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	<title>italiani Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>“Dottor AI”: oltre il 70% degli italiani usa l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/dottor-ai-oltre-il-70-degli-italiani-usa-lintelligenza-artificiale-per-cercare-informazioni-sulla-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Dottor AI]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale fa ormai parte del rapporto quotidiano degli italiani con la salute. Oltre 7 persone su 10 dichiarano infatti di utilizzare almeno occasionalmente strumenti basati sull’AI per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/dottor-ai-oltre-il-70-degli-italiani-usa-lintelligenza-artificiale-per-cercare-informazioni-sulla-salute/">“Dottor AI”: oltre il 70% degli italiani usa l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale fa ormai parte del rapporto quotidiano degli italiani con la salute. <strong>Oltre 7 persone su 10 dichiarano infatti di utilizzare almeno occasionalmente strumenti basati sull’AI per cercare informazioni sanitarie</strong>: il 43,9% lo fa direttamente, il 21,6% in modo saltuario e un ulteriore 7% utilizza le risposte AI integrate nei motori di ricerca. Un trend che è destinato a rafforzarsi in futuro, visto che a trainare l’utilizzo dell’AI in ambito sanitario è la fascia <strong>under 50</strong>, dove gli utilizzatori almeno occasionali sfiorano l’89%. <strong>Oltre 2 italiani su 3, inoltre, pensano che in futuro utilizzeranno di più l’AI</strong> per temi sanitari, mentre le posizioni di totale chiusura risultano minoritarie (solo l’11,5% esclude questa possibilità).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dal <strong>sondaggio “Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute”</strong>, promosso da <strong>Cerba HealthCare Italia</strong> su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Commenta <strong>Marco Daturi, Chief Marketing Officer:</strong> «La porta d’ingresso alla salute non è più solo lo studio medico: sempre più spesso è una domanda fatta a un’intelligenza artificiale. Per questo la sfida non è fermare il cambiamento, ma portare qualità, autorevolezza e responsabilità dentro questo nuovo spazio informativo. <strong>Dopo Google, la nuova frontiera della fiducia sanitaria passa dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale.</strong> Per anni abbiamo lavorato sulla SEO per aiutare le persone a trovare contenuti affidabili sui motori di ricerca. Oggi dobbiamo fare un passo in più: lavorare sulla GEO, cioè ottimizzare la presenza e la citabilità da parte delle AI generative, in modo che anche le risposte generate dall’intelligenza artificiale siano <strong>alimentate da fonti corrette, chiare e autorevoli. </strong>La vera domanda, dunque, non è se le persone useranno l’AI per la salute: <strong>lo stanno già facendo. La domanda è chi alimenterà quelle risposte, e noi ci saremo</strong>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più nel dettaglio, dalle risposte raccolte emerge che <strong>le principali motivazioni</strong> che spingono gli utenti a consultare l’AI riguardano la <strong>comprensione dei sintomi e dei disturbi</strong> (39% delle menzioni) e <strong>l’interpretazione di esami o referti</strong> (30%), che insieme rappresentano circa sette utilizzi su dieci. Più distanziate risultano invece le ricerche relative a farmaci e terapie o alla valutazione dell’opportunità di rivolgersi a un medico. Tra i più giovani prevale la ricerca di spiegazioni immediate sui sintomi, mentre dopo i 50 anni cresce il ricorso all’AI per leggere referti ed esami clinici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto con questi strumenti appare caratterizzato anche da un <strong>livello di fiducia elevato</strong>: tra chi utilizza l’AI per temi di salute, il 57% dichiara di fidarsi abbastanza delle informazioni ricevute e oltre il 41% afferma di fidarsene molto. <strong>La diffidenza risulta residuale e si concentra soprattutto tra chi non utilizza mai questi strumenti</strong>. In particolare, tra i non utilizzatori, circa sette persone su dieci indicano proprio la mancanza di fiducia come principale motivo del rifiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine evidenzia inoltre <strong>una forte componente emotiva</strong> associata all’utilizzo dell’AI sanitaria. Oltre l’81% degli utenti dichiara di essersi sentito rassicurato spesso dalle risposte ricevute, mentre un ulteriore 18% riferisce che ciò accade almeno qualche volta. Allo stesso tempo, circa un terzo afferma di essersi preoccupato almeno occasionalmente dopo aver consultato questi strumenti, segnale di un rapporto che non è solo informativo ma anche, appunto, emotivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha poi indagato un altro tema che diventa cruciale quando le AI entrano nel campo dell’informazione sanitaria: <strong>quello della mediazione clinica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risposte evidenziano che al consulto con il “Dottor AI” non segue quasi mai un confronto con il proprio medico: <strong>solo il 2,6% degli utilizzatori dichiara di aver verificato con un professionista sanitario le informazioni ricevute tramite l’AI</strong>, dato che suggerisce come questi strumenti vengano vissuti prevalentemente come un supporto autonomo e personale, mentre la distanza tra salute digitale e sistema sanitario resta ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI sanitaria viene<strong> percepita come utile da 7 intervistati su 10</strong>, e quasi <strong>il 58% dichiara che probabilmente si fiderebbe di più dell’AI se questa fosse integrata o supervisionata </strong>da medici reali. Allo stesso tempo, la maggioranza degli italiani non ritiene realistico uno scenario di <strong>sostituzione del medico con l’intelligenza artificiale: oltre il 70% esclude o non considera probabile questa ipotesi</strong>. Tuttavia, quasi tre persone su dieci riconoscono almeno un rischio potenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, al netto di marcate differenze generazionali, è ormai assodato che per la maggioranza degli italiani (58%) la salute non passa più da una sola fonte, ma da un insieme di strumenti, persone e canali informativi. Nessun intervistato indica l’intelligenza artificiale come unica fonte autorevole in ambito sanitario, ma la sua presenza è ormai un dato di fatto, ed è destinata a crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<strong>Leggo questi dati come il segnale di un cambiamento profondo</strong> nel comportamento delle persone – conclude Daturi –. L’intelligenza artificiale è già diventata un nuovo punto di contatto tra cittadini e salute: non sostituisce il medico, ma entra prima, durante e dopo il rapporto con il sistema sanitario. Per questo le aziende della salute non possono più limitarsi a comunicare online: devono essere presenti, autorevoli e comprensibili anche negli ecosistemi informativi generati dall’AI».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/06/16/dottor-ai-oltre-il-70-degli-italiani-usa-lintelligenza-artificiale-per-cercare-informazioni-sulla-salute/">“Dottor AI”: oltre il 70% degli italiani usa l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sulla salute</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Carne di cavallo, l’83% degli italiani non la consuma: per il 73% i cavalli sono come cani e gatti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/05/21/carne-di-cavallo-l83-degli-italiani-non-la-consuma-per-il-73-i-cavalli-sono-come-cani-e-gatti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 19:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Animal Equality]]></category>
		<category><![CDATA[animale]]></category>
		<category><![CDATA[consumare carne di cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca Ipsos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Animal Equality rilascia oggi un nuovo report realizzato in collaborazione con Ipsos, che ha condotto un&#8217;analisi sul consumo di carne di cavallo in Italia intervistando un campione rappresentativo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/21/carne-di-cavallo-l83-degli-italiani-non-la-consuma-per-il-73-i-cavalli-sono-come-cani-e-gatti/">Carne di cavallo, l’83% degli italiani non la consuma: per il 73% i cavalli sono come cani e gatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://email.mediaddress.animalequality.it/c/eJxkkcGu2yAQRb_G7GrB2GCzYBG1ctQ_aFfRGHAyijEO4KrJ11d21eZJb3vu1bmIcYYrLVFr5o3o2q4XGjQwH5DmS169oxfFxRvoG-QTF_1UtTzkq4I6eEfoXPI511TYzWgvrOSiQz-BtjjasQUpnJJTP0mtJkYGOEguQXANooFaYd-isKqT0ivhDvcHKy4UcPaPDWcqz31kNrdS1lw1pwqGCoZedRYnwetcksf7TMs91zaGCoav46bE8Duq88_UnqPUp-71vXQ_Khj-OkDuFrl7JAyftv5FzbCVcLEYVqTrsoNvya8xFVpz3C2g9sL-7i0c8Rjd8z_PcUvWH9y-2-QOwuUXkCyZ5B0e_1y1nMKa4lJwxsdGM9YxXdn7EBdyBlque8WKYb8M_AkAAP__xduOHw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Animal Equality</a> rilascia oggi un nuovo report realizzato in collaborazione con Ipsos, che ha condotto un&#8217;analisi sul consumo di carne di cavallo in Italia intervistando un campione rappresentativo di 40 milioni di Italiani. Il report rivela che la grande maggioranza della popolazione non consuma carne di cavallo e che la macellazione clandestina di questi animali è una realtà poco conosciuta, pur rappresentando una delle criticità più gravi della filiera equina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine condotta dal centro di ricerche e sondaggi Ipsos rivela che l&#8217;83% della popolazione che dichiara di non consumare carne di cavallo è guidata da questi principali motivi: il 44% non è abituato a consumarla e non ne è incuriosito, il 42% adduce motivazioni emozionali, provando per esempio empatia per questo animale, e il 31% segue motivazioni etiche, considerando i cavalli soprattutto come animali &#8220;da compagnia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati raccolti da Ipsos, del 92% degli Italiani consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell&#8217;ultimo anno. I consumatori sono concentrati in Lombardia e Puglia e la maggior parte dichiara di acquistarla da negozi specializzati, in particolare da macellerie equine.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia la carne di cavallo non è sempre &#8220;locale&#8221;: come rivelano i dati della ricerca Businesscoot contenuti nel report, l&#8217;Italia è ai primi posti in Europa per consumo di carne di cavallo, con circa 17.000 equidi macellati nel 2024, detenendo il primato a livello mondiale per numero di importazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 67% di chi dichiara di mangiare carne di cavallo in Italia lo fa perché la ritiene salutare. Tra i consumatori di carne equina, la percentuale di coloro che dicono di essere a conoscenza della differenza che esiste tra cavalli riconosciuti come DPA (destinati alla produzione alimentare) e non-DPA (non destinati alla produzione alimentare poiché trattati con farmaci non compatibili con il consumo umano) è pari al 56%. Il 48% ritiene che l&#8217;attuale sistema dei controlli sia in grado di assicurare il consumo di carni di cavallo sicure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I farmaci non-DPA utilizzati sui cavalli durante la carriera sportiva possono rappresentare un grave rischio per la salute pubblica lasciando residui tossici nella carne di questo animale. Tra i consumatori di altre tipologie di carne (principalmente bovino, maiale e pollo), il 33% è a conoscenza della dicitura DPA e non-DPA e il 42% dice di conoscere il fenomeno del mercato illegale della macellazione equina, tuttavia solo una piccola parte (10%) dichiara di aver letto approfonditamente notizie su macellazioni illegali di equidi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, secondo la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani, molti cavalli macellati non provengono da allevamenti ufficiali. La Relazione annuale 2022 del Ministero della Salute segnala gravi non conformità sul fronte della tracciabilità e sicurezza dei prodotti di origine animale. Anche il monitoraggio delle macellazioni equine risulta difficile: tra il 2017 e il 2020 l&#8217;Istat non ha fornito dati specifici, mentre nei pochi dati disponibili la categoria &#8216;cavalli&#8217; viene spesso inclusa in quella più generica degli &#8216;ungulati&#8217;, alterando le statistiche ufficiali e rendendo ancora più difficile garantire trasparenza e tracciabilità nella filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Finora come Animal Equality abbiamo raccolto circa 195 mila firme di persone che vogliono vietare per sempre la macellazione dei cavalli &#8211; afferma Matteo Cupi, direttore esecutivo di <a href="https://email.mediaddress.animalequality.it/c/eJxkkb2O3CAUhZ_GdGvBNb8FRbQbV2nSpbPuAp5BY4wHcJLJ00d2lEykbb9z9B3E9ZZKI9AYEixTXGlmwAAJCeMy1S34-CvmNVjQA9KZMj13nKZ6kdCn4CN6X0KtfWzkah14IZRy3JigJGAIUs0AYhZUaQOcRAsUBBXAqAE2QC9Rc2ROKiGCZP50_2fFNSZcwn3HJbbHMbLYa2tb7YZPHYwdjFoqhzOjfW0l4G2J6632LqcOxtf3XbLx55dXftWfv7k5fZ1_TG_-pYPxjwPEYRGHR8D4YetvNIx7S5PDtGG8rAd4K2HLpcWt5sMC8igc797TGb9n__jHa96LCyd3z3b0J6HiBQQptgSP5z93nMa0lbw2XPC-xwX7XC7keYgpegucGi1Js-S7hd8BAAD__9UujY4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Animal Equality Italia</a> &#8211; Per fermare la macellazione clandestina e la sofferenza di migliaia di animali, il nostro paese può allinearsi alla Grecia, che nel 2020 ha vietato la macellazione dei cavalli includendoli nelle norme riservate a cani e gatti. Alla luce dei risultati analizzati da Ipsos, esortiamo ancora una volta le istituzioni a riconoscere ai cavalli la protezione giuridica riservata agli animali considerati d&#8217;affezione&#8221;.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/05/21/carne-di-cavallo-l83-degli-italiani-non-la-consuma-per-il-73-i-cavalli-sono-come-cani-e-gatti/">Carne di cavallo, l’83% degli italiani non la consuma: per il 73% i cavalli sono come cani e gatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Allergie primaverili, quanto influiscono sulla salute visiva?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/04/08/allergie-primaverili-quanto-influiscono-sulla-salute-visiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 06:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[allergie primaverili]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute visiva]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo della bella stagione molte persone amano passare più tempo all&#8217;aria aperta e godersi il sole e le giornate che si allungano con temperature più gradevoli; ma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/08/allergie-primaverili-quanto-influiscono-sulla-salute-visiva/">Allergie primaverili, quanto influiscono sulla salute visiva?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;arrivo della bella stagione molte persone amano passare più tempo all&#8217;aria aperta e godersi il sole e le giornate che si allungano con temperature più gradevoli; ma per molti italiani la primavera porta con sé anche fastidiose allergie causate principalmente dalla fioritura delle piante. Secondo i dati di <a href="https://www.clinicabaviera.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.clinicabaviera.it</a>, una delle aziende leader in Europa nel settore oftalmologico, <strong>il 30% degli italiani soffre di allergie primaverili. </strong>Quest&#8217;anno, inoltre, si prevede un aumento dei casi proprio in relazione al meteo: le abbondanti piogge di inizio primavera potrebbero aver favorito la rapida crescita delle piante, con un conseguente aumento della produzione di pollini quando il clima è tornato a essere secco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene quindi la primavera sia per molti un momento di gioia e divertimento all&#8217;aria aperta, per chi soffre di allergie primaverili può diventare una stagione di disagio e di continue precauzioni da prendere per evitare il contatto con gli allergeni. Alberi, fiori ed erbe rilasciano grandi quantità di particelle microscopiche che, quando entrano in contatto con il sistema immunitario di alcune persone, scatenano una reazione allergica.&nbsp;<strong>Questa risposta dell&#8217;organismo provoca il rilascio di istamina, una sostanza chimica che causa infiammazione</strong>&nbsp;e sintomi fastidiosi come starnuti, congestione nasale e fastidio agli occhi.&nbsp;<strong>La congiuntivite allergica è una delle condizioni più comuni in questo periodo dell&#8217;anno e causa arrossamento, prurito, lacrimazione e sensibilità alla luce.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le allergie primaverili sono particolarmente fastidiose per la salute degli occhi; è per questo che&nbsp;<strong>il Dott.&nbsp;</strong><strong>Sergio Ares, Medico Chirurgo Oculista e Country Manager di </strong><a href="https://www.clinicabaviera.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clinica Baviera</a>&nbsp;ha deciso di illustrare i principali sintomi che produce e di dare alcuni consigli per alleviarli o evitarli:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1.&nbsp;</strong><strong>Arrossamento degli occhi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;allergia primaverile provoca l&#8217;infiammazione della congiuntiva</strong>, la sottile membrana che riveste l&#8217;occhio, causando la dilatazione dei vasi sanguigni e il conseguente arrossamento degli occhi. Si tratta di una risposta del sistema immunitario alla presenza di allergeni come pollini, acari della polvere e muffe. Oltre a essere fastidioso dal punto di vista estetico,&nbsp;<strong>l&#8217;arrossamento degli occhi è spesso accompagnato da bruciore e da una sensazione di affaticamento visivo</strong>, soprattutto nelle persone che indossano lenti a contatto o che trascorrono molte ore davanti agli schermi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurlo, è consigliabile<strong>&nbsp;utilizzare lacrime artificiali che aiutano a lenire l&#8217;irritazione&nbsp;</strong>e a rimuovere gli allergeni. Anche&nbsp;<strong>l&#8217;applicazione di impacchi freddi sulle palpebre&nbsp;</strong>per alcuni minuti può contribuire a ridurre l&#8217;infiammazione e a migliorare la circolazione sanguigna nella zona.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Prurito intenso</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il prurito agli occhi è uno dei sintomi più fastidiosi dell&#8217;allergia primaverile,</strong>&nbsp;poiché spesso è persistente e difficile da controllare. Questa sensazione è dovuta al rilascio di istamina, una sostanza chimica che il corpo produce in risposta agli allergeni. Il problema è che, se si sfregano gli occhi per alleviarlo, si provoca una maggior infiammazione e ciò può facilitare lingresso di nuove particelle di allergeni, aggravando la reazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alleviare il prurito,<strong>&nbsp;la cosa più importante è evitare di toccare gli occhi con le mani sporche&nbsp;</strong>e sciacquarle&nbsp; frequentemente. È inoltre opportuno&nbsp;<strong>lavare il viso con acqua fredda</strong>&nbsp;per rimuovere le particelle di polline e ridurre l&#8217;infiammazione oculare.&nbsp;<strong>Tenere chiuse le finestre di casa</strong>, soprattutto se c&#8217;è vento, può aiutare a prevenire il contatto con gli allergeni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Lacrimazione eccessiva&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema oculare reagisce agli allergeni producendo una quantità eccessiva di lacrime per rimuovere le particelle irritanti. Tuttavia, questa lacrimazione costante può rendere difficile la visione e causare ulteriori fastidi come bruciore e infiammazione. Inoltre, il continuo contatto delle lacrime con la pelle degli occhi può causare irritazione e desquamazione della pelle intorno agli occhi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per controllare la lacrimazione eccessiva, si raccomanda l&#8217;uso di lacrime artificiali per stabilizzare il film lacrimale e ridurre l&#8217;irritazione</strong>. È inoltre importante indossare occhiali da sole all&#8217;aperto, per proteggere gli occhi dal polline e ridurre al minimo l&#8217;eccessiva produzione di lacrime.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Sensazione di sabbiolina negli occhi&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti soggetti allergici in primavera avvertono&nbsp;<strong>una fastidiosa sensazione di corpo estraneo negli occhi,</strong>&nbsp;simile a quando ci finisce della sabbia. Questo disagio è dovuto all&#8217;infiammazione della congiuntiva e alla secchezza oculare, il che significa che la superficie dell&#8217;occhio non è ben lubrificata e provoca irritazione quando si sbattono le palpebre.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alleviare questa sensazione, oltre a mantenere gli occhi idratati con lacrime artificiali,&nbsp;<strong>si consiglia di sbattere frequentemente le palpebre,</strong>&nbsp;soprattutto quando si passa molto tempo davanti agli schermi, e di&nbsp;<strong>evitare ambienti con fumo, polvere o con tante correnti d&#8217;aria&nbsp;</strong>che possono aumentare la secchezza oculare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Palpebre gonfie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La reazione allergica al polline può causare un accumulo di liquidi nei tessuti intorno agli occhi, con conseguente gonfiore e senso di pesantezza nelle palpebre.&nbsp;</strong>Questo gonfiore può far sembrare gli occhi più chiusi del solito e può provocare una sensazione di stanchezza oculare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurlo può essere molto utile&nbsp;<strong>applicare impacchi freddi, dormire con la testa leggermente sollevata</strong>&nbsp;per far diminuire l&#8217;accumulo di liquidi,&nbsp;<strong>evitare l&#8217;assunzione eccessiva di sale e bere acqua a sufficienza</strong>&nbsp;per favorire lidratazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Maggior sensibilità alla luce</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le persone allergiche possono sviluppare<strong>&nbsp;una maggiore sensibilità alla luce a causa dell&#8217;infiammazione della congiuntiva&nbsp;</strong>e dell&#8217;irritazione della cornea. Ciò rende fastidioso, a volte persino doloroso, lesposizione alla luce solare o alla luce artificiale intensa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurre la fotofobia, si consiglia di&nbsp;<strong>indossare occhiali da sole con protezione UV quando si è all&#8217;aperto</strong>. È inoltre utile riposare gli occhi in penombra ed evitare l&#8217;uso eccessivo di schermi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Offuscamento temporaneo della vista</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;irritazione e l&#8217;eccessiva lacrimazione possono causare a volte l&#8217;offuscamento della vista</strong>, rendendo difficile la lettura o l&#8217;uso di dispositivi elettronici. Questo accade perché l&#8217;infiammazione oculare e la produzione di lacrime disturbano la superficie dell&#8217;occhio e influenzano la rifrazione della luce.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per migliorare la chiarezza visiva, si raccomanda di&nbsp;<strong>sbattere frequentemente le palpebre e di utilizzare lacrime artificiali</strong>&nbsp;per mantenere un film lacrimale stabile. È inoltre importante&nbsp;<strong>ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo&nbsp;</strong>e fare delle pause visive per evitare leccessivo affaticamento degli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Secchezza oculare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le allergie possono influire sulla produzione e sulla qualità delle lacrime, causando secchezza e una costante sensazione di irritazione agli occhi. La situazione può essere peggiorata dall&#8217;uso dell&#8217;aria condizionata o del riscaldamento, che asciugano ulteriormente l&#8217;ambiente. Per combattere la secchezza oculare è fondamentale mantenere una buona idratazione e utilizzare lacrime artificiali. Si consiglia inoltre di fare uso di un umidificatore in casa, per migliorare l&#8217;umidità ambientale e ridurre l&#8217;impatto dell&#8217;aria secca sugli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. Occhiaie allergiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi soffre di allergie primaverili può notare sotto gli occhi la comparsa di occhiaie più evidenti, note come occhiaie allergiche</strong>. Ciò è dovuto alla congestione dei vasi sanguigni nella zona intorno agli occhi, che conferisce al viso, in quella particolare zona, un aspetto più scuro e stanco.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ridurle è&nbsp;<strong>importante riposare molto, dormire con la testa sollevata e applicare impacchi freddi sulla zona per migliorare la circolazione</strong>. Si consiglia inoltre di bere acqua a sufficienza e di utilizzare creme con ingredienti lenitivi come la camomilla o l&#8217;aloe vera.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. Rischio di infezioni agli occhi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo sfregamento costante degli occhi dovuto al prurito può agevolare lingresso di batteri e virus, aumentando il rischio di infezioni come la congiuntivite batterica</strong>. Inoltre, un&#8217;infiammazione prolungata della congiuntiva può indebolire la barriera protettiva dell&#8217;occhio, facilitando l&#8217;ingresso di microrganismi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prevenire le infezioni oculari, è essenziale&nbsp;<strong>evitare di toccare gli occhi con le mani sporche</strong>. È inoltre consigliabile&nbsp;<strong>cambiare regolarmente le federe dei cuscini ed evitare di condividere asciugamani o prodotti per il trucco</strong>&nbsp;che interessano gli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, esistono una serie di accortezze generiche per evitare di entrare in contatto con i pollini; gli esperti di <a href="https://www.clinicabaviera.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clinica Baviera</a>&nbsp;vogliono dare alcuni consigli:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Evitare di uscire nelle ore di maggior concentrazione dei pollini</strong>&nbsp;dalle 5 alle 10 del mattino (emissione di pollini) e dalle 19 alle 22 di sera (periodo di diminuzione dei pollini nell&#8217;atmosfera con il raffreddamento dell&#8217;aria).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Indossare occhiali da sole all&#8217;aperto</strong>, più grandi sono meglio è; preferibili quelli avvolgenti e che coprono i lati degli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Indossare mascherine per il viso nei giorni in cui il numero di pollini è più elevato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Tenere le finestre chiuse</strong>, soprattutto se c&#8217;è vento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8211; Nei giorni con un&#8217;alta concentrazione di pollini, è bene fare una doccia quando si torna a casa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Stendere i panni in casa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Utilizzare filtri speciali per i pollini nei condizionatori d&#8217;aria</strong>&nbsp;e negli apparecchi per purificare l&#8217;aria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211;&nbsp;<strong>Assumere farmaci.</strong>&nbsp;Nei casi più gravi, il medico può prescrivere antistaminici o corticosteroidi per controllare l&#8217;infiammazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Dott. Sergio Ares, Medico Chirurgo Oculista e Country Manager di Clinica Baviera Italia, spiega</strong>:&nbsp;<em>Le allergie primaverili possono influire significativamente sulla salute degli occhi, causando sintomi come arrossamento, prurito, lacrimazione eccessiva e secchezza oculare. Tutte cose che, non solo causano disagio, possono anche interferire con la vita quotidiana, rendendo difficili attività come la lettura, il lavoro davanti agli schermi o la permanenza in spazi all&#8217;aperto. Senza un trattamento e una prevenzione adeguati, questi sintomi possono diventare cronici e peggiorare nel tempo, compromettendo la qualità della vita di chi ne soffre. Da Clinica Baviera incoraggiamo a seguire questi pochi consigli per ridurre i fastidi dell&#8217;allergia e provare a mantenere gli occhi in buona salute durante questa stagione.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/08/allergie-primaverili-quanto-influiscono-sulla-salute-visiva/">Allergie primaverili, quanto influiscono sulla salute visiva?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Lo sport è (anche) una questione sociale: per oltre l&#8217;80% degli italiani si fa con amici, familiari o vicini di casa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/04/04/lo-sport-e-anche-una-questione-sociale-per-oltre-l80-degli-italiani-si-fa-con-amici-familiari-o-vicini-di-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 15:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Elty]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.com]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, che si celebra ogni anno il 6 aprile per ricordare quanto l&#8217;attività fisica possa migliorare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/04/lo-sport-e-anche-una-questione-sociale-per-oltre-l80-degli-italiani-si-fa-con-amici-familiari-o-vicini-di-casa/">Lo sport è (anche) una questione sociale: per oltre l&#8217;80% degli italiani si fa con amici, familiari o vicini di casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In occasione della <a><strong>Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace</strong></a>, che si celebra ogni anno il 6 aprile per ricordare quanto l&#8217;attività fisica possa migliorare la vita delle persone e rafforzare i legami nelle comunità, <a href="https://elty.it/prenota-visita?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=sport" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Elty</strong></a><a href="https://elty.it/prenota-visita?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=sport" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> </strong></a>ha voluto indagare a fondo lo stato della prevenzione sportiva in Italia, per capire davvero quanto spazio e importanza viene dato – oggi – al benessere fisico. Dall&#8217;indagine emergono dati che fanno riflettere: <strong>per molti italiani lo sport è prima di tutto un momento social</strong>e, con oltre l&#8217;80% dei rispondenti che si allena in compagnia di amici (46,3%), familiari (32,1%) o vicini (2.8%). Ma la frequenza resta bassa: meno della metà degli italiani pratica attività fisica 1-2 volte a settimana. Il principale ostacolo? La mancanza di tempo, indicata dal 51,9% degli intervistati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Abitudini sportive: uno specchio della quotidianità<br></strong>L&#8217;indagine di Elty rivela un quadro sfaccettato delle abitudini sportive degli italiani, con alcune differenze legate al contesto geografico e al genere. La fascia più ampia dei rispondenti (42,6%) dichiara di praticare attività fisica 1-2 volte a settimana, seguita da un consistente 39,9% che si affida alla camminata quotidiana come forma principale di movimento, soprattutto nei piccoli centri abitati (42,3%). A non svolgere alcuna attività sportiva è il 13,5% degli italiani, mentre solo una piccola minoranza (4,1%) si dedica allo sport in modo professionale. Sono le grandi città a registrare il dato più alto per quanto riguarda la pratica sportiva a livello professionistico (5,4%), segno che nei grandi contesti urbani esiste anche un maggiore accesso a strutture e percorsi di alto livello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre la camminata si conferma l&#8217;attività più popolare per entrambi i sessi, gli uomini tendono a scegliere sport più dinamici e ad alto dispendio di energie, come calcio, corsa e tennis, mentre le donne si orientano più spesso verso attività legate al benessere psicofisico, tra cui yoga, pilates e danza. Anche la frequenza con cui si pratica sport mostra alcune variazioni. Gli uomini risultano più costanti: praticano sport 1-2 volte la settimana o a livello professionistico con una frequenza superiore del 7,4% e del 48,3% rispetto alle donne. Non da ultimo, il sesso femminile riporta un tasso di inattività che supera quello maschile del 53,2%, a conferma di quanto ancora pesino barriere legate a tempo, motivazione o accessibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sport si conferma, per molti italiani, un&#8217;attività dal forte valore sociale. L&#8217;indagine Elty mostra, infatti, che quasi la metà dei rispondenti (46,3%) preferisce praticarlo con gli amici, trasformando l&#8217;allenamento in un momento di condivisione e svago. Anche la famiglia gioca un ruolo importante: il 32,1% coinvolge infatti partner, figli o altri familiari nella propria routine sportiva. Una quota più ristretta (18,8%) sceglie invece di fare sport con persone sconosciute che condividono la stessa passione – una scelta più frequente tra le donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi dati raccontano come lo sport, oltre a essere strumento di benessere fisico e mentale, sia anche un potente collante sociale, capace di rafforzare legami esistenti o crearne di nuovi attorno a valori comuni come la salute, il tempo libero e la motivazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra motivazione e benessere psicofisico</strong><br>Quando si parla di sport, la spinta a iniziare – o a continuare – è spesso legata a un bisogno personale. L&#8217;indagine Elty conferma che, per entrambi i sessi, la motivazione principale è il desiderio di sentirsi meglio con sé stessi (47,3%), seguita dalla volontà di perdere peso (25,9%) o di ridurre ansia e stress (15,3%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di motivazione, ci sono anche differenze interessanti tra donne e uomini. Le prime, ad esempio, mostrano una maggiore sensibilità verso il benessere mentale: la riduzione di stress e ansia rappresenta per loro una leva più forte. Gli uomini, invece, trovano motivazione soprattutto nella dimensione sociale – la compagnia – e nella gestione di condizioni croniche, come strumento di prevenzione o supporto terapeutico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è con l&#8217;avanzare dell&#8217;età che si notano inevitabilmente i cambiamenti più marcati. I giovani (15-34 anni) praticano sport con maggiore frequenza e lo vivono come momento di socializzazione e supporto al benessere mentale. Gli adulti (35-64 anni) tendono a preferire attività più leggere come la camminata, spesso spinte dalla volontà di perdere peso. Gli over 65, infine, sono motivati soprattutto dalla gestione di patologie croniche, ma incontrano più difficoltà nel mantenere costante la pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ostacoli: il tempo che manca, la motivazione che vacilla</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la crescente consapevolezza dell&#8217;importanza di uno stile di vita attivo, gli ostacoli restano numerosi e spesso difficili da superare. Il principale nemico, per entrambi i sessi, è il tempo: oltre la metà dei rispondenti (51,9%) la indica come la prima barriera alla pratica sportiva, ma sono soprattutto le donne a percepirla come un limite più pressante. Seguono la difficoltà nel trovare la giusta motivazione (32,7%) – un ulteriore aspetto che pesa in modo particolare sulle donne – e poi i costi (9,8%) e la zona in cui si vive (5,6%), fattori che invece tendono a scoraggiare maggiormente gli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Lo sport ha il potere di cambiare il mondo: averne accesso è un diritto fondamentale e un potente strumento per rafforzare i legami sociali e promuovere lo sviluppo sostenibile, nonché la solidarietà e il rispetto per tutti&#8221; ha dichiarato <strong>Stefano Casagrande co-CEO &amp; Founder di Elty. </strong>&#8220;Essenziali sono anche i benefici che lo sport porta alla salute e, in Elty, siamo fortemente impegnati a diffondere una cultura del benessere che fonda le sue basi nel movimento fisico. È importante anche educare sull&#8217;importanza di un&#8217;adeguata prevenzione e controlli regolari per non incorrere in problemi fisici che possano compromettere le performance e il benessere generale.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito, è opportuno sempre controllare con il proprio centro sportivo quali sono i certificati medici o requisiti per la pratica dello sport in sicurezza, sia nel caso di <a href="https://elty.it/prenota-visita/visita-medico-sportiva-non-agonistica?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=sport" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sport amatoriali </a>che <a href="https://elty.it/prenota-visita/visita-medico-sportiva-agonistica?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=sport" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agonistici</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Welfare aziendale: un&#8217;occasione ancora poco colta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a></a>Lo sport fa bene alla salute, all&#8217;umore e anche alla produttività. Eppure, il mondo del lavoro italiano sembra ancora poco attento a promuovere l&#8217;attività fisica tra i propri dipendenti. Secondo l&#8217;indagine Elty, il 73% dei lavoratori afferma di non ricevere alcun tipo di incentivo o supporto per mantenersi attivo. Solo l&#8217;11,4% dichiara di avere accesso a programmi o agevolazioni legate allo sport – come abbonamenti, convenzioni o iniziative aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I programmi di welfare aziendale diventano sempre più una risorsa chiave per supportare i dipendenti a trovare un migliore equilibrio tra esigenze personali e professionali. Questo approccio non solo favorisce il benessere individuale, ma contribuisce anche a una maggiore produttività e soddisfazione lavorativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <a href="https://elty.it/welfare-aziendale?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=maternity" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soluzioni dedicate al welfare aziendale</a> offerte da Elty, che completano i benefici prodotti dall&#8217;attività sportiva, includono servizi online essenziali per la salute e il benessere fisico e mentale tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://elty.it/welfare-percorso-psicologia?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=maternity" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Percorsi psicologici</a>: servizi dedicati alla gestione dello stress, dell&#8217;ansia e dei cambiamenti emotivi.</li>



<li><a href="https://elty.it/welfare-nutrizionista-online?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=maternity" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nutrizionista online</a>: offre piani alimentari personalizzati per garantire una dieta equilibrata durante e delle performance ottimali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine di Elty è stata condotta su un campione di riferimento di 1000 persone nel mese di marzo 2025 tramite domande in <a href="https://elty.it/scarica-app-elty?utm_source=press&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=sport" target="_blank" rel="noreferrer noopener">app Elty</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/04/lo-sport-e-anche-una-questione-sociale-per-oltre-l80-degli-italiani-si-fa-con-amici-familiari-o-vicini-di-casa/">Lo sport è (anche) una questione sociale: per oltre l&#8217;80% degli italiani si fa con amici, familiari o vicini di casa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Italia, solo l&#8217;11% soddisfatto della qualità della vita urbana</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/02/24/italia-solo-l11-soddisfatto-della-qualita-della-vita-urbana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 18:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solo l&#8217;11% degli italiani si dichiara pienamente soddisfatto della qualità della vita nelle proprie città, e il 39% ha percepito un peggioramento negli ultimi anni, specialmente nei grandi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/02/24/italia-solo-l11-soddisfatto-della-qualita-della-vita-urbana/">Italia, solo l&#8217;11% soddisfatto della qualità della vita urbana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Solo l&#8217;11% degli italiani si dichiara pienamente soddisfatto della qualità della vita nelle proprie città, e il 39% ha percepito un peggioramento negli ultimi anni, specialmente nei grandi centri urbani. Questi sono alcuni dei dati emersi dal secondo Rapporto One Health &#8216;La salute della città e dei territori&#8217;, presentato oggi al Senato e frutto della collaborazione tra il Campus Bio-Medico di Roma e l&#8217;Istituto Piepoli. Il rapporto ha analizzato le previsioni di sviluppo per le aree urbane italiane fino al 2050, esplorando le principali sfide e opportunità in un contesto di cambiamenti demografici, economici, sociali e culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adottando l&#8217;approccio integrato del modello &#8216;One Health&#8217;, lo studio si propone di orientare le politiche sanitarie e urbane per migliorare la qualità della vita. L&#8217;indagine riflette una crescente tendenza verso la sostenibilità, l&#8217;efficienza e l&#8217;inclusione, con il 68% dei cittadini che immagina un futuro tecnologico e il 51% che punta decisamente su pratiche sostenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto, la progettazione urbana futura dovrà concentrarsi sulla creazione di città inclusive e spazi verdi, garantendo al contempo un accesso facilitato alla sanità, all&#8217;istruzione e alle opportunità professionali. In particolare, si prevede che le grandi città italiane non subiranno un incremento significativo di popolazione, a differenza delle città di medie dimensioni che vedranno una crescita demografica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi di sostenibilità per il 2030 e il 2050 rappresentano una sfida cruciale per l&#8217;Italia, che necessita di interventi decisi per migliorare l&#8217;ecosostenibilità e il trasporto pubblico. Il rapporto anticipa due possibili scenari futuri per le città: &#8216;città da usare&#8217;, centri di eccellenza con una popolazione residente limitata, e &#8216;città da vivere&#8217;, spazi orientati a promuovere l&#8217;inclusione sociale e la qualità della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, il futuro delle città italiane dipenderà dalla capacità di sviluppare una rete di trasporto pubblico interurbano efficiente e di promuovere una transizione verso città più coese e solidali, utilizzando tecnologie avanzate per migliorare l&#8217;accesso alle cure e sostenere il progressivo invecchiamento della popolazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/02/24/italia-solo-l11-soddisfatto-della-qualita-della-vita-urbana/">Italia, solo l&#8217;11% soddisfatto della qualità della vita urbana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>IA. Minaccia o opportunità?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/10/29/ia-minaccia-o-opportunita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 10:16:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[L'intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale è una minaccia o un&#8217;opportunità? Per il 66,7% degli italiani, potrà contribuire alla creazione di nuove competenze e di posti di lavoro. C&#8217;è quindi fiducia, ma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/10/29/ia-minaccia-o-opportunita/">IA. Minaccia o opportunità?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale è una minaccia o un&#8217;opportunità? Per il 66,7% degli italiani, potrà contribuire alla creazione di nuove competenze e di posti di lavoro. C&#8217;è quindi fiducia, ma non è omogenea in tutto lo Stivale. È quanto emerge dal sondaggio condotto dall&#8217;Ordine dei consulenti del lavoro di Venezia, su un campione di 112 iscritti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Stando ai dati, solo per il 48,2% degli intervistati dal Consiglio provinciale dell&#8217;Ordine di Venezia ritiene che l&#8217;intelligenza artificiale non rappresenti una minaccia per il mondo del lavoro. Un dato in controtendenza rispetto alle opinioni a livello nazionale. Anche l&#8217;aumento della produttività, con effetti potenzialmente positivi sui salari, è un&#8217;opportunità dell&#8217;intelligenza artificiale meno considerata nel Veneziano rispetto al dato nazionale, con un dato del 20,5% che va a scontrarsi con il 47% nazionale. Solo il 26,8% degli intervistati del consiglio dei consulenti del lavoro di Venezia ritiene che l&#8217;applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale nei settori lavorativi comporterà una maggiore sicurezza sul lavoro, mentre a livello nazionale il dato si attesta al 34,2%. Maggiore invece la fiducia nel Veneziano per quanto riguarda l&#8217;intelligenza artificiale come risposta alla carenza di lavoratori che sempre più connoterà il mercato del lavoro nei prossimi anni: a essere convinto di questa possibilità è il 25% degli intervistati, contro un dato nazionale fermo al 17,1%, molto inferiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali rischi dell&#8217;intelligenza artificiale sul lavoro, le maggiori preoccupazioni riguardano l&#8217;obsolescenza delle competenze (per il 60,7% degli intervistati nazionali), la privacy dei dati (per il 53,8% a livello nazionale, a Venezia per il 30,4%) e l&#8217;ampliamento delle disuguaglianze tra i lavoratori (46,2%). Quest&#8217;ultimo rischio preoccupa particolarmente anche gli intervistati veneziani (45,5%), insieme all&#8217;obsolescenza delle competenze (42%), ma soprattutto alla perdita di professionalità dovuta alla delega all&#8217;intelligenza artificiale di funzioni cognitive (53,6%, per il nazionale solo il 33,3%). Per quanto riguarda l&#8217;effetto dell&#8217;intelligenza artificiale sull&#8217;occupazione, il 47,3% degli iscritti all&#8217;Ordine dei consulenti del lavoro di Venezia ritiene che ci sarà tendenziale riduzione per effetto della sostituzione di molte attività (nazionale 16,2%). Più fiducioso il dato nazionale, che dimostra che il 66,7% crede che vi sarà una sostanziale stabilità, si perderanno lavori ma se ne creeranno di nuovi al tempo stesso (veneziano 36,6%). Simile invece la visione per cui vi sarà un tendenziale incremento dell&#8217;occupazione, per effetto della crescente domanda di nuove competenze dovute all&#8217;intelligenza artificiale: 16,1% nel veneziano, 17,1% a livello nazionale. La domanda in merito all&#8217;andamento dei sistemi di gestione dei lavoratori basati sull&#8217;intelligenza artificiale nelle aziende entro il 2030 registra un dato simile alla media nazionale, seppur leggermente più sfiduciato a Venezia: a livello nazionale domina l&#8217;idea che si registrerà una forte crescita dell&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale nel reperimento del personale e nella sua gestione (43,6%, veneziano 40,2%), mente dal capoluogo veneto è più forte l&#8217;idea che si registrerà una crescita media (41,1%, nazionale 32,5%). Il dato sul possibile impatto dell&#8217;intelligenza artificiale su una serie di aspetti riguardanti il lavoro è generalmente positivo sia a livello nazionale che veneziano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione è stata data anche all&#8217;Ai Act: secondo il 58,9% degli intervistati di Venezia e il 44% degli intervistati a livello nazionale, è uno strumento che fissa dei principi, ma del tutto insufficiente a regolamentare l&#8217;intelligenza artificiale nelle nostre società. Per il 57,1% degli intervistati veneziani una delle principali sfide che l&#8217;intelligenza artificiale pone al mondo del lavoro riguarda la gestione etica e responsabile dell&#8217;intelligenza artificiale. A livello nazionale la sfida più importante per gli intervistati riguarda la definizione di un nuovo rapporto tra uomo e tecnologia nei contesti di lavoro, per il 54,7%. &#8220;L&#8217;intelligenza artificiale rappresenta una scommessa senza precedenti per moltissime realtà professionali- dice il presidente dell&#8217;Ordine dei consulenti del lavoro di Venezia, Luca Scalabrin-. Sulla base di come ne faremo uso potrà essere opportunità o pericolo -le preoccupazioni sono legittime-, ma qualunque valutazione più chiara in merito si potrà ottenere soltanto attraverso un&#8217;interazione sempre maggiore con questo strumento. In questo, la figura del consulente del lavoro giocherà un ruolo fondamentale di guida e sentinella: solo prestando attenzione alle esigenze delle aziende e dei loro lavoratori infatti sarà possibile capire quali saranno le vere sfide del futuro e come agire per rendere l&#8217;intelligenza artificiale uno strumento prezioso per il mondo del lavoro&#8221;.</p>
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		<title>Italiani viaggiatori più &#8216;liberi&#8217; del mondo? Ecco perchè</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 17:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli italiani sono i viaggiatori più &#8216;liberi&#8217; del mondo. &#8220;Su 212 Paesi ne possiamo visitare 190 senza dover richiedere il visto in anticipo&#8221; mettono in evidenza gli esperti&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli italiani sono i viaggiatori più &#8216;liberi&#8217; del mondo. &#8220;Su 212 Paesi ne possiamo visitare 190 senza dover richiedere il visto in anticipo&#8221; mettono in evidenza gli esperti di Vamonos Vacanze (www.vamonos-vacanze.it), il tour operator italiano specializzato in crociere per single, che ha preso in esame i 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, gli Osservatori permanenti &#8211; quali Città del Vaticano, Palestina e Sovrano Militare Ordine di Malta &#8211; e i 16 Stati parzialmente riconosciuti, come ad esempio il Kosovo o Taiwan. Insomma gli italiani possono viaggiare nel 90% del mondo senza particolari formalità, salvo in 44 Paesi dove però si può richiedere il visto all&#8217;arrivo ed in altri 8 Paesi dove basta l&#8217;Electronic Travel Authorization (eTA). Il visto tradizionale è richiesto solo nei rimanenti 22 Paesi. Secondo Vamonos-Vacanze.it il passaporto italiano è dunque il più &#8216;potente&#8217; al mondo, merito anche di Gibuti, Mongolia, Suriname e Giappone che hanno recentemente eliminato l&#8217;obbligo di visto nei confronti dei visitatori nostrani e nonostante le opposte misure adottate da Uganda, Etiopia e Papua Nuova Guinea: per visitare questi ultimi Paesi quest&#8217;anno gli italiani devono richiedere preventivamente il visto. &#8220;Certo è che &#8211; per ragioni geopolitiche, di sicurezza o anche semplicemente economiche &#8211; non tutti i passaporti sono uguali: alcuni danno accesso a più Nazioni di altri&#8221; sintetizzano gli esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati ottenuti dal tour operator sono in linea con quelli della società di consulenza londinese Henley &amp; Partners che a partire dal 2006 pubblica un apposito Passport Index atto ad illustrare le cittadinanze mondiali più avvantaggiate in tema di viaggi all&#8217;estero. Secondo Henley &amp; Partners l&#8217;Italia si classifica però seconda dopo Singapore che conterebbe invece 2 mete in più (192 Paesi visitabili senza visto preventivo). I dati in questo caso si riferiscono però a 226 zone geografiche che la società di consulenza ha preso in esame basandosi su dati Iata. In entrambe le classifiche seguono ex equo Giappone, Germania e Spagna con 189 Paesi visitabili senza visto; mentre nei gradini più bassi della graduatoria troviamo Yemen e Somalia entrambi con 35 Paesi visitabili senza visto preventivo, Pakistan (33 Paesi visitabili), Siria (30 Paesi visitabili), Iraq (29 Paesi visitabili) ed Afghanistan (27 Paesi visitabili). Situazione complicata anche per Israele il cui passaporto non è accettato in Algeria, Arabia Saudita, Bangladesh, Brunei, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Pakistan, Siria, Somalia, Sudan e Yemen. &#8220;Sette di questi Paesi neanche accettano passaporti che contengano visti israeliani. Così con il medesimo passaporto neanche gli italiani possono dunque visitare Israele e poi Arabia Saudita, Iran, Kuwait, Libano, Libia, Siria, Sudan o Yemen&#8221; concludono gli esperti di Vamonos-Vacanze.it.</p>
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		<title>Codacons allerta sui costi delle vacanze estive 2024: &#8220;Prezzi pazzi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 13:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli italiani che andranno in vacanza nelle prossime settimane dovranno mettere mano al portafogli e far fronte a rincari che investono ogni aspetto della villeggiatura, dai trasporti agli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/30/codacons-allerta-sui-costi-delle-vacanze-estive-2024-prezzi-pazzi/">Codacons allerta sui costi delle vacanze estive 2024: &#8220;Prezzi pazzi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli italiani che andranno in vacanza nelle prossime settimane dovranno mettere mano al portafogli e far fronte a rincari che investono ogni aspetto della villeggiatura, dai trasporti agli alloggi, passando per stabilimenti, parchi e musei. Lo afferma il Codacons, che diffonde oggi uno studio sui &#8220;prezzi pazzi&#8221; che caratterizzano le vacanze estive 2024. La prima brutta notizia arriva per chi si sposterà in auto: dal prossimo 1 luglio aumentano infatti le tariffe del Telepass, con l&#8217;offerta Base che passerà da 1,83 a 3,90 al mese (+113%), la Easy che passa da 2,50 a 4,64 euro al mese (+85,6%), la Plus da 3 a 4,90 euro al mese (+63,3%). Più cari anche pedaggi e parchimetri, saliti nell&#8217;ultimo mese del +2,1% su base annua. I prezzi dei biglietti aerei nazionali sono aumentati in un solo mese del 24,4%, +7,3% quelli internazionali, mentre i treni segnano un +9,3% sul 2023, ma se si considerano solo le tariffe dei voli per la settimana centrale di agosto con destinazione le principali località di mare italiane ed estere, i rincari sono nell&#8217;ordine del +20% rispetto l&#8217;estate 2023. Altra nota dolente secondo il caodacons è quella relativa agli alloggi: i listini di hotel, case vacanze, b&amp;b e strutture ricettive in genere, sempre per il periodo di agosto, registrano nelle principali località italiane aumenti compresi tra il +15% e il +25%. Questo anche per effetto dei &#8220;prezzi dinamici&#8221; (simili a quelli degli aerei) adottati da un numero crescente di strutture: al crescere della domanda, le tariffe dei soggiorni salgono in modo automatico. Più contenuti i rincari degli stabilimenti balneari, nell&#8217;ordine del +5% ad agosto, e di parchi, musei e giardini, saliti nell&#8217;ultimo mese del +2,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E nell&#8217;estate 2024 secondo il Codacons non mancano le sorprese legate ai prezzi sempre più fuori controllo: il monitoraggio del Codacons evidenzia infatti come un soggiorno di una settimana per due persone, dal 10 al 17 agosto, possa arrivare a costare 77.504 euro se si sceglie una villa esclusiva a Positano, 63.307 euro a Pula (Sardegna), 54.344 euro per una &#8220;suite presidenziale&#8221; in una struttura di Bressanone, 39.242 per una settimana su uno yacht privato a Porto Cervo, 37.492 euro per una villa a Taormina, 30.124 euro per uno chalet a Ortisei. Se poi si intende raggiungere una località di mare esotica e remota, meglio verificare prima le disponibilità sul proprio conto corrente: un biglietto aereo da Roma a Port Moresby (Papua Nuova Guinea) può arrivare a costare ad agosto, a seconda del vettore scelto e delle coincidenze, 19.640 euro; fino a 15.970 euro il volo per Honiara (isola di Guadalcanal), 15.152 euro quello per Apia (isola di Samoa), conclude il Codacons.</p>
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		<title>Caldo spinge 7 mln di italiani in vacanza a giugno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2024 17:13:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono quasi sette milioni gli italiani che quest&#8217;anno hanno scelto di andare in vacanza a giugno spinti anche dal ritorno del caldo, soprattutto al Sud. E&#8217; quanto emerge&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/08/caldo-spinge-7-mln-di-italiani-in-vacanza-a-giugno/">Caldo spinge 7 mln di italiani in vacanza a giugno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono quasi sette milioni gli italiani che quest&#8217;anno hanno scelto di andare in vacanza a giugno spinti anche dal ritorno del caldo, soprattutto al Sud. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi Coldiretti/Ixe&#8217; in occasione del week end che, con la fine delle scuole, segna l&#8217;inizio della stagione delle vacanze. Se il mare si conferma come la località più gettonata, si registra quest&#8217;anno un incremento del 20% dei turisti che scelgono la campagna come meta, secondo Coldiretti. A fare la parte del leone sono gli agriturismi che registrano una decisa crescita delle prenotazioni secondo il monitoraggio di Terranostra Campagna Amica. Le quasi 26mila strutture agrituristiche italiane &#8211; continua Coldiretti &#8211; garantiscono accanto ai &#8220;tradizionali&#8221; servizi di alloggio (proposto da 21mila aziende) e ristorazione (13mila aziende) anche una sempre più ricca offerta di attività esperienziali (oltre 6mila aziende propongono degustazioni e 13mila attività ricreative, sportive e culturali) che vanno dal wellness alle attività sportive come l&#8217;equitazione, il tiro con l&#8217;arco, il trekking o il pilates. Non manca la parte culturale, con la visita di percorsi archeologici o naturalistici, fino alle degustazioni e corsi di cucina. In questo periodo gli ospiti hanno inoltre la possibilità di vivere l&#8217;esperienza da vicino di momenti importanti dei cicli stagionali di molte produzioni, come la trebbiatura del grano o la raccolta della frutta. Vince dunque il turismo esperienziale, il turismo delle &#8220;relazioni&#8221; con il territorio e i suoi residenti, il turismo enogastronomico e sostenibile delle aziende agricole. La cucina tradizionale, il buon cibo, le esperienze enogastronomiche, sono infatti, tra le espressioni che più frequentemente accompagnano la parola &#8220;agriturismo&#8221; nelle ricerche su google. &#8220;Esempi di come il turismo esperienziale sia sempre più centrale nelle scelte di italiani e stranieri e proprio l&#8217;agriturismo, più di altre realtà, garantisce oggi la possibilità di vivere una vacanza completa, riuscendo a combinare la passione per il cibo e per la natura con attività, hobby e interessi che nel corso degli anni sono entrati profondamente nel vissuto comune &#8211; spiega la presidente di Terranostra Campagna Amica Dominga Cotarella -. Un&#8217;offerta resa possibile dal percorso di qualità portato avanti dal settore agrituristico nazionale che da quest&#8217;anno offre peraltro anche la possibilità dei cammini, percorsi a cavallo, in biciletta o a piedi che permettono di scoprire territori meno conosciuti del nostro Paese&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già lo scorso anno l&#8217;agriturismo ha raggiunto e superato il massimo storico di arrivi (complessivamente oltre 4 milioni) e presenze (oltre15,5 milioni); per la stagione estiva 2024 si prevede un ulteriore incremento di ospiti italiani e stranieri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Già dal mese maggio &#8211; nel caso prevalentemente degli stranieri &#8211; e poi giugno con i movimenti della domanda interna &#8211; gli italiani in cerca di luoghi per vacanze di prossimità &#8211; l&#8217;alta stagione agrituristica è entrata nel vivo. A caccia di ferie &#8220;tranquille&#8221; e a prezzi accessibili. Il boom degli agriturismi conferma la tendenza a sfruttare i mesi come giugno per conoscere una Italia cosiddetta &#8220;minore&#8221;, dalle aree naturalistiche fino ai piccoli borghi. Ma le partenze &#8220;fuori stagione&#8221; sono assai utili anche per chi vuole visitare le principali località turistiche evitando affollamenti e code che caratterizzano soprattutto le settimane centrali di agosto. Le vacanze a giugno consentono poi anche di risparmiare qualcosa rispetto ai periodi più classici &#8211; conclude Coldiretti &#8211; con tariffe mediamente più basse dal 15% al 25% rispetto all&#8217;alta stagione, sia per quanto riguarda i pernottamenti sia per i listini dei servizi, anche se per il mare è già scattato l&#8217;allarme sul caro ombrelloni.</p>
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		<title>Italiani e malessere psicologico, ecco regioni dove più a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 18:01:17 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Aumentano in Italia le persone che dichiarano di avere sofferenze psicologiche correlate all&#8217;ambito lavorativo: secondo l&#8217;Inail, infatti, nel primo trimestre 2024 sono state oltre 22.000 le denunce di malattie professionali legate a disturbi psichici e comportamentali, con una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. Dalla fatica a bilanciare vita personale e lavorativa fino alla frustrazione per una mancata crescita professionale, il disagio psicologico connesso al lavoro si manifesta in diverse forme e settori, colpendo una larga fetta dei lavoratori italiani che arrivano a manifestare sindrome di burnout, stress, frustrazione, disturbi psicologici. A confermarlo anche i dati raccolti dal servizio di psicologia online Unobravo nell&#8217;ambito dell&#8217;analisi condotta sul disagio psicologico legato al lavoro in Italia: nel primo quadrimestre del 2024, le persone che manifestano disagio sul fronte lavorativo sono infatti aumentate del 109,7% rispetto allo stesso periodo del 2023. In particolare, il 28,3% di coloro che si sono rivolti a Unobravo in cerca di supporto dichiara di avere delle difficoltà proprio sul fronte professionale. Di questi, più della metà (57,3%) manifesta una sofferenza generata dal lavoro e il 10% attribuisce all&#8217;ambito lavorativo le principali complicazioni che si trova ad affrontare nella quotidianità. Il malessere psicologico derivato dal lavoro, infatti, può avere un forte impatto sulla vita personale, portando anche a sintomi fisici che, se non trattati, possono sfociare in una condizione di forte stress e nella sindrome di burnout. Per questo è importante intervenire tempestivamente, anche chiedendo il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong>STRESS LAVORATIVO IN ITALIA: LE DONNE PIÙ ESPOSTE AL RISCHIO &#8211;</strong> Dall&#8217;analisi condotta da Unobravo, a livello nazionale, sono soprattutto le donne a cercare supporto psicologico per problematiche connesse al lavoro (66,3%, contro il 33,7% di uomini) e le persone che probabilmente si trovano nella prima fase della loro carriera professionale: il 62,9% ha tra i 25 e i 34 anni, mentre il 22,8% è compreso nella fascia che va dai 35 ai 44 anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SINDROME DI BURNOUT: A RISCHIO 8 PERSONE SU 10 &#8211;</strong> Quando lo stress lavoro-correlato si protrae nel tempo, si può incorrere nella sindrome di burnout, una condizione che presenta sintomi psicologici, fisici e aspecifici e che coinvolge un numero sempre maggiore di lavoratori. Per esempio, tra coloro che temono di soffrire di sindrome da burnout in Italia e che si sono sottoposte al test di screening gratuito, l&#8217;82,9% potrebbe essere a rischio, di cui il 61,6% a rischio elevato, mentre il 21,3% moderato. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LOMBARDIA E LAZIO LE REGIONI PIÙ &#8216;CRITICHE&#8217; IN QUANTO A BENESSERE LAVORATIVO &#8211;</strong> I problemi legati al benessere lavorativo sono avvertiti soprattutto in Lombardia (27%) e Lazio (10,6%), ovvero le due regioni più popolose d&#8217;Italia, nonché poli lavorativi per eccellenza per la presenza di Milano e Roma. Seguono, secondo l&#8217;analisi Unobravo, Emilia-Romagna (9,4%), Veneto (8,9%) e Piemonte (8,6%). Il Piemonte, in particolare, è la regione che, paragonando i dati relativi allo stesso periodo del 2023, mostra il maggiore incremento (+146,7%) rispetto alla media italiana, attestata al 109,7%. I problemi sembrano attenuarsi nelle regioni del Sud, e le regioni con le percentuali più alte in questo caso risultano essere Campania (5,6%), Sicilia (4,3%) e Puglia (4,2%).Infine: </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MILANO AL PRIMO POSTO TRA LE PROVINCE CON LA PERCENTUALE PIÙ ALTA DI STRESS LAVORATIVO &#8211; </strong>Andando ancora più nel dettaglio a livello geografico, i dati raccolti da Unobravo mostrano come a livello provinciale la percentuale più elevata di coloro che dichiarano di avere problemi di natura psicologica legati alla sfera lavorativa si registri a Milano (13,2%). Al secondo posto si posiziona la Città Metropolitana di Roma (8,2%), mentre al terzo si trova Torino (4,9%). Seguono Bologna (3,4%), Napoli (2,9%), Monza e Brianza (2,4%), Varese (2,1%), Bergamo (2%), Padova e Brescia (entrambe 1,9%). &#8220;Se non trattato, il malessere psicologico legato al lavoro può portare a sintomi fisici e a condizioni gravi che impattano e interferiscono negativamente sulla vita delle persone, come la sindrome di burnout- spiega la dottoressa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e clinical director di Unobravo- La sindrome si sviluppa in quattro fasi: entusiasmo e aspettative irrealistiche, stagnazione, frustrazione e apatia. Riconoscerle quanto prima è fondamentale per richiedere, per tempo e prima che la sindrome abbia un grave impatto sulla propria vita, l&#8217;intervento e il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, figure che possono aiutare a ristabilire un equilibrio tra la vita privata e quella professionale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/06/01/italiani-e-malessere-psicologico-ecco-regioni-dove-piu-a-rischio/">Italiani e malessere psicologico, ecco regioni dove più a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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