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	<title>mamme in attesa Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. Psicoterapeuta:  &#8220;Future mamme in quarantena, speciali e più resilienti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 13:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[mamme in attesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla scoperta della maternita&#8217; al parto le donne in gravidanza vivono quella che in termini tecnici si chiama &#8216;trasparenza psichica&#8217;, una sorta di maggiore vulnerabilita&#8217; emotiva determinata dal fatto che tutte le energie sono canalizzate verso il bambino. Ma cosa succede se su questa condizione di aumentata suscettibilita&#8217; si innestano le preoccupazioni legate al contagio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> Dalla scoperta della maternita&#8217; al parto le donne in gravidanza vivono quella che in termini tecnici si chiama &#8216;trasparenza psichica&#8217;, una sorta di maggiore vulnerabilita&#8217; emotiva determinata dal fatto che tutte le energie sono canalizzate verso il bambino. Ma cosa succede se su questa condizione di aumentata suscettibilita&#8217; si innestano le preoccupazioni legate al contagio da coronavirus e ai vissuti di isolamento dovuti al lockdown? Secondo Magda Di Renzo, analista junghiana, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e responsabile Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), per comprendere a fondo le paure che popolano le menti delle donne che stanno vivendo la gravidanza in quarantena occorre, innanzitutto, distinguere le fasi della gestazione. Tenendo presente che, &#8220;in casi di donne che hanno una maggiore vulnerabilita&#8217;- spiega all&#8217;agenzia Dire Di Renzo- il non sentirsi sostenute potrebbe portare ad un maggior rischio di sviluppare una depressione post partum&#8221;, ma che, allo stesso tempo, &#8220;il fatto di non avere degli appoggi attiva resilienze che in condizioni normali non sarebbero state attivate&#8221;. &#8220;La gravidanza e&#8217; il periodo dell&#8217;esistenza in cui si ha maggiormente bisogno di una condivisione e di un contenimento, cioe&#8217; di avere accanto le persone- continua l&#8217;analista- Per una donna il momento della gravidanza e&#8217; la riattivazione della sua dimensione di figlia. C&#8217;e&#8217; un bisogno di partecipazione, di riavvicinarsi alla figura materna, che sia stata positiva o negativa nel passato. Quindi, essere lontane, non poter condividere con la madre, con gli amici, questo momento e&#8217; un grande problema&#8221;. È il caso di Claudia, che nello speciale dell&#8217;Agenzia Dire dedicato alla maternita&#8217; in quarantena, aveva raccontato la frustrazione di aver scoperto di essere incinta senza poter aver vicino sua madre. Se fino al quarto mese, da parte della donna, &#8220;c&#8217;e&#8217; un assestarsi nella condizione- prosegue la psicoterapeuta- dal quarto al settimo sono molto fertili le fantasie sul futuro bambino&#8221;, che &#8220;oggi sono state in qualche modo contaminate da questo problema esterno&#8221;, dalla &#8220;preoccupazione del collettivo&#8221;. In piu&#8217;, molte &#8220;hanno avuto difficolta&#8217; nel preparare le cose per il bambino, perche&#8217; i negozi sono chiusi. Sembrano sciocchezze- sottolinea la psicoterapeuta- ma sono, invece, degli elementi determinanti, perche&#8217; e&#8217; un modo di pensare al bambino che verra&#8217;&#8221;. L&#8217;elemento piu&#8217; insidioso per chi, invece, sta affrontando il parto in emergenza Covid-19 &#8220;e&#8217; il fatto di essere sole. Per alcune e&#8217; stata possibile la presenza del marito, per altre no&#8221;, e anche il dopo parto, &#8220;il momento in cui ci dovrebbe essere la festa, l&#8217;iniziazione del bambino al mondo&#8221;, e&#8217; stato sostituito dalla condivisione virtuale di immagini foto e video inviati ad amici e parenti. Per questo, avverte Di Renzo, occorre valorizzare e avere &#8220;un rapporto piu&#8217; umile con la tecnologia, che ci ha salvato in questo momento, dandoci una grande possibilita&#8217;&#8221;, anche se &#8220;avere accanto la propria madre che ti aiuta e&#8217; un&#8217;altra cosa&#8221;. È la funzione simbolica protettiva del futuro padre, &#8220;centrale&#8221; fin dai primi mesi di gravidanza, a venir meno per le donne che sono costrette a partorire senza il proprio marito o compagno accanto. &#8220;Hanno paura di rimanere sole durante il parto perche&#8217; arrivano in questa condizione di isolamento nei giorni che lo precedono con un senso abbandonico- sottolinea la responsabile Terapie di IdO- La vulnerabilita&#8217; emotiva che la donna gravida vive necessita di un contenimento, la vicinanza fisica e&#8217; una vicinanza alla paura di quel momento, al vivere un&#8217;esperienza ignota, come nel caso del primo parto&#8221;. Quindi, &#8220;la mancanza della figura del futuro padre viene vissuta come un&#8217;esperienza abbandonica. I padri che hanno potuto assistere, perche&#8217; moltissime strutture sanitarie, dobbiamo dirlo, lo hanno permesso- insiste Di Renzo- hanno assolto alla loro funzione e sicuramente queste donne si sono sentite piu&#8217; protette, perche&#8217; la figura paterna e&#8217; simbolicamente fondante&#8221;. Una direttiva nazionale per tutti gli ospedali, in questo senso, &#8220;aiuterebbe, anche se nelle situazioni di emergenza, sia in ambito sanitario che non, si attivano da parte di tutti delle straordinarie resilienze e molte gestanti sono riuscite a portare avanti controlli ed ecografie senza sentirsi abbandonate&#8221;. Secondo di Di Renzo, le neomamme in quarantena devono sentirsi un po&#8217; speciali, come i loro piccoli: &#8220;Sono bambini che nonostante tutto sono venuti fuori, che ce l&#8217;hanno fatta, sono madri che sono state capaci di proteggerli. Io ne farei un inno positivo- osserva- affinche&#8217; quelle ansie che hanno costellato questi mesi diventino una grande risorsa per le mamme e per i loro bambini&#8221;. E allora si&#8217; alla ricerca della vicinanza del marito o del compagno, &#8220;un elemento protettivo importante&#8221;, e si&#8217; a tutta una serie di attivita&#8217; positive che vanno dall'&#8221;ascolto della musica, ai corsi di preparazione al parto online, ai piccoli movimenti, agli esercizi di yoga&#8221;. Importante, sottolinea la psicoterapeuta, &#8220;mantenere i contatti con amici, parenti e donne nella stessa condizione, attraverso la tecnologia&#8221;, ma anche &#8220;occupare il tempo con qualcosa di creativo&#8221; e fare tesoro di questo periodo di isolamento. Perche&#8217; &#8220;c&#8217;e&#8217; una maggiore calma delle madri e questo e&#8217; sicuramente un vantaggio per il bambino&#8221;. Avendo sempre ben presente, conclude Di Renzo, &#8220;che il feto non viene attaccato dal virus: un elemento fondamentale&#8221;.</p>
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