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	<title>Italia a secco Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Allarme, l&#8217;Italia è a secco: il Po è sceso a -2,5 metri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2017 12:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
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		<category><![CDATA[irrigazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il livello idrometrico del fiume Po è sceso due metri e mezzo sotto lo zero idrometrico (-2,59), un metro e venti centimetri in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per effetto di una primavera che in Italia si classifica come la seconda più calda e la quarta più asciutta dal 1800. E’ quanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/13/allarme-litalia-e-a-secco-il-po-e-sceso-a-25-metri/">Allarme, l&#8217;Italia è a secco: il Po è sceso a -2,5 metri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il livello idrometrico del fiume Po è sceso due metri e mezzo sotto lo zero idrometrico (-2,59), <strong>un metro e venti centimetri in meno </strong>rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per effetto di una <strong>primavera</strong> che in Italia si classifica come <strong>la seconda più calda e la quarta più asciutta dal 1800.</strong> E’ quanto emerge da monitoraggio della Coldiretti al Ponte della Becca che lancia l’allarme siccità nelle città e nelle campagne con le precipitazioni che sono in primavera quasi il 50% inferiori rispetto al periodo di riferimento dopo un inverno particolarmente asciutto con un deficit idrico del 48%. Lo stato del più grande fiume italiano è rappresentativo della crisi idrica del Paese, anche perchè<strong> dal bacino idrico del Po dipende il 35% della produzione agricola nazionale</strong>. Ad essere in difficoltà non sono solo le coltivazioni. In molti Comuni dell’areale sono stati invitati i cittadini a non sprecare acqua, mentre autobotti sono in azione per dare un aiuto ai paesi più in difficoltà. Lungo la Penisola con il grande caldo<strong> gli agricoltori sono già dovuti ricorrere all’irrigazione di soccorso</strong> per salvare le coltivazioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici dal grana padano al parmigiano reggiano fino alla mozzarella di bufala. <strong>L’Italia è a secco</strong> e se <strong>l’Emilia Romagna ha richiesto addirittura al Governo lo stato di emergenza</strong> la situazione è preoccupante dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia alla Liguria, dalla Toscana al Lazio, dall’Umbria alla Calabria, dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata fino in Sicilia e Sardegna. Le <strong>anomalie climatiche</strong> della prima parte del 2017 hanno già provocato danni stimati dalla Coldiretti in quasi un miliardo di euro. In Sardegna l’assenza di piogge sta condizionando tutti i settori agricoli, con perdite nella produzione di oltre il 40% mentre in Veneto si parla di poche settimane di autonomia mentre in Toscana scarseggiano anche i foraggi per il bestiame e crolla la produzione di miele.</p>
<p>Ma la situazione è drammatica a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola.<strong> I girasoli e il granoturco stanno seccando in Umbria</strong>, ma in difficoltà sono anche ampie aree del Lazio dove è già scattata la turnazione su tutti gli impianti irrigui dell’Agro Pontino. In Campania nel Cilento, nell’Alento e nella piana del Sele ci sono <strong>problemi per gli ortaggi e la frutta</strong>,<strong> ma anche per la mozzarella di bufala</strong> perché la mancanza di acqua mette in crisi anche gli allevamenti e i caseifici, mentre in Puglia perdite di produzione, aumento dei costi per le risemine, ulteriori lavorazioni, acquisti di nuove piantine e sementi sono gli effetti della siccità con gravi danni al granaio d’Italia nelle province di Foggia e Bari, dove si riscontra una perdita del 50% della produzione. <strong>La siccità in Sicilia non è uno spettro, ma una realtà concreta</strong> con gli invasi a secco e la necessità di anticipare l’inizio della stagione irrigua negli agrumeti. Gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti. Ma non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali <strong>è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare</strong>. Di fronte alla tropicalizzazione del clima se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono<strong> interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque</strong> con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere acqua, conclude la Coldiretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/13/allarme-litalia-e-a-secco-il-po-e-sceso-a-25-metri/">Allarme, l&#8217;Italia è a secco: il Po è sceso a -2,5 metri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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