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	<title>marocco Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Marocco: cronista condannata per aborto colpo a diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 20:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hajar Raissouni, giornalista del quotidiano marocchino &#8216;Akhbar al-Youm&#8217;, e&#8217; stata condannata insieme al fidanzato a un anno di reclusione per aver abortito, una pratica illegale nel Paese nordafricano. Ieri, la sentenza del tribunale di Rabat ha colpito anche il ginecologo sospettato di aver praticato l&#8217;aborto: e&#8217; stato condannato a due anni di carcere e a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hajar Raissouni, giornalista del quotidiano marocchino &#8216;Akhbar al-Youm&#8217;, e&#8217; stata condannata insieme al fidanzato a un anno di reclusione per aver abortito, una pratica illegale nel Paese nordafricano. Ieri, la sentenza del tribunale di Rabat ha colpito anche il ginecologo sospettato di aver praticato l&#8217;aborto: e&#8217; stato condannato a due anni di carcere e a due anni di divieto di esercitare la professione, mentre i due assistenti dovranno scontare rispettivamente un anno e otto mesi di carcere. Oggi Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l&#8217;Africa del Nord, ha definito la vicenda definendola &#8220;un colpo devastante ai diritti delle donne in Marocco&#8221;. La responsabile in una nota ha sottolineato: &#8220;Hajar, il suo fidanzato e il personale medico coinvolto non avrebbero mai dovuto essere arrestati. E invece lo sono stati e per di piu&#8217; Raissouni e&#8217; stata pubblicamente diffamata, violata nella sua privacy e condannata per un&#8217;accusa ingiusta. Le autorita&#8217; marocchine dovrebbero revocare la condanna e ordinare il suo rilascio immediato e incondizionato, cosi&#8217; come quello di tutte le altre persone coinvolte nel caso&#8221;. In base al diritto internazionale, ha aggiunto Morayef, &#8220;le donne hanno il diritto di prendere le loro decisioni circa la loro vita sessuale e riproduttiva. Criminalizzare l&#8217;aborto e&#8217; una forma di discriminazione nei loro confronti&#8221;. In conclusione, la rappresentante della ong chiede alle autorita&#8217; del Marocco &#8220;di abolire tutte le leggi che violano i diritti delle donne, comprese quelle che considerano reati l&#8217;aborto e le relazioni extra-matrimoniali&#8221;.</p>
<p>Hajar Raissouni era stata fermata il 31 agosto insieme al fidanzato Amin Rifaat, a un medico e a due suoi assistenti, all&#8217;uscita di uno studio medico della capitale Rabat. La donna e&#8217; stata accusata di aborto volontario, mentre secondo il suo legale, ha subito un aborto spontaneo sul quale i medici sono dovuti intervenire. Il Movimento alternativo per le liberta&#8217; individuali ha denunciato inoltre che Raissouni, una volta arrestata, ha subito un esame ginecologico al quale non aveva prestato il proprio consenso. In una lettera inviata il 4 settembre al suo quotidiano, Hajar Raissouni ha riferito di essere stata interrogata sui suoi scritti di tenore politico, su uno dei suoi colleghi e sui suoi familiari, tra cui Ahmed Raissouni, teologo islamista ed ex presidente del Movimento per l&#8217;unicita&#8217; e la riforma, uno dei piu&#8217; popolari movimenti religiosi del Marocco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/01/marocco-cronista-condannata-per-aborto-colpo-a-diritti/">Marocco: cronista condannata per aborto colpo a diritti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambasciatore del Marocco Hassan Abouyoub: &#8220;l&#8217;Italia deve guardare all&#8217;Africa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2017 22:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciatore marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Tiengo]]></category>
		<category><![CDATA[Hassan Abouyoub]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hassan Abouyoub è stato nominato Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia nel 2010.  Originario del Sud del Marocco, 64 anni. Poliglotta, diplomato all’Emlyon Business School, la scuola di management di Lione, è stato anche ambasciatore in Francia.  Un economista e un politico di rango che in questi giorni è arrivato agli Stati generali di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/03/04/ambasciatore-del-marocco-hassan-abouyoub-litalia-deve-guardare-allafrica/">Ambasciatore del Marocco Hassan Abouyoub: &#8220;l&#8217;Italia deve guardare all&#8217;Africa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hassan Abouyoub è stato nominato Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia nel 2010.  Originario del Sud del Marocco, 64 anni. Poliglotta, diplomato all’Emlyon Business School, la scuola di management di Lione, è stato anche ambasciatore in Francia.  Un economista e un politico di rango che in questi giorni è arrivato agli Stati generali di Distretto33. Un Ambasciatore a un’iniziativa legata al territorio? Proprio così, e forse anche per rendere applicato il concetto di glocal. Ad Hassan Abouyoub abbiamo chiesto come vede il rapporto con le reti territoriali, le nostre aziende e le opportunità che il suo Paese apre agli operatori italiani. Ci ha risposto con la consueta chiarezza</p>
<p><strong>Ambasciatore, cosa lo ha portato al convegno di Distretto 33?</strong></p>
<p>Innanzitutto devo dire che sono molto contento di essere stato invitato. Credo sia importante sfruttare l’opportunità di aprire un dialogo con nuovi modelli di governance territoriale con cui mi sento in grande sintonia. Penso, anche, che il Marocco sia importante per la Lombardia  Per  sviluppare l’internazionalizzazione delle sue aziende l’Italia deve guardare al Sud, all’Africa. E, a conti fatti, forse il cancello per l’Africa, con tutto il rispetto e tutta l’umiltà del mondo, può essere rappresentato proprio dal Marocco.</p>
<p><strong>Grandi, medie e piccole imprese. Quale il vostro focus di interesse?</strong></p>
<p>Direi  soprattutto le medie e piccole imprese perché hanno la possibilità di adattarsi all’ambiente caratterizzato dalla competitività regionale e macroregionale. Ovviamente questo richiede  un’assistenza e una spinta forte, che siamo pronti a dare, ma soprattutto una visione collettiva che sappia portare a  condividere i costi  dell’internazionalizzazione. E’ proprio pensando a questo che ho lanciato l’idea di una piattaforma digitale fra Lombardia e Marocco,</p>
<p><em><strong>I</strong></em><strong>l Marocco cosa offre alle aziende italiane ?</strong></p>
<p>Un ambiente che è molto simile al vostro nei suoi meccanismi giuridico/fiscali. Non abbiamo inventato l’acqua calda, abbiamo preso il meglio di ciò che abbiamo in Europa.</p>
<p><strong>Quindi?</strong></p>
<p>Il  Marocco non è un paese basato sugli interventi statali, è un paese aperto,  un paese  molto liberale diverso dal nostro vicinato(Algeria ndr). Questo fa in modo che non ci siano barriere, specie per i rapporti basati sulle reti territoriali. Ma non è il solo punto a favore. Siamo anche vicini culturalmente e questo facilita molto.</p>
<p><strong>Meccanismi fiscali e incentivazioni. Due punti a cui le aziende italiane sono molto sensibili. Cosa trovano nel vostro Paese?</strong></p>
<p>Abbiamo un sistema molto simile al vostro, ad esempio abbiamo l’Iva. Un’azienda che vuole investire da noi può contare su incentivazioni, esenzioni importanti sia su import sia su export. Per non parlare delle esenzioni fiscali sull’utile. Possono durare anche dieci anni, dipende dall’attività che si svolge.</p>
<p><strong>Quante aziende italiane lavorano oggi nel vostro Paese?</strong></p>
<p>Ne abbiamo più o meno 200 di medio -piccolo livello. Potrebbero essere molte di più ma l’Italia sembrava avesse  dimenticato il Marocco.  Negli ultimi 3 o 4 anni, però,  è cambiata la storia. Oggi  c’è un interesse assolutamente incredibile e crescente. Certamente anche perché l’Area del Mediterraneo è molto complicata e il Marocco è forse uno dei pochissimi Paesi con cui è facile stabilire un rapporto, per stabilità politica e modello economico. Per il resto, in questo nostro grande mare, e in particolare nella sua sponda Sud, le cose non sono affatto facili.</p>
<p><strong>Un’azienda cosa deve fare per lavorare con il Marocco?</strong></p>
<p>Niente di complicato.  Andare lì. Ci sono referenti a livello locale e a livello centrale. Nella capitale abbiamo un’agenzia di promozione degli investimenti. Io però raccomando sempre di prendere professionisti che abbiano studi legali e fiscali e che lavorano secondo il modello italiano.</p>
<p><strong>E poi?</strong></p>
<p>Darsi il tempo di scoprire , di capire, di respirare il profumo del Marocco. E andare avanti</p>
<p style="text-align: right;">Dario Tiengo-Tribunapoliticaweb.it</p>
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		<title>Succo di frutta durante Ramadan, condanna per 4 giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 09:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[marocco]]></category>
		<category><![CDATA[ramadan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Condannati a quattro mesi di carcere, sebbene con sospensione della pena, per aver bevuto un succo di frutta in pubblico durante il periodo del Ramadan. Questa l’incredibile sanzione comminata a quattro giovani marocchini da un giudice di Rabat, nel nord est del Paese Maghrebino. &#8220;Un verdetto coraggioso, anche se avremmo preferito che fossero assolti&#8221;, ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/15/succo-di-frutta-durante-ramadan-condanna-per-4-giovani/">Succo di frutta durante Ramadan, condanna per 4 giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Condannati a quattro mesi di carcere, sebbene con sospensione della pena, per <strong>aver bevuto un succo di frutta in pubblico durante il periodo del Ramadan</strong>. Questa l’incredibile sanzione comminata a quattro giovani marocchini da un giudice di <strong>Rabat</strong>, nel nord est del Paese Maghrebino.</p>
<p><em>&#8220;Un verdetto coraggioso, anche se avremmo preferito che fossero assolti&#8221;,</em> ha commentato<strong> Omar Arbib</strong> dell&#8217;Associazione marocchina per i diritti umani. Già perché per quanto la condanna comminata ai quattro giovani possa apparire inconcepibile e finanche grottesca per i nostri canoni occidentali di giudizio, la pena edittale prevista per i casi di violazione del Ramadan è di<strong> sei mesi di carcere</strong>. Durante il mese sacro dei musulmani, ai fedeli è vietato mangiare, bere, fumare e avere rapporti sessuali durante le ore giornaliere. <strong>Il Ramadan si concluderà nella giornata di domani.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/15/succo-di-frutta-durante-ramadan-condanna-per-4-giovani/">Succo di frutta durante Ramadan, condanna per 4 giovani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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