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	<title>malnutrizione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Somalia. A Baidoa 230 bambini morti per malnutrizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 17:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un singolo cimitero di Baidoa, città meridionale della Somalia, sono già stati seppelliti i corpi di 230 bambini uccisi dalla malnutrizione che sta salendo a livelli mai visti dall&#8217;ultima carestia dichiarata nel Paese 11 anni fa. Famiglie esauste &#8211; molte delle quali hanno camminato per giorni dai villaggi colpiti dalla siccità per cercare aiuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/11/21/somalia-a-baidoa-230-bambini-morti-per-malnutrizione/">Somalia. A Baidoa 230 bambini morti per malnutrizione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In un singolo cimitero di Baidoa, città meridionale della Somalia, sono già stati seppelliti i corpi di 230 bambini uccisi dalla malnutrizione che sta salendo a livelli mai visti dall&#8217;ultima carestia dichiarata nel Paese 11 anni fa. Famiglie esauste &#8211; molte delle quali hanno camminato per giorni dai villaggi colpiti dalla siccità per cercare aiuto nella città &#8211; vi stanno seppellendo i propri bambini ogni giorno. Ogni piccola tomba è segnata da rocce e cespugli spinosi su cui le famiglie piangono e pregano. Lo rende noto Save the Children in una nota. A Baidoa il numero di bambini trattati per la peggiore forma di malnutrizione è aumentato di oltre cinque volte tra gennaio e ottobre, secondo i dati raccolti dalle organizzazioni umanitarie, tra cui Save the Children &#8211; l&#8217;Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare la vita delle bambine e dei bambini e garantire loro un futuro. I dati preliminari di un&#8217;indagine condotta dagli operatori sanitari della comunità su 90.000 bambini della città indicano che i tassi di malnutrizione acuta sono pari a quelli del 2011. Circa 260.000 persone sono morte durante la carestia del 2011-12, metà delle quali prima ancora che fosse dichiarata. Circa il 50% delle vittime erano bambini di età inferiore ai cinque anni. Anche se non c&#8217;è ancora stata una dichiarazione ufficiale di carestia, chi scava le fosse per seppellire le vittime sta lavorando sotto il sole cocente con temperature di 35 gradi, sebbene questa dovrebbe essere la stagione delle piogge mentre è caduto meno del 60% della pioggia attesa, un segnale di allarme che preannuncia la quinta stagione mancata consecutiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più di 600.000 persone costrette a lasciare le loro case dalla crisi climatica, spiega Save the Children, si sono accampate in 500 campi intorno alla città alla disperata ricerca di acqua e cibo, dopo che i loro pozzi si sono prosciugati, sono mancati i raccolti e il bestiame è morto. Molti sono arrivati troppo tardi per poter ricevere le cure salvavita per i loro bambini malati. In un tumulo in un&#8217;altra zona della città chi ha seppellito racconta di 17 bambini, tra cui fratelli e sorelle piccoli, sotterrati uno accanto all&#8217;altro. Una delle bambine sepolte qui è Mana Madey, che aveva sette anni. &#8220;Non era malata. È stata la fame. Si è ammutolita, sono rimasta con lei ed è morta&#8221;, ha raccontato sua madre, Sirad, seduta accanto al letto vuoto della bambina nella tenda della sua famiglia. La donna e suo marito avevano bestiame e capre finché la siccità non ha colpito i loro animali. I loro sette figli rimasti sono tenuti in vita grazie al cibo e all&#8217;acqua dei vicini che condividono con loro quel poco che hanno. &#8220;Stiamo affrontando problemi che nessuno dovrebbe affrontare&#8221;, ha aggiunto Sirad. &#8220;Siamo fuggiti dalla fame, ma la fame ci ha seguiti fin qui. Ho cercato di trovare aiuto, ma per Ahmed era troppo tardi. Ha esalato gli ultimi due respiri ed è finita lì. Non ha nemmeno pianto&#8221;, ha raccontato Mahupo Ali, madre di tre figli. Era incinta quando è arrivata in un campo vicino e lì ha partorito il suo bambino ma non è riuscita a produrre abbastanza latte per nutrirlo. Era troppo affranta per partecipare alla sepoltura. Altre donne hanno perso i figli durante faticosi viaggi a piedi di diversi giorni mentre i mariti andavano in direzioni diverse in cerca di lavoro. Si stima che quest&#8217;anno in Somalia la siccità abbiamo costretto a sfollare fino a 1,1 milioni di persone, soprattutto donne, bambini e anziani. &#8220;Dentro di me mi sento come se stessi bruciando, ma fuori devo rimanere calma per gli altri miei figli&#8221;, ha dichiarato Safiyo Nur, 28 anni, che ha lasciato la sua casa nella vicina regione di Bakool dopo la morte di tutte le 30 capre che aveva la sua famiglia. Era partita con sei figli ma è arrivata a Baidoa con cinque. Sua figlia, Ajapo, 5 anni, è morta tra le sue braccia sotto un albero il primo giorno di cammino. Non ha avuto altra scelta che seppellirla sul ciglio della strada e continuare il viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Migliaia di donne si stanno riversando negli accampamenti di fortuna di Baidoa dove montano strutture di bastoni e le coprono con indumenti e tessuti dai colori vivaci per proteggere le loro famiglie dalle intemperie. Alcune si sono fatte strada attraverso i combattimenti mentre le forze governative cercano di respingere Al-Shabaab, un gruppo armato che controlla ampie zone della campagna. &#8220;Ce ne siamo andati per mancanza di acqua e di cibo. Sono stata una delle ultime a lasciare il mio villaggio&#8221;, ha raccontato Asli, 40 anni, che viveva a 120 km a nord di Baidoa fino a quando il mese scorso ha perso il suo bestiame ed è rimasta solo con le galline. La donna ha dovuto fare una deviazione nel percorso a causa dei combattimenti vicino al confine della Somalia con l&#8217;Etiopia poi suo figlio di due anni, Mohammed ha contratto il morbillo ed è morto. Sebbene gli altri otto figli stiano ricevendo cure mediche, la donna teme per la loro vita. Il centro di stabilizzazione di Save the Children a Baidoa è un&#8217;opportunità di salvezza per i bambini più gravemente malnutriti che vi accedono. Oltre il 90% dei bambini ricoverati recupera abbastanza da essere dimesso entro 14 giorni. Molti vengono sottoposti a flebo per idratarli e ricevono latte arricchito di vitamine e una pasta di arachidi ricca di proteine. Alcuni vengono trattati per la polmonite con semplici antibiotici. Il sollievo sui volti delle madri è evidente. &#8220;Abbiamo perso sette bambini il mese scorso. Non è normale. Sono impegnato 24 ore al giorno per la mia gente e la mia città&#8221;, ha raccontato il dottor Mohamed Orman Wehliye, mentre con 12 infermieri si stava occupando di 70 bambini sotto i cinque anni, parlando con grande passione del loro lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro degli Affari umanitari dello Stato sud-occidentale della Somalia, Abdinasir Abdi Arush, ha detto di sperare che non venga dichiarata la carestia. &#8220;Credo che abbiamo l&#8217;opportunità di evitarla&#8221;, ha detto, ma Claire Sanford, Vicedirettore umanitario di Save the Children UK, sottolinea che i bambini stanno morendo di fame indipendentemente dal fatto che la soglia tecnica ufficiale della carestia non sia stata raggiunta. &#8220;I nostri centri sono invasi da madri che fanno tutto il possibile per evitare che i loro figli diventino un altro tumulo in un cimitero. C&#8217;è un disperato bisogno di più denaro per aiutarle a salvarli&#8221;, ha affermato Sandford. Gli ultimi dati delle Nazioni Unite mostrano che la metà dei 15 milioni di abitanti della Somalia sta affrontando una grave carenza di cibo e si prevede che più di 300.000 persone si troveranno in condizioni di carestia entro dicembre di quest&#8217;anno. Il numero di persone colpite dalla grave siccità è salito a 7,8 milioni nell&#8217;agosto di quest&#8217;anno, rispetto ai 3,2 milioni dello scorso dicembre. Save the Children opera in Somalia e Somaliland dal 1951 e ha programmi in tutto il Paese a sostegno delle esigenze sanitarie, educative e alimentari dei bambini. Lo scorso anno il suo lavoro nella regione ha raggiunto direttamente oltre 3 milioni di persone, tra cui 1,7 milioni di bambini.</p>
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		<title>Appello dell&#8217;Unicef per l&#8217;emergenza Sahel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 09:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/12/appello-dellunicef-per-lemergenza-sahel/">Appello dell&#8217;Unicef per l&#8217;emergenza Sahel</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lanciando oggi un nuovo appello alla solidarieta&#8217; internazionale, l&#8217;Unicef ricorda che circa 250.000 bambini sotto i 5 anni affetti da malnutrizione grave acuta nella regione africana del Sahel hanno ricevuto assistenza nutrizionale nei primi 4 mesi di quest&#8217;anno, come parte della risposta all&#8217;emergenza alimentare in corso. L&#8217;Unicef prevede che almeno 1,1 milioni di bambini avranno bisogno di aiuti vitali nell&#8217;arco del 2012, e ha aumentato a 5.200 il numero dei Centri specializzati in questo tipo di cure nei 9 Stati colpiti dalla crisi. Il picco nel numero di bambini che avranno bisogno di aiuto si raggiungera&#8217; nei prossimi 3 mesi, poiche&#8217; la regione sta iniziando ora ad attraversare la stagione piu&#8217; arida e dura dell&#8217;anno.</p>
<p>Altre urgenze si sommano nel Mali, dove il protrarsi del conflitto armato ha costretto 170.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni e a fuggire in 3 Paesi confinanti, con gravi problemi di sicurezza e di accesso per gli operatori umanitari. Altre 167.000 persone sono sfollate all&#8217;interno dei confini del Mali. L&#8217;Unicef ribadisce l&#8217;urgenza di ricevere ulteriori fondi per i bambini e le donne che versano in condizioni di estrema sofferenza nel Sahel, assediati da malattie insidiose come il colera, o vittime della violenza come in Mali. In totale, l&#8217;Unicef stima necessari &#8211; di qui a fine 2012 &#8211; altri 146 milioni di dollari per gli interventi umanitari nella regione. Ad oggi gli appelli di emergenza hanno ricevuto risposta positiva per un totale di 93 milioni di dollari.</p>
<p>&#8220;Senza dubbio, i fondi ricevuti all&#8217;inizio dell&#8217;anno hanno contribuito sensibilmente a fronteggiare l&#8217;arrivo della crisi e a salvare molte vite&#8221; afferma il direttore Unicef per l&#8217;Africa centrale e occidentale, Manuel Fontaine. &#8220;Per salvare la vita dei bambini del Sahel dobbiamo fronteggiare problemi molteplici e la crisi nel Mali non ha fatto che aumentare il numero dei bambini a rischio. Finora abbiamo ricevuto donazioni finalizzate soprattutto alla risposta immediata alla fame. Ma la scarsita&#8217; di fondi rischia di pregiudicare altri interventi vitali, e ci impedisce di fare tutto cio&#8217; che potremmo per i bambini e i loro genitori, nel momento in cui hanno maggior bisogno del nostro aiuto&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Unicef mette in campo una risposta integrata, che prende in considerazione i bisogni piu&#8217; pressanti della popolazione. I bambini nel Mali settentrionale sono esposti a un evidente rischio di abusi, abbandono scolastico, reclutamento forzato nelle milizie. In tutti i 9 Stati coinvolti dalla crisi alimentari, e&#8217; indispensabile offrire anche opportunita&#8217; di istruzione, poiche&#8217; molti bambini delle comunita&#8217; maggiormente colpite stanno abbandonando la scuola.</p>
<p>Le campagne di vaccinazioni sono essenziali per prevenire le epidemie. Fino a questo punto dell&#8217;anno, nel Sahel sono stati vaccinati contro il morbillo oltre 6 milioni di bambini. Piu&#8217; di 9 milioni di bambini hanno ricevuto zanzariere per contrastare la diffusione della malaria. Ma occorrono anche misure per prevenire, quando arriveranno le piogge, i focolai di colera &#8211; malattia endemica in molte delle zone interessate dall&#8217;emergenza.</p>
<p>Secondo le Nazioni Unite, sono circa 18 milioni le persone colpite dalla siccita&#8217; e dalla crisi alimentare. Gia&#8217; a dicembre 2011 l&#8217;Unicef aveva preavvertito che il numero dei bambini che avrebbe avuto bisogno di aiuti per sopravvivere alla malnutrizione grave acuta sarebbe oscillato tra 1 e 1,5 milioni e aveva lanciato un appello finalizzato a raccogliere 119.5 milioni di dollari.</p>
<p>Quando sono scoppiati gli scontri in Mali, l&#8217;Unicef ha richiesto 19 milioni di dollari addizionali per fronteggiare i bisogni immediati degli sfollati interni e di coloro che si sono rifugiati in Mauritania, Burkina Faso e Niger. Il nuovo appello dell&#8217;Unicef per 238 milioni nel 2012 riflette l&#8217;esigenza di una risposta integrata e prende in considerazione gli interventi necessari per fronteggiare la crisi alimentare, il conflitto nel Mali e la minaccia del colera e di altre malattie epidemiche. Nelle scorse settimane, l&#8217;Unicef ha lanciato la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi &#8220;Emergenza nel Sahel- 1 milione di bambini a rischio-Dai l&#8217;allarme!&#8221;.</p>
<p>Emergenza Sahel, donazioni all&#8217;Unicef tramite: bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a Unicef Italia, specificando la causale &#8220;Emergenza Sahel&#8221;; carta di credito online sul sito www-unicef.it, oppure telefonando al numero verde Unicef 800 745 000; bonifico bancario sul conto corrente intestato a Unicef Italia su Banca Popolare Etica: Iban IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale &#8220;Emergenza Sahel&#8221;; donazione presso il Comitato Unicef della tua citta&#8217; (elenco sul sito<a href="http://www.unicef.it/" target="_blank">www.unicef.it</a>).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/12/appello-dellunicef-per-lemergenza-sahel/">Appello dell&#8217;Unicef per l&#8217;emergenza Sahel</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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