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		<title>La dialettica tra bene e male, luce e ombra: un viaggio filosofico ed esistenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 19:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Conosci te stesso e conoscerai l&#8217;universo e gli dèi.&#8221; — Socrate La riflessione sul Bene e sul Male, sulla Luce e sull&#8217;Ombra, è una delle più antiche e fondamentali questioni filosofiche, spirituali e psicologiche. Questi concetti, che attraversano secoli di pensiero umano, ci interrogano su ciò che è giusto e sbagliato, sul nostro rapporto con [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Conosci te stesso e conoscerai l&#8217;universo e gli dèi.&#8221;</em> — Socrate</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riflessione sul Bene e sul Male, sulla Luce e sull&#8217;Ombra, è una delle più antiche e fondamentali questioni filosofiche, spirituali e psicologiche. Questi concetti, che attraversano secoli di pensiero umano, ci interrogano su ciò che è giusto e sbagliato, sul nostro rapporto con la luce della conoscenza e l&#8217;oscurità dell&#8217;ignoranza, sulla dualità che contraddistingue la nostra esistenza. Le riflessioni di filosofi e pensatori come Socrate, Platone, Empedocle, Epitteto, Nietzsche, Adorno, Osho, Sai Baba, Krishnamurti, Freud, Jung, Gurdjieff e le tradizioni della Medicina Cinese, Taoismo, Confucianesimo e Zen ci offrono una molteplicità di prospettive su questi concetti, che, pur nelle loro differenze, convergono nel riconoscere la necessità di un equilibrio tra la luce e l&#8217;ombra dentro di noi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. <strong>Socrate e la Luce della Conoscenza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Socrate, padre fondatore della filosofia occidentale, ci invita a considerare la luce come la conoscenza di sé, la consapevolezza delle nostre debolezze e dei nostri limiti. Per Socrate, il Bene è legato alla ricerca della verità, mentre il Male si manifesta nell&#8217;ignoranza. La sua famosa affermazione &#8220;Conosci te stesso&#8221; implica che la luce risieda nel riconoscimento della nostra ignoranza, mentre l&#8217;oscurità è il frutto della mancanza di consapevolezza. In questo senso, la luce non è solo conoscenza, ma anche una condizione di apertura e umiltà mentale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. <strong>Platone e la Teoria delle Idee</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Platone, allievo di Socrate, prosegue la riflessione sulla dialettica tra Luce e Ombra attraverso la sua celebre &#8220;Teoria delle Idee&#8221;. Secondo Platone, il mondo sensibile che percepiamo con i sensi è solo una copia imperfetta delle idee pure e immutabili che esistono nel mondo delle Forme. Il Bene è la Forma più alta, la fonte di ogni luce, e rappresenta la verità assoluta che illumina l&#8217;universo. L&#8217;Ombra, invece, è il mondo sensibile, imperfetto e ingannevole. La vera conoscenza si raggiunge attraverso la contemplazione delle Idee, che solo la mente illuminata è in grado di percepire.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. <strong>Empedocle e la Lotta degli Elementi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Empedocle, filosofo presocratico, concepisce il Bene e il Male come forze cosmiche che governano l&#8217;universo. Per lui, l&#8217;Amore e l&#8217;Odio sono le forze primarie che uniscono e separano gli elementi naturali. La Luce è l&#8217;effetto dell&#8217;Amore, che unisce gli esseri e crea armonia, mentre l&#8217;Ombra è il frutto dell&#8217;Odio, che separa e distrugge. Questa lotta perpetua tra forze opposte è la base di ogni fenomeno naturale e umano, e la comprensione di essa ci permette di percepire il Bene come equilibrio e il Male come disarmonia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. <strong>Epitteto e la Percezione degli Eventi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Epitteto, filosofo stoico, ci invita a guardare la dialettica tra Bene e Male in modo psicologico e pragmatico. Secondo lui, non sono gli eventi esterni a determinare il nostro Bene o Male, ma il modo in cui rispondiamo a essi. Il Bene, per Epitteto, è la serenità interiore e l&#8217;accettazione della realtà così com&#8217;è. L&#8217;Ombra è rappresentata dalla nostra reazione emotiva, dalla nostra resistenza e dai desideri infondati. Solo quando siamo capaci di accettare la vita con distacco, senza attaccamenti, possiamo raggiungere la luce della tranquillità interiore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. <strong>Nietzsche e l&#8217;Übermensch: Luce e Ombra dell&#8217;Uomo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nietzsche offre una visione radicalmente diversa della dialettica tra Bene e Male. Per lui, il Bene e il Male sono concetti relativi, nati dalla morale tradizionale che separa nettamente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. L&#8217;Übermensch, o &#8220;Uomo superiore&#8221;, è colui che trascende questa moralità dualistica e abbraccia sia la luce che l&#8217;ombra in sé. Nietzsche non vede la luce come un valore assoluto, ma come una qualità che emerge dall&#8217;affermazione della vita, anche nelle sue contraddizioni e difficoltà. L&#8217;ombra non è qualcosa da evitare, ma una parte integrante della propria forza e crescita personale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">6. <strong>Adorno e la Critica alla Razionalità Illuministica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Theodor W. Adorno, filosofo della Scuola di Francoforte, critica l&#8217;idea che la razionalità possa portare al Bene. Secondo Adorno, l&#8217;illuminismo e la fede nella ragione hanno prodotto, invece, una luce che ha portato all&#8217;oscurità della disumanizzazione, come evidenziato nei regimi totalitari e nelle atrocità del Novecento. La razionalità, pur nella sua potenza, ha spesso ignorato l&#8217;emotività, la cultura e le esperienze umane più profonde. La vera illuminazione, per Adorno, consiste nell&#8217;interrogarsi continuamente sulla propria comprensione del mondo, riconoscendo le contraddizioni e i limiti della propria visione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">7. <strong>Osho e l&#8217;Illuminazione Spirituale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Osho, maestro spirituale indiano, suggerisce che la vera luce risiede nella capacità di abbandonare ogni idea preconcetta di Bene e Male. Secondo lui, questi concetti sono costruzioni sociali e religiose che impediscono alla persona di vivere una vita autentica. La luce si trova nella consapevolezza del momento presente, nell&#8217;assenza di giudizio e nella libertà di espressione. L&#8217;oscurità è il frutto della mente condizionata, delle paure e dei limiti imposti dalla società. L&#8217;illuminazione, dunque, non è un raggiungimento morale, ma uno stato di essere libero e consapevole.</p>



<h3 class="wp-block-heading">8. <strong>Sai Baba e il Bene Universale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sai Baba, figura spirituale indiana, enfatizza l&#8217;importanza dell&#8217;amore universale come forza che trascende ogni opposizione tra Bene e Male. Per lui, ogni individuo è una scintilla divina, e il Bene risiede nell&#8217;amore incondizionato e nella compassione. L&#8217;Ombra è l&#8217;ignoranza, la separazione che nasce dall&#8217;ego e dall&#8217;attaccamento. La pratica dell&#8217;amore e della devozione verso tutti gli esseri viventi è il cammino che permette di accedere alla luce della consapevolezza divina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">9. <strong>Krishnamurti e la Liberazione dalla Dualità</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Jiddu Krishnamurti, filosofo e maestro spirituale, critica il dualismo tra Bene e Male come un prodotto della mente condizionata. Secondo Krishnamurti, separare la realtà in categorie morali limita la nostra percezione della verità. La luce è la consapevolezza che emerge quando smettiamo di vedere il mondo in termini di opposizioni e giudizi, mentre l&#8217;ombra è il frutto della mente che crea divisioni. L&#8217;unico modo per vedere la realtà in modo autentico è liberarsi dai pregiudizi e dalle strutture mentali che separano l&#8217;individuo dal mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">10. <strong>Freud, Jung e la Psicoanalisi: Luce e Ombra Psichica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sigmund Freud e Carl Jung offrono una prospettiva psicologica sulla dialettica tra Luce e Ombra. Freud identifica l&#8217;ombra con l&#8217;inconscio, tutto ciò che la psiche represse e che non è accessibile alla coscienza. Jung, invece, parla di &#8220;ombra&#8221; come quella parte della psiche che contiene i nostri desideri più oscuri e nascosti, e che deve essere integrata per giungere all&#8217;individuazione, cioè all&#8217;integrazione di tutte le parti del sé. La luce rappresenta la consapevolezza di questi aspetti e la loro trasformazione in energia positiva. Per Jung, il cammino dell&#8217;individuo è proprio l&#8217;integrazione delle sue ombre.</p>



<h3 class="wp-block-heading">11. <strong>Gurdjieff e la Conoscenza dell&#8217;Uomo: La Luce e l&#8217;Ombra Interiore</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Georges Ivanovich Gurdjieff, mistico e filosofo del XX secolo, introduce una visione dinamica e trasformativa della dialettica tra Luce e Ombra. Per lui, la luce non è un dono divino, ma un risultato del &#8220;lavoro su di sé&#8221;. L&#8217;individuo deve &#8220;risvegliarsi&#8221; dalla propria condizione di sonno mentale, riconoscendo le forze inconsce che lo governano. L&#8217;ombra rappresenta tutto ciò che è represso, non riconosciuto e non integrato nella psiche. La luce interiore emerge quando si affrontano e si trasformano queste ombre, attraverso uno sforzo consapevole e continuo di crescita e auto-realizzazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">12. <strong>La Medicina Cinese, Taoismo, Confucianesimo e Zen</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Medicina Cinese, il Taoismo, il Confucianesimo e lo Zen offrono una visione del Bene e del Male, della Luce e dell&#8217;Ombra come un equilibrio dinamico. Il Taoismo, con il suo concetto di Yin e Yang, vede la Luce e l&#8217;Ombra come forze complementari, che si interpenetrono e si trasformano reciprocamente. La Medicina Cinese, in particolare, mira a ristabilire l&#8217;armonia tra queste forze opposte nel corpo e nella mente, mentre il Confucianesimo pone l&#8217;accento sul Bene come virtù nelle relazioni sociali. Lo Zen, infine, invita a vivere il momento presente, senza divisioni tra il Bene e il Male, trovando la verità nella semplicità e nella consapevolezza diretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Luce Cristiana: Sant&#8217;Agostino, San Tommaso, San Bonaventura e la Patristica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto del cristianesimo, la dialettica tra Luce e Ombra si intreccia con la figura centrale di Cristo, che è visto come la Luce che illumina le tenebre del mondo. Le riflessioni di Sant&#8217;Agostino, San Tommaso d&#8217;Aquino e San Bonaventura sul Bene, il Male, la Luce e l&#8217;Ombra si fondano sulla centralità della grazia divina e sull&#8217;idea che l&#8217;umanità, pur segnata dal peccato, possa trovare redenzione attraverso la Luce di Cristo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sant&#8217;Agostino</strong> afferma che il Male non è una sostanza autonoma, ma una privazione del Bene. La Luce divina, rappresentata dalla grazia, illumina l&#8217;anima umana e la salva dal peccato, portando alla piena realizzazione del Bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di &#8220;bene&#8221; e &#8220;male&#8221; nei Padri della Chiesa è un tema complesso, poiché i Padri della Chiesa (i teologi e scrittori cristiani dei primi secoli, fino al V-VI secolo) hanno sviluppato teorie morali che riflettevano la dottrina cristiana e le sfide del loro tempo.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Il bene</strong>: Il bene, per i Padri della Chiesa, è identificato principalmente con la volontà di Dio. La vita cristiana è centrata sulla ricerca del bene supremo, che è Dio stesso. I Padri della Chiesa, come Sant&#8217;Agostino, enfatizzano l&#8217;importanza della grazia divina nel compiere il bene, in quanto l&#8217;essere umano, segnato dal peccato originale, ha bisogno dell&#8217;aiuto divino per agire moralmente. Il bene si traduce nell&#8217;amore verso Dio e verso il prossimo, nel vivere secondo le virtù cristiane come la carità, la fede, la speranza, la giustizia, la temperanza, la pazienza e la mitezza.</li>



<li><strong>Il male</strong>: Il male, per i Padri della Chiesa, è principalmente interpretato come il rifiuto di Dio e della sua volontà. Sant&#8217;Agostino, in particolare, distingue tra &#8220;male come privazione del bene&#8221; (la sua famosa teoria del <em>privatio boni</em>) e il male come azione intenzionale contro la volontà divina. Il male è associato al peccato, che deriva dalla libera scelta dell&#8217;essere umano di allontanarsi da Dio, come nel caso del peccato originale di Adamo ed Eva. I Padri della Chiesa vedono il male come una distorsione della libertà umana, che può essere redenta solo attraverso la grazia di Dio.</li>



<li><strong>La lotta tra bene e male</strong>: I Padri della Chiesa, specialmente Agostino, vedono la storia come una continua lotta tra il bene e il male, tra il Regno di Dio e il Regno delle tenebre, rappresentato dal peccato e dal male. La vita cristiana è vista come una battaglia spirituale contro le tentazioni del male, e la salvezza è vista come la vittoria finale del bene su di esso, attraverso la morte e la risurrezione di Cristo.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, nei Padri della Chiesa il bene è legato alla volontà di Dio e all&#8217;amore divino, mentre il male è visto come un allontanamento da Dio, una scelta volontaria che corrompe l&#8217;ordine creato. La riflessione su questi concetti è centrale nel pensiero teologico cristiano dei primi secoli e continua a influenzare la teologia cristiana fino ai giorni nostri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dialettica tra Bene e Male, Luce e Ombra, è un tema che attraversa la filosofia, la spiritualità e la psicologia in modo profondo e multiforme. Le tradizioni spirituali e filosofiche che hai citato offrono approcci vari ma complementari a questo conflitto esistenziale, e ciascuna di esse porta una visione unica su come possiamo navigare tra le forze opposte che abitano la nostra psiche e il nostro mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Essenismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;essenismo, una delle tradizioni religiose più antiche e misteriose, offre una riflessione sul Bene e il Male in termini di purezza spirituale e separazione dal mondo terreno. Gli Esseni vedevano il mondo come governato da forze di luce e oscurità, dove il Bene risiede nella dedizione a Dio e nella purificazione interiore, e il Male si manifesta nel peccato e nell&#8217;adesione ai piaceri materiali. In questo senso, il &#8220;Bene&#8221; è un obiettivo da raggiungere attraverso la rinuncia alle tentazioni terrene e la ricerca della perfezione spirituale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sufismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Sufismo, la ricerca della Luce attraverso l&#8217;amore divino è al centro del cammino mistico. Il Sufi crede che l&#8217;anima possa avvicinarsi alla Luce divina attraverso la purificazione del cuore e l&#8217;abbandono dell&#8217;ego. La Luce è la consapevolezza dell&#8217;unità divina, mentre l&#8217;Ombra è l&#8217;illusione del sé separato, l&#8217;ego che crea separazione tra l&#8217;uomo e Dio. Il &#8220;Bene&#8221; nel Sufismo è l&#8217;esperienza dell&#8217;amore universale e della fusione con il divino, mentre il &#8220;Male&#8221; è la separazione, l&#8217;ignoranza e la distrazione dall&#8217;amore di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Buddhismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Buddhismo, la luce rappresenta l&#8217;illuminazione, la liberazione dalla sofferenza e l&#8217;accesso alla realtà ultima (nirvana). La dualità del Bene e del Male è trasformata nel contesto della &#8220;non dualità&#8221;, dove la luce non è solo una forza positiva ma anche una visione che ci aiuta a vedere attraverso l&#8217;illusione (maya) del mondo materiale. L&#8217;Ombra, in questo caso, è la &#8220;ignoranza&#8221; (avidya), che porta alla sofferenza e al ciclo del samsara. Il cammino spirituale è visto come la purificazione dell&#8217;ignoranza per realizzare la natura fondamentale della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Taoismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Taoismo ci offre il concetto di Yin e Yang, in cui il Bene e il Male non sono forze separate e in conflitto, ma piuttosto aspetti complementari di un&#8217;unità dinamica. La Luce (Yang) e l&#8217;Ombra (Yin) sono in costante interazione, creando un equilibrio naturale. La vera saggezza, secondo il Taoismo, è quella di riconoscere questa interconnessione e vivere in armonia con il flusso naturale del Tao, senza giudicare eccessivamente né la Luce né l&#8217;Ombra. La saggezza nasce dal fluire con l&#8217;equilibrio naturale, senza forzare né resistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Confucianesimo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Confucianesimo, il Bene è associato all&#8217;adesione ai principi morali e alla virtù nelle relazioni sociali, come il rispetto, la giustizia e la pietà filiale. La Luce rappresenta l&#8217;ordine e l&#8217;armonia nella società, mentre l&#8217;Ombra è il disordine, l&#8217;anarchia e la mancanza di virtù. La pratica del Bene è quindi radicata nelle interazioni quotidiane, nell&#8217;essere un &#8220;buon&#8221; individuo che contribuisce al bene comune e alla stabilità della comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Mio Punto di Vista</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal mio punto di vista, la dialettica tra Bene e Male, Luce e Ombra, non è un conflitto da risolvere completamente, ma un equilibrio dinamico che riflette la nostra condizione umana. Ogni filosofia, religione e disciplina psicologica ci invita a riconoscere le forze opposte dentro di noi, e a comprendere che la crescita personale non avviene nell&#8217;evitare l&#8217;Ombra, ma nel comprenderla e integrarla nella nostra coscienza. La Luce non è semplicemente un valore positivo, ma una consapevolezza che nasce dal riconoscimento dell&#8217;Ombra e dalla capacità di navigare nel mondo con una mente aperta e un cuore equilibrato. La chiave è trovare un percorso che non ignori la dualità della vita, ma che la riconosca come parte del nostro cammino di evoluzione, sia spirituale che psicologica.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Il paesaggio del &#8220;Fai da te&#8221;: cianfrusaglie ambientali</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jul 2012 10:44:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Non ci si illumina immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente la tenebra.” E’  il messaggio di Jung a coloro che intendono illuminarsi. Il volto nascosto dell’anima, l’ombra che rendiamo cosciente, che quotidianamente portiamo alla luce, è quella scritta sul volto dei nostri paesaggi, sulla loro instabilità, sulla loro bruttezza e sulla loro insufficienza nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Non ci si illumina immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente la tenebra.” E’  il messaggio di Jung a coloro che intendono illuminarsi. Il volto nascosto dell’anima, l’ombra che rendiamo cosciente, che quotidianamente portiamo alla luce, è quella scritta sul volto dei nostri paesaggi, sulla loro instabilità, sulla loro bruttezza e sulla loro insufficienza nel favorire una vita umana, socialmente dignitosa. Siamo come Dorian Gray. Agli occhi del mondo vogliamo apparire con un viso bello e innocente, con modi affabili e gentili, con un’espressione giovanile e intelligente. Tutti i sentimenti che possono suscitare imbarazzo e i comportamenti che vengono condannati dalla società li spingiamo nell’oscurità del nostro inconscio, creando quello che potremmo chiamare il contenuto dell’Ombra. Alla fine, come nel ritratto di Dorian Gray, queste qualità acquistano una loro autonomia e danno vita a un gemello invisibile che ci vive accanto o alle spalle, ma che è talmente diverso da quello che conosciamo da sembrarci un estraneo. Quando compare si sente come un ospite indesiderato. Anche se non vogliamo prenderne coscienza, la sua apparizione ci viene restituita sul grande quadro del paesaggio che ci circonda. E’ allora che le maschere della speculazione fondiaria ed edilizia, del liberismo, del cattivo governo, dell’indifferenza, del “fai da te” al di fuori di regole condivise, vengono strappate, lasciando intravvedere l’Ombra, la faccia che vogliamo tenere nascosta. E’ allora che questa  ci strappa dal nostro autocompiacimento, suscitando un senso di rifiuto e di disgusto nei confronti di ciò che ci è dato di amministrare, di  nutrire. “Per quanto persistano delle declinazioni regionali di materiali e di ornamenti &#8211; sostiene l’architetto Boeri nel libro “L’Anticittà” &#8211; [&#8230;] l’Italia del “fai da te” costruisce dappertutto paesaggi generici ed equivalenti.” E’ la conferma di un pervasivo stato di omologazione, in cui siamo precipitati, convinti che il riscatto dalle tradizionali forme di diseguaglianze potesse avverarsi con la liberazione dai tabù e dall’individualismo. I paesaggi generici entro cui oggi viviamo, sono lo specchio di quello che siamo e la prospettiva verso cui ci muoviamo. Operare un salto quantico di rigenerazione, ristabilire una forma di ecologia mentale, significa, avere il coraggio di dialogare con il nostro paesaggio urbano, di questa proiezione  dell’Ombra, per ricevere indicazioni sul dove vogliamo andare. Il fatto di incrociare il nostro paesaggio e di vedere in esso l’incontro con la nostra Ombra, è un’esperienza inquietante, perché ci fa provare un senso di imbarazzo, di vergogna e ci spinge a negare subito ogni responsabilità per quello che abbiamo detto o fatto. Il paesaggio in cui viviamo è un inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Quel che più dovrebbe preoccuparci di più, prima della ricostruzione del nostro centro storico, è la ricostruzione del nostro senso storico, del significato che riusciamo a dare al nostro presente come società urbana, piuttosto che come concrezione di singoli individui. Siamo circondati, pervasi dalla genericità di paesaggi, di istituzioni, di impegni sociali; dalla genericità di orientamenti politici, volti a conservare i privilegi di casta, a pilotare l’economia verso la recessione. Siamo una popolazione addomesticata da favoritismi e particolarismi, a cui il paesaggio risponde con altrettanti particolarismi e genericità. Non siamo una società civile, ma una concrezione di individui, un arcipelago di isole conviventi, che disperano di entrare in relazioni coinvolgenti, capaci di promuovere cambiamento di stato; a ciò ha contribuito molto il pensiero psicanalitico che ha voluto trovare la psiche solo all’interno dei singoli individui. Siamo un miscuglio di granelli di sabbia, facilmente plasmabili sotto l’influsso dei diversi venti, facilmente manipolabili se considerati in funzione dei nostri interessi privati. Il nostro paesaggio, quello venutosi a formare nel dopoguerra, esprime l’assenza di una visione comunitaria. Meno sognante e più diretta allo scopo immediato, la nostra democrazia ha disegnato un paesaggio che non consente tipi di relazioni sociali di tipo urbano. E’ una democrazia che mentre discute liberamente su tutto, consente l’avanzata del cemento. Ci occupiamo del nostro paesaggio adornandone alcuni dettagli, senza avere cura del suo corpo ingrassato, goffo e impresentabile. Continuiamo ad esibire il ricordo di quello che abbiamo perduto, del centro storico, percependolo come espressione di una solidarietà urbana alimentata dal ricordo, ma incapaci di costruirne una nuova, negli spazi dell’oggi. Lo spazio urbano, legato a qualcosa di immateriale e di aleatorio, è l’immagine di un luogo che si costruisce intorno ad un’idea condivisa. Di tutto questo ci siamo privati e continuiamo a privarcene perché legati a quelle forme di governo che assicurano solo una partecipazione apparente alla <em>res pubblica, </em>in cui ogni prospettiva di nuove visioni di città è bloccata dall’avanzata di interessi privati. E’ un comportamento di uomini ispirato ad uno strano rapporto col divino che  “…<em>credono in Dio, ma fanno come se ei non fusse…</em>”. Interesse pubblico e interesse privato si intrecciano e, rendendo indefinito il confine, giustificano un egocentrismo (individuale o di gruppo) che si afferma e prolifera, spacciandosi per solidarietà urbana. Nella nostra città non abbiamo costruito nuove immagini di luoghi centrali, perché avevamo quelle ereditate dal passato; e in ciò facendo non ci siamo accorti che oggi più che mai, le città  o sono simboli, oppure semplicemente non sono. Noi aquilani, da  “ego-centrici” siamo diventati “ego-periferici”, individui confinati nei recinti delle nostre scialbe periferie, tra rombi di motori e paesaggi equivalenti nella loro insignificanza simbolica. E tutto questo grazie all’esercizio di una democrazia che, sotto le insegne dei piani regolatori ha partorito paesaggi morti, e che oggi, rapita da nuove convulsioni culturali, si riempie il palato di “piani strategici”, e li associa con felice noncuranza, ai ninnoli che adornano i parchi storici della città. Il paesaggio urbano è malato, informe; altro che ninnoli! Persistiamo nell’affermare l’ideale ed il valore attrattivo del centro storico, ma ne rendiamo sempre più problematica la sua godibilità e attrattività, perché continuiamo a celebrarla come il tempio della burocrazia, quella stessa che ha partorito il paesaggio delle periferie, l’Ombra che narra le vicende degli aquilani, una moltitudine di individui solitari e ammassati, così come d’altronde i loro edifici. E’ il trionfo di una democrazia con lo sguardo rivolto al perseguimento del benessere e con le gambe affossate nelle sabbie mobili delle crisi economiche, delle recessioni. Non illudiamoci: oggi non possiamo godere del centro storico, di quel paradiso lasciatoci in eredità dai nostri avi; oggi viviamo nell’inferno che ci siamo costruito noi, figli della democrazia, del libero mercato, noi liberi dai tabù e dagli oppi che hanno afflitto fino a ieri l’umanità. Da questo inferno possiamo uscirne solo attraverso due porte: attraverso la “porta larga” che apre al quotidiano andirivieni in questo labirintico inferno; oppure attraverso la “porta stretta”, da cui si riconosce appena la traccia del sentiero, che ciascuno deve individuare dapprima dentro di sé, per farne poi patrimonio comune, e riconfigurare così il nostro paesaggio pubblico.</p>
<p style="text-align: right;">Giancarlo De Amicis</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/07/il-paesaggio-del-fai-da-te-cianfrusaglie-ambientali/">Il paesaggio del &#8220;Fai da te&#8221;: cianfrusaglie ambientali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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