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	<title>Lesbo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Save the Children, inaccettabile l&#8217;uso di gas lacrimogeni contro i rifugiati e i migranti a Lesbo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/28/save-the-children-inaccettabile-luso-di-gas-lacrimogeni-contro-i-rifugiati-e-i-migranti-a-lesbo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 10:13:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Save the Children considera inaccettabili gli episodi di oggi in cui sono stati utilizzati gas lacrimogeni da parte della polizia nei confronti dei rifugiati e dei migranti, compresi i bambini, nel centro detentivo di Moria, in seguito a una dimostrazione delle persone che vivono nel campo, per protestare contro la durata della detenzione e le condizioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/28/save-the-children-inaccettabile-luso-di-gas-lacrimogeni-contro-i-rifugiati-e-i-migranti-a-lesbo/">Save the Children, inaccettabile l&#8217;uso di gas lacrimogeni contro i rifugiati e i migranti a Lesbo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Save the Children</strong> considera inaccettabili gli episodi di oggi in cui sono stati utilizzati gas lacrimogeni da parte della polizia nei confronti dei rifugiati e dei migranti, compresi i bambini, nel centro detentivo di Moria, in seguito a una dimostrazione delle persone che vivono nel campo, per protestare contro la durata della detenzione e le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere.</p>
<p>L’organizzazione sottolinea che, in base a rapporti provenienti da fonti affidabili, un certo numero di rifugiati e migranti nel campo, tra cui 33 bambini, hanno riportato ferite e molti sono stati portati in ospedale.</p>
<p>&#8220;Benché la situazione fosse estremamente difficile da controllare, l&#8217;uso della violenza contro i rifugiati e i migranti non è mai una risposta accettabile, oltre ad essere del tutto inutile&#8221;, ha affermato<strong> Amy Frost</strong>, responsabile della risposta di Save the Children in Grecia. &#8220;Save the Children condanna con forza l’uso di gas lacrimogeni contro i bambini e adulti all&#8217;interno del centro.&#8221;</p>
<p>La protesta ha avuto inizio martedì pomeriggio, nella sezione del campo in cui sono detenuti i minori non accompagnati, durante una visita alla struttura del ministro dell’immigrazione greco e di un ministro olandese. Secondo alcune testimonianze, alcuni minori hanno incendiato un bidone e dopo aver preso un tubo d’acqua per spegnerlo, l&#8217;agitazione si è poi diffusa al resto del campo.</p>
<p>Molti di questi bambini sono stati tenuti nel campo di Moria per settimane, addirittura mesi, in spazi angusti. La salute di alcuni bambini e ragazzi è peggiorata, nella struttura ci sono stati casi di furto e forti litigi scoppiano spesso tra gli ospiti.</p>
<p>&#8220;La detenzione dei bambini, in particolare di quelli che viaggiano da soli, è inaccettabile &#8211; soprattutto se sono detenuti per lunghi periodi di tempo, in condizioni deplorevoli, senza avere informazioni circa il loro futuro&#8221;, aggiunge Frost.</p>
<p>&#8220;I bambini sono stati traumatizzati da quello che hanno visto accadere nei loro Paese e durante il viaggio insidioso alla volta della Grecia. È scioccante che l&#8217;Europa ormai non solo non riesca a proteggerli da ulteriori traumi e sofferenza, ma continui a ferirli&#8221;.</p>
<p>Save the Children, in collaborazione con Praksis, gestisce strutture di accoglienza per i bambini che arrivano da soli in Grecia &#8211; uno a Lesbo e un altro in via di apertura a Samos. Le nostre strutture sono gestite in collaborazione con le autorità locali e forniscono una valida alternativa alla detenzione fornendo assistenza appropriata e protezione per i minori non accompagnati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/28/save-the-children-inaccettabile-luso-di-gas-lacrimogeni-contro-i-rifugiati-e-i-migranti-a-lesbo/">Save the Children, inaccettabile l&#8217;uso di gas lacrimogeni contro i rifugiati e i migranti a Lesbo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>La visita del Papa a Lesbo accenda i riflettori sulle violazioni dei diritti umani legate all&#8217;accordo Unione europea &#8211; Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 08:45:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La visita che papa Francesco e i vertici della chiesa ortodossa effettueranno sabato 16 aprile sull&#8217;isola greca di Lesbo rappresenta, secondo Amnesty International, una grande opportunità per accendere i riflettori sulla drammatica sofferenza di migliaia di migranti e rifugiati arbitrariamente detenuti a seguito dell&#8217;entrata in vigore del mal concepito accordo tra Unione europea e Turchia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La visita che papa Francesco e i vertici della chiesa ortodossa effettueranno sabato 16 aprile sull&#8217;isola greca di Lesbo rappresenta, secondo Amnesty International, una grande opportunità per <strong class="userFormat1">accendere i riflettori sulla drammatica sofferenza di migliaia di migranti e rifugiati arbitrariamente detenuti </strong>a seguito dell&#8217;entrata in vigore del mal concepito accordo tra Unione europea e Turchia del 20 marzo.</p>
<p>&#8220;Durante la sua visita, papa Francesco metterà in evidenza il ruolo determinante svolto della solidarietà locale e internazionale per aiutare le persone più vulnerabili nel contesto dell&#8217;attuale crisi dei rifugiati. Auspichiamo che egli possa anche denunciare le violazioni, la paura e l&#8217;incertezza di migliaia di migranti e rifugiati intrappolati in un limbo, a Lesbo come in altre parti della Grecia&#8221; &#8211; ha dichiarato Gauri van Gulik, vicedirettrice per l&#8217;Europa di Amnesty International.</p>
<p>&#8220;Nel campo di detenzione di Moria, a Lesbo, abbiamo assistito coi nostri occhi all&#8217;impatto devastante che l&#8217;accordo tra Unione europea e Turchia sta avendo su uomini, donne e bambini tra cui un gran numero di rifugiati in condizioni di vulnerabilità, detenuti in modo arbitrario. Il papa dovrebbe dire con chiarezza che non cambiare questo stato di cose sarebbe una vergogna per l&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Una missione di ricerca di Amnesty International ha potuto visitare, il 5 e il 6 marzo, i due centri di detenzione di Lesbo e Chio, l&#8217;accesso ai quali è sottoposto a forti restrizioni.</p>
<p><a href="http://www.amnesty.it/grecia-amnesty-denuncia-agghiaccianti-condizioni-detentive-rifugiati">I ricercatori di Amnesty International</a> hanno visto migliaia di migranti e rifugiati trattenuti in modo arbitrario e in condizioni agghiaccianti, sempre più privi di notizie, disperati e angosciati su cosa potrebbe succedere loro ai sensi dell&#8217;accordo tra Unione europea e Turchia. Molti erano confusi circa la procedura d&#8217;asilo da seguire e temevano di essere rinviati in Turchia.</p>
<p>Amnesty International ha anche documentato violazioni dei diritti umani ai danni di migranti e rifugiati in Turchia, dopo la firma dell&#8217;accordo con l&#8217;Unione europea, compreso il ritorno forzato di rifugiati <a href="http://www.amnesty.it/Turchia-paese-sicuro-decine-di-afgani-sottoposti-a-rimpatrio-forzato-poco-dopo-accordo-con-Unione-europea">afgani</a> e <a href="http://www.amnesty.it/turchia-respingimenti-di-massa-illegali-di-rifugiati-siriani-mostrano-difetti-fatali-dell-accordo-ue-turchia">siriani </a>verso i paesi di origine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/15/la-visita-del-papa-a-lesbo-accenda-i-riflettori-sulle-violazioni-dei-diritti-umani-legate-allaccordo-unione-europea-turchia/">La visita del Papa a Lesbo accenda i riflettori sulle violazioni dei diritti umani legate all&#8217;accordo Unione europea &#8211; Turchia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Lesbo:  3.150 migranti isolati dentro filo spinato</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/04/09/lesbo-3-150-migranti-isolati-dentro-filo-spinato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2016 17:04:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Migliaia di rifugiati e migranti nei due centri nelle isole greche di Moria a Lesbo e Vial a Chio si trovano in “condizioni agghiaccianti, nella crescente incertezza e angoscia di cosa accadrà loro sulla base dell’accordo tra Unione europea e Turchia”. Lo ha denunciato ieri Amnesty international, di ritorno da una visita in due centri sulle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/09/lesbo-3-150-migranti-isolati-dentro-filo-spinato/">Lesbo:  3.150 migranti isolati dentro filo spinato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Migliaia di rifugiati e migranti nei due centri nelle isole greche di Moria a Lesbo e Vial a Chio si trovano in “condizioni agghiaccianti, nella crescente incertezza e angoscia di cosa accadrà loro sulla base dell’accordo tra Unione europea e Turchia”. Lo ha denunciato ieri Amnesty international, di ritorno da una <strong>visita in due centri sulle isole di Lesbo e Chio</strong>, <strong>dove si trovano attualmente 4.200 profughi</strong>, in gran parte arrivati in Grecia dopo il 20 marzo, giorno dell’entrata in vigore dell’accordo.</p>
<p>Tra gli 89 rifugiati incontrati da Amnesty international, molti erano in condizioni di particolare vulnerabilità: <strong>donne incinte, bambini e neonati, persone con disabilita’, traumi e malattie gravi</strong>. “Sulle rive dell’Europa, i rifugiati sono intrappolati senza luce alla fine del tunnel. Un piano cosi’ pieno di difetti, precipitoso e male impostato che e’ maturo per una serie di errori, calpesta i diritti e il benessere delle persone fra le piu’ vulnerabili”, ha dichiarato <strong>Gauri van Gulik</strong>, vicedirettrice del programma Europa e Asia centrale di Amnesty international. “Queste persone- ha proseguito- non hanno praticamente alcun accesso all’assistenza legale. Quello ai servizi è scarso così come sono carenti le informazioni su quale potrà essere il loro destino. <strong>La disperazione è palpabile</strong>“.</p>
<p><strong>Nel centro di Moria, a Lesbo,</strong> strettamente sorvegliato da polizia ed esercito, si trovano circa <strong>3.150 persone isolate dal mondo esterno da numerose barriere di filo spinato</strong>. Nel centro Vial di Chio, al termine di duri scontri tra diverse comunità nazionali di rifugiati avvenuti il primo aprile, <strong>400 persone sono scappate e ora dormono in mezzo alla strada nella zona del porto</strong>. Al termine della visita Amnesty ha sollecitato le autorità greche e l’Unione europea a “sospendere immediatamente i respingimenti di massa in Turchia fino a quando non saranno in vigore garanzie”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/04/09/lesbo-3-150-migranti-isolati-dentro-filo-spinato/">Lesbo:  3.150 migranti isolati dentro filo spinato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/03/18/i-sindaci-di-barcellona-lesbo-e-lampedusa-si-accordano-per-aiutare-i-rifugiati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 09:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte all’immobilismo e alla mancanza di risposta degli stati europei rispetto alla crisi umanitaria dei rifugiati, il Comune di Barcellona ha stretto un accordo di collaborazione con Lesbo (Grecia) e Lampedusa (Italia), le due isole del Mediterraneo dove negli ultimi anni sono arrivati più profughi, offrendo loro tutto il suo appoggio. Ha inoltre destinato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/18/i-sindaci-di-barcellona-lesbo-e-lampedusa-si-accordano-per-aiutare-i-rifugiati/">I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte all’immobilismo e alla mancanza di risposta degli stati europei rispetto alla crisi umanitaria dei rifugiati, il <strong>Comune di Barcellona</strong> ha stretto un accordo di collaborazione con <strong>Lesbo (Grecia) e Lampedusa (Italia)</strong>, le due isole del Mediterraneo dove negli ultimi anni sono arrivati più profughi, offrendo loro tutto il suo appoggio. Ha inoltre destinato un contributo urgente e straordinario di 300.000 euro agli enti e alla ONG che stanno lavorando nel Mediterraneo per assistere i <strong>rifugiati</strong>.</p>
<p>Questi accordi, firmati il 16 marzo a Barcellona dal sindaco Ada Colau, dal sindaco di Lampedusa <strong>Giuseppina Nicolini</strong> e da quello di Lesbo<strong> Spyros Galinos</strong>, assicurano l’aiuto del Comune di Barcellona per tutti gli aspetti tecnici, logistici e di appoggio sociale e ambientale che queste città possono richiedere per gestire il  forte impatto sul territorio e la popolazione rappresentato dall’arrivo in massa di persone che cercano rifugio in Europa. Prossimamente i tecnici di questo piano visiteranno Melilla (città spagnola in Marocco, dove una barriera di filo spinato ostacola l’immigrazione, N.d.T.) per analizzare possibili azioni da intraprendere in questo ambito.</p>
<p>Ada Colau ha spiegato che questa iniziativa, inquadrata nel piano <strong>“Barcellona città rifugio”</strong>, nasce dalla necessità delle città di “proteggere i diritti umani. Ci sentiamo direttamente chiamati in causa davanti a un’Unione Europea che sta fallendo, come lo stato spagnolo, impedendo la ricollocazione dei rifugiati e non predisponendo un passaggio sicuro”. Colau ha anticipato che si lavorerà anche per organizzare ricollocazioni dirette tra città.</p>
<p>“Barcellona ha già fatto tutto quello che stava nelle sue mani: abbiamo chiesto allo Stato di agire. Abbiamo aumentato i fondi destinati agli enti che stanno lavorando con i rifugiati e raccolto tutta la solidarietà dei cittadini risvegliata da questa situazione. Adesso però bisogna fare qualcosa di più. Davanti alla lampante inerzia dell’Europa, è ora che le città facciano sentire la loro voce”. Colau ha ringraziato i due sindaci, che stanno gestendo la crisi dei rifugiati nei loro comuni. “Loro sì che ci rappresentano” ha dichiarato.</p>
<p>Il sindaco di Lampedusa, Giuseppina Nicolini, ha espresso la fiducia che l’accordo con Barcellona permetta di gettare le basi per un lavoro comune dei popoli del Mediterraneo coinvolti in questa crisi. “Dobbiamo creare una nuova visione del nostro Mediterraneo e cambiare l’immagine che l’Unione Europea vuole farci vedere, ossia il mare come frontiera.”</p>
<p>Il sindaco di Lesbo Spyiros Galinos ha sottolineato l’importanza di indicare “la vera radice del problema: le bombe che cadono sulla Siria. Le persone che sbarcano sulle nostre coste sono vittime”. Galinos ha rivendicato la necessità che l’Europa fermi il traffico di esseri umani e combatta la xenofobia crescente e ha ricordato che l’isola di Lesbo “non ha perso la sua bellezza, anzi. Continuiamo a conservare la nostra natura e la bellezza della solidarietà della nostra gente”.</p>
<p>Nel settembre scorso Barcellona ha lanciato il piano “Barcellona città rifugio”, davanti alla grave situazione causata dall’arrivo in massa in Europa di persone in fuga da paesi in guerra come la Siria, l’Afghanistan, l’Eritrea e l’Iraq. Molte arrivano via mare e questo sta provocando migliaia di morti nel Mediterraneo e creando una situazione di grave vulnerabilità per chi decide di dirigersi verso nord attraverso i paesi europei.</p>
<p>Nel febbraio di quest’anno il coordinatore del piano Ignasi Calbó e il direttore di Giustizia Globale del Comune di Barcelona David Listar hanno visitato Lesbo e Lampedusa per offrire l’aiuto della città catalana. Questo primo contatto ha portato alla firma dell’accordo attuale, che si andrà sviluppando nei prossimi mesi man mano che si definiranno le necessità dell’isola greca e di quella italiana.</p>
<p>Per quanto riguarda gli aiuti, la richiesta più urgente di Lesbo è una consulenza per smaltire i rifiuti: l’afflusso di masse di persone che arrivano in barca ha portato all’abbandono sulla costa di enormi quantità di materiale in gomma e giubbotti di salvataggio, provocando un forte impatto ambientale in un territorio che non è pronto ad affrontare e risolvere il problema. Si sono già tenute le prime riunioni e prossimamente gli esperti di ambiente del Comune di Barcellona inizieranno la loro attività di consulenza.</p>
<p>L’accordo comprende anche la possibilità di avviare programmi di promozione economica per aiutare i Comuni a generare occasioni di rilancio dell’economia interna, danneggiata dalla situazione e dall’abbandono da parte dell’Unione Europea.</p>
<p>Il Comune di Barcellona ha anche avviato colloqui per mettere in contatto questi due piccoli municipi europei con altri attori della città che hanno espresso la volontà di collaborare davanti alla crisi dei rifugiati, come il Futbol Club Barcelona, l’Area Metropolitana e la Deputazione (il Consiglio Provinciale, N.d.T.), un contatto che potrà contribuire ad ampliare la gamma di possibili aiuti.</p>
<p>Oltre ad impegnarsi a fornire questi aiuti tecnici, il Comune di Barcellona ha espresso la volontà di far sentire la sua voce alle istituzioni europee e internazionali di cui fa parte, o nelle occasioni in cui viene invitato, perché le richieste di Lesbo e Lampedusa siano ascoltate. Concretamente Barcellona è stata invitata a partecipare in aprile a un gruppo di lavoro della Commissione Europea su migranti e rifugiati insieme alle città di Atene, Helsinki, Amsterdam e Berlino.</p>
<p><strong>Aiuto diretto per la crisi umanitaria in Europa</strong></p>
<p>Oltre agli aiuti e alla collaborazione concordati con Lesbo e Lampedusa e davanti alla crisi umanitaria che si sta vivendo in questi giorni in Grecia per la chiusura della rotta balcanica, con migliaia di persone bloccate a Idomeni, alla frontiera con la Macedonia, il Comune di Barcellona ha deciso di aumentare con altri 200.000 euro il fondo di 100.000 euro destinato alle ONG che stanno assistendo i rifugiati all’interno dell’Unione Europea. Questi stanziamenti si aggiungono ai 390.000 euro già destinati a vari progetti di assistenza ai rifugiati all’origine o in viaggio.</p>
<p>Con questa decisione si punta a rafforzare la capacità di azione umanitaria degli enti che lavorano nel contesto della crisi dei rifugiati nel Mediterraneo, per migliorare le condizioni di vita dei richiedenti asilo in transito verso l’Europa. Gli interventi nel territorio dell’UE dovranno puntare a soddisfare le necessità di cibo e riparo delle persone in transito.</p>
<p>Il Comune inizierà anche a definire una possibile collaborazione con l’aiuto diretto dei cittadini e del volontariato, per canalizzare gli aiuti umanitari per le persone in transito attraverso le realtà che agiscono sul campo e in base alle necessità da esse rilevate.</p>
<p>Il Comune ha aumentato anche i fondi per la prima accoglienza dei rifugiati presenti in città, gestiti da un servizio che si occupa di alloggi, assistenza legale, lavoro sociale e sostegno psicologico e offre un servizio di traduttori e interpreti.</p>
<p>Attraverso gli enti che lavorano con l’accoglienza dei rifugiati, il Comune di Barcellona ha infine raddoppiato i posti per ospitarli in città e ha messo in moto un programma di assistenza per chi è rimasto escluso dagli aiuti statali, finanziandolo con 300.000 euro.</p>
<p><strong></strong></p>
<p style="text-align: right;">Traduzione dell&#8217;articolo a cura di Anna Polo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/18/i-sindaci-di-barcellona-lesbo-e-lampedusa-si-accordano-per-aiutare-i-rifugiati/">I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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