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	<title>Krou Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Africa: nasce il parlamento delle diaspore</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 21:43:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un parlamento delle diaspore per rappresentare 370 milioni di africani che vivono al di fuori del loro continente di origine ma vogliono sostenerlo nella lotta alla povertà e per lo sviluppo: è il progetto al quale sta lavorando re Tchiffi Zie Jean Gervais, segretario generale del Forum dei sovrani e dei capi tradizionali d’Africa. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un parlamento delle diaspore per rappresentare 370 milioni di africani che vivono al di fuori del loro continente di origine ma vogliono sostenerlo nella lotta alla povertà e per lo sviluppo: è il progetto al quale sta lavorando re Tchiffi Zie Jean Gervais, segretario generale del<br />
Forum dei sovrani e dei capi tradizionali d’Africa.<br />
Un impegno al centro in questi giorni di una missione in Europa, da Parigi a Lussemburgo, da Bruxelles a Roma, dove il leader di origine ivoriana, re della comunità dei Krou, è ospite dell’agenzia ‘Dire’.<br />
Rilasciata dopo le celebrazioni per commemorare i “tirailleurs africains” morti in guerra per i colonizzatori francesi, l’intervista è occasione per annunciare un impegno nuovo.<br />
“Ad Addis Abeba ho presentato il lavoro fatto per organizzare i 370 milioni di nostri figli che vivono fuori dal continente” dice re Tchiffi di un incontro nella sede dell’Unione Africana.<br />
E’ proprio l’organismo con sede nella capitale etiopica ad avergli affidato il ruolo di “presidente delle diaspore”, intese come realtà vitali e decisive da strutturare come “sesta regione” del continente oltre a quelle nord, centro, est, ovest e sud. “Sono venuto in Europa per 0rganizzare in tutti i Paesi il parlamento della diaspora” sottolinea il sovrano. “Ora abbiamo un nuovo presidente eletto del ramo italiano, Ouattara Gaoussou, e possiamo continuare con fiducia un cammino importante”.<br />
L’assunto è che “l’Africa non avrà più bisogno di nulla” se saprà “valorizzare i suoi figli” che vivono all’estero. E ilnuovo parlamento che compiti avrà? “Dovrà organizzare le diaspore, stabilire come si devono comportare, partecipare allosviluppo dei Paesi dove vivono e contribuire ad arrestare l’immigrazione irregolare” risponde re Tchiffi. Convinto che quei 370 milioni di africani e afrodiscendenti siano già l’aiuto più importante per il continente. “Lo dicono i numeri” sottolinea il sovrano: “Le rimesse inviate dagli emigrati alle loro famiglie<br />
valgono due volte i programmi della cooperazione internazionale”.<br />
In questa prospettiva sarebbe marginale anche il dibattito sul Global Compact, l’accordo sulle migrazioni sostenuto dall’Onu che<br />
decine di governi potrebbero firmare a Marrakech la settimana prossima. “Non credo a tutti questi documenti” dice re Tchiffi.<br />
“I vostri presidenti avevano gia’ firmato a Malta, sostenendo di volere aiutare gli africani affinche’ non partissero per l’Europa: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e sono uguali a zero”.<br />
Il riferimento è al Summit della Valletta del 2015. Allora la Commissione europea annunciò la nascita di un fondo da un miliardo e 800 milioni per contrastare alla radice le cause delle migrazioni. Su Malta e i suoi fallimenti, però, re Tchiffi non affonda il colpo. Lo sguardo si fa grave, l’impressione è che voglia andare subito oltre. A Roma con il re ci sono Ibrahima Camara, Lucia Joana Metazama e Zakaria Yahaia, animatori della Diaspora africana in Italia centro-sud, un’associazione riconosciuta ora anche dall’Ua come parte della “sesta regione”.</p>
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