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	<title>marocchini Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Abruzzo, atterrati a Pescara 124 marocchini per Fucino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 17:40:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo turismo, il via libera all’ingresso alle frontiere dei lavoratori stranieri salva ¼ del raccolto Made in Italy con 370mila stagionali regolari che arrivano ogni anno dall’estero, di cui circa 3500 nel Fucino, garantendo ben il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie nelle campagne italiane. Lo dice Coldiretti che ha organizzato l’arrivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/06/abruzzo-atterrati-a-pescara-124-marocchini-per-fucino/">Abruzzo, atterrati a Pescara 124 marocchini per Fucino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo turismo, il via libera all’ingresso alle frontiere dei lavoratori stranieri salva ¼ del raccolto Made in Italy con 370mila stagionali regolari che arrivano ogni anno dall’estero, di cui circa 3500 nel Fucino, garantendo ben il 27% del totale delle giornate di lavoro necessarie nelle campagne italiane. Lo dice Coldiretti che ha organizzato l’arrivo all’Aeroporto internazionale d’Abruzzo &#8220;Pasquale Liberi&#8221; di Pescara del volo charter con 124 cittadini marocchini, i lavoratori agricoli stranieri più presenti in Italia dopo i rumeni. Si tratta – sottolinea la Coldiretti &#8211; di operai agricoli stagionali qualificati ed esperti che ormai da anni sono impegnati sul territorio nazionale, tanto da essere diventati indispensabili per l’attività di molte aziende nostrane.</p>
<p>Arrivati ieri alle 19.30 e accolti dal presidente di Coldiretti L’Aquila Angelo Giommo e il direttore Domenico Roselli, i lavoratori sono stati accompagnati da bus organizzati nelle diverse aziende. Osserveranno la quarantena e collaboreranno principalmente nella cura degli ortaggi come finocchi, carote, patate radicchio, insalate fino al mese di ottobre, per poi tornare nel proprio Paese.</p>
<p>La comunità di lavoratori agricoli più presente in Abruzzo è quella rumena davanti a marocchini e indiani ma anche albanesi, senegalesi, polacchi, tunisini e bulgari. Con la riapertura delle frontiere il 3 giugno scorso si sta lentamente ripristinando – continua la Coldiretti &#8211; il normale flusso degli addetti al settore occupati temporaneamente in Italia dove rappresentano ormai una componente strutturale ed integrata che contribuisce ai successi del Made in Italy in Italia ed all’estero.</p>
<p>L’Italia è il primo produttore europeo di gran parte di verdure e ortaggi tipici e, in tal senso, il Fucino è considerato l’orto di Italia per varietà di produzioni, presenza di aziende ed ettari coltivati.</p>
<p>Per affrontare l’emergenza manodopera in agricoltura, su sollecitazione della Coldiretti sono stati prorogati fino al 31/12 i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne. Inoltre – continua la Coldiretti &#8211; è stato ottenuto nel decreto Cura Italia che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscano rapporto di lavoro nè subordinato nè autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito. Potranno dunque collaborare alla raccolta dei prodotti agricoli anticipata dal caldo inverno – sottolinea la Coldiretti – anche nonni, genitori, figli, nipoti, suoceri, generi, nuore, fratelli, zii, cugini, figli di cugini, cugini dei genitori e figli dei cugini dei genitori, fratello/sorella del coniuge, zio del marito rispetto alla moglie e viceversa, cugino/a del marito rispetto alla moglie e viceversa. Si tratta di una prassi molto diffusa in agricoltura nel passato quando anche lontani parenti – spiega la Coldiretti &#8211; tornavano in fattorie, cascine e masserie di famiglia in occasione delle campagne di raccolta più importanti, dalla vendemmia alla raccolta delle olive, per collaborare attivamente e ricevere magari in cambio frutta, verdura, olio o vino.</p>
<p>In questo contesto – sostiene la Coldiretti – è ora necessaria pero’ anche una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università e molte attività economiche sono rallentate e tanti lavoratori sono in cassa integrazione. I voucher in Italia sono stati introdotti nel 2008 per la vendemmia per le peculiarità del tipo di lavoro che segue i cicli stagionali della natura e del clima. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura – sottolinea la Coldiretti – è stata l’unico settore che è rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) che gli altri settori non hanno mai più conosciuto fino all’abrogazione. Non è un caso – precisa la Coldiretti – che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile con circa 2 milioni di tagliandi venduti nell’anno prima dell’abrogazione del 2017. Più o meno gli stessi dei 5 anni precedenti, per un totale di 350mila giornate di lavoro che – conclude la Coldiretti – potrebbero aiutare molti italiani in difficoltà per la mancanza di lavoro.</p>
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