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	<title>Lorenzo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto: dal Salento a L&#8217;Aquila dopo il sisma. La storia di Lorenzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 16:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[6 aprile 2009]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di venerdi&#8217; mattina le rotelle dei trolley sobbalzano sui sampietrini facendo da sottofondo al chiacchiericcio di alcuni ragazzi che raccontano l&#8217;un l&#8217;altro le prodezze della sera passata, mentre mestamente si dirigono verso il terminal dei bus: sullo sfondo piazza Duomo e il suo mercato colorato, dove aquilani e non si riversano per fare acquisti, guardare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di venerdi&#8217; mattina le rotelle dei trolley sobbalzano sui sampietrini facendo da sottofondo al chiacchiericcio di alcuni ragazzi che raccontano l&#8217;un l&#8217;altro le prodezze della sera passata, mentre mestamente si dirigono verso il terminal dei bus: sullo sfondo piazza Duomo e il suo mercato colorato, dove aquilani e non si riversano per fare acquisti, guardare le bancarelle o semplicemente chiacchierare. Il lunedi&#8217; successivo uno scenario molto simile avrebbe animato il centro storico dell&#8217;Aquila, con gli studenti di ritorno dal week end passato in famiglia e tanta voglia di viverla quella citta&#8217;, tranquilla ma allo stesso tempo piena di vita per un ventenne con tanti sogni in tasca e tutta la vita davanti. E&#8217; il 2009 e gli studenti universitari sono 25.000, di cui moltissimi fuori sede, in una citta&#8217; a misura d&#8217;uomo che conta circa 70.000 abitanti. Poi il sisma del 6 aprile, L&#8217;Aquila distrutta e la paura, i dubbi, lo spaesamento. Che fare, restare o andare via? E come? Abitazioni non ce ne sono per gli abitanti, figuriamoci per gli studenti, ecco quindi che molti, i piu&#8217; tenaci o quelli piu&#8217; prossimi alla laurea, iniziano a viaggiare, per proseguire o terminare gli studi. A un certo punto &#8216;l&#8217;aiuto dall&#8217;alto&#8217;, niente piu&#8217; tasse da pagare, e le iscrizioni crescono, ma la citta&#8217; non e&#8217; pronta ancora ad accogliere i ragazzi e, anche se lo fosse, in molti non tornerebbero perche&#8217; il terremoto, di tanto in tanto, torna a farsi sentire, quindi continua il pendolarismo. In un momento di crisi per il Paese intero, molti giovani che non sanno cosa fare del loro futuro, si iscrivono all&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Aquila, ma non partecipano ai corsi restando fondamentalmente degli &#8216;studenti/fantasma&#8217;. Nel 2015 si riprendono a pagare le tasse e il numero degli studenti scende a 19.500; ma mentre molti vanno via, altri scelgono proprio L&#8217;Aquila come sede universitaria.</p>
<p><strong>LA STORIA DI LORENZO</strong> &#8211; E&#8217; questo il caso di Lorenzo, ragazzo salentino, che nel 2014 dopo aver visitato per soli 3 giorni il capoluogo d&#8217;Abruzzo, decide di fare una &#8220;scelta azzardata&#8221; e trasferirsi in una &#8216;citta&#8217;-cantiere&#8217;. A spingerlo in questa direzione la necessita&#8217; di cambiare ateneo e di scegliere una &#8216;citta&#8217; economica&#8217; per non pesare eccessivamente sulla propria famiglia. &#8220;Il 6 aprile mi trovavo a Nardo&#8217;, in provincia di Lecce- racconta Lorenzo- avevo 14 anni. Ricordo l&#8217;evento mediatico generato dal sisma, dalla canzone di artisti uniti per l&#8217;Abruzzo alle varie iniziative. Non avrei mai pensato di venire a vivere qui&#8221;.</p>
<p><strong>LA RICERCA DELLA CASA</strong> &#8211; Sono passati 5 anni dal terremoto, quando Lorenzo arriva a L&#8217;Aquila, molte case della periferia sono tornate ad essere agibili e anche nella zona che lambisce il centro storico qualche abitazione, seppure a prezzi molto elevati, si puo&#8217; trovare. Lorenzo, come e&#8217; facilmente immaginabile, incontra delle difficolta&#8217;, anche affidandosi a delle agenzie immobiliari (&#8220;Mi sono reso conto che tutti cercavano di lucrare&#8221;), ma alla fine riesce nel suo intento e va a vivere in zona Villa comunale, a meno di un km dalla piazza principale della citta&#8217;.Di quei primi giorni a L&#8217;Aquila &#8220;mi ricordo i tetti spioventi, i muri coperti dalle impalcature. Mi ricordo che era ottobre, e la neve&#8230; non avevo mai visto la neve, mi fu d&#8217;impatto perche&#8217;&#8230; copriva le crepe, L&#8217;Aquila sotto la neve tornava ad essere una citta&#8217; quasi come tutte le altre. Quando sono arrivato la situazione era molto piu&#8217; grave rispetto ad ora. E&#8217; cambiata tantissimo&#8221;.</p>
<p><strong>LE DIFFERENZE CON UNA CITTA&#8217; &#8220;NORMALE</strong>&#8221; &#8211; &#8220;Penso che quella notte (tra il 5 il 6 aprile ndr) abbia cambiato tanto il carattere delle persone e lo comprendo anche. Quando sei a casa tua e tutto cambia, sei costretto ad andare a vivere in un&#8217;altra casa, in cui devi stare attento a non rovinare nulla e nella quale non hai piu&#8217; nulla di tuo, non sei piu&#8217; a tuo agio. Quando vedi tutta la citta&#8217; invasa da media, ruspe, forze dell&#8217;ordine, giorno dopo giorno, non hai piu&#8217; la tua pace: e&#8217; come se avessi sempre in casa ospiti con cui non interagisci, sai che ti stanno facendo un favore, ma e&#8217; difficile&#8221;. &#8220;Vivere in una citta&#8217; che ha subito un terremoto cosi forte non avendo vissuto quella notte e non essendo stato vittima di tutto il processo di trasloco e ricostruzione a volte mi fa sentire in colpa. Sento la tragedia cosi&#8217; forte che mi dico &#8216;Non ho il diritto di sentirla io che non l ho vissuta&#8217;. E ti cambia stare qui, perche&#8217; nella quotidianita&#8217; il terremoto ha cambiato tutto. Perche&#8217; sei alla fermata del bus e una vecchina ti mostra la foto del nipote e ti dice che gli somigli molto, e poi aggiunge che l&#8217;ha perso nel terremoto, perche&#8217; ne senti ancora gli effetti. Non ho vissuto i secondi della scossa, ma gran parte della ricostruzione si&#8217; e quindi tutto cio&#8217; che c&#8217;e&#8217; stato dietro: le strade che vengono chiuse, i tragitti che cambiano, le scosse notturne. Ti entra dentro. Tant&#8217;e&#8217; che io qui non ho paura del sisma, ma paradossalmente quando torno nella mia citta&#8217; natale e sento il legno del letto scricchiolare, a me viene il panico la notte. Mi sento piu&#8217; sicuro qui che giu&#8217; (in Puglia ndr)&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;PRIMA DEL TERREMOTO, DOPO IL TERREMOTO&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Un&#8217;altra cosa che mi ha scosso quando sono arrivato qui e&#8217; stato il riferimento temporale. Noi siamo nel 2019 dopo Cristo, ma quando sono arrivato in questa citta&#8217; e parlavo con gli aquilani sentivo dire, &#8216;prima del terremoto e dopo il terremoto&#8217;, come se il 2009 fosse stato l&#8217;anno zero. Tutto era un riferimento a quell&#8217;evento&#8221;.</p>
<p><strong>IL GIOVEDI&#8217; UNIVERSITARIO</strong> &#8211; &#8220;Non ero a conoscenza del fatto che ci fosse un giorno infrasettimanale in cui a L&#8217;Aquila gli studenti escono e bivaccano. Le prime volte che sono uscito ho notato qualcosa di particolare: vedevo gli altri ragazzi che non erano matricole, bere, chiacchierare, divertirsi, in questo centro storico in cui molte vie erano chiuse e molti edifici erano pericolanti. Mi chiedevo: si sono abituati o fanno finta di niente? Riescono comunque a divertirsi? Poi ho capito che era l&#8217;abitudine&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;AQULA 2014-L&#8217;AQUILA 2019</strong> &#8211; &#8220;E&#8217; cambiata tantissimo L&#8217;Aquila, e&#8217; una citta&#8217; nuova rispetto a quando sono arrivato- ricorda Lorenzo-. Il centro storico, nelle due vie principali, e&#8217; quasi completamente ricostruito quindi queste cose non le noti piu&#8217;. Certo c&#8217;e&#8217; ancora molto da fare, ci sono pero&#8217; anche tante innovazioni, come il tunnel sotterraneo che e&#8217; stato costruito, al cui interno passeranno i principali servizi della citta&#8217; (acqua, luce e comunicazione). L&#8217;Aquila e&#8217; una citta&#8217; che ha saputo cogliere sotto un certo punto di vista&#8221;. &#8220;Se dovessi scegliere adesso la citta&#8217; in cui andare a studiare, verrei a L&#8217;Aquila di nuovo, perche&#8217; ho conosciuto l&#8217;Abruzzo che e&#8217; un territorio bellissimo, perche&#8217; sono a un&#8217;ora e mezzo da Pescara e da Roma, perche&#8217; questa citta&#8217; ha una storia fantastica e mi ha fatto fare delle belle esperienze, sotto ogni punto di vista- aggiunge- La consigliere agli altri studenti con la scusa che, siccome e&#8217; una citta&#8217; tranquilla non ti distrai tanto e concili piu&#8217; facilmente lo studio&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/05/terremoto-dal-salento-a-laquila-dopo-il-sisma-la-storia-di-lorenzo/">Terremoto: dal Salento a L&#8217;Aquila dopo il sisma. La storia di Lorenzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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