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	<title>made in italy Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Poste Italiane emette sei francobolli per le eccellenze del Made in Italy</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/09/04/poste-italiane-emessi-sei-francobolli-dedicati-alle-eccellenze-del-made-in-italy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 07:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze italiane]]></category>
		<category><![CDATA[emissione filatelica]]></category>
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		<category><![CDATA[saquella caffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poste Italiane emette sei francobolli dedicati a Birra Forst, Ferrero e altre eccellenze del Made in Italy, inclusa Saquella Caffè.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/09/04/poste-italiane-emessi-sei-francobolli-dedicati-alle-eccellenze-del-made-in-italy/">Poste Italiane emette sei francobolli per le eccellenze del Made in Italy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dato il via libera all&#8217;emissione di una nuova serie filatelica composta da sei francobolli ordinari. La raccolta, dedicata alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, celebra alcune delle realtà imprenditoriali più rappresentative del panorama nazionale. L&#8217;iniziativa, gestita da Poste Italiane, mira a valorizzare la qualità, la tradizione e l&#8217;innovazione che caratterizzano il prodotto italiano nel mondo.</p>
<p>I sei marchi selezionati per questa edizione sono Birra Forst, Eureka Macinacaffè, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè. Ogni francobollo riporta la scritta “ITALIA” e l&#8217;indicazione tariffaria “B”, con una tiratura che varia tra i 180.000 e i 225.000 esemplari a seconda del soggetto raffigurato. Le carte valori sono state stampate dall&#8217;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p. A. Particolare attenzione è stata riservata al francobollo dedicato a Saquella Caffè, azienda abruzzese fondata a Pescara nel 1856.</p>
<p>Il bozzetto, realizzato da Studio Idee Materia S. r. l., raffigura il logo storico rivisitato, accompagnandolo dalla dicitura “TORREFATTORI IN PESCARA” e dall&#8217;anno di fondazione per sottolineare il legame con il territorio. Per le sei emissioni sono state predisposte cartelle filateliche complete di cartoline affrancate, buste primo giorno di emissione, tessere e bollettini illustrativi. Gli annulli primo giorno di emissione sono disponibili presso lo sportello filatelico dell&#8217;ufficio postale di Roma V.R. (00187) in Piazza di San Silvestro, 19. I collezionisti possono acquistare i francobolli e i prodotti correlati presso gli uffici postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” e sul sito filatelia.poste. it. In Abruzzo, i punti vendita attivi sono 14, distribuiti tra L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Castel di Sangro, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara, Montesilvano, Penne, Teramo, Giulianova e Roseto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/09/04/poste-italiane-emessi-sei-francobolli-dedicati-alle-eccellenze-del-made-in-italy/">Poste Italiane emette sei francobolli per le eccellenze del Made in Italy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Microlino, dalla fabbrica di Torino esce la vettura numero 5000</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/microlino-celebra-la-produzione-della-5000esima-vettura-un-opera-artigianale-made-in-italy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[amfi]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato italiano]]></category>
		<category><![CDATA[la loggia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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		<category><![CDATA[mobilita elettrica]]></category>
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		<category><![CDATA[torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esce dallo stabilimento AMFI di Torino la Microlino numero 5000, un esemplare one-off realizzato artigianalmente che celebra il Made in Italy.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/07/21/microlino-celebra-la-produzione-della-5000esima-vettura-un-opera-artigianale-made-in-italy/">Microlino, dalla fabbrica di Torino esce la vettura numero 5000</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Lo stabilimento AMFI di La Loggia, in provincia di Torino, ha segnato un traguardo significativo per la produzione di Microlino: è uscita dal nastro trasportatore la vettura numero 5000. Si tratta di un esemplare one-off, realizzato su ordine speciale e caratterizzato da una finitura artigianale che celebra la tradizione manifatturiera italiana. La carrozzeria presenta una livrea Matt Bronze Cashmere, mentre gli interni sono rivestiti con pelle Mastrotto e Alcantara, completati da cuciture firmate da Creazioni La Selleria.</p>
<p>Oliver Ouboter, co-fondatore dell&#8217;azienda, ha sottolineato come questa realizzazione confermi la convinzione che il Piemonte offra competenze artigianali e catene di fornitura uniche al mondo. Per il manager, la scelta di mantenere la produzione a Torino non è solo una questione affettiva, ma una strategia industriale necessaria per garantire un servizio sartoriale personalizzato che sarebbe difficile replicare in altri contesti produttivi. La vettura n.</p>
<p>5000 rappresenta, secondo quanto dichiarato, un&#8217;opera di alta artigianalità che testimonia la flessibilità della filiera piemontese e il ruolo di AMFI come hub europeo per la mobilità elettrica leggera. L&#8217;iniziativa evidenzia la capacità del territorio di supportare collaborazioni internazionali mantenendo elevati standard di qualità e personalizzazione.</p>
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		<title>DOC Pharma celebra 30 anni e rilancia il ruolo del farmaco equivalente</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/26/farmaci-equivalenti-e-sostenibilita-del-ssn-doc-pharma-celebra-30-anni-del-farmaco-generic/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 17:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[doc pharma]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco equivalente]]></category>
		<category><![CDATA[filiera farmaceutica]]></category>
		<category><![CDATA[generici]]></category>
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		<category><![CDATA[riccardo zagaria]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilita sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DOC Pharma celebra 30 anni: dall’impegno sui farmaci equivalenti alla strategia per rafforzare filiera e sostenibilità del SSN.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/26/farmaci-equivalenti-e-sostenibilita-del-ssn-doc-pharma-celebra-30-anni-del-farmaco-generic/">DOC Pharma celebra 30 anni e rilancia il ruolo del farmaco equivalente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>DOC Pharma ha celebrato a Roma i 30 anni dalla propria fondazione ripercorrendo il ruolo assunto dal farmaco equivalente nel sistema sanitario nazionale e delineando le strategie per il futuro. L’incontro ha posto al centro il tema dell’accesso alle cure, la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione di una filiera produttiva italiana ed europea.</p>
<p>Fondata nel 1996, l’azienda si è sviluppata parallelamente all’ingresso dei farmaci equivalenti in Italia; secondo la ricostruzione presentata durante l’evento, in trent’anni i generici hanno contribuito a estendere l’accesso ai farmaci e a contenere la spesa sanitaria, consentendo di liberare risorse per innovazione e assistenza.</p>
<p>La filiera produttiva è stata descritta come fortemente radicata in Italia e in Europa: il 70% delle forniture proviene da 48 siti produttivi italiani, il 28% da 61 siti europei e il 2% da 11 siti extra-europei. Questo modello è stato indicato come elemento chiave per garantire qualità, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità terapeutica sul territorio nazionale.</p>
<p>Sul piano economico, nel 2025 DOC Pharma ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro. L’azienda è stata collocata come seconda per fatturato nel mercato dei farmaci equivalenti in Italia e quinta nel canale retail nazionale. Il portafoglio prodotti resta composto per il 70% da farmaci equivalenti e per il 30% da prodotti branded e OTC.</p>
<p>Negli ultimi anni l’impresa ha cambiato denominazione, da DOC Generici a DOC Pharma, segnalando un ampliamento dell’ambito di attività senza abbandonare il farmaco equivalente come nucleo della propria identità. L’orientamento dichiarato è quello di consolidare la posizione come piattaforma farmaceutica italiana, estendendo competenze e presenza in nuove aree terapeutiche.</p>
<p>“In questi trent’anni il farmaco equivalente ha dimostrato di essere una leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale” – sottolinea Riccardo Zagaria, CEO DOC Pharma – “Non parliamo soltanto di un tema di prezzo, ma della possibilità concreta di garantire a più cittadini l’accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando al tempo stesso risorse per l’innovazione e per la presa in carico dei nuovi bisogni di salute. DOC Pharma ha contribuito a far crescere nel Paese una cultura sul farmaco equivalente fondata su fiducia, responsabilità e qualità, fino a rappresentare oggi un modello d’eccellenza del ‘Made in Italy’ farmaceutico. Oggi il tema della filiera è altrettanto centrale: poter contare su una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa significa rafforzare qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti. Il passaggio da DOC Generici a DOC Pharma racconta proprio questa evoluzione: il farmaco equivalente resta il cuore della nostra identità, ma quella stessa cultura dell’accesso ci guida oggi verso un perimetro più ampio, con l’obiettivo di continuare a generare valore per i pazienti, i professionisti sanitari e l’intero sistema salute”.</p>
<p>I rappresentanti aziendali hanno collegato la crescita e la trasformazione dell’impresa alle sfide demografiche e cliniche contemporanee, come l’invecchiamento della popolazione e la diffusione delle patologie croniche, sottolineando il ruolo dei farmaci equivalenti nella garanzia della continuità terapeutica in un contesto di risorse finite.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/26/farmaci-equivalenti-e-sostenibilita-del-ssn-doc-pharma-celebra-30-anni-del-farmaco-generic/">DOC Pharma celebra 30 anni e rilancia il ruolo del farmaco equivalente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Tappa abruzzese per l&#8217;Amerigo Vespucci: Ortona accoglie la nave scuola della Marina Militare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/24/tappa-abruzzese-per-lamerigo-vespucci-ortona-accoglie-la-nave-scuola-della-marina-militare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 17:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Amerigo Vespucci]]></category>
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		<category><![CDATA[Villaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ortona si appresta a ospitare la prestigiosa nave scuola Amerigo Vespucci dal 4 al 6 aprile, rappresentando la quarta tappa del suo tour nel Mediterraneo. Dopo un imponente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/24/tappa-abruzzese-per-lamerigo-vespucci-ortona-accoglie-la-nave-scuola-della-marina-militare/">Tappa abruzzese per l&#8217;Amerigo Vespucci: Ortona accoglie la nave scuola della Marina Militare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ortona si appresta a ospitare la prestigiosa nave scuola Amerigo Vespucci dal 4 al 6 aprile, rappresentando la quarta tappa del suo tour nel Mediterraneo. Dopo un imponente giro del mondo, durante il quale ha toccato 35 porti e percorso oltre 46.000 miglia, il veliero ritorna in Italia portando con sé il Villaggio IN Italia, un&#8217;iniziativa del ministro della Difesa Guido Crosetto. Questo progetto, che coinvolge 12 ministeri, mira a celebrare e promuovere le eccellenze del Made in Italy in ambiti quali cultura, storia, innovazione, gastronomia, scienza, ricerca, tecnologia e industria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la sua circumnavigazione globale, l&#8217;Amerigo Vespucci ha attirato oltre 400.000 visitatori, diffondendo il valore dell&#8217;italianità nei cinque continenti. A Ortona, le visite alla nave e al Villaggio saranno possibili il 4 e 5 aprile, previa prenotazione attraverso il sito ufficiale <a href="http://www.tourvespucci.it">www.tourvespucci.it</a>. Le prenotazioni saranno annunciate sui canali social del Tour Vespucci, con la possibilità per ogni utente di prenotare fino a quattro ingressi. Al termine della procedura online, sarà rilasciato un QR code, necessario per accedere all&#8217;evento nella fascia oraria prenotata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/03/24/tappa-abruzzese-per-lamerigo-vespucci-ortona-accoglie-la-nave-scuola-della-marina-militare/">Tappa abruzzese per l&#8217;Amerigo Vespucci: Ortona accoglie la nave scuola della Marina Militare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Xylella: addio a 6 bottiglie olio made in Made in Italy su 10</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/20/xylella-addio-a-6-bottiglie-olio-made-in-made-in-italy-su-10/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono aumentate del 7,5% le importazioni di olio extravergine di oliva in Italia provenienti per quasi ¾ dalla Spagna. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/20/xylella-addio-a-6-bottiglie-olio-made-in-made-in-italy-su-10/">Xylella: addio a 6 bottiglie olio made in Made in Italy su 10</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aumentate del 7,5% le importazioni di olio extravergine di oliva in Italia provenienti per quasi ¾ dalla Spagna. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del sopraluogo aereo effettuato dal presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e dal ministro delle Politiche Agricole, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio in elicottero nell&#8217;area infetta da Xylella, per verificare dall&#8217;alto la strage di ulivi che ha cambiato il volto e il paesaggio del Salento. Nel 2019 si dice addio a 6 bottiglie di extravergine Made in Italy su 10 sugli scaffali dei supermercati per effetto del crollo del 57% della produzione che scende ad appena 185 milioni di chili, secondo l&#8217;analisi della Coldiretti. Per la prima volta nella storia la produzione nazionale e&#8217; inferiore a quella di Grecia e Marocco, si avvicina a quella della Turchia mentre la Spagna allunga la distanza con ben 1,6 miliardi di chili e raggiunge un quantitativo quasi 9 volte superiore. Senza interventi strutturali l&#8217;Italia rischia di perdere per sempre la possibilita&#8217; di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull&#8217;economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. &#8220;In questo scenario per rimanere competitivi e non essere condannati all&#8217;irrilevanza in un settore fondamentale per il Made in Italy deve partire al piu&#8217; presto il Piano olivicolo nazionale per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, anche per realizzare nuovi impianti, cosi&#8217; come e&#8217; stato fatto da altri Paesi nostri concorrenti&#8221;, cosi&#8217; il presidente della Coldiretti Ettore Prandini sottolineando &#8220;l&#8217;importanza degli interventi contenuti nel decreto emergenze proposto dal ministro dell&#8217;agricoltura Centinaio dopo i ritardi accumulati da anni&#8221;.</p>
<p>Si tratta di &#8220;un&#8217;esigenza per recuperare il pesante deficit italiano potenziando &#8211; afferma Prandini &#8211; una filiera che coinvolge oltre 400 mila aziende agricole specializzate in Italia e che puo&#8217; contare sul maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp) con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varieta&#8217; di olive, il piu&#8217; vasto tesoro di biodiversita&#8217; del mondo&#8221;. In questa situazione aumenta il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori. Il consiglio di Coldiretti per non cadere nelle trappole del mercato e scegliere Made in Italy e&#8217; quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con piu&#8217; attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui e&#8217; esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove e&#8217; possibile assaggiare l&#8217;olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive. &#8220;Nel contratto che abbiamo presentato ai candidati all&#8217;Europarlamento nelle prossime elezioni insieme al sostegno finanziario alla Politica agricola (Pac) abbiamo posto la questione dell&#8217;etichettatura di origine che deve essere obbligatoria e ben visibile nelle confezioni &#8211; ha affermato Prandini &#8211; E&#8217; arrivata una sentenza storica del Consiglio di Stato, il cui pronunciamento e&#8217; stato sollecitato proprio dalla Coldiretti, che invita l&#8217;Amministrazione a rendere noti i nomi ed i marchi delle aziende che importano prodotti agricoli dall&#8217;estero per poi confezionarli come italiani. E negli accordi commerciali dell&#8217;Unione Europea &#8211; conclude Prandini &#8211; dobbiamo garantire che i prodotti importati in Europa rispettino quelle garanzie di sostenibilita&#8217; e salubrita&#8217; che sono richieste ai prodotti fatti nell&#8217;Ue ma abbiamo anche chiesto di arginare iniziative come quella dell&#8217;etichetta a semaforo inglese che mettono il bollino rosso sull&#8217;extravergine e quello verde su bevande gassate di cui non si conosce neanche la ricetta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/20/xylella-addio-a-6-bottiglie-olio-made-in-made-in-italy-su-10/">Xylella: addio a 6 bottiglie olio made in Made in Italy su 10</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cibo: dopo i piatti global ritornano i piatti della nonna</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/03/18/cibo-dopo-i-piatti-global-ritornano-i-piatti-della-nonna/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 18:19:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo anni di piatti global, fusion, molecolari e futuristi si assiste ad uno storico ritorno dei piatti della nonna che seguono le stagioni, rispettano il clima e l&#8217;ambiente,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/18/cibo-dopo-i-piatti-global-ritornano-i-piatti-della-nonna/">Cibo: dopo i piatti global ritornano i piatti della nonna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di piatti global, fusion, molecolari e futuristi si assiste ad uno storico ritorno dei piatti della nonna che seguono le stagioni, rispettano il clima e l&#8217;ambiente, non sprecano, recuperano prodotti antichi, aiutano il presidio del territorio e valorizzano il Made in Italy. Un cambiamento al centro della giornata nazionale della cucina contadina nel primo giorno di primavera che si svolge a Roma il prossimo Venerdi 22 marzo dalle ore 9,30 al Centro Congressi Rospigliosi in via XXIV Maggio 43 a Roma, nell&#8217;ambito dell&#8217;Assemblea nazionale di Terranostra, l&#8217;Associazione Agrituristica di Campagna Amica. Sara&#8217; presentato lo studio Coldiretti/Censis sulla svolta epocale in atto in cucina, a casa e nei ristoranti, dove si assiste ad una crescente domanda di semplicita&#8217; e trasparenza. n&#8217;alternativa anche al dilagare della cucina etnica, con gli agrichef, i cuochi contadini, che utilizzano i prodotti della propria azienda agricola, che si metteranno al lavoro per &#8220;sfidarsi&#8221; con ricette eroiche, green, che riciclano, salvano i prodotti dall&#8217;estinzione, utilizzano erbe spontanee e prodotti rari custoditi da generazioni nelle campagne delle diverse regioni italiane.</p>
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		<title>Cibo: la mappa sulle delizie italiane preferite all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 18:53:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fama del cibo italiano nel mondo e&#8217; nota, ma pochi sanno che il Portogallo ama particolarmente il cioccolato Made in Italy, la Cina i gelati, la Russia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/04/cibo-la-mappa-sulle-delizie-italiane-preferite-allestero/">Cibo: la mappa sulle delizie italiane preferite all&#8217;estero</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La fama del cibo italiano nel mondo e&#8217; nota, ma pochi sanno che il Portogallo ama particolarmente il cioccolato Made in Italy, la Cina i gelati, la Russia le bevande, gli Usa l&#8217;olio, l&#8217;Austria i cereali e la Spagna il pesce. A mappare le destinazioni delle delizie del Belpaese nel globo, piu&#8217; tecnicamente i mercati di sbocco del nostro export per il settore e i prodotti preferiti a seconda delle nazioni, e&#8217; la ricerca &#8220;L&#8217;agroalimentare italiano nel mondo&#8221;, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi con Promos, azienda speciale della Camera di commercio per le Attivita&#8217; Internazionali. Stando allo studio Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Spagna concentrano la meta&#8217; delle esportazioni agroalimentari dell&#8217;Italia nel mondo, che valgono 40,2 miliardi di euro all&#8217;anno e crescono del 5,5%. Tutte le principali destinazioni sono in crescita, in particolare la Spagna con 1,6 miliardi (+13,3%) che supera quest&#8217;anno la Svizzera. Prima la Germania (+2,5%) seguita da Francia (+8,1%), Stati Uniti (+4,9%) e Regno Unito (+2,7%). In forte crescita la Russia 17esima (+23,8%) e la Cina 20esima (+14,8%). Ma i prodotti alimentari &#8220;Made in Italy&#8221; raggiungono anche Canada (11esimo), Giappone (12esimo), Australia (16esima).</p>
<p>Se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti eccellono per vini, acque minerali e oli, la Spagna per pesce fresco, le Filippine e la Grecia per alimenti per animali. L&#8217;Austria e&#8217; al secondo posto per cereali e riso, il Regno Unito per frutta e ortaggi lavorati e conservati. In forte crescita la Russia per bevande (+46%), alimenti per animali (+51%), il Portogallo per cioccolato, caffe&#8217; e spezie (+57%), la Turchia per granaglie (+63%), l&#8217;Algeria per oli (+128%), Hong Kong per carni (+30%), l&#8217;Albania per pesci lavorati e conservati (+33%), Giappone e Cina per gelati (rispettivamente: +57%, +46,1%). Numeri che emergono da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat per gli anni 2016 e 2015. I prodotti &#8220;Made in Italy&#8221; piu&#8217; esportati sono cioccolato, te&#8217;, caffe&#8217;, spezie e piatti pronti con 6,7 miliardi di euro (+8,6%), seguiti dai vini con sei miliardi circa (+6,4%), vengono poi pane, pasta e farinacei con 3,7 miliardi (+4,2%) ma anche prodotti non lavorati da colture permanenti (tra cui uva, agrumi) con 3,5 miliardi (+4,2%), frutta e ortaggi lavorati e conservati con 3,4 miliardi (+0,9%). Gli aumenti piu&#8217; consistenti si registrano per pane e prodotti di pasticceria con 714 milioni (+10,8%), prodotti lattiero-caseari che superano i 3,2 miliardi (+10,4%), acque minerali con 983 milioni (+9,7%), prodotti per l&#8217;alimentazione degli animali con 681 milioni (+9,3%).</p>
<p>Classificando le citta&#8217; maggiormente esportatrici di agroalimentare italiano la prima e&#8217; Verona con 3 miliardi di euro circa, seguono Cuneo con 2,8 miliardi e Parma con 1,7 miliardi. Milano e&#8217; quarta con 1,5 miliardi, il 4% del totale, +6,5%. Bolzano e&#8217; quinta, Salerno sesta e Modena settima. Tra le prime venti posizioni la maggiore crescita ad Alessandria (+28,3%), Mantova (+17,5%) e Ravenna (+12,6%). I numeri mostrano inoltre che la Lombardia, con 6,4 miliardi di export, rappresenta circa un sesto del totale italiano. Oltre a Milano, quarta in Italia, tra le prime 20 ci sono anche Bergamo 12esima e Mantova 14esima (era 18esima lo scorso anno). A crescere di piu&#8217; sono Lodi (+34,1%), Monza e Brianza (+19,1%), Mantova (+17,5%) e Cremona (+15,2%). Como leader italiana in pesci, crostacei lavorati e conservati (32,1%, +10,8%) con Brescia decima e Milano 19esima, Lodi prima per prodotti lattiero-caseari dove rappresenta il 9% del totale nazionale, +40,6% con Mantova treza, Cremona sesta, Brescia settima, Bergamo nona e Milano 15esima. Pavia eccelle invece per granaglie, amidi e prodotti amidacei (16% nazionale), Milano e&#8217; seconda per prodotti da forno e terza per cioccolata, caffe&#8217; e spezie.</p>
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		<title>Ue, Coldiretti: &#8220;Occasione persa per etichetta  made in Italy&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 20:14:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione Europea ha perso l&#8217;occasione per combattere il fake a tavola con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l&#8217;origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti come&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/16/ue-coldiretti-occasione-persa-per-etichetta-made-in-italy/">Ue, Coldiretti: &#8220;Occasione persa per etichetta  made in Italy&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Europea ha perso l&#8217;occasione per combattere il fake a tavola con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l&#8217;origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini europei e l&#8217;82% degli italiani, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento al regolamento esecutivo approvato dal Comitato tecnico in riferimento al regolamento (UE) n. 1169/2011, che entrera&#8217; in vigore nell&#8217;aprile 2020. Pronunciandosi a favore dell&#8217;etichettatura di origine rimessa, di fatto, all&#8217;arbitraria decisione degli operatori alimentari, ancora una volta la Commissione &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; ha scelto un compromesso al ribasso che favorisce gli inganni e impedisce scelte di acquisto consapevoli per i consumatori europei. In sostanza, la scelta volontaria di etichettatura lascia spazio a margini di incertezza interpretativa costituendo l&#8217;occasione per promuovere molteplici contenziosi e ridurre le aspettative di trasparenza dei consumatori. Grazie all&#8217;azione di Coldiretti l&#8217;Italia si e&#8217; dotata di una legislazione nazionale di avanguardia che sara&#8217; peraltro rafforzata a partire dal 9 maggio dal nuovo decreto legislativo sulle sanzioni che prevede multe da 2 mila a 16 mila euro in caso di mancata indicazione dell&#8217;origine. Le norme italiane, che prevedono l&#8217;obbligo di indicare l&#8217;origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, riso e nei derivati pomodoro, si aggiungono a quelle europee dove &#8211; continua la Coldiretti &#8211; il percorso di trasparenza e&#8217; iniziato dalla carne bovina dopo l&#8217;emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 e&#8217; d&#8217;obbligo indicare varieta&#8217;, qualita&#8217; e provenienza nell&#8217;ortofrutta fresca, al primo gennaio 2004 c&#8217;e&#8217; il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l&#8217;obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele e&#8217; stato raccolto. Un percorso scelto anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania e per ultimo anche dalla Spagna che, come l&#8217;Italia, hanno adottato norme nazionali per garantire la trasparenza dell&#8217;informazione in etichetta. Nei due anni che mancano all&#8217;entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario la Coldiretti si impegna a dare battaglia con l&#8217;avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell&#8217;Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l&#8217;economia, bloccare le speculazioni e difendere l&#8217;agricoltura italiana. La raccolta di firme e&#8217; stata avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers&#8217; market d&#8217;Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it ma sono previste anche iniziative lungo tutta la Penisola.</p>
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		<title>Russia: con sanzioni Italia perde 3 mld/anno di export</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2018 18:19:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Le esportazioni Made in Italy in Russia sono state di poco inferiori a 8 miliardi nel 2017, circa 3 miliardi in meno del 2013, l&#8217;anno precedente all&#8217;introduzione delle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/02/russia-con-sanzioni-italia-perde-3-mld-anno-di-export/">Russia: con sanzioni Italia perde 3 mld/anno di export</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le esportazioni Made in Italy in Russia sono state di poco inferiori a 8 miliardi nel 2017, circa 3 miliardi in meno del 2013, l&#8217;anno precedente all&#8217;introduzione delle sanzioni&#8221;. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla possibile ripresa del dialogo con l&#8217;invito di Donald Trump a Vladimir Putin per un summit Usa-Russia alla Casa Bianca. A seguito delle sanzioni decise dall&#8217;Occidente nei confronti della Russia per la guerra in Ucraina, il leader del Cremlino ha deciso &#8211; ricorda la Coldiretti &#8211; l&#8217;embargo totale per una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all&#8217;ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014, piu&#8217; volte rinnovato. &#8220;Il risultato- precisa l&#8217;associazione agricola- e&#8217; stato che per questi prodotti agroalimentari le spedizioni italiane in Russia sono state completamente azzerate&#8221;. Un blocco &#8220;dannoso per l&#8217;Italia&#8221; anche perche&#8217; al divieto di accesso a questi prodotti &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; si sono aggiunte le tensioni commerciali &#8220;che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all&#8217;arredamento&#8221;. Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si sommano poi &#8220;quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione&#8221; che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. &#8220;Ora la ripresa del dialogo e&#8217; importante- conclude l&#8217;associazione agricola- per sostenere l&#8217;inversione di tendenza negli scambi commerciali che ha portato nel primo bimestre del 2018 ad un aumento del 6,6% delle esportazioni italiane nel Paese di Putin&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/02/russia-con-sanzioni-italia-perde-3-mld-anno-di-export/">Russia: con sanzioni Italia perde 3 mld/anno di export</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Pasta Abruzzo, con etichetta più valore al Made in Italy</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/03/29/pasta-abruzzo-con-etichetta-piu-valore-al-made-in-italy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 17:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello del 2018 sarà il primo raccolto di grano abruzzese usato per una pasta veramente made in Italy. A dirlo è Coldiretti Abruzzo, che ricorda che sono già&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/29/pasta-abruzzo-con-etichetta-piu-valore-al-made-in-italy/">Pasta Abruzzo, con etichetta più valore al Made in Italy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello del 2018 sarà il primo raccolto di grano abruzzese usato per una pasta veramente made in Italy. A dirlo è Coldiretti Abruzzo, che ricorda che sono già in commercio le confezioni di pasta secca prodotte in Italia che, per legge, devono vedere obbligatoriamente indicati in etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura. “Una vittoria applaudita dal 96% dei consumatori che, attraverso diverse consultazioni pubbliche, hanno più volte richiesto in passato che in etichetta venisse scritta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti e che spinge ora molti pastifici a rivolgersi alla produzione nazionale – dice Coldiretti Abruzzo – anche l’Abruzzo beneficerà direttamente della norma entrata in vigore a febbraio. A beneficiarne saranno circa 20mila cerealicoltori abruzzesi che coltivano grano su una superficie di circa 87 mila ettari di cui circa 34mila a grano duro per una produzione di 1.400.000 quintali di frumento e un valore di circa 35milioni di euro”.</p>
<p>“L’auspicio ora – aggiunge Coldiretti Abruzzo – è che il grano abruzzese venga valorizzato nella filiera del grano duro italiano e retribuito adeguatamente come meritano i cerealicoltori italiani che continuano a scommettere su un settore storico ed importantissimo per tradizione ed economia che altrimenti andrebbe a scomparire”.</p>
<p>Coldiretti Abruzzo ricorda inoltre che l’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Da aprile è in vigore l’etichettatura d’origine per latte e derivati. Dopo pasta, riso e pomodoro resta però ancora da etichettare con l’indicazione dell’origine 1/4 della spesa alimentare degli italiani dai salumi ai succhi di frutta, dalle confetture al pane, fino alla carne di coniglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/29/pasta-abruzzo-con-etichetta-piu-valore-al-made-in-italy/">Pasta Abruzzo, con etichetta più valore al Made in Italy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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