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	<title>liberazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>25 aprile 2018: l’unica razza è quella umana</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 18:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 25 aprile del 1945 l’Italia fu liberata dalla dittatura nazifascista grazie alla lotta di centinaia di migliaia di persone che scelsero di dire no al fascismo, no alla negazione dei diritti e no all’uccisione di milioni di persone in nome della supremazia della “razza ariana”: i Partigiani, le Partigiane, le persone comuni scelsero di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 aprile del 1945 l’Italia fu liberata dalla dittatura nazifascista grazie alla lotta di centinaia di migliaia di persone che scelsero di dire no al fascismo, no alla negazione dei diritti e no all’uccisione di milioni di persone in nome della supremazia della “razza ariana”: i Partigiani, le Partigiane, le persone comuni scelsero di resistere e di lottare con ogni mezzo necessario per porre fine alla guerra e per liberarsi dal regime fascista.</p>
<p>Oggi, a 80 anni dalla emanazione delle leggi razziali e a 73 anni dalla Liberazione, c’è ancora bisogno di essere Partigian*, c’è ancora bisogno di ribadire con forza che l’unica razza esistente è quella umana.</p>
<p>Non c’è futuro senza memoria, per questo è importante ricordare che tutto ciò che è stato l’Olocausto, la terribile macchina della “soluzione finale” e il genocidio di milioni di persone (ebrei, rom, oppositori politici, donne “libere”, omosessuali, portatori di handicap), non è successo da un giorno all’altro, ma è stato il terribile finale di vent’anni di un crescendo di politiche xenofobe, di una folle propaganda che ha generato un capro espiatorio, dell’eliminazione di diritti e di repressione, giorno dopo giorno.</p>
<p>La memoria deve essere uno strumento per agire nel presente e cambiare il futuro, per questo non possiamo rimanere indifferenti di fronte a quello che sta accadendo da anni nel Mar Mediterraneo: un “mare spinato”, un cimitero senza lapidi ne nomi, nel quale è in corso da anni un genocidio.</p>
<p>Il razzismo è parte strutturale di questo sistema economico e si manifesta nelle sue politiche: dalla Bossi-Fini per arrivare all’ultima legge sulla migrazione, la Minniti-Orlando che istituisce “tribunali speciali” per i richiedenti asilo, aumenta i finanziamenti ai lager in Libia e stringe accordi sulla pelle dei migranti.<br />
L’Unione Europea ha finanziato per 6 miliardi Erdogan al fine di bloccare i migranti in viaggio verso la Grecia, per la maggior parte siriani in fuga dalla guerra.&nbsp;Quei 6 miliardi di euro potrebbero essere usati per salvare vite, finanziare il welfare e migliorare l’esistenza di tutt*.</p>
<p>Invece sono stati la moneta di scambio che ha permesso di perpetrare il genocidio del popolo kurdo, il massacro di Afrin, che ha generato altre centinaia di migliaia di sfollati e morti, centinaia di arresti contro chi manifesta contro la guerra.</p>
<p>Silenzio e indifferenza verso questi “confini di morte”: dal Mediterraneo a Gaza, ai tanti territori devastati da conflitti generati dagli interessi economici delle cosiddette potenze occidentali.</p>
<p>La dilagante retorica razzista portata avanti dalla Lega di Salvini e supportata dai media main stream, non solo addita il migrante come colpevole della crisi, ma criminalizza anche la solidarietà di chi, come le ONG, cerca di salvare quelle vite di cui l’Europa e l’Italia finanziano la morte, facendo dell’export di armi un business che ammonta a circa 2,6 milioni all’ora, stringendo accordi con Paesi terzi e facendo fare a loro il “lavoro sporco”, o devastando territori in tutto il mondo.&nbsp; Scelte politiche precise che hanno generato uno spostamento a destra della totalità delle istituzioni, di fronte a cui nessuno si è tirato indietro.</p>
<p>Ribadiamo a gran voce che la solidarietà non è un crimine, ma un atto di coraggio.&nbsp; Milano è una città meticcia e solidale, i razzisti se ne dovranno fare una ragione.&nbsp;Lo ha dimostrato il 20 maggio: 100.000 persone sono scese in piazza con il messaggio forte e chiaro di “Nessuna Persona E’ Illegale”, hanno ribadito il rifiuto di ogni razzismo, da quello istituzionale del Partito Democratico a quello della Lega, e inondato la città di colori, culture e storie differenti, che sono una ricchezza e non un motivo di conflitto. Lo ha dimostrato il 10 febbraio dopo i fatti di Macerata, gridando a gran voce che Milano ripudia fascismo, razzismo e sessismo.</p>
<p>Milano è antifascista, antirazzista, meticcia e solidale, e lo dimostriamo ogni giorno nelle scuole, nelle università, nelle strade, nei quartieri e nelle periferie, nelle comunità che costruiamo come movimenti, collettivi, associazioni e singoli cittadini, lavorando con le persone, trovando soluzioni reali e garantendoci diritti con la lotta.</p>
<p>Il prossimo 25 aprile chiediamo che tutte/i coloro che condividono questo appello affianchino alle loro bandiere lo slogan “L’unica razza è quella umana”.</p>
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		<title>L’ONU sollecita liberazione di Milagro Sala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 17:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
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		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria ha deciso che “la detenzione della signora Milagro Sala è arbitraria” e ha quindi chiesto “al Governo argentino di rilasciarla immediatamente”. Il Gruppo ha stabilito che era stata messa in atto una rete di “accuse a catena” e di processi indiziali per sostenere la sua [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/31/lonu-sollecita-liberazione-di-milagro-sala/">L’ONU sollecita liberazione di Milagro Sala</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria ha deciso che “la detenzione della signora Milagro Sala è arbitraria” e ha quindi chiesto “al Governo argentino di rilasciarla immediatamente”.</strong></p>
<p>Il Gruppo ha stabilito che era stata messa in atto una rete di “accuse a catena” e di processi indiziali per sostenere la sua detenzione a tempo indeterminato. Il gruppo ha concluso che in questo caso è stata violata l’indipendenza della magistratura.</p>
<p>Inoltre, analizzando le ragioni giuridiche per cui Milagro Sala è privata della libertà, il Gruppo ha concluso che non vi sono motivi legali per giustificare la sua detenzione. Non è dimostrato esistere il rischio di fuga o di intralcio alle indagini per giustificare la sua detenzione.</p>
<p>Il Gruppo ritiene che lo Stato abbia impedito l’esercizio del diritto di difesa di Milagro Sala per mancanza di precisione e chiarezza dei fatti contestati contro di lei e per non averla informata adeguatamente sui crimini di cui è accusata. Ha anche rilevato che, per la sua condizione di Deputata del Mercosur, Milagro Sala godeva di diritti parlamentari che impedivano il suo arresto.</p>
<p>Il Gruppo ha rilevato che la detenzione di Milagro Sala “è risultata dal fatto che lei aveva esercitato i propri diritti umani”, ha chiesto che sia immediatamente rilasciata, che si indaghi sulla violazione dei suoi diritti e che lo Stato dica come intende far in modo che fatti simili non si ripetano. Il governo argentino è tenuto ad attuare le misure definite dal Gruppo di Lavoro.</p>
<p>La decisione del Gruppo fa seguito a una denuncia di Amnesty International, CELS e ANDHES nel febbraio di quest’anno, dopo l’arresto di Milagro Sala nella provincia di Jujuy. La procedura comprendeva successive memorie da parte di quelle organizzazioni e dello stato argentino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/31/lonu-sollecita-liberazione-di-milagro-sala/">L’ONU sollecita liberazione di Milagro Sala</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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