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	<title>malattie infettive Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Covid. Galli: &#8220;No a chiusure parziali, virus continua a diffondersi&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/02/25/covid-galli-no-a-chiusure-parziali-virus-continua-a-diffondersi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 17:50:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il sistema a colori non ha funzionato, cosi&#8217; come le chiusure parziali. Il virus sta infatti continuando a diffondersi, facendo le sue danze, per questo mi preoccupa la situazione di Brescia e di Perugia&#8221;. Lo ha detto il professore Massimo Galli, primario di malattie infettive dell&#8217;ospedale Sacco di Milano, intervenendo a Skytg24. &#8220;Tutti devono imparare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/02/25/covid-galli-no-a-chiusure-parziali-virus-continua-a-diffondersi/">Covid. Galli: &#8220;No a chiusure parziali, virus continua a diffondersi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il sistema a colori non ha funzionato, cosi&#8217; come le chiusure parziali. Il virus sta infatti continuando a diffondersi, facendo le sue danze, per questo mi preoccupa la situazione di Brescia e di Perugia&#8221;. Lo ha detto il professore Massimo Galli, primario di malattie infettive dell&#8217;ospedale Sacco di Milano, intervenendo a Skytg24. &#8220;Tutti devono imparare ad essere prudenti. Se vien detto loro che puo&#8217; esser fatta una certa cosa con un Dpcm non e&#8217; che tutti debbono recarsi allo stesso tempo nello stesso luogo&#8221;, ha aggiunto Galli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/02/25/covid-galli-no-a-chiusure-parziali-virus-continua-a-diffondersi/">Covid. Galli: &#8220;No a chiusure parziali, virus continua a diffondersi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Abruzzo, sempre meno pazienti in terapia intensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 15:41:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Meno tamponi, ma un&#8217;incidenza di casi in crescita. La curva dei contagi in Abruzzo continua il suo saliscendi con 25 nuovi casi registrati oggi sugli 822 tamponi analizzati, pari al 3%, che portano a 3.025 i casi totali da inizio emergenza e che segnano una nuova crescita rispetto al trend in calo degli ultimi giorni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Meno tamponi, ma un&#8217;incidenza di casi in crescita. La curva dei contagi in <span class="searchKey">Abruzzo</span> continua il suo saliscendi con 25 nuovi casi registrati oggi sugli 822 tamponi analizzati, pari al 3%, che portano a 3.025 i casi totali da inizio emergenza e che segnano una nuova crescita rispetto al trend in calo degli ultimi giorni con il piu&#8217; basso tasso di contagi registrato ieri, quando i positivi erano 4 su un totale di 997 tamponi, ovvero lo 0,4%. E&#8217; quanto emerge dal bollettino del Servizio prevenzione e tutela della Regione <span class="searchKey">Abruzzo</span>.<br />
Su tutti gli altri fronti le tendenze si confermano positive, eccetto che per i decessi che, con i tre delle ultime 24 ore, portano il totale a 335. I decessi riguardano una 89enne di Cepagatti, un 88enne di Pescara e un 80enne di Montesilvano. Sul fronte dei ricoveri ospedalieri si registra un ulteriore calo con 12 pazienti in meno rispetto a ieri e quindi 289 persone ricoverate in terapia non intensiva (36 in provincia dell&#8217;Aquila, 104 in provincia di Chieti, 112 in provincia di Pescara e 37 in provincia di Teramo). Terapia intensiva lasciata nelle ultime 24 ore da quattro pazienti: e&#8217; cosi&#8217; 11 il numero totale dei ricoverati (2 in provincia dell&#8217;Aquila, 1 in provincia di Chieti, 5 in provincia di Pescara e 3 in provincia di Teramo). Dodici in meno anche i pazienti in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva per le Asl, che sono quindi 1.509 (70 in provincia dell&#8217;Aquila, 481 in provincia di Chieti, 780 in provincia di Pescara e 178 in provincia di Teramo).<br />
Il segno piu&#8217;, altro dato positivo, e&#8217; sui guariti: sono 881, 50 in piu&#8217; rispetto a ieri con 228 passati da sintomatici ad asintomatici e 653 che sono completamente guariti essendo risultati negativi a due test consecutivi. Del totale dei casi positivi, 242 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L&#8217;Aquila, 767 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 1375 alla Asl di Pescara e 641 alla Asl di Teramo. I 25 casi di oggi si riferiscono 0 alla Asl Avezzano-Sulmona-L&#8217;Aquila, 1 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 24 alla Asl di Pescara e 0 alla Asl di Teramo. Dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 42.489 test, di cui 37.263 sono risultati negativi.</p>
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		<title>&#8220;Non sono vaccinato contro la meningite e sono giornalmente a contatto con casi di meningite&#8221;. Parla il Prof Andreoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 17:12:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[.Massimo Andreoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Prof.Massimo Andreoni, Primario di Malattie Infettive all&#8217;Ospedale PTV di Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione &#8220;Genetica Oggi&#8221; condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus: &#8220;Non sono vaccinato contro la meningite e sono giornalmente a contatto con casi di meningite. Mi vaccino regolarmente per l&#8217;influenza tutti gli anni perché cerco di proteggermi dalle malattie più frequenti. Non riesco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/04/non-sono-vaccinato-contro-la-meningite-e-sono-giornalmente-a-contatto-con-casi-di-meningite-parla-il-prof-andreon/">&#8220;Non sono vaccinato contro la meningite e sono giornalmente a contatto con casi di meningite&#8221;. Parla il Prof Andreoni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Prof.Massimo Andreoni, Primario di Malattie Infettive all&#8217;Ospedale PTV di Roma</strong>, <strong>è intervenuto ai microfoni della trasmissione &#8220;Genetica Oggi&#8221; condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus: </strong>&#8220;<strong>Non sono vaccinato contro la meningite e sono giornalmente a contatto con casi di meningite.</strong> Mi vaccino regolarmente per l&#8217;influenza tutti gli anni perché cerco di proteggermi dalle malattie più frequenti. <strong>Non riesco a proteggermi da tutto, inevitabilmente</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Ho fatto vaccinare però tutti e 5 i miei nipotini nei tempi e nelle modalità previste dal calendario vaccinale, questo perché consiglio fortissimamente la vaccinazione per i bambini piccoli. I giovani adulti che non fossero stati vaccinati devono essere vaccinati se sono all&#8217;interno di focolai epidemici che in questo momento in Italia non ci sono. Rimane una valutazione personale del cittadino che deve sapere che si sta vaccinando per una malattia rara&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;I ceppi che circolano da noi sono il B e il C che non circolano in Africa o in altre parti del mondo. L&#8217;aumento del ceppo C è legato da fatti interni nostri e non c&#8217;entra assolutamente nulla con l&#8217;immigrazione o con i flussi di persone all&#8217;interno del nostro territorio. Lo diciamo con assoluta tranquillità di dire il vero&#8221;.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/04/non-sono-vaccinato-contro-la-meningite-e-sono-giornalmente-a-contatto-con-casi-di-meningite-parla-il-prof-andreon/">&#8220;Non sono vaccinato contro la meningite e sono giornalmente a contatto con casi di meningite&#8221;. Parla il Prof Andreoni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Tubercolosi: un infetto su due è italiano. Sintomi non riconoscibili</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/10/21/tubercolosi-un-infetto-su-due-e-italiano-sintomi-non-riconoscibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 12:31:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;analisi degli ultimi dati sulla tubercolosi emerge che la metà dei nuovi casi interessa cittadini italiani. I cittadini stranieri più coinvolti sono quelli che provengono da Paesi ad alta endemia: dall&#8217;Africa maghrebina ed equatoriale ai Paesi dell&#8217;Est quali Romania e Moldavia. In Italia si parla di sette casi nuovi ogni 100mila abitanti. Numeri molto più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/21/tubercolosi-un-infetto-su-due-e-italiano-sintomi-non-riconoscibili/">Tubercolosi: un infetto su due è italiano. Sintomi non riconoscibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;analisi degli ultimi dati sulla<strong> tubercolosi</strong> emerge che la metà dei nuovi casi interessa cittadini italiani. I cittadini stranieri più coinvolti sono quelli che provengono da Paesi ad alta endemia: dall&#8217;Africa maghrebina ed equatoriale ai Paesi dell&#8217;Est quali Romania e Moldavia. In Italia si parla di sette casi nuovi ogni 100mila abitanti. Numeri molto più bassi rispetto a Bucarest, dove si registrano 223 casi per 100mila abitanti, o rispetto ad alcuni centri africani, dove se ne contano addirittura 400 su 100mila. Ma il problema rimane comunque allarmante per gli specialisti per le intrinseche difficoltà diagnostiche della malattia.</p>
<p><strong>IL CONGRESSO</strong> &#8211; Tema caldo accanto all&#8217;emergenza emigrazione, dove 800 specialisti provenienti da tutta Italia e dall’estero si sono confrontati a Baveno sul Lago Maggiore, in occasione del 15° Congresso Internazionale SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. L&#8217;appuntamento, organizzato dal Prof. Gaetano Filice, Direttore dell&#8217;Unità di Malattie Infettive del Policlinico San Matteo, Pavia, e dal Dott. Domenico Santoro, Direttore dell&#8217;Unità di Malattie Infettive dell&#8217;Azienda Ospedaliera S. Anna di Como, ha approfondito argomenti quali antibiotico-resistenza, infezione-malattia da HIV, infezione-malattia da virus epatici, malattie tropicali e parassitarie, infezioni nel paziente immuno-compromesso, infezioni nel paziente fragile, infezioni correlate all’assistenza.</p>
<p><strong>TUBERCOLOSI E STRANIERI</strong> &#8211; Gli stranieri malati hanno in media un&#8217;età media tra i 20 e i 40 anni; nella maggioranza degli italiani, invece, i casi riportati riguardano ultrasessantenni. La causa della differenza d&#8217;età è semplice: l&#8217;emigrato proveniente da Paesi ad alta endemia ha un coefficiente di rischio molto più alto e tende ad ammalarsi prima, anche a causa di una qualità di vita di prassi inferiore. La malattia si trasmette in maniera aerogena, ossia per condivisione di spazi aerei con un malato.</p>
<p>&#8220;Nonostante i numeri non allarmanti, quello della tubercolosi è un problema considerato &#8220;strettamente attuale&#8221; &#8211; spiega il Prof. Giovanni Di Perri, infettivologo, Università degli Studi di Torino e membro del direttivo della SIMIT &#8211; per la natura stessa della malattia, in quanto molto difficile da riconoscere. I sintomi sono febbre e tosse, spossatezza e perdita di peso. Questi, in effetti, possono essere banalmente scambiati per episodi influenzali o parainfluenzali. La mancanza di una sintomatologia specifica comporta spesso una lunga serie di visite prima di essere scoperta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un malato su tre &#8211; precisa il Prof. Di Perri &#8211; può anche guarire spontaneamente dopo mesi di alternato benessere, e si possono alternare periodi di remissione spontanea ad altri di peggioramento. Questo comporta una tardiva presa di coscienza di malattia e una probabilità di diffusione che può essere elevatissima in particolari condizioni, fra le quali occorre ricordare i soggetti gravati da forme di immunodepressive di varia natura e identità&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/10/21/tubercolosi-un-infetto-su-due-e-italiano-sintomi-non-riconoscibili/">Tubercolosi: un infetto su due è italiano. Sintomi non riconoscibili</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Virus Zika: malattia asintomatica nel 25% dei casi. Massima attenzione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/01/26/89479/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2016 18:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Salgono a quattro i casi italiani legati al virus Zika. Dopo aver colpito 22 Paesi dell&#8217;America Latina, con focolai circoscritti in diverse nazioni quali Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda, Sierra Leone e negli ultimi anni nel Centro e Sud America, il virus Zika è arrivato in Italia tramite persone che erano state in vacanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/26/89479/">Virus Zika: malattia asintomatica nel 25% dei casi. Massima attenzione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Salgono a quattro i casi italiani legati al virus Zika. Dopo aver colpito 22 Paesi dell&#8217;America Latina, con focolai circoscritti in diverse nazioni quali Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda, Sierra Leone e negli ultimi anni nel Centro e Sud America, il virus Zika è arrivato in Italia tramite persone che erano state in vacanza in Brasile nel corso dell’ultimo anno.</p>
<p>Il virus Zika è un membro della famiglia di virus Flaviviridae, del genere Flavivirus, scoperto per la prima volta in Uganda nel 1947, nella foresta di Zika. Il virus è correlato alla dengue, alla febbre gialla, all&#8217;encefalite del Nilo occidentale e all&#8217;encefalite giapponese, tutte malattie provocate da virus membri della famiglia dei virus Flaviviridae. Viene trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, soprattutto dalla zanzara della febbre gialla e dalla zanzara tigre. Il virus fu isolato nel 1947 da un Macaco Rhesus nella foresta Zika dell&#8217;Uganda e nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria.</p>
<p>I &#8220;La malattia nel 25% decorre in maniera asintomatica &#8211; spiega Antonio Chirianni, Presidente della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Direttore Dipartimento Malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche &#8211; Azienda Ospedaliera Ospedali dei Colli &#8220;Monaldi-Cotugno-CTO&#8221; Napoli &#8211; nella maggior parte dei casi la sintomatologia è lieve manifestandosi con febbricola, esantema, congiuntivite. Al momento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia. L’allerta di oggi infatti è successiva alle raccomandazioni dei CDC americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio&#8221;.</p>
<p>Le raccomandazioni attuali prevedono che tutte le persone che presentano febbre nelle 2 settimane successive al rientro da zone endemiche devono essere valutate in un centro specialistico. Utile, per chi si reca in zone endemiche, prevenire le punture delle zanzare coprendo la superficie cutanea quanto più possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche utilizzando tende. Non esiste alcun vaccino contro il virus Zika né alcun tipo di terapia.</p>
<p>Il virus viene trasmesso dalle zanzare &#8211; aggiunge il Prof. Chirianni &#8211; Il virus , inoltre, è presente nel sangue delle persone infette e quindi potrebbe essere trasmesso mediante trasfusioni di sangue e l’OMS rivela che &#8220;il virus Zika è stato isolato nel liquido seminale umano, ed è stato descritto un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/26/89479/">Virus Zika: malattia asintomatica nel 25% dei casi. Massima attenzione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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