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	<title>macedonia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Migranti, Fabrizio Di Nucci fotoreporter NurPhoto racconta l&#8217;arresto in Macedonia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2016 18:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Di Nucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riportiamo integralmente il racconto del fotoreporter italiano Fabrizio Di Nucci, collaboratore dell&#8217;Agenzia NurPhoto, che è stato arrestato in Macedonia e in un commissariato di Gevgelija ha trascorso molte ore. Di Nucci è stato accusato di aver &#8220;attraversato illegalmente il confine&#8221;, al seguito dei profughi partiti dal campo greco di Idomeni. Per essere liberato ha dovuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/20/migranti-fotoreporter-lapresse-racconta-larresto-in-macedonia/">Migranti, Fabrizio Di Nucci fotoreporter NurPhoto racconta l&#8217;arresto in Macedonia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo integralmente il racconto del<strong> fotoreporter italiano Fabrizio Di Nucci, collaboratore dell&#8217;Agenzia NurPhoto,</strong> che è stato arrestato in <strong>Macedonia e in un commissariato di Gevgelija ha trascorso molte ore</strong>. <strong>Di Nucci è stato accusato di aver &#8220;attraversato illegalmente il confine&#8221;, al seguito dei profughi partiti dal campo greco di Idomeni</strong>. Per essere liberato ha dovuto pagare una multa di 260 euro, venendo bandito per sei mesi dalla Macedonia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&#8220;Il 14 marzo 2016</strong> è stato il giorno in cui facendo il mio lavoro, mi sono trovato per la prima volta ad essere arrestato in un territorio straniero, la Macedonia.</p>
<p><strong>Stavo seguendo insieme a molti colleghi da tutta l’Europa, quello che io ho definito un mini esodo.</strong> <strong>Dal campo di Idomeni in Grecia ci spostavamo verso il confine macedone</strong>. Eravamo tanti, per molti chilometri in strade che chiamare strade è un offesa alle strade vere. Salite, fango e montagne, questo il nostro percorso. Eravamo circondati da migliaia di rifugiati, che dentro molti zaini avevano chiuso le loro intere “case”. Chi a piedi, chi con due piedi e un bastone e chi con quattro rotelle. Abbiamo camminato tanto, fin quando abbiamo raggiunto il fiume <strong>Konska al confine tra Grecia e Macedonia</strong>. Attraversarlo non è stato facile, quello che doveva essere un “#safepassage” era in realtà una delle sfide più dure. Un fiume in piena che aveva la forza di cento uomini che ti spingono per farti cadere. Noi fotografi e giornalisti, dovevamo attraversarlo portando addosso solamente la nostra attrezzatura, un paio di chili al massimo ma lì c’erano famiglie intere che trasportavano le loro case, uomini con i loro bastoni e uomini con sedie a rotelle. I cento uomini non avevano pietà neanche di loro. E’ stato difficoltoso, ma ce l’abbiamo fatta tutti o quasi, so di 3 persone che hanno ceduto ai quei cento uomini.</p>
<p><a name="_GoBack"></a>Superato il fiume, il nostro scenario è cambiato, quello che fino a poco fa era solo un terreno marrone di fango, si era trasformato in un pianura verde e armoniosa, come se ci stesse dicendo che stavamo facendo bene e di continuare. E abbiamo continuato. Un chilometro ancora. Camminavamo e sulla destra c’era ad accompagnarci il muro, quel muro che divide per molti chilometri due intere nazioni, filo spinato e altezze. Poi, è sparito lui ma sono apparsi loro,<strong> militari dell’esercito macedone.</strong> Quella linea immaginaria l’avevamo passata, ma nessuno ci aveva avvisato, niente ce lo aveva mostrato e per loro eravamo illegalmente dentro il territorio. Presi, bloccati e spogliati delle nostre attrezzature. Il tempo di capire cosa avessimo sbagliato che già eravamo in stato di fermo, bloccati a solo 10 metri dalla Grecia e dall’Europa che ci lasciava la libertà di muoverci. Bagnati e infreddoliti, uomini e donne, giornalisti e volontari. “<em>Fermi qui, non chiamate, non scrivete, non fate nulla se non respirare!” “ Scusate ma perché? Non volevamo entrare illegalmente!” “Parla con lui non con me!</em>” e indicava il suo fucile, spingendolo in avanti, magari non l’avessimo capito. 10 minuti, poi mezz’ora, poi un’ora, poi finalmente hanno deciso di spostarci in una zona diversa. Mentre camminavamo abbiamo rincontrato tutti quei rifugiati che avevamo accompagnato in quella avventura. Erano seduti a terra, bloccati, non potevano far nulla. Ci scambiavamo sguardi, noi chiedevamo scusa perché non sapevamo che sarebbe andata a finire così, loro ci chiedevano aiuto. Neanche la possibilità di potergli lasciare dell’acqua che siamo stati allontanati da quegli uomini in mimetica con la bandiera di un sole splendente. Allontanati e portati alla stazione di polizia di Gevgelija su mezzi militari, neanche fossimo pericolosi criminali. Erano le 16.00. Nella stazione di polizia eravamo tanti, già molti erano stati portati lì e tanti altri ne sono arrivati. Consegniamo i passaporti, li rivedremo solo a tarda serata. Divisi in gruppi di 4/5 persone, incominciano a dirci di<strong> dover pagare questa multa di 15685 Dinari, più o meno 260€, per essere entrati illegalmente nel territorio.</strong> Sorge un altro problema, chi di noi gira con 260€ in tasca, come faremo a pagare?! La soluzione arriva direttamente dalla polizia macedone. Non c’è problema &#8211; ci dicono &#8211; Vi accompagniamo al bancomat, prelevate e pagate la multa. E così abbiamo fatto. Preleviamo e ci portano alla Western Union vicino la dogana, l’unica aperta alle 23 di sera e paghiamo. Torniamo nella stazione di polizia, ci fanno firmare un foglio scritto in macedone in cui confermavamo il nostro “reato” e ci rilasciano il foglio di via. In 24h dobbiamo lasciare il paese e per i prossimi 6 mesi non possiamo più tornare. Ora siamo liberi di andare.</p>
<p>In tutta questa storia credo che qualche diritto sia stato calpestato, qualcuno abbia fatto più di quello che poteva, ma ormai è inutile dirlo. Come disse Giulio Cesare attraversando il Rubicone “ Il dado è tratto” .</p>
<p><strong>Questa la storia del 14 marzo, che non ha fatto certo cambiare le nostre idee di giornalismo, vogliamo raccontare e vogliamo continuarlo a fare nonostante le nostre tasche siano più leggere. La passione che ci spinge è più forte di quei cento uomini, la determinazione è più forte di un ariete che sfonda porte.</strong> Lavorando da freelance se non hai passione e determinazione, sei finito. Non si lavora per diventare ricchi. Ricchi ci si diventa se gratti il giusto Gratta e Vinci. Si fa per<strong> dare voce a quelle migliaia di persone che hanno perso la voce a forza di urlare i loro diritti al mondo, ma il mondo sta diventando sordo. Le foto, le riprese e gli articoli sono la loro voce.</strong> Più foto, riprese e articoli ci sono e più si sta urlando e bisogna urlare se vogliamo che tutto il mondo ascolti.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-91243" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-300x201.jpg" alt="migranti bimbi" width="300" height="201" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-300x201.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-131x88.jpg 131w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-768x514.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-400x268.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-468x313.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi-150x100.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2016/03/migranti-bimbi.jpg 913w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Domani è già tempo di ripartire, dobbiamo continuare ad urlare.</p>
<p align="RIGHT">Fabrizio Di Nucci</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/20/migranti-fotoreporter-lapresse-racconta-larresto-in-macedonia/">Migranti, Fabrizio Di Nucci fotoreporter NurPhoto racconta l&#8217;arresto in Macedonia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Macedonia: arrestati 3 fotoreporter di NurPhoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2016 20:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La polizia macedone ha arrestato un gruppo di circa 40 giornalisti europei tra cui anche Fabrizio Di Nucci (ITALIA), Kostis Ntantamis (GRECIA) e Markus Heine (GERMANIA) dell’Agenzia NurPhoto ( http://www.nurphoto.com ), al confine per &#8220;ingresso illegale&#8221; al seguito dei migranti che hanno attraversato senza autorizzazione la frontiera con la Grecia. I reporter dovranno pagare una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/14/91039/">Macedonia: arrestati 3 fotoreporter di NurPhoto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La polizia macedone ha arrestato un gruppo di circa 40 giornalisti europei</strong> tra cui anche <strong>Fabrizio Di Nucci</strong> (ITALIA),<strong> Kostis Ntantamis</strong> (GRECIA) e<strong> Markus Heine</strong> (GERMANIA) dell’<strong>Agenzia NurPhoto</strong> ( http://www.nurphoto.com ),<strong> al confine per &#8220;ingresso illegale&#8221; al seguito dei migranti</strong> che hanno attraversato senza autorizzazione la frontiera con la Grecia.</p>
<p>I reporter dovranno pagare una multa di 260 euro e hanno ricevuto il foglio di via che li obbliga a lasciare il Paese entro 24 ore.</p>
<p>“Stavamo seguendo i rifugiati che attraversavano il confine. Oltrepassato un fiume, abbiamo continuato a camminare e all’improvviso l’esercito macedone ci ha preso e ci ha bloccato, dicendoci che eravamo entrati illegalmente”, racconta Fabrizio Di Nucci.<br />
Secondo il fotoreporter, “la strategia è stata studiata a tavolino, poichè, prenderanno 260€ (euro) per ogni persona fermata. Chi ha già pagato – prosegue Di Nucci &#8211; non riesce ad andare via perchè non gli ridanno il passaporto. Siamo quì dalle 16 e fino ad ora nessuno è riuscito a lasciare il commissariato”.</p>
<p>&#8212;-</p>
<p><strong>NurPhoto &#8211;</strong> Punto di riferimento per la fotografia di qualità. NurPhoto propone circa 500 foto al giorno in formato digitale sui principali avvenimenti di cronaca, politica, economia, sport e spettacolo nel mondo. Il compito dell&#8217;agenzia fotogiornalistica NurPhoto (http://www.nurphoto.com) è quello di dare luce alle storie, ai luoghi e agli eventi capaci di interessare lo spettatore, di far nascere domande anzichè suggerire risposte; una fotografia che indaghi la condizione umana non inquadrando solo gli aspetti denigranti, drammatici e spettacolarizzati; ma che neanche ricerchi forzatamente il bello.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/14/91039/">Macedonia: arrestati 3 fotoreporter di NurPhoto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Macedonia apre la frontiera serba a 8.000 profughi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 09:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine la Macedonia ha aperto la frontiera ai profughi, prevalentemente siriani, che stanno arrivando massicciamente in Serbia. Sono tra i 6000 e gli 8000 i profughi accolti da ieri sera nel centro di accoglienza di Presevo, nel sud della Serbia. Lo rende noto Ahmet Halimi, segretario della croce rossa locale. I profughi, provenienti dal [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/macedonia-apre-la-frontiera-serba-a-8-000-profughi/">Macedonia apre la frontiera serba a 8.000 profughi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine <strong>la Macedonia ha aperto la frontiera ai profughi</strong>, prevalentemente siriani, che stanno arrivando massicciamente in Serbia. <strong>Sono tra i 6000 e gli 8000 i profughi accolti da ieri sera nel centro di accoglienza di Presevo, nel sud della Serbia. </strong>Lo rende noto <strong>Ahmet Halimi</strong>, segretario della croce rossa locale. I profughi, provenienti dal Medio Oriente per la gran parte siriani, sono entrati in Serbia dalla Macedonia, ammassandosi nel cittadina frontaliera Miratovac dove, secondo quanto riferisce la tv pubblica serba RTS, sono stati forniti loro cibo e un riparo dal tempo inclemente di queste ore. Da Miratovac, dopo essere stati rifocillati, gli immigrati vengono trasferiti in pullman nella vicina Presevo, dove la polizia consegna loro documenti di viaggio e li fa poi salire su altri bus, diretti verso il confine con l&#8217;Ungheria. Tra loro ci sono numerosi bambini e donne incinte.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo lavorato tutta la notta per accoglierli </em>&#8211; ha detto Halimi &#8211; <em>e continuano ad arrivare&#8221;.</em> Giovedi&#8217; la Macedonia aveva dichiarato lo stato di emergenza e aveva chiuso le sue frontiere meridionali. Dopo scene di disperazione e scontri le autorita&#8217; di Skopje avevano annunciato l&#8217;autorizzazione di ingressi contingentati, ma ieri gli sbarramenti al confine erano crollati sotto la spinta della massa umana di profughi. Stamattina gli immigrati hanno continuato a transitare senza essere contrastati dalle forze di sicurezza macedoni.</p>
<p>Sempre stamane sono sbarcati nel porto ateniese del Pireo i quasi 2.500 immigrati raccolti dal traghetto <em>&#8220;Eleftheros Venizelos&#8221;</em> nelle isole greche dell&#8217;Egeo meridionale , dove erano giunti con imbarcazioni di fortuna dalla vicina Turchia. Secondo la Guardia Costiera greca si tratta complessivamente di <strong>2.446 persone</strong>. L&#8217;agenzia greca Amna ha affermato che sono stati predisposti autobus per trasferire subito gli immigrati nelle piu&#8217; vicine stazioni della metropolitana, da dove potranno raggiungere la stazione ferroviaria e prendere i treni per il confine con la Macedonia.</p>
<p>Intanto nella giornata di ieri sono stati salvati circa <strong>4.400 migranti in 22 diverse operazioni di salvataggio</strong>. A fare il bilancio e&#8217; stata oggi la Guardia Costiera che ha gestito le numerose richieste di soccorso pervenute alla sua Centrale operativa del ministero delle infrastrutture e dei trasporti a Roma. I profughi erano a bordo di gommoni e barconi in difficolta&#8217;, raggiunti al largo delle coste libiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/24/macedonia-apre-la-frontiera-serba-a-8-000-profughi/">Macedonia apre la frontiera serba a 8.000 profughi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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