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	<title>legge elettorale Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Europee 2019: la guida al voto per il Parlamento Ue</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2019 09:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica prossima, 26 maggio 2019,&#160; quasi 51 milioni di italiani andranno a votare per eleggere i&#160; 76 deputati che formeranno il Parlamento europeo per i prossimi anni. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 di domani. Può votare chiunque abbia compiuto 18 anni. La legge elettorale che regola le europee in Italia è del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica prossima, 26 maggio 2019,&nbsp; quasi 51 milioni di italiani andranno a votare per eleggere i&nbsp; 76 deputati che formeranno il Parlamento europeo per i prossimi anni. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 di domani. Può votare chiunque abbia compiuto 18 anni.<br />
La legge elettorale che regola le europee in Italia è del 1979. Si tratta di un proporzionale puro al quale, nel 2009, è stata aggiunta una soglia di sbarramento del 4%, le liste che non superano la soglia non ottengono seggi. L’Italia è divisa in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-Ovest, a cui spettano 20 seggi, Nord-Est (15), Centro (15), Sud (18), Isole (8).<br />
Il sistema di votazione è diverso in ogni paese, ecco su come si vota.</p>
<p>Per votare è necessario mettere un segno (X) sul simbolo del partito che si desidera votare. E’ possibile esprimere fino a tre voti di preferenza seguendo il principio dell’alternanza di genere: se si esprimono tre preferenze non si possono votare tre candidati dello stesso genere (tre maschi o tre femmine); se si esprimono due preferenze è necessario votare un uomo e una donna.</p>
<p>Il non rispetto della regola dell’alternanza di genere comporta l’annullamento dell’ultima preferenza espressa, ma non incide sulla validità del voto.</p>
<p>Inoltre, questo sistema di voto non prevede il voto disgiunto, non è quindi possibili esprimere la preferenza per i candidati di un partito e mettere il voto sul simbolo di una lista differente.</p>
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		<title>Salvini: &#8220;Ok a Governo di tutti per legge elettorale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 16:22:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo Salvini dice: “Se c’è un impegno di tutti a partire da questa legge elettorale ad aggiungere un premio di maggioranza per governare a chi prende un voto in più, io sono a disposizione. Altrimenti i governi di tutti per fare poco e niente non mi piacciano”.&#160; “Siamo disponibili non a inventarci una nuova legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/02/salvini-ok-a-governo-di-tutti-per-legge-elettorale/">Salvini: &#8220;Ok a Governo di tutti per legge elettorale&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo Salvini dice: “Se c’è un impegno di tutti a partire da questa legge elettorale ad aggiungere un premio di maggioranza per governare a chi prende un voto in più, io sono a disposizione. Altrimenti i governi di tutti per fare poco e niente non mi piacciano”.&nbsp;</p>
<p>“Siamo disponibili non a inventarci una nuova legge elettorale– precisa il leader del Carroccio- perché tra due anni saremmo ancora qua a parlarne, ma a prendere l’attuale legge elettorale e a mettere un premio di maggioranza, alla lista o alla coalizione per me non fa differenza, che garantisca di governare a chi prende un voto in più”.</p>
<p>Per questo, sottolinea Salvini, “chiunque dica ‘bisogna cambiare la Costituzione, bisogna cambiare la legge elettorale daccapo’, ha due anni di tempo da perdere. L’unica modifica possibile è prendere questa legge elettorale e aggiungere una riga in cui si dice che chi prende un voto in più ha la maggioranza garantita per governare, tutto il resto è aria fritta”.</p>
<p>E ribadisce: “Se entrano tutti al governo con i grandi propositi di cambiare l’universo mondo, la legge elettorale e la Costituzione daccapo, tra due anni siamo ancora qua. Governi tutti insieme per tirare a campare non mi piacciono: o c’è un governo che fa politica per cinque anni o c’è un governo che dura poco per andare alle elezioni. Non sono fatto per le vie di mezzo”.</p>
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		<title>Rosatellum bis è legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 13:27:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’aula del Senato ha approvato, con 214 si’, 61 no e 2 astenuti, la nuova legge elettorale &#8220;Rosatellum bis&#8221; nella versione licenziata dalla Camera. Il testo, che prevede un sistema misto proporzionale-maggioritario, ora è legge. Hanno votato a favore Pd, Ap, Ala, Fi, Lega, Gal, Autonomie e vari senatori del gruppo Misto. Contro si sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’aula del <strong>Senato ha approvato</strong>, con 214 si’, 61 no e 2 astenuti, la<strong> nuova legge elettorale &#8220;Rosatellum bis&#8221;</strong> nella versione licenziata dalla Camera. Il testo, che prevede un sistema misto proporzionale-maggioritario, ora è legge.</p>
<p>Hanno votato a favore Pd, Ap, Ala, Fi, Lega, Gal, Autonomie e vari senatori del gruppo Misto. Contro si sono espressi M5s, Mdp, Fdi, Si. Nel Pd, non hanno votato in dissenso, Vannino Chiti, Massimo Mucchetti, Claudio Micheloni, Walter Tocci e Luigi Manconi.</p>
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		<title>Legge elettorale: la Corte di Strasburgo potrebbe bocciarla?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/06/08/legge-elettorale-la-corte-di-strasburgo-potrebbe-bocciarla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 20:23:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni analisti – tra cui il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky – stanno citando una sentenza della Corte di Strasburgo, per commentare la modifica della legge elettorale a ridosso di probabili elezioni anticipate in Italia. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, infatti, nel 2012 ha bocciato quella della Bulgaria, promulgata a poche settimane dal voto. Chi dice, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni analisti – tra cui il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky – stanno citando una sentenza della Corte di Strasburgo, per commentare la modifica della legge elettorale a ridosso di probabili elezioni anticipate in Italia. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, infatti, nel 2012 ha bocciato quella della Bulgaria, promulgata a poche settimane dal voto. Chi dice, però, che ciò potrebbe accadere anche in Italia, mente. O, quantomeno, esagera.</p>
<p>Ekoglasnost è un partito politico bulgaro che ha vinto un ricorso a Strasburgo dopo essere stato escluso dalle elezioni del 2005. La nuova legge elettorale, infatti, approvata a soli due mesi dalle politiche, prevedeva tre nuovi requisiti: un documento che attestasse il versamento di 20 mila lev bulgari (circa 10 mila euro); 5 mila firme di elettori a sostegno del candidato; un certificato della Corte dei Conti che certificasse la presentazione dei bilanci del partito dei tre anni precedenti. Elementi che Ekoglasnost non aveva presentato per mancanza di tempo. Nel 2012, la Corte gli ha dato ragione: non bocciando nel merito i tre requisiti, ma dichiarando che la tempistica con cui gli ultimi due erano stati applicati aveva violato la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo per ciò che riguarda le libere elezioni.</p>
<p>La Corte di Strasburgo si rifà alle decisioni della Commissione di Venezia: questa afferma infatti che il cambiamento di regole fondamentali del sistema elettorale meno di un anno prima delle elezioni può essere percepito come legato ad interessi di parte. Ma quali sono queste ‘regole fondamentali’? Secondo la Commissione: la modalità dello scrutinio, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione in seggi elettorali delle circoscrizioni. Per la Corte europea dei Diritti dell’Uomo a queste vanno aggiunte anche le condizioni di presentazione dei partiti alle elezioni. E, nel caso bulgaro, proprio queste sarebbero state violate.</p>
<p>È quindi evidente come – sebbene anche l’Italia si trovi nella condizione di dover scrivere una legge elettorale a meno di un anno dalla tornata elettorale, e ciò sia deprecabile secondo i criteri citati – non ci troviamo nella situazione da cui è scaturita la sentenza.</p>
<p>Chi la cita, però, richiama implicitamente un elemento da tenere in considerazione anche nel Belpaese: una di quelle “regole fondamentali”, da non sovvertire in prossimità di elezioni, citate dalla Commissione di Venezia. Nel nostro caso, si tratta della suddivisione in seggi elettorali delle circoscrizioni. Che, rispetto all’ultima legge elettorale, cambierebbero.</p>
<p>Ecco quindi che ci sono i presupposti per un appello – esaurite le vie di ricorso in Italia – alla Corte di Strasburgo. Ma l’eventuale ricorrente avrebbe l’arduo compito di dimostrare che, a causa del mutamento delle circoscrizioni a meno di un anno dalla tornata elettorale, è stato leso il suo diritto a libere elezioni.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni Succhielli-Pressenza</p>
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		<title>Referendum: una giusta e severa lezione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/12/05/referendum-una-giusta-e-severa-lezione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2016 10:04:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I numeri talvolta sono impietosi: 13 milioni di Sì, 19 milioni di No: 41% e 59%. Una severa (e meritata) lezione per chi ha avuto l’arroganza di voler stabilire da solo le regole del gioco democratico, facendo approvare con il voto di fiducia la nuova legge elettorale per la Camera dei deputati e poi promuovendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/05/referendum-una-giusta-e-severa-lezione/">Referendum: una giusta e severa lezione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I numeri talvolta sono impietosi: 13 milioni di Sì, 19 milioni di No: 41% e 59%. Una severa (e meritata) lezione per chi ha avuto l’arroganza di voler stabilire da solo le regole del gioco democratico, facendo approvare con il voto di fiducia la nuova legge elettorale per la Camera dei deputati e poi promuovendo una revisione costituzionale grazie ad un premio di maggioranza giudicato incostituzionale dalla Consulta.</p>
<p>Analizzando la geografia del voto, si vede chiaramente che i riformatori hanno vinto soltanto nel cuore dell’Emilia Romagna e della Toscana (cioè nelle roccaforti del Partito Democratico), oltre che con il voto degli italiani all’estero, che hanno dimostrato di non essere in sintonia con chi in Italia vive quotidianamente.</p>
<p>Gli elettori, dovendo scegliere tra la stabilità della Costituzione e quella del governo, hanno saggiamente scelto la prima. Dopo la forzatura del centrodestra nel 2006 è stata bocciata sonoramente anche quella effettuata dall’attuale maggioranza di centrosinistra. Il confronto dei dati dell’affluenza nei tre referendum costituzionali finora svolti è particolarmente significativo: nel 2001 per la riforma limitata del Titolo V andarono alle urne il 34% degli elettori, nel 2006 per la più ampia revisione proposta l’affluenza arrivò al 54% e questa volta per le svariate materie del quesito referendario è stato superato il 65%. Sembra che tra gli italiani in questi anni sia cresciuta la consapevolezza dell’importanza della posta in gioco: le regole comuni che a tutti appartengono.</p>
<p>Certamente la rilevanza del voto è stata accresciuta anche dallo stretto legame – voluto da Matteo Renzi – tra esito del referendum e continuità del governo. Ma è evidente che tra le disomogenee motivazioni del No, c’è anche un legame identitario con la Carta che i nostri nonni ci hanno trasmesso come testimonianza e indicazione per il futuro. Questo voto afferma con chiarezza che gli aggiornamenti della Costituzione sono possibili, ma soltanto se si tratta di interventi di ordinaria manutenzione e non di ampia ristrutturazione. E soprattutto che tali modifiche devono essere effettuate con la condivisione delle diverse componenti politiche, sociali e culturali del paese.</p>
<p>Pertanto ci auguriamo che mai più si proceda a colpi di maggioranza, per altro rappresentativa soltanto di una minoranza degli elettori, grazie ai premi assegnati dalle leggi elettorali più recenti.</p>
<p>Inoltre, speriamo che la lezione possa servire ad ogni futuro governo, che – in qualità di potere esecutivo – dovrà svolgere la propria vera funzione: attuare l’indirizzo politico della maggioranza parlamentare, senza immischiarsi nella materia costituzionale.</p>
<p>Guardando avanti in tempi brevi si pone un problema. L’attuale legge elettorale per la Camera (iper maggioritaria) è profondamente diversa da quella per il Senato (proporzionale). Se si andasse al voto oggi, avremmo sicuramente maggioranza diverse nei due rami del Parlamento, con una situazione di stallo legislativo ed istituzionale. Tutto ciò a causa della presunzione di Matteo Renzi e della sua maggioranza, che ha approvato soltanto la legge elettorale della Camera, dando per scontato che la revisione costituzionale sarebbe stata confermata e che di conseguenza i senatori sarebbero stati eletti dai consigli regionali. Di conseguenza, siamo al paradosso che chi ha proclamato per tutta la campagna referendaria la necessità della stabilità e della semplificazione, ci ha condotti irresponsabilmente in una situazione di complessa e probabile instabilità.</p>
<p>Confidiamo nella saggezza del Presidente della Repubblica affinché intervenga nei confronti dell’attuale Parlamento per porre rimedio a questa grave lacuna.</p>
<p>Infine possiamo dire che questo voto ristabilisce un più corretto ordine costituzionale tra le istituzioni del paese, con una drastica riduzione dell’ipertrofia governativa. A chi sta ai vertici ogni tanto un bagno di umiltà non può che fare bene, anche soltanto per ricordare che la politica è al servizio del bene comune (e non il contrario).</p>
<p style="text-align: right;">Rocco Artifoni-Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/05/referendum-una-giusta-e-severa-lezione/">Referendum: una giusta e severa lezione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Legge Elettorale: in Gazzetta nuova ripartizione collegi camera</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/13/legge-elettorale-in-gazzetta-nuova-ripartizione-collegi-camera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 08:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[camera dei deputati]]></category>
		<category><![CDATA[collegi plurinominali]]></category>
		<category><![CDATA[decreto legislativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  il decreto legislativo con i nuovi collegi plurinominali della Camera. Il provvedimento entrera&#8217; in vigore il prossimo 26 agosto, rendendo cosi&#8217; operativa la nuova legge elettorale per la Camera. Il decreto legislativo porta le firme del premier Matteo Renzi, dei ministri Angelino Alfano e Maria Elena Boschi, del Guardasigilli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/13/legge-elettorale-in-gazzetta-nuova-ripartizione-collegi-camera/">Legge Elettorale: in Gazzetta nuova ripartizione collegi camera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  il decreto legislativo con i nuovi <strong>collegi plurinominali della Camera</strong>. Il provvedimento entrera&#8217; in vigore il prossimo<strong> 26 agosto</strong>, rendendo cosi&#8217; operativa la nuova legge elettorale per la Camera. Il decreto legislativo porta le firme del premier Matteo Renzi, dei ministri Angelino Alfano e Maria Elena Boschi, del Guardasigilli Andrea Orlando, oltre che, naturalmente, quella del Capo dello Stato Sergio Mattarella.</p>
<p>Le 18 regioni italiane (escluse Val d&#8217;Aosta e Trentino Alto Adige) sono state ripartite in <strong>100 collegi plurinominali</strong>: 8 in Piemonte; 17 in Lombardia; 8 nel Veneto; 2 in Friuli Venezia Giulia; 3 in Liguria; 7 in Emilia Romagna; 6 in Toscana; 1 in Umbria; 3 nelle Marche; 9 nel Lazio; <strong>2 in Abruzzo</strong>; 1 in Molise; 10 in Campania; 7 in Puglia; 1 in Basilicata; 3 in Calabria; 9 in Sicilia; 3 in Sardegna. <strong>Il Trentino Alto Adige e&#8217; stato invece diviso in 8 collegi uninominali.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/13/legge-elettorale-in-gazzetta-nuova-ripartizione-collegi-camera/">Legge Elettorale: in Gazzetta nuova ripartizione collegi camera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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