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		<title>“Pedalando”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2012 08:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[daguerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni tanto vengo sorpresa da alcuni dei bellissimi ricordi che ho della mia infanzia, di quei pomeriggi interminabili passati a giocare con i miei vicini di casa —amici da sempre— e delle passeggiate in bicicletta. Da bambina mi piaceva molto andare in bici. Inforcare il mezzo a due ruote (senza rotelle) mi aveva dato un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto vengo sorpresa da alcuni dei bellissimi ricordi che ho della mia infanzia, di quei pomeriggi interminabili passati a giocare con i miei vicini di casa —amici da sempre— e delle passeggiate in bicicletta. Da bambina mi piaceva molto andare in bici. Inforcare il mezzo a due ruote (senza rotelle) mi aveva dato un certo status: non solo mi sentivo grande e indipendente, ma il &#8220;cordone ombelicale&#8221; si era esteso, allargandosi fino a qualche isolato più in là.</p>
<p>Possedere un mezzo di trasporto proprio a 8 o 9 anni non era una cosa da nulla. Mi aveva dato i primi strumenti per imparare a ritracciare la rotta su due piedi: i forti venti contrari, il caldo opprimente del sole pomeridiano, le condizioni del terreno (dopo un acquazzone era meraviglioso portare la bici nel fango) e, comunque, mi aiutava a partecipare attivamente alle mie prime &#8220;iniziative di gruppo&#8221;: la responsabilità di dare un passaggio a qualche amica o di portare la più esile della banda seduta sul manubrio&#8230; avventure epiche!</p>
<p>La mia bicicletta non era nuova, era stata il veicolo delle mie sorelle e —ad essere onesti— era un po&#8217; un catorcio. Sognavo in silenzio di averne una nuova, una come quelle delle pubblicità in TV, e così scelsi con grande cura ed entusiasmo il numero della lotteria del club che aveva un primo premio molto speciale: una bici con l&#8217;immagine di <em>Wonder Woman.</em></p>
<p>Ovviamente non vinsi la lotteria e non si materializzò la bici dei miei sogni. Venni presa dalla frustrazione e un giorno, tornando a casa, un piccolo difetto meccanico del mio veicolo fece esplodere ciò che oggi definirei senza esagerazione come un &#8220;episodio furioso&#8221;. Urla, grida, calci, rabbia&#8230; tutto quello che avevo a portata di mano per far sapere ai miei genitori (che identificavo chiaramente con la direzione generale del mondo) che volevo una bicicletta nuova fiammante, moderna, con tutti gli accessori&#8230; insomma, un gioiello su due ruote.</p>
<p>I miei genitori mi stettero a sentire e mi domandarono perché non avevo mai parlato della bicicletta dei miei sogni. Capii all&#8217;improvviso che loro erano al di fuori del potere del mio desiderio e che non avevo ottenuto ciò che desideravo semplicemente perché non l&#8217;avevo chiesto; non avevo concentrato la mia volontà nel posto giusto &#8230; e avevo subito un NO che io stessa avevo provocato.</p>
<p>Lasciando da parte i capricci, quante volte ci diciamo di NO boicottando i nostri legittimi desideri? Quante volte soffriamo in solitudine un&#8217;impossibilità &#8220;autoimposta&#8221;? Quante volte ci colmiamo di rabbia e risentimento invano, solo perché non abbiamo il coraggio di mettere chiaramente in evidenza ciò che vogliamo? Quante volte rimaniamo in attesa che gli altri decodifichino e compiacciano i nostri desideri? Quante volte rimaniamo bloccati nella richiesta?</p>
<p>Quante domande&#8230;</p>
<p>Adesso che non sono più una bambina mi rendo conto che posso avere desideri (è perfettamente lecito!) e raggiungere un accordo con le mie ambizioni come adulta.</p>
<p>Cerco di non &#8220;pedalare i miei desideri&#8221;, e mi rendo conto che quando lo faccio qualcosa in me sprigiona tanta felicità e vibra a frequenza così elevata e amplificata che non ho più bisogno di ricevere una bici nuova per sentirmi <em>Wonder Woman</em>.</p>
<p style="text-align: right;"> Alejandra Daguerre<br />
<em>psicologa e psicoterapeuta in Buenos Aires</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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