai Paesi più vicini.<br />
<strong>La costruzione di nuovi impianti di generazione in Gran Bretagna</strong> (parchi eolici offshore, centrali a gas e anche reattori nucleari), in buona sostanza, <strong>dovrà andare di pari passo con un potenziamento delle reti elettriche transnazionali.</strong><br />
Ma per realizzare i nuovi interconnettori, come evidenzia il documento redatto da Grubb e Tindale, servono accordi bilaterali e un notevole livello di cooperazione tra i paesi coinvolti e la Brexit potrebbe rallentare parecchio gli investimenti o anche bloccarli del tutto.<br />
Nella peggiore delle ipotesi, cioè <strong>la fuoriuscita inglese dall’area economica europea</strong> (i cui paesi membri, è bene ricordare, devono comunque seguire le regole UE in tema di energia), i progetti inglesi come la prevista rete del Mare del Nord, perderanno i fondi europei.</p>
<p>Altre conseguenze si potrebbero avere nel settore farmaceutico, poiché, come scrive a freddo in una nota del 24 giugno <strong>Massimo Scaccabarozzi presidente di Farmindustria</strong>, Londra dovrà anche dare continuità all&#8217;impegno e agli investimenti delle imprese del farmaco ed anche se le Istituzioni britanniche e quelle europee sapranno individuare in tempi brevi le giuste soluzioni, certamente<strong> la Gran Bretagna si troverà per un certo lasso di tempo a mal partito e, per una volta, minacciata da altre nazioni</strong> fino a ieri considerati “minori”.<br />
A tal proposito (e questo ci fa molto piacere),<strong> Scaccabarozzi ribadisce che in questa difficile pagina di storia, l&#8217;Italia ha le carte in regola per ospitare in futuro la sede dell&#8217;European Medicines Agency</strong>, &#8220;A nostro favore &#8211; conferma Scaccabarozzi &#8211; giocano importanti fattori. L&#8217;industria farmaceutica made in Italy è ormai una realtà 4.0 di primo piano in Europa. Siamo secondi per produzione a un&#8217;incollatura dalla Germania, ma primi per valore pro-capite e con un export da record che supera il 70% della produzione, con investimenti in crescita (+15% negli ultimi due anni) e ad un passo dal diventare un hub europeo per la ricerca, anche clinica, con investimenti di 1,4 miliardi.<br />
<strong>L&#8217;Italia può poi contare su un&#8217;Agenzia del farmaco (Aifa) riconosciuta a livello internazionale come modello di best practice per l&#8217;innovatività delle modalità di accesso ai farmaci.</strong></p>
<p><strong>Un effetto negativo italiano, invece, secondo il filosofo Cacciari, il Brexit l’avrà sul Governo Renzi.</strong><br />
In una intervista sull’Unità il filosofo dice: “Questo voto inglese è il sintomo di una crisi che viene da lontano, non mi sorprende più di tanto” e il <strong>“caos europeo avrà delle ripercussioni anche su di noi,</strong> certamente. A partire dal referendum di ottobre. Parliamoci chiaro: il voto inglese è un favore ai sostenitori del No perché per molti aspetti va nel senso della contestazione, della disgregazione”; e di fatto “gli inglesi hanno indebolito anche la leadership italiana nel momento in cui hanno dato un colpo all’Europa”.<br />
Rispondendo alla domanda del giornalista, Cacciari afferma che, in caso di sconfitta al referendum, Renzi “volente o nolente dovrebbe andar via, certo”.<br />
Il motivo è che “sarebbe troppo debole per continuare. E sarebbe il caos italiano. Anzi, una situazione molto più incasinata di quella della Gran Bretagna. <strong>Un caos italiano dentro un caos europeo</strong>. Dio ci salvi”.<br />
E’ sempre Cacciari che, su “Le interviste della Civetta” afferma che il vero punto è che o l’Europa, senza fughe in avanti, ridiscuta tutte le sue politiche, rimettendo mano ai suo diversi Trattati e <strong>cominci un’Europa sociale, opposta a quella della Grecia, in modo che i cittadini europei avvertono il cambiamento e comincino a pensare, come pensavano venti anni, fa fino all’euro, o scapperanno tutti</strong>.</p>
<p>In effetti uno dei principali effetti del Brexit riguarda il fatto che un certo tipo di &#8220;racconto&#8221; dell&#8217;<strong>Unione Europea non funzioni più</strong> e che questo voto, cavalcato, strumentalizzato e non capito, ha partorito scenari deteriori; perché, evidentemente, ha fatto capire che è l&#8217;<strong>Unione Europea da riformare profondamente, da ripensare, da trasformare in un&#8217;istituzione trasparente e davvero orientata alla giustizia sociale, anziché alla schiavitù nei confronti dei mercati.</strong> E questo è un effetto certamente propositivo.</p>
<p>Tornando all’<strong>Inghilterra</strong>, va detto che il Paese<strong> è nel totale sbalordimento</strong>, c’è chi chiede una secessione scozzese, chi propone un’annessione dell’Irlanda del Nord all’Irlanda, &nbsp;anche molti londinesi stanno esprimendo la loro insofferenza e chiedono che la capitale se ne vada per la sua strada, diventando una “città Stato”. Non va dimenticato a questo proposito che &nbsp;non è stata Londra&nbsp;a far vincere la Brexit, bensì l’Inghilterra più profonda, rurale e conservatrice:&nbsp;il “Remain”, a Londra ha stravinto (2,2 milioni rispetto a 1,5 milioniI i “Leave”, coloro che volevano restare.</p>
<p>Un altro effetto internazionale negativo e che<strong> Brexit potrebbe spingere altri paesi a muoversi sulla stessa direzione</strong>; soprattutto quei paesi che alcuni europeisti chiamano “sanguisughe” perché necessitano dei fondi Ue per andare avanti, come, ad esempio, Polonia ed Ungheria. In questo modo si rafforzerebbe l’idea di UE solo economica della Germania, ma si assisterebbe ad una capitolazioni degli assunti innovativi e sociali sostenuti da Cacciari ed altri.<br />
Di questo Camerun è ben conscio ed è ben felice che la raccolta di firme per un referendum bis sia giunta in poche ore a 2 milioni.</p>
<p>Ora, secondo l’ANSA ed altre agenzie di stampa, appare molto improbabile l&#8217;organizzazione di un nuovo referendum sulla Brexit come chiesto dai firmatari della petizione, ma esiste un doppio precedente nell&#8217;Unione europea.<br />
In Irlanda la ratifica dei trattati Ue di Nizza e di Lisbona è stata realizzata in due tempi, organizzando un secondo referendum, con risultati positivi, dopo la bocciatura di una prima consultazione popolare.<br />
Il 7 giugno 2001 i no al Trattato di Nizza furono il 53,87% contro il 46,13%. L&#8217;anno successivo, il 19 ottobre 2002 il 53,65% degli irlandesi dette invece via libera al Trattato (contrari il 46,13%), dopo qualche leggera modifica, in un secondo referendum.<br />
Il 12 giugno 2008, ancora una volta gli irlandesi, 53,4% contro 46,6%, dicono di no ad nuovo Trattato europeo, quello di Lisbona.<br />
Eppure il nuovo Trattato prospettava una cessione di sovranità inferiore a quella prevista dal Trattato di Nizza, bocciato definitivamente nel 2005 dal &#8216;no&#8217; ai referendum di ratifica di Francia e Paesi Bassi, mettendo la parola fine al progetto di dotare l&#8217;Unione di una Costituzione europea.<br />
Si rivotò l&#8217;anno successivo, anche questa volta dopo alcune leggere modifiche, il 2 ottobre 2009: 61,5% di sì, 28,5% di no.<br />
Una curiosità infine: persi i referendum sul Trattato di Nizza, Francia e Olanda decisero di non prendere rischi per la fase successiva e il trattato di Lisbona venne ratificato per via parlamentare in ambedue in paesi nel 2008.</p>
<p>Staremo a vedere come si muoverà il governo Cameron. I tempi previsti sono comunque lunghi e si parla di un paio di anni, prima che sia completata l’operazione. Le autorità europee si sono inoltre impegnate a fare tutto il possibile per mantenere tutti gli altri&nbsp;27 paesi dentro l’Unione.<br />
Come ha scritto su <strong>Il Sole 24 Ore Joschka Ficher, dopo il Brexit, al pari dei britannici, molti altri abitanti dell’Europa continentale si chiedono se l’unione politica e le regolamentazioni transnazionali varate dalle istituzioni con sede a Bruxelles siano davvero necessarie</strong>.<br />
Non sarebbe sufficiente una confederazione meno rigida di stati nazione sovrani, disposta ad avere in comune il cuore economico di un mercato comune continentale – il modello britannico? Perché prendersi la briga di una complicatissima integrazione che include il<strong> trattato di Schengen</strong>, l’unione monetaria, le regolamentazioni dell’Ue, che in definitiva non funzionano nemmeno bene e indeboliscono soltanto la competitività globale degli stati membri?</p>
<p>Dopo Brexit gli interessi economici sono stati predominanti nel sostenere il progredire dell’Ue, ma l’idea di unire l’Europa chiaramente deve trascendere la mera unificazione economica. Essa era ed è tuttora legata al fatto di superare la frammentazione europea tramite un processo di integrazione che inizia con l’economia e si conclude nell&#8217;integrazione politica. <strong>Winston Churchill</strong> lo sapeva bene, come si deduce chiaramente dal discorso che tenne a Zurigo nel 1946 – e che varrebbe proprio la pena di rileggere oggi – nel quale auspicava <strong>la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”.</strong></p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Rugby, La Grande Meta: un libro sul 6N/video</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 11:07:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sei Nazioni è il traguardo più importante che l&#8217;Italia del Rugby abbia mai raggiunto. Non si tratta di un semplice evento sportivo: è un qualcosa di viscerale. È una grande festa, è un piatto di pasta e un bicchiere di vino, è un fish and chips con mezza pinta di birra. È colore e frastuono. È storia.<br />
Nel volume edito da Castelvecchi Ultra, Christian Marchetti e Angelo Croce raccontano tutto questo: aneddoti, curiosità e citazioni famose, partite e risultati, fango e gloria.<br />
Il torneo nasce nel 1883 e viene disputato per i primi anni solo tra le quattro nazionali del Regno Unito, con il nome di Home Championship. L&#8217;obiettivo, non dichiarato, di Irlanda, Scozia e Galles, era quello di avere l&#8217;opportunità di picchiare gli inglesi senza ritorsioni. Nel 1910, con l&#8217;ingresso della Francia, il torneo cambia nome in Torneo delle Cinque Nazioni. Il sei febbraio 2000 la prima, storica, partita dell&#8217;Italia in quello che, ormai, è il Trofeo delle Sei Nazioni. Il racconto di Marchetti attraversa questi anni, e tocca le tappe fondamentali della nazionale italiana in questo torneo: come la vittoria sulla Francia nel 2011.</p>
<p>Fabio Zenadocchio</p>
<p><a href="http://www.tikotv.it/video/sport/La_Grande_Meta_Marchetti_racconta_il_Sei_Nazioni/776" title="Marchetti">Guarda il video su TikoTv.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/27/rugby-la-grande-meta-un-libro-sul-6nvideo/">Rugby, La Grande Meta: un libro sul 6N/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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