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	<title>istat Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>In Italia sempre più single, anche per il mercato immobiliare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 16:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un dato di fatto che il nostro paese è un Paese “per single”. I risultati dell’Istat evidenziano che un italiano su tre risulta solo, sono 8,5 milioni e pari al 33% delle famiglie residenti. Per il futuro si prevede un incremento fino a 10,2 milioni nel 2041. Tra le motivazioni l’allungamento della vita, infatti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/in-italia-sempre-piu-single-anche-per-il-mercato-immobiliare/">In Italia sempre più single, anche per il mercato immobiliare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">E’ un dato di fatto che il nostro paese è un Paese “per single”. I risultati dell’Istat evidenziano che un italiano su tre risulta solo, sono 8,5 milioni e pari al 33% delle famiglie residenti. Per il futuro si prevede un incremento fino a 10,2 milioni nel 2041. Tra le motivazioni l’allungamento della vita, infatti le persone sole sono spesso anziane (quasi la metà ha più di 65 anni). Ma tra i single ci sono anche tanti giovani che si muovono per lavoro e per questo il 19,7% dei single ha meno di 45 anni e il 31% tra 45 e 64 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le aree metropolitane spiccano le grandi città e in particolare Milano dove risulta la maggiore presenza di single in tutte le fasce di età.&nbsp; Nel capoluogo lombardo il 56,7% dei 783 mila nuclei familiari è composto da una sola famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati anagrafici del Paese si rispecchiano anche sul mercato immobiliare, analizzato dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo semestre del 2024 le compravendite realizzate dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa hanno messo in evidenza <strong>una leggera contrazione</strong> <strong>delle compravendite immobiliari realizzate da single, passati da 33,5% del primo semestre del 2023 a 31,5% dello stesso periodo del 2024.</strong> Per la prima volta, dopo anni di aumenti, si registra un calo della percentuale di acquirenti single, che evidenzia una lieve difficoltà di acquisto da parte di monoreddito.<strong> La Percentuale di acquirenti single nelle grandi città sale al 37,2%, con punte che superano il 40% in città come Torino, Milano e Roma.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://cdn-tecnocasagroup.medialabtc.it/it/sites/2/2024/11/Fam-e-single-300x167.png" alt="" class="wp-image-20145"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Quanto al motivo acquisto è interessante notare come <strong>resti alta la percentuale di acquisti per investimento, attualmente al 17% ma in leggera contrazione rispetto ad un anno fa quando si raggiungeva un picco del 17,8%</strong>. L’abitazione principale rimane il target primario degli acquisti da parte di single e nel 2024 si raggiunge quasi l’80% sul totale delle compravendite. Sempre bassa invece la percentuale di acquisti di case vacanza, attualmente cuba il 3,5%, quota molto simile a quelle registrate negli anni precedenti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://cdn-tecnocasagroup.medialabtc.it/it/sites/2/2024/11/Motivo-acquisto-300x168.png" alt="" class="wp-image-20147"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le tipologie più compravendute dai single sono i trilocali (36,5%)</strong> seguiti dal bilocale (30,4%). In crescita la quota di acquisto di tipologie indipendenti e semindipendenti che per la prima volta nel 2024 supera il 13%.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://cdn-tecnocasagroup.medialabtc.it/it/sites/2/2024/11/Tipologie-300x168.png" alt="" class="wp-image-20150"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I dati sul ricorso al credito restituiscono un <strong>maggior ricorso a capitale proprio</strong>, in linea con l’attuale situazione del mercato creditizio, ormai da due anni infatti si è saliti a quota 59% di acquisti senza mutuo, mentre gli acquisti con mutuo scendono al 41%.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://cdn-tecnocasagroup.medialabtc.it/it/sites/2/2024/11/Mutui-300x168.png" alt="" class="wp-image-20149"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Sul versante delle locazioni <strong>i single rappresentano il 46,8% di chi sceglie di locare un immobile</strong>, in calo dal 47,7% della prima parte del 2023.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://cdn-tecnocasagroup.medialabtc.it/it/sites/2/2024/11/Locazioni-300x168.png" alt="" class="wp-image-20146"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>La percentuale di single che affitta per scelta abitativa è 60,5%, </strong>in lieve calo rispetto all’anno precedente. In leggera diminuzione anche la quota di studenti universitari, mentre cresce la percentuale di inquilini single lavoratori trasfertisti, che arrivano quasi al 33%.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://cdn-tecnocasagroup.medialabtc.it/it/sites/2/2024/11/Motivo-locazione-300x167.png" alt="" class="wp-image-20148"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il quadro è abbastanza esaustivo per capire che le persone che vivono da sole rappresentano un segmento di mercato in espansione e a cui gli operatori immobiliari stanno dedicando sempre più attenzione, modulando un’offerta in grado di essere sempre più rispondente alle esigenze di questo target.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/25/in-italia-sempre-piu-single-anche-per-il-mercato-immobiliare/">In Italia sempre più single, anche per il mercato immobiliare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>La persona più anziana d&#8217;Italia è donna di 114 dell&#8217;Emilia Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 18:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia longevità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;inizio del 2024 la persona più anziana in Italia è una donna residente in Emilia-Romagna, a ottobre di quest&#8217;anno ha potuto tagliare il traguardo dei 114 anni di età. Tra gli uomini, il più anziano vivente al 1° gennaio 2024 era un individuo residente in Molise di 110 anni di età, successivamente scomparso nel corso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/07/la-persona-piu-anziana-ditalia-e-donna-di-114-dellemilia-romagna/">La persona più anziana d&#8217;Italia è donna di 114 dell&#8217;Emilia Romagna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;inizio del 2024 la persona più anziana in Italia è una donna residente in Emilia-Romagna, a ottobre di quest&#8217;anno ha potuto tagliare il traguardo dei 114 anni di età.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tra gli uomini, il più anziano vivente al 1° gennaio 2024 era un individuo residente in Molise di 110 anni di età, successivamente scomparso nel corso dei primi mesi dell&#8217;anno. A fine ottobre il &#8216;nuovo&#8217; decano risiede in Basilicata e ha anch&#8217;egli superato i 110 anni. Lo rileva l&#8217;Istat. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimangono, pertanto, ancora imbattuti i record assoluti di longevità maschili e femminili italiani, rispettivamente detenuti da Antonio Todde (residente in Sardegna) deceduto nel 2002 poche settimane prima di compiere 113 anni e soprattutto da Emma Morano (residente in Piemonte) deceduta nel 2017 all&#8217;età di 117 anni che, finché in vita, aveva ottenuto il primato di donna contemporanea più longeva al mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi tale record è detenuto a livello mondiale da John Alfred Tinniswood, cittadino inglese, tra gli uomini (112 anni di età) e da Tomiko Itooka, cittadina giapponese, tra le donne (116 anni). In assoluto, da quando esiste una documentazione ufficialmente riconosciuta a livello internazionale, la donna più longeva della storia è stata Jeanne Calment, cittadina francese deceduta nel 1997 all&#8217;età di 122 anni. L&#8217;uomo più longevo, invece, è stato Jiroemon Kimura, cittadino giapponese deceduto nel 2013 all&#8217;età di 116 anni.</p>
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		<title>Save the Children, la povertà assoluta minorile continua ad aumentare e registra il tasso più alto dal 2014</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/10/17/save-the-children-la-poverta-assoluta-minorile-continua-ad-aumentare-e-registra-il-tasso-piu-alto-dal-2014/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 10:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati diffusi dall&#8217;Istat dimostrano che sono le bambine, i bambini e gli adolescenti i più colpiti dalla povertà in Italia. Sono infatti 1,29 milioni i minori in povertà assoluta (il 13,8% del totale), il valore più alto dal 2014, rispetto al 9,7% della popolazione totale. L&#8217;incidenza della povertà minorile è più bassa al Nord [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/17/save-the-children-la-poverta-assoluta-minorile-continua-ad-aumentare-e-registra-il-tasso-piu-alto-dal-2014/">Save the Children, la povertà assoluta minorile continua ad aumentare e registra il tasso più alto dal 2014</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I dati diffusi dall&#8217;Istat dimostrano che sono le bambine, i bambini e gli adolescenti i più colpiti dalla povertà in Italia. Sono infatti 1,29 milioni i minori in povertà assoluta (il 13,8% del totale), il valore più alto dal 2014, rispetto al 9,7% della popolazione totale. L&#8217;incidenza della povertà minorile è più bassa al Nord (12,9%) e massima nel Mezzogiorno (15,9%), mentre al Centro si attesta al 13,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I valori massimi si registrano per i minori tra i 4 e i 6 anni (14,8%) e tra i 7 e i 13 (14,5%), ma sono più alti della media della popolazione anche nella fascia 0-3 anni (13,4%) e in quella tra i 14 e i 17 anni (12,7%).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori sono quasi 748mila (il 12,4%). Tra le più colpite quelle con 3 o più figli minori (18,8%) e quelle monogenitoriali (14,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le famiglie straniere con minori sono quelle che hanno visto peggiorare maggiormente la loro situazione rispetto al 2022. Tra le famiglie con minori composte da soli stranieri, infatti, la povertà colpisce poco più di 2 famiglie su 5 (il 41,4% contro il 36,1% nel 2022), e tra quelle con stranieri la povertà si attesta al 34,1% (era il 30,7% nel 2022) mentre tra le famiglie con minori di soli italiani il valore è dell&#8217;8,2% (era il 7,8% nel 2022).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non possiamo accettare che le condizioni materiali creino una frattura così profonda nella nostra società&nbsp;e&nbsp;un inasprimento ulteriore delle diseguaglianze sociali: è indispensabile mettere il tema della povertà minorile al centro del dibattito pubblico e delle attenzioni di Governo e Parlamento, in particolare alla vigilia dell&#8217;avvio dell&#8217;esame della legge di bilancio&#8221;, dichiara Giorgia D&#8217;Errico, Direttrice Public Affairs di Save the Children.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Congedi più lunghi per i padri per favorire l&#8217;occupazione e il rientro al lavoro delle madri dopo la nascita di un figlio e in tal modo evitare il rischio di impoverimento delle famiglie insieme a una genitorialità condivisa; sostegni materiali continui e regolari per i neogenitori per far fronte alle spese legate alla prima infanzia e garantire pari opportunità di crescita a bambini e bambine; mense e tempo pieno &nbsp;alla scuola primaria da definire e finanziare quali livelli essenziali delle prestazioni (LEP) per contrastare la povertà educativa e quella alimentare: sono tutti strumenti fondamentali che non possono mancare per una efficace strategia di prevenzione e contrasto alla povertà di bambini, bambine e adolescenti e delle loro famiglie&#8221;, conclude D&#8217;Errico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Save the Children chiede che sia istituito un Fondo per il contrasto della povertà alimentare dei bambini e delle bambine, destinato ai Comuni che utilizzano risorse del proprio bilancio, per consentire l&#8217;accesso gratuito al servizio mensa agli studenti della scuola primaria appartenenti a famiglie in condizioni di difficoltà economiche. È cruciale, inoltre, che i congedi di paternità siano garantiti ed estesi ad almeno 3 mesi &#8211; per arrivare poi a 5, come i congedi di maternità &#8211; a tutti i lavoratori, non solo dipendenti; e che l&#8217;assegno unico e universale sia incrementato ed esteso nella misura del 50% a tutti i minori tra 0 e 3 anni, a prescindere dal numero di figli presenti nel nucleo familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La povertà che colpisce bambine, bambini e adolescenti in Italia è una grave ingiustizia: incide sui loro percorsi educativi e di crescita, mettendo a rischio le loro opportunità e penalizzando le aspettative per il futuro. Secondo una ricerca condotta da Save the Children<a href="https://customer50293.musvc3.net/e/tr?q=A%3dRfGgP%26H%3dF%26L%3dReIb%26B%3dcLaS%26Q%3dwRGL8_Pnye_aX_Nf1m_XU_Pnye_ZcOpT2PwCzDxJ1NtLN-ID.Q577CCKxLG.94K_Ewhx_Ol5CEO4LxH_7ypv_GnzDx9E7_2SMVx_QxRtR5ArF6HsP2J_4P4_Nf1m_XUlB90K2J9Q_Ewhx_OlSCFG9MC_Nf1m_XUkp_Nf1m_XJZWXFd_OfGb_mKACEP_7ypv_GcZY_7ypv_GcXf2GAK7G9AXQG79_YT-WO-ZWXI_.BB9C_Pnye_ZP_B9LN%260%3d2SFRra.AA9%26GF%3dbMaV%26P8%3dZWXIYWWLY9x7pOaMaT%26D%3dqYx9JBNfM0NaID3aND1cuBQeqAUYOc1ALZ1cHaxfrfOeNZOcOBPWNcyZFbOcIZ2b&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">[1]</a> più di un adolescente tra i 15 e i 16 anni su quattro in difficoltà economiche (28,1%) afferma che non concluderà la scuola e andrà a lavorare, a fronte dell&#8217;8,9% dei coetanei più abbienti. Il 67,4% degli adolescenti in condizione di deprivazione materiale teme che anche lavorando non riuscirà a guadagnare abbastanza, rispetto al 25,9% dei coetanei più benestanti; il 67,3% di non riuscire a trovare un lavoro dignitoso, al riparo dallo sfruttamento (contro il 35,8% delle fasce più abbienti).</p>
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		<title>Green Pass: 11,7 mln di italiani in zona arancione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/01/24/green-pass-117-mln-di-italiani-in-zona-arancione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 20:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop agli spostamenti senza il green pass nelle cinque regioni passate in arancione dove risiedono 11,7 milioni di persone tra Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sicilia e Valle d&#8217;Aosta. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti su dati Istat in riferimento agli effetti del cambio di colore con appena 1,7 milioni di persone in Basilicata, Molise e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Stop agli spostamenti senza il green pass nelle cinque regioni passate in arancione dove risiedono 11,7 milioni di persone tra Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sicilia e Valle d&#8217;Aosta. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti su dati Istat in riferimento agli effetti del cambio di colore con appena 1,7 milioni di persone in Basilicata, Molise e Umbria che restano in zona bianca mentre la maggioranza del 77% degli italiani si trova in zona gialla. Nelle regioni in arancione- sottolinea la Coldiretti- gli spostamenti verso altri Comuni o fuori Regione con auto propria sono consentiti solo con green pass base (anche solo tampone), senza green pass invece solo per lavoro, necessita e salute (con modulo di autocertificazione). Fanno eccezione- precisa la Coldiretti- gli spostamenti dai comuni con un massimo 5mila abitanti verso altri comuni entro i 30 chilometri, eccetto i capoluoghi di provincia. Nonostante il fatto che la differenza tra zona bianca, gialla e arancione sia stata in gran parte annullata dalle ultimi provvedimenti, la presenza di milioni di persone prive di green pass perché contagiate, non vaccinate o in isolamento sta profondamente modificando- continua la Coldiretti- i comportamenti di consumo degli italiani. Un cambiamento destinato ad accentuarsi con il varo da parte del governo del nuovo decreto per l&#8217;accesso agli esercizi commerciali. Dal punto di vista alimentare si registra un crollo dei consumi fuori casi in bar, ristoranti, trattorie e agriturismi provocato anche dalla preoccupazioni per i contagi, dallo smart working e dal calo del turismo ma anche- conclude la Coldiretti- un aumento degli acquisti in negozi, supermercati e mercati dove peraltro non sarà necessario il green pass.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/01/24/green-pass-117-mln-di-italiani-in-zona-arancione/">Green Pass: 11,7 mln di italiani in zona arancione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Baby bevitori, in 700mila sono a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 20:08:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo dati Istat dello scorso anno sono 700mila minori i bevitori a rischio. I ragazzi bevono il loro primo bicchiere di alcolici intorno agli 11 anni, tra i primi in Europa. La cannabis rimane la sostanza illegale piu&#8217; utilizzata nella vita dagli studenti tra i 15 e i 19 anni, seguita dalle nuove sostanze psicoattive [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo dati Istat dello scorso anno sono 700mila minori i bevitori a rischio. I ragazzi bevono il loro primo bicchiere di alcolici intorno agli 11 anni, tra i primi in Europa. La cannabis rimane la sostanza illegale piu&#8217; utilizzata nella vita dagli studenti tra i 15 e i 19 anni, seguita dalle nuove sostanze psicoattive (NPS) come spice, cocaina, stimolanti, allucinogeni ed eroina. Ma accanto alle dipendenze classiche, crescono le cosiddette nuove dipendenze o dipendenze senza sostanze: dipendenza da gioco d&#8217;azzardo, da Internet, dipendenza affettiva e sessuale, shopping compulsivo. Se ne parlera&#8217; sabato e domenica a Todi, nell&#8217;ambito del convegno &#8216;Educare per il domani. Il punto su giovani, famiglia e scuola in Italia&#8217;, organizzato dall&#8217;associazione Articolo 26 in collaborazione con il Comune di Todi, con il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati e dell&#8217;Ufficio Scolastico per l&#8217;Umbria. Tra gli altri, interverranno anche gli esperti della Comunita&#8217; Sisifo, il primo centro in Italia ad utilizzare un modello di intervento multidisciplinare integrato per le dipendenze comportamentali. Si parlera&#8217; di grande cinema come strumento di prevenzione con la presentazione in anteprima nazionale di &#8216;Una canzone per mio padre&#8217;. Dai registi di October Baby, il film e&#8217; basato su una storia vera che mette in guardia i giovani dal pericolo delle dipendenze, in particolare quella dall&#8217;alcool. Dominus Production &#8211; casa di produzione cinematografica affermata a livello nazionale &#8211; insieme ad Articolo 26 proporra&#8217; da quest&#8217;anno il film per le scuole di tutta Italia. Durante il convegno e&#8217; prevista anche la proiezione de &#8216;La mia seconda volta&#8217;, film di Alberto Gelpi contro la droga ispirato alla vera storia di Giorgia Benusiglio, la giovane che nel 1999 e&#8217; miracolosamente sopravvissuta, grazie ad un trapianto di fegato, dopo aver assunto meta&#8217; pasticca di ecstasy.</p>
<p>&#8216;Educare per il domani&#8217; e&#8217; un incontro nazionale di formazione rivolto per genitori, educatori ed insegnanti, sulle piu&#8217; emergenti tematiche educative e sul ruolo formativo di famiglia e scuola nella societa&#8217;. Per due giorni specialisti, genitori, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di politiche scolastiche da tutta Italia si confronteranno anche su devianza e violenza giovanile, pornografia e sul fenomeno degli hikikimori, i giovani che si isolano dalla vita reale fino ad autorecludersi,che in Italia conta piu&#8217; di centomila casi. Sotto i riflettori i livelli di qualita&#8217; e le piu&#8217; significative criticita&#8217; del sistema scolastico italiano statale, messo a confronto con i sistemi innovativi e diversificati di altri paesi sviluppati. Articolo 26 e&#8217; un&#8217;associazione no-profit composta da genitori ed educatori che promuove la funzione formativa della famiglia e della scuola, sostiene i genitori e i docenti nei loro compiti educativi, in funzione della continuita&#8217; educativa scuola famiglia, operando nel rispetto dei valori della Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo e del fanciullo e della Costituzione italiana. Svolge attivita&#8217; di formazione e informazione sul territorio nazionale, attraverso un numero crescente di sedi locali.</p>
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		<title>Istat: 2,7 mln di affamati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 15:56:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in Italia sono i 2,7 milioni di persone che nel 2017 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulle condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie relative all&#8217;anno 2017. Si tratta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in Italia sono i 2,7 milioni di persone che nel 2017 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulle condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie relative all&#8217;anno 2017. Si tratta di persone che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; hanno beneficiato degli aiuti alimentari attraverso l&#8217;accesso alle mense dei poveri o molto piu&#8217; frequentemente con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l&#8217;aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall&#8217;Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Tra le categorie piu&#8217; deboli degli indigenti si contano &#8211; continua la Coldiretti &#8211; 455mila bambini di eta&#8217; inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Contro la poverta&#8217; &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si attiva la solidarieta&#8217; con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunita&#8217; di Sant&#8217;Egidio. E si contano &#8211; continua la Coldiretti &#8211; ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall&#8217;Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti. La Coldiretti insieme a Campagna Amica ha promosso nei mercati degli agricoltori a chilometri zero l&#8217;iniziativa &#8220;La Spesa sospesa&#8221; che offre la possibilita&#8217; ai consumatori di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore dei piu&#8217; bisognosi, sul modello dell&#8217;usanza campana del &#8220;caffe&#8217; sospeso&#8221;, quando al bar si lascia pagato un caffe&#8217; per il cliente che verra&#8217; dopo. Cosi&#8217; in un comunicato della Coldiretti.</p>
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		<title>Istat: 2,7 mln affamati punta iceberg povertà</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/09/istat-27-mln-affamati-punta-iceberg-poverta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 17:44:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in Italia sono i 2,7 milioni di individui che nel 2017 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, oltre la meta&#8217; dei 5 milioni di individui che si trovano in poverta&#8217; assoluta. Cosi&#8217; la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulla poverta&#8217; in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/09/istat-27-mln-affamati-punta-iceberg-poverta/">Istat: 2,7 mln affamati punta iceberg povertà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La punta dell&#8217;iceberg della situazione di disagio in Italia sono i 2,7 milioni di individui che nel 2017 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, oltre la meta&#8217; dei 5 milioni di individui che si trovano in poverta&#8217; assoluta. Cosi&#8217; la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulla poverta&#8217; in Italia divulgati al presidente facente funzione dell&#8217;Istat, Maurizio Franzini, in audizione sulla Nota al Def. Si tratta di persone che hanno beneficiato degli aiuti alimentari attraverso l&#8217;accesso alle mense dei poveri o molto piu&#8217; frequentemente con pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l&#8217;aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall&#8217;Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Tra le categorie piu&#8217; deboli degli indigenti si contano 455mila bambini di eta&#8217; inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Contro la poverta&#8217; si attiva la solidarieta&#8217; con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunita&#8217; di Sant&#8217;Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall&#8217;Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti, conclude la Coldiretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/09/istat-27-mln-affamati-punta-iceberg-poverta/">Istat: 2,7 mln affamati punta iceberg povertà</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Istat: l&#8217;Italia è il secondo paese più vecchio al mondo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/16/istat-litalia-e-il-secondo-paese-piu-vecchio-al-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 19:59:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si accentua l&#8217;invecchiamento della popolazione, nonostante la presenza degli stranieri caratterizzati da una struttura per eta&#8217; piu&#8217; giovane di quella italiana e con una fecondita&#8217; piu&#8217; elevata. L&#8217;Italia e&#8217; il secondo paese piu&#8217; vecchio al mondo, dopo il Giappone, con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani al 1° gennaio 2018. Cosi&#8217; l&#8217;Istat nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/16/istat-litalia-e-il-secondo-paese-piu-vecchio-al-mondo/">Istat: l&#8217;Italia è il secondo paese più vecchio al mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si accentua l&#8217;invecchiamento della popolazione, nonostante la presenza degli stranieri caratterizzati da una struttura per eta&#8217; piu&#8217; giovane di quella italiana e con una fecondita&#8217; piu&#8217; elevata. L&#8217;Italia e&#8217; il secondo paese piu&#8217; vecchio al mondo, dopo il Giappone, con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani al 1° gennaio 2018. Cosi&#8217; l&#8217;Istat nel &#8216;Rapporto annuale 2018&#8242;.</p>
<p>Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione: nel 2017 ne sono state stimate 464 mila, il 2% in meno rispetto all&#8217;anno precedente e nuovo minimo storico. Cosi&#8217; l&#8217;Istat nel &#8216;Rapporto annuale 2018&#8242;. Nel 2017 si stima che i nati con almeno un genitore straniero siano intorno ai 100 mila (21,1% del totale dei nati). Dal 2012 il contributo in termini di nascite della popolazione straniera residente e&#8217; in calo. A diminuire sono in particolare i nati da genitori entrambi stranieri, con una stima pari a 66 mila nel 2017 (14,2% sul totale delle nascite). Pur mantenendosi su livelli decisamente piu&#8217; elevati di quelli delle cittadine italiane (1,95 rispetto a 1,27 secondo le stime nel 2017), diminuisce il numero medio di figli delle cittadine straniere, come conseguenza delle dinamiche migratorie e della loro struttura per eta&#8217; che si presenta &#8216;invecchiata&#8217; rispetto al passato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/16/istat-litalia-e-il-secondo-paese-piu-vecchio-al-mondo/">Istat: l&#8217;Italia è il secondo paese più vecchio al mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Economia. Diminuisce il sommerso ma è sempre oltre 200 miliardi di euro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/11/economia-diminuisce-il-sommerso-ma-e-sempre-oltre-200-miliardi-di-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 08:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2015, l&#8217;economia non osservata (sommerso economico e attivita&#8217; illegali) vale circa 208 miliardi di euro, pari al 12,6% del Pil. Il valore aggiunto generato dall&#8217;economia sommersa ammonta a poco piu&#8217; di 190 miliardi di euro, quello connesso alle attivita&#8217; illegali (incluso l&#8217;indotto) a circa 17 miliardi di euro. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto &#8216;L&#8217;economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/11/economia-diminuisce-il-sommerso-ma-e-sempre-oltre-200-miliardi-di-euro/">Economia. Diminuisce il sommerso ma è sempre oltre 200 miliardi di euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2015, l&#8217;economia non osservata (sommerso economico e attivita&#8217; illegali) vale circa 208 miliardi di euro, pari al 12,6% del Pil. Il valore aggiunto generato dall&#8217;economia sommersa ammonta a poco piu&#8217; di 190 miliardi di euro, quello connesso alle attivita&#8217; illegali (incluso l&#8217;indotto) a circa 17 miliardi di euro. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto &#8216;L&#8217;economia non osservata nei conti nazionali &#8211; Anni 2012-2015&#8217;. L&#8217;incidenza della componente non osservata dell&#8217;economia sul Pil, che aveva registrato una tendenza all&#8217;aumento nel triennio 2012-2014 (quando era passata dal 12,7% al 13,1%), ha segnato nel 2015 una brusca diminuzione, scendendo di 0,5 punti percentuali rispetto all&#8217;anno precedente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/11/economia-diminuisce-il-sommerso-ma-e-sempre-oltre-200-miliardi-di-euro/">Economia. Diminuisce il sommerso ma è sempre oltre 200 miliardi di euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Immigrazione. ISTAT: -5% nuovi permessi nel 2016. Record per le richieste d&#8217;Asilo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/immigrazione-istat-5-nuovi-permessi-nel-2016-record-per-le-richieste-dasilo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 09:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<category><![CDATA[richieste d'asilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante il 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. Il calo ha di nuovo riguardato soprattutto le migrazioni per lavoro (12.873) &#8211; diminuite del 41% rispetto al 2015 &#8211; che rappresentano ormai solo il 5,7% dei nuovi permessi. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto &#8216;Cittadini non comunitari: presenza, nuovi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/immigrazione-istat-5-nuovi-permessi-nel-2016-record-per-le-richieste-dasilo/">Immigrazione. ISTAT: -5% nuovi permessi nel 2016. Record per le richieste d&#8217;Asilo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il 2016 sono stati rilasciati 226.934 nuovi permessi, il 5% in meno rispetto all&#8217;anno precedente. Il calo ha di nuovo riguardato soprattutto le migrazioni per lavoro (12.873) &#8211; diminuite del 41% rispetto al 2015 &#8211; che rappresentano ormai solo il 5,7% dei nuovi permessi. Lo rileva l&#8217;Istat nel rapporto &#8216;Cittadini non comunitari: presenza, nuovi ingressi e acquisizioni di cittadinanza&#8217;. Continua, invece, la rapida crescita dei nuovi permessi per motivo di asilo e protezione umanitaria che raggiungono il massimo storico (77.927, il 34% del totale dei nuovi permessi) Nigeria, Pakistan e Gambia sono le principali cittadinanze delle persone in cerca di asilo e protezione internazionale; insieme queste tre coprono il 44,8% dei flussi in ingresso per ricerca di asilo e protezione internazionale. I nuovi flussi non sempre pero&#8217; danno luogo a una presenza destinata a radicarsi sul territorio. Ad esempio tra i migranti giunti in Italia nel 2012, solo il 53,4% e&#8217; ancora presente al 1° gennaio 2017.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/10/immigrazione-istat-5-nuovi-permessi-nel-2016-record-per-le-richieste-dasilo/">Immigrazione. ISTAT: -5% nuovi permessi nel 2016. Record per le richieste d&#8217;Asilo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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